Rassegna del 1 Agosto 2017

CORRIERE.IT

IL CASO

Il modello islandese, più sport fa calare il consumo di droga

«Stancare i giovani nel tempo libero».

In 20 anni crollata la percentuale di chi fuma o beve alcolici

di Leonard Berberi

L’idea è semplice, anche se richiede tempo per essere efficace e un contesto territoriale magari non troppo esteso. Sostiene, quell’idea, che più gli adolescenti sono impegnati nelle attività extrascolastiche — magari assieme agli adulti di riferimento, cioè i genitori — meno tempo libero hanno per fare altre cose, a partire da quelle negative, come ubriacarsi, fumare e assumere sostanze stupefacenti. Non solo. Perché più faticano nel pomeriggio, prima andranno a letto, a dormire, stanchi come sono. Ne sanno qualcosa in Islanda dove il governo s’è inventato un vero e proprio programma nazionale messo di fronte ai dati drammatici raccolti sul campo: nel 1997 il 25% dei ragazzi fumava ogni giorno, il 40% si era ubriacato almeno una volta nell’ultimo mese. Oggi, dopo meno di vent’anni, i teenager islandesi vengono considerati tra i più «salutisti» d’Europa: la percentuale di 15-16enni che abusa di alcol è crollata dal 48% al 5%, quella che fuma cannabis dal 17% al 7% e sigaretta dal 23% al 3%. (*)

Dalla teoria alla pratica

L’ipotesi — frutto di anni di studio sulla dipendenza condotto negli anni Settanta al Metropolitan State College di Denver — è stata poi applicata sul campo per la prima volta nella città americana nel 1992, come ha ricostruito Mosaic Science (ripreso poi dalla rivista The Atlantic). E partiva da un presupposto: la dipendenza si sviluppa in seguito a cambiamenti chimici generati dalle sostanze stupefacenti. Cambiamenti che, sottolineava Harvey Milkman — tra gli esperti del Metropolitan State College — si verificano anche dopo aver praticato attività come fare sport, giocare, suonare, dipingere. Quando Milkman venne chiamato dal governo di Reykjavik l’esperto non soltanto lanciò l’allarme, ma scoprì anche dove si trovavano le scuole con i dati più drammatici, riuscendo a dividere abbastanza in dettaglio gli istituti che offrivano attività extrascolastiche da quelle che non prevedevano nulla: gli iscritti dei primi presentavano tassi di dipendenza da alcol e fumo quasi nulli, gli studenti dei secondi in alcuni casi richiedevano addirittura il ricovero in un centro di recupero.

Il progetto allargato

Viste le cifre venne avviato nel 1998 «Youth in Iceland», il programma che consentì a tutti i minorenni di partecipare a una vasta gamma di attività alternative a quelle scolastiche. In parallelo vennero coinvolti pure i genitori, ai quali venne chiesto di trascorrere più tempo con i figli e possibilmente partecipare alle attività sportive e ludiche. A livello legislativo — oltre al divieto di pubblicità e di acquisto del tabacco per gli under 18 e di alcol per gli under 20 — l’esecutivo stabilì che i giovanissimi tra i 13 e i 16 anni non potevano andare in giro da soli dopo le dieci di sera (d’inverno) e oltre la mezzanotte (d’estate). Diciotto anni dopo i risultati sui giovani islandesi sono stati sorprendenti e più che positivi. Nel 2006, intanto, il programma era stato allargato in «Youth in Europe» al resto dell’Unione europea, stavolta a livello municipale: al 31 dicembre scorso avevano partecipato 35 città in 17 Stati.

 

(*) Nota: sono dati davvero clamorosi.

