Rassegna del 8 Agosto 2017

TRNEWS

Birra e Sound: sette giorni di sicurezza e sano divertimento

LEVERANO –Chiusura col botto (*), per la 13esima edizione di Birra e Sound. Dal primo al 7 agosto il festival della birra più atteso dell’estate salentina ha regalato ogni sera una festa, tra musica convivialità e ottime birre da tutto il mondo, con una new entry: Birra Salento

E ancora, tra i suggestivi allestimenti di Luminarie De Cagna, immancabili gli stand gastronomici, con diverse novità a base di birra…Diversi anche gli appuntamenti con la cultura artigianale, punto di forza dell’edizione 2017, con esperti, mastri birrai e degustazioni guidate.

Birra e Sound è stata ancora una volta un successo di sorrisi, ma anche di sicurezza grazie a un piano ad hoc che ha visto impegnati ogni sera   carabinieri,  militari antiterrorismo e uomini della sicurezza. Una grande squadra pronta a bloccare sul nascere qualsiasi tipo di disordine consentendo di vivere una sette giorni di sano divertimento.

VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=zhCN9xlAR7w

 

(*) Nota: proprio una “chiusura col botto”, per questa Festa della Birra!

Mi occupo di problemi e sofferenze legate al bere da più di 28 anni, con particolare attenzione al mondo dell'informazione da più di 15.

Questo articolo - con relativo video - è la cosa più IGNOBILE che io abbia mai incontrato nel mio percorso.

E vi assicuro che ne ho viste parecchie.

Mentre veniva scritto, una ragazza di 23 anni, per le conseguenze di tutto questo "sano divertimento", giaceva in un obitorio, qualche chilometro più in là.

 

(*) PIANETA LECCE

Schianto dopo il “Birra e sound”: muore una ragazza di 23 anni

Una ragazza residente in Belgio è deceduta questa mattina intorno alle 4 e mezzo, nei pressi di Santa Maria al Bagno. Claudia Manes era in macchina con altri tre amici di ritorno dal “Birra e sound” di Leverano.

Il veicolo sulla quale viaggiava il gruppo di amici, una Volskwagen Up, è uscito fuori strada nei pressi dell’uscita Villaggio Santa Rita di Galatone. La vettura ha sbandato con violenza e dopo l’urto su una rotatoria si è ribaltata e preso fuoco.

I vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli hanno domato il rogo ed estratto i corpi dei tre ragazzi dalle lamiere, assistiti dal ferito meno grave. L’auto è stata completamente distrutta dalla fiammata.

Mattia Greco, il ragazzo che guidava la macchina, è risultato positivo all’alcol test: dall’accertamento medico l’esito è stato di un tasso di 1,3 grammo per litro di sangue.

 

IL MATTINO

Schianto dopo la festa, Claudia muore a 23 anni. Le ultime foto in spiaggia: «Qui era felice»

 

Aveva intitolato l’album delle vacanze “Lecce 2017” e, poche ore prima della sua morte, aveva pubblicato le foto dei suoi primi giorni di villeggiatura trascorsi con la famiglia e gli amici. Claudia Manes, 23 anni residente in Belgio ma originaria di Nardò, era felice di ritornare nel Salento per vivere tanti momenti di spensieratezza con gli amici di sempre.

Le fotografie pubblicate sulla sua pagina Facebook lo testimoniano. Allegra e sorridente, sempre in compagnia delle amiche. A Nardò ci tornava sempre e, nonostante la lontannaza, la conoscevano in tanti. In quei sorrisi, in quelle foto al mare si intravede solo felicità e voglia di vivere, com’è giusto che sia per una ragazza della sua età. Il destino con Claudia è stato proprio crudele.

La giovane è stata strappata alla vita troppo presto, lasciando nei suoi genitori, nei suoi conoscenti e nei suoi amici un vuoto incolmabile.

Sfogliare quell’album virtuale, alla luce dei fatti accaduti, fa rabbia. Una rabbia che si mescola alle lacrime e al dolore. Le persone che le erano vicine lasciano sulla sua bacheca e su quella del fratello Antonio messaggi di cordoglio. «Era felice qui al mare, nel Salento», dicono tutti.

Niente può consolare la famiglia Manes dopo quanto avvenuto. Anche Antonio Russo, l’amico di Claudia che era con lei al momento dell’incidente, è ancora sotto shock. Nella sua mente rivive quegli istanti drammatici, in cui con coraggio ha tirato fuori dalla vettura i suoi amici, nella speranza di poterli salvare e di poter riscrivere un finale diverso a questa tragedia.

