Rassegna del 28 Febbraio 2018

IL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI DANNEGGIA GRAVEMENTE IL CERVELLO

https://www.2anews.it/labuso-alcol-aumenta-rischio-della-demenza-senile-precoce/

L’abuso di alcol aumenta il rischio della demenza senile precoce

Da Patrizia Zinno - 26 febbraio 2018

L’abuso di alcol danneggia  gravemente il cervello, causando  disturbi cerebrali di diversa entità, dal deficit cognitivo lieve alla demenza senile: il rischio di ammalarsi aumenterebbe fino a 10 volte.

L’abuso di alcol può avere conseguenze catastrofiche sull’organismo umano. E’ stato diagnosticato che comporta nella maggioranza dei casi demenza senile prima dei 65, il più grande fattore di rischio per il declino cognitivo. Questo si evince da uno studio pubblicato sulla rivista Lancet Public Health grazie ad una ricerca effettuata  in Francia su persone a cui erano stati diagnosticati disturbi mentali e comportamentali o altre malattie croniche attribuibili all’uso di alcol.

Lo studio è stato corredato su circa 57.000 persone affette da demenza a esordio precoce ed  il 57% era correlata al consumo eccessivo di alcol. Infatti l’effetto negativo dell’assunzione di alcol si evidenzia a lungo termine con danni gravi al sistema nervoso. I Neuroni  vanno in contro ad una ridotta plasticità strutturale, una vera intossicazione acuta che può causare anche l’atrofia dell’ippocampo, che rappresenta il centro della memoria.

L’etanolo, spiegano gli scienziati, ha conseguenze depressive sul sistema nervoso centrale dell’uomo, provocando anche un effetto ansiolitico e di disinibizione comportamentale. A livello organico, agisce sulla mucosa della bocca, sullo stomaco e sull’intestino. L’alcol appena ingerito dallo stomaco passa velocemente  nel sangue e così al cervello. Poi velocemente raggiunge il fegato, la ghiandola più grande del corpo umano, che gioca un ruolo importante nel metabolismo.

Più si beve, più le facoltà intellettive  cognitive crollano, provocando un indebolimento della struttura del fisico fino al danneggiamento dei nervi ed una elevata sofferenza epatica.  La moda del “cicchetto” ha preso facilmente piede in alcuni locali che lo servono anche ai giovanissimi. Anche queste cattive abitudini dei fine settimana balordi tra gli amici, potrebbero avere conseguenze pesanti. Ciò sottolinea ancora una volta la consapevolezza e anche la necessità che tutti, in particolare i giovani,  conoscano i reali rischi connessi all’alcol, non solo per quanto riguarda il pericolo di fare incidenti, ma anche per non andare incontro a danni a lungo termine per la propria salute. Meglio prendere delle precauzioni in ogni situazione che curare in un secondo momento il danno fatto.

 

SOLO DUE ESPONENTI POLITICI HANNO SOTTOSCRITTO IL DOCUMENTO PRESENTATO DALLA FEDERAZIONE ITALIANA comunita’ terapeutiche

 

https://agensir.it/quotidiano/2018/2/27/elezioni-2018-squillaci-fict-la-politica-si-e-dimenticata-della-droga/

Elezioni 2018: Squillaci (Fict), “la politica si è dimenticata della droga”

27 febbraio 2018 @ 16:10

“La politica si è dimenticata della droga”. La denuncia viene dal presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), Luciano Squillaci. La Fict, infatti, ha inviato ai candidati alle elezioni politiche 2018 un documento condiviso con tutti i Centri federati affinché “la questione delle dipendenze fosse messa al centro delle priorità, chiedendo alle forze politiche di sottoscrivere in modo preliminare tre questioni fondamentali”. La prima riguarda “l’avvio immediato di un processo partecipato di riforma del sistema normativo sulle dipendenze, fermo ancora a 30 anni fa”. La seconda questione concerne “la nomina di un sottosegretario con la specifica delega alle politiche antidroga; il rafforzamento del Dipartimento politiche antidroga, da mantenere sotto la presidenza del Consiglio; la convocazione della Conferenza nazionale”. La terza questione fa riferimento a “politiche di prevenzione organiche e strutturali, con finanziamenti stabili, che consentano percorsi educativi continuativi e coinvolgano il territorio e il mondo della scuola”. “Questi tre punti, divulgati ampiamente anche dai nostri Centri su tutti i territori, a livello nazionale sono stati sottoscritti soltanto da due esponenti politici”, precisa la Fict.

