Rassegna del 25 Gennaio 2018

CUFRAD

IL CONSUMO DI ALCOL DA RAGAZZI AUMENTA IL RISCHIO DI CIRROSI DA ADULTI

SONO LE CONCLUSIONI DI UNA RICERCA, CONDOTTA IN SVEZIA, INCROCIANDO I DATI DI 49 MILA GIOVANI, DI LEVA NEGLI ANNI 1969-70, CON QUELLI DEI REGISTRI DI MORTE DEL 2009

di Daniela Natali

Che l’eccessivo consumo di alcol sia responsabile di cirrosi epatica non è certo una novità, ma adesso uno studio, durato quasi 40 anni, condotto in Svezia, ci dice quanto e come l’uso di bevande alcoliche in età giovanile sia legato allo sviluppo, da adulti, di danni al fegato. L’analisi retrospettiva, pubblicata in gennaio sul Journal of Hepatology, ha coinvolto tutti i giovani svedesi di leva negli anni 1969 e 1970 (quando il servizio militare era obbligatorio ed era escluso, per gravi motivi di salute, o disabilità, solo il 2-3 % dei ragazzi), in totale 49 mila persone tra i 18 e i 20 anni.

RISCHIO DOSE-CORRELATO

Nel 2009 sono stati incrociati i nomi di quei giovani militari con quelli del Registro Nazionale sui decessi e le cause di morte; si è così visto che dopo 39 anni erano morti per cirrosi epatica, ascite, carcinoma epatocellulare, varici esofagee , sindrome epatorenale, encefalopatia epatica , collasso del fegato e altre patologie epatiche 383 uomini. E i dati sul consumo di alcol, raccolti durante la visita di leva, indicavano che più precoce era stato questo consumo, maggiori erano state le probabilità di decesso per cause epatiche. E il rischio ( dopo aver eliminato le cause «confondenti»: indice di massa corporea, uso di tabacco, stupefacenti, capacità cognitive e efficenza cardiovascolare) è risultato dose-dipendente, cioè più alto in chi beveva due drink al giorno, pari a circa 20 grammi di alcol. Per intenderci: due lattine di birra o due bicchieri di vino o due bicchierini di un superalcolico. L’indagine, avvertono però i ricercatori, è stata condotta solo su uomini e dovrebbe essere estesa anche alla donne, la cui tolleranza all’alcol però già sappiamo essere molto ridotta rispetto a quella dei maschi.

LE CONCLUSIONI

Che conclusioni trarre da questo studio? Davanti al fatto che nonostante l’abuso di alcol coinvolga un alto numero di persone , ma non sia ancora trovata una cura specifica, «non resta che puntare sulla prevenzione, specie in età adolescenziale , rivedendo le dosi considerate attualmente «sicure» — commenta Alexandre Louvet, del Servizio di malattie dell’apparato digestivo dell’Ospedale Huriez a Lille, in Francia, nell’editoriale che ha accompagna l’articolo — e ricordando che le raccomandazioni che possono fare i medici e le campagne di educazione rivolte alla popolazione generale, debbono essere accompagnate da politiche sull’accesso all’alcol, puntando su aumento dei prezzi e controllo dell’informazione pubblicitaria e su interventi a livello individuale.

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 

MAREMMANEWS

Incontro sul tema 'I club alcologici territoriali e l'ecologia sociale'

28 Gennaio presso la Parrocchia di S. Bernardino loc. S. Rocco di Piombino, il Coordinamento delle ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali) della Costa Tirrenica terranno un incontro sul tema “I CLUB ALCOLOGICI TERRITORIALI E L’ECOLOGIA SOCIALE”.

Piombino: L’ecologia sociale nei Club si basa sull’esperienza pratica e consolidata dei Club, che hanno superato il concetto di “alcolismo malattia”, definendo il consumo di bevande alcoliche uno stile di vita, cioè un comportamento socialmente accettato dalla comunità, rifiutando sia il termine “alcolismo” sia quello di “dipendenza” come superati in ambito scientifico, data la complessità dei “problemi alcolcorrelati”.

L’Approccio Ecologico Sociale stabilisce che ognuno deve riflettere sul proprio rapporto con l’alcol, indipendentemente dalla quantità consumata, e riflettere sul proprio stile di vita, che deve essere improntato sulla ricerca del proprio benessere materiale, familiare, relazionale e sociale. In particolare oggi la complessità si declina nell’incrocio dei problemi alcol correlati con quelli della salute mentale, dell’uso delle sostanze stupefacenti, delle condotte additive legate all’uso delle macchine elettroniche e di internet, dell’azzardo.

