Rassegna del 17 Agosto 2017

IL QUOTIDIANO ITALIANO

Bari, il ricordo di Vito “Tavernello” è nei video in cui viene deriso: funerali domani al Cimitero

di Antonio Loconte

Spaesato, visibilmente ubriaco e deriso in ogni modo (*). Così appare nei video caricati su Youtube Vito Abbondanza, il senzatetto del quartiere Libertà, morto la settimana scorsa mentre era ricoverato in ospedale dopo l’ennesima caduta.

Qualcuno lo scuote mentre è chiuso in auto, qualcun altro lo fa sparlare mentre è sotto l’effetto dell’alcol solo per il gusto di ridergli in faccia. In tanti quei video li conosce bene, magari si è pure divertito a riverderli.

Per fortuna quelli più duri sono stati rimessi. Senso di colpa, forse. La morte di Vitino Tavernello, chiamato così per via del vino dozzinale che beveva quando decideva di ubriacarsi (**), ha scosso un po’ tutti. Speriamo contribuisca a farci riflettere sulla vita ai margini di chi non ha niente, spesso nemmeno qualcuno che versi una lacrima nel giorno più triste, dopo essere rimasto in obitorio una settimana.

I funerali di Vito Abbondanza, che saranno pagati dal Comune di Bari, sono in programma domani mattina 18 agosto alle ore 10.30 nella cappella del Cimitero barese.

 

(*) Nota: quanta sofferenza umana, dietro a queste sciocche risate…

 

(**) Nota: “ubriacarsi”? Eppure il sito dell’azienda spiega che Tavernello è “per un consumo di vino moderato ed ai pasti” http://www.tavernello.it/

 

L’UNIONE SARDA

La lettera: "Alcol, cannabis e droghe: non dimentichiamo un'intera generazione"

Pubblichiamo oggi la lettera di un volontario del 118. Un appello a prestare maggiore attenzione ai nostri giovani e all'uso, spesso incosciente, di alcol, cannabis e droghe.

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"Gentile redazione,

sono un volontario del 118 in servizio, molto spesso, nel cuore della notte.

Mi capita, purtroppo e con sempre maggiore frequenza, di raccogliere giovani che hanno bevuto sino ad ubriacarsi, sino a svenire, perdere i sensi e vomitarsi addosso.

Giovani belli, vigorosi, colti, dotati di telefonini e tecnologia sempre a portata di mano.

E giovani che, anche per questo motivo, della vita dovrebbero sapere già molto, o comunque molto di più di quanto io, che di loro potrei essere il padre, alla loro età conoscevo o potevo conoscere.

Eppure, pare che ai nostri figli e nipoti di queste cose non importi nulla. E quando corro a soccorrerli ubriachi, incoscienti e vuoti di qualsiasi dignità, vengo circondato dai loro amici che mi fumano intorno con l’aria di donne e uomini vissuti, come se nulla di grave fosse accaduto.

Tra l’altro, mentre l’ambulanza del 118 deve prendersi cura di questi ubriachi, c’è magari qualcuno, dall’altra parte della città, che potrebbe avere un infarto e dover attendere soccorsi da chissà dove.

Ecco, io credo che sia ora che ciascuno di noi prenda coscienza di una situazione che a mio avviso peggiora di giorno in giorno, e provi a fare qualche cosa. A partire dalle scuole, dove forse una sensibilizzazione maggiore verso gli effetti dell’uso di alcol, cannabis e droghe sin dalla più giovane età non guasterebbe.

Sono davvero stufo di raccogliere i corpi "vuoti" dei nostri ragazzi, e sono stufo di vedere un’intera generazione che si spegne nella disattenzione generale".

R. N. - Cagliari

 

IL TIRRENO

"Ero ubriaco e drogato, non volevo uccidere".

