Rassegna del 21 Gennaio 2018

CUFRAD

ANTIBIOTICI E ALCOL: ECCO PERCHÉ EVITARE DI ASSUMERLI INSIEME

È sempre opportuno, come da sempre ci consigliano medici, farmacisti e persino parenti affettuosi, evitare il consumo di bevande alcoliche se si stanno assumendo antibiotici.

Questa raccomandazione nasce probabilmente negli anni 50, quando alcune penicilline si dimostrarono il primo trattamento efficace per la cura delle infezioni sessualmente trasmissibili, come gonorrea e sifilide, poiché il personale sanitario era preoccupato dal fatto che i pazienti sotto l’effetto dell’alcool potessero disinibirsi, annullando l’efficacia di farmaci allora costosi e innovativi.

I risultati di un nuovo studio sembrano confermare che questi timori siano fondati. La ricerca è stata condotta presso una clinica nel Regno Unito ed è emerso che i soggetti trattati con farmaci per la cura della malattie sessualmente trasmissibili hanno più probabilità di praticare attività sessuale, se si trovano in stato di ebbrezza.

DA QUI IL SAGGIO CONSIGLIO In realtà, è consigliabile evitare completamente l’assunzione di alcool in concomitanza con l’utilizzo di una particolare famiglia di antibiotici di cui fanno parte molecole diffuse, quali metronidazolo, tinidazolo e l’associazione sulfametossazolo/trimetoprim, detta anche co-trimossazolo. In particolare, questi farmaci interferiscono con una delle principali vie metaboliche dell’etanolo, provocando nel nostro organismo l’accumulo di acetaldeide, metabolita responsabile di molti malesseri associati ai postumi di una sbornia, come vomito, nausea e sincopi.

Tuttavia, l’utilizzo di questi farmaci è ristretto al trattamento di particolari tipi di infezioni, per esempio di natura gastro-intestinale o genito-urinaria, e deve comunque essere effettuato sotto stretto controllo medico.

Per la maggior parte degli altri antibiotici non ci sono evidenze rispetto agli effetti legati al contemporaneo consumo di bevande alcoliche, ma ricordiamo che non è mai una buona idea bere se siete stati colpiti da un’infezione, anche perché nausea e altri disturbi possono essere potenziati dall’alcool stesso.

Inoltre, in caso di infezioni, il consumo di alcool aumenta la probabilità di incorrere in danni a livello muscolare, quando sono in corso malattie virali che colpiscono i muscoli, oltre a causare un maggiore sforzo dei reni e provocare la vasodilatazione, contrastando i tentativi dell’organismo di rallentare la diffusione dell’infezione.

Poi, alcuni antibiotici, come l’isoniazide, farmaco usato per la cura della tubercolosi, e la flucloxacillina, appartenente alla famiglia della penicillina, possono provocare gravi danni al fegato, sovraccaricandolo ancor di più per smaltire la sbornia.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.pazienti.it/blog/antibiotici-alcol-23012015,

 

ROMA H24

Cancro e alcol: quali sono i legami tra consumo di alcol e tumore?

Cancro e alcol: ci sono dei collegamenti tra il rischio di cancro ed il consumo eccessivo di alcol? Ecco cosa emerge da una recente ricerca riportata da Cambridge

Alcuni ricercatori di Cambridge che hanno operato in totale collaborazione per cercare di identificare le cause dell’insorgenza di cancro e tumore nel corpo dell’essere umano – stiamo parlando degli studiosi dell’MRC Laboratory of Molecular Biology a Cambridge, in Gran Bretagna, e del Wellcome Trust Sanger Institute – hanno fatto emergere alcuni dati importanti e quindi anche molto rilevanti in merito al rischio di cancro collegato proprio al consumo dell’alcol. Il quale è chiaramente aumentato, a causa di alcuni comportamenti sbagliati dell’essere umano che, in maniera alquanto inconsapevole, spesso può danneggiare il suo stesso metabolismo?

Pare proprio che la scoperta abbia ragione sul legame che sussiste, quindi, tra il consumo effettivo di alcol, e il rischio di cancro, che viene appunto aumentato a causa di un prodotto del metabolismo, che arriva a creare danni importanti alle cellule staminali e potrebbe così insinuarsi come problema importante nell’insorgenza di tumore. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature, e qui sono state dimostrate, appunto, le cause che determinano l’insorgenza del tumore a causa del consumo eccessivo dell’alcol.