“Dobbiamo appurare a questo punto che la questione droga è sparita dalle agende, dalle priorità e soprattutto non è neanche menzionata nei programmi presentati dai partiti per le elezioni, tranne per la legalizzazione della cannabis”, si lamenta Squillaci. Tuttavia, prosegue, “nella vita di tutti i giorni la droga diventa un problema sociale degno di considerazione soltanto di fronte all’allarme, all’emergenza, dove ci ripetiamo, ormai, in modo ipocrita, che siamo arrivati tardi e che forse si sarebbe potuto evitare. Sempre più spesso si parla di droga, di alcol, di psicofarmaci, di devianza solo di fronte alla morte dei nostri ragazzi”. Per il presidente della Fict, “chi ricopre ruoli di funzione pubblica è tenuto a rappresentare il sistema sociale, ed è, pertanto, chiamato a costruire il bene comune con lo strumento della legalità. E quindi c’è un’istanza etica, personale e sociale. Chi non rispetta questo, crea un gap nella comunità tutta. E non mi stancherò mai di gridarlo ma la politica non è semplice gestione dell’esistente, è e deve essere progetto e tensione, capacità di vedere lontano e di vedere prima, soprattutto deve essere vicina alla storia delle persone”.

 

VENDITA DI ALCOLICI AI MINORENNI

 

http://www.cremaonline.it/cronaca/26-02-2018_Alcol+a+minorenni,+locale+di+Crema+a+rischio+chiusura/

Crema. Alcolici ai minorenni, multato locale di via IV Novembre. Ora rischia la chiusura

26-02-2018

di Riccardo Cremonesi 

Lo scorso sabato notte i carabinieri e la polizia locale di Crema hanno sorpreso due minorenni, uno dei quali con meno di 16 anni, mentre bevevano alcolici. Come spiega il maggiore Giancarlo Carraro “è stato multato il titolare di un locale di via IV novembre, che in passato e per lo stesso motivo aveva già ricevuto una sanzione”. Della vicenda è stata “interessata anche l’autorità giudiziaria e verrà anche proposto al Comune di Crema la chiusura del locale”.

Il senso di responsabilità

Nei prossimi fine settimana e “vista l’efficacia della collaborazione tra forze di polizia, verranno ripetuti i servizi”. L’invito che viene rinnovato agli esercenti del Cremasco dai carabinieri “è di mantenere un maggior senso di responsabilità, evitando di somministrare smodate quantità di sostanze alcoliche ai propri clienti, affinché tale azione possa non essere deleteria per gli utenti della strada”.

 

“ABBIAMO CHIESTO AD ALCUNI ESPERTI LE MOTIVAZIONI DI QUESTO POCO INVIDIABILE PRIMATO: È COME PENSATE, C'ENTRA L'ALCOOL”

 

http://it.euronews.com/2018/02/26/perche-nei-paesi-baltici-c-e-il-tasso-di-omicidi-piu-alto-d-europa

Perché nei Paesi Baltici c'è il tasso di omicidi più alto d'Europa

da Lillo Montalto Monella & Marta Rodriguez

26/02/2018

Lo rivela Eurostat. Abbiamo chiesto ad alcuni esperti le motivazioni di questo poco invidiabile primato: è come pensate, c'entra l'alcool

Nei tre stati Baltici - Lituania, Lettonia ed Estonia - c'è il più alto tasso di omicidi d'Europa in relazione agli abitanti. Lo rivela uno studio Eurostat pubblicato nella giornata europea dedicata alle vittime del crimine (lo scorso 22 febbraio).

I dati sono stati raccolti nel 2015 in collaborazione con lo United Nations Office on Drugs and Crime (UNOC) sulla base di quelli prodotti dalle autorità dei diversi Paesi. Sono 5mila le vittime segnalate agli uffici di Polizia. La Lituania è di gran lunga lo Stato con il più alto tasso di omicidi intenzionali per mille abitanti (5.89), seguita da Lettonia (3.37) ed Estonia (3.19). Spagna, Paesi Bassi e Austria i Paesi meno colpiti.