La confessione dell'assassino di Niccolò

Rassoul Bissoultanov, 24enne ceceno, ha ammesso davanti al magistrato di aver colpito il giovane di Scandicci con il calcio mortale. E' un atleta di arti marziali estreme

Ha confessato davanti al magistrato, ha confermato di essere lui il giovane che ha pestato Niccolò Ciatti nella discoteca di Lloret de Mar fino a ucciderlo con un violentissimo calcio alla testa.  E di averlo fatto in preda all'alcol e alla droga.

Rassoul Bissoultanov, ceceno di 24 anni, secondo quanto scrive il quotidiano spagnolo El Periodico, è crollato in un pianto disperato quando si è reso conto della gravità del fatto: "Ho fatto una cosa orribile, non volevo farlo. Non volevo uccidere. Ero ubriaco e avevo preso droga"

I due amici ceceni di Bissoultanov, Khabiboul Khabatov e di Mosvar Magamadov, che erano con lui al Sant Trop di Lloret de Mar, hanno confermato che Rassoul quella sera era sotto l'effetto di alcol e droga.

Intanto i giornali spagnoli hanno raccolto informazioni sul passato di Bissoultanov. Nato nel 1993 in Cecenia, sarebbe arrivato in Francia a Strasburgo quando aveva 13 anni con i genitori che avevano chiesto asilo politico in conseguenza del conflitto tra Cecenia e Russia. Si sa che sicuramente è stato un atleta professionista di lotta libera, che ha partecipato a diversi tornei. Tesserato all’Academie Europenne di Strasburgo, una palestra di arti marziali, negli ultimi tempi Bissoultanov ha partecipato a gare di Mma, le gare di combattimento estreme, arti marziali miste che consentono di colpirsi con calci, pugni, gomitate e ginocchiate. 

Il suo allenatore a Strasburgo, Jean-Luc Beck, ha detto che Bissoultanov si era allenato lì per sei anni e che era un "giovane tranquillo, che non ha mai causato problemi". “Ma la regola d’oro della nostra disciplina – ha aggiunto l'allenatore a El Periodico – è quella di non fare male agli altri”.

 

BARLETTA  NEWS

Aumento dell’abuso di alcol e degli incidenti stradali – O bevi o guidi!

di Maria Teresa Caputo

E’ appena trascorso il Ferragosto, l’ultimo purtroppo per le tre vittime coinvolte nel violento tamponamento verificatosi nella notte del 14 agosto a Trani. A causare il tragico evento è stato un cittadino albanese ubriaco alla guida della sua autovettura. Trattasi dell’ennesimo incidente causato dal bere irresponsabile nonostante le innumerevoli campagne condotte negli anni, finalizzate a rendere edotti circa i rischi connessi all’alcool.

Secondo i dati ISTAT, nel 2016 sono stati 5876 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli convolti è risultato essere in stato di ebbrezza. In stretta correlazione con tali incidenti è l’aumento registrato dei consumatori di alcool. Se infatti è rimasta stabile la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche (21,4% della popolazione), è invece risultato in crescita il numero dei consumatori occasionali di alcool, attualmente il 43, 3%.

Maggiormente coinvolti dal fenomeno occasionale sono i giovani (18-24 anni) tra i quali va diffondendosi il modello americano del Binge Drinking ovvero dell’abuso di alcool concentrato in singole occasioni. Tale fenomeno comporta un consumo di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica soluzione e secondo i dati ISTAT principalmente quando si è a casa di amici, nei bar, pub, pizzerie, discoteca, in strada. Si bevono soprattutto birra e vino e in aggiunta, aperitivi e superalcolici.

Alla base del Binge Drinking vi è indubbiamente l’incosciente desiderio di sentirsi più sicuri e disinvolti, nella convinzione che girare con un bicchiere in mano (spesso poi non è uno) renda la propria persona maggiormente interessante agli occhi altrui. Purtroppo lo stato di euforia, unitamente alla mascherata sicurezza raggiunta con l’alcool, non offrono ai consumatori la reale percezione dei rischi ai quali si va incontro, quando al termine della serata si deve rientrare a casa e magari percorrere diversi chilometri, per di più se neopatentati. Giova dunque ricordare quali sono gli effetti dell’alcool alla guida.

