Rassegna del 31 Luglio 2017

CORRIERE DELLA SERA

L’inchiesta

Genova, la sedicenne morta per ecstasy: la serata dello sballo tra funghi allucinogeni e alcol

Dai verbali giudiziari: la serata «normale» è cominciata più o meno alle 22, nell’appartamento trovati molte bottiglie di superalcolici, tre grammi di Mdma (più conosciuta come ecstasy) incartati in una stagnola e sei piantine di funghi allucinogeni

di Giusi Fasano

Una serata «normale». Sergio, Gabriele e l’altra ragazzina minorenne che era assieme a loro l’hanno definita così nelle dichiarazioni annotate dalla polizia. «Normale». Come se in quella parola ci possa stare anche l’abitudine di sciogliere sotto la lingua cristalli di Mdma, come hanno fatto loro. Ne hanno consumato più o meno tre grammi, l’altra sera, l’ultima di cui Adele ha visto le luci. Poi una camminata verso il centro della città e lei è crollata. E’ morta in ospedale venti minuti più tardi, davanti agli occhi disperati di Sergio, il suo innamoratissimo fidanzato. La serata «normale» è cominciata più o meno alle dieci.

I quattro avevano un appuntamento a casa di Gabriele

I quattro avevano un appuntamento a casa di Gabriele, a Genova. Prima tappa della compagnia: un salto a Busalla, alle porte della città, per andare dall’amico che aveva «la roba». Le due ragazze minorenni restano in macchina, Sergio e Gabriele salgono dal pusher a comprare lo sballo delle prossime ore. Si torna a casa, a «farsi», come dicono loro. Chiacchiere, musica, telefonini incollati alle mani, la droga che va in circolo sciogliendosi in bocca. E un bel po’ di alcol per rendere la realtà ancora più irreale. Gli agenti della Squadra mobile che più tardi hanno perquisito l’appartamento hanno trovato molte bottiglie di superalcolici, tre grammi di Mdma (più conosciuta come ecstasy) incartati in una stagnola e sei piantine di funghi allucinogeni, probabilmente comprati via Internet e ancora non usati.

«Sembravano un po’ confusi»

Dopo mezzanotte il programma cambia. A casa è diventato noioso, si va in centro a fare un po’ di chiasso e a bere qualcosa d’altro. Adele non ci arriverà mai. La vedono crollare, senza più forze, senza più una parola. Un testimone che ha visto i ragazzi mentre cercavano di soccorrerla dice che gli sembravano «un po’ confusi». Si muovevano come ci si muove quando si è sotto l’effetto di droga e alcol. Alle tre di notte l’effetto dell’ecstasy era calato di molto, la disperazione invece quella no. Quella era al massimo. E da allora il suo effetto non è mai passato un minuto.

 

LA STAMPA

Gli investigatori: Adele uccisa da un cocktail di droga e alcol

marco fagandini, tommaso fregatti

genova

«Nostro figlio era innamoratissimo di Adele, è disperato. Ci teneva a questa ragazza, in maniera incredibile. L’aveva portata spesso in paese e anche da noi. Siamo distrutti per quello che le è successo e per la sua famiglia». Emanuele e Lara sono chiusi in casa, in via Campo, frazione di Uscio, paese alle spalle di Recco. Una sfilza di abitazioni di campagna, ben curate che conduce al campetto da calcio del paese. Quello dove Sergio Bernardin, 21 anni, il loro figlio, ha giocato e dove ha fatto giocare anche i bambini. I due genitori del ragazzo arrestato per la morte della fidanzata Adele De Vincenzi - stroncata a sedici anni nella notte di venerdì da un cristallo di ecstasy - ieri pomeriggio si sono chiusi in casa. A circa trenta chilometri di distanza, a Chiavari, i famigliari di Adele non parlano. «Rispettate il nostro dolore, chiediamo silenzio». Ancora dieci e più chilometri a est e si arriva a Sestri Levante. Dove Gabriele Rigotti, 19 anni, l’amico di Sergio e Adele arrestato anche lui, sabato mattina doveva andare a lavorare. «Lo aspettavo per mezzogiorno. Non è arrivato. Credevo si fosse addormentato. Invece mi ha chiamato la questura per dire che era stato arrestato».  