In termini assoluti, la Francia ha avuto il più alto numero di uccisioni nel 2015, 1017 vittime, ma le statistiche tengono conto anche dei 137 morti degli attentati di Parigi e i 20 degli attentati a Charlie Hebdo.

"Il tasso di omicidi è il miglior indicatore del tasso di violenza di una società, e i Paesi Baltici sono più violenti rispetto ad altri stati", commenta il professor Ernesto U.Savona, direttore di Transcrime e professore di Criminologia all'Università Cattolica.

Consumo di alcool "facilitatore" dei delitti

La causa di questo elevato tasso di omicidi, secondo Savona, va ricercata nell'elevato consumo di alcool diffuso in questi Paesi. "Si tratta della spiegazione principale che danno tutti gli organismi. L'alcool viene considerato un facilitatore, enabler in inglese". Lo spiega anche un rapporto delle Nazioni Unite.

I lituani bevono più di tutti al mondo. Ciascuno, in media, si scola l'equivalente di 18.2 litri di alcool puro ogni 365 giorni - una quantità in aumento rispetto ai 14.9 litri di un decennio fa: fanno 910 birre grandi (500ml) all'anno, ovvero due pinte e mezzo al giorno.

Nel tentativo di arginare il problema, il governo ha vietato la vendita di alcolici nelle stazioni di servizio e ha aumentato le accise: la vendite di bevande alcoliche è così diminuita nel 2015, secondo un rapporto di Euromonitor International, ma il consumo è rimasto elevato. Il 90% dell'alcool è assunto tra le mura domestiche (in stati dell'Europa meridionale come Grecia, Portogallo e Spagna, più del 60% della birra è servita nei bar).

Uno studio del 2006 mostra l'elevata correlazione tra la distribuzione quotidiana dei decessi per alcol e omicidio nella vicina Russia: il numero di morti legati all'alcolismo è significativamente più elevato il sabato e la domenica mentre il tasso di omicidi è più alto il venerdì e il sabato.

Aleksandras Dobryninas, a capo del dipartimento di criminologia dell'Università di Vilnius, stima il numero di omicidi in Lituania nel 2017 a 129: 4 volte la media europea rispetto al numero di abitanti. Il numero è "significativamente in diminuzione nell'ultima decade: 523 nel 1994 e 390 nel 2005.

"Il consumo di alcool non può essere considerato l'unico fattore che determina l'elevato tasso di omicidi", ritiene Dobryninas. Una ricerca congiunta effettuata con l'Istituto Legale lituano, in pubblicazione nel marzo 2018, copre 1.200 sentenze dal 2005 al 2015 e mostra come "gli omicidi non siano l'unico fenomeno sociale che contraddistingue la Lituania rispetto agli altri Stati membri della UE".

La Lituania figura tra i "leader europei" anche per "una serie di indicatori sociali negativi come il numero di suicidi, la popolazione penitenziaria, le vittime di incidenti stradali, l'emigrazione, la sproporzione nella distribuzione della ricchezza".

I vicini - Lettonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia - affrontano problemi simili e "formano uno specifico cluster geopolitico post-sovietico (post-comunista). In questo senso si potrebbe affermare che la questione degli omicidi in Lituania è legata al patrimonio politico e sociale dello Stato e non si può risolvere da un giorno all'altro. La graduale diminuzione del numero di omicidi può anche essere legata all' evidente progresso nel superamento del patrimonio suddetto".

Lituania al primo posto per suicidi in Europa

Secondo Klāvs Sedlenieks, antropologa sociale alla Riga Stradiņš University, statistiche come l'alto tasso di suicidi nel Paesi Baltici (Lituania infaustamente prima nella classifica UE del 2014, Estonia e Lettonia seguono a ruota) si debba a tre ragioni principali: l'incertezza economica, il tipo di società patriarcale ("gli uomini si uccidono cinque volte di più delle donne" e stereotipicamente sono considerati responsabili del mantenimento della famiglia, "una situazione questa sempre più difficile per loro da sostenere") e l'assenza di una adeguata rete di welfare, supporto psicologico e sociale.

