Rassegna del 3 Settembre 2017

“NESSUNO SI SOFFERMA PIÙ DI TANTO SUL DRAMMA ALCOOL CHE FLAGELLA LA GIOVENTÙ!

 

Il Mattino (Caserta)3 Sep 2017Giuseppe Gallo

Gli episodi di violenza a Napoli riempiono le pagine di tutti i giornali, Mattino in testa. Possibile che si parli ancora, quando si fa riferimento a episodi delinquenziali che si verificano nelle zone della cosiddetta movida, di uno sguardo di troppo a una ragazza o di discussioni per futili motivi, poi degenerate, come se ci fossero motivi anche non futili per accoltellare o addirittura ammazzare? Nessuno si sofferma più di tanto sul dramma alcool che flagella la gioventù, addirittura più delle stesse sostanze stupefacenti. Non voglio fare statistiche, perché non ne ho la competenza, ma la grandissima parte dei giovani che affollano i bar grandi o piccoli, variamente definiti, a una certa ora della notte è in preda ai fumi dell’alcool e pertanto diventa pericolosissima. Nessun genitore si accorge che il figlio rientra sistematicamente ubriaco, dopo una notte trascorsa in giro? Vogliamo mettere l’esercito, i marines, le truppe d’assalto, vogliamo punire gli esercenti delle attività commerciali? Va pure bene, ma se non facciamo nulla per arginare e prevenire il dramma alcool, potremo anche bombardare le zone della Movida, ma non otterremo mai nulla.

L’alcolismo è un mortale rischio sottovalutato, anche se per fortuna i consumi sono in calo. In Italia si comincia a bere a 11-12 anno contro il 14,5 della media europea, E i figli di chi beve troppo mantengono le cattive abitudini dei genitori: 30, 5 per cento contro il 16,2 dei figli di genitori virtuosi. Il 10 per cento dei ragazzi beve per noia. E la repressione non basta.

 

…E GLI ADULTI VENDONO TRANQUILLAMENTE…

 

http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/alcol-minorenni-1.3372246

Minori ubriachi, nei guai due bar

Blitz della Guardia di Finanza in centro storico

Pubblicato il 3 settembre 2017

Rovigo, 3 settembre 2017 - Servivano drink alcolici ai minorenni e sono stati sanzionati dalle Fiamme Gialle in pieno centro. I controlli della Guardia di Finanza nei locali del centro cittadino sono stati eseguiti nella tarda serata fra giovedì 31 agosto e il primo settembre. La pattuglia si è mossa nel centro storico osservando da chi erano frequentati i locali dove venivano serviti gli alcolici.

Appena hanno visto alcuni gruppi formati da ragazzini si sono avvicinati per controlli più approfonditi. Gli accertamenti hanno permesso di constatare il consumo di bevande alcoliche da parte di due distinte compagnie di adolescenti di età compresa tra i sedici ed i diciotto anni. I militari dunque hanno proceduto con l’accertamento e la contestazione nei confronti dei dei due esercizi pubblici dove i gestori sono stati pizzicati in flagranza. Uno di loro è un cinese. Sanzione amministrativa per entrambi che è previsto oscilli fra i 250 ed i mille euro.

Contestualmente, è stata accertata in uno dei due bar la presenza di un lavoratore «in nero». Durante il servizio di controllo delle Fiamme Gialle sono stati inoltre fatti due verbali di contestazione, uno per la mancata emissione dello scontrino fiscale; l’altro per l’omessa richiesta di intervento per la manutenzione del cosiddetto misuratore fiscale. In Italia, come nel resto d’Europa, per i giovani Under 30, l’abuso di alcol alla guida rappresenta la prima causa di mortalità e disabilità. I dati in possesso dell’Istituto superiore della sanità evidenziano la vastità del fenomeno anche tra i giovanissimi entro i 18 di età. La mozione approvata dal consiglio comunale prevederebbe da parte del Comune un «codice di autoregolamentazione per l’autodisciplina dei pubblici esercizi».

Un tema, quello dell’alcol ai minori, che era stato portato all’attenzione del consiglio comunale da Livio Ferrari della civica ‘Coscienza Comune’ già alla fine del 2016. «I giovani e gli adolescenti rappresentano un target di popolazione vulnerabile ai rischi associati al consumo ed all’abuso di sostanze alcoliche – dichiara Ferrari –. Il vizio di bere è spesso percepito come un tramite di accettazione all’interno del gruppo, con il rischio di degenerare in fenomeni di irresponsabilità e divenire causa di gravi implicazioni dal punto di vista sanitario e psico-sociale». Tempo dopo il consiglio ha votato all’unanimità una mozione di Ferrari che pur non avendo alcun effetto pratico immediato voleva testimoniare una presa di coscienza da parte degli stessi consiglieri.

