Rassegna del 16 Ottobre 2017

WINENEWS

Crisi d’identità per la grandi della birra negli Stati Uniti: la bevanda un tempo sinonimo del consumo alcolico oltreatlantico perde terreno da oltre dieci anni nei confronti di vino e superalcolici, ed è sempre più snobbata dai millennial

Più di 4 miliardi di litri persi negli ultimi 20 anni, una percentuale sul totale dei consumi di bevande alcoliche che, nella fascia d’età compresa tra i 21 e i 27 anni, è crollata di oltre il 20% in 10 anni (dal 65% del 2006 al 43% del 2016) e, infine, un calo in volume medio del 4,5% per i quattro marchi di maggior peso dal punto di vista industriale e finanziario nel periodo gennaio-settembre 2017, ovvero Bud Light, Coors Light, Bud e Miller Lite, che collettivamente detengono il 40% del mercato.

L’industria della birra americana, a valle del convegno nazionale dei grossisti del settore che si è svolto a Las Vegas la scorsa settimana, si trova davanti un quadro che definire desolante è quasi riduttivo, risultato di un assedio da parte di vino e superalcolici che sta stravolgendo quella che sembrava fino a pochi anni fa una certezza granitica nelle preferenze di consumo dei bevitori a stelle e strisce.

Come riportato da “AdAge” (https://goo.gl/w8zQUC ), la conferenza ha visto manager dopo manager dei nomi più importanti della filiera lamentare il fatto che la birra sta perdendo, e malamente, lo scontro con vino e spirits: i superalcolici fanno capolino perfino agli eventi sportivi, complice anche la fine del divieto, da parte della NFL, di mostrare annunci pubblicitari che riguardano quel comparto. “Se il trend procederà al ritmo attuale”, ha dichiarato Joao Castro Neves, ad e presidente per il Nord America di Anheuser-Busch Inbev, “entro il 2030 la birra non avrà più la percentuale maggiore dei consumi di bevande alcoliche”. Un parere che, se possibile, è ancora più fosco di quello di Ronald Den Elzen, suo collega presso Heineken Usa: “Oggi ciascun consumatore beve una in media una bottiglia di birra in meno a settimana rispetto a 20 anni fa. Se questo non è un avvertimento per tutta l’industria sul fatto che dobbiamo fare qualcosa, allora non so cosa possa esserlo”. Inoltre, ha proseguito, “Il vino e i superalcolici non stanno certo a guardare, e la marijuana è in fase di legalizzazione in molti Stati di tutto il Paese. Dobbiamo agire adesso e dobbiamo farlo insieme”.

Parole sicuramente pesanti, ma che vanno contestualizzate: la crisi della birra oltreatlantico pare riguardare infatti la componente più industriale della produzione, dato che il settore della birra artigianale, o comunque prodotta da aziende di minori dimensioni rispetto ai grandi colossi del settore, pare essere in salute. Il numero di aziende produttrici negli Stati Uniti è più che raddoppiato dal 2012 al 2016 (da 2.475 a a 5.301), ma anche lì i segnali di un rallentamento produttivo danno da pensare, visto che la crescita in volume nei primi sei mesi dell’anno in corso si è assestata al 5%, contro il +8% del medesimo periodo del 2016. Gli executive intervenuti al congresso di Las Vegas, in conclusione, hanno proposto delle possibili strategie per tamponare le perdite del settore: soluzioni che, eloquentemente, rispecchiano molti dei punti toccati dall’industria del vino per aumentare il proprio appeal verso nuovi segmenti di mercato e demografici. Per Castro Neves è necessario puntare sul livello di sofisticatezza percepita quando si parla di birra, legandola a cultura e moda, e puntare maggiormente sugli abbinamenti con il cibo, oltre a - per quanto possibile - sottolineare l’aspetto salutistico (*), visto che, a suo dire, “la birra può essere attraente per il consumatore attento alla salute e alla forma fisica in un modo che il vino e i superalcolici non possono raggiungere”.

 

(*) Nota: da leggere con attenzione. L’industria della birra si chiede come fronteggiare il calo dei, e sceglie di utilizzare le stesse strategie già portate avanti dall’industria del vino: cultura, moda, abbinamento con il cibo, salute. Sono strategie decise a tavolino, da vere e proprie potenze economiche.

Quando troveremo articoli, o servizi televisivi, millantare inesistenti effetti salutistici della birra, ci ricorderemo del Congresso di Las Vegas, dei poderosi interessi economici che portano a manipolare deliberatamente la scienza per propositi commerciali.