 

LA STAMPA Torino

Contro l’ordinanza sugli alcolici va in scena la Street Parade

Manifestazione in piazza Santa Giulia contro la svolta “proibizionistica” della sindaca Appendino

Paolo Coccorese – Federico Genta

Il fascicolo è stato consegnato ieri in procura. All’attenzione del pm Antonio Rinaudo e del procuratore Armando Spataro, che coordinano le indagini sugli scontri di piazza Santa Giulia. Dentro ci sono nomi e cognomi delle prime persone, identificate dalla Digos e denunciate, a vario titolo, per i reati di violenza a pubblico ufficiale e lesioni. Altro non trapela dall’inchiesta, condotta con particolare riserbo e che di certo è ancora lontana dall’essere conclusa. Gli indagati, infatti, sarebbero tutti riconducibili ad Askatasuna, che nel quartiere Vanchiglia è di casa e i cui attivisti sono per la maggior parte volti già conosciuti alle forze dell’ordine. Più difficile, invece, sarà riconoscere le persone non direttamente collegate al centro sociale ma che la sera di venerdì 20 giugno erano presenti tra i dehors diventati teatro delle cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa. 

SINDACA NEL MIRINO  

La notizia dei primi indagati arriva lo stesso giorno della «Street parade» contro quella che viene definita la «svolta proibizionista» della sindaca Chiara Appendino. Un evento a cui hanno partecipato gli Studenti indipendenti, gli attivisti del Cua, il collettivo universitario autonomo di Torino, e quelli di Aska. L’obiettivo e chiaro ed esplicito: chiedere il ritiro dell’ordinanza anti-alcol. «Siamo i giovani di questa città, abbiamo sempre vissuto le piazze e le strade e non sarà un’ordinanza anti movida a fermarci - hanno scritto su Facebook gli organizzatori -. Abbiamo visto come intendono applicarla... a suon di manganelli e cariche della polizia. Vogliono toglierci la possibilità di divertirci e di poter uscire la sera senza dover pagare per forza un cocktail 7 euro». (*)

Partita in sordina, la manifestazione si è animata in fretta e alle 22.30 in piazza Santa Giulia c’erano duecento persone: alcune appartenenti ai collettivi vicini all’Aaskatasuna, ma soprattutto giovani che la sera riempiono una piazza dove si radunano centinaia di persone per chiacchiere tra un bicchiere e l’altro provocando le ore del vicinato che non riesce a dormire. «La parata è nata per gioco quando abbiamo visto il successo che ha riscosso l’evento Facebook», dice Roberto Barmillicci, universitario di 26 anni. Al ritmo della musica sparata da un furgone bianco, il gruppo di giovani, colorato dai cartelli che recitavano “Je suis dehors” e “meno poliziotti più shottini” (**) ha aspettato fino a tardi prima di muoversi e di far rotta sotto Palazzo civico scandendo slogan.  

I NODI  

«Con questa manifestazione poniamo il problema di agibilità di un quartiere che è stato militarizzato. Siamo qui per dire che abbiamo diritto di stare insieme, in piazza, senza correre il rischio di essere picchiato o multati», dice Tommaso a nome del coordinamento di realtà giovanili del quartiere che ha organizzato la serata che ha visto in piazza anche alcuni artisti come Max Casacci - passato in bicicletta - e soprattutto, Willy Peyote che ha animato la street parade.  

 

(*) Nota: l’idea che ci si possa divertire anche senza alcolici pare non passare nemmeno per la testa di questi ragazzi. Pensano che negare l’alcol significhi negare il diritto di stare insieme….

 

(**) Nota: … ragazzi così immersi nella loro (nostra) cultura alcolica, da non capire che sostenere “meno poliziotti più shottini” inevitabilmente porta a… più poliziotti e a meno shottini.

Scrivo “nostra” cultura alcolica, il prossimo articolo in rassegna ha a che fare con tutto ciò.

La stessa amministrazione dell’ordinanza proibizionista promuove “Portici divini”.

 

ANSA

Torino promuove 'Portici divini', l'evento a ottobre

Sotto arcate città produttori delle aree vitivinicole

- TORINO - L'autunno torinese si arricchisce di un nuovo evento. A margine della giunta comunale di oggi, l'assessore al Commercio Alberto Sacco ha infatti annunciato che a metà ottobre è in programma 'portici divini', evento collegato al progetto Portici e Gallerie di Torino. Caffè, ristoranti e pasticcerie ospiteranno sotto le arcate i produttori delle aree vitivinicole di Canavese, Collina Torinese, Pinerolese a Val Sua, mentre in piazza Vittorio Veneto saranno proposti vari incontri pubblici tematici.

