Rassegna del 13 Agosto 2017

NOTIZIE TISCALI

Ubriaco al volante e impegnato al telefono, tampona e uccide un giovane avvocato

L’uomo, un peruviano di 34 anni con precedenti per guida in stato d'ebbrezza con conseguente ritiro della patente, è stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale aggravato

Redazione Tiscali

Non solo guidava in stato di ebbrezza ma si era distratto per guardare il cellulare. Così ha provocato un incidente stradale nel quale è morta una persona. Per questo, con l'accusa di omicidio stradale aggravato, il pm di Milano Sara Arduini ha chiesto la convalida dell'arresto e la misura della custodia cautelare in carcere per un peruviano di 34 anni che a Milano, al volante di un van, ha tamponato a velocità sostenuta una Mini Cooper d'epoca ferma al semaforo rosso uccidendo un avvocato di 31 anni. L'incidente stradale è avvenuto venerdì, ma il pm dopo averne accertato l'esatta dinamica ha disposto oggi per l'uomo la custodia cautelare in carcere.

Automobilista aveva un precedente per guida in stato d'ebbrezza

L'automobilista peruviano ha già un precedente per guida in stato d'ebbrezza con conseguente ritiro della patente. Ieri poco prima delle nove, sotto i fumi dell'alcool e distratto dal cellulare mentre guidava un van da nove posti, si è schiantato contro una Mini d'epoca ferma al semaforo rosso, uccidendo il giovane avvocato che era alla guida e che era in attesa che scattasse il verde. Il professionista, Luca Andrea Latella, laurea in Bocconi, legale all'Eni, è morto per le gravi ferite riportate nell'urto. Il peruviano, risultato positivo all'alcol test (1.5 è il tasso rilevato) è stato prima portato a Niguarda per essere medicato, poi a San Vittore.

Cosa prevede la legge sull'omicidio stradale

La legge sull'omicidio stradale, la 41 del marzo 2016, prevede una sanzione penale - già fissata dai 2 ai 7 anni in caso di 'semplice' violazione del codice della strada - da 8 a 12 anni di carcere in caso di guida in stato di ebbrezza grave (con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro) o sotto l'effetto di droghe. Rischia invece la reclusione da 5 a 10 anni l'omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l'incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). Inoltre la pena può aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. La legge sull'omicidio stradale contempla anche altre situazioni derivanti dalla violazione del codice della strada, tra queste la presenza di lesioni gravi. In questo caso se la persona è ubriaca o sotto gli effetti di droghe la pena prevista è da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l'incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

 

IL SOLE 24 ORE

Incidenti stradali mortali in aumento a causa di cellulari e alcool

Quella ad un semaforo milanese è solo l’ultima vittima registrata dalla cronaca quotidiana di un fenomeno sempre più preoccupante: sono più di 800 i morti dall'inizio dell'anno per incidente stradale. E l’aumento è stato costante facendo dei primi sei mesi del 2017 il periodo peggiore dal 2001, con più di 3.000 sanzioni rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso per l'uso del cellulare alla guida.

Crescono le multe anche per il mancato uso delle cinture, la guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di droghe,oltre al mancato utilizzo del casco. Un fenomeno quello della distrazione al volante o la guida in stato di ebbrezza che ha causato proprio il grave incidente milanese, dove un peruviano è stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale aggravato, per aver tamponato a velocità sostenuta una Mini Cooper d'epoca ferma al semaforo rosso e ucciso un avvocato trentunenne, Luca Andrea Latella; l’uomo guidava in stato di ebbrezza e al contempo si distraeva guardando il cellulare.

Incidenti stradali: in aumento sanzioni uso cellulare

Dal primo gennaio a metà luglio si sono verificati 39.049 incidenti, il 3,5% in meno del 2016, quando nelle stesso periodo furono 40.466. Nonostante questo, l'aumento del numero dei morti è costante e si attesta a +2,9% con le vittime passate da 745 a 800. Anche il numero degli incidenti mortali, dal primo giugno al 30 giugno, è passato dai 695 dello stesso periodo dell'anno scorso ai 727 del 2017.