Il cristallo di ecstasy che Adele ha sciolto sotto la lingua nella casa dell’amico ha impiegato meno di cinque ore per ucciderla. I poliziotti su mandato del pm Michele Stagno hanno ricostruito l’ultima notte di Adele. Una serata cominciata a Sestri Levante alle 17 davanti ad un hotel e finita tragicamente a Genova dopo un festino tra ecstasy, alcol e probabilmente anche qualche altro tipo di droga. Prima il viaggio in Valle Scrivia per acquistare la droga, quattro grammi di cristalli di Mdma. trecento euro in tutto. A consegnarglieli uno studente di 17 anni della zona che - è stato accertato in queste ore dai detective diretti dal primo dirigente Marco Calì - non era direttamente lo spacciatore. «Piuttosto un intermediario» precisano. Il vero pusher, secondo quanto riscontrato, i poliziotti lo hanno rintracciato ieri mattina all’alba quando hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Nei guai è finito uno studente di vent’anni originario dell’Ecuador. È accusato della cessione della droga ma anche e soprattutto di aver provocato la morte della ragazzina. Il sospetto degli investigatori è che ad uccidere la giovanissima sia stato un mix micidiale di alcol e droga. Nell’abitazione dove Adele e gli amici sono rimasti per più di cinque ore infatti sono state trovati anche cinque vasetti che contenevano funghetti allucinogeni. Stupefacente che il diciannovenne aveva acquistato su internet e che custodiva all’interno di una dispensa vicino alla sua camera da letto. Adele e i suoi amici hanno assunto anche questa potente droga oltre all’ecstasy? Gli inquirenti lo sospettano fortemente.

 

IL SECOLO XIX

L’assessore alla sicurezza

Sampierdarena, il tour di Garassino: «Vieteremo la vendita di alcolici in bottiglia». M5S: «Solo propaganda»

Genova - Non chiamatele “ronde”, anche se in fondo all’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino non dispiacerebbe. La seconda tappa delle “passeggiate notturne” di Garassino e della collega di giunta Paola Bordilli ha toccato sabato sera Sampierdarena. I due assessori hanno fatto un giro a piedi (accompagnati dalla digos e da militanti e consiglieri leghisti) tra piazza Masnata, piazza Montano, piazza Settembrini per controllare di persona la situazione di bar e circoli “culturali” segnalati dagli abitanti come troppo turbolenti. Garassino sfoggiava una maglietta con la mail dell’assessorato: «La indosso perché deve diventare un punto di riferimento per le segnalazioni dei cittadini».

Ma al di là delle “passeggiate”, Garassino e Bordilli cominciano a pensare a contromisure concrete per la delegazione. «Mi sembra che ci sia un problema di gruppi di ubriachi molesti fuori da alcuni locali, lavoreremo con la collega Bordilli a una nuova ordinanza per vietare la vendita di alcol in bottiglie di vetro nelle ore serali a Sampierdarena», spiega Garassino, «per quanto riguarda i circoli che di culturale hanno ben poco invece il Comune non ha grandi poteri ma ho già chiesto al questore di intensificare i controlli e quando avremo più personale per la polizia municipale lo schiereremo anche nei pattuglioni interforze, insieme a polizia e carabinieri».

L’iniziativa di Garassino, applaudita dai cittadini più esasperati dalla presenza dei circoli ha ricevuto anche commenti molto scettici tra i sampierdarenesi. In particolare secondo il capogruppo M5S in municipio Michele Colnaghi «Hanno fatto solo propaganda politica, hanno fatto un giro in cui hanno evitato tutte le vie e i locali più problematici».

 

LA NAZIONE Arezzo

L'alcol del sabato sera: oltre 300 intossicazioni l'anno, il boom nel weekend

Si allarga il dramma sociale del bicchiere: un caso su 4 è tra gli under 20 anche se la fascia più colpita è quella dei quarantenni

Arezzo, 31 luglio 2017 - L'alcol è il nemico della movida aretina. La cronaca ha riportato l’attenzione sul problema delle metanfetamine e dello «sballo» del sabato sera. Una piaga con esiti a volte tragici. Abbiamo, quindi, fatto il punto della situazione con Massimo Mandò, responsabile del reparto di emergenza urgenza del San Donato.

«Da noi problemi con le cosiddette pasticche non ne stiamo riscontrando. Ci sono dei tossicodipendenti abituali che d’estate, quando le “notti brave“ sono più frequenti, fanno più uso del solito di sostanze. Il vero problema è l’alcol. Le intossicazioni sono all’ordine del giorno nel fine settimana. Le fasce d’età più interessate sono due: i giovanissimi, meno di vent’anni, e le persone adulte, più di quaranta».

I casi di intossicazione da alcol all’ospedale sono oltre 300 all’anno, per la precisione 305 nel 2015 e 315 nel 2016 e, stando agli accessi registrati in questi mesi, si presume che il trend del 2017 sia simile. La stragrande maggioranza degli accessi si verifica durante il week end, sorta di abitudine al bere smodato nei giorni di «festa». Tanto nel 2015 quanto nel 2016, la fascia d’età più interessata in assoluto sia quella adulta: gli «anta» che hanno avuto problemi con l’alcol sono stati il 40% del totale nel 2015 e il 36% nel 2016.

