Rassegna del 30 Luglio 2017

IL GIORNALE

Travolse due ragazzi «Farò da testimonial anti alcol alla guida»

Morirono due studenti della Bocconi, l'uomo aveva bevuto. Finisce in cella dopo sei anni

Paola Fucilieri

Sab, 29/07/2017 - Uccidere una persona rivoluziona una vita, ucciderne due la rovina per sempre. Quando i rimorsi dilaniano l'anima il quotidiano si riduce a un pallido tentativo di sopravvivenza, peraltro solitamente senza successo. Leonardo Giuseppe Cereda, rappresentante milanese di 44 anni, una moglie e un figlio, in carcere a San Vittore da qualche giorno, sta scontando due pene: quella di 5 anni e due mesi inflittagli dalla Corte di Cassazione che, lo scorso 28 giugno, ha rigettato il ricorso presentato dai suoi penalisti per ottenere un nuovo processo e che qualche giorno fa lo ha portato in carcere per mano dei carabinieri della sezione «Catturandi», guidati dal capitano Marco Prosperi del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano. Quindi per lui c'è una pena più intima, quella del tormento che con ogni probabilità lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. Una sorta di «fine pena mai» della mente e dell'anima, insomma. Il rappresentante è accusato infatti di omicidio colposo con l'aggravante dello stato di ubriachezza (il suo tasso alcolemico superava di almeno tre volte quello consentito) perché responsabile della morte di due studenti siracusani, amici sin dall'infanzia e venuti a Milano per studiare all'università Bocconi, Gabriele Chierzi, 23 anni e Claudio Caruso, 22. All'alba dell'8 ottobre 2011, una domenica, Cereda li falciò con la sua Fiat Cinquecento mentre i ragazzi, a bordo di uno scooter, attraversavano l'incrocio tra viale Romagna e via Pascoli. Nonostante i tentativi di rianimazione di Cereda, fermatosi subito dopo lo scontro per prestare soccorso ai ragazzi, Chierzi, che era alla guida del ciclomotore, morì sul colpo, mentre Caruso, portato in condizioni disperate dall'ambulanza al San Raffaele, spirò qualche ora più tardi. Secondo la ricostruzione, probabilmente, stando alla regola della precedenza a destra, Chierzi non rispettò l'obbligo e invase l'incrocio proprio mentre arrivava la vettura di Cereda che nello scontro sbalzò i ragazzi per diversi metri.

Una tragedia infinita per le famiglie, giunte trafelate a Milano solo per riconoscere i cadaveri dei loro ragazzi e riportarli in Sicilia per i funerali. Una disperazione sorda per il rappresentante, conscio di essere reduce da un ritrovo ad alto tasso alcolico con alcuni amici e di guidare al momento dello scontro, come rilevò la polizia locale, oltre il doppio della velocità consentita in città, 106 chilometri orari per la precisione. La patente gli venne sospesa per sei mesi, quindi gli fu riconsegnata per permettergli di lavorare.

All'arrivo dei carabinieri Leonardo Cereda, non si è opposto all'arresto. Ha chiesto invece di poter collaborare dal carcere come testimonial per diffondere il messaggio forte sulla pericolosità dell'alcol alla guida da un differente punto di vista, quello di colui o colei che l'incidente mortale lo ha causato. Il rappresentante desidera quindi essere strumento di veicolazione del messaggio che scoraggia a guidare chi ha bevuto troppo o ha fatto uso di stupefacenti. (*)

Certo Chierzi, Caruso e tanti altri non torneranno alle loro famiglie, no. Ma anche i rimorsi di Cereda non si limiteranno a tormentarlo per sempre, ma a cercare la via del perdono. Almeno da se stesso.

 

(*) Nota: difficile criticare l'impegno a fare da testimonial anti alcol alla guida. Stando in prigione, tuttavia, in un certo senso è già un buon testimonial. Se la sua iniziativa si trasformasse in una misura alternativa alla detenzione, il messaggio sarebbe perlomeno contraddittorio.