E c'è un altro dato a preoccupare: a fronte di una diminuzione del 10,5% del totale delle infrazioni, con un calo di quelle relative all'eccesso di velocità del 26,8%, sono aumentate del 15,1% quelle per l'uso del cellulare alla guida (dalle 23.011 elevate dal 1 gennaio al 30 giugno 2016 si è passati alle 26.948 del 2017). Telefonino che, per gli esperti della Polizia Stradale, resta la prima causa di distrazione.

Infine, per quanto riguarda l'omicidio stradale, dall'entrata in vigore della legge che lo prevede, a marzo del 2016, sono state denunciate 479 persone e 32 arrestate. Secondo i dati della polizia stradale, dal 25 marzo 2016 al 25 giugno 2017 si sono verificati 67.711 incidenti, 894 dei quali con esito mortale. Di questi ultimi, nel 53% dei casi (479) è scattata la denuncia per omicidio stradale. I casi più gravi, quelli che prevedono fino a 12 anni di carcere, sono stati il 5,3% del totale.

 

BRESCIAOGGI

«Alcool e droga, giovani senza controllo»

Uno «shottino» tira l'altro, poi mettici lo spinello, magari una «pasticca» e il mix è fatto. Alcool e droghe, binomio ad alto rischio.

In provincia di Brescia sono stati più di 400 i giovani under 20 che nel 2014-2015 – ultimo dato Ats disponibile – hanno fatto uso di cannabis. Di questi, 183 minorenni. Ma il numero fa riferimento solo a coloro che sono ricorsi alle cure e non è rappresentativo del consumo effettivo.

A confermare che la cannabis è la sostanza stupefacente più abusata in Italia nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni è anche il rapporto europeo Drugs and Drug Addiction; seguono cocaina ed Mdma. Quanto all’uso di bevande alcoliche, le prime sbronze si registrano tra studenti delle medie mentre il «binge drinking», l’assunzione smodata di alcool, è un fenomeno allarmante tra gli adolescenti. «I giovani si stordiscono per essere accettati dal gruppo, per rilassarsi, per essere meno insicuri...», riportano autorevoli studi sulle dipendenze che cercano di fotografare un disagio sociale in continua crescita. «Bevo per divertirmi e stare bene con gli amici, per piacere agli altri, per eliminare i pensieri» spiegano loro. Ragazzi e ragazze, spesso, bevono «perché così fan tutti» e assumono droghe perché sono convinti di poter smettere quando vogliono. Cercano l'indipendenza, trovano la dipendenza. Una dipendenza così mascherata e meschina che inganna. Fino a quando la serata in discoteca non degenera, concludendosi in un letto di ospedale.

È ACCADUTO al 18enne che il 5 agosto è stato ricoverato per un mix di alcool, cannabinoidi ed ecstasy dopo la serata trascorsa al Number One di Corte Franca. Per il locale, aperto dal lontano 1977, è scattato il provvedimento di chiusura da parte del questore. Quindici giorni di «silenzio» perché secondo gli inquirenti la discoteca era diventata «un punto di riferimento per persone pericolose, orbitanti nell’ambiente dello spaccio e del consumo smodato di sostanze stupefacenti e psicotrope». Un provvedimento che sta sollevando reazioni – prima fra tutte quella dei gestori del Number One che l'hanno definito “inaccettabile”, ribadendo le misure messe in campo per combattere l'uso di stupefacenti – e innescando riflessioni. «Che colpa ha la gestione del locale se dei giovani comprano la droga e poi decidono di consumarla, se hanno deciso di ubriacarsi bevendo fino al coma etilico o decidono di regolare le loro dispute amorose a suon di pugni o peggio con l'uso di armi improprie?» chiede in un comunicato Domenico Zucchi, presidente provinciale del Silb Fipe, l'associazione italiana locali da ballo. Il Silb Fipe chiede, quindi, che chi fa uso di sostanze stupefacenti o alcool fino ad arrivare al necessario intervento di personale medico, sia soggetto a una sanzione pecuniaria e obbligato a un percorso di recupero sanitario come accade a chi alla guida di un veicolo sia stato trovato in possesso di tasso alcolico eccessivo. «Non commentiamo la scelta del questore di sospendere la licenza, sicuramente dettata da una serie di indagini ineccepibili, ma non possiamo stare in silenzio di fronte a questo fatto che riguarda il mondo del pubblico spettacolo», interviene Power Emergency, la società guidata da Luca Fanti e Andrea Botti che offre alle discoteche - tra cui il Number One - un’assistenza organizzata con medici e infermieri grazie a postazioni pronte a dare soccorso a giovani che accusano malesseri. «Qual è il risvolto educativo che la questura vuole passarci?» chiede la società in un comunicato, bollando la sospensione della licenza come «non educativa, peggio ancora deleteria per quelle discoteche che nell'onestà cercano quotidianamente di ridare dignità a un mondo che spesso è colpito da un'opinione pubblica frivola e poco costruttiva». Ad auspicare una più sinergica collaborazione tra tutti gli attori che gravitano attorno al «mondo della notte» è invece Giovanni Zoccatelli, presidente della Cooperativa di Bessimo che si occupa anche di persone con problemi di dipendenza e minori in difficoltà. «Le droghe e l’alcool sono diventati merce di consumo come tanti altri prodotti, un elemento molto rischioso perché abbassa la soglia di rischio», spiega Zoccatelli, per il quale sarebbe opportuno «essere presenti come operatori all'interno dei locali ed entrare in relazione con i ragazzi, informandoli sulle sostanze che assumono. Spesso il giovane è consapevole dei rischi, ma è convinto che a lui non possa mai capitare nulla di male, di poter gestire la situazione».

