Rassegna del 16 Agosto 2017

LA PROVINCIA DI LECCO

Rogeno, spara in casa con il fucile

Tre feriti, anche una bambina

Il fatto nella notte, nessuno dei coinvolti è in gravi condizioni: l’uomo era alterato dall’alcol

Momenti di tensione nella notte in un’abitazione a Maggiolino di Rogeno dove un uomo ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, un fucile da caccia, con cui ha ferito in modo non grave (15 giorni di prognosi) i presenti: due giovani e una bambina di 6 anni. (*) Sono stati tutti trasportati in ospedale e medicati.

Lo stato psicofisico dell’uomo era evidentemente alterato da uso di alcol, è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Merate che l’hanno portato in caserma per gli accertamenti e la ricostruzione dei fatti: risulta che sia stato denunciato per lesioni aggravate dall’uso di armi.

 

(*) Nota: le cronache riportano tante tragedie conseguenti al bere.

Ma anche moltissime QUASI tragedie, ovvero stragi sfiorate per un soffio, magari per un colpo di fortuna, o per un rapido e provvidenziale intervento da parte delle Forze dell’Ordine..

 

COSENZA CHANNEL

Ubriaco accoltella giovani, arrestato dai carabinieri

Al termine di una lite per futili motivi, in evidente stato di ebbrezza alcolica, l’uomo si è procurato un coltello e ha aggredito i giovani.

I carabinieri di Santa Maria del Cedro (Cs) hanno fermato un uomo di 33 anni, ritenuto responsabile di un accoltellamento ai danni di alcuni giovani. Al termine di una lite per futili motivi, in evidente stato di ebbrezza alcolica, l’uomo si è procurato un coltello e ha aggredito i giovani, che sono riusciti a immobilizzarlo e a chiamare i carabinieri. Trasportati poi presso il pronto soccorso, è stato appurato che le vittime hanno riportato ferite giudicate guaribili in sette giorni.

 

PESCARAPOST

Ubriaco, picchia la madre e poi aggredisce e ferisce 2 poliziotti

Pomeriggio di violenza a Ferragosto a Pescara, dove un giovane, ubriaco, ha prima picchiato la madre, e poi ha aggredito dei poliziotti, ferendoli, prima di essere arrestato dagli agenti.

L’episodio è avvenuto intorno alle ore 17:30 di ieri, martedì 15 agosto, in via Canova, nella zona nord della città, e a finire in manette è stato O.R., 24enne di nazionalità rumena già noto alle autorità.

Il giovane dovrà rispondere delle accuse di resistenza, violenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale.

Tutto ha avuto inizio quando un equipaggio della Squadra Volante è intervenuto in via Canova in seguito alla segnalazione di una lite in famiglia in corso nella strada in questione.

Giunti sul posto gli agenti hanno scoperto che il 24enne, in stato di ebbrezza alcolica, avrebbe iniziato a picchiare sua madre al culmine di una lite scoppiata al termine del pranzo di Ferragosto.

All’arrivo degli agenti il giovane si sarebbe rifiutato di allontanarsi, fronteggiando i poliziotti.

Non senza difficoltà, i poliziotti sarebbero riusciti a far salire il 24enne all’interno dell’auto di servizio, per accompagnarlo in Questura.

All’interno dell’abitacolo il giovane avrebbe iniziato a inveire contro i poliziotti, e le minacce sarebbero sfociate in una vera e propria aggressione una volta sceso dalla vettura.

Il 24enne, nell’aggressione, avrebbe ferito due dei poliziotti presenti, prima di essere nuovamente bloccato e arrestato.

Il protagonista della vicenda è stato poi posto agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima previsto oggi.

 

LECCEPRIMA

Ubriachi nella notte di Ferragosto, il 118 impegnato in una trentina di interventi

Numerosi i ragazzi che, nelle ultime ore, hanno dovuto richiedere soccorso. I casi soprattutto durante un concerto a Gallipoli, ma anche a Lecce ed Otranto

LECCE  - C’è chi ha festeggiato e chi invece, di turno, è stato costretto ad intensificare il proprio lavoro. La beffa del Ferragosto è toccata al personale del 118 salentino, costretto a poco meno di una trentina di interventi in poche ore, per prestare soccorso agli ubriachi della notte.