 

CAFFEINA MAGAZINE

“Addio, giovane angelo”

L’alta velocità, la nebbia, poi la brusca frenata e lo schianto. Muore così Betty, ad appena 19 anni e con tutta la vita davanti: “Aveva anche la cintura, povera ragazza”, sussurrano i presenti sul posto. Ma dopo qualche ora la svolta choc, il suo amico viene arrestato: “Si tratta di omicidio”. Una vicenda davvero devastante

La domanda che gli inquirenti si porgono è: avrebbe potuto evitare l’incidente se non fosse stato ubriaco (3 volte più del limite consentito dalla legge)? Certamente sì e per questo è colpevole. Un ventenne è stato arrestato per omicidio stradale, conducente dell'auto su cui viaggiava Elisabeth Jane Puliaski, 19 anni, morta ieri in uno scontro frontale a Vicarello nel livornese. Lo riportano i giornali locali. Il giovane alla guida, amico della ragazza che stava riaccompagnando a casa, riferiscono i quotidiani, è risultato positivo all'alcol test con un tasso di tre volte superiore a quello consentito. La Fiat su cui viaggiavano avrebbe invaso la corsia opposta andando a colpire una Ford Fusion. L'alta velocità, la nebbia e l'asfalto bagnato sarebbero tra le cause del drammatico schianto. Di certo, intorno alle 5.30 di domenica 15 ottobre, nella zona era calata una fitta nebbia, così come in tutta la zona del confine tra le province di Livorno e Pisa. Le due auto si sono scontrate. Tremendo il rumore delle lamiere, con la Punto che è finita in un fosso.

Immediato l'allarme e i soccorsi. Sono arrivati il 118 e i vigili del fuoco. Il ragazzo che era con la vittima e il 46enne sono feriti e sono stati portati all'ospedale di Cisanello a Pisa. Per la ragazza non c'è stato niente da fare. Sul luogo dell'incidente, per i rilievi, anche due pattuglie dei carabinieri, mentre i vigili del fuoco si sono occupati della messa in sicurezza delle due vetture semi-distrutte. Il 20enne stava accompagnando a casa l’amica e stava transitando sulla 206, la via Emilia che collega Pisa a Cecina. A un tratto, la Punto su cui viaggiavano i due giovani, secondo un testimone, è andata prima sulla carreggiata opposta, poi è rientrata, è finita sul guard rail ed è stata sbalzata di nuovo sull’altro lato colpendo una Ford Fusion che arrivava dalla direzione opposta.

È probabile che il ventenne abbia perso il controllo dell’utilitaria anche a causa della velocità, innescando quella carambola conclusa con lo schianto frontale. Poi l’auto con a bordo i due ragazzi ha sfondato il guard rail ed è finita nel fossato che costeggia la 206. Sullo scontro indagano i carabinieri di Collesalvetti. Elisabeth, occhi celesti, origini americane ma nata e cresciuta tra Pisa e Livorno, è morta sul colpo . “Indossava anche la cintura...”, sospira chi ha tentato invano di salvarla. La salma di “Betty”, che insegnava inglese e russo, per il momento è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere se eseguire l’autopsia. Caponi, invece, nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida.

 

QUOTIDIANO DEL SUD

Incidente in autostrada, arrestato l'uomo coinvolto

Guidava ad alta velocità e sotto l'effetto dell'alcol

CATANZARO - Era sotto l’effetto dell’alcol l’uomo che ieri sera ha violentemente tamponato la vettura che lo precedeva, provocando la morte di una donna di 67 anni, Rita Ramondino, residente a Vibo Valentia. Si tratta di un uomo di 35 anni, I.R., residente in Marocco e tratto in arresto in flagranza per il reato di omicidio stradale e guida sotto l’effetto di alcool. L'incidente è avvenuto nel territorio di Martirano Lombardo.

Quando è scattato l’allarme per il doppio incidente avvenuto ieri sera sull’autostrada del Mediterraneo A2, nel tratto del Catanzarese, con la morte anche dell’autista di un autobus, la polizia stradale ha effettuato tutti i rilievi del caso, notando che l’uomo coinvolto mostrava i segni di uno stato di alterazione psicofisico.