 

LANUOVACAGLIARI

Ubriaca brucia lo stop e travolge un'auto con una donna incinta a bordo

Protagonista dell'incidente avvenuto nella notte a Cagliari una donna di 55 anni

CAGLIARI, 21 gennaio 2018 - Con qualche bicchiere di troppo bevuto, una 55enne cagliaritana brucia lo stop e provoca un incidente. Nell’auto con cui si è scontrata viaggiava una donna di 33 anni, anche lei cagliaritana, in stato interessante, ricoverata all’ospedale Brotzu. Non ha riportato ferite di rilievo, ma le sue condizioni sono ancora da accertare. È accaduto all’una di questa notte all’incrocio fra via Curie e via Corsica, dove una Mazda guidata dalla 55enne, proveniente da via Corsica, ha bruciato lo stop e ha urtato una Peugeot guidata da un 34enne cagliaritano e con a bordo la moglie incinta, proveniente da via Curie. Per i due conducenti nessun danno fisico. La donna alla guida della Mazda è stata sottoposta ad alcoltest risultando positiva. La patente le è stata immediatamente ritirata dalla polizia municipale intervenuta per i rilievi di legge.

(luciano onnis)

 

MACITY

Ubriachi al volante, nel New Jersey puniti anche se alla guida dei droni

Nel New Jersey presto gli ubriachi saranno puniti, anche se alla guida dei droni; ulteriore stretta di vite sui voli radio controllati.

21 Gen 2018 di Emiliano Contarino - La guida in stato d’ebrezza è reato in molti stati, ma sino ad oggi è stato un concetto legato esclusivamente alle automobili. Con il passare dei tempi, però, le leggi si adattano alla nuova frontiera. E così, nel New Jersey, gli ubriachi al volante saranno puniti anche se alla guida di droni.

Secondo un rapporto diffuso da Reuters, l’assemblea del New Jersey sta attualmente valutando un disegno di legge, approvato dal Senato, per legiferare, e punire, chi guida i droni da ubriaco. In effetti, la nuova proposta di legge non è assolutamente campata per aria, anzi. Chi guida un velivolo dovrà essere nelle condizioni psicofisiche di farlo, senza mettere ulteriormente a repentaglio la vita di chi, ignaro, passeggia proprio sotto il drone.

Il rapporto cita anche un incidente avvenuto nel 2015 in cui un dipendente fuori servizio dell’Agenzia National Geospatial Intelligence sorvolava da ubriaco sopra i prati della Casa Bianca. Il volo con i droni è attualmente sotto i riflettori, con numerosi stati che cercano di legiferare per prevenire eventuali incidenti in volo. Già in numerosi paesi, Italia compresa, il volo con i quadricotteri è soggetti a numerose restrizioni, prima fra tutte quella che impedisce di sorvolare al di sopra di assembramenti di persone. Figuriamoci dopo aver bevuto qualche drink di troppo.

Anche i produttori di droni stanno tentando di rendere i voli sempre più sicuri; DJI, ad esempio, è noto per il suo impegno nelle funzioni di geofencing, che permette di evitare che i droni possano volare in zone no-fly, come ad esempio aeroporti, carceri o nei dintorni di proprietà governative.

 

IL TIRRENO

Ubriaco alla guida provoca incidente: dovrà pagare 48 mila euro

l gip di Lucca ha condannato un carrarese di 54 anni per guida in stato di ebbrezza

SERAVEZZA. Si era messo alla guida completamente ubriaco e aveva causato un incidente distruggendo due auto, la sua e quello di un altro automobilista. Per questo un uomo di 54 anni di Carrara, ma residente nel comune di Seravezza, è stato condannato (con decreto penale di condanna) per guida in stato di ebbrezza al pagamento di una ammenda di 48mila euro. Una maxi pena pecuniaria con cui è stata sostituita la pena detentiva.

La normativa parla infatti chiaro. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, recita l’articolo 186 del codice della strada, «le sanzioni sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all’illecito».

Qualora, poi, dice ancora il codice della strada, «per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la patente di guida è sempre revocata».

I fatti risalgono al primo marzo del 2017, quando l’uomo, ubriaco, si è messo alla guida della sua auto. Uscendo da un parcheggio in via Alpi Apuane a Seravezza (probabilmente senza guardare la strada) ha colpito in pieno un’altra auto, provocando danni, ma nessun ferito (nel caso l’uomo avrebbe rischiato molto di più). Sul posto sono intervenuti gli agenti del servizio congiunto delle polizie municipale di Seravezza e Pietrasanta guidate dal comandante Mauro Goduto, che hanno notato subito che il 54enne alla guida non era sobrio. Lo hanno quindi sottoposto all’esame con etilometro. I risultati sono andati oltre le previsioni: il conducente era infatti molto al di sopra del limite, nella fascia più alta della guida in stato di ebbrezza. Nei suoi confronti è quindi scattato il ritiro della patente e la denuncia alla Procura. Nel giro di qualche mese, il gip di Lucca ha poi accolto le richieste del pubblico ministero, condannando quindi il carrarese al pagamento di una maxi ammenda di 48 mila euro.

 

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