Tanti, infatti, i ragazzi che hanno abusato di bevande alcoliche, accusando malori a partire dalla mezzanotte. Gli operatori del 118 hanno pertanto dovuto utilizzare i propri mezzi soprattutto per prestare aiuto a una decina di spettatori di un concerto a Gallipoli, gli altri divisi tra il litorale di Otranto e la città di Lecce. Fortunatamente, non si sono verificati casi di coma etilico ma qualcuno, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, ha accusato sintomi preoccupanti.

Profonda indignazione, intanto, per l’ennesimo post Ferragosto all’insegna di soccorsi ad ubriachi che, con un briciolo di buon senso in più da parte dei cittadini, si sarebbero potuti evitare. Il fenomeno, del resto, non è nuovo alle cronache salentine. Tanto che poco meno di un mese addietro, era stato proprio il medico responsabile della centrale del 118, Maurizio Scardia, a puntare il dito contro questo genere di interventi. Soccorsi che sottraggono risorse, ambulanze e infermieri a emergenze ben più serie.

 

PRIMONUMERO.IT

Boom di minorenni ubriachi in Pronto Soccorso: le notti estive dei ragazzini tra cocktail e birre

In questi giorni, a ridosso di Ferragosto, tanti i caso di abuso di alcol approdati nel reparto di Medicina d’Urgenza del San Timoteo. Sono soprattutto gli under 18 protagonisti di un fenomeno dilagante, che riguarda sia i maschi che le femmine.

Il consumo di birra e soprattutto superalcolici è eccessivo fra i minori, eppure come riferiscono medici e infermieri i genitori che vanno a riprendersi i figli sono poco consapevoli.

Termoli. Dalla notte di San Basso con i falò e i rave sulla spiaggia di Rio Vivo alla settimana di Ferragosto: è il periodo di maggiore affluenza nel Pronto Soccorso di Termoli non solo di feriti per incidenti e cadute e pazienti affetti dalle patologie più svariate legate al caldo e all’estate, ma anche di giovani e giovanissimi che rischiano il coma etilico.

Così, come già accaduto la notte dei falò, anche in questi giorni cruciali per l’estate sono numerosi i minorenni portati nell’ospedale del San Timoteo privi di sensi o in stato di semi-coscienza per colpa di sbornia a base soprattutto di superalcolici. E non solo ragazzi, ma anzi soprattutto ragazze. Anzi: ragazzine di 15 e 16 anni, che a tarda notte, dopo una serata a bere in compagnia, vengono caricate dalla ambulanza su richiesta degli amici oppure, come accaduto proprio nei giorni scorsi, di qualche passante che ha notato una teen-ager a terra sul lungomare, probabilmente "scaricata" dalla stessa comitiva che si è dileguata per non avere guai con i familiari quando ha visto che la situazione rischiava di degenerare.

«Non si tratta propriamente di coma etilici - confermano dal nosocomio adriatico - ma poco ci manca. Sono seri abusi di alcol che comportano, nei casi più gravi, la perdita di coscienza».

Intossicazioni da birra e drink, soprattutto cocktail pesanti il più delle volte serviti in alcuni bar di Termoli senza quella cautela che sarebbe necessaria, vista anche l’esistenza di una ordinanza che impedisce la somministrazione di alcol ai minorenni. (*) Cicchetti, miscugli colorati a base di gin e rum, campari e prosecco a volontà, mojito, vodka redbull o vodka lemon. Tutta roba extra extra strong che può facilmente portare al coma etilico, soprattutto fra soggetti che non sono avvezzi più di tanto all’alcol o che hanno un organismo più fragile, come il caso delle giovanissime.

Così le serate estive si trasformano in bravate che rischiano di finire nel modo peggiore. E la presenza massiccia di bottiglie di birra vuote e bicchieri di plastica con i resti di ghiaccio sciolto e cannucce nei luoghi della movida dei teen-ager testimoniano la diffusione massiccia del fenomeno alcolico fra i ragazzini termolesi.

Una diffusione spesso ignorata o sottovalutata dagli stessi genitori, che come riferiscono alcuni medici e infermieri, «quando vanno a riprendersi i figli tendono a difenderli e a credere a fantasiose versioni di intossicazioni alimentari e emicranie», che in realtà ben poco hanno a che vedere con la vera causa del ricovero ospedaliero.