Molto più dei ventenni, che nei due anni hanno rappresentato il 10% del casi, mentre quelli ancora più giovani sono stati più o meno il 15%. La causa di questo abuso di alcolici è anche legata alla convinzione che non sia dannoso. E invece il maggior pericolo arriva proprio dal bicchiere.

 

LIGURIANOTIZIE.IT

Bergeggi, travolge scooter e fugge: 22enne positivo a droga e alcol arrestato

SAVONA. 31 LUG. Un turista 22enne residente a Moncalvo, in provincia di Asti, ieri è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di “lesioni personali stradali gravi con fuga” per aver travolto uno scooter con due persone ed essere quindi scappato senza prestare soccorso.

L’incidente è avvenuto ne pomeriggio a Bergeggi, il fermo del giovane durante la notte dopo ore di interrogatorio e di indagini.

Il pirata della strada, infatti, è risultato positivo a cocaina, oppiacei e cannabinoidi. Il tasso alcolemico nel sangue era pari a 0,74 g/l.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 22enne, a bordo della sua Bmw, ha effettuato un’inversione di marcia sull’Aurelia travolgendo lo scooter. Poi è scappato ed è andato in spiaggia.

I feriti sono stati soccorsi dai sanitari del 118 e trasportati al S.Corona di Pietra Ligure. Il conducente del mezzo a due ruote è stato ricoverato in Rianimazione, mentre la passeggera è stata dimessa con 10 giorni di prognosi.

 

VARESENEWS

Ubriaco tampona ubriaco: denunciati dai carabinieri

Verbale e denunce a go-go a Luino, Saronno e Busto Arsizio

Poteva farla franca l’automobilista che viaggiava alticcio a Saronno, se non fosse che un secondo guidatore, un po’ meno ubriaco, non l’avesse tamponato.

Sul posto arrivano i carabinieri che misurano il tasso alcolico nel sangue ed ecco la sorpresa: 2,1 il tamponato, 1,9 il tamponante: verbale e denuncia per tutti e due.

È solo una parte del bilancio dei carabinieri della provincia di Varese che hanno colpito nello scorso weekend diverse persone per le guida in stato d’ebbrezza alcolica: in tutto sono stati 7 i denunciati tra Busto Arsizio, Luino e Saronno.

Proprio a Saronno, nella serata di sabato, la vicenda clamorosa di un automobilista che ha tamponato il mezzo che lo precedeva, tentando la fuga; bloccato dai Carabinieri del luogo e sottoposto a controllo etilometrico, è risultato positivo con un tasso alcolemico di 1,90 g/l. Anche il conducente del mezzo tamponato, controllato con l’etilometro, è risultato ben oltre la soglia massima prevista dalla legge, con un tasso alcolemico di 2,1 g/l.

In questa operazione, assieme alle altre legate al controllo del territorio, sono stati impiegati oltre 100 militari a bordo di più di 50 mezzi; oltre 500 persone identificate e più di 380 i veicoli controllati, per un totale di 2 arresti, 20 denunce in stato di libertà e 13 individui segnalati alla Prefettura di Varese come consumatori di sostanze stupefacenti.

 

L’ARENA di Verona

Guida a zig zag in A4: alcoltest otto volte il limite

A segnalarlo alla polizia stradale sono stati numerosi automobilisti, che hanno visto una vettura zigzagare tra le corsie dell'autostrada domenica intorno alle 18,30. Quando gli agenti della Polstrada di Verona Sud l'hanno fermata, hanno scoperto che il conducente, un quarantaduenne di origini romene, aveva un tasso alcolemico quasi otto volte superiore al limite di legge, pari a 3,81 grammi di alcol per litro di sangue. L'uomo è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, la patente gli è stata ritirata e l'auto sequestrata a scopo di confisca. 

Manuela Trevisani

 

ALTO ADIGE

Bolzano, vietato bere alcolici: messi i cartelli nei parchi

Il sindaco Caramaschi: «I divieti riguardano le aree verdi dove giocano i bambini. È giusto tutelare i più piccoli: lo fanno già in molte altre città, a partire da Trento»

BOLZANO. Dopo che a metà aprile il consiglio comunale aveva approvato la delibera, nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per l’installazione in 51 parchi gioco cittadini dei cartelli che vietano il consumo di sostanza alcoliche.

Rispetto al testo iniziale, che prevedeva il divieto assoluto di consumare alcolici nei parchi, alla fine si è limitato il divieto solo ai casi in cui ci si trovi in presenza di bambini; è stato inoltre cancellata la confisca delle bottiglie.

La prima proposta era stata fatta a gennaio dal consigliere Marco Caruso (Uniti per Bolzano) ed era stata subito condivisa dal sindaco.

