Rassegna del 10 Settembre 2017

ANSA

Stupro Firenze, l'incredibile versione del carabiniere più anziano: "Non mi ero accorto che era ubriaca"

La strategia di Pinotti e del generale Del Sette: cacciare le due mele marce

ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

10/09/2017 - «Sì è vero ho avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze, ma giuro che non l'ho violentata. Lei era d'accordo, non mi ero accorto che fosse ubriaca». Questa l'incredibile versione di uno dei due carabinieri accusati di aver stuprato due giovani studentesse americane a Firenze. In particolare, si tratta della confessione di quello più anziano, un quarantenne sposato con figli, mentre l'altro militare, quello più giovane, non si è ancora presentato in Procura per rendere dichiarazioni. La versione appare quanto meno forzato perché, stando a quanto ricostruito in questi giorni, le due ragazze erano così ubriache (una avrebbe anche fumato una canna) da non reggersi in piedi e non essere in grado di salire le scale per tornare nel proprio appartamento. Intanto i vertici politici e militari dell'Arma non vogliono perdere tempo. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la strategia del ministro della Difesa Pinotti e del Generale Del Sette è chiara: cacciare subito le due mele marce. (*)

La difesa dei carabinieri

Potrebbe essere quindi già delineata la linea difensiva dei militari, la cui presenza sia alla discoteca di Firenze sia davanti all'abitazione delle due giovani di 19 e 21 anni era stata confermata da alcuni testimoni e dalle videocamere di sorveglianza. Una difesa che l'avvocato Gabriele Zanobini, che assiste la più giovane delle due studentesse, ancor prima di sapere la notizia, aveva 'smontato', ricordando che secondo l'art. 609 bis del codice penale, "l'accusa di violenza sessuale non si consuma solo con la violenza fisica o con la minaccia, ma anche abusando delle condizioni di inferiorità psichica o fisica al momento del fatto. Esattamente come sarebbe successo alle due giovani e, secondo il codice, in questi casi il non consenso è implicito". In più, ai due militari, sempre secondo il legale che aspetta le prossime mosse della procura, potrebbe essere contestata l'aggravante prevista dall'articolo 61, quando "il fatto è commesso con abuso del potere o con violazione dei doveri inerenti una pubblica funzione".

Le reazioni dei vertici dell'Arma

A prescindere da come andrà a finire l'inchiesta, secondo il Corriere i vertici hanno già deciso di adottare la massima severità con i due militari:

Ecco perché il comandante generale Tullio Del Sette ha già concordato la linea con la ministra della Difesa Roberta Pinotti: dopo la sospensione decisa ieri, sembra scontato che entrambi i militari indagati per aver stuprato due studentesse statunitensi a Firenze, saranno congedati. Cacciati perché «non si può consentire che chi indossa la divisa approfitti di una ragazza». Il caso sarà chiuso in questo modo anche se l'indagine dimostrasse che non c'è stata violenza. Il colonnello Roberto Riccardi, responsabile della comunicazione del comando generale lo dice in maniera esplicita: «Non faremo sconti, non esiste un rapporto consenziente in una simile situazione. I due militari erano in turno e dunque non avrebbero dovuto fare nulla di quanto invece è accaduto. Soltanto in casi eccezionali un cittadino può salire sulla macchina di servizio e sempre per essere soccorso. Appare evidente che le intenzioni fossero altre e per questo pagheranno».

 

(*) Nota: occorrerebbe una legge più chiara, come in Inghilterra. Avere rapporti sessuali con una persona sotto effetto di alcolici, anche se consenziente, deve essere considerato uno stupro.

 

REGGIOSERA

Ubriachi al volante, 10 patenti ritirate: folle inseguimento

Un 36enne ha cercato di fuggire ai controlli, ma poi è stato raggiunto e fermato dagli agenti della Stradale

REGGIO EMILIA – Controlli a tappeto, sulle strade della nostra provincia, da parte delle pattuglie della polizia stradale insieme a pattuglie dei distaccamenti di Guastalla e Castelnovo Monti. L’operazione ha visto la partecipazione di una squadra del Reparto Cinofili in servizio alla questura di Bologna. Anche la Croce Rossa Italiana, ha partecipato all’iniziativa, mettendo a disposizione propri volontari ed un camper, opportunamente attrezzato, per facilitare le operazioni di controllo.