Durante l'evento si comunicherà il nome del vincitore del bando internazionale di idee per il brand e l'immagine coordinata per la comunicazione e la promozione del progetto "Portici di Torino".

 

IL SECOLO XIX

«Adele moriva, lui cancellava gli sms»

Tommaso Fregatti e Marco Grasso

Genova - Nella notte in cui Adele De Vincenzi moriva, tra le braccia dei medici che non sono riusciti a salvarla dagli effetti del mix mortale di ecstasy e alcol, il fidanzato Sergio Bernardin ha provato a cancellare le tracce che lo collegavano al pusher: una fitta corrispondenza su Whatsapp che documenta piuttosto bene gli abboccamenti che hanno preceduto l’acquisto dei cristalli di Mdma. E dopo un faccia a faccia avvenuto ieri mattina in carcere, il giudice Nicoletta Bolelli si è convinta che Bernardin, 21 anni, e il suo amico Gabriele Rigotti, 19, tra silenzi e versioni che collidono con quelle di altri testimoni, stiano provando a ricostruire i fatti salienti di quella sera a proprio vantaggio: «Devono restare in carcere - scrive il magistrato - perché sussiste un forte pericolo di inquinamento probatorio».

Questa ipotesi di depistaggio sta tutta in un particolare, che in questa storia fa una differenza enorme: chi ha comprato la droga? Di chi è stata l’iniziativa? Per la quarta giovane che ha partecipato al festino, la fidanzata minorenne di Rigotti, sono stati i due ragazzi, elemento che porta a confermare nei loro confronti l’accusa (più grave) di morte in conseguenza di cessione di droga.

Simona (il nome di fantasia) ha la stessa età della vittima, era con lei in quella tragica notte, l’ha vista prima sentirsi male in strada e poi morire. È stata interrogata in gran segreto in questura nelle ultime ore. E davanti agli investigatori, coordinati dal capo della Mobile Marco Calì, ha messo nero su bianco come lei e Adele non abbiano pagato lo stupefacente, acquistato dal pusher di Busalla. «Non potevamo certo permetterci di spendere quella cifra. Hanno fatto tutto loro due».

 

IL TIRRENO Versilia

A Forte pugno duro contro l’alcol via ai controlli fino alle 4

La polizia municipale prepara una serie di servizi sul lungomare e non solo

di Roy Lepore

FORTE. Controlli straordinari contro l’abuso di alcol sulle strade di Forte. A partire da ieri notte e almeno fino a Ferragosto, con l’impiego di 6-7 agenti più un sottufficiale, verranno effettuati servizi specifici dal giovedì fino alla domenica da parte della polizia municipale. Servizi che dureranno fino alle 4 della mattina. Nel mirino le strade considerate più a rischio come via Piave, il viale a mare e così via. «Dalle due alle quattro verrà osservata maggiore attenzione riguardo la guida – dice il comandante Giuseppe Antonelli – verranno effettuati controlli mirati con l’alcoltest, per verificare se ci siano automobilisti che si sono messi al volante con un tasso alcolico superiore al consentito. Le statistiche dicono che questa è tra le cause principali di incidenti, quella è l’ora in cui principalmente vengono trovati automobilisti positivi a questo tipo di controlli. Ed è per questo che vogliamo effettuare questo tipo di servizi particolari con l’impiego di personale aggiuntivo». L’attività della polizia municipale è mirata anche a verificare che non ci siano abusi del suolo pubblico, come si è verificato nei giorni scorsi in cui sono stati sanzionati con 169 euro di multa alcuni locali.

