Rassegna del 23 Febbraio 2018

VANITY FAIR

Sbornia, perché gli effetti peggiorano con gli anni

di Simone Cosimi

Dall'efficienza del fegato alle abitudini passando per la variazione della composizione della massa corporea: ecco perché i postumi a 40 anni sono diversi che a 20

Perché col passare degli anni le sbornie peggiorano? Più aumenta l’età più gli effetti diventano insostenibili. Già sopra i 25 anni. Se un bicchiere di vino o un paio di birre andavano via come acqua a vent’anni, dopo qualche anno le conseguenze iniziano a farsi sempre più pesanti. Eppure gli effetti – dalla dilatazione dei vasi sanguigni all’inibizione degli ormoni antidiuretici o della glutammina fino alle irritazioni allo stomaco e all’aumento dei livelli di prostaglandina E2 (mediatore dei processi derivanti dalle infiammazioni) e trombossano B2 (vasocostrittore) – sono sempre gli stessi.

L’avanzamento dell’età conduce anzitutto a una minore efficienza del fegato. Le cellule epatiche diminuiscono, l’afflusso di sangue si riduce e l’organo, che scompone l’alcol per tramutarlo in acetaldeide (ben più tossica, sostanza cancerogena del gruppo 1 presente naturalmente in molti tipi di alimenti specie quelli fermentati come bevande alcoliche, aceto, latticini e così via) e poi in acetato. Se il lavoro è eccessivo, perché abbiamo bevuto molto (o magari anche meno che in passato) si crea un sovraccarico che può produrre danni a cellule e tessuti. L’accumulo più rapido di acetalteide, o meglio la diminuita efficacia degli enzimi del fegato su cui ancora molto c’è da indagare, comporterebbero questa variazione della resistenza.

Lara Ray, docente di psicologia clinica all’università della California-Los Angeles, specializzata in alcolismo, ha spiegato al New York Times un’ulteriore ragione legata alle nostre drammatiche sbronze. Cioè che invecchiando perdiamo massa muscolare e contenuto liquido corporeo, rimpiazzandola con quella grassa. Lo stesso quantitativo di alcol può causare una più acuta intossicazione in un organismo con un più elevato tasso di grassi comparato con uno più asciutto, ha spiegato l’esperta. Anche se questa situazione tende a verificarsi di più sopra i 65 anni che sopra i 40. Nel complesso, potrebbe anche trattarsi di una questione di abitudine: crescendo beviamo (per fortuna) meno e dunque la tolleranza all’alcol, banalmente, diminuisce. Senza dimenticare l’indebolimento complessivo del sistema immunitario.

Un altro elemento che potrebbe infine contribuire a moltiplicare gli effetti è la diminuzione della produzione di antiossidanti da parte dell’organismo, cioè delle sostanze chimiche (molecole, ioni, radicali) in grado di rallentare o prevenire l’ossidazione di altre sostanze. E anche in grado di limitare la tossicità dell’alcol. D’altronde una volta sorseggiato l’alcol è subito assorbito dallo stomaco per il 20% e dall’intestino dall’80%. Da qui finisce nel sangue e raggiunge il fegato che, attraverso l’enzima alcol-deidrogenasi, come abbiamo visto, ne trasforma il 90-98% in sostanze tollerate ed elimina il 2-10% con urina, feci, sudore e respiro.

 

LA VOCE DEL TRENTINO

Ubriaca provoca frontale contromano: 5 anni senza patente e 6 mesi con la condizionale

di Alfonso Norelli

Una donna che aveva causato un incidente guidando contromano su una strada di Marco di Rovereto ha perso la patente per 5 anni dopo aver patteggiato 6 mesi di reclusione per lesioni stradali.

La conducente aveva provocato infatti uno scontro frontale con l’auto di un’altra donna che veniva in senso opposto. Entrambe erano uscite dall’incidente con qualche frattura.

Inoltre la responsabile del frontale guidava anche con un tasso alcolico nel sangue superiore alla norma. Alla luce di queste circostanze non c’erano dubbi sulla condanna per le lesioni gravi provocate.