Sono stati oltre 130 i conducenti sottoposti alla prova dell’etilometro ed a 10 di questi è stata immediatamente ritirata la patente di guida, poiché risultati positivi, facendo rilevare un tasso superiore al limite consentito. Verso le 5, in particolare, il conducente di una potente auto, diretto verso il centro di Reggio, alla vista dell’ingente dispositivo, ha fernato bruscamente il mezzo effettuando contemporaneamente un’inversione di marcia.

Ne è nato un folle inseguimento. L’auto è ripartita ad alta velocità in direzione della periferia ed è stata immediatamente inseguita dalle pattuglie della Polizia. Solo grazie alla capacità di guida del conducente dell’auto della Stradale, si sono potuti evitare ulteriori conseguenze connesse alla sicurezza stradale. Intercettato e fermato il conducente, un uomo 36 anni, si è presentato agli agenti completamente ubriaco.

Gli è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza alcolica. I controlli sui conducenti, finalizzati alle verifiche del tasso alcolemico, proseguiranno anche nei prossimi giorni e verranno ulteriormente intensificati soprattutto nei fine settimana.

Paolo Pergolizzi

 

IL MERIDIANO NEWS

Serata rovinata dall’alcol: 15enne finisce all’ospedale in coma etilico

Il minore è stato trasferito al Cardarelli, in prognosi riservata

Daniele Bahri

NAPOLI 10 Settembre 2017 - Volevano divertirsi ma il troppo alcol gli ha rovinato la serata. Una bevuta insieme agli amici, gli è costata il coma etilico. E’ quanto successo ad un ragazzo di 15 anni che è ricoverato nell’ospedale Cardarelli di Napoli con prognosi riservata, dopo essere stato soccorso dalla polizia. Secondo i medici, il giovane non è in pericolo di vita.

LA SEGNALAZIONE

Gli agenti sono intervenuti ieri sera al Vomero, dopo una chiamata al 113 che segnalava schiamazzi da parte di un gruppo di ragazzi nei giardini di piazza Medaglie d’oro. Si tratta di un 15enne napoletano che stanotte si trovava nell’area dei giardinetti di piazza Medaglie d’oro, dove si era trattenuto in compagnia di un gruppetto di suoi coetanei.

Come riporta Il Mattino, dopo pochi istanti, dall’arrivo degli agenti del Commissariato Vomero, uno dei ragazzini si è accasciato al suolo perdendo i sensi ed è stato caricato sulla volante e trasportato al vicino ospedale Santobono, dove è stato riscontrato che il minorenne aveva bevuto una grande quantità di alcol. Successivamente il minore è stato trasferito al Cardarelli, in prognosi riservata.

 

LETTERA43

Provato il legame fra alcol e cancro: ma l'industria del bere tace

Una ricerca ha analizzato i siti dei maggiori produttori mondiali: quasi tutti omettono o distorcono le informazioni sul collegamento fra il consumo e l'aumento del rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore.

FRANCESCO BERTOLINO

L’industria dell’alcol come quella del tabacco. Secondo uno studio pubblicato il 7 settembre 2017, le aziende del bere avrebbero sistematicamente fornito informazioni fuorvianti ai consumatori sulla cancerogenicità dei loro prodotti. Come? Negando, distorcendo o annacquando il collegamento fra l’alcol e alcuni tipi di tumore, collegamento da tempo dimostrato in centinaia di ricerche.

OMISSIONI E DISTORSIONI INTERESSATE. Gli autori dello studio, apparso sull’americana Drug and Alcohol Review, hanno analizzato 26 siti internet appartenenti ad altrettanti produttori di alcolici. Scoprendo in 24 casi omissioni e/o distorsioni delle evidenze scientifiche esistenti fra il bere e l’aumento del rischio di sviluppare diversi tipi di cancro – bocca, fegato e seno inclusi. Fra le pagine web esaminate ci sono anche quelle di alcuni marchi molto noti in Italia: Bacardi, Asahi e Carlsberg.