«In determinati casi ci sono state telefonate di protesta al comando, in altri degli esposti, ma nello stesso tempo anche nel corso dei nostri servizi abbiamo notato da soli che ci sono stati alcuni locali che hanno utilizzato tavolini e sedie oltre gli spazi consentiti, ed in questo caso abbiamo provveduto a sanzionarli. Se ci sono delle prescrizioni bisogna attenersi, chi disattende a questo va incontro a multe». Attenzione anche sul tema della sicurezza: borseggi e furti, soprattutto al mercato settimanale. «In abiti civili affianchiamo polizia e carabinieri, con i quali collaboriamo ormai da tempo, ed anche in questo caso abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti, perché ci sono state alcune persone denunciate. Un’altra particolare attenzione viene rivolta anche ai prodotti contraffatti che vengono venduti sul litorale, ci sono stati anche in questo caso sequestri. Anche noi, come le altre forze dell’ordine – prosegue Antonelli – cerchiamo di contrastare questo fenomeno con il massimo impegno, soprattutto in questo periodo estivo. Ricordiamo poi – conclude il comandante – di non andare oltre l’orario stabilito per la musica: soprattutto che vengano rispettati anche in questo caso le normative per evitare sanzioni».

 

IL RESTO DEL CARLINO

Montecosaro, con la moto travolge bimbo. "Guidava sotto effetto di alcol e cocaina"

Centauro positivo ai test, scatta la denuncia. Il piccolo migliora

di Alessandro Caporaletti

Montecosaro (Macerata), 1 agosto 2017 - È risultato positivo all’alcol e alla cocaina il civitanovese di 31 anni (M.M. le iniziali) che sabato sera verso le 22.50 in via Marche, a Montecosaro Scalo, ha travolto un bimbo di quattro anni sul passeggino sotto gli occhi dei genitori dopo avere perso il controllo della moto, una Honda Cbr 1000. Gli esiti degli esami sull’alcol e sugli stupefacenti sono nelle mani della polizia stradale di Civitanova, che ha denunciato il 31enne per lesioni stradali, guida sotto l’effetto di alcol e di stupefacenti, guida senza assicurazione e via così, in una sfilza di violazioni al codice della strada.

Al 31enne è stata ovviamente ritirata la patente e la motocicletta gli è stata sequestrata, perché sprovvista di assicurazione. Secondo alcuni testimoni (e la ricostruzione Polstrada), il 31enne stava impennando la motocicletta poco prima di perderne il controllo, con il mezzo che poi è schizzato via sull’asfalto, travolgendo il passeggino. «Il mio assistito sostiene che non è vero», dice invece l’avvocato Sandro Moroni, il legale del ragazzo, che ieri mattina è stato medicato in ospedale. «È particolarmente dispiaciuto per quello che è accaduto – aggiunge il legale – e vuole cercare in tutti i modi di rimediare. Lui dice di avere perso il controllo della moto e di essere caduto, ma nega che stava impennando. Comunque cercherà in tutte le maniere di soddisfare le legittime richieste dei genitori del bambino. Il prima possibile, contatterà la famiglia per scusarsi personalmente».

Intanto migliorano le condizioni del bambino che, travolto dalla motocicletta, ha battuto la testa sull’asfalto, riportando un ematoma epidurale. È ancora ricoverato all’ospedale Salesi di Ancona, dove sabato sera era stato trasferito d’urgenza in ambulanza, ma ieri la prognosi è stata sciolta. Ne avrà per novanta giorni. Sedato subito dopo l’incidente, perché particolarmente agitato e impaurito, si è svegliato e si sta velocemente riprendendo. Bene.

L’incidente è avvenuto sabato verso le 22.50 in via Marche, a Montecosaro Scalo. È qui che il civitanovese ha perso il controllo della motocicletta, che è schizzata via contro il marciapiede, dove padre, madre e bambino di quattro anni sul passeggino erano fermi in attesa di attraversare la strada. La loro casa, infatti, è da quelle parti, sull’altro lato della strada. Subito dopo l’incidente in strada s’è acceso un parapiglia, perché la gente ha cominciato a inveire contro il motociclista. Sulle prime sono arrivati i carabinieri, ma poi è scoppiato un litigio e il 31enne civitanovese ha rischiato il linciaggio. Sembra che abbia rimediato qualche pugno (più d’uno) dalla gente inferocita, salvo poi rifugiarsi a bordo dell’ambulanza 118, fino all’arrivo in zona della stradale.