«Non possiamo permettere - aveva spiegato Renzo Caramaschi che quando ha lanciato l’idea è stato subissato dalle critiche - che gli spazi dove giocano i bambini siano trasformati in immondezzai da chi abbandona bottiglie di plastica, di vetro e mozziconi di sigaretta. Gli addetti della Seab, spesso e volentieri, la mattina devono ripulire aiuole e aree giochi dai resti delle feste notturne. Questo non deve più succedere. Del resto, divieti analoghi sono già stati adottati in altre città».

Al di là dunque delle polemiche, scoppiate in consiglio al momento della discussione della delibera, ciò che conta è che alla fine si sia riusciti ad installare, in 51 parchi giochi cittadini, i cartelli con la bottiglia barrata che vietano il consumo di alcolici nelle aree, distribuite nei diversi quartieri, dove i bambini giocano; vanno ad aggiungersi ai cartelli con la sigaretta barrata che vieta di fumare.

L'elenco delle aree vietate parte con parco Petrarca e finisce con la zona di via Maso della Pieve, in mezzo ci sono tra gli altri, parco dei Cappuccini, parco delle Semirurali, parco Europa, via della Vigna.

Certo il testo iniziale della delibera era più restrittivo, ma è comunque un passo avanti rispetto alla situazione precedente quando tutto era permesso.

«Ci siamo semplicemente adeguati - dice oggi il sindaco - a quello che già avviene in molte città italiane. A partire da Trento. È una questione di rispetto e tutela dei più piccoli che hanno diritto di giocare senza che qualcuno fumi loro in faccia o beva alcolici; oltre che degli addetti della Seab che, ogni mattina, devono ripulire le aree verdi e i parchi gioco da montagne di bottiglie e mozziconi di sigaretta abbandonati da adulti incivili».

Eventuali violazioni dei divieti prevedono sanzioni amministrative da 50 fino a 500 euro.

 

IL MESSAGGERO

Gianluca Grignani alla Fiera del vino di Montefiascone, l'ironia dei social: «Non è proprio una buona idea»

di Federica Lupino

«Abbiamo tutte le garanzie: nel contratto ci sono regole precise, se non rispettate non lo paghiamo», assicura il presidente della Pro-loco, Gianfranco Bellini. Insomma, microfono in mano e niente vino. Almeno prima di cantare (*), poi sarà libero di degustare anche lui le famose bottiglie a marchio “Est! Est!! Est!!!”. Il caso è quello di Gianluca Grignani il 15 agosto alla Fiera del vino di Montefiascone, un’accoppiata che non è passata affatto inosservata, anzi sui social è scoppiato il putiferio.

Il motivo? Lo scandalo che ha avvolto il cantautore a Capodanno del 2016. Sul palco di Bari, in diretta su Rai Uno, era lui uno dei super ospiti chiamati a esibirsi da Gigi D’Alessio. Peccato che si è presentato alquanto alticcio di fronte alle telecamere e i primi giorni del 2016 non si è parlato d’altro.

Per chi avesse la memoria breve ci ha pensato Selvaggia Lucarelli, giornalista e blogger, a riaccendere i ricordi (e anche la miccia dei botta e risposta sui social, a volte velenosissimi come solo i leoni da tastiera sanno fare). Sul suo profilo Facebook ha infatti condiviso la notizia commentando con poche battute, ma ironiche quanto basta: “A occhio, non mi sembra una buona idea”, scrive. Poche ore e il post ha ottenuto migliaia di like e altrettanti commenti. I fan di Grignani non hanno di certo gradito, anche perché il cantante in passato ha avuto diversi problemi con l’alcol. Comunque la notizia ha fatto il giro del web e ora a Montefiascone si attendono migliaia di persone.

Intanto, quelli della Fiera del Vino se ne infischiano delle polemiche, anzi alla fine è tutta pubblicità. Da mesi stanno lavorando duro perché la festa, e soprattutto il concerto, non si rivelino un fiasco. (**) E scommettono che tutto filerà liscio: “I manager hanno voluto le loro garanzie e noi le nostre”, ripete Bellini. Per loro, quello che conta è riempire piazzale Roma dove la sera di Ferragosto Grignani si esibirà gratis. Di sicuro, vista la notizia virale, il problema sarà dove mettere tutta la gente che arriverà. E chissà se lui, cantando “Chi se ne frega”, non avrà una dedica speciale da rivolgere.

 

(*) Nota: dietro ai commenti ironici, in questa vicenda ci sta tutta la contraddizione della nostra cultura alcolica. Così l’assessore invita il cantante famoso alla Festa del Vino, scrivendo però sul contratto che non lo pagherà se prima di cantare … berrà vino.

 

(**) Nota: sembra anche a voi che il giornalista non si sia accorto del gioco di parole?

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