 

OMICIDIO STRADALE

 

http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/sardegna-con-lauto-investe-la-zia-e-la-uccide-arrestato-dai-carabinieri-001977531.html

Sardegna, con l’auto investe la zia e la uccide: arrestato dai Carabinieri

L’uomo è fuggito dopo aver nascosto la sua autovettura all'interno di un cortile.

Alessandro Testa

3 settembre 2017

Colpita in pieno dall’auto guidata dal nipote (che poi si è dato alla fuga) mentre passeggiava con le amiche lungo la strada che porta a Terresoli, a circa quattro chilometri dal paese di Santadi, in provincia di #cagliari. È morta così Teresa Senis, 73 anni - originaria di Santadi - nella notte tra giovedì e venerdì. Il nipote, Renato Arceri, 53 anni, bracciante agricolo - dopo una breve fuga interrotta dai militari – è stato arrestato dai Carabinieri [VIDEO] con la pesante accusa di omicidio stradale. Sul luogo del terribile accadimento sono intervenuti immediatamente i Carabinieri di Santadi e i colleghi del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Carbonia che in meno che non si dica hanno trovato il colpevole di questo increscioso episodio.

L’uomo – in evidente stato confusionale – è stato sottoposto anche all’alcol test ma si dovranno attendere ancora alcuni giorni per i risultati certi. Il corpo della povera donna è stato restituito ai familiari. Sulla statale che porta a Terresoli è intervenuta anche un’ambulanza del 118 che però nulla ha potuto fare.

Una tragica fatalità?

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri [VIDEO] intervenuti per primi sul luogo dell’incidente l’autovettura guidata da Renato Arceri – un’Alfa Romeo GT – stava percorrendo la strada che porta a Terresoli, in direzione di Santadi. Quando – improvvisamente e molto probabilmente confuso dal buio – l'uomo avrebbe colpito in pieno la povera zia che passeggiava con le amiche lungo il bordo della strada. L’uomo – spaventato e confuso – invece di fermarsi a prestare soccorso avrebbe pero accelerato e si sarebbe dato alla fuga.

Per poi nascondere l’automobile all’interno della sua abitazione e far perdere le sue tracce.

Le ricerche dei Carabinieri

I Carabinieri della vicina Stazione di Santadi - dopo aver ricostruito l’accaduto – si sono messi subito alla ricerca del presunto pirata della strada. E hanno concentrato la loro attenzione in particolare sulle automobili che transitavano e sostavano in quella zona. Durante il controllo - proprio a pochi chilometri dal luogo dell’incidente – hanno fatto bingo. All’interno di un’abitazione – tra l’altro di proprietà appunto del figlio di un fratello della donna (l’Arceri appunto) hanno infatti trovato un'Alfa Romeo GT nera che sulla carrozzeria portava i segni di una collisione da poco procurata. Dopo i controlli si è scoperto che con tutta probabilità era stato proprio lui a colpire la zia e a darsi alla fuga. L’uomo – che già nel 2007 era finito nei guai per un altro incidente – a quel punto è stato arrestato dai Carabinieri e avrebbe ammesso le sue colpe.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/incidenti-1.3372170

Incidenti e malori per l'abuso di alcol, nottata di lavoro per i soccorritori

Due ragazzi e una ragazza sono stati portati in ospedale

di PAOLA ARENSI

Pubblicato il 3 settembre 2017 ore 09:58

Lodi, 3 settembre  2017 - Schianti nella notte, si attiva la macchina dei soccorsi. I carabinieri, la polizia stradale i vigili del fuoco e il soccorso sanitario tra la notte e l’alba hanno fatto la spola nel Lodigiano per via di alcuni incidenti. Alle 22.30 un ragazzo di 31 anni ha perso il controllo della sua auto ed è finito fuori strada a Lodi sulla strada Statale 9 via Emilia. L’automedica e un’ambulanza della Croce rossa di Lodi lo hanno quindi medicato e trasferito all’ospedale del capoluogo per le cure. Accusava traumi diffusi ma per fortuna non corre pericolo di vita. Invece alle 6.30 di oggi c’è stato uno scontro tra due auto a Codogno ed è rimasta ferita una ragazza di 27 anni accompagnata quindi all’ospedale cittadino per accertamenti. Ci hanno pensato la Croce rossa di Codogno e l’auto medica. In entrambi gli incidenti è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco di Lodi e Casale in base al territorio di competenza. All’una di notte problemi anche in Lungo Adda Bonaparte a Lodi dove un ragazzo di 16 anni si è sentito male dopo aver alzato troppo il gomito. La Croce rossa lo ha quindi trasferito per le cure al nosocomio cittadino. 

