Rassegna del 30 Settembre 2017

LA REPUBBLICA

Milano, l'appello di Corvetto al sindaco: "Fermi la vendita di alcolici da asporto dopo le 22"

Il Consiglio del municipio 4 ha approvato a larga maggioranza una delibera per chiedere a Sala di intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e il decoro urbano

di SARA BERNACCHIA

29 settembre 2017 - Stop agli alcolici, almeno da asporto, dopo le 22 in zona Corvetto. E' la richiesta che i consiglieri del municipio 4 presentano con forza al sindaco di Milano, Beppe Sala. Il Consiglio di Municipio 4 ha infatti approvato a larga maggioranza una delibera che fa appello al sindaco affinché emani un'ordinanza ad hoc per affrontare il problema del consumo di alcolici in orario serale al quale sono collegati svariati episodi di degrado: risse, atti vandalici, bivacchi e disturbo della quiete pubblica.

"Della necessità di ragionare su un provvedimento di questo tipo - spiega Paolo Guido Bassi, presidente del Municipio 4 - avevo parlato personalmente con il sindaco Sala in occasione della sua visita in quartiere all'inizio di agosto. Il primo cittadino si era detto disponibile a farlo, con questo documento ribadiamo la nostra richiesta". L'idea, spiega ancora Bassi, è quella di una sperimentazione per verificare se i risultati positivi ottenuti con l'appicazione di un provvedimento di questo tipo tra il 2006 e il 2011 siano ripetibili. "Le recenti norme, quali il decreto Minniti - sottolinea il presidente del Municipio 4 - danno ai sindaci interessanti opportunità di intervento su questioni di sicurezza e decoro. A Milano mi pare che non vengano sfruttati, a differenza di altre realtà a noi vicine, come Lodi o Sesto San Giovanni. Forse - afferma l'esponente della Lega Nord - sarebbe il caso di iniziare a prenderli in considerazione. O, almeno, di spiegare ai cittadini perché non lo si vuole fare...".

"In zona Corvetto si verificano ormai da troppo tempo episodi di violenza e fenomeni di degrado urbano legati all'abuso di alcol" conferma Francesco Rocca, presidente

della Commissione Sicurezza e verde parchi del municipio 4, a cui fa eco Francesca Testa, presidente della Commissione Commercio e attività produttive, che sottolinea le ricadute sociali del fenomeno, perchè il degrado "sfocia in risse, atti vandalici, bivacchi notturni, abbandoni di rifiuti, in particolare bottiglie di birra in vetro spesso acquistate da giovani e adolescenti tra i quali ormai l'abuso di alcol è sempre più frequente"

 

OGGITREVISO

Conegliano, pugno di ferro contro gli alcolici e i bivacchi in città

Approvata all'unanimità dal consiglio comunale la modifica al regolamento di polizia urbana

Roberto Silvestrin

CONEGLIANO - Pugno duro contro il degrado a Conegliano. Ieri sera il consiglio comunale ha approvato all’unanimità le modifiche e le integrazioni al regolamento di polizia urbana, che rafforzano la lotta al consumo di alcolici, ai bivacchi e al degrado che in città sta aumentando esponenzialmente.

Per quanto riguarda l’alcool, l’articolo 84 bis introduce due importanti novità: i gestori del bar hanno l’obbligo di impedire l’uscita dal locale o dal plateatico di bicchieri o bottiglie di vetro o ceramica contenenti bevande alcoliche. Con le nuove regole è inoltre vietato “consumare o detenere bevande di qualsiasi gradazione alcolica in luogo pubblico o aperto al pubblico, eccetto nelle pertinenze dei pubblici esercizi o di altri luoghi in cui è autorizzata la somministrazione”.

Stop all’alcol quindi nei parchi o nelle piazze, e in generale in giro per la città. Il nuovo regolamento introduce inoltre il divieto di girare a torso nudo nel centro storico, nei giardini, nelle strade e nei parchi pubblici, di sputare, imprecare e bestemmiare. Pugno di ferro anche contro i bivacchi, visto che da ora non ci si potrà più sedersi a terra, sulle aiuole, o sui giardini e gradini dei monumenti storici o di interesse storico e sulle panchine.