 

LA GAZZETTA DEL MEZOGIORNO

La lotta del sindaco all'evasione: «Non posso vietare gli alcolici»

30 Luglio 2017 - Gallipoli, città bella di nome e di fatto, d'estate diventa un inferno. La popolazione residente si moltiplica di dieci o venti volte: si sente sicuro come primo cittadino? «Le persone che si divertono non hanno mai ucciso nessuno: sappiamo perfettamente che Gallipoli vanta numeri straordinari in termini di presenze, ma questo non vuol dire che la città diventi pericolosa. Con questo non deve intendere che escludo che in città non possa accadere nulla: il micro crimine esiste ovunque e ‘viaggia’ insieme ai flussi turistici. I controlli aumentano in proporzione, sebbene i rinforzi siano numericamente inferiori a quelli dello scorso anno Purtroppo questo non dipende da noi, ma per compensare, è però aumentata la vigilanza privata.

Ogni notte molti ragazzi si accasciano davanti alle discoteche per malori da alcol o droga. Eccessivo consumo di superalcolici anche sulle spiagge. Chi controlla? Come pensa di rasserenare un genitore? «I controlli ci sono e chi gestisce si assume anche questa responsabilità. Non possiamo vietare la vendita di alcolici nei locali, ma stiamo valutando azioni più decisive sulla questione. Pensare che capiti solo a Gallipoli però non è propriamente corretto: in altre città ‘del divertimento’ accadono situazioni simili. Ad ogni modo, le ultime ordinanze parlano chiaro: è vietata la vendita di alcolici e superalcolici in latta e in vetro in concomitanza dei grandi eventi. Ai genitori direi di accompagnare i propri figli: Gallipoli vanta un centro storico e delle bellezze naturali e architettoniche uniche su tutto il territorio. L’offerta è varia ed è in grado di accontentare tutti.

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LA NUOVA VENEZIA

«Stop all’alcol per arginare il degrado»

Sorvegliate speciali Fondamenta Ormesini, Pescheria, Strada Nuova in centro storico, l’area della stazione a Mestre

di Marta Artico

VENEZIA, 30 luglio 2017 - Da una parte, soprattutto in centro storico, mettere un freno al degrado e al disturbo della quiete pubblica impedendo tour alcolici, addii a celibato-nubilato, ubriachi che dormono appoggiati ai monumenti; dall’altra, e questa parte interessa più la terraferma e in particolare alcune zone calde come quelle a ridosso della stazione, disincentivare la creazione di zone “franche” dove gruppi di persone bevono alcolici tutta la notte seduti per terra.

L’ordinanza che vieta a partire dal 4 agosto il consumo di alcolici in strada, dalle 18 del venerdì alle 8 del lunedì mattina, ha una doppia funzione, che spiegano bene il comandante della polizia municipale di Venezia, Marco Agostini, e l’assessore alla Sicurezza, Giorgio D’Este.

Aree calde. «L’ordinanza è valida a Venezia centro storico come in terraferma», spiega Agostini, «allarghiamo lo strumento già messo in atto in Campo a Santa Margherita che ha dato buoni risultati mediante un impegno suppletivo, per contrastare fenomeni quali, ad esempio, i tour alcolici che si sono verificati nelle scorse settimane». Le zone sorvegliate speciali, sono quelle dove si sono ripetuti episodi che hanno fatto discutere. Agostini ne cita alcuni: «Fondamenta Ormesini, Pescheria, Strada Nuova, ma ce ne sono altri». Il comandante annuncia i controlli, che verranno messi in atto anche grazie ai nuovi agenti in forze da fine mese, ma non rivela da dove si partirà. Altrimenti, fa capire, non avrebbe senso se li rivelassimo. Per quel che riguarda Mestre, l’ordinanza urgente del sindaco è un prosieguo di quanto iniziato nelle scorse settimane: «Completiamo quanto fatto vicino alla stazione, dove è stata limitata l’apertura di quattro esercizi commerciali, e dove ora sarà vietato anche il consumo di alcolici in strada».

L’assessore D’Este. «Il decreto Minniti», spiega, «ci consente di applicare alcuni inasprimenti in via di urgenza, per questo dal 4 agosto inizieremo con questo provvedimento che estende a tutto il comune quanto messo in atto a Santa Margherita. L’intento è evitare che la gente se ne vada in giro con alcol in corpo, birre, vino, un tema che riguarda non solo i soliti senza tetto e vagabondi, ma anche i più giovani, che sono i meno controllabili, che si recano al market con l’amico maggiorenne, escono e vanno in giro armati di sostanze alcoliche. Il fine settimana è contestualizzato nell’ottica degli assuntori, vogliamo contribuire al massimo intervenendo su quei fattori che favoriscono il disordine cittadino oltre che una situazione di carattere sociale non condivisa».