«CI VORREBBE forte collaborazione con i gestori dei locali. Sarebbe opportuno aumentare le risorse a disposizione per progetti di prevenzione con operatori specializzati all’interno delle discoteche. Ovviamente non sarebbe un intervento risolutivo, ma un passo utile», fermo restando il dialogo tra giovani e genitori, che deve sempre restare aperto. «L’esperienza adolescenziale è quella in cui i giovani cercano di crearsi un loro mondo, spesso vietato agli adulti. Si formano due mondi paralleli, sarebbe ingiusto criminalizzare i genitori anche perché i giovani che eccedono con alcool e droghe spesso non provengono da famiglie problematiche. Sono figli di tutti noi», sottolinea Zoccatelli, che parla di «fenomeni sociali trasversali a qualsiasi categoria».

Paola Buizza

 

SAVONENEWS

sabato 12 agosto 2017

Ordinanza anti-alcool a Finale Ligure, Tiziana Cileto: "Chi reprime non sa educare"

Parla il medico e rappresentante dell'associazione "Per Finale": "L'alcoolismo giovanile è un grave campanello d'allarme che si affronta offrendo stimoli e opportunità, non divieti"

Si fa sempre più vivace il dibattito su quella che a Finale Ligure è stata soprannominata “l’ordinanza anti alcool”. Una nuova polemica nasce dalla dichiarazione di Marinella Geremia, capogruppo di Finale Sempre, che afferma “Così com’è il regolamento è troppo restrittivo, va ripensato”. E il sindaco Ugo Frascherelli, attraverso una pagina sui social network, replica: “L’ordinanza ha avuto effetti e conseguenze benefiche e viene sostanzialmente rispettata”.

Quest’ultima frase scatena l’indignazione di Tiziana Cileto la quale, oltre a essere medico, è impegnata nell’associazione Per Finale (nata come lista civica ma diventata nel tempo un vero e proprio gruppo impegnato nel sociale). Afferma Cileto: “Siamo di fronte a una Amministrazione che usa il polso e non l’educazione. Questo percorso è iniziato con una multa a uno skater, a bordo di quello che, in una precisa circostanza, fu definito ‘mezzo a propulsione umana’, poi si è passati all’ordinanza contro gli schiamazzi, ora stop all’alcool dopo le 20.

Da medico tengo a sottolineare che l’abuso di alcoolici è un problema sociale e sanitario, che affonda le sue origini nei problemi in famiglia, nella scuola, in vari contesti di disagio sociale e, come tale, non può essere risolto con un divieto, ma richiede un preciso percorso educativo e di sensibilizzazione, fin dalla più giovane età”. (*)

Prosegue Tiziana Cileto: “Chi vieta è incapace ad educare e ad aiutare, non stabilisce un dialogo. Ai nostri giovani servono stimoli e non divieti e, purtroppo, a Finale i giovani non hanno niente da fare. Vedo che si organizzano feste ed appuntamenti che si rivolgono ad adulti e famiglie, ma per i giovani servono discoteche, cinema, spazi di aggregazione, eventi mirati capaci di coinvolgerli”.