Le sanzioni, in questo caso, vanno da 100 euro per la prima violazione ai 200 per la seconda e ai 400 a partire dalla terza. Il nuovo provvedimento, oltre agli alcolici, riguarda anche il consumo di droghe: è infatti “vietato frequentare i luoghi pubblici o aperti al pubblico in stato di alterazione molesta derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope”. Le modifiche al regolamento sono state approvate da tutte le forze politiche, anche se non sono mancate le critiche.

La prima è arrivata dal consigliere comunale dei 5 Stelle Massimo Bellotto: “Con l’inasprimento del regolamento non è stata data alcuna strumentazione o competenza in più alla polizia locale. E non lo si è fatto nemmeno con la variazione di bilancio”. Da Alessandro Bortoluzzi invece, capogruppo Pd, è arrivato un appunto diverso: “Il rischio è quello di forzare la mano – ha dichiarato – Avrei evitato di inasprire le sanzioni, non aggiungono nulla alle norme che modifichiamo”.

 

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Lungorio degli ubriachi. Scattano nuove proteste

Vetri rotti, urla e gruppetti di ragazzi con troppo alcol nelle vene nel giardino. L’assessore manda la polizia locale: «Ma non stavano compiendo alcun reato»

MANTOVA, 29 settembre 2017 - Ancora proteste per il degrado nei giardini del Lungorio. Bottiglie rotte, schiamazzi, persone ubriache. Questo di notte, quando sulle panchine si stendono anche dei senzatetto, ma pure in piena mattina. A protestare è stato l’ex assessore comunale leghista Vincenzo Chizzini, che dopo aver percorso il lungorio dalle Pescherie a piazza Martiri di Belfiore, si è sfogato su Facebook. «A tutt'ora presso i giardini del lungorio sono presenti sei elementi - si legge nel post - che bivaccano bevendo e parlando ad alta voce, con contorno di biciclette sui vialetti e bottiglie rotte attorno. Naturalmente nessuna presenza dei tutori dell'ordine».

Chizzini, che stava portando a passeggio come tutte le mattine il proprio cane, ha fatto riferimento alla provenienza dei sei (erano immigrati nordafricani), ma va detto che a pochi metri da loro c’erano tre italiani che si stavano scolando una bottiglia di vino sotto il porticato delle Pescherie.

Cosa stavano facendo? In realtà nessun comportamento illecito né risulta che stessero molestando i passanti, come lo stesso Chizzini, che abbiamo interpellato, ammette. Ma certo l’immagine offerta non era delle migliori. «C’erano bottiglie ovunque e frammenti di vetro sparsi nelle stradine del giardino - racconta - in quel momento c’era anche un operatore di Mantova Ambiente che ha tolto di mezzo il grosso. Per fortuna, ma non è possibile andare avanti così. È pericoloso e, comunque, tiene lontano da questo giardino le famiglie o gli anziani».

Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia locale per effettuare dei controlli.

«Gli agenti hanno fatto spostare le bici che effettivamente ostruivano il passaggio - riferisce l’assessore alla polizia locale, Iacopo Rebecchi - ma quel gruppo di ragazzi non stava compiendo alcun reato. Erano un po’ alticci, forse, ridevano e scherzavano ma null’altro. Siamo consapevoli del problema, ma vanno fatti dei distinguo. Ci sono persone moleste, altre che non infastidiscono nessuno e altre con storie problematiche alle spalle che cerchiamo di aiutare e recuperare».

L’assessorato al welfare ha attivato un progetto in collaborazione con gli operatori di Arca per tentare di «ridurre il danno, aiutando chi tra queste persone ha problemi di alcol e di emarginazione».

