Rassegna del 23 Agosto 2017

HUMANITAS SALUTE

“Gravidanza e alcol, bere birra non fa male al feto”, vero o falso?

Molte future mamme credono che bere birra in gravidanza non abbia conseguenze sulla salute del feto perché la birra è una bevanda poco alcolica. Vero o falso? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Valeria Scolaro, ginecologa dell’ospedale Humanitas.

“Falso. Anche se il rischio di danni gravi alla salute del nascituro è stimato attorno al 30-40% delle gestanti che continuano con un forte consumo di alcol in gravidanza, tuttavia se una donna incinta consuma bevande alcoliche, e tra queste anche la birra, il prodotto della metabolizzazione dell’alcol, cioè un metabolita chiamato acetaldeide, giunge direttamente nel sangue del nascituro attraverso la placenta – spiega l’esperta. – Il feto, non essendo in grado di metabolizzare l’alcol come un adulto, viene di conseguenza esposto per un periodo lungo agli effetti tossici di questo metabolita aumentando il rischio di nascere con la sindrome feto-alcolica (FAS), la più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol della madre durante la gravidanza. Anche se non è ancora nota la ragione della diversa suscettibilità dei bambini agli effetti dell’alcol, ovvero non sono ancora note le ragioni per cui alcuni bambini esposti all’alcol durante la gravidanza sviluppano FAS e altri no, è importante sapere che le donne, a parità di statura e di quantità di bevande alcoliche consumate hanno una concentrazione di alcol nel sangue maggiore rispetto a quella degli uomini. Questo accade perché le donne sono costituite da una minore percentuale di acqua che dilata i tempi di eliminazione dell’alcol e aumenta così sia la durata dell’esposizione del feto ai suoi effetti, sia il rischio che il proprio bambino nasca con disturbi fisici e psicomotori tipici della FAS quali alterazioni nella crescita e nello sviluppo facciale, oltre a significativi deficit comportamentali e cognitivi. Una prevenzione efficace degli effetti dell’alcol sul feto si raggiungere con l’informazione sia delle donne in età fertile e sessualmente attive che non usano contraccettivi, perchè il consumo di più di 7 bevande alcoliche alla settimana può, in caso di gravidanza non pianificata, portare alla nascita di un bambino affetto da FAS; sia delle donne in gravidanza e dei loro partner sul rischio rappresentato dall’alcol per il nascituro; e infine del medico che, grazie al riconoscimento immediato del problema può intervenire con cure tempestive per permettere al feto di svilupparsi in modo sano, anche nel caso in cui sia già stato esposto a grandi quantità di alcol.”

 

IL FARO

Gaeta, in occasione della ‘Festa a Levante’ vietati alcolici, superalcolici e bevande in vetro (*)

Il divieto nasce al fine di garantire la riuscita dell'evento.

In considerazione dell’afflusso di persone, previsto nei giorni dal 23 al 26 agosto 2017, in occasione dello svolgimento della manifestazione “Festa a Levante” organizzata dall’associazione Gaetartecultura, con il patrocinio del Comune di Gaeta, l’amministrazione Comunale ha disposto specifici divieti per ragioni di ordine pubblico e sicurezza cittadina.

Con l’ordinanza sindacale n. 361 del 21 agosto 2017, è stato infatti stabilito, per i suddetti giorni, nella zona interessata dall’evento e in quella immediatamente circostante, il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche e super alcoliche così come l’uso delle bottiglie e bicchieri di vetro.

Ciò al fine di prevenire eventuali problematiche derivanti dall’abuso di bevande alcoliche e super alcoliche e dalla possibile rottura di contenitori di bevande in vetro, causa di degrado urbano e di pericolo per l’incolumità delle persone.

Nello specifico - conclude la nota - si legge nella suddetta ordinanza sindacale che “ai titolari o gestori di: attività di somministrazione di alimenti e bevande; attività commerciali in sede fissa e di attività commerciali alimentari su aree pubbliche, compresi gli ambulanti itineranti; attività artigianali con vendita di beni alimentari di produzione propria, è fatto divieto nei giorni tra il 23 ed il 26 agosto 2017, in concomitanza con la manifestazione denominata Festa a Levante, organizzata dall’associazione Gaetaartecultura (che si svolgerà in Piazzale Salvatore Bisbiglia, antistante i Cantieri Navali, concessa dall’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) nell’area posta tra l’incrocio San Carlo fino a Piazza delle Sirene, dalle 20 fino alla conclusione dei singoli eventi delle 4 giornate, di vendere, per asporto o cedere a terzi, a qualunque titolo, bevande alcoliche o superalcoliche in qualsiasi contenitore; di vendere bevande di qualsiasi specie in contenitori di vetro e/o lattine.