 

http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arezzo-giostra-saracino-settembre-1.3372190

È già domenica di Giostra: così la giornata. Cene propiziatorie: sette in coma etilico

Tutti  al pronto soccorso. Il programma di oggi, l'Ingresso in piazza (blindata per motivi di sicurezza) alle 17

di Angela Baldi

Pubblicato il 3 settembre 2017

Arezzo, 3 settembre 2017 - Cene propiziatorie al fresco e con la pioggia ma anche con tanti alcolici. Sette persone, tutte sotto i quarant'anni, sono stati portati d'urgenza al pronto soccorso per intossicazione da alcol. E purtroppo non è una novità, anche negli appuntamenti del passato numerosi erano stati i casi di coma etilico.

Iintanto il primo colpo di mortaio ci ha svegliati stamani alle sette, un sussulto che per la maggior parte degli aretini è il buongiorno della Giostra dopo la lunga notte delle cene propiziatorie, 4 mila a tavola ma stavolta disturbati dal primo fresco di stagione e poi anche dalla pioggia. Oggi infatti è il giorno della 135esima edizione del Saracino. Per non mancare l’appuntamento con l’edizione più attesa, quella di settembre appunto, da sempre la più seguita, oggi ci aspetta un calendario fittissimo di appuntamenti. Tutti seguitissimi da appassionati e famiglie. Si parte stamani alle 10,30 con il ritiro da parte dei fanti e dei valletti del comune della Lancia d’oro dal Duomo, dove è stata custodita per una settimana dall’estrazione delle carreiere di domenica scorsa. Alle 11 il secondo scoppio di mortaio annuncia l’uscita dell’araldo e l’inizio della lettura del Bando alla città. In tantissimi riempiranno le strade seguendo il corteo che stamani si muoverà da palazzo dei Priori sostando alla Pieve, a San Michele, all’incrocio fra il Corso e via Roma, a San Francesco.

IL TEMPO di mandare già un boccone e tutti i quartieristi sobbalzeranno alle 14 al terzo colpo di mortaio. E’ il momento solenne e carico di attesa della benedizione dei giostratori e degli armati dei quartieri, che avviene nei quattro angoli della città in base alle chiese di riferimento. Subito dopo è il momento del raduno di tutto il corteo dei figuranti in piazza San Domenico. Qui alle 14,30 si inizia a respirare la vera aria di Giostra, la tensione sale fino alle 15, con il quarto colpo di mortaio e l’inizio del corteggio fino al Duomo: lungo via Sassoverde e via Ricasoli. Poi la benedizione sul sagrato della cattedrale impartita dal vescovo. Alle 15,30 parte la sfilata vera e propria. Un corteo storico di quasi 400 figuranti che prima di arrivare in piazza Grande, si muove per via Ricasoli, via Pileati, il Corso, via Roma, piazza Guido Monaco, piazza San Francesco, via Cavour, via Mazzini e Borgunto. Tutto intorno strade gremite di gente pronta a sostenere i propri colori. Forze dell’ordine in formazione completa e 60 steward per controllare la piazza munita agli accessi anche di metal detector, per assicurare che tutto fili liscio anche sul piano della sicurezza. Alle 17 il quinto colpo di mortaio avverte tutti che si inizia a fare sul serio.

ENTRANO IN PIAZZA gonfaloni, armati, cavalieri, fino alla disfida di Buratto. Tutto intorno una piazza gremita, per accedervi i ticket sono andati praticamente esauriti in un paio di giorni dall’apertura delle biglietterie. Accessi e filtraggio nel nome della sicurezza esattamente come successo a giugno: metal detector, possibili perquisizioni, una lista di oggetti con i quali non si potrà entrare in piazza. Non tutti la seguiranno in piazza Grande, migliaia infatti saranno incollati alla tv seguendo la diretta delle emittenti locali, o lo streaming sul web. Centinaia le persone che dopo aver assistito alla sfilata del corteo storico in centro, si calamiteranno in bar e locali che dispongono di tv e schermi per una visione collettiva.