Conclude la portavoce di Per Finale: “Risolvere il problema dell’alcoolismo con un’ordinanza è esattamente come quelli che mettono la castagna secca in tasca per non prendere l’influenza o si fanno ‘segnare’ da qualche santone per curare il fuoco di S. Antonio. Per favore, ricordiamoci che l’alcoolismo è una cosa seria, un campanello d’allarme di un disagio sociale più vasto. Quindi smettiamo di vedere i giovani come se fossero problemi ma diamo loro delle soluzioni. E il Sindaco si ricordi che è primo responsabile della salute pubblica, prima ancora dell’assessorato competente”.

 

(*) Nota: la scarsa formazione dei medici sui problemi alcol correlati è un problema storico dell'organizzazione sanitaria. Un chiaro segnale della scarsa informazione è il considerare l'alcolismo come l'unica espressione dei problemi alcol correlati. I provvedimenti per limitare il consumo di alcolici non sono delle misure per prevenire o curale l'alcolismo, ma pensate per evitare le conseguenze di un bere per lo più occasionale.

 

GIORNALE DI VICENZA

Divieto alcolici a Campo Marzo I negozi: «Ingiusto»

VICENZA. I frigoriferi delle birre sono rimasti vuoti ieri all’Asia African Market di via Gorizia e al Trading Lu di via Battaglione Monte Berico. È l’effetto dell’ordinanza comunale entrata in vigore l’altro giorno, come conseguenza delle risse avvenute nelle scorse settimane con cocci di bottiglie di vetro nella zona di Campo Marzo tra persone che, secondo la polizia locale, frequentano quotidianamente le due attività gestite da cittadini di origini cinesi. I titolari hanno dunque subito ottemperato al provvedimento (in caso contrario rischierebbero, secondo il codice penale, l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro), pur ritenendolo «ingiusto». «Non siamo gli unici a vendere birra qui in zona - è la loro difesa - e questa ordinanza è stata una sorpresa», aggiungendo di «stare pensando a un ricorso».

L’ordinanza, a dire la verità, vieta la “vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione a partire dalle ore 10 e fino alle ore 7 del giorno successivo”. Ma per comodità bottiglie e lattine sono proprio scomparse dagli scaffali del banco frigo.

«Anche perché - spiega Yiley Jin - nessuno veniva a prendersi la birra al mattino presto. Ma non è giusto che paghiamo solo noi dell’Asia African Market. Non è colpa nostra se qualcuno viene qui, poi va ad ubriacarsi a Campo Marzo e a fare risse. Non sappiamo quello che succede fuori, noi siamo dei commercianti: compriamo la merce, la rivendiamo, abbiamo dei guadagni e paghiamo le tasse».

Il ricorso può essere presentato al Tar entro 60 giorni, oppure al presidente della Repubblica entro 120. «Ci stiamo pensando, mia madre vorrebbe farlo - comferma Jin -. Io non ne sono così sicura, anche perché l’ordinanza vale solo per un mese. Ma comunque per noi, ripeto, non è giusta».

Discorsi analoghi anche da Trading Lu, dove già prima dell’ordinanza alcuni cartelli invitavano i clienti a “non bere alcolici all’interno e fuori dal negozio. Accomodatevi a casa vostra, grazie”.

«Abbiamo tanti clienti normali, famiglie che vengono qui a comprarsi una birra per poi berla a casa - spiega la moglie del titolare Lu Jian -. Siamo qui in Italia da trent’anni, abbiamo gli stessi diritti e doveri di qualsiasi altro commerciante. Già ci avevano vietato di vendere alcol l’anno scorso, ma non è servito a niente. Rispettiamo le leggi, come tutti, e vogliamo solo essere lasciati in pace. Non siamo gli unici fornitori di birra di Campo Marzo: la vendono anche i supermercati poco lontano da noi. Ma rispettiamo l’ordinanza del Comune».