Definizioni discordanti

Secondo Algimantas Čepas, a capo del Center for Crime Prevention in Lithuania, l'alto numero di omicidi si giustificherebbe anche per via di alcune differenze nell'ordinamento legale del Paese. Il codice penale lituano prevederebbe una intepretazione "estensiva" del concetto di omicidio e i tribunali "tenderebbero ad attribuire troppo spesso una volontà omicida agli imputati". Čepas cita i casi in cui "la vittima è deceduta dopo aver battuto contro una superficie dura a causa di una spinta provocata dall'imputato".

"Si ipotizza che fino a un terzo degli omicidi analizzati sarebbero stati considerati omicidi colposi ("negligent deprivation of life") in altri Stati membri - ce ne sono stati solamente 15 in Lituania nel 2017".

Il prof. Savona puntualizza però che la statistica Eurostat si riferisce agli omicidi denunciati alla polizia e che "lo scarto tra la media dei Paesi Baltici e quella del resto d'Europa non è eliminato dalle differenze di giurisdizione".

Mortalità legata a doppio filo con quella degli incidenti stradali

L'abuso di sostanze in queste zone d'Europa è dunque connessa alla piaga della mortalità per incidenti stradali. La Lettonia, ad esempio, è tra i Paesi europei dove è più pericoloso guidare (almeno il 60% in più rispetto agli altri Stati UE) con 80 incidenti mortali nel 2016 per milione di abitanti.

Maglia nera anche per la Lituania, con un tasso di vittime sopra la media europea. Le tre regioni principali secondo Anna Kononova di Latvian State Roads sono la velocità, il mancato uso delle cinture, la condizione del manto stradale e, appunto, il consumo di alcool.

"Negli ultimi 10-15 anni abbiamo avuto una migliore educazione stradale e un aumento della sicurezza sulle vetture: questo tasso di incidentalità mortale si spiega sempre di più con l'abuso di sostanze, dove per sostanze intendo alcool e droghe", commenta il prof. Savona.

Criminalità organizzata

"La presenza sul territorio di organizzazioni criminali influisce fino a un certo punto sul tasso omicidi", conclude Savona. "Nei Paesi baltici ci sono le gang legate al contrabbando di alcool e armi dalla Russia, ma la quota di omicidi che rientra in questa casistica molto spesso si riassorbe nel tasso globale".

_Nota metodologica Eurostat: Ci possono essere differenze nella definizione di omicidio nei diversi Paesi (pag. 12 di questo documento); in generale, avvertono da Lussemburgo, bisogna essere cauti nel mettere a confronto statistiche sul crimine per via delle difficoltà di uniformare diversi sistemi giuridici e di una mancanza di definizioni, strumenti e metodologie comuni._

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://www.alessandrianews.it/cronaca/controlli-carabinieri-156225.html

Ubriachi, senza patente e assicurazione: denunciati in cinque

27/02/2018

Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info

Ubriachi. Senza patente. Senza assicurazione. O magari con un'arma nel bagaglio. Nella serata di ieri i carabinieri hanno controllato 66 persone e 32 veicoli: il bilancio è stato di 5 italiani denunciati a piede libero a Novi Ligure, Gavi e Predosa

NOVI LIGURE – Ubriachi. Senza patente. Senza assicurazione. O magari con un’arma nel bagaglio. Nella serata di ieri i carabinieri di Novi Ligure, in collaborazione con altre tre stazioni, hanno controllato 66 persone e 32 veicoli: il bilancio è stato di 5 italiani denunciati a piede libero per guida in stato di ebbrezza, guida reiterata senza patente e possesso abusivo di armi.

I cinque, uomini e donne, dell’età compresa tra i 20 e 52 anni, sottoposti ad accertamento con etilometro, hanno evidenziato una percentuale di tasso alcolemico nel sangue superiore a 0,8 grammi per litro e dovranno rispondere penalmente per la prevista violazione del Codice della Strada. In particolare, oltre a un 20enne, un 27enne e un 52enne, nel comune di Predosa è stata fermata una donna originaria del Regno Unito, cittadina italiana, che guidava a forte velocità e zigzagando. Immediatamente fermata dai carabinieri, è stata dapprima sottoposta ad accertamenti con l’etilometro e successivamente trasportata in ambulanza presso l’ospedale di Novi Ligure, dove è stata assistita per abuso di alcool. Il veicolo è stato posto sotto sequestro amministrativo.