 

http://www.ilpost.it/2017/09/03/volo-ryanair-ritardo-terroristi-ubriachi/

Un volo di Ryanair è stato ritardato di più di due ore perché degli uomini ubriachi hanno fatto finta di essere dei terroristi

domenica 3 settembre 2017

Sabato un volo della compagnia aerea low cost Ryanair da Bruxelles a Madrid ha subito un ritardo di più di due ore perché un gruppo di nove passeggeri belgi, ubriachi, ha scherzato sul fatto di essere estremisti islamici e di avere delle bombe. Le persone che si trovavano a bordo dell’aereo sono state fatte scendere mentre la polizia conduceva delle indagini; anche i bagagli che erano stati messi nella stiva sono stati analizzati. Un uomo di circa 50 anni è stato arrestato.

Ryanair ha un problema, in questo senso: secondo un’indagine di BBC il numero di passeggeri ubriachi arrestati è cresciuto del 50 per cento in un anno nel Regno Unito, e per questo Ryanair ha chiesto agli aeroporti britannici di mettere un limite al consumo di alcol prima degli imbarchi.

 

“I GIOVANI HANNO UN ESTREMO BISOGNO DI EDUCAZIONE AL BENESSERE. TUTTI INSIEME POSSIAMO VINCERE QUESTA FONDAMENTALE E NON PIÙ RINVIABILE SFIDA”.

 

http://www.meteoweb.eu/2017/09/al-via-il-progetto-allenatore-alleato-di-salute-oncologi-e-coach-insieme-per-favorire-la-prevenzione/960081/

Al via il progetto “Allenatore Alleato di Salute”: oncologi e coach insieme per favorire la prevenzione

Il progetto Allenatore Alleato di Salute è partito nel 2016 nel calcio con Max Allegri testimonial e ambasciatore della campagna

A cura di Filomena Fotia

3 settembre 2017

I giovani italiani non seguono le regole della prevenzione. Nel nostro Paese la metà dei fumatori ha preso il vizio prima dei 20 anni, il 13% dei 15enni beve alcolici tutti i giorni e il 15% dei 13enni è in sovrappeso. Per raggiungere gli oltre 156mila giovanissimi italiani che giocano a pallacanestro e spiegare loro l’importanza di seguire corretti stili di vita, prende il via Allenatore Alleato di Salute Basket, il primo progetto al mondo che si pone l’obiettivo di insegnare ai coach delle varie discipline sportive come educare al benessere i bambini e gli adolescenti. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Insieme Contro il Cancro e gode del sostegno del Ministero della Salute e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Il progetto Allenatore Alleato di Salute è partito nel 2016 nel calcio con Max Allegri testimonial e ambasciatore della campagna. Dopo il calcio il progetto sbarca nei palazzetti con l’adesione ufficiale della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) siglata durante i Campionati Europei di Basket 2017 in corso in questi giorni a Tel Aviv. “Fumo, consumo di alcol, abbandono della dieta mediterranea e sedentarietà rappresentano i principali fattori di rischio della gran parte di malattie importanti, come i tumori – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro, nella conferenza stampa di presentazione insieme al presidente della FIP, Giovanni Petrucci, e al coach della Nazionale, Ettore Messina –. Questi comportamenti scorretti iniziano nella maggioranza dei casi da giovanissimi e l’allenatore sportivo può svolgere un ruolo importantissimo. Il 36% degli under 19 residenti nel nostro Paese chiede infatti al proprio coach consigli sul benessere e su come mantenere integro il proprio organismo. Per questo è fondamentale che il coach abbia una preparazione di base per rispondere in modo corretto a queste domande, per favorire corretti stili di vita”. “Siamo particolarmente orgogliosi e lieti di partecipare a questa importante campagna – spiega Giovanni Petrucci, Presidente Nazionale FIP –. La nostra Federazione può vantare oltre 14mila allenatori e più di 8mila istruttori di minibasket. Si tratta di un piccolo esercito di educatori che possono favorire la promozione della salute tra i giovani e le loro famiglie. Grazie alla collaborazione con gli specialisti della Fondazione Insieme Contro il Cancro potremo insegnare loro come si devono approcciare ai ragazzi e in che modo possono aiutarli”. Allenatore Alleato di Salute Basket vede la partecipazione come testimonial del coach azzurro Ettore Messina. “Come uomo di sport sono onorato di essere considerato un ‘Maestro di Salute’ – sottolinea il coach Messina -. Tutti i giorni bisogna allenarsi anche per preservare il proprio benessere psico-fisico. Basta seguire alcune semplici regole tutti i giorni fin dall’infanzia. Attraverso questo progetto vogliamo favorire la crescita degli atleti di domani. Non vogliamo ovviamente sostituirci ai medici o ai genitori, ma possiamo offrire un nostro contributo”. “Il mondo dello sport deve dare il buon esempio a tutta la società – aggiunge il prof. Cognetti -. E’ infatti ormai dimostrato da numerosi studi scientifici che grazie all’attività fisica possiamo evitare molte gravi malattie come disturbi cardio-vascolari, diabete e obesità. Solo per il cancro i sedentari hanno una probabilità fino al 40% superiore di sviluppare una neoplasia. Per contrastare comportamenti scorretti serve una vera e propria rivoluzione culturale che deve interessare soprattutto i bambini e gli adolescenti”.