 

AREZZO NOTIZIE

Alcol e droghe, oltre 80 giovanissimi in un anno si sono rivolti al Ser.t.

Becattini: “Cultura del bere e fragilità”

E’ sempre più frequente tra i giovanissimi aretini i l’abuso di alcol e sostanze. Cannabinoidi, soprattutto, e cocaina. Ma non mancano episodi di consumo di ecstasy, metanfetamine, chetamina e allucinogeni.

di Nadia Frulli

Un mix fatale di ecstasy e alcol. Così è morta Adele, la 16enne di Genova che si è spenta sabato scorso sotto agli occhi di amici e fidanzato. E’ “morta di sballo”.  Perché a strapparla via tanto presto alla vita è stata una pasticca di Mdma accompagnata da superalcolici. La storia di Adele, purtroppo, è una storia che ogni sabato sera rischia di ripetersi. Ovunque. Anche ad Arezzo. Perché anche qui è sempre più frequente tra i giovanissimi l’abuso di alcol e sostanze. Cannabinoidi, soprattutto, e cocaina. Ma non mancano episodi di consumo di ecstasy, metanfetamine, chetamina e allucinogeni.

“E’ la cultura del bere e del lasciarsi andare che sta sempre più prendendo piede – spiega Marco Becattini responsabile del Ser.T. di Arezzo della Asl Toscana Sud Est – un fenomeno in crescita tra i giovanissimi”. Nell’ultimo anno ben 82 ragazzi tra i 14 e i 21 anni si sono rivolti al Ser.t per le loro dipendenze. Cocaina, cannabinoidi, Mdma e poi l’alcol che fa da trait d’union.

“Per quanto riguarda l’ecstasy – spiega Becattini – il consumo insieme all’alcol è frequente. Se bevono prima, allora la pasticca viene calata per avere un effetto eccitante. Al contrario, per ridurre gli effetti eccitanti. C’è poi chi prende una pasticca per superare la fatica di una serata intensa tra musica e balli”.

Quello che spaventa è che non si tratta di singoli episodi, ma di una vera e propria cultura difficile da estirpare: “Periodicamente – spiega Becattini – distribuiamo questionari anonimi nelle scuole aretine, sull’uso delle sostanze e dell’alcol. Dalle risposte emerge chiaramente una cultura del bere, soprattutto tra i nati dagli anni 2000 in poi, molto forte. Sono ragazzi che non sono disposti ad avere prudenza su questo fronte. E questo dovrebbe farci porre una domanda: quale cultura comunichiamo loro quando prendiamo un aperitivo, quando beviamo, quando acquistiamo alcolici?”.

Il dramma di Adele insegna. Per quei giovani era una sabato sera di “normale sballo”. “Il consumo di gruppo ha esiti tragici per tutti – spiega Becattini – perché tutti sono vittime di fronte a drammi come questo”.

Il dato aretino è in crescita. Sono sempre più numerosi i giovani che si rivolgono al Ser.t. per il consumo di sostanze. “Ed è un dato che poi troviamo riflesso nei dati dell’abbandono scolastico e in quelli della disoccupazione giovanile – spiega Becattini -. Le difficoltà che incontra questa generazione, che sempre più spesso non vede di fronte a sé alternative, che vive in famiglie messe a dura prova da crisi e difficoltà economiche, possono far cedere i più fragili. L’età dell’adolescenza è molto difficile, è una fase in cui si è più vulnerabili. Ed è così che si insinua il consumo di sostanze e alcol”. Un consumo spesso sottovalutato inizialmente. Un consumo pericolosissimo, che può rivelarsi fatale.