Anche la comunità neretina si stringe attorno alla famiglia Manes. «È stato un risveglio terribile e molto doloroso – ha commentato il sindaco Pippi Mellone - e la morte di una ragazza così giovane ci lascia purtroppo una soffocante sensazione di impotenza o di incapacità quasi a tutelare la sorte di figli, fratelli e amici che si muovono di notte per svago e divertimento. Capiremo poi con esattezza la dinamica dell’incidente, ma ci preme in questo momento seguire le condizioni dei due ragazzi feriti, incoraggiare i loro familiari e soprattutto quelli di Claudia. Nelle prossime ore - ha concluso il sindaco - vedremo come aiutare queste famiglie in questo momento difficilissimo. Se quello che sappiamo dovesse essere confermato, mi piacerebbe anche conoscere il ragazzo che avrebbe avuto un ruolo provvidenziale per il destino dei due amici feriti e in qualche modo ringraziarlo e gratificarlo per questo».

 

AVVENIRE

Sottosegretaria Boschi. «Contro droga e alcol un patto con gli studenti»

Luca Liverani martedì 8 agosto 2017

La sottosegretaria Boschi annuncia un'intesa tra studenti, insegnanti e famiglie contro abusi di alcol e sostanze stupefacenti

Contro le droghe serve un patto tra studenti, insegnanti e famiglie. «Ci siamo dati tempi molto stretti: per attuare questo protocollo lavoreremo anche ad agosto. Non dobbiamo sprecare l’occasione del prossimo anno scolastico, ma essere operativi già in autunno, anche se il piano è su tre anni». Il Dipartimento delle politiche antidroga parla di 90mila adolescenti a rischio. Per questo Maria Elena Boschi è convinta che bisogna partire da un’informazione accurata e scientificamente corretta. (*) L’obiettivo del protocollo, che la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio ha appena sottoscritto col Miur, è ampio e ambizioso.

Droghe del sabato sera e molto alcol. Per 'divertirsi', socializzare, superare fragilità. Come convincere i giovani che i rischi sono troppi?

Il progetto è anche contro l’abuso di alcol, dramma forse più diffuso ma meno avvertito. Come Presidenza del Consiglio abbiamo finanziato questi progetti con tre milioni di euro perché è fondamentale partire dalla scuola: oltre agli studenti, vogliamo coinvolgere le famiglie, che devono svolgere un ruolo di sostegno. Senza dimenticare che l’abuso di stupefacenti o di alcol è collegato, in alcuni casi, a un disagio familiare.

La novità è anche la formazione dei docenti.

Sì, è un progetto a 360 gradi. E un punto rilevante è la sensibilizzazione sulle nuove droghe: c’è una forte accelerazione, provocata da una commercializzazione sul web e dall’introduzione continua sul mercato di nuove sostanze a costi bassi. L’Osservatorio Europeo delle droghe ci dice che dal 2013 ne sono state individuate altre 300. Alcune sono anche difficili da individuare: penso alle cosiddette 'droghe da stupro' diffuse soprattutto nelle discoteche per allentare i freni inibitori delle vittime, che in molti casi non le assumono consapevolmente, ma miscelate nei drink. Gli insegnanti devono essere aiutati ad aggiornarsi.

Per molti il drogato è ancora l’eroinomane, il 'tossico' che si emargina. Ma oggi il problema è più insidioso perché chi abusa conduce una vita normale.

Purtroppo a volte è così. Pensiamo a quante vittime abbiamo pianto per incidenti stradali causati da persone apparentemente 'normali' che guidavano sotto l’effetto di alcol e droghe. Con il governo Renzi abbiamo dato un giro di vite alzando le pene per l’omicidio stradale causato in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti con l’obiettivo della deterrenza. E come Dipartimento abbiamo approfondito l’abuso di stupefacenti delle donne, che sono meno a rischio degli uomini, ma sempre più spesso abusano di medicinali e psicofarmaci. L’ennesimo caso di tossicodipendenza nascosta, che richiede una grande azione culturale preventiva. Anche il Papa ha ribadito che le droghe inducono a una condizione di schiavitù. E vogliamo partire dalle scuole per far capire ai giovani che con l’acquisto finanziano la criminalità organizzata. Ma che prima di ogni altra cosa mettono a rischio la loro salute e la loro autonomia. Dicendo con chiarezza che nemmeno l’uso sporadico va sottovalutato: spesso parte da lì la dipendenza, anche se alcuni pensano di smettere quando vogliono, mentendo a se stessi.

 

(*) Nota: ne siamo convinti tutti. Per questo è bene tenerli d’occhio e vedere chi sarà a decidere che cosa dire nelle scuole a ragazzi, insegnanti, famiglie.

