Rassegna del 6 Settembre 2017

COMUNICATO STAMPA CONSIGLIO DELLE DONNE COMUNE DI BERGAMO

GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME FETO-ALCOLICA 2017

Le future mamme devono evitare di bere anche la più piccola quantità di alcol

Il 9 settembre si celebra in tutto il mondo la giornata di informazione sui danni provocati ai bambini dall'assunzione, anche in piccole dosi, di alcol da parte delle donne durante la gravidanza o durante l'allattamento. Oltre 80 organizzazioni in 35 Paesi si uniranno per promuovere la campagna internazionale di sensibilizzazione sulla Sindrome Alcolica Fetale e i disturbi correlati (FASD).

L’importanza dell’evento risiede soprattutto nei numeri: circa 70 milioni di persone in tutto il mondo (l’1% della popolazione mondiale) soffrono di disturbi che rientrano nello spettro dei disordini feto-alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, Fasd), come conseguenza dell’esposizione all’alcol durante la vita prenatale, condizione prevenibile al 100% se sostenuta da corretta informazione e supportata da divieto assoluto di alcol.

Ricordiamo le raccomandazioni dell’Istituto Superiore della Sanità:

durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto;

il consumo di qualsiasi bevanda alcolica nuoce al feto senza differenze di tipo o di gradazione;

l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre;

il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione.

La campagna “Too young to drink” (troppo giovane per bere) prevede 24 ore di informazione mondiale secondo il fuso orario di ogni area geografica. In Italia il messaggio è veicolato anche dalla campagna lanciata dalla European Fasd Alliance. Sul territorio di Bergamo, il progetto è stato promosso dalla ASST Papa Giovanni XXIII ed elaborato in collaborazione con Associazione Genitori Atena, Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, Collegio delle Ostetriche di Bergamo, Associazione Italiana Donne Medico – AIDM sezione di Bergamo.

Il progetto, sostenuto anche dal Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Bergamo, prevede alcuni appuntamenti:

sabato 9 settembre di fronte al Comune di Bergamo sarà allestita una postazione per sensibilizzare cittadine e cittadini, per dialogare con la gente e per distribuire materiale informativo in merito alla Sindrome Feto Alcolica (FASD);

giovedì 14 settembre lo spazio dedicato sarà allestito nell'Hospital Street dell’Azienda Papa Giovanni XXIII.

In entrambe le date saranno presenti anche professionisti sanitari per offrire approfondimenti o per rispondere alle domande.

Venerdì 6 ottobre nell'ospedale Papa Giovanni XXIII si terrà un evento formativo dedicato ai professionisti sanitari con il coinvolgimento di medici, infermieri, ostetriche ed associazioni sensibili all’argomento.

 

AFFARI ITALIANI

Tassista ubriaco sulla Colombo: botte ai carabinieri durante alcol-test

Il taxi è stato segnalato perché viaggiava a tutta velocità

Tassista guida ubriaco sulla Colombo, fermato dai carabinieri reagisce e tenta l'aggressione durante l'alcol-test. Arrestato 50enne romano con precedenti.

A far scattare i controlli dei carabinieri diverse segnalazioni arrivate al 112, che descrivevano un taxi lanciato a folle velocità sulla Cristoforo Colombo, direzione Ostia. Diverse pattuglie si sono così mobilitate alla ricerca dell'autista, che intanto si era fermato ad un chiosco, per fare il pieno di alcolici. Il 50enne, in evidente stato d'ebrezza, è stato fermato ed invitato a sottoporsi all'etilometro, al quale è risultato positivo. Il tassista allora ha iniziato ad inveire contro i militari, passando poi all'aggressione fisica. All'uomo è stata immediatamente ritirata la patente, mentre per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e per la guida pericolosa gli è stato imposto l'obbligo di firma.

 

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Pugno di ferro su Ciobanu. Via dall’Italia per dieci anni

L’alcolista di piazza Cavallotti a processo per il rientro dopo l’espulsione. Il giudice ha commutato in allontanamento dal Paese la pena di dieci mesi chiesta dal pm

MANTOVA.05 settembre 2017 - Da anni è l’incubo delle forze dell’ordine, costrette a inseguirlo nelle sue peripezie alcoliche lungo il triangolo delle piazze Cavallotti, Martiri e 80esimo Fanteria. Lo show per cui Silviu Ciobanu, 38enne ex muratore romeno – da anni alcolista disoccupato – è più famoso risale allo scorso aprile, quando in pieno giorno è stato fotografato e filmato, sotto gli occhi di decine di persone, mentre con una bottiglia di birra in mano ballava sul tettuccio di una Bmw parcheggiata in piazza Cavallotti.