 

ISORADIO.RAI.IT

Un dispositivo di blocco per chi si mette alla guida ubriaco

Secondo l’European Transport Safety Council, sono oltre 5.000 le morti che avrebbero potuto essere evitate nel 2016 utilizzando gli “alcol interlock”

Eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, distrazione al volante e guida sotto l’effetto di alcol: sono questi i quattro principali fattori che nel 2016, sulle strade dei paesi membri dell’Unione Europea, hanno causato la morte di quasi 26mila persone. Un dato preoccupante, soprattutto alla luce del fatto che secondo le stime quasi un quarto delle vittime - 5.120 - abbia perso la vita per colpa dell’alcol.

La stima arriva dall’Etsc, l’European Transport Safety Council, un ente nato nel 1993 proprio per monitorare la sicurezza sulle strade europee, che a conclusione di uno studio recentemente presentato alle case automobilistiche, e ai governi dei paesi membri dell’Ue, una raccomandazione finalizzata proprio a dare un giro di vite alle morti causate da guida sotto l’effetto di alcol: installare sui veicoli professionali di nuova costruzione (e su quelli di proprietà di persone che hanno avuto in passato pretendenti specifici in materia) i cosiddetti “alcol interlock”, dispositivi che sottopongono il guidatore a un alcol test e impediscono alla vettura di mettersi in moto in caso risulti positivo.

L’Etsc ha preso in considerazione i 28 Stati membri dell’Unione Europea insieme con Israele, Norvegia, Serbia e Svizzera, osservando i progressi fatti nei singoli paesi negli ultimi dieci anni nel ridurre le morti su strada legate all’abuso di alcol. E sebbene la stretta legislativa e l’aumento di controlli e altre misure preventive abbiano contribuito al calo di incidenti mortali, lo stato di ebbrezza resta ancora una delle principali cause di decesso su strada, e dunque un problema da risolvere.

Da qui l’idea di diffondere i dispositivi alcol interlock su veicoli usati per lavoro e su quelli che appartengono a chi ha già avuto denunce legate alla guida sotto l’effetto di alcol, una proposta che nel 2015 era già stata presentata negli Stati Uniti e che in Francia (dove il governo ha investito in un importante pacchetto di misure sulla sicurezza stradale che coinvolgono anche l’uso del telefono intelligente) è già stato annunciato per i guidatori ubriachi recidivi e per gli autobus. Anche Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia hanno deciso di ricorrere all’interlock, offrendo a chi è stato sorpreso ubriaco alla guida di iniziare un percorso di riabilitazione installandolo sulla propria auto.

L’uso di dispositivi di questo genere unito a un atteggiamento di tolleranza zero, per l’Etsc, contribuirebbe in maniera significativa a diminuire i decessi su strada, come dimostrano gli ottimi risultati ottenuti in Estonia, dove gli incidenti dovuti allo stato di ebbrezza sono calati del 90% grazie ad alcol test più accurati e all’abbassamento della percentuale di alcol nel sangue consentita per legge, fissata adesso a 0,2 grammi per litro (in Italia è 0,5).

Interessante è anche l’analisi che l’ente ha condotto sul consumo di alcol nei singoli paesi dell’Unione Europea nel 2015: in cima alla classifica dei bevitori più accaniti ci sono gli abitanti della Repubblica Ceca e la Lituania, dove i cittadini (lo studio ha preso in considerazione solo i maggiori di 15 anni) consumano mediamente tra i 14 e i 16 litri di alcol all’anno. La Gran Bretagna è di poco sotto con 12 litri l’anno, seguita da Francia, Germania e Spagna che restano invece sui 9 litri di media l’anno. L’Italia, a sorpresa, rientra tra i paesi più virtuosi: gli abitanti dello Stivale consumano una media di 6 litri di alcol all’anno. Più sobria in assoluto, invece, è la Turchia: non più di 2,4 litri l’anno.