Prosegue: «Speriamo che questa ordinanza circoscriva il degrado, avviando una riqualificazione del tessuto sociale e urbano. Ci auguriamo che il provvedimento venga compreso e recepito. Chi agisce in maniera educata e responsabile non si sdraia addosso a un monumento o una scalinata di una chiesa con l’alcol in corpo. Divertirsi va bene, strafare è tutta un’altra cosa».

Chiarisce: «Ci rivolgiamo ai turisti che provengono da altre località, ma anche ai nostri giovani. Ricordo l’ultima moda in Strada Nuova, dove scorrazzavano ragazzi che giravano ubriachi e molestavano la gente. Non va più bene, lo slogan #enjoyrespect vale per tutti e dev’essere rivolto a tutti».

L’obiettivo è inasprire le sanzioni.

«Servono uomini, che ci auguriamo di avere a disposizione», conclude, «per aumentare la soglia di vigilanza sull’intero territorio, con particolare attenzione al decoro nel centro storico e al controllo di altri fenomeni in terraferma».

 

VIDEOANDRIA

Battiti in Piazza: ad Andria il divieto di bevande in vetro sarà esteso ai distributori automatici?

Mancano poche ore al “Battiti Live” e come già diramato dall’amministrazione comunale della città attraverso un precedente comunicato, sarà severamente vietato vendere bevande in bottiglie di vetro e lattine. Le violazioni prevedono multe da 50 a 500 euro. Indicazioni restrittive e molto precise sono state emanate per quanto concerne il traffico veicolare e lo stesso ingresso all’evento.

“A proposito di alcolici: siamo certi che il divieto sia stato assicurato anche per i distributori automatici in città?” – se lo chiede un cittadino andriese attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui).

La domanda è lecita e siamo certi che gli operatori della sicurezza e l’amministrazione comunale sapranno dare una risposta celere: il divieto di alcolici sarà esteso anche a quelle attività che distribuiscono le bevande in bottiglie di vetro e lattine nelle aree limitrofe a Piazza Catuma? Nel frattempo, il cittadino ci ha inviato questa foto:

 

IL SECOLO XIX

Savona, autisti bus minacciati: scatta lo sciopero: niente servizio il 9 agosto dalle 21 a fine turno

Savona - «Gli autisti sono costantemente sottoposti a stress, insulti e minacce da gruppi di vandali ubriachi, nelle linee della movida, di sera.

silvia campese

Un bus Tpl dela linea Savona-Finalborgo Tpl, autista aggredito nel turno serale Un bus di Amt Amt, guardie giurate e vigili sugli autobus anche nel 2016 Un bus della linea 1 Autista Amt e passeggeri aggrediti da due balordi armati di coltello I ragazzini acquistano le bottiglie al supermercato e si bevono smodatamente Ragazzini ubriachi sui bus, la Tpl: «Pronti a sospendere il servizio notturno»

Savona - «Gli autisti sono costantemente sottoposti a stress, insulti e minacce da gruppi di vandali ubriachi, nelle linee della movida, di sera. Senza contare il sovraffollamento di alcune linee e la carenza di personale». I sindacati vanno subito al sodo e proclamano lo sciopero. «Ed è solo l’inizio», dicono Cgil, Cisl, Uil e Faisa, al termine dell’incontro in Prefettura, che doveva portare a una conciliazione tra l’azienda di trasporto pubblico, Tpl, e i lavoratori ed invece ha determinato la rottura definitiva. Emblematica anche la scelta di incrociare le braccia il prossimo 9 agosto, dalle 21,15 sino a fine servizio: ossia proprio nelle ore serali. Quelle più a rischio .

«Partiamo con quattro ore – il commento di Massimo Nari, Cgil- ma andremo avanti con altri scioperi. La situazione si è incrinata in modo drammatico. Le problematiche sono tante e, soprattutto, vengono ribadite da tempo, ma inascoltate. Ad esempio, per quanto riguarda la sicurezza: nostra e dei viaggiatori. Del resto, i lavoratori lo avevano anticipato: se non fossero stati presi provvedimenti, per quanto riguarda la sicurezza, avrebbero incrociato le braccia nelle ore serali, quelle a rischio più alto.

«Sopportiamo situazioni inaccettabili – commenta Ermanno Chiapparo, Faisa-. Alcuni di noi sono stati picchiati finendo in ospedale. Altri sopportano sputi, insulti, minacce. Abbiamo chiesto che venisse posizionato un separatore tra autista e passeggeri, ma non è avvenuto. Abbiamo chiesto il supporto di pattuglie, ma niente. Il rischio non riguarda solo noi, ma anche i viaggiatori, che si trovano a bordo, dopo una certa ora, con teppisti e ubriachi molesti».