I ripetuti controlli hanno permesso di accertare l’alta presenza di alcol nel corpo dell’automobilista e l’alta velocità al momento dell’incidente, mentre gli accertamenti sulla persona hanno dimostrato che anche in passato l’uomo era stato coinvolto in incidenti stradali per la sua guida e per l’assunzione di alcol. (*)

Oltre alla morte della donna, l’uomo ha anche provocato il ferimento delle altre persone presenti nella macchina che ha tamponato.

 

(*) Nota: dunque era recidivo, così come la signora di cui al prossimo articolo.

La differenza è che, almeno per questa volta, la signora è stata fermata prima che potesse uccidere qualcuno con la sua auto.

 

ANSA

Ubriaca al volante, denunciata 68enne

Riscontrato un tasso alcolico tre volte superiore al consentito

(ANSA) - MODENA, 16 OTT - E' stata praticamente fermata dagli altri automobilisti preoccupati dall'andamento incerto e a zig zag con cui la signora conduceva la sua automobile, una Fiat Panda, sua via Bellaria verso strada Morane, a Modena. Sul posto, nel pomeriggio di ieri, sono giunti due agenti della Polizia Municipale in moto - avvertiti dagli stessi conducenti - che hanno denunciato la donna, una 68enne, risultata ubriaca al volante.

    L'anziana, residente in una frazione, è stata fermata con un tasso alcolico di 1,67 g/l, oltre tre volte il consentito pari allo 0,5 g/l.

    Per la signora che non sarebbe nuova a questo tipo di violazione - si legge in una nota della Municipale - sono scattati il ritiro della patente ai fini della sospensione e la denuncia penale. Un familiare ha accompagnato la donna a casa.

    Sarà l'Autorità giudiziaria a decidere in quale misura applicare la sanzione penale ed eventuali sanzioni accessorie, la detrazione dei punti e la durata della sospensione della patente di guida.

 

CIOCIARIA24

Uccide marito e moglie con la moto, arrestato Francesco Scarsella: era ubriaco

'Omicidio stradale': con questa accusa è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Frosinone, Francesco Scardella 32 anni di Alatri. E' stato ammanettato dai militari coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo. Il giovane nel pomeriggio di oggi era alla guida della Smart che ha travolto ed ucciso due centauri, marito e moglie, residenti a Cassino. Sottoposto alle analisi è risultato essere ubriaco e sotto effetto di sostanze stupefacenti, cocaina.

Il violento impatto

L'impatto violentissimo è avvenuto lungo la Casilina in territorio di Ferentino nei pressi del ristorante Primavera. Qui, secondo le testimonianze e secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri della Compagnia di Anagni e della stazione di Ferentino, diretti dal capitano Meo, la Smart del 32enne pregiudicato di Alatri avrebbe letteralmente travolto la Suzuki con a bordo i due giovani sposi.

Le vittime

Una coppia originaria della Campania era residente a Cassino da anni. Lui, Giancarlo Marrandino, classe 1979, era un brillante ingegnere che lavorava nello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano. Era dipendente del gruppo esterno Media Motive. Lei, Rosaria Orlando, classe 1974 lavorava nella città martire. Vivevano in via Sferracavalli e stavano tornando da una passeggiata domenicale a bordo della loro due ruote. Scarsella è difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli.

 

GAZZETTA DI MANTOVA

Camionista ubriaco in pieno giorno a Mantova: denunciato e Tir sequestrato

Fermato dalla polizia stradale all'ingresso del casello di Mantova Nord. Proveniente dall'Ungheria, trasportava prodotti alimentari per animali destinati a un'azienda mantovana

