Rassegna del 29 Settembre 2017

AICAT

XXVI Congresso nazionale Aicat

Sestola (MO), 29/30 settembre - 1 ottobre 2017

"Il coraggio del confronto per il futuro dell'ecologia sociale"

 

Il manifesto del congresso: https://www.dropbox.com/s/f4oo0x63vkqxprk/Manifesto%2050x70.jpg?dl=0

 

MODENA TODAY

Salute, Sestola ospita il congresso nazionale di Aicat

Nei giorni 29-30 settembre 1 ottobre 2017 a Sestola, presso il Palazzetto dello Sport, si svolgerà il XXVI Congresso Nazionale dell’Associazione dei Club Alcologici Territoriali (AICAT), che avrà come tema e titolo: Il coraggio del confronto nel futuro dell’ecologia sociale.

Come ogni anno il Congresso Nazionale sarà l’occasione per un proficuo confronto sia tra le istituzioni e l’associazione, ma anche all’interno dell’associazione stessa sul lavoro fatto fino ad ora per la promozione e la protezione della salute della persona, della famiglia e della comunità, a partire dai problemi alcol correlati e complessi in Italia, ma anche all’estero, grazie alla presenza di alcuni amici provenienti dall’Ecuador, dal Cile e dalla Norvegia. 

L’AICAT infatti è un’associazione di volontariato che promuove e coordina sul territorio nazionale i Club: comunità costituite da non più di 12 famiglie che fungono da punto d’incontro tra persone e famiglie con problemi legati al bere e non solo, ma anche a stili di vita a rischio di salute. Essi fanno riferimento alla metodologia del prof. Vladimir Hudolin, psichiatra croato, docente universitario ed esperto mondiale sui problemi alcolcorrelati. La sua metodologia è riconosciuta ormai nel mondo scientifico. 

I Club promuovono salute e favoriscono un cambiamento dello stile di vita attraverso la crescita e la maturazione della persona e della famiglia, proprio perché individuano nella famiglia la risorsa principale per la realizzazione di questi processi di cambiamento. I Club sono presenti in Italia dal 1979 circa e ad oggi se ne contano più di 2000 in tutta Italia, di cui 143 in Emilia Romagna.

L’annuale Congresso Nazionale è un momento di incontro fondamentale per l’associazione. Quest’anno il congresso inizierà con un confronto tra l’associazione e le Istituzioni, con l’intento di confrontarsi, porre le basi per proficue collaborazioni, ove non siano già presenti, e anche contaminazioni. Proseguirà poi con numerose sessioni e tavole rotonde tra i cui temi troviamo: empatia, corresponsabilità, cittadinanza consapevole; ma anche momenti di riflessione sul ruolo delle donne e dei giovani, sia dentro che fuori l’associazione.

 

CORRIERE.IT salute

LO STUDIO INGLESE

Psoriasi e alcol, un legame mortale

I pazienti psoriasici hanno circa il 60% in più di probabilità, rispetto a soggetti della stessa età e sesso, di morire per patologie causate dall’eccessivo consumo di alcolici

di Vera Martinella

http://www.corriere.it/salute/speciali/2014/psoriasi/notizie/psoriasi-alcol-legame-mortale-1a886d38-9fb6-11e7-b14a-8bdbacc9cd7a.shtml

Chi soffre di psoriasi ha maggiori probabilità di morire per una patologia collegata all’abuso di alcolici. A mettere in luce il problema è uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Jama Dermatology da ricercatori britannici che hanno analizzato i dati relativi a oltre 55mila pazienti confrontandoli con quelli di 855mila soggetti sani presi a confronto.

Lo studio: l’alcol peggiora le chiazze sulla pelle

Sebbene molti pazienti affetti da psoriasi abbiano verificato come la malattia possa peggiorare con alcuni alimenti, non esistono studi che stabiliscano un legame certo fra nutrizione e psoriasi. Numerose ricerche hanno però dimostrato che l’alcol favorisce lo scatenarsi delle lesioni sulla pelle ed è causa di forti peggioramenti, quindi gli esperti suggeriscono ai malati di consumare affatto, o quantomeno limitare molto, tutte le bevande alcoliche. Le informazioni sono state raccolte tra il 1998 e il 2014 e sono relative soltanto a persone maggiorenni. Gli esiti dell’indagine hanno evidenziato che i pazienti psoriasici hanno circa il 60 per cento in più, rispetto a soggetti della stessa età e sesso, di morire per patologie causate dall’eccessivo consumo di alcolici, quali malattie del fegato, fibrosi, cirrosi o disturbi mentali e del comportamento.