-PROGRAMMA-

09,30 Accoglienza e iscrizioni;

09,45 Inizio lavori ( presentazione);

10,10 Gruppi autogestiti;

11,40 Discussione in plenaria delle conclusioni dei gruppi;

13,00 Pranzo autogestito e condiviso;

14,00 Conclusioni finali e consegna attestati.

L’INCONTRO E’ APERTO A TUTTI: VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Ufficio Stampa del Centro Alcologico Territoriale Funzionale di Grosseto (Amalia, Ivana, Maria)

I nostri contatti sono:

Tel. 3703368168 - 3703199535

Mail info@centroalcologico-grosseto.it - acatgrossetonord@gmail.com

Sito web www.centroalcologico-grosseto.it

 

ROMATODAY

Malore al liceo Russell: studentessa torna a scuola dopo l'abuso di alcol

Ad annunciarlo è Gildo De Angelis, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio

Redazione

25 gennaio 2018 - La studentessa di 15 anni, che ha accusato un malore al Liceo Russell dopo un abuso di alcol, sta bene ed oggi alle 8 è tornata regolarmente a scuola, accompagnata dai genitori che sono stati convocati dalla preside. Ad annunciarlo è Gildo De Angelis, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio.

La 15enne ha bevuto vodka durante le ore della settimana della didattica alternativa. L'iniziativa di autogestione, autorizzata dalla scuola, è stata sospesa dalla preside. Domani intanto si svolgerà un'assemblea d'istituto di tre ore per discutere di quanto avvenuto ieri La decisione è stata presa dalla preside dell'istituto, Anna Maria Aglirà, che oggi ha evitato di incontrare giornalisti e reporter in attesa dell'assemblea di domani.

La stigmatizzazione dell'accaduto sembra essere unanime: "Una cosa del genere - ha spiegato una studentessa all'agenzia Dire - nella nostra scuola non era mai successa, forse in altri istituti, ma non qui. Se la ragazza avesse bevuto senza arrivare a questo livello sarebbe stato comunque sbagliato, ma sarebbe passata più inosservata ma così è stata una cosa molto grave"

 

SKUOLA.NET

Studentessa in coma etilico: alcol a scuola, non è un caso isolato

Di Marcello G.

25 gennaio 2018 - Si è sentita male in pieno giorno e si è accasciata davanti ai propri amici. La causa dello svenimento? L’abuso di alcol. Dopo l’iniziale allarme e il ricovero in codice rosso in ospedale le sue condizioni, ora, sembrano migliorare. Ma la paura è stata tanta. Una notizia come molte, di cui le cronache sono piene. Ma se aggiungiamo altri due particolari la vicenda accaduta ieri assume tutto un altro aspetto: il primo è che la ragazza in questione ha solo 15 anni; il secondo è che, mentre perdeva conoscenza, si trovava dentro scuola, durante l’orario di lezione. Al Liceo Russell di Roma - dove è avvenuto l’episodio – non era però una giornata come tante. Era, infatti, in corso la cosiddetta settimana di ‘didattica alternativa’, quella in cui gli studenti sono autorizzati dagli istituti a svolgere corsi di recupero e lezioni gestite direttamente dagli alunni (d’accordo con i professori). Un’occasione che però, a quanto sembra, ha trasformato una normale mattinata di cogestione in una tragedia, per fortuna solo sfiorata.

Cogestione subito interrotta. La preside chiama gli ispettori

Ovviamente sono subito scattate le indagini della Polizia e degli Uffici scolastici regionali, per chiarire i motivi che hanno portato al malore della studentessa, individuare eventuali responsabilità, e scoprire chi ha introdotto le bottiglie dentro scuola. Così come è stata immediatamente sospesa la cogestione ed è stata ripresa la didattica di tutti i giorni: «Non ci sono i presupposti per continuare», dice la preside Anna Maria Aglirà. Ma la gravità del fatto resta ed è destinata a lasciare dietro di sé più di uno strascico. Anche perché il rischio che episodi del genere si verifichino in tante altre scuole d’Italia è concreto. Almeno stando a quanto recentemente hanno raccontato i circa 10mila studenti interpellati da Skuola.net, dopo che un’altra vicenda – quella del party notturno al Liceo Virgilio al termine dell’occupazione di novembre – aveva sollevato dubbi sull’opportunità di dare le ‘chiavi di scuola’ agli alunni, di giorno e soprattutto di notte.