 

BERGAMO NEWS

Ubriaco, in auto il figlio di 9 anni, uccide padre di 3 bimbi: resta in carcere

Il 62enne milanese si è avvalso della facoltà di non rispondere, non provando nemmeno a giustificarsi

di Mauro Paloschi

Resta in carcere il 60enne milanese arrestato per omicidio stradale dopo l’incidente mortale avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì 4 agosto lungo l’autostrada A4, nel tratto compreso tra Dalmine e Capriate, in cui ha perso la vita Mohamed Mustafa Alieldin, un papà di tre figli (con la moglie in attesa del quarto) di 43 anni, di origine egiziana.

Nel corso dell’udienza di lunedì il Gip Marina Cavalleri ha confermato l’arresto del 60enne, che era stato scovato con un tasso alcolemico tre volte oltre il consentito e al momento dello scontro aveva in auto con sé il figlio di 9 anni. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, non provando nemmeno a giustificarsi. Rimarrà così rinchiuso nel carcere di via Gleno a Bergamo.

L’incidente è avvenuto poco dopo l’una. La vittima, residente in via San Bernardino a Bergamo, viaggiava da solo sulla sua Opel Astra quando è stato tamponato da una Lancia Lybra guidata dal sessantenne di Masate (Milano), che stava rientrando a casa insieme al nipotino di 9 anni, rimasto ferito come lo zio. A causa dell’impatto l’auto ha cambiato corsia, prima di essere travolta da un camion che sopraggiungeva in quel momento.

Uno schianto che è costato la vita al 43enne egiziano, che era titolare di una pizzeria-kebab a Grassobbio. Dopo i rilievi della polizia stradale di Seriate, il milanese è stato sottoposto all’alcol-test, risultando positivo e con un tasso alcolemico tre volte oltre il limite di legge consentito.

Nella carambola di auto è rimasta ferita anche una 33enne monzese, che con la sua Peugeot ha travolto il motore della Opel, staccatosi dopo l’impianto.

Il pubblico ministero di turno Letizia Ruggeri ha disposto così l’arresto, con l’accusa di omicidio stradale e l’aggravante della guida in stato di ebbrezza. L’uomo, difeso dal’avvocato Andrea Capelli, ha precedenti per tentato omicidio, associazione a delinquere, furto e ricettazione.

 

LA PROVINCIA di Cremona

Incidente mortale a Sospiro, il 40enne guidava ubriaco

Nello scontro avvenuto domenica 6 agosto ha perso la vita il 75enne Giancarlo Agarossi di San Giovanni

SAN GIOVANNI IN CROCE - Ha rischiato l’arresto per omicidio stradale il 40enne A.M., originario di Crotone e residente a Cremona, coinvolto nell’incidente stradale avvenuto domenica 6 agosto intorno alle 7.40 nel territorio comunale di Sospiro, in seguito al quale ha perso la vita Giancarlo Agarossi, 75 anni, di San Giovanni in Croce. Il conducente della Bmw 730 che ha cozzato contro la Fiat Panda del 75enne autista in pensione, infatti, è risultato positivo all’alcoltest effettuato dagli agenti della polizia stradale di Casalmaggiore, intervenuti per i rilievi. La sua percentuale si colloca nella seconda fascia, tra 0,80 e 1,50 g./l. che prevede una sanzione penale e amministrativa ma non l’arresto obbligatorio. Se avesse superato l’1,50 l’arresto sarebbe stato invece immediato.

 

IL GIORNALE

Sigarette e alcol, boom di divieti.

Spiagge "zero vizi" da Jesolo a Venezia

Estate a vizio zero nelle spiagge venete. No alcol, no sigarette. Prima l'ordinanza che a Venezia vieta il consumo di alcol al di fuori di bar, locali pubblici e plateatici, dalle 18 fino alle 8 del giorno successivo, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica e ora zero alcol anche a Jesolo dove si concentra la movida delle estati venete.

Va ancora peggio lungo il litorale di Bibione, dove non si può nemmeno fumare.