Il commento dell’esperto

«Il consumo eccessivo di alcolici è un fattore di rischio noto per la psoriasi perché favorisce e aumenta lo stato infiammatorio generale alla base della malattia - commenta Giampiero Girolomoni, direttore dell’Unità Operativa di Clinica Dermatologica all’Ospedale Borgo Trento di Verona -: espone il paziente a un maggior rischio di steatosi epatica e di effetti collaterali da certi farmaci usati nella terapia della psoriasi come il methotrexate. L’alcol, inoltre, è una rilevante fonte di calorie e facilita l’obesità, che è una patologia comune negli psoriasici. Dunque, limitare il consumo di bevande alcoliche (*) fa bene al peso, alla psoriasi al fegato e alla salute in generale».

 

(*) Nota: questo timore di proporre il non bere ha motivazioni più culturali che mediche.

Se invece che del bere si trattasse del fumare, l’indicazione dell’esperto di certo non sarebbe di “limitare” le sigarette…

 

IL MESSAGGERO Salute

OKTOBERFEST

Alcol, così il cuore va in tilt: alto rischio di aritmie ed extrasistole

di Antonio G. Rebuzzi

Gli effetti cardiovascolari dell'alcol sono ben conosciuti. Molti ricercatori hanno parlato sia di quelli benefici, legati al consumo moderato (proprietà antiossidanti ed anti aggreganti), sia di quelli deleteri (miocardiopatia dilatativa) associati ad un uso eccessivo e prolungato.

Il rapporto tra aritmie cardiache e alcol venne descritto all'inizio degli anni 70. Nel 1978 Philip Ettiger parlò per la prima volta di Holiday Heart Syndrome descrivendo gli effetti pro-aritmici (spesso con comparsa di fibrillazione atriale) in persone sane poco dopo un'ubriacatura.

Questo fenomeno, un tempo abbastanza raro, è diventato, purtroppo, quasi routinario. I pronto soccorso dei Paesi occidentali sono diventati frequentemente la tappa finale delle serate di ragazzini e ragazzine. Da qui, l'esigenza, per i ricercatori, di indagare ulteriormente sul rapporto tra cuore e alte dosi di alcol. Qualche mese fa, sull'European Heart Journal, è stato pubblicato un interessante effettuato in occasione dell' October Fest del 2015: il Munich Beer Related Elettrocardiogram Workup Study (Munich Brew). Ricordiamo che durante queste giornate, quest'anno i festeggiamenti si chiuderanno il 3 ottobre, si consumano oltre 7 milioni di litri di birra.

Sono stati arruolati in 3028 (2123 uomini e 905 donne età media 35 anni) e studiati durante una delle giornate della festa. Tutti sottoposti ad elettrocardiogramma con smartphone, ad alcol test e all'esame della concentrazione di alcol nel respiro. È stato anche somministrato un questionario per valutare le abitudini di vita e le eventuali malattie.

I DISTURBI

Gran parte dei partecipanti non aveva una storia di patologie cardiache mentre il 5.8% soffriva di disturbi cardiaci. Il 6.1%, infine, prendeva almeno una medicina per malattie di altri organi.

Il tasso alcolemico medio era di 0.85 g/Kg. L'alcolemia è considerata nella norma se risulta inferiore a 0.50 g/kg .

Il 30.5% dei partecipanti registrava aritmie nel tracciato e nel 5.8% dei soggetti extrasistole importanti o fibrillazione atriale. La presenza delle aritmie, ed in particolare della fibrillazione atriale, era in correlazione con l'aumentare dell'indice alcolemico.

SISTEMA NERVOSO

L'alcol, dunque, anche in persone sane rischia di avere effetti deleteri: può indurre prolungamento nella conduzione dell'impulso elettrico cardiaco e aumentare l'attività del sistema nervoso simpatico. Condizioni che incrementano il rilascio di adrenalina e noradrenalina (aumento aritmie cardiache).

L'importanza di questo studio è nella dimostrazione che una somministrazione di alcol in quantità eccessiva, sia pure per breve tempo ed in soggetti apparentemente sani, può avere effetti deleteri anche sul cuore.

 

L'autore è direttore di Cardiologia intensiva al Policlinico A.Gemelli-Università Cattolica

 

IL GIORNALE DI VICENZA

Schianto in A4

Vola dal finestrino

Positiva all'alcol

MONTEBELLO. Vola fuori dal finestrino dopo l’incidente. Una 47enne, residente a Campli nel Teramano, mercoledì sera è rimasta coinvolta in un violento schianto in A4, verificatosi nel territorio di Montebello. Ora la donna, che è risultata positiva all’alcol, è ricoverata in ospedale con alcune fratture e numerosi traumi e ferite. 

La dinamica dell’accaduto è ancora all’esame della polizia stradale, che prenderà provvedimenti. In base a quanto è stato possibile ricostruire, l’automobile dell’abruzzese è finita contro un’altra vettura. L’impatto è stato talmente forte da sbalzare fuori dal finestrino la donna, che ha poi rotolato sull’asfalto dell’autostrada per diversi metri. Soccorsa da un'ambulanza del Suem è stata trasportata al San Bortolo in codice rosso.