Alcol e droga protagonisti delle occupazioni. Anche le autogestioni sono a rischio?

Durante le occupazioni – ma, a questo punto, anche delle autogestioni e delle cogestioni – aule e corridoi di molti istituti diventano ‘terra di nessuno’. Si abbassa il livello del controllo e gli studenti si sentono liberi di usare l’edificio come un locale privato. E il risultato è che, praticamente nella metà dei casi, dalle porte delle scuole entra un po’ di tutto: persone, alcol, droga. I ragazzi che hanno partecipato alle occupazioni, ad esempio, ammettono che in 1 caso su 2 (48%) sono circolati alcolici e sostanze stupefacenti. Mentre il 57% degli intervistati dice che sono state organizzate anche feste o concerti (ovviamente non autorizzati): nel 38% dei casi solo per gli studenti della scuola, nel 19% aperti anche agli esterni; spesso e volentieri con ingresso a pagamento. Perché il 60% degli ‘occupanti’ sottolinea come fosse permesso l’accesso alla scuola anche a persone esterne.

Troppo spesso si perde il controllo della situazione

Ma i pericoli non sono solo per le persone. A volte ci vanno di mezzo anche le strutture: il 34% dei ragazzi ha infatti riportato episodi di furti, il 48% di atti vandalici e di danni. (37% lievi, 11% gravi). E, nonostante ‘solo’ il 16% esplicitamente aderisce all’occupazione (il 20% nel caso di autogestione) solo per divertirsi, è molto probabile che all’atto pratico anche gli altri si lascino trascinare nel vortice del divertimento sfrenato.

 

ILFATTOALIMENTARE

Alcol in gravidanza: un logo in etichetta segnala i rischi per le donne incinte. Regole diverse per ogni Paese: Roberto Pinton spiega come funzionano

Redazione Il Fatto Alimentare 25 gennaio 2018

Pubblichiamo di seguito il quesito di un lettore sulle indicazioni in etichetta per donne in gravidanza presente su alcuni alcolici .

Nelle bevande alcoliche spesso si trova il logo barrato della donna gravida che beve. Questo logo è in qualche modo normato o obbligatorio? Per rispondere a questa

Risponde Roberto Pinton, esperto di normativa in ambito agroalimentare, in particolare nell’ambito dell’etichettatura.

È obbligatorio in Francia fin dal 2007. In Irlanda il Public Health Alcohol Bill impone dettagli testuali sui rischi del consumo di alcolici sia in generale che per le donne in gravidanza, con un link al sito dell’Health Service Executive con informazioni sull’alcol, relativi rischi e una serie di pubblicazioni. In Germania l’avvertenza sulla salute è obbligatoria solo per alcolici dolci tipo alcopop o spirit cooler; nel Regno Unito è facoltativa e usata da qualche catena.

Negli Stati Uniti è obbligatorio riportare in etichetta i “government warnings” sui rischi legati al consumo di alcol in gravidanza e in altre condizioni

In Usa, invece, tocca proprio mettere i “Government warnings”, obbligo anche in Canada (limitatamente a Yukon e Northwest Territories, la bellezza di essere uno Stato federale) e in una quindicina di altri mercati minori come Israele, Sud America ed Estremo Oriente.

Chi esporta in Francia (o conta di farlo, prima o poi) inserisce necessariamente il pittogramma in etichetta; se ha un’unica etichetta troveremo il pittogramma anche negli altri mercati (legittimamente, o almeno non mi risultano divieti).

In Italia, e in molti altri Paesi, non è obbligatorio porre in etichetta indicazioni, scritte o in forma di pittogramma, sui rischi del consumo di alcol in gravidanza. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plos One da un ricercatore dell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, i loghi sono la forma più efficace per informare le consumatrici dei rischi associati al consumo di alcol durante la gestazione.

 

(*) Nota: è semplicemente vergognoso che nel nostro Paese non sia obbligatorio mettere in etichetta il rischio dell'assunzione di alcolici in gravidanza.