Allenatore Alleato di Salute è stato avviato nel maggio del 2016 quando il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha nominato il mister campione d’Italia Massimiliano Allegri “Ambasciatore” dell’iniziativa. Attraverso la diffusione di materiale informativo (booklet, video, brochure, web app) vuole fornire nozioni base perché i coach possano a loro volta dare indicazioni corrette ai ragazzi. Nella sua prima fase si è rivolto agli oltre 60mila coach delle squadre di calcio dilettantistiche italiane che sono tesserati presso l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC). Attraverso il coinvolgimento dell’AIAC e soprattutto del suo presidente Renzo Ulivieri, sono partiti corsi di educazione rivolti agli allenatori perché possano trasmettere ai ragazzi non solo i corretti schemi di gioco, ma anche insegnare a crescere salvaguardando il proprio stato di salute. Il progetto è parte integrante della formazione obbligatoria degli allenatori iscritti all’Associazione. Ora tutto questo materiale verrà diffuso nel basket. “Il nostro auspicio è riuscire a coinvolgere quante più possibili realtà del mondo dello sport italiano – conclude il prof. Francesco Cognetti -. I giovani hanno infatti un estremo bisogno di educazione al benessere. Tutti insieme possiamo vincere questa fondamentale e non più rinviabile sfida”.

 

UNA CASA PRODUTTRICE DI BIRRA INVITA A NON BERE SE DEVI GUIDARE: PENSO SIA UN GRANDE PASSO VERSO IL CAMBIAMENTO DELLA CULTURA DEL BERE!

 

http://www.ilgiornale.it/news/se-guidi-non-bere-mai-parola-campione-1436926.html

«Se guidi, non bere mai». Parola di campione

La società produttrice di birra ha scelto Jackie Stewart, da sempre in trincea sulla sicurezza

Matteo Cusumano –

Dom, 03/09/2017

Quale ambasciatore migliore per una campagna di promozione al consumo responsabile di alcol quando ci si deve mettere al volante di un pilota di F1? Come testimonial per la sua campagna pubblicitaria When You Drive, Never Drink (Quando guidi non bere mai), Heineken - 140 anni di storia, presente in più di 170 Paesi, il marchio più in grado di evocare l'idea di birra premium - ha scelto un pilota di valore altrettanto «iconico» rispetto alla F1: Sir Jackie Stewart.

Nello spot si vede il tre volte campione del mondo (1969, 1971, 1973, correndo prima per Matra e poi Tyrrell) declinare in diverse occasioni l'offerta di bottiglie di freschissima birra Heineken da bere. Il motivo? Si intuisce benissimo: poco dopo dovrà guidare. Le scene - con alcuni filmati d'epoca rielaborati in computer grafica, tranne quello finale in cui si vede un attuale Stewart che esce da un hotel - fanno scattare un sentimento di contrasto tra la concezione stereotipata secondo la quale i campioni di F1 tenderebbe a sfidare sempre tutti i limiti e la presa di coscienza che invece anche loro possono essere molto responsabili, al punto da rifiutare qualcosa di buono e rinfrescante, ma che in quel momento potrebbe metterli in una condizione rischiosa per sé e per gli altri. Nel caso di Stewart, nato nel 1939 in Scozia, una parte del mondo dove non sono sconosciuti gli alcolici, l'accostamento al tema della responsabilità è ancora più significativo rispetto a quello con altri piloti. Il pluricampione (27 i Gran premi vinti su un centinaio disputati) è noto per essere stato un risoluto paladino della sicurezza in pista. È in buona parte grazie a lui che sono stati chiusi o modificati diversi circuiti pericolosi, e sono stati introdotti gli obblighi delle cinture e dei caschi integrali anche alla guida delle monoposto. Stewart, inoltre, si è battuto per il miglioramento dei servizi medici e di quelli di emergenza in pista. Possiamo dire che è anche grazie a lui se è stato possibile salvare molte vite nelle stagioni successive alle sue della Formula 1 e di altre competizioni automobilistiche. Azzeccata quindi la scelta di questo pilota, oggi 78enne, conosciuto in tutto il mondo sia per i meriti sportivi sia per il senso di responsabilità, come simbolo di una causa quale quella del Drink or Drive o - per usare le parole scelte da Heineken - When You Drive, Never Drink. Una raccomandazione che permette di far vincere la vita.

