Rassegna del 23 Luglio 2017

SUCCEDE ANCHE QUESTO NELLA CONCITAZIONE DEI SINDACI DI EMANARE ORDINANZE

 

http://ilblog.paoloruffini.it/2017/07/22/il-sindaco-ordina-il-consumo-di-alcol-multe-fino-500-euro-a-chi-non-beve-lordinanza-errata-del-comune-di-gallese-diventa-virale/

“IL SINDACO ORDINA IL CONSUMO DI ALCOL. MULTE FINO 500 EURO A CHI NON BEVE”: L’ORDINANZA ERRATA DEL COMUNE DI GALLESE DIVENTA VIRALE!

22 luglio 2017

Fonte: Ilfattoquotidiano.it

In occasione del carnevale estivo, il sindaco del Comune in provincia di Viterbo ha giustamente deciso di emanare un’ordinanza. Ma un errore di battitura ha fatto andare qualcosa storto…

Basta una sola parola per sconvolgere completamente il senso di una frase!

 

Ne sa qualcosa il sindaco di Gallese (comune in provincia di Viterbo), il quale ha emanato un’ordinanza diventata virale in rete nelle ultime ore.

“Il sindaco ordina il consumo di bevande super alcoliche da parte di chiunque” leggiamo all’interno del provvedimento in questione.

Il testo, che avrebbe dovuto contenere il verbo “vieta” invece di quello “ordina”, dovrebbe far riferimento al divieto per chiunque di consumare bevande super alcoliche dalle 21 di sabato 22 luglio alle 6 di domenica 23.

L’effetto della svista, tuttavia, cambia tutto, e porterebbe al paradosso: a chi non beve, stando alla lettera dell’ordinanza, andrebbe applicata una bella multa per un minimo di 50 € e un massimo di 500!

Gallese, comune di nemmeno 3000 abitanti, è dunque diventata la nuova patria del divertimento alcolico? Per fortuna no, dato che l’intenzione del provvedimento era esattamente opposta a quella della versione pubblicata e l’ordinanza è stata prontamente corretta!

Troppo tardi, però! Il web non è di certo rimasto impreparato e l’ironia virale dei diversi social non si è fatta attendere nemmeno stavolta: tra tutte le iniziativa, spicca per numero di partecipanti l’evento Facebook “Sfondarsi di alcol con il sindaco di Gallese”.

Che gli estensori del provvedimento decidano di berci un bel cicchetto su per dimenticare la bizzarra vicenda?

 

AUMENTARE I CONTROLLI PER EVITARE ALTRO SANGUE SULLE STRADE

 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/velocit-alcol-cellulari-arriva-tolleranza-zero-anche-sulle-1423545.html

VELOCITÀ, ALCOL, CELLULARI ARRIVA LA «TOLLERANZA ZERO» ANCHE SULLE NOSTRE STRADE

Troppi morti, il Viminale corre ai ripari: «Ma non si usi l'Autovelox per fare cassa»

Stefano Vladovich - Dom, 23/07/2017 - 09:43

Aumentare i controlli con ogni mezzo per evitare ancora altro sangue sulle strade.

È il senso della nuova direttiva emanata ieri dal ministro dell'Interno Marco Minniti che rafforza e adegua le strategie e i modelli operativi di prevenzione e contrasto degli organi di polizia stradale, con l'intento di favorire l'impiego della tecnologia a disposizione delle pattuglie. Tutto ciò non a fini esclusivamente sanzionatori ma con l'obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali, spesso dovuti a comportamenti in violazione dello stesso codice della strada. Troppe, difatti, le violazioni e i comportamenti scorretti alla guida che possono avere conseguenze drammatiche(*).

Una direttiva pensata adeguando il sistema di accertamento attraverso l'uso di dispositivi tecnologici, come autovelox e postazioni di controllo della velocità, che potranno funzionare anche su entrambi i sensi di marcia. Insomma, gli incidenti mortali aumentano drammaticamente(**) e il governo prova a mettere un freno.

Secondo i dati della polizia stradale e dei carabinieri fino alla metà di luglio si è registrato un aumento dell'1 per cento delle vittime rispetto allo stesso periodo l'anno passato. Una tendenza preoccupante che, secondo il Viminale, richiede l'azione coordinata di tutte le forze di polizia per contrastarla. Non solo l'alta velocità ma anche tutti quei comportamenti considerati tra le principali cause degli incidenti come la distrazione, innanzitutto per l'uso di telefonini e smartphone o tablet, per la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco in caso di motociclisti. Una direttiva la cui applicazione, ora, è affidata ai Prefetti, affiancati dalle Conferenze provinciali permanenti e dagli Osservatori per il monitoraggio degli incidenti stradali. Più di 800 vittime, del resto, dall'inizio dell'anno, un aumento costante che ha fatto di questi primi sei mesi e mezzo del 2017 il periodo peggiore dal 2001 in poi, più di 3mila le sanzioni in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso per l'uso del cellulare alla guida.