Ne parla l’assessore Andrea Caprini che spiega come da quando è iniziato il progetto (in agosto) già cinque persone che prima popolavano i giardini pubblici siano state inserite in comunità specializzate. Uno straniero e quattro italiani. (nico)

 

GAZZETTA DI PARMA

ORDINANZA

Parma-Salernitana senza alcol. E cambiano viabilità e raccolta rifiuti

29 Settembre 2017 - In occasione della partita Parma-Salernitana che si disputerà stasera alle 20.30 al Tardini, il sindaco Pizzarotti ha firmato l’ordinanza che vieta la vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche e super alcoliche con gradazione superiore ai 5 gradi, in contenitori di qualunque specie e materiale e la vendita di bevande non alcoliche in contenitori di vetro o lattine di alluminio, nelle tre ore precedenti e nell’ora successiva la fine dell’incontro di calcio (pertanto dalle ore 17.30 alle ore 23.15).

L’ordinanza "è stata emessa su richiesta della Questura di Parma per salvaguardare esigenze di ordine e sicurezza pubblica e stabilisce i seguenti divieti:

divieto assoluto di vendita e somministrazione (fatta eccezione per la sola somministrazione al tavolo effettuata congiuntamente ai pasti) di bevande alcooliche e superalcooliche con gradazione superiore a 5°, in contenitori di qualunque specie e materiale, all’interno del perimetro delimitato dalle seguenti strade, pure ricomprese: via Zarotto, via Montebello, v.le Rustici, v.le Basetti, v.le Toscanini, v.le Mariotti, v.le Toschi, v.le Bottego, via Europa, via Villa Sant’Angelo, via Falcone, via Alessandria, via Trento, via Palermo, via Doberdò, via Don Camesasca, via Toscana, via Mantova (fino a via Zarotto);

divieto assoluto, all’interno del perimetro sopra indicato, di vendita di bevande non alcoliche in contenitori di vetro o lattine in alluminio, prevedendosi in sostituzione la vendita in contenitori di carta o plastica;

divieto assoluto di consumo di bevande alcooliche e superalcoliche con gradazione superiore a 5°, in contenitori di qualunque specie e materiale, nelle vie di adduzione ai tornelli d’ingresso dell’impianto sportivo: p.za Risorgimento, v.le Partigiani D’Italia, via Puccini, str. Torelli, via Pezzani, via Scarlatti.

L’inottemperanza all’Ordinanza è punibile con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro con pagamento in misura ridotta pari a 50 euro e la vigilanza è affidata alla Polizia Municipale ed alle Forze di Polizia".

 

CENTROPAGINA

“Daspo urbano” per tre ubriachi, applicata per la prima volta ad Ancona la Legge Minniti

Due anconetani e un moldavo sono stati multati con una sanzione di 102 euro con contestuale ordine di allontanamento per 48 ore

Di Alessandra Napolitano - 29 settembre 2017

ANCONA- “Daspo Urbano” per tre ubriachi, due anconetani e un moldavo multati con una sanzione di 102 euro con contestuale ordine di allontanamento per 48 ore. Applicata per la prima volta ad Ancona la Legge Minniti che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. Ieri pomeriggio (28 settembre) i poliziotti, durante i pattugliamenti del territorio, nei pressi del capolinea degli autobus in piazza Ugo Bassi, hanno controllato una quindicina di persone, molte delle quali con precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti. Due anconetani di 43 e 48 anni e un moldavo di 32, in evidente stato di ebbrezza non riuscivano nemmeno a parlare e sono stati accompagnati in Questura. Uno di loro si era scolato da solo una bottiglia intera di Martini. Gli agenti hanno quindi applicato per la prima volta nel capoluogo la norma prevista dalla legge, redigendo nei confronti dei tre soggetti il verbale di sanzione amministrativa di 102 euro, se pagata entro 60 giorni, prevista dall’art. 688 del Codice Penale, con contestuale Ordine di allontanamento dal luogo per 48 ore. (*)

I controlli hanno interessato anche altre zone della città compresi i parchi pubblici. Tre giovani sono stati pizzicati nel parco Tiziano mentre fumavano spinelli sulle panchine. I tre si erano appartati in una zona semi nascosta dalle piante pensando di poter consumare la droga senza essere scoperti invece gli agenti delle Volanti li hanno raggiunti passando da uno stradello secondario. Immediata la contestazione dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 per l’uso personale della marijuana e la segnalazione alla competente Prefettura.