Medesima denuncia in stato di libertà è stata emessa nei confronti di un giovane gaviese di 33 anni, colto alla guida del proprio veicolo in stato di alterazione psicofisica con tasso alcolemico molto elevato. La patente di guida gli è stata ritirata.

Sempre i carabinieri hanno fermato un pregiudicato novese di 40 anni che a bordo della propria autovettura deteneva abusivamente una mazza in legno di 85 centimetri, con parte terminale modificata per creare un’impugnatura. Il giovane deteneva il “manufatto”, sottoposto a sequestro penale, a lato del sedile e prontamente utilizzabile. L’uomo dovrà rispondere di porto ingiustificato di oggetti atti a offendere.

Infine è stato denunciato un 50enne pregiudicato residente in Alessandria fermato a bordo di un’autovettura reiterando la guida senza patente che gli era stata revocata nel 2008 dalla prefettura di Alessandria, a suo tempo in stato di ebbrezza alcolica. L’auto inoltre è stata sequestrata amministrativamente poiché sprovvista di copertura assicurativa.

 

https://www.gazzettadellaspezia.it/cronaca/item/82496-guida-in-stato-di-ebbrezza-sospese-sette-patenti

Guida in stato di ebbrezza, sospese sette patenti

C'è anche il neopatentato già recidivo.

Martedì, 27 Febbraio 2018 22:13

Il Dirigente della Sezione Polizia Stradale della Spezia, V.Q. Elena Natale, nel corso dell’ultimo fine settimana, ha disposto una serie di mirati servizi atti a contrastare la guida in stato di ebbrezza derivante dall’assunzione di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti. Le attività, svolte su tutto il territorio della provincia spezzina, ed in particolare sulle principali arterie stradali ordinarie e sulla rete autostradale di competenza, hanno consentito alle pattuglie della Sezione Polizia Stradale della Spezia e della Sottosezione Polizia Stradale di Brugnato, di individuare e deferire alla competente autorità giudiziaria ben sette conducenti di autoveicoli che, sottoposti ad esame con etilometro, sono risultati positivi al test, superando di gran lunga la soglia minima ammessa.

In ambito autostradale, nella rete di controlli pianificati sulla tratta A/12 di competenza, sono incappati due automobilisti toscani: F.F., 45enne di Lucca sorpreso alla guida con un tasso alcolemico di 1,44 g/l,, e N.M., 47enne fiorentino, che ha fatto registrare all’alcoltest il valore di 1,26 g/l.

Nella rete di controlli in ambito cittadino ed extraurbano sono poi incappati anche: D.B. massese del 1980, positivo al test con un valore di 0,92 g/l già in passato deferito per guida sotto l’influenza di alcol, e A. S. T. nato a Bari, alla Spezia per ragioni lavorative, sorpreso alla guida dell’automobile di un amico con un valore di 1,15 g/l. Singolare il caso di R.B., spezzino di 49 anni, che già intorno alle 18.30 nel pieno centro urbano della Spezia è stato accertato essere in stato di ebbrezza alcolica con un tasso di 1,10 g/l.

Nell’ambito delle violazioni accertate emblematico è risultato il caso di un giovane neo patentato T. B., 19enne residente a Santo Stefano di Magra, sorpreso alla guida dell’automobile della madre con un tasso alcolemico pari a 1,08 g/l e che, da poco meno di un mese, aveva riottenuto l’abilitazione a guidare dopo un lungo periodo di sospensione della patente legato ad un precedente stato di ebbrezza e quindi già recidivo al test.

P.C., romeno di 33 anni residente a Luni, anch’egli neo patentato, ha fatto registrare all'etilometro una concentrazione alcolemica pari a 2,00 g/l, condizione che ha comportato il sequestro amministrativo dell’automobile.

Per tutti sospensione della patente di guida, con relativa decurtazione del punteggio (per i neo patentati la decurtazione è doppia), e deferimento all’autorità giudiziaria per il reato contravvenzionale di guida in stato di ebbrezza alcolica.