Invariate, poi, le segnalazioni relative alle linee costiere. In primis la 40, ma anche la linea 6: in estate l’utenza si quadruplica e le tensioni, tra il caldo per l’aria condizionata spesso fuori uso e la mancanza di posti, si accentua. «Riscontriamo sovraffollamento a causa dei tempi di percorrenza imposti, troppo rapidi rispetto alla reale percorrenza – dice Giuseppe Gulli, Uil-. Basterebbe sedersi a un tavolo con l’azienda e discutere del problema». Infine, il personale. «Siamo pochi – dicono i sindacati-. I nostri autisti non sono in grado di usufruire delle ferie, dei permessi, perché lascerebbero in ginocchio i colleghi. E poi ci sono problemi in apparenza secondari, ma non per chi li vive. Ad esempio, l’assenza di servizi igienici fruibili al capolinea di Andora. Segnaleremo il problema all’Asl e all’Igiene».

Temi su cui l’azienda, contattata, non si è voluta esprimere. Limitandosi a ribadire che molto è stato fatto e che si sta lavorando per migliorare la situazione. I tagli, inflitti dagli enti, soci di Tpl, sono stati pesanti e hanno reso più complesso il quadro generale. «È in fase di attuazione – si legge nel verbale della Prefettura, relativo all’incontro- un piano di assunzioni di personale a tempo determinato».

 

GENOVATODAY

Voltri, 28enne ubriaco molesta clienti di un bar e aggredisce i carabinieri

Ubriaco molesta i clienti di un bar, poi aggredisce i carabinieri

Arrestato a Voltri un 28enne genovese, pregiudicato, che ha trascorso la serata a bere e a infastidire i clienti di un locale

30 luglio 2017 - Si è conclusa nelle camere di sicurezza della stazione dei carabinieri di Voltri il sabato di un genovese di 28 anni, che dopo avere alzato un po’ troppo il gomito ha iniziato a molestare i clienti di un bar finendo per scagliarsi contro i militari intervenuti.

L’episodio si è verificato nella tarda serata di sabato a Voltri, quando il giovane, visibilmente ubriaco, ha dato in escandescenze nel locale infastidendo i clienti e spingendo il titolare a chiamare le forze dell’ordine.

Nel giro di poco tempo sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri della stazione locale. I militari si sono avvicinati all’uomo per calmarlo, ma alla richiesta di mostrare i documenti si sono visti rispondere con minacce, pugni e spintoni. Alla fine sono riusciti a bloccarlo, seppure a fatica, e per lui sono scattate le manette. Il 28enne, volto noto alle forze dell’ordine, dovrà adesso rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

 

VIVEREJESI

Ubriaco infastidisce disabile in carrozzina e reagisce ai carabinieri, denunciato russo

30/07/2017 - Ubriaco in un bar cittadino infastidisce un disabile in carrozzina. Un 43enne russo, residente in Vallesina e già noto alle forze dell' ordine, in preda ai fumi dell'alcol ha maltrattato un 51enne disabile, anch'egli al bar, trascinadolo contro la sua volontà e spingendolo contro le vetrate del dehor.

 

BRESCIATODAY

Pur di non fare l'acol test, si fa ritirare la patente e sequestrare l'auto

“Non ho fiato”: si fa sequestrare l’auto pur di non fare l’alcol test

Gli agenti della Stradale le hanno ritirato anche la patente

Redazione

30 luglio 2017 - Pur di non fare l’acol test, si fa sequestrare l’auto e ritirare la patente. E’ successo la notte scorsa a Gussago, lungo la strada di collegamento alla Brebemi.

Protagonista R.T., 40enne di Paderno: la donna si è sottoposta in un primo momento al pretest, che ha confermato il superamento del limite di legge. A quel punto è stata invitata a soffiare nell’etilometro, ma si è rifiutata dicendo di non avere fiato.

A seguito di numerosi rifiuti, e dopo averle elencato le conseguenze di tale comportamento, gli agenti della Stradale di Chiari le hanno ritirato la patente e hanno chiamato per il sequestro del veicolo il carro attrezzi Aci, che ha inoltre provveduto a riaccompagnare a casa la 40enne.

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