Esso agisce su diverse funzioni cerebrali (percezione, attenzione, elaborazione, valutazione ecc.) con effetti diversi correlati alla quantità di alcool presente nel sangue, cioè al tasso alcolemico. Il tasso di alcool si misura in grammi di alcool per litro di sangue. I primi effetti negativi si riscontrano già con valori di 0,2 g/litro ma è con un tasso di 0,5 g/litro che cominciano ad essere compromessi il campo visivo laterale, i tempi di reazione, la resistenza all’abbagliamento, il coordinamento psicomotorio.

Con un tasso dello 0,8 g/litro risulta compromessa anche la capacità di valutare le distanze e ad un tasso superiore i sintomi si aggravano ulteriormente, con comparsa di euforia e completa sottovalutazione dei pericoli nonché scoordinamento dei movimenti (ad esempio si accelera invece di frenare).

La domanda che sorge spontanea dalla lettura di questi dati è: “Come si raggiungono questi valori?”.

La risposta non è semplice perché dipende dal contenuto di alcool delle bevande, dal modo in cui si beve (durante i pasti o lontano dai pasti), dal sesso, dall’età del soggetto, dalla sua abitudine a bere alcolici.

In tutti i casi, si stima che 1-2 unità alcoliche siano sufficienti a raggiungere e superare il limite consentito dello 0,5 g/litro. In Italia è infatti tollerato un tasso alcolemico dello 0,5 g/litro ad eccezione dei neopatentati (da meno di tre anni) e dei guidatori professionisti che svolgono attività di trasposto di merci e persone, per i quali vi è “tolleranza zero”. Stesso limite dello 0,5 g/litro è previsto dalla Germania, mentre alcuna tolleranza è prevista nella Repubblica Ceca, in Ungheria, in Romania e Slovacchia.

A tollerare il maggiore tasso alcolemico è invece l’Inghilterra con lo 0,8 g/litri anche se è in corso un procedimento di adeguamento all’Unione Europea onde consentire una riduzione significativa degli incidenti stradali che ivi si verificano.

Quali sono le sanzioni previste in Italia per superamento del tasso alcolemico consentito?

A seconda della percentuale di alcool riscontrata, in aggiunta alla perdita dei punti sulla patente, sono previste multe, sospensioni di patente, reclusione. Ad esempio, nel caso in cui venga riscontrato un tasso da 0,51 g/litro a 0,8 g/litro, sono previste una multa e la sanzione accessoria della sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Da 0,81 g/ a 1,5 g/litro, configurandosi il reato penale, è previsto l’arresto fino a 6 mesi oltre la multa e la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi ad un anno. Sanzioni maggiori sono applicate al crescere del tasso alcolemico fino alla reclusione prevista per il caso dell’omicidio stradale quale evento della guida in stato di ubriachezza, con pene detentive maggiori a secondo del tasso riscontrato. Aggravanti sono altresì previste in caso di fuga e aumenti di pena se si provoca la morte di più persone.

Alla luce delle gravi conseguenze alle quali si va incontro ponendosi alla guida in stato di ebbrezza –e che purtroppo la cronaca quotidianamente ci consegna- si invitano soprattutto i giovani ad evitare la guida dopo una serata di Binge Drinking (*), con la consapevolezza che la richiesta di far guidare altri non equivale a mancanza di carattere o forza ma piuttosto a grande maturità perché indietro, purtroppo, non si torna.

 

(*) Nota: questa volta il titolista ha predisposto un messaggio più corretto e chiari rispetto all’articolista.

Il messaggio non può essere di “evitare la guida dopo una serata di Binge Drinking”, il messaggio è “O bevi o guidi”.