Passa Venezia che in preda al degrado e alle mandrie di turisti maleducati, aveva bisogno di una regolata, ma Jesolo. Una città dove ogni week end si riversano persone da tutto il Veneto, da tutta Italia e non solo. Una città che di sabato notte si riempie di giovani che popolano le strade, le spiagge e le discoteche. A Venezia l'ordinanza è entrata in vigore venerdì scorso, e nel giro di due ore già quattro sono state le sanzioni ai bevitori lungo le strade: tutte da cinquanta euro. Qui il provvedimento è valido ogni week end e in tutto il territorio comunale fino al 31 ottobre prossimo. A Jesolo invece, l'ordinanza, a firma del sindaco Valerio Zoggia, prevede il divieto di consumo e vendita per asporto di alcolici di qualsiasi gradazione, effettuata anche con distributori automatici, dalle 22 del sabato fino alle 7 del mattino seguente. Per chi sgarra sono 200 euro di sanzione. E già lo scorso week end il provvedimento ha dato i suoi frutti: sanzionati undici turisti, di cui due tedeschi, tutti poco più che ventenni. Tutti in una sola notte in centro città. Qui il divieto è valido nella zona compresa tra piazza Casa Bianca e piazza Mazzini, il cuore della movida. Un provvedimento valido anche sulla spiaggia e che sarà applicato ancora dal 12 al 15 agosto e il 19 e il 26 agosto, sempre con lo stesso orario. Chi ha in mente di fare quindi il falò in spiaggia sorseggiando una birra cantando con la chitarra, è avvisato.

A Bibione sono avvisati anche i fumatori. Un progetto «Respira il mare» partito ancora nel 2014, dopo tre anni di sperimentazione, che vieta di fumare dalla prima fila di ombrelloni fino alla riva del mare, su tutto il bagnasciuga quindi. Attualmente si può fumare solo dall'ultima alla prima fila di lettini e ombrelloni. Ma dal 2018 il divieto sarà esteso a tutto il litorale, comprese le ultime file, facendo diventare Bibione la prima spiaggia in Italia senza fumo. Per i tabagisti ci saranno solo piccole aree dedicate ricavate all'interno della spiaggia. E per chi si accende una sigaretta fuori? Costa cara. Una: un centinaio di euro.

 

REPUBBLICA MOTORI

Alcol alla guida, l'Inghilterra cambia rotta

Il Paese al mondo che tollera il tasso alcolemico più alto inizia a rivedere la politica: si punta a risparmiare centinaia di vite

Di VINCENZO BORGOMEO

L'Inghilterra - Paese al mondo dove è possibile guidare con il tasso alcolemico più alto, ben 0,8 - sta pensando di rivedere completamente la sua strategia. Brexit o non Brexit sembra proprio che a breve anche i sudditi della regina dovranno adattarsi a severi limiti consigliati dall'Unione Europea.

La tolleranza zero è già in atto infatti da decenni nella Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Slovacchia. Germania e Italia, dove c'è il limite di 0,0 grammi/litro di alcol nel sangue per i guidatori neopatentati e per i conducenti professionali, mentre per tutti gli altri il limite è di 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue.

Ma in Inghilterra (e a Malta per la precisione) non solo c'è un limite alcolemico a 0,8 g/l, ma  non si fa nemmeno differenza tra neopatentati e guidatori esperti, guidatori professionali e non.

Così la Local Governement Association (LCA), una sorta di ANCI britannica, che riunisce oltre 370 amministrazioni locali, ha formalizzato una richiesta al governo centrale. Lo scopo è quello di adeguare il limite a quello europeo e quello di ridurre, conseguentemente, il numero di collisioni stradali.

"Ci siamo spesso chiesti perché - spiegano all'Asaps, associazione amici polizia stradale - in uno Stato come la Gran Bretagna, così sensibile agli episodi di violenza stradale ed estremamente attento a tutte le dinamiche favorenti le sciagure della strada, il limite alcolemico fosse ancora stabilito in 0,8 grammi per litro di sangue, il più alto del mondo".

L’Inghilterra non è però sola: con lei resistono Malta – che a sua volta sembra essere in procinto di abbassare l’asticella – il Galles e l’Irlanda del Nord, che sta predisponendo una legge che dovrebbe ridurre la soglia legale a 0,3. L’esempio della Scozia, che nel dicembre 2014 ha portato il BAC Limit (Blood alcohol content) a 0,5 g/l, ha fatto scuola: -20% di incidenti stradali mortali nel primo anno di entrata in vigore della norma; l’esatto contrario di quanto accade oggi nelle strade inglesi, su cui le collisioni alcolcorrelate sono aumentate dell’11%.

“L'Inghilterra e il Galles – spiega Simon Blackburn, presidente della Local Government Association  – avranno presto il limite vigente nel resto dell’Europa (nonostante la Brexit, ndr). Le ultime cifre mostrano che l'alcol contribuisce ad aumentare tutti i numeri della sinistrosità del Regno Unito e secondo i nostri

calcoli, abbassando la soglia legale alcolica potremo risparmiare fino a 170 vite solo nel primo anno e quasi 300 milioni di sterline nel medesimo periodo, riducendo numero di chiamate di soccorso, costi di assistenza e di indagine e ricoveri ospedalieri”.

 

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