Il provvedimento, secondo il Comune, va ricondotto agli episodi di insicurezza e degrado urbani a Campo Marzo, legati sia allo svolgimento di attività illecite (spaccio di stupefacenti) sia all’eccessivo consumo di bevande alcooliche da parte di persone senza occupazione. L’ordinanza non scatta a caso, perché gli indirizzi dei due esercizi commerciali ricorrono molto spesso nei passaggi delle pattuglie antidegrado della polizia locale che dall’inizio dell’anno al 7 agosto nelle zone limitrofe sono intervenute 993 volte (di cui 466 tra viale Roma e Campo Marzo), staccando 162 verbali per detenzione e consumo di alcol in aree pubbliche a 32 per ubriachezza in luogo pubblico. L’utilizzo delle videocamere ha permesso ai vigili urbani di ricostruire che chi beve alcol a Campo Marzo lo compra proprio in questi esercizi “low cost”. E che il consumo di alcolici sia una concausa dei recenti episodi, lo conferma il fatto che gli ultimi ferimenti a Campo Marzo hanno visto l’utilizzo di cocci di bottiglia come armi. La necessità di una stretta era stata indicata anche dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 31 luglio. I negozianti interessati, però, non ci stanno.

Paolo Mutterle

 

ANSA

Chiusa discoteca Number One Brescia

Provvedimento Questore per "Number One" dopo ennesimo episodio

BRESCIA, 11 AGO - Il questore di Brescia Vincenzo Ciarambino ha disposto la chiusura temporanea della Number One di Cortefranca, storica discoteca aperta nel 1977. La sospensione della licenza per 15 giorni è scattata dopo che sabato scorso un 18enne era stato ricoverato in ospedale per intossicazione da alcool, anfetaminici, cannabinoidi ed ecstasy.

"Si tratta solo dell'ultimo episodio" fanno sapere gli inquirenti. Molti anche i casi di violenza che si sarebbero verificati all'interno della discoteca "diventata un punto di riferimento per persone pericolose, orbitanti nell'ambiente dello spaccio e del consumo smodato di sostanze stupefacenti e psicotrope" spiegano i carabinieri di Chiari che hanno eseguito l'ordine di chiusura del locale. A luglio i gestori erano stati multati per una serie di contravvenzioni per violazione della normativa inerente il lavoro nero e la somministrazione di bevande a minorenni. Nel 1999 nel piazzale del Number One era morto un 19enne dopo aver ingerito una pastiglia di ecstasy.

 

VIVERESINIGALLIA

Minori in coma etilico durante la movida: è caccia al locale che somministra alcool illegalmente

13/08/2017 - Si accascia a terra e va in coma etilico sul lungomare Alighieri dopo aver bevuto alcol. Vittima del malore una ragazzina minorenne. Ora è caccia al locale che somministra alcolici ai minorenni.

Sabato notte durante la movida una ragazzina minorenne si è sentita male dopo aver abusato di alcol. La giovane, priva di sensi, è stata soccorsa sul lungomare Alighieri da un'ambulanza del 118.

Un episodio analogo si era verificato la scorsa settimana, sempre nello stesso tratto di lungomare, e anche in quel caso ad andare in coma etilico era stato un minore. Sul posto sabato notte è intervenuta una pattuglia del Commissariato di Senigallia.

Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Agostino Licari, hanno sentito gli amici della ragazzina per risalire al locale che ha somministrato l'alcol alla minore. Gli inquirenti non escludono che sia lo stesso il locale che somministra alcolici ai minori.

Già alcune settimane fa un altro locale è stato sanzionato per somministrazione ai minori di 18 anni di bevande alcoliche.

 

VENEZIATODAY

Più volte ubriaco al volante, 2 auto sequestrate ma non si ferma: trovato ancora alla guida senza patente

Un automobilista fermato a Marghera e denunciato dalla polizia locale per la terza volta dall'inizio dell'anno. A gennaio, senza permesso di guida, aveva provocato un incidente

Quando gli agenti l'hanno incrociato per le strade di Marghera nei giorni scorsi, alla guida di una Fiat Panda, l'hanno riconosciuto subito, e così hanno deciso di fermarlo per le verifiche del caso. Era proprio lui: S.A., quarantenne del posto già protagonista di gravi violazioni al codice della strada e destinatario di una serie di sanzioni, sempre inflitte dalla polizia locale - reparto motorizzato sicurezza stradale.