MANTOVA. Ubriaco fradicio alla guida di un tir alle 4 del pomeriggio, voleva entrare in autostrada al casello di Mantova Nord. Ma quando ha visto la pattuglia della Polizia Stradale, impegnata in un servizio di controllo ai mezzi pesanti in prossimità dell’ingresso dell’A22, ha subito svoltato dentro il parcheggio riservato alle auto. Consapevole di essere in una condizione psico-fisica non adeguata, ha cercato di nascondersi in cabina. Ma gli agenti, insospettiti da quella strana manovra, si sono avvicinati per eseguire il controllo. L’autista, un 45enne di nazionalità ungherese, era in evidente stato di ebbrezza: alito vinoso, occhi lucidi, lingua impastata. Nessuna parola di italiano, solo qualche frase in inglese biascicata in qualche modo, l’autista è stato subito sottoposti all’etilometro che ha evidenziato un tasso di alcol nel sangue ragguardevole: 2,93, praticamente sulla soglia dei 3, valore oltre il quale c’è lo stato di incoscienza con rischio di coma. Il codice della strada per gli operatori professionali (autisti) contempla un tasso alcolemico pari a 0. A quel punto gli agenti della Polstrada di Mantova hanno provveduto immediatamente al ritiro della patente di guida e alla confisca dell’autoarticolato che è stato affidato alla custodia di un soccorso stradale. L’uomo, K.G., è stato conseguentemente denunciato per guida in stato di ebbrezza. Il tir trasportava prodotti alimentari per animali e la sua destinazione era un’azienda della provincia di Mantova. Il conducente ha dovuto chiamare la propria ditta per farsi soccorrere e per organizzare il dissequestro del mezzo con targa ungherese. La polizia stradale mantovana ormai da anni svolge regolarmente un servizio specifico di controllo sulle strade della nostra provincia con riferimento all’autotrasporto commerciale di cose e persone. Nel corso del 2016 - ultimo bilancio - si è passati da 3.280 a 3.526 veicoli controllati (di cui 2.180 tir, la metà di tutti quelli controllati in Lombardia), ponendo particolare attenzione alle giornate lavorative degli autisti, con conseguente verifica delle ore di guida, di riposo e del corretto utilizzo dell'apparecchio cronotachigrafo. Durante i servizi sono state riscontrate 58 alterazioni, 10 in più rispetto all'anno precedente. Quasi triplicate le sanzioni per irregolarità sui fogli di registrazione dei conducenti, passando dalle 634 sanzioni dell'anno 2015 alle 1.610 dell'anno 2016.

 

IL MESSAGGERO

Roma, Ostiense ostaggio del rave: notte di alcol senza permessi

di Marco Pasqua

«Ragazzi, per passare si pagano 5 euro». E' organizzato come un vero e proprio casello dello sballo, delimitato da transenne e banchi scolastici, l'ingresso alla Notte Scomoda, l'evento prima vietato dalla Questura e, infine, autorizzato a poche ore dal suo inizio.

E' a Riva Ostiense, sotto al gazometro, lungo il fiume, l'appuntamento per il party che alla fine è, più che altro, un rave inondato da fiumi di alcol. Sabato notte, nonostante il match Roma-Napoli: «Il maxi-schermo è lì», indica uno dei ragazzi che si occupa del servizio d'ordine. La felpa con il logo Scomodo, ovvero di quel mensile degli studenti medi ed universitari che si autofinanzia con questi eventi, e che ha chiamato a raccolta tanti giovanissimi, anche minorenni. Al servizio d'ordine spetta un compito cruciale: accertarsi che chiunque paghi. «Quei soldi ci servono per pubblicare il nostro giornale», puntualizza subito un ragazzo dell'organizzazione. Nate come eventi culturali, queste notti, però, hanno perso, in questo caso, la vena più impegnata e si sono trasformate in raduni illegali, in cui la fame di divertimento del pubblico, a prezzi fuori mercato, determina ogni scelta degli organizzatori.

NOTTE INSONNE

Con buona pace dei residenti che, per una notte, hanno dovuto rinunciare a chiudere occhio: «Qui già siamo assediati dalla movida, ci voleva anche questo rave», dice Raffaele Borruso, uno dei residenti di Ostiense. Nell'area prescelta dopo febbrili trattative con la polizia - spiccano gli stand che vendono merchandising del mensile e l'affollatissimo bar, con prezzi assolutamente low cost. Perché tutti devono poter bere (molto): cocktail a 3,50, amari a 2 euro, vino addirittura un euro. Analcolici non pervenuti, non qui, non questa sera. Si entra lucidi e si esce con la speranza di riuscire a tornare a casa. «Sei della stampa? Allora meglio di no», dicono tre giovanotti under 21 della sicurezza ad una fotografa: le foto sembrano non essere gradite. Al bar si vede anche Giacomo Bergamo, figlio minorenne del vice-sindaco, che sovrintende alle operazioni e che su Scomodo ha sempre investito molte energie. Il palco è preso d'assalto da centinaia di persone: forse duemila i partecipanti, secondo una stima azzardata dagli agenti in borghese che stazionano all'ingresso della festa (dentro ad un'auto con il lampeggiante: ma l'effetto deterrente è pari a zero). Nel pomeriggio erano stati identificati gli organizzatori, i vigili hanno ora la possibilità di segnalarli al Municipio per il mancato pagamento dell'occupazione di suolo pubblico e, in quel caso, sarebbero dolori (per loro, non per le casse del Municipio). 