Cosa che gli era costato l’accompagnamento coatto alla frontiera e il rimpatrio in Romania dove vive la sorella. Qualche giorno fa è ricomparso, è tornato a Mantova per riattaccarsi alla bottiglia, e i carabinieri l’hanno fermato. Il 5 settembre il processo per direttissima per il reato di inosservanza del provvedimento di espulsione. E, com’era prevedibile, è arrivata la pena. Non la solita piccola pena rinviata a un futuro cumulo di condanne da scontare tutte assieme in carcere: il giudice Ivano Brigantini, preso atto della richiesta del pubblico ministero Silvia Bertuzzi di dieci mesi, ha commutato il breve periodo di reclusione, frutto di un patteggiamento, in allontanamento dal territorio nazionale.

Ciobanu dovrà, pena ulteriori condanne, restare fuori dall’Italia per dieci anni. Un provvedimento, deciso alla presenza dello stesso imputato, da eseguire immediatamente, con tanto di accompagnamento alla frontiera da parte di personale della Polizia di Stato.Al termine dell’udienza è stato portato nella caserma dei carabinieri di via Chiassi e poi accompagnato all’aeropporto Caselle di Torino dove ieri sera è stato imbarcato per Bucarest.

Martedì scorso l’impenitente etilista era stato sorpreso dai carabinieri ad armeggiare su uno scooter in sosta in piazza 80esimo Fanteria. I carabinieri, così come le altre forze di polizia, in realtà già lo cercavano dopo aver ricevuto segnalazioni del suo ritorno, nonostante l’espulsione. Così è stato trattenuto alcune ore e quindi rimesso in libertà, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del processo a suo carico. Un paio di giorni fa altro episodio che l’ha visto protagonista, sempre nello spicchio di centro storico dove vive da anni: ha minacciato tre bariste da cui voleva da bere gratis.

 

STILE.IT

Un drink per favorire la creatività? Può essere (*)

Secondo uno studio una moderata assunzione di alcol stimola i processi creativi

G.M.

Un drink per ‘aprire’ la mente. Per abbattere i confini razionali e abbassare il livello di autocontrollo. Una birra potrebbe essere la chiave per sbloccare la 4 settembre 2017 - creatività, intesa in senso lato – dal problem solving alla produzione artistica, riporta uno studio. No, non si tratta di un incoraggiamento all’uso di alcolici, ma di una ricerca che ha analizzato scientificamente quello che empiricamente tutti, più o meno, sappiamo: un leggero stato alcolico ci rende più esuberanti dal punto di vista creativo. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Consciousness and Cognition, ha monitorato gli effetti di un’intossicazione alcolica leggera (un drink, appunto) sulle capacità cognitive. Ecco cosa ha riscontrato.

Un drink contro il blocco creativo?

Non solo di rock star ‘maledette’: di scrittori che alzavano il gomito è piena la storia. Così come registi, attori, musicisti, pittori, scultori. L’arte e le sostanze che alterano le percezioni hanno un legame dall’origine dei tempi. Secondo lo studio, una moderata assunzione di alcol migliora le prestazioni legate alla creatività. Mentre peggiora quelle legate alla capacità esecutiva. In pratica, è più facile trovare modi creativi di risolvere problemi se si è bevuta una birra o un calice di vino. Ma è più complicato metterli in atto.

Bere nel momento di ispirazione ed essere sobri in quello esecutivo è la chiave? Forse. Per arrivare a queste conclusioni gli scienziati hanno somministrato dei test legati alla capacità di problem solving da un punto di vista della creatività, ovvero del trovare soluzioni diverse per raggiungere un obbiettivo. E altri legati alla messa in atto delle idee avute. A qualcuno dei partecipanti è stata data una dose di alcolico, ad altri un placebo. Sia gli uomini che le donne sottoposte al test hanno dimostrato che una moderata dose di alcolici (corrispondente ad una birra piccola o a due dita di vino) facilitava la capacità di problem solving. Rendeva più difficili i test esecutivi. Mentre non influiva in alcun modo sul ‘pensiero divergente’, ovvero la capacità di proporre più soluzioni per un problema.

 

(*) Nota: qualcuno dice la stessa cosa per l'hashish, la cocaina e altro ancora.

 

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