Dunque, un popolo di maleducati se non peggio, almeno alla guida. Per questo il ministro Minniti è corso ai ripari contro quello che lo stesso Dipartimento di Pubblica Sicurezza definisce un «segnale allarmante». L'obiettivo è chiaro: prevenire e contrastare i comportamenti che rappresentano le principali cause degli incidenti stradali e sono alla base della crescita esponenziale degli incidenti mortali.

Ma c'è un altro dato preoccupante: a fronte di una diminuzione del 10,5 per cento del totale delle infrazioni, con un calo di quelle relative all'eccesso di velocità del 26,8%, sono aumentate del 15,1% quelle per l'uso del cellulare alla guida (dalle 23.011 multe elevate dal 1 gennaio al 30 giugno 2016 si è passati alle 26.948 del 2017). Telefonino che, per gli esperti della Polizia Stradale, resta la prima causa di distrazione. Il diktat, dunque, è intervenire immediatamente.

 

(*)NOTA: statisticamente 1/3 dei decessi è dovuto al consumo di vino, birra ed altri alcolici.

 

(**)NOTA: riporto la nota in calce alla pagine 2 della Direttiva Ministeriale.

“Secondo i dati Istat, nel 2015 si sono verificati in Italia 174.539 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.428 vittime e 246.920 feriti. Per la prima volta dal 2001 si registra nel 2015 un aumento di n.47 vittime, pari all’1,4%, rispetto al 2014. Sebbene nel 2016, secondo una stima recente dell’Istat, le persone decedute a seguito di sinistro stradale siano state 3.270, con una diminuzione del 4,6% rispetto al 2015, nei primi cinque mesi del 2017, in mancanza del dato Istat, da un’analisi degli incidenti stradali rilevati da Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri, si evidenzia un incremento degli incidenti mortali e delle vittime rispettivamente dell’1,3% e del 5,3%, rispetto allo stesso periodo del 2016 (556 incidenti mortali rilevati, con 617 vittime).”

 

Qui troverete la Direttiva Ministeriale

http://www.asaps.it/60203-_ministero_dellinterno_direttiva_per_garantire_unazione_coordinata_delle_forze_d.html

 

 

IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE PRODOTTE ARTIGIANALMENTE C’E’ SEMPRE STATO ED E’ NOTEVOLE. NON SI POTEVANO CONOSCERE I DATI REALI DEI CONSUMI PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DELLE BEVANDE VENIVANO PRODOTTE CLANDESTINAMENTE. (*)

 

http://ummi.it/africa-cresce-il-consumo-di-alcol-da-nigrizia/

AFRICA – CRESCE IL CONSUMO DI ALCOL (DA NIGRIZIA)

Previous

Aumentano i consumi di bevande alcoliche in gran parte del continente, anche grazie alla carenza di normative che ne regolamentino l’uso e la vendita. E con l’abuso aumentano violenze, incidenti stradali e criminalità. Ma per i grandi produttori internazionali si è aperto un fiorente mercato.

La scorsa settimana il capo dell’area tradizionale di Mwankhunikira del distretto di Rumphi, nel nord del Malawi, ha chiesto al governo di Lilongwe di vietare il consumo di birra e sostanze alcoliche durante le ore mattutine perché questa pratica sta avendo delle ripercussioni negative a livello sociale ed economico. L’uomo ha lanciato questo appello alle istituzioni malawiane sostenendo che il paese dovrebbe prendere esempio dalla vicina Tanzania, dove bere durante il giorno è proibito già da qualche tempo.

Il caso

Il capo tradizionale non ha usato mezzi termini: “La cultura del bere durante le ore diurne sta uccidendo la nostra nazione. Chi beve non lavora e non provvede ai bisogni della sua famiglia, sperperando i pochi soldi che possiede”. Il rappresentante di Mwankhunikira ha poi proseguito dicendo che l’uso smodato di bevande alcoliche, oltre a incrementare le situazioni di povertà nelle comunità, è causa di un numero sempre maggiore di gravi incidenti stradali e di atti criminali. Non a caso è stato proprio l’allarmato vicecapo della polizia di Rumphi, Denis Banda, a consigliargli di rivolgersi al parlamento di Lilongwe per chiedere norme più severe.

Un fenomeno continentale

Quello del distretto di Rumphi in Malawi non è che l’ultimo esempio di un problema sociale che da tempo investe gran parte del continente. In Africa l’alcool non è stato importato dal colonialismo, ma è prodotto da sempre: da palme, miele, cereali, frutta o canna da zucchero, si ottengono distillati molto diffusi a livello locale in gran parte del continente. La novità è l’uso sconsiderato che ne viene fatto, arrivando ad essere la quinta causa di morte. In assenza di leggi che regolamentino le attività dei piccoli produttori, l’alcol fasullo e mal distillato ha successo perché è a buon mercato e ogni anno miete numerose vittime. Lo scorso 15 novembre in Camerun ad esempio, 21 persone sono morte dopo aver bevuto una bevanda artigianale chiamata “odontol”, a base di vino di palma e succo di corteccia.

Africa eldorado dell’alcol-business

Ciò che sta