 

VIVERE PESARO

Polizia stradale a corto di etilometri, solo 4 in tutta la provincia. Più di una decina inutilizzabili (*)

25/01/2018 - Il bilancio degli incidenti stradali di questo inizio anno è veramente preoccupante. Nel nostro Paese, secondo i rilievi della Polizia Stradale e dei Carabinieri (ai quali si dovranno aggiungere poi quelli delle Polizie Locali) rispetto al corrispondente fine settimana dello scorso anno (6-8 Gennaio 2017) è aumentato il numero complessivo dei sinistri (486 rispetto ai 362 del 2017) e il numero dei feriti (365 contro i 248 del 2017).

Dato veramente tragico, è raddoppiato il numero delle vittime con 16 decessi, rispetto ai 7 del 2017. Delle 16 vittime, 5 avevano un’età inferiore ai 30 anni. Altresì, dal 22 al 26 dicembre 2017, a causa di incidenti stradali hanno perso la vita ben 32 persone. Sono molti gli incidenti gravi o mortali provocati da persone che guidano in stato di ebbrezza. Proprio per tale motivo tutte le pattuglie della Polizia Stradale dovrebbero avere al seguito lo strumento indispensabile per misurare e determinare il valore dell’alcool o dell’etanolo contenuto nel sangue di una persona: l’etilometro.

Nella nostra provincia, come in tante altre, purtroppo la realtà e ben diversa: la maggior parte degli etilometri, più di una decina, non possono essere utilizzati. Il motivo principale di questa situazione è imputabile alla lentezza con la quale vengono effettuate le revisioni alle quali, annualmente e obbligatoriamente, gli etilometri devono essere sottoposti presso i competenti Uffici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nella maggior parte dei casi passano svariati mesi prima che gli etilometri vengano controllati e restituiti.

Il risultato è che, attualmente, nella nostra provincia tutte le pattuglie della Polizia Stradale di Pesaro, Fano, Urbino e Cagli ne hanno a disposizione solo quattro. La Polizia Stradale è costretta a lasciare in custodia un etilometro presso la caserma della Sottosezione Adl di Fano ed un altro presso la Sezione di Pesaro, al fine di permettere alla pattuglia di turno di recarsi presso la sede più vicina per ritirarlo ed utilizzarlo.

Vi è il forte rischio di non poter sottoporre ai necessari controlli coloro che in modo incosciente e criminale si mettono alla guida di un veicolo sotto l’effetto dell’alcool mettendo a repentaglio la vita di altre persone. In ogni caso, la mancanza di un numero sufficiente di strumenti essenziali quali sono gli etilometri, incide negativamente su tutta l’attività di e di controllo in tema di sicurezza stradale.

da SIULP Pesaro Urbino

 

(*) Nota: il grande dibattito, l'impegno profuso dalle associazioni e il cambiamento culturale sono stati molti importanti nell'approvazione della legge sull'omicidio stradale e sui maggiori controlli della guida in stato di ebbrezza. Tutto questo può essere facilmente ridotto e quasi vanificato dalla limitazione delle dotazioni tecniche.

 

TRC.TV.NEWS

Ragazza ubriaca stuprata, avviso fine indagine

La 18enne era troppo ubriaca per dare il consenso al rapporto sessuale.

Con questa, per nulla scontata, conclusione la Procura di Ravenna ha notificato un avviso di fine indagine