“Leggi più rigorose sono fondamentali per risolvere il problema della guida in stato di ebbrezza in Europa, e quei conducenti che continuano a mettersi al volante dopo avere bevuto, nonostante i controlli e le sanzioni gli alcol interlock sono un valido strumento di riabilitazione - è stato il commento di Antonio Avenoso, executive director dell’Etsc -. Allo stesso modo, è cruciale che gli autisti cui sono affidati veicoli per il trasporto di merci o passeggeri non guidino mai se hanno superato il limite. Molte flotte in Europa stanno utilizzando questa tipologia di dispositivi, ed è ora che diventino una caratteristica standard”.

 

ITALIA OGGI

Il colosso diageo ha un piano per conquistare nuovi bevitori, più attenti e responsabili

Gli inglesi alzano sempre meno il gomito.

Ma questo non preoccupa affatto i grandi produttori di alcolici

di Maicol Mercuriali 

Gli inglesi alzano meno il gomito e i pub di Sua Maestà si adeguano: nel regno della pinta si vendono sempre più birre analcoliche (o a bassa gradazione) e i drink alternativi stanno guadagnando spazio nei menu dei bar, tanto che anche i big del settore si affacciano su un mercato ancora piccolo (le birre analcoliche secondo Euromonitor rappresentano solo il 2% delle vendite globali del 2016) ma, a detta degli esperti, promettente.

Un produttore del calibro di AbInBev, la multinazionale che detiene marchi come Bud, Corona, Leffe, Stella Artois, pensa che le birre con un contenuto alcolico inferiore al 3,5% possano rappresentare un quinto delle vendite nel 2025.

L'Economist ha recentemente dedicato un servizio a questo fenomeno, «Only the beer gets drunk», soltanto la birra si ubriaca, che sancisce un mutamento nei consumi del fuoricasa inglese.

«Molte aziende considerano le bevande analcoliche la più grande opportunità sul mercato», ha spiegato al giornale britannico Frank Lampen di Distill Ventures, una società specializzata nella consulenza ai piccoli produttori, che fa parte di Diageo, tra le aziende maggiormente capitalizzate alla borsa di Londra e focalizzata sul settore degli alcolici.

Infatti Ivan Menezes, ceo di questo colosso che annovera marchi come la birra Guinness e il whisky Johnnie Walker, il rum Zacapa e l'amaro Unicum, parla delle abitudini più moderate e responsabili dei britannici come di un'opportunità. «Si pensava che l'alcol fosse solo un sottoprodotto della civiltà umana, ma le nuove ricerche provano che l'alcol venne creato come una caratteristica costante e positiva nella società, al centro di molte celebrazioni e culture in tutto il mondo. In effetti, quando Arthur Guinness firmò il contratto di locazione per il suo birrificio in St James' Gate, lo sottoscrisse per 9.000 anni, tanto era fiducioso del ruolo dell'alcol nella società».

Il manager, però, rileva che «alcuni straordinari movimenti demografici e tendenze culturali stanno cambiando il modo in cui le persone oggi bevono, e anche il ruolo che l'alcol svolge nella società: i giovani adulti bevono meno, soprattutto nel mondo sviluppato, e a livello globale le persone scelgono una qualità più alta delle bevande. In Diageo stiamo capitalizzando questa tendenza incoraggiando i consumatori a scegliere bevande sempre migliori. Il nostro obiettivo è far crescere la partecipazione dei consumatori alla fascia premium».

Il calo dei consumi è l'inizio del declino per l'industria degli alcolici? «Novemila anni di storia ci dicono il contrario», ribatte Menezes. «I bevitori stanno cambiando, ma se abbiniamo le caratteristiche dei nostri prodotti ai nuovi gusti, potremo prosperare ancora. Un business delle bevande che si concentra esclusivamente sulla massimizzazione del profitto senza preoccuparsi del ruolo dell'alcol nella società si troverà presto nei guai. Come industria possiamo avere successo perseguendo un programma di crescita che è responsabile, guidato da persone che bevono meglio, non di più, mentre allo stesso tempo educa i consumatori alla moderazione e promuove politiche che riducono l'abuso di alcol».

E gli obiettivi di Diageo sono di educare 5 milioni di giovani entro il 2025 sui pericoli dell'assunzione di alcol da parte dei minorenni; convincere 50 milioni di persone a impegnarsi a non bere quando si deve guidare e raggiungere 200 milioni di persone con messaggi di moderazione veicolati dai brand del gruppo.