 

CONTRORADIO

Ad Arezzo sarà vietato somministrare alcol di notte

In preparazione ordinanza ad hoc: dalle 19 alle 7 di mattina in una zona ben definita della città sarà vietato il consumo in strada. Dalle 21 alle 7 sarà vietata la vendita per asporto di alcolici e superalcolici. Infine, dalle una alle 7 sarà vietato somministrare bevande alcoliche nei pubblici esercizi

Giro di vite del Comune di Arezzo contro il consumo di alcolici anche alla luce di episodi violenti verificatisi in città. Come ha spiegato il sindaco Alessandro Ghinelli è in preparazione “un’ordinanza in applicazione del decreto Minniti con cui andremo a ridurre la possibilità di somministrazione e vendita di alcol nel territorio comunale. Inoltre, si intende vietare il consumo per strada di alcolici e superalcolici dalle 19 alle 7 di mattina in una zona ben definita della città. Dalle 21 alle 7 sarà vietata la vendita per asporto di alcolici e superalcolici. Infine, dalle una alle 7 sarà vietato somministrare bevande alcoliche nei pubblici esercizi. Non è una mia volontà unilaterale, è l’intera maggioranza che ha deciso che questi erano i termini da porre. Non possiamo più accettare che durante i fine settimana ci siano persone che hanno perso senno, diano un’immagine negativa della città e mettano a repentaglio la loro salute.

L’ordinanza avrà la durata di un mese dall’emanazione, al termine faremo le opportune valutazioni. E’ un passo faticoso, che susciterà sicuramente polemiche, ma andava fatto”. La vendita per asporto dalle 21 alle 7 e il divieto di somministrazione dall’1 alle 7 è esteso a tutto il territorio comunale” ha spiegato il comandante della Polizia Municipale Cino Augusto Cecchini.

 

IT.RTBH.COM

Quasi il 40% dei russi è astemio: la rivelazione di un sondaggio

16 agosto 2017 RBTH

Secondo il centro Vtsiom, negli ultimi anni è aumentato il numero di persone che non toccano nemmeno una goccia di alcol

Quasi il 40% dei russi è astemio. Lo rivela un sondaggio del centro Vtsiom, secondo il quale negli ultimi anni il numero di persone che non tocca nemmeno una goccia di alcol è cresciuto considerevolmente. Nel 2009 solo il 25% della popolazione aveva dichiarato di non bere, mentre oggi si parla quasi di un terzo della popolazione.

Dal sondaggio emerge anche che il 59% degli intervistati ha dichiarato di bere “di tanto in tanto”, mentre solo l’1% sostiene di farsi un bicchierino (o più) tutti i giorni. Il 44% di coloro che hanno partecipato al sondaggio ha ammesso di aver ridotto la quantità di alcol nell’ultimo anno.

L’80% della popolazione si è detta consapevole dell’effetto negativo che l’alcol ha sulla salute.

A confermare questa tendenza ci pensano anche le vendite di alcolici, nel 2016 diminuite del 13,4% rispetto all’anno precedente.

Infine il ministro russo della Salute Veronika Skvortsova l’anno scorso aveva dichiarato che l’aspettativa di vita media per i russi negli ultimi anni è aumentata e ora è pari a 71,2 anni di età. Tra i fattori di questo miglioramento, secondo il ministro, vi è la diminuzione del consumo di alcol, oltre a uno stile di vita più salutare.

 

LA NUOVA SARDEGNA

Ubriaca al posto di blocco chiama l’avvocato: via la patente a entrambi

Alghero, una donna positiva all’alcoltest chiede l’intervento del legale ma anche lui ha bevuto. Sanzionati dai carabinieri

di Gianni Olandi

ALGHERO. L'ultimo drink con le amiche al termine di una serata piacevole trascorsa su una terrazza con vista mare. Ma è ora di tornare a casa. Sono quasi le tre di notte. La donna saluta, sale sulla sua auto e va verso casa, nella periferia di Alghero. Neanche percorsi 100 metri e trova un posto di blocco, una pattuglia dei carabinieri, con il maresciallo e l'appuntato. Un controllo di routine, uno dei tanti di una calda notte di festa dove in tanti si divertono e altri sono di servizio. «Patente e libretto». La signora mentre recupera i documenti farfuglia qualcosa, non appare proprio lucidissima. Con cortesia i militari, che hanno già capito tutto, le chiedono di sottoporsi all'alcoltest. «Soffi qua dentro». Il risultato è disastroso.