L’esito dell’operazione di prevenzione e repressione delle condotte correlate allo stato di ebbrezza alla guida pianificata su tutto il territorio provinciale ha certamente consentito di disinnescare -.almeno per il momento - potenziali minacce per la sicurezza stradale, visto che sovente uno dei fattori principalmente legato alle sciagure stradali, oltre alla velocità con il mancato rispetto dei limiti, alla distrazione correlata all’uso sconsiderato di smartphone ed apparecchi similari, è da individuare negli stati di ebbrezza derivanti dall’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti.

 

https://quibrianzanews.com/non-letilometro-nel-locale-multa-8-mila-euro-un-barista/

Non ha l’etilometro nel locale: multa di 8 mila euro per un barista

27 febbraio 2018 0

LECCO – Una multa salata per un barista, una denuncia per un automobilista. Si sono conclusi così i controlli a sorpresa effettuati nella notte tra sabato e domenica dai Carabinieri, presenti in gran forze sul territorio. Un’attività che viene condotta periodicamente per contrastare il fenomeno delle stragi del sabato sera.

Presenti oltre ai militari della Compagnia di Lecco anche il Nucleo ispettorato del lavoro provinciale e il Nas (nucleo antisofisticazione) di Brescia.

Gli uomini dell’Arma hanno controllato numerosi bar, sia per verificare che non venissero venduti gli alcolici ai minorenni, sia per controllare se l’attività viene svolta come prescritto dalle normative vigenti.

Proprio il mancato rispetto di una di queste leggi è costata cara a un barista. Nel suo locale, infatti, non aveva l’etilometro. Strumento che, invece, dev’essere messo nella disponibilità dei clienti affinché possano rendersi conto se hanno alzato un po’ troppo il gomito prima di rimettersi alla guida per tornare a casa. Dovrà pagare una multa di 8 mila euro.

Un secondo provvedimento, invece, a carico di un automobilista. Un uomo residente a Calolziocorte che, nell’ambito dei controlli sulle strade contro la guida in stato di ebbrezza, è risultato positivo ai controlli. Aveva un tasso alcolemico di 1,03 grammi per litro, è stato denunciato. Per lui, inoltre, è scattato il ritiro della patente e il sequestro dell’auto.

 

http://giornaledimantova.it/cronaca/alcoltest-rifiutato-incidente-scatta-la-denuncia/

Alcoltest rifiutato dopo incidente scatta la denuncia

Alto Mantovano 27 febbraio 2018

Un uomo di 56 si rifiuta, dopo un incidente stradale, di sottoporsi all’accertamento di stato di ebbrezza alcolica.

Alcoltest rifiutato dopo un incidente stradale senza feriti, i Carabinieri di Castiglione delle Stiviere lo denunciano.

Alcoltest rifiutato

Un uomo di 56 anni residente in provincia di Cremona si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti mediante l’etilometro. L’uomo a seguito di un incidente stradale avvenuto a Casaloldo, senza feriti e con danni solo ai mezzi, ha rifiutato l’alcoltest.

Ritiro della patente

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere, hanno così denunciato l’uomo. Il reato imputatogli è quello di “rifiuto di sottoporsi all’accertamento di stato di ebrezza alcolica”. Al 56enne è stata inoltre ritirata la patente di guida e sequestrata la vettura.

Cosa dice la Cassazione

Secondo la Cassazione, chi rifiuta di sottoporsi al test dell’alcol nel sangue viene automaticamente considerato positivo all’etilometro e, per di più, gli viene applicata la sanzione massima prevista in questi casi. Per chi guida in stato di ebbrezza e procura un incidente stradale a causa della sua condizione psicofisica vi è il raddoppio di tutte le sanzioni previste per il tipo di ebbrezza accertato. Questa aggravante, però, non si applica a chi rifiuta di sottoporsi all’alcoltest. Ne consegue paradossalmente che, chi è sicuro di aver superato la soglia massima di alcol nel sangue, avrà un vantaggio se rifiuterà di sottoporsi al test in quanto, pur applicandosi la pena massima non subirà l’aggravante del raddoppio della pena.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://vocedimantova.it/articoli/866304/Weekend-in-famiglia-Liti-e-botte-da-orbi-