 

CASTEDDUONLINE

Cagliari, ragazza di Selargius si schianta in piazza Repubblica: era ubriaca alla guida

Ecco chi è la protagonista del rocambolesco incidente di oggi, la sua Fiat 600 si è schiantata contro un cordolo. Aveva un tasso alcolico superiore di oltre tre volte il consentito: patente ritirata, denuncia e auto sequestrata

Di Jacopo Norfo

Aveva un tasso alcolico di oltre tre volte il consentito, la ragazza di Selargius che questa mattina all’alba è andata a schiantarsi in piazza Repubblica contro il cordolo vicino all’edicola. Lo hanno stabilito le analisi dell’alcol test effettuate dagli agenti della Polizia Municipale. La ragazza nel rocambolesco incidente ha perso il controllo della propria auto, una Fiat 600. Fortunatamente è rimasta illesa. Per lei gli Agenti hanno provveduto al ritiro della patente, al sequestro dell’auto e alla denuncia all’autorità giudiziaria.

 

RESPONSABILE CIVILE

Vendita di alcolici a minori, il gestore del bar è sempre responsabile?

Chi gestisce un esercizio commerciale, in caso di vendita di alcolici, deve vigilare sull’osservanza delle indicazioni relative all’accertamento dell’età del consumatore

Il gestore di un bar risponde in termini penali della vendita di alcolici a minori di sedici anni, anche nel caso in cui la somministrazione sia avvenuta da parte di un dipendente.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con sentenza n. 3028/2018, pronunciandosi sul ricorso presentato contro la sentenza di assoluzione del gestore di un bar. Questi era accusato, ai sensi dell’art. 689 c.p. del reato di “somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente”.

La norma prevede, nello specifico, per l’esercente che somministri tali bevande in un luogo pubblico o aperto al pubblico, l’arresto fino a un anno.

L’uomo era stato assolto in primo grado, ma il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale aveva deciso di rivolgersi al Palazzaccio. A suo dire la decisione del Giudice era contraddittoria e illogica.

Tale argomentazione è stata condivisa dalla Suprema Corte. Gli Ermellini, in effetti, hanno evidenziato come sei testimoni avessero testimoniato il consumo di bevande alcoliche da parte di minori nel locale gestito dall’imputato; circostanza, questa, non tenuta adeguatamente in considerazione dal Tribunale.

Peraltro, due dei testimoni avevano addirittura indicato il tipo di bevanda che era stata venduta.

Per la Cassazione, inoltre, appariva del tutto irrilevante il fatto che le bevande non fossero state somministrate direttamente dall’imputato ma da un suo dipendente.

Il soggetto che gestisce un esercizio commerciale, infatti, riveste “una specifica posizione di garanzia a tutela di interessi diffusi”. Egli deve vigilare “affinché i propri dipendenti svolgano diligentemente i loro compiti ed osservino scrupolosamente le indicazioni impartite in ordine all’accertamento dell’effettiva età del consumatore”.

I Giudici di Piazza Cavour, quindi, hanno accolto il ricorso proposto dal Procuratore. La sentenza impugnata è stata annullata e rinviata al Tribunale per un nuovo esame alla luce dei principi di diritto enunciati.

 

IL CENTRO

Maltratta la moglie per 5 anni

Il giudice lo allontana da casa

Sant’Egidio, operaio di 39 anni accusato di averla sottoposta ad angherie anche davanti ai figli piccoli Ora non potrà avvicinarsi a meno di cinquecento metri dalla donna e dai luoghi da lei frequentati