L’automobilista non è stato in grado di esibire la patente, visto che gli era stata revocata in precedenza: già nel luglio del 2016 per guida in stato di ebbrezza. Lui, incurante del provvedimento, aveva continuato a guidare. Finché il 13 gennaio di quest'anno aveva provocato un incidente mentre, ubriaco, era al volante di una Renault Clio. Si era beccato una sanzione per guida senza patente (oblabile entro i primi cinque giorni con 3.500 euro), oltre al sequestro dell'auto ai fini della confisca perché si era rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. Per lo stesso motivo era stato denunciato.

Passato poco più di un mese, la mattina del 21 febbraio, sempre nel centro urbano Marghera, lo stesso personaggio era stato notato al volante di una Nissan Micra. Ancora senza patente, ovviamente. Nuovo controllo, nuova violazione riscontrata e sequestro anche di questa seconda vettura. Inoltre denuncia all'autorità giudiziaria, competente a comminare sia l'ammenda da 2.257 a 9.032 euro, sia la pena dell'arresto fino ad un anno prevista per chi reitera nell'arco di un biennio lo stesso reato. (*)

Torniamo quindi all'ultimo episodio, avvenuto in questi giorni di agosto: l’automobilista è stato ancora una volta assoggettato alle stesse sanzioni penali in seguito all'ultimo controllo; tuttavia, in questo caso, riuscirà ad evitare la confisca del mezzo perché non appartiene a lui.

 

(*) Nota: in certi casi occorrerebbe non solamente proibire l'accesso ai veicoli, ma, forse ancora di più, impedire l'accesso agli alcolici.

 

IL VESCOVADO.IT

Atrani, ubriaco alla guida finisce con l'auto tra le scale. Denunciato turista francese

Era ubriaco fradicio il turista francese finito con la propria auto, la scorsa notte, tra le scale della via pubblica sottostanti la Collegiata della Maddalena di Atrani.

12 Agosto 2017 -I Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Amalfi sono intervenuti denunciato l'uomo, E.G., classe 1992, per guida i stato di ebbrezza.

I militari, impegnati in un posto di controllo in piazza Flavio Gioia ad Amalfi, avevano notato quella Fiat 500 con targa francese in direzione Salerno che procedeva in maniera poco lineare, hanno deciso di seguirla per sottoporre il conducente a controllo.

L'auto che continuava la sua stramba marcia sulla Statale 163, giunta ad Atrani, dopo aver attraversato il ponte, ha invaso la corsia opposta finendo nella scalinata di traversa Maddalena. A bordo, oltre al conducente, altri tre giovani d'oltralpe, tutti illesi ma frastornati, tutti in stato di ebbrezza La vettura è stata rimossa, intorno alle 5 e 30 con l'ausilio del carro gru.

Sopraggiunti i Carabinieri, accertavano che tutti i ragazzi erano in stato di ebbrezza.

Sottoposto ad alcooltest, risultando positivo con un tasso superiore a 1,5 g/l, tre volte il consentito, il conducente è stato quindi portato in caserma e denunciato. Per lui, che in Francia aveva avuto problemi dello stesso tipo, sanzione raddoppiata perchè sorpreso durante l'arco notturno.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

LA NUOVA RERIFERIA

23enne ubriaca vaga per Viverone, intervengono 118 e carabinieri

 

ILVOSTROGIORNALE

Savona, ubriachi danneggiano auto e si scagliano contro gli agenti: tre turisti denunciati

 

PICCHIONEWS

Macerata, rissa mattutina fra ubriachi: interviene la polizia

 

CORRIERE ADRIATICO

Civitanova, ubriaco in bicicletta rifiuta il test e aggredisce i poliziotti

TARGATOCN

Ubriaco, insulta e infastidisce i clienti di un supermercato e aggredisce i carabinieri: arrestato un ...

 

IL GIORNALE

Nigeriano ubriaco molesta passanti e aggredisce poliziotto: arrestato

 

AVELLINOTADAY

Ubriaco alla guida provoca un incidente stradale

 

PARMAREPORT

Ubriaco, tenta di investire i poliziotti al posto di blocco, poi prova la fuga

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