 

AREZZONOTIZIE

Stretta sugli alcolici, Confesercenti: “Dannoso coprifuoco per la città” (*)

Si è svolta questo pomeriggio in Confesercenti l’incontro tra i titolari dei pubblici esercizi e i dirigenti dell’associazione di categoria per analizzare l’ordinanza anti alcol firmata dal sindaco Alessandro Ghinelli. Al termine unanime la decisione di farsi portavoce per chiedere al Comune le modifiche e avviare una serie di incontro con i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione per confrontarsi intorno al tema che ha portato all’emanazione dell’ordinanza.

23 agosto 2017 - Si è svolta questo pomeriggio in Confesercenti l’incontro tra i titolari dei pubblici esercizi e i dirigenti dell’associazione di categoria per analizzare l’ordinanza anti alcol firmata dal sindaco Alessandro Ghinelli. Al termine unanime la decisione di farsi portavoce per chiedere al Comune le modifiche e avviare una serie di incontro con i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione per confrontarsi intorno al tema che ha portato all’emanazione dell’ordinanza.

I baristi – annuncia il direttore di Confesercenti Mario Checcaglini – presenteranno al Comune le loro osservazioni e le proposte di modifica dell’ordinanza. Secondo la nostra opinione l’ordinanza penalizza chi lavora da sempre in modo corretto ed ha bisogno di essere modificata.

L’ok da Confesercenti arriva infatti relativamente al primo articolo che prevede il divieto di consumo nelle piazze e nelle strade indicate in ordinanza e non limita il consumo nei tavoli esterni ai bar.

Su questo punto – spiega il vice direttore Valeria Alvisi – siamo favorevoli in quanto il tempo ha dimostrato che tale pratica favorisce il degrado conseguente l’abbandono di bottiglie e lattine vuote, oltre al fatto che il consumo avviene spesso in gruppi che possono rappresentare l’avvio di fatti dalle conseguenze spiacevoli; anche questo rappresenta un degrado per la città. In merito al secondo articolo – puntualizza Alvisi – che prevede il divieto di vendita per asporto dopo le ore 21, Confesercenti ritiene che invece non debba essere vietata la vendita quando effettuata da operatori professionali, quindi persone fisiche, responsabili del controllo, che possono accertare se vendono ad un minorenne o a persona già in evidente stato di ebbrezza. La vendita dovrebbe essere sempre consentita in quanto destinata al consumo in abitazioni private, essendo il consumo in luogo pubblico vietato dal comma precedente, e che l’associazione chiede di mantenere. È on quest’ottica che chiediamo che venga mantenuto il divieto di vendita per asporto a quelle attività non gestite da operatori professionali, quali ad esempio i distributori automatici.

Il no secco e deciso arriva invece sul terzo articolo da abrogare se non si vuole far calare per le strade un coprifuoco dannoso alla città.

In merito al terzo articolo – aggiunge Checcaglini – che limita all’una la possibilità di somministrazione di alcolici nei pubblici esercizi, chiediamo che venga abrogato. Che idea abbiamo dei cittadini, e quindi di città, se all’una di notte al tavolo di un ristorante non è possibile consumare un alcolico?. Quest’ordinanza – conclude Checcaglini – si aggiunge alla pletora di norme già in vigore sul tema, quali: il divieto di vendita di alcol ai minori, i controlli alla guida di alcol, il divieto di somministrazione a chi è già in stato di ebbrezza. Già l’applicazione puntuale di queste norme basterebbe a contrastare i fenomeni di abuso e degrado della città.

 

(*) Nota: sempre più comuni limitano la vendita e la somministrazione di alcolici in occasione di feste ed eventi. Sarebbe il momento di affrontare la questione a livello statale, stabilendo delle regole e dei parametri validi per tutto il territorio nazionale. Si eviterebbe alle giunte municipali la contrattazione e i tentativi di condizionamento dei commercianti.

 

TUTTOGGI

Terni, locali al setaccio, 31 licenze ritirate Alcol a minori e mancato decoro

Riunione interna sulla sicurezza convocata dal vicesindaco Francesca Malafoglia

Redazione - 23 agosto 2017 - Ieri mattina il vicesindaco Francesca Malafoglia ha convocato a Palazzo Spada una riunione interna sulla sicurezza, anche alla luce dei temi emersi dal lavoro del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. All’incontro hanno preso parte il Comandante dei vigili urbani, il dirigente che si occupa tra l’altro della videosorveglianza e dei grandi eventi, i funzionari responsabili dell’ufficio commercio e del gabinetto del sindaco che ha specifiche competenze sulle ordinanze e sul decreto Sicurezza.

E’ stato fatto il punto della situazione sulle vie particolarmente legate alla socializzazione e sui pubblici esercizi e sulle attività commerciali che operano nell’area. Nei primi sei mesi del 2017 il Comune di Terni ha provveduto ad elevare 7 sanzioni tra chiusure temporanee e diffide ad altrettante attività che hanno violate le norme che più di altre hanno a che fare con la sicurezza cittadina.