 

ANSA

Ubriaco in tangenziale a bordo di un tir

Urta veicolo in autogrill e si ferma, era diretto in Germania

(ANSA) - TORINO, 1 AGO - Era così ubriaco che, spostandosi dall'autogrill a bordo del suo autoarticolato, non è riuscito a imboccare l'uscita e ha urtato un tir in sosta. Un ucraino 54enne, camionista per una ditta lituana di trasporti, è stato denunciato dagli agenti della Polizia stradale per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente. A fermarlo sono stati alcuni carabinieri che l'hanno visto in difficoltà all'area di sosta di Stura Sud, sulla tangenziale Nord di Torino, in direzione Milano. L'uomo aveva come meta la Germania.

Ma è risultato positivo all'alcol test con un tasso alcolemico nel sangue di 2,92, oltre il doppio (*) del limite consentito.

 

(*) Nota: solo “oltre il doppio”?

 

QUINEWSFIRENZE

Alcol e droga poi la caduta in Arno

Era in stato confusionale la giovane salvata all'Albereta.

Alla polizia ha detto di essere stata spinta dopo l'assunzione di birre e stupefacenti

FIRENZE — A salvare la donna, una 27enne, è stata una coppia di ragazzi di 20 e 23 anni. Sono stati loro a notarla mentre chiedeva aiuto aggrappata a un arbusto lungo l'argine men tre l'acqua le arrivava alle ginocchia. Quando sono arrivati i sommozzatori dei vigili del fuoco, era già stata tratta in salvo. 

Alla polizia, arrivata sul posto insieme a un mezzo del 118, ha dato versioni diverse dell'accaduto. Secondo una di queste, la donna sarebbe stata spinta in Arno da due sconosciuti ai quali aveva chiesto un'indicazione. E' stata lei stessa a dire anche di aver assunto droga e di aver bevuto molte birre. 

Intanto, dopo l'accaduto, la 27enne è stata portata all'ospedale di Santa Maria Nuova per le cure e gli accertamenti sanitari.  

 

BELICE.IT

Marsala: divieto di consumare alcolici e superalcolici in luoghi pubblici

Limitare l’abuso di alcol e prevenire le condotte violente che ne derivano, assicurare il decoro e l’igiene pubblica, tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti. Sono queste le motivazioni del nuovo provvedimento del sindaco Alberto Di Girolamo che vieta la vendita da asporto di bevande alcoliche e di superalcolici contenuti in bottiglie/bicchieri di vetro, vietandone altresì la detenzione e il consumo in luogo pubblico. Il divieto decorre da venerdì 4 agosto e fino al prossimo 30 settembre, nella fascia oraria serale/notturna che va dalle ore 22 alle ore 6.

Interessati all’ordinanza sono le attività di somministrazione – ma anche circoli privati, ambulanti e operatori del commercio venditori di bevande alcoliche in vetro – che esercitano nel centro urbano. Sul punto, l’ordinanza sindacale individua l’ampio perimetro in cui vige il divieto.

 

REGGIOSERA

Ordinanze anti-alcol, tredici multe e due denunce

E' il bilancio dei primi giorni di controlli da parte della polizia municipale

REGGIO EMILIA – Tredici multe e due denunce. E’ il bilancio dei primi giorni di controlli da parte della polizia municipale a pochi giorni dall’emanazione delle nuove ordinanze anti-alcol, tutte in vigore fino al prossimo autunno. A farle rispettare più di 50 pattuglie in divisa e in borghese impegnate nei diversi turni nei primi sette giorni di vigenza dei provvedimenti.

Sono state in dettaglio 11 le sanzioni elevate dagli agenti della Polizia municipale per il consumo di alcolici in luoghi e orari in cui tale consumo è vietato dalle ordinanze. Altre due sanzioni sono state elevate nei confronti di altrettanti esercenti, il cui negozio è stato trovato aperto oltre l’orario di chiusura stabilito nelle ordinanze.