Il tennista spagnolo Rafael Nadal posa come testimonial della campagna per il bere responsabile promossa da Bacardi.

Le strategie di distrazione sono diverse. I ricercatori hanno rintracciato vari espedienti. In alcuni casi, i più gravi, manca qualunque riferimento alla relazione fra alcol e tumore. Alcuni siti, invece, contengono la falsa informazione che il bere “moderato o responsabile” elimini il rischio oppure, specularmente, lo limitano a comportamenti scorretti come l’abuso o il cosiddetto binge drinking. Altre volte, infine, il pericolo viene minimizzato, citando i benefici del consumo alcolico oppure la mancanza di prove certe del collegamento con il cancro.

UN AMERICANO SU 10 DISINFORMATO. In realtà, secondo uno degli autori dello studio, il professor Mark Petticrew, il collegamento esiste ed è ben stabilito: «C'è un ampio consenso nella comunità scientifica. Bere alcol aumenta il rischio di contrarre alcune delle più comuni forme di cancro». E, in effetti, l’organizzazione mondiale della sanità ha da tempo inserito il consumo alcolico fra i fattori di rischio. Ciononostante, aggiunge Petticrew, «solo un americano su 10 è al corrente del legame fra bere e tumori: le persone hanno bisogno e diritto a ricevere un’informazione chiara e trasparente».

Stando ai dati Istat del 2016, un italiano su cinque consuma alcol quotidianamente.

E in Italia? Un rapporto pubblicato nel luglio 2017 dall’Ueg (United european gastroenterolgy) ha lanciato l’allarme: il bere è un fattore di rischio documentato per diversi tipi di tumore dell’apparato digerente, ma nove europei su 10 ignorano che l’alcol sia una sostanza cancerogena. Il nostro è il continente dove si consumano più bevande alcoliche e l’Italia, nonostante sia al di sotto della media europea, ha un consumo pro capite annuo pari a 7,6 litri.

CHIESTE INDICAZIONI COME SUL FUMO. Foto macabre e avvisi minacciosi sui pacchetti avvertono i fumatori dei pericoli del tabacco. Che sia ora di riservare all’alcol il medesimo trattamento? Sì, secondo i medici dell'Ueg che chiedono all'Unione europea di rendere obbligatoria l'indicazione dei pericoli per i consumatori sulle etichette delle bottiglie. Bere responsabilmente è importante, ma farlo consapevolmente anche di più.

 

NEWS.LWLEONARDO

Costringono la figlia a bere alcol e a fumare spinelli

DI FABIO GIUFFRIDA,

ARGENTINA, 10 SETTEMBRE 2017 - Choc in Argentina dove una bambina è stata costretta a bere alcolici e a fumare spinelli. Il gesto folle è stato compiuto da due genitori giovanissimi, di 17 e 18 anni, che hanno offerto alla figlia prima una bottiglia di liquore e poi uno spinello. Una scena che viene da Formosa, in Argentina, e che è stata ripresa con un cellulare: le immagini hanno fatto subito il giro della rete e la coppia, dopo essere stata rintracciata, è stata immediatamente arrestata dalla polizia locale.

I genitori della bimba si sarebbero giustificati parlando di un gioco, che non ci sarebbe stata alcuna intenzione di farle assumere alcolici o addirittura di costringerla a fumare uno spinello. Peccato che il video racconti un’altra triste verità, decisamente lontana da quella riferita dai giovanissimi genitori agli agenti di polizia che li hanno ammanettati dopo aver visto il video in rete.

Adesso la piccola è stata affidata alla nonna mentre il padre, che ha 18 anni, dunque è l’unico maggiorenne in questa delicata vicenda, verrà sottoposto a processo. (*)

 

(*) Nota: a proposito della recente giornata mondiale sulla Sindrome Feto-alcolica: far bere un minore è punito dalle legge, ma far bere un bambino ancora più giovane, prima della nascita, no.

 

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