Sotto controllo gli orari di chiusura, la somministrazione delle bevanda alcoliche, i divieti ai minori, l’occupazione di suolo pubblico e il decoro. Complessivamente per varie mancanze amministrative sono state ritirate 31 licenze. Si è proceduto alla ricognizione, con monitoraggio diretta, di tutto il sistema di videosorveglianza che nel territorio comunale conta 38 telecamere. Un sistema diffuso di controllo che l’Amministrazione Comunale vuole implementare ulteriormente.

“La riunione di questa mattina – dichiara il vicesindaco Francesca Malafoglia – è stata particolarmente operativa, incentrata sul controllo quotidiano che la Polizia Municipale svolge nei confronti dei pubblici esercizi, con particolare riferimenti a quelli che più di altri sono luoghi di aggregazione, e delle attività commerciali. Abbiamo fatto anche il punto sul Decreto sicurezza, con riferimento alle prerogative che fanno capo al Comune e al sindaco, sviluppando i focus che sono emersi dall’ultima riunione del Comitato sulla sicurezza. Ci ritroviamo perfettamente nel modello che è stato delineato in quella sede e stiamo definendo l’apporto del Comune, in particolare sul tema delle ordinanze e dei provvedimenti alla persona, all’attuazione del Decreto che prevede nuovi strumenti per assicurare maggiore sicurezza nelle città. Sicuramente una delle cose da fare è la zonizzazione delle aree con più elementi di criticità per evitare generalizzazioni e per dar luogo a interventi mirati ed efficaci. L’Amministrazione Comunale lavora dunque al nuovo Patto sulla sicurezza, quadro di riferimento essenziale per aggiornare e sviluppare le azioni da intraprendere in un sistema integrato con le forze dell’ordine e le autorità specificatamente deputate alla sicurezza pubblica”.

 

SENIGALLIA NOTIZIE

Senigallia, 15enne troppo ubriaca: le amiche chiamano la madre

Da chiarire chi sono stati i baristi che avrebbero somministrato l'alcool alle tre minori

Adolescente troppo ubriaca per tornare a casa in bici: le amiche decidono di allertare la madre della ragazzina. Protagonista della vicenda una 15enne: in suo soccorso è arrivata la mamma; la giovane si trovava sul lungomare Alighieri all’altezza del Ponterosso.

Dell’accaduto sono stati informati i vigili urbani. Le tre amiche avrebbero riferito ai genitori di aver preso parte prima ad una festa in spiaggia e di aver poi proseguito la serata in un locale poco distante, consumando in entrambe le occasioni, qualche drink.

Una di loro, poco dopo, a causa dell’alcool ingerito, si sarebbe sentita male tanto da non riuscire nemmeno a pedalare per fare ritorno a casa. A quel punto le amiche avrebbero deciso di chiamare la madre che le ha raggiunte e l’ha portata a casa. Da chiarire chi sono stati i baristi che avrebbero somministrato l’alcool alle tre minori.

 

FANPAGE

Jesolo, picchia la moglie e si rifugia sul tetto, ubriaco e armato: poi si butta giù. È grave

Protagonista un cittadino marocchino, senza fissa dimora. Prima del folle gesto avrebbe minacciato e aggredito la moglie e la cognata per poi salire in cima all’abitazione. Dopo aver bevuto alcol per ore sotto il sole, si è lanciato da unʼaltezza di circa dieci metri. Ora è in ospedale.

di Biagio Chiariello

23 AGOSTO 2017 - Ha prima picchiato la moglie, poi chiamato i carabinieri. Quindi al loro arrivo, si è  barricato in casa, a Jesolo (Venezia) per poi recarsi sul tetto. Rimasto lassù per ore, minacciando di suicidarsi, alla fine si è lanciato davvero, cadendo da un'altezza di circa dieci metri. Protagonista del folle gesto  un immigrato magrebino di 40 anni. A nulla è valso l’intervento delle forze dell’ordine arrivate sul posto, in via Danimarca, non distante da piazza Milano. L'uomo è stato portato all'ospedale di Jesolo e quindi trasferito in elicottero all'Angelo di Mestre. Le sue condizioni sono giudicate gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita: nel volo ha riportato varie fratture al bacino, alle gambe e alla testa. Sono finite all'ospedale, in stato di choc, anche due donne: la moglie del quarantenne e la sorella di lei.

Sembra che il 40enne fosse già noto alle forze dell'ordine per fatti legati alla droga. I carabinieri erano stati chiamati nell'appartamento proprio da una delle due donne che abitano con l'immigrato, con ogni probabilità la compagna. La donna ha riferito di essere stata picchiata durante una lite familiare. Pare che l'uomo, prima di recarsi in cima all'abitazione, abbia rivolto la propria furia verso di loro: poi la situazione è precipitata. L’uomo avrebbe anche cercato di danneggiare il tetto. Con sé avrebbe portato anche un coltello e una bottiglia.  Dopo aver bevuto per ore sotto il sole cocente, improvvisamente ha preso la rincorsa e si è lanciato dal tetto della sua casa di due piani. Sul posto è arrivata anche un’ambulanza.

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