 

http://www.ilgiornale.it/news/sul-consumo-responsabile-italiani-sono-i-pi-virtuosi-1436928.html

Sul consumo responsabile gli italiani sono i più virtuosi

L'assunzione di alcol è inferiore alla media Ue. Bevande a bassa e media gradazione di solito insieme al cibo

Riccardo Cervelli –

Dom, 03/09/2017

Il consumo responsabile è un tema sempre all'ordine del giorno. Non si tratta, infatti, di eliminare il consumo di bevande alcoliche, da sempre presenti nella nostra cultura, ma di praticarlo nei modi e nei momenti giusti. È una questione di responsabilità. E in quanto a consumo responsabile dei prodotti contenenti alcol, gli italiani eccellono nella società globale, al netto dei Paesi in cui vini, birre e superalcolici sono banditi da parte della maggior parte della popolazione per motivi culturali.

Secondo la World Health Organization Europe nel 2014 il consumo di alcol pro capite in Italia (popolazione +15 anni) si attesta infatti a 7,6 litri, inferiore al dato medio europeo, pari a circa 11 litri, diminuito rispetto ai consumi italiani del 2000 (9,8 litri) e più che dimezzato rispetto a quelli del 1980 (16,73 litri).

A che cosa è dovuto questo dato virtuoso? Se si tiene conto che i valori si riferiscono a litri di alcol puro (cioè alla somma dei contenuti alcolici reali dei diversi prodotti) una spiegazione sta in due propensioni tipiche dei consumatori italiani. La prima è che gli italiani tendono a consumare in prevalenza bevande a basso o medio contenuto alcolico, come la birra e il vino. E la seconda è che questa assunzione avviene tipicamente nel corso dei pasti. Cioè gli italiani tendenzialmente non bevono e basta, ma inseriscono il consumo di alcol in un contesto, il pasto, che ne limita la quantità. Un ulteriore fattore di responsabilizzazione nel consumo di alcolici da parte dei cittadini italiani è l'importante opera di sensibilizzazione attuata a livello comunicazionale ed educativo da parte dello Stato sia delle stesse aziende produttrici, singolarmente o in modo collettivo. Soprattutto negli ultimi decenni nel mondo dell'industria si è diffusa una filosofia di responsabilità sociale che stimola imprese di diversi settori a spiegare ai propri consumatori come fare buon uso dei loro prodotti. In Italia, il comparto della birra si è segnalato in particolare per la proattività nel diffondere abitudini più sane in chi non è astemio.

E tra i leader di questo mercato ha fatto bella mostra di sé Heineken, che dall'anno scorso ha esteso questo impegno nell'ambito della sua sponsorizzazione della Formula 1, con la campagna When You Drive Never Drink, che ha l'ex pilota Jackie Stewart quale ambassador.

Il percorso dell'azienda olandese nella promozione del consumo responsabile di alcol è iniziato 15 anni fa proprio in Italia. Con le prime campagne sul bere e guidare che poi sono diventate un punto di riferimento mondiale.

Oggi Heineken destina il 10% della spesa pubblicitaria per il suo prodotto premium alle campagne sul consumo responsabile. L'azienda si aspetta che l'abbinamento dell'immagine positiva di questo marchio con i messaggi a favore del consumo responsabile possa contribuire a rendere quest'ultimo un valore «aspirazionale».

Altre iniziative sono la stampa di raccomandazioni come Enjoy Heineken Responsably (goditi Heineken responsabilmente) sui packaging di tutti i brand Heineken, partnership con associazioni non profit e interventi sul territorio. 

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