V.G.

 

YAHOO NOTIZIE

Uccidere un figlio adottivo è meno grave. ‘Colpa’ di una legge del 1930

Sta creando polemiche la decisione della Cassazione nei confronti di Andrei Talpis, il 57enne moldavo che la notte del 26 novembre 2013, a Remanzacco (Udine), colpì a morte con un coltello da cucina il figlio adottivo di 19 anni. Dopo la condanna all’ergastolo in primo grado e la conferma in Corte d’assise d’appello, la Cassazione ha detto che il processo va rifatto.

Perché? Perché secondo la Cassazione le aggravanti che hanno portato al massimo della pena nei confronti di Andrei Talpis non ci sono e, dunque, la sentenza va riscritta. L’uomo, infatti, la notte del 26 novembre 2013, era tornato a casa verso le 4, completamente ubriaco e si era trovato davanti il figlio che cercava di difendere la madre dalla sua furia alcolica. L’uomo lo accoltellò a morte. E il gup di Udine nel 2015 e la Corte d’assise d’appello di Trieste nel 2016 lo condannarono all’ergastolo per l’aggravante specifica del fatto che fosse suo figlio.

Una decisione che, però, si scontra con una legge del 1930. Per la precisione l’articolo 577 del Codice Penale che affronta, appunto, le aggravanti. “Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto preveduto dall’articolo 575 è commesso: 1) contro l’ascendente o il discendente; 2) col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro mezzo insidioso; 3) con premeditazione; 4) col concorso di taluna delle circostanze indicate nei numeri 1 e 4 dell’articolo 61” scrive il codice penale. E, dunque?

Se si va avanti a leggere, invece, si scopre che l’aggravante per giustificare l’ergastolo non si applica in altri casi. Per la precisione “La pena è della reclusione da ventiquattro a trenta anni, se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello o la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo, o contro un affine in linea retta”. Insomma, se uccidi il padre o il figlio hai l’ergastolo, il fratello o la moglie no, ma soprattutto – se il figlio è adottato la pena è meno pesante.

 

LA PROVINCIA PAVESE

Ubriaco alla guida ma il processo annulla l’alcoltest

VOGHERA. L’alcoltest a cui era stato sottoposto dopo un incidente a Montebello (avvenuto nel maggio 2014) aveva rilevato valori ampiamente superiori al limite. Ma il processo ha annullato l’esito dell’esame e L.Z., 26enne vogherese, è stato quindi assolto dall’accusa di guida in stato di ebbrezza. Una conclusione a cui si è giunti poichè i carabinieri nell’eseguire gli accertamenti non avevano avvertito l’imputato della facoltà di farsi assistere da un avvocato.

 

CRONACATORINO.IT

Ubriaco per strada

Asti, picchia passante e aggredisce i poliziotti

L'uomo, evaso dai domiciliari, avrebbe malmenato un passante reo di non avergli dato una sigaretta, ma poi avrebbe anche aggredito i poliziotti intervenuti

Un cittadino marocchino di 30 anni, pluripregiudicato per reati contro la persona e contro il patrimonio, è stato arrestato nella giornata mercoledì 27 settembre dalla Polizia di Stato – Squadra Volanti della Questura di Asti perché responsabile dei reati di evasione, resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale.

Secondo quanto spiegato, lo stesso, già arrestato nello scorso mese di agosto per reati analoghi, si era allontanato nella serata di mercoledì dalla sua abitazione di Corso Casale, presso cui scontava la misura degli arresti domiciliari. Una volta in strada, per futili motivi, ed in stato di ebbrezza alcolica, avrebbe incominciato a malmenare un passante nei pressi di Corso Volta, dopo aver ricevuto un diniego alla sua richiesta di dargli una sigaretta.

In base a quanto appurato, il malcapitato ha immediatamente telefonato alla Sala Operativa della Questura, dando una descrizione precisa dell’aggressore e del suo abbigliamento. Nella circostanza, gli operatori hanno visionato le telecamere di videosorveglianza individuando l’aggressore che si stava allontanando verso Corso Casale. Sarebbe stata quindi diramata una nota di ricerca per le Volanti, le quali prontamente sono intervenute bloccandolo poco distante, in Corso Casale.

Il cittadino marocchino, vistosi scoperto, avrebbe opposto immediatamente una forte resistenza, colpendo dapprima con un pugno l’autovettura di servizio e scagliandosi successivamente sugli operatori, i quali, a fatica, lo avrebbero immobilizzato e fatto salire sulla Volante.

Condotto in Questura, il fermato avrebbe dato nuovamente in escandescenze. È quindi arrestato e condotto presso la Casa di Reclusione di Asti a disposizione dell’A.G.

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