Rassegna del 19 Gennaio 2018

AUTOMOTO

Mal d'alcol, l'iniziativa online continua nelle scuole: ecco come [Video]

Continua l'iniziativa nelle scuole, su Automoto.it e Moto.it insieme al Prof Luigi Rainero Fassati, per informare e prevenire sui danni da abuso di alcol nei giovani. Vi proponiamo una lezione integrale

19 gennaio 2018 - Continua Mal d'Alcol, il programma promosso nelle scuole, su Automoto.it e su Moto.it insieme al Prof. Luigi Rainero Fassati, per informare sull'abuso di alcol tra i più giovani e prevenirne le conseguenze. Oggi vi proponiamo in versione integrale una sua lezione tenuta presso Palazzo Reale, a Milano, alla quale sono intervenuti studenti delle scuole medie superiori della zona.

Il Prof. Fassati, uno dei maggiori luminari al mondo nel campo dei trapianti di fegato, incontra da anni giovani liceali per informarli sulle conseguenze dell'abuso di alcol e evitare così pericolose conseguenze.

Tra i problemi di salute pubblica connessi all'abuso di alcol da parte dei giovani figurano in maniera rilevante gli incidenti stradali. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità sono la prima causa di decesso tra i giovani tra i 15 e i 19 anni e la seconda per ragazzi da 10 a 14 anni e da 20 a 24 anni.

Il consumo di alcol, naturalmente, influisce sul rischio di incidenti. Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi, tra il 2012 e il 2015 oltre l'8% dei conducenti ha guidato sotto l'effetto dell'alcol negli ultimi 30 giorni, e altre 6 persone su 100 sono state trasportate da un conducente che guidava sotto l'effetto dell'alcol.

Quest'anno il Prof. Fassati ha trovato nelle nostre testate un valido alleato per amplificare il suo messaggio attraverso i siti Automoto.it e Moto.it e tutti i canali social, che raggiungono mensilmente milioni di persone.

 

VIDEO: https://www.automoto.it/news/mal-d-alcol-l-iniziativa-online-continua-nelle-scuole-ecco-come-video.html

 

FANPAGE

Ubriachi alla guida, la Cassazione: con i lavori utili la patente va subito restituita

Il caso di un 29enne condannato a 4 anni poi sostituiti con i lavori di pubblica utilità. Per la Suprema Corte il documento di guida deve essere restituito prima dell’inizio del volontariato.

18 GENNAIO 2018

di Antonio Palma

Anche se le forze dell'ordine hanno ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza, in caso di condanna ai servizi sociali al posto del carcere, il documento di guida va riconsegnato immediatamente al legittimo proprietario che potrà così tornare alla guida. Lo ha stabilito una recente sentenza della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un uomo piemontese beccato dagli agenti di polizia ubriaco e per questo fermato e condannato. L'episodio risale al 30 novembre 2015, quando un 29enne venne fermato a Nole Canavese, sulla strada provinciale 2 all'altezza del km23, per guida in stato d'ebbrezza e quindi arrestato.

Quando si viene beccati al volante ubriachi e con un tasso alchemico compreso tra 0,8 e 1,5, infatti, non solo scatta il sequestro del mezzo e il ritiro immediato della patente ma anche il reato penale di guida in stato di ebbrezza che comporta l'arresto  fino a sei mesi.  Nel caso in esame, nel corso del procedimento giudiziario, il giudice aveva sostituito la pena detentiva di 4 mesi di arresto, comminata all'automobilista ubriaco, con i lavori di pubblica utilità e mille euro di ammenda ma aveva applicato anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per 9 mesi.

 

POLNEWS

Guida in stato di ebbrezza: valenza dimostrativa dell’acoltest

Cassazione penale, 15/12/2017, n. 56092: grava sull’imputato l’onere di dare dimostrazione di circostanze in grado di provare quell’accertamento di valenza dimostrativa della sussistenza del reato

Il caso. La Corte d’Appello di Genova aveva condannato l’imputato per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica con la statuizione della revoca della patente, oltre alla pena di giustizia.

La Corte aveva accertato che l’imputato, trovato nella vettura in stato di ebbrezza alcolica alle ore 5.30, lo fosse anche cinque ore prima, cioè al momento dell’incidente da lui provocato.

Il ricorrente ricorre in Cassazione facendo presente l’illogica motivazione della Corte territoriale per aver deciso senza gli ulteriori elementi indiziari richiesti dalla giurisprudenza di legittimità per poter ritenere integrato il reato per cui si procede.

La Cassazione, ha rilevato che, secondo principio della giurisprudenza di legittimità, ai fini della sussistenza del reato di guida in stato di ebbrezza sia necessario verificare, in relazione all’incidenza del decorso intervallo temporale di alcune ore tra la guida e l’esecuzione del test alcolemico, la presenza di altri elementi indiziari.

Nella fattispecie, però, ciò che rileva è la distribuzione degli oneri probatori. Infatti la Corte ha ribadito che «in tema di guida in stato di ebbrezza, in presenza di un accertamento del tasso alcolico del sangue mediante prelievo eseguito in conformità alla previsione normativa, grava sull’imputato l’onere di dare dimostrazione di circostanze in grado di privare quell’accertamento di valenza dimostrativa della sussistenza del reato»; in relazione a ciò non basta il solo lasso temporale trascorso tra la guida della vettura e il momento dell’accertamento.

Nel caso di specie l’imputato non ha posto a fondamento della sua doglianza nessuna circostanza che possa impedire l’utilizzo dell’accertamento dello stato di ebbrezza, anche se distante rispetto alla condotta delittuosa, come prova del reato commesso. La Corte rigetta il ricorso.

Consulta la sentenza n. 56092/2017

 

MESSINAORA

“Montalbano sono…”. E noi gli facciamo l’alcol test

«Documenti, per favore. Accosti qui, che la sottoponiamo all’alcoltest, soffi bene qui dentro, per cortesia…».

19 GENNAIO 2018 - Chissà se l’esperienza mirandolese ispirerà prima o poi una qualche gag dei prossimi episodi del Commissario Salvo Montalbano, la serie tv più bella e fortunata d’Italia.

Una cosa è certa: Luca Zingaretti saprà come fare. L’attore, che definire popolare è un eufemismo, tale e tanta fama ha accumulato, e non solo, per l’insuperabile incarnazione televisiva del dirigente della polizia di Vigata ideato da Camilleri, ha vissuto in diretta un rigoroso controllo di polizia stradale mercoledì sera sulla statale del Canaletto, in zona Medolla. Zingaretti stava rientrando dopo lo spettacolo all’auditorium Rita Levi Montalcini. Una serata da applausi scroscianti, in cui Zingaretti ha letto brani di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Fatto sta alle 23.30 si è imbattuto in una pattuglia della polizia municipale, impegnata in un consueto controllo. Gli agenti hanno fermato l’auto alla cui guida c’era l’attore. E sulle prime non è stato riconosciuto: Zingaretti aveva in testa un cappello e non c’era tanta luce… Chissà, magari l’agente che gli ha chiesto i documenti non è un frequentatore di Rai Uno. Perché in effetti lo sguardo profondo, il tono di voce, la mimica di… Montalbano sono ormai internazionali.

Fatto sta che la pattuglia ha sottoposto l’automobilista in questione anche al pre-test, l’esame che serve ad allertare sull’eventuale assunzione di alcolici e che, in caso di esito positivo, viene poi seguito dal vero e proprio alcoltest.

(G.Pensavalli)

 

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A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

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