Questa mattina invece, una pattuglia durante un controllo in via Marconi, ha fermato un auto con a bordo due albanesi sospetti. Nel corso della perquisizione gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato sotto al sedile del guidatore, un manganello telescopico della lunghezza di circa 50 cm. L’uomo, un albanese di 25 anni, regolare sul territorio italiano, è denunciato per possesso ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere.

 

(*) Nota: gli ubriachi non vanno allontanati dalla città. Vanno allontanati dagli alcolici.

 

VVOX.IT

Alcol, 26% dei veneti a rischio

30 settembre 2017 - Secondo il rapporto Passi, sistema di sorveglianza per rilevare attraverso questionari le abitudini degli italiani, il 26% dei veneti è un bevitore a rischio. Come riporta La Tribuna di Treviso di oggi a pagina 3, il 66% dei veneti ha dichiarato nei questionari curati dall’azienda sanitaria di aver consumato alcol almeno una volta nell’ultimo mese. Il 26% va considerato un consumatore a rischio, perché fa uso abituale elevato di alcolici (5%), beve lontano dai pasti (15%) o viene considerato un “bevitore binge” (13%), cioè soggetto a occasioni di consumo smodato.

Stefano Campostrini, docente di statistica sociale all’università Ca’ Foscari di Venezia, ha commentato questi dati: «nell’assunzione di alcol il Veneto è tra le regioni con maggiore prevalenza di consumo a rischio, ne siamo grandi produttori e grandi bevitori». Ma ci sono anche buone notizie: si riscontra una diminuzione del numero dei fumatori. Continua il professor Campostrini: «esistono ancora differenze di salute nei diversi strati di popolazione: l’obesità e la sedentarietà sono più elevate tra chi ha difficoltà economiche e un livello di istruzione più basso».

 

ANCONATODAY

Le donne marchigiane al primo posto per eccesso di alcol consumato a tavola

Sono i dati Istat del 2016 sui consumi di alcolici in Italia. Di alcolismo si parlerà a Fabriano in un incontro aperto alla cittadinanza organizzato dai gruppi familiari Al-Anon

Marco Catalani 29 settembre 2017

Secondo i dati Istat, nelle Marche, il 16,1% della popolazione sopra gli 11 anni è a rischio per consumo eccessivo che può arrivare al cosiddetto binge drinking (da sei bicchieri in su in un'unica occasione). Più i maschi (24,6%) che le femmine (8,2%) ma alle marchigiane va il poco gratificante primato nazionale di bevitrici più accanite a tavola: il 79,8% ha un consumo abituale eccessivo, rispetto alle quantità raccomandate dal Ministero della Salute (2 unità alcoliche al giorno per l’uomo; 1 unità alcolica al giorno per la donna; 1 unità alcolica al giorno per gli anziani di 65 anni e più; il consumo di almeno una bevanda alcolica nell’anno per i giovani al di sotto dei 18 anni), ma solo durante i pasti. Abitudini che alla lunga possono portare a pericoli per la salute e, nella peggiore delle ipotesi, a fenomeni di alcolismo. Proprio di dipendenze si parlerà domani, sabato 30 settembre, a Fabriano presso la sala consiliare dell'Unione Montana dell'Esino Frasassi per un incontro dal tema "Come mi ha aiutato Al-Anon ad affrontare l'alcolismo". Organizzato dal gruppo di supporto per familiari di alcolisti Al-Anon, il programma, dalle 15.45, prevede gli interventi del vescovo di Fabriano, monsignor Stefano Russo, del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, Ugo Pesciarelli (presidente comitato sindaci dell'Unione Montana), Maurizio Bevilacqua (direttore Area Vasta 2), Simona Lupini (assessore Servizi Sociali del Comune di Fabriano), Carlo Ciccioli (direttore Dipartimento Dipendenze dell'Area Vasta 2), Paolo Schiavo (responsabile Unità Operativa Dipendenze di Fabriano), Carla Pierini ed Elisabetta Gasparri (Centro Alcologia Clinica del Dipartimento Dipendenze Patologie di Ancona).