di Alex De Palo

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Maltrattamenti ed angherie di ogni tipo. Un incubo durato cinque anni, durante i quali, lei avrebbe solo subito. Ora, quell’uomo che aveva sposato e che pensava la rispettasse, è stato allontanato. I carabinieri della stazione di Sant’Egidio, diretti dal luogotenente Mario De Nicola, nel tardo pomeriggio di martedì hanno rintracciato e notificato a E.G., 32enne di Sant’Egidio alla Vibrata, operaio, la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi da lei frequentati. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del tribunale di Teramo Domenico Canosa, su richiesta del pubblico ministero Silvia Scamurra, che ha concordato con le risultanze investigative dei militari di Sant’Egidio. L’uomo è accusato di aver maltrattato la moglie 30enne, madre dei suoi due figli minorenni, sottoponendola per cinque lunghi anni a comportamenti violenti, ingiuriosi e minacciosi, anche alla presenza dei figli minori della coppia. Lo stesso, sempre secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini dell’Arma, pare abusasse in maniera smodata di bevande alcoliche (*), provocando frequentemente litigi per futili motivi che degeneravano in gesti violenti. Quando accadeva, non esitava a picchiare la moglie con calci e pugni, offendendola con vari epiteti e minacciandola ripetutamente di morte, anche alla presenza dei loro due figli. La povera donna, quando subiva le angherie del marito, alle volte si vedeva costretta a dover chiedere aiuto a familiari e vicini temendo per la propria incolumità e per quella dei figli. In una circostanza, durante un furibondo litigio al culmine del quale l’uomo aveva alzato le mani, la donna fu costretta a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero dove i medici, dopo averla medicata, la dimisero subito con una prognosi di 7 giorni. L’uomo dovrà mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla donna e dai figli, dall’abitazione e dal luogo di lavoro e non potrà comunicare con loro con alcun mezzo.

 

(*) Nota; “abusasse in maniera smodata”. Se avesse abusato, ma “a modo”, magari sarebbe stata una famiglia felice.

 

CORRIERE ADRIATICO

San Benedetto, «Siamo professionisti»

Ma il bandito armato era ubriaco

SAN BENEDETTO - Violenti e forse anche ubriachi. La rapina al Conad di mercoledì sera è stata sicuramente la più dura di tutte quelle messa in atto precedentemente. Se due giorni prima, durante il colpo all’Eurospin, un cliente era stato fatto stendere a terra, mercoledì sera i rapinatori sono arrivati addirittura a puntare la pistola alla nuca di un dipendente del supermercato.

Inoltre alcuni testimoni presenti all’interno del supermercato, hanno affermato che l’uomo con la pistola, si muoveva e parlava come se fosse ubriaco o comunque sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La polizia e i carabinieri sono al lavoro sull’incredibile ondata di rapine nei supermercati che sta interessando il territorio. Quello di mercoledì rappresenta il quarto colpo nel giro di un mese tra San Benedetto, Grottammare e Martinsicuro. Numeri che cominciano a farsi preoccupanti se si considera il fatto che la matrice criminale dei vari colpi è quasi certamente la stessa. Ormai è infatti molto più di un sospetto che a commettere le varie rapine siano state le stesse persone che sembrano prendere coraggio colpo dopo colpo.

Dall’irruzione al Conad di San Filippo Neri avvenuta in ottobre, i malviventi stanno intensificando i loro blitz e, soprattutto, stanno comportandosi in maniera sempre più aggressiva sia con i dipendenti dei negozi rapinati che con i clienti. «State tranquilli, siamo dei professionisti» hanno affermato sia al Si Con Te che all’Eurospin anche se poi, proprio nel discount di viale dello Sport uno di loro ha perso la testa spaventandosi di fronte al movimento della mano di un cliente che cercava semplicemente di spostare e nascondere il proprio portafogli.

 

NOTIZIE DI PRATO

Ubriaca in strada, minaccia e aggredisce i poliziotti e i soccorritori del 118

Movimentato episodio in via Ferrucci a Mezzana nel pomeriggio di ieri. La donna era in evidente stato di alterazione e alla fine è stata portata in ospedale

Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri 22 febbraio per una donna stato di alterazione che ha aggredito sia i poliziotti delle Volanti sia i soccorritori del 118. E' successo poco dopo le 17 in via Ferrucci a Mezzana, all'incrocio con via Valla. Era stata segnalata la presenza di una esagitata in strada. Agenti e soccorritori hanno individuato la donna, una pratese di 44 anni, con precedenti di polizia. La donna era in evidente stato di ebbrezza e ha iniziato subito ad aggredire e minacciare chiunque le si parasse davanti. Solo con fatica la 44enne è stata calmata e convinta a farsi trasportare in ospedale. Per lei una denuncia per i reati di oltraggio, minacce e violenza a pubblico ufficiale.