Weekend in famiglia? Liti e botte da orbi

Città sempre più violenta

pubblicato il 28 febbraio 2018 alle ore 12:04

Mantova - Donne picchiate da uomini dai quali si stanno separando, ma anche padri costretti ad azzuffarsi con i figli ubriachi, per non parlare di giovani che dopo una serata in discoteca finiscono in ospedale con un occhio nero o un dente rotto. È un bollettino di guerra domestica quello che emerge dall’attività del pronto soccorso del Carlo Poma durante il weekend appena trascorso. Infatti, accanto ai casi di persone coinvolte in qualche rissa scoppiata nei locali e nei luoghi della movida mantovana, risaltano quelli ben più numerosi di persone che si sono fatte medicare in ospedale dopo una violenta lite scoppiata tra le mura di casa o per le strade del centro ma comunque in ambito familiare. È quanto ad esempio accaduto a una 50enne di città che si è presentata nella tarda serata di venerdì scorso, 23 febbraio, al triage del Poma dicendo di essere stata aggredita dal marito, dal quale si sta separando ma con il quale tuttora convive. Tra i due è scoppiata l’ennesima lite, durante la quale l’uomo avrebbe alzato le mani sulla 50enne prendendola a sberle. Sberle date a tutta forza visto che la donna è stata visitata e quindi dimessa con una quindicina di giorni di prognosi. Peggio ancora è andato a una 46enne di Roverbella originaria dell’Europa dell’Est che si è presentata in pronto soccorso sempre nel pomeriggio di venerdì scorso. La donna è stata colpita con un pugno al volto e ha subito delle lesioni all’occhio destro per una prognosi di 21 giorni che ha fatto scattare la denuncia d’ufficio nei confronti dell’uomo che l’ha aggredita. Il relativo referto medico è stato già inviato ai carabinieri. Un 33enne di Mantova è stato invece portato in ospedale e trattenuto in osservazione nella notte tra venerdì e sabato 24 febbraio. L’uomo sarebbe rincasato ubriaco e avrebbe aggredito entrambi i suoi genitori. Il padre, risoluto, sarebbe riuscito a portarlo alla calma solo atterrandolo. Poco dopo sul posto intervenivano gli agenti di una Volante che accompagnavano il 33enne in pronto soccorso, dove in quelle stesse ore, si presentava anche una 46enne di città, aggredita dal marito dopo una violenta discussione. È stata dimessa con 5 giorni di prognosi, mentre di 15 giorni è la prognosi per un 23enne di Gonzaga messo Ko con un pugno a un occhio sabato notte, 24 febbraio, in città. (cad)

 

http://www.genova24.it/2018/02/ventenni-ubriachi-spaccano-nel-centro-rapallo-denunciati-194492/

Ventenni ubriachi “spaccano tutto” nel centro di Rapallo, denunciati

Sono stati individuati dalla polizia grazie a telecamere di videosorveglianza

di Redazione - 27 febbraio 2018 - 20:22

Rapallo. Alle due di notte di domenica qualcuno ha compito vari danneggiamenti nelle vie di Rapallo. Presso il Chiosco della Musica, sul lungomare V. Veneto, è stata rovesciata una pianta ornamentale. In n Via Marsala, gettata a terra una giostrina per bambini posta fuori dalla pasticceria “El Dolz”. In Via Mameli abbattuto il grosso ombrellone di un bar. Per ultimo, sferrato un calcio alla vetrina della libreria “Tigullio Libri”, danneggiando il vetro antisfondamento.

Immediatamente sono state avviate indagini da parte del commissariato di polizia di Rapallo che avvalendosi, in primo luogo, delle telecamere del sistema di videosorveglianza del comune, ma anche di telecamere private, e grazie a ulteriori testimonianze, ha identificato gli autori dei danneggiamenti.

Si tratta di due 22enni, uno di Rapallo e l’altro di Santa Margherita Ligure, privi di precedenti penali. I due giovani si sono assunti la responsabilità di quanto accaduto, spiegando che, nella notte tra sabato e domenica scorsi, hanno abusato di sostanze alcoliche e non si sono resi conto di ciò che facevano, realizzando solo il giorno successivo che gli autori dei danneggiamenti di cui si parlava sui giornali e sui social erano proprio loro.

 

Entrambi si sono dichiarati dispiaciuti per il comportamento tenuto e hanno espresso la volontà di riparare ai danni cagionati con la loro condotta. I due autori del reato sono stati denunciati a piede libero.

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

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