Nel corso dell'incontro si presenterà anche il Gruppo Familiari Al-Anon di Fabriano che si è attivato dallo scorso marzo. Ad Ancona, invece, il Gruppo Alcolisti Anonimi organizzerà un incontro analogo il prossimo 22 ottobre al teatro della parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. Gli incontri pubblici non sono rari per questi gruppi di auto mutuo aiuto anche se, la maggior parte, si svolgono a porte chiuse. In stanze separate, addirittura, dividendo i gruppi di alcolisti con quelli dei familiari. Nella Provincia di Ancona sono attivi ad Ancona (ce ne sono due), Jesi e Senigallia. La scorsa primavera, come detto, si è aggiunta Fabriano. C'è anche un numero verde (800.087.897) per informarsi. Anche la Regione Marche ha recentemente riattivato un numero verde (800.012.277) che offre consulenze per le dipendenze patologiche. A rispondere, nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, saranno psicologhe che dialogheranno e orienteranno i pazienti attraverso i vari servizi degli Ambiti territoriali, dall’Asur e del privato-sociale accreditato ai servizi non solo su problematiche legate all'alcolo ma anche a rischi legati al consumo di sostanze stupefacenti, psicotrope (legali e illegali) e sulle altre forme di dipendenza come il gioco d’azzardo o l'uso eccessivo di social network.

 

UDINETODAY

Atti di autolesionismo durante la lettura di alcuni versetti biblici: morto di infarto

Legge la Bibbia da ubriaco, si ferisce e muore d'infarto

Chiuso il caso di sangue del 23 aprile scorso verificatosi all'interno di una casa di via Muratti, in pieno centro a Udine. Non si trattò né di omicidio né suicidio

Redazione

30 settembre 2017 - Archiviato definitivamente il caso dell'uomo trovato accoltellato in via Muratti. La Procura di Udine, dopo l'esame medico legale e le indagini condotte dalla Polizia di Stato coordinate dal vicequestore aggiunto Massimiliano Ortolan, ha chiuso il caso della morte di Kwasi Agyemang, il ghanese incensurato - classe 1983 - ritrovato a terra, senza vita, all'interno di uno stabile in pieno centro a Udine. La Procura ha inoltre appurato l'estraneità di quello che era l'unico indagato, il connazionale che condivideva con la vittima l'abitazione e che al momento della dinamica di sangue stava effettivamente dormendo al piano superiore come sempre ha dichiarato.

Il primo indizio: ferite non mortali

Sul corpo dell'operaio ghanese erano state trovate ferite da taglio solo superficiali e che mai avrebbero potuto causare il decesso. L'autopsia successiva e le verifiche condotte nello stabile hanno poi appurato che Kwasi Agyemang è morto per un'altra causa, ovvero per scompenso cardiocircolatorio. Il 33enne è quindi stato stroncato da un infarto causato dopo un'eccessiva assunzione di alcolici, particolare che è venuto a galla solamente con la perizia medico-legale e che non era emerso dalle prime testimonianze dei conoscenti che lo avevano visto nelle ore precedenti al decesso o dalle ricostruzioni effettuate subito dopo la scoperta del cadavere.

I versetti della Bibbia

Il ghanese si procurò quindi da solo le ferite al collo e all'addome in completo stato di alterazione alcolica mentre teneva in mano - e probabilmente leggeva - una Bibbia in inglese, trovata dagli agenti completamente insanguinata insieme ai coltelli utilizzati per gli atti di autolesionismo. (*)

 

(*) Nota: le variazioni sul tema dei problemi alcol correlati sono veramente tante.

 

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