Dalla passeggiata dei trabucchi alla passeggiata di Rio Vivo, da Pozzo Dolce a Via Ruffini e alla piazzetta fino alla spiaggia, che in questo periodo è particolarmente frequentata nelle ore serali e notturne dagli stessi ragazzini che prolungano a oltranza gli happy hour pomeridiani fino a tarda notte. Così in ospedale, specialmente nel fine settimana o al ridosso delle feste, si registra una processione di malori dovuti proprio all’abuso di alcol. Come sta accadendo in questi giorni appunto.

 

(*) Nota: non si tratta di un’ordinanza, ma di una legge dello Stato italiano.

 

ALTARIMINI

Ferragosto, in sei ricoverati per abuso di alcool.

Undici gli incidenti stradali e tanti arresti per droga

Sono stati 4 i ricoverati all'Ospedale di Rimini e 2 a Riccione per abuso di sostante alcoliche la notte della vigilia di Ferragosto. Un solo caso di accesso al pronto soccorso invece per uso di sostanze stupefacenti a Riccione mentre il numero più rilevante è quello degli incidenti stradali complessivi tra Rimini e Cattolica per cui 11 persone sono finite in Ospedale. Nessun incidente invece causato dai tradizionali "gavettoni" il lancio dell'acqua come da tradizione in Riviera tra il 14 e il 15 agosto. Litorale blindato dalle forze dell'ordine, che tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza hanno garantito la sicurezza da Bellaria a Misano dove si sono svolti oltre 26 eventi in contemporanea. A Riccione ci sono state 12 mila persone per il concerto del viciniore di Sanremo, Francesco Gabbani. Sul fronte della sicurezza, numerosi gli arresti soprattutto per spaccio di droga e i sequestri di sostanze stupefacenti. La polizia ha infatti rinvenuto nascosti presso la spiaggia libera di Miramare 160 grammi di marijuana e la squadra mobile ha fermato due persone in possesso di 17 dosi di ketamina e tre grammi tra Mdma e hashish. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, in servizio davanti alla maggiori discoteca tra Rimini e Riccione hanno sequestrato circa 100 gr di sostanze stupefacenti consistenti in marijuana, hashish, speed, cocaina, ecstasy, anfetamine. Nel complesso sono stati segnalate 9 persone ai prefetti di competenza, un ragazzo è stato denunciato e piede libero e un giovane di Forlì è stato arrestato per spaccio perché trovato in possesso di un bilancino di precisione, un tritaerba, 50 minibustine in plastica, e circa 60 gr di sostanza stupefacente. Arresti anche per i carabinieri di Rimini che ieri hanno fermato un cittadino marocchino di 42 anni dopo anche aveva rubato un cellulare ad una turista francese al bagno 110. Denunciati invece a piede libero due riminesi di 44 anni per aver rubato una bici a Viserba. 

 

ASCOLI SETTE

Ferragosto: multati locali che vendevano alcol a minori

Ferragosto relativamente tranquillo in Riviera. Il dispiegamento di forze al fina di tutelare l’ordine pubblico, voluto dal sindaco Piunti, ha portato a risultati concreti. Multati alcuni locali della movida per aver servito alcolici a minorenni e perché i loro clienti disturbavano la quiete pubblica. Le forze dell’ordine hanno altresì ritirato la patente ad un giovane fermato in via Piemonte mentre procedeva con la sua auto in contromano. 

 

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DA FACEBOOK

Lettera aperta a Vasco Rossi

Dalla libertà alla responsabilità: ma davvero io sono padrone della mia vita?

di Alessandro Sbarbada – 16 agosto 2011 (*)

Caro Vasco,

sono uno come tanti, che ti ascolta da 30 anni, si è emozionato e si emoziona con la tua Musica, che ti stima persona intelligente e straordinariamente sensibile, in grado di trasmettere energia da un palco come pochi sanno fare (per il mio gusto personale, in Italia solo la PFM, e so che l’accostamento non ti dispiace).

I tuoi testi, le tue prese di posizione, raffrontate alle mie esperienze di vita, mi hanno fatto molto riflettere.