 

LINDISCETO.IT

Donna ubriaca al volante, denuncia e sequestro dell'auto

MACERATA - Ubriaca al volante, denunciata una donna di 38 anni.

Nel pomeriggio di ieri, verso le ore 15, gli agenti della “Volante” hanno intercettato un’auto che procedeva zigzagando in direzione di Villa Potenza. Subito fermata, i poliziotti hanno identificato la conducente, una donna di 38 anni la quale, dai successivi accertamenti svolti con l’utilizzo dell’etilometro, risultava avere un tasso alcolico di molto superiore al limite consentito.

E' stata denunciata per guida in stato di ebrezza con contestuale ritiro della patente, sequestro e successiva confisca dell’autovettura di cui era alla guida.

 

WINENEWS

25 milioni di euro in più per investimenti e ristrutturazione dei vigneti, mentre le “assicurazioni uva da vino” passano dall’Ocm ai Psr: in Stato-Regioni via libera al Piano Nazionale di Sostengo per 2019-2023, annunciano le Cooperative

Tra il 2019 ed il 2023 i produttori di vino italiani potranno contare su 25 milioni di euro all’anno in più per gli investimenti e la ristrutturazione dei vigneti, a scapito della vendemmia verde, mentre la voce “assicurazioni uva da vino” non graverà più sull’Ocm Vino, ma sui Psr: sono le principali novità previste dal prossimo Piano Nazionale di Sostegno per il settore vitivinicolo, che ha ottenuto il via libera dalla conferenza Stato-Regioni. Ad annunciarlo l’Alleanza delle Cooperative.

La ricaduta positiva di questa decisione, è che possono essere “liberati” nel Pns 20 milioni di euro che ogni anno erano assorbiti dalla misura delle assicurazioni uva da vino e che adesso il Ministero ha deciso di destinare per finanziare la misura degli investimenti e della ristrutturazione vigneti.

Ai 20 milioni, che saranno ripartiti equamente tra investimenti e ristrutturazione, vanno poi aggiunti altri 5 milioni di euro assegnati alla misura investimenti, provenienti dalla misura della vendemmia verde, che passa dai 10 milioni di dotazione iniziale ai 5 milioni di dotazione annua per il prossimo quinquennio.

“La modifica nasce - spiega la Coordinatrice del Settore Vino, Ruenza Santandrea - dalle novità introdotte in materia di gestione del rischio dal regolamento omnibus, segno del lavoro condotto dal Ministero e dai deputati italiani, tra cui il corelatore Paolo De Castro. Con l’approvazione del regolamento omnibus, infatti, le condizioni di accesso alla misura delle assicurazioni previste per i viticoltori nel quadro dello Sviluppo Rurale risultano più vantaggiose rispetto all’Ocm: la soglia d’attivazione dell’aiuto viene fissata ad una perdita del reddito del 20%, anziché del 30% prevista nell’Ocm. Con questa decisione - commenta Ruenza Santandrea - avremo maggiori risorse per stimolare ancora di più la competitività del settore e chissà che in un futuro non troppo lontano non si possa assistere ad una maggiore dotazione anche per la misura della promozione”.

 

ANSA

Prosecco, da 2019 glifosate vietato in aree Docg

Dal 1 gennaio 2019 l'impiego di erbicidi contenenti glifosate sarà vietato nelle aree di produzione del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Docg.

Lo ha stabilito il coordinamento dei 15 sindaci della zona, introducendo la misura nel regolamento intercomunale di polizia rurale. Il divieto si estende anche agli altri erbicidi ad eccezione di quelli ottenuti secondo criteri biologici. I fitosanitari di origine chimica potranno continuare ad essere utilizzati nei vigneti con meno di tre anni d'età e sui suoli la cui pendenza rende impraticabile il ricorso a mezzi meccanici. Il provvedimento è in linea con il protocollo viticolo già adottato da molti operatori del settore per una difesa integrata avanzata e la sostenibilità del territorio di Conegliano Valdobbiadene.

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

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