Inoltre, due denunce per altrettanti gestori di esercizi, sorpresi con le serrande alzate nonostante l’orario di chiusura fosse già scattato: all’arrivo e ai rilievi degli agenti infatti, i gestori hanno reagito malamente, insultando e minacciando il personale della Municipale. Un atteggiamento valso ad entrambi una denuncia per minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

Nelle scorse settimane, infine, l’aver trasgredito reiteratamente alle misure contro l’abuso di alcolici aveva avuto conseguenze ancor più serie per alcuni commercianti, che erano stati costretti, con un’apposita ordinanza, a chiudere l’attività per tre giorni. La disposizione di sospensione dell’attività era scattata a causa del numero di sanzioni accumulate durante i controlli.

La Lega Nord: “Ci segnalano che l’ordinanza non viene fatta rispettare”

Sulla vicenda si segnala una polemica della la Lega Nord che scrive: “Ci é stato segnalato dai commercianti reggiani che l’ordinanza anti-alcol del sindaco Vecchi avente ad oggetto la zona stazione non influisce sui supermercati, in particolare sulla Coop della zona, ad oggi inoltre non risultano ancora essere stati fatti controlli per il rispetto della stessa che quindi sarebbe assolutamente inutile, questo sta a significare ancora una volta la completa inefficienza dell’amministrazione comunale targata PD. I commercianti sono infuriati per questa decisione presa dal sindaco ed inoltre si sentono beffati da un’amministrazione che non controlla il rispetto delle proprie ordinanze. Ancora una volta il Comune sceglie di non operare a difesa dei propri cittadini ma di preferire gli interessi delle cooperative ignorando i piccoli commercianti”.

 

105.NET

Gianluca Grignani, salta il concerto alla Fiera del Vino.

Il cantante risponde a Selvaggia Lucarelli

L'artista milanese avrebbe dovuto esibirsi all'evento organizzato a Montefiascone, fatto che aveva suscitato l'ironia del web, compresa l'opinionista tv.

Nelle ultime ore il web si è scatenato con numerose battute ironiche su Gianluca Grignani. Il motivo? L'artista milanese era atteso a Montefiascone (Viterbo) per un concerto organizzato in occasione della Fiera del Vino, esibizione che si sarebbe dovuta tenere il giorno di Ferragosto. Considerato il recente passato di Grignani, l'abbinamento del suo nome con quello della manifestazione ha suscitato l'ilarità, e in alcuni casi anche la cattiveria, di molti utenti. Molti hanno ricordato l'esibizione all'evento dello scorso Capodanno condotto da Gigi D'Alessio, occasione in cui Grignani era apparso poco sobrio sul palco. 

Tra i molti commenti velenosi è spuntato anche quello di Selvaggia Lucarelli, attenta osservatrice delle attività delle celebrità dello spettacolo. Qualche giorno fa, l'opinionista tv aveva postato uno screenshot di un sito che riportava la notizia del concerto, commentando "A occhio, non mi sembra una buona idea".

Tutto ciò avrà fatto pensare il buon Gianluca? Non lo sappiamo. Fatto sta che il cantante oggi (martedì 1 agosto) ha comunicato sulla sua pagina Facebook ufficiale la cancellazione dello show a Montefiascone, spiegando: "Mi vedo costretto ad annullare il concerto a Montefiascone, perché c'è stata una disinformazione generale sull'evento stesso, sulla location cambiata quasi all'ultimo minuto, dettagli dei quali io sono venuto a conoscenza poche ore fa!!! Di sicuro il motivo per il quale non terrò il live non è legato alla circostanza che lo stesso è inserita all'interno della Festa del vino...".

Il cantante di "Destinazione Paradiso" ha poi aggiunto: "Che ci crediate o no io tengo molto alla mia dignità professionale...che per me è al primo posto sempre!!!". Insomma, non è ben chiaro cosa l'abbia spinto al dietrofront, ma è certo che il commento di Selvaggia Lucarelli non è passato inosservato all'artista. L'apertura del post, infatti, l'aveva dedicata proprio all'opinionista: "La prima cosa che mi viene in mente però è il diritto di replica con ironia nei confronti della sig. ra #SelvaggiaLucarelli anche perché son convinto che non si offenderà se dico che quando la vedo in TV a fare l'opinionista neanche a me sembra che lei sia nel contesto giusto!!".  

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