Oggi mi farebbe piacere se tu dedicassi qualche minuto del tuo tempo alla lettura di questi miei pensieri, che non hanno pretesa di verità: è solo un punto di vista, che cerco di motivare, e metto a disposizione per un confronto, nel rispetto verso chi ha idee differenti.

Per oltre vent’anni della mia vita, mi sono arricchito, al servizio nei Club alcologici territoriali, dell’incontro e del percorso al fianco di famiglie che hanno vissuto pesanti sofferenti legate al bere vino, birra e altri alcolici.

In queste famiglie ho incontrato persone straordinarie, che mi sono amiche: molti, la gran parte, ce l’hanno fatta, e oggi stanno bene, ma ho anche vissuto molti funerali.

Ho continuato a frequentare queste ultime famiglie DOPO il funerale, anche da lì nasce questa mia riflessione odierna.

Lungi da me il giudicare chi si lascia invischiare dalle bevande alcoliche o dalle droghe illegali: ho il massimo rispetto per loro, che pagano e hanno duramente pagato in prima persona per le loro dolorose esperienze di vita: in molti di loro ho riconosciuto sensibilità fuori dal comune, ho incontrato talenti talora sprecati da esistenze troppo sofferenti.

Ho imparato, Vasco, che c’è ben poco fascino in un fegato spappolato e nello stile di vita che lo circonda: lì c’è solo sofferenza, sofferenza personale, familiare, sociale.

Vengo al punto.

Questione centrale di molte tue riflessioni su facebook è la tua appassionata difesa della libertà di ciascuno di fare le scelte che crede, quali che siano, laddove questo non danneggia il prossimo: ecco, io penso che nessun uomo sia un’isola, ogni mio comportamento ha ricadute nelle vite di altre persone.

Tu stai pagando ancora in sofferenza umana la morte del tuo amico Massimo Riva, e sono certo che come te stanno ancora soffrendo, dopo più di dieci anni, molte altre persone a lui care.

Massimo, come i tanti Massimo che ho incontrato io, NON ERA LIBERO di fare le scelte che voleva, per almeno due ragioni: la prima è che chi si trova invischiato dalle droghe, legali o illegali, perde la libertà di scegliere per davvero. La seconda è che ciascuno di noi ha delle responsabilità verso chi lo circonda.

Nel mio personale mondo di dubbi, una certezza ce l’ho: i miei Massimo, il tuo Massimo, oggi, sarebbero dispiaciuti nel sapere la sofferenza che hanno causato, e continuano a causare, a te come a molti loro cari, cui hanno voluto bene, sofferenza nel nome di questa che a me pare una FALSA libertà, di fare di noi stessi ciò che ci pare.

Dal momento che nasciamo, entriamo in relazione con altre persone, e questo fa sì che diveniamo, volenti o nolenti, responsabili anche nei confronti degli altri.

Io oggi so di non essere padrone della mia vita, ancora meno lo sono dal momento che mi sono assunto la responsabilità di essere genitore.

Questa responsabilità non la vivo come una catena che mi tiene legato, ma come la giusta, naturale contropartita dell’amore e dell’affetto che mi legano a chi mi circonda.

Questa visione delle cose mi porta a volere bene a me stesso, a rispettare il mio corpo e la mia vita, tenendomi alla larga dalle droghe, legali e illegali, e dai comportamenti rischiosi, e NON PER QUESTO GODENDOMI DI MENO l’esistenza, godimento in cui la Musica – compresa la tua - conserva un posto in prima fila.

Ecco perché io sono favorevole all’obbligo del casco in motorino, alle cinture di sicurezza sempre allacciate, alle pattuglie con gli etilometri per le strade, che mi tutelano, togliendo patenti a chi, mettendosi al volante in condizioni non idonee, mette a repentaglio la sicurezza propria e altrui.

Questo oggi è il mio modo di vedere la questione, che condivido qui, a disposizione di chi ha piacere di discuterlo.

Con affetto e riconoscenza per le grandi emozioni che ci continui a donare, ti saluto.

Alessandro Sbarbada

 

(*) Nota: oggi i giornali non sono in edicola.

Approfittando dello spazio libero in rassegna, ho pensato di pubblicare una lettera che avevo scritto sei anni fa su facebook.

Sperando possa essere stimolo di qualche riflessione.

Alessandro

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