GLI INCASSI

Gli incassi sono alti: tra i 15 e i 20mila euro, ovviamente in nero. Dopo le 2 di notte, lontano dal palco, iniziano a vedersi i primi segnali di cedimento tra i più giovani che hanno esagerato con l'alcol: alcuni 16enni si sentono male, si vedono anche un paio di ambulanze. La quinta notte scomoda chiude i battenti quando l'alba è alle porte, i camion portano via casse e attrezzature tecniche. «Alle 6 c'era ancora un via vai incessante in strada, anche di ragazzini che non erano affatto lucidi», dicono i residenti tenuti svegli dalla musica techno. «E' stato uno sballo...certo, col giornale non c'entra nulla», dice un 23enne: «Le autorizzazioni? La polizia ce le ha date, e in fondo c'è chi fa di peggio a Roma...».

 

L’ARENA di Verona

Distrugge casa in preda all'alcol

54enne in manette

Sabato notte i carabinieri di Verona hanno arrestato un uomo che, in preda ai fumi dell'alcol, aveva distrutto la propria abitazione inveendo contro i familiari.  Il 54enne, con precedenti, era già stato segnalato alle forze dell'ordine la sera precedente poiché, ubriaco, aveva aggredito il proprietario di un B&b dove alloggiava, reclamando dei soldi.

Questa mattina, il tribunale di Verona ha convalidato l'arresto e disposto per l'uomo l'obbligo di dimora a Marzana in attesa del processo fissato per il prossimo marzo.

 

IL GIORNO

Ubriaco, a Paderno prende la moglie a pugni davanti al bimbo di un anno che piange

Come faceva spesso, secondo la testimonianza della moglie, si è scagliato contro di lei, davanti al figlio di un anno, che piangeva. La donna è stata salvata da una telefonata della sorella

di Alessandro Crisafulli

Paderno Dugnano (Milano), 16 ottobre 2017 - Ubriaco, senza un perché, o magari “inventandosene” uno sul momento, si è scagliato contro la moglie. Infischiandosene del figlio di un anno, che piangeva. Nell’ambito del contrasto alla violenza tra le mura domestiche sono due gli arresti effettuati nelle ultime ore dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano in altrettante operazioni di servizio, con i quali arriva a 161 il numero di persone finite in manette dall’inizio dell’anno per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Uno dei due episodi è avvenuto a Paderno e ha avuto per protagonista, pessimo, un moldavo di 28 anni, incensurato. Che si è accanito contro la compagna, coetanea. È successo nella notte tra sabato e domenica. I militari della locale tenenza sono intervenuti in un appartamento della periferia cittadina su indicazione di una donna moldava che riferiva di aver ricevuto una richiesta telefonica d’aiuto dalla sorella 28enne. Giunti sul posto, gli operanti hanno trovato in casa la vittima con segni di aggressione in viso, la quale riferiva di essere stata colpita ripetutamente con pugni dal marito coetaneo, connazionale, rientrato in casa ubriaco e incurante della presenza del figlio di un anno. La donna è stata visitata al pronto soccorso di Desio dove i sanitari hanno riscontrato contusioni varie ed è stata poi dimessa con una prognosi di 5 giorni. Ha raccontato ai militari che i comportamenti violenti del marito erano costanti. Come troppo spesso capita, non aveva mai avuto coraggio di denunciarli per paura di passare guai ancora peggiori, e ritorsioni, da parte di una persona così violenta e senza scrupoli. Quest’ultimo, adesso, si trova dietro le sbarre del carcere di Monza, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Un sospiro di sollievo per la vittima dei suoi soprusi.

 

REPUBBLICA Video

Torino, il "toret" di piazza Castello versa Barbera al posto dell'acqua

https://video.repubblica.it/edizione/torino/torino-il-toret-di-piazza-castello-versa-barbera-al-posto-dell-acqua/287210/287822?refresh_ce

Sorpresa per i molti torinesi e turisti che questa mattina si trovavano a passare per la centralissima piazza Castello a Torino, quando improvvisamente un "toret", la tipica fontanella con la testa a forma di toro simbolo della città, ha cominciato a versare vino rosso al posto dell'acqua. L'iniziativa, ideata dall'associazione I love toret e da Eataly nell'ambito degli appuntamenti di "Vendemmia a Torino", ha incontrato subito il favore del pubblico a giudicare da quanti si sono messi in coda per riempire il bicchiere di ottimo Barbera.

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