di Redazione

25 gennaio 2018

La 18enne era troppo ubriaca per dare il consenso al rapporto sessuale. Con questa, per nulla scontata, conclusione la Procura di Ravenna ha notificato un avviso di fine indagine ai due giovani, un 26enne romeno e un 27enne di origine senegalese. Secondo la procura il primo di avrebbe violentato nella notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso una 18enne ubriaca su un divanetto di un appartamento del centro di Ravenna. E l’altro, che ha filmato tutto con il proprio cellulare, avrebbe trattenuto per il braccio un’amica della giovane per impedirle di soccorrerla. I due sono chiamati a rispondere di violenza sessuale di gruppo per avere indotto la 18enne a rapporti sessuali abusando – si legge nell’avviso a firma del Pm Angela Scorza – delle “condizioni di inferiorità fisica e psichica nelle quali versava” la giovane “a causa dell’ingestione di una considerevole quantità di sostanze alcoliche” in grado di portarla a un “evidente stato di dormiveglia, incoscienza e ottundimento”. Una conclusione appunto non scontata, e un caso questo che aveva fatto molto discutere. All’inizio, sulla base dei tre video sequestrati dalla squadra Mobile della polizia, due differenti Gip del Tribunale di Ravenna avevano disposto la custodia cautelare in carcere per i due accusati, difesi dagli avvocati ravennati Carlo Benini e Raffaella Salsano. Il 9 novembre però i tre giudici del Tribunale della Libertà di Bologna avevano annullato tutto scarcerando entrambi perché a loro avviso la 18enne, sebbene “in uno stato di non piena lucidità” legato all’alcol – nel locale dove aveva incontrato i due, aveva bevuto cinque bicchieri di vino ed altri 2-3 drink alcolici – dopo un paio di docce, un caffè e alcune ore in attesa sul divanetto della casa dove era stata accompagnata a spalla, era tornata “pienamente in grado di esprimere un valido consenso al rapporto sessuale e lo aveva fatto”. Da parte sua la 18enne, tutelata dall’avvocato bolognese Elisa Cocchi, anche in un incidente probatorio successivo alle scarcerazioni, aveva confermato tutte le sensazioni legate alla presunta violenza sessuale subita, dicendo di sentirsi immobile, di ricordare l’acqua fredda della doccia ma null’altro dopo il primo dei drink, contribuendo così alla chiusura delle indagini preliminari. La posizione dell’amica presente quella notte al momento del rapporto, e inizialmente indagata per favoreggiamento per via di alcune sue dichiarazioni ritenute contraddittorie, è stata stralciata.

 

GLOBALIST

Ubriaco sbaglia casa e strozza il vicino scambiandolo per un ladro

L'assassino poi ha telefonato alla polizia dicendo di avere bloccato uno sconosciuto che gli era entrato in casa. La vittima, in veterano sessantenne, viveva da solo dopo la separazione dalla moglie

MISSOURI, 25 gennaio 2018 - Un uomo, completamente ubriaco, sbaglia casa, entra in quella di un vicino e, scambiandolo per un ladro, lo strozza e chiama la polizia dicendo di avere immobilizzato uno sconosciuto. L'incredibile vicenda è avvenuta Raytown, nel Missouri (Stati Uniti). L'assassino, che è stato arrestato, si chiama Michael Augustine, 43 anni, è almeno per il momento è accusato di omicidio colposo.

La vittima si chiamava Clifton King, ed era un veterano sessantenne, secondo quanto ha riferito la televisione locale WDAF.

Le case dei due sono separate da circa 150 metri. Quando Augustine ha chiamato la polizia per dire di avere neutralizzato uno sconosciuto che gli era entrato in casa, ha fornito agli agenti l'indirizzo, quello vero, non ovviamente quello della vittima.

Ed in effetti, quando la polizia è arrivata nella casa corrispondente all'indirizzo fornito da Augustine l'ha trovata vuota. Da qui la decisione di perlustrare la zona sino a quando non hanno trovato, nel giardino dell'abitazione di Clifton King, assassino e vittima.

King, soccorso e portato in ospedale, è stato dichiarato deceduto a distanza di pochi minuti. L'ubriachezza di Augustine è apparsa subito evidente: oltre al forte odore di alcool che emanava, l'uomo pronunciava frasi sconnesse e non sembrava rendersi conto di quel che aveva fatto. Tanto che, nelle foto segnaletiche, Augustine appare sorridente.

L'uomo è stato accusato di omicidio colposo di primo grado. Secondo fonti vicine al caso, non è chiaro cosa facesse per vivere e quando si è trasferito nel quartiere. I vicini, scioccati dall'evento, hanno descritto la vittima come un "buon vicino che ha servito il paese". Clifton King viveva da solo da poco tempo, da quando si era separato dalla moglie.

 

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INCIDENTE STRADALE IN CENTRO, CONDUCENTE SOTTO EFFETTI DELL'ALCOL

 

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INCIDENTE STRADALE IN PIENO CENTRO A TARANTO. LA CONDUCENTE ERA SOTTO GLI EFFETTI DELL'ALCOL

 

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Ubriaca alla guida, ritiro della patente per una 26enne

 

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Paura a Porta Nuova: ubriaco semina il panico a bordo con una bottiglia di vetro

 

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Ubriachi fradici in strada: schiaffi e spintoni, un ferito in ospedale

 

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Ubriachi in stazione spaccano bottiglie denunciati

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

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