La donna viene invitata a scendere dall'auto e, alcoltest a parte, non sembra proprio molto ferma sulle gambe. Con pazienza e comprensione gli uomini della pattuglia le chiedono di chiamare qualcuno. Un familiare o un amico per recuperare l'auto e accompagnarla a casa, perché lei non potrà guidare. E anche per un bel po’. Infatti, nel frattempo è già a verbale il ritiro della patente. Ma alla donna questo non va giù. Anzi, infastidita, dice ai carabinieri: «Chiamo il mio avvocato». «Faccia pure», le rispondono i militari. La chiamata, a dire il vero, si rivela piuttosto laboriosa perché nel comporre i numeri sul telefonino la donna ha qualche inciampo. Ma alla fine riesce nell’impresa.

Trascorre ancora qualche decina di minuti, siamo intorno alle 4 del mattino, quando improvvisamente la donna vede il suo avvocato che parcheggia l'auto a circa 200 di metri dal posto di blocco. «Finalmente – dice rassicurata dalla vista del suo legale – ma non capisco perché ha lasciato la sua auto così distante». Maresciallo e appuntato si guardano, neanche una parola. Il legale arriva da una festa con amici a cui la donna l’ha strappato, e ad accoglierlo c'è l'etilometro che gli porge uno dei due carabinieri. Lui protesta: «Scusate, sono arrivato a piedi, che bisogno c'è di fare l'alcoltest». Il motivo glielo spiega, sempre con tanta pazienza, il maresciallo: «Avvocato, lei è arrivato in macchina, quella laggiù». Dall'etilometro escono risultati sconfortanti, quasi il triplo del consentito. Altro verbale e un'altra patente prende il volo. Ora la cliente e il suo legale sono tutti e due a piedi. Dovranno chiamare qualcuno che venga a prenderli e recuperare loro e le due auto. Il timore di una figuraccia su larga scala si fa sentire. Ed ecco che spunta la vecchia saggezza degli uomini dell'arma: i militari della Benemerita suggeriscono alla coppia di cercare qualcuno che non sia reduce da una festa. Meglio svegliare, certamente creando un disturbo, un parente o un amico che sta dormendo e quindi è in grado di fornire maggiori garanzie di sobrietà. E così evitare all'alba di Ferragosto di fare il pieno di patenti ritirate.

 

ASAPS.IT

Camionista ubriaco condannato a 18 mesi

La Polizia Stradale ha fermato il 25 luglio 2017 sull'autostrada Brebemi un autista che aveva un tasso alcolemico di 2,8 grammi per litro. Durante il fermo ha aggredito gli agenti.

L'autoarticolato con targa spagnola stava procedendo a zigzag sul tratto della Brebemi che collega Chiari a Rovato ed è stato facilmente notato da una pattuglia della Polstrada di Chiari, in un periodo d'intensi controlli su questa autostrada. Gli agenti lo hanno fermato e l'autista li ha aggrediti, in un evidente stato di alterazione psicofisica, al punto che hanno dovuto ammanettarlo. Al controllo con l'etilometro, gli agenti hanno rilevato un tasso alcolemico di 2,8 grammi per litro, mentre alla guida di un camion deve essere zero.

Dopo avere portato l'autista nel comando della Polstrada, dove ha continuato a dare in escandescenze, gli agenti gli hanno contestato la guida in stato di ebbrezza, ma anche resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Al processo per direttissima, il camionista è stato condannato a 18 mesi di carcere, con sospensione della pena, 4mila euro di multa e sospensione della patente per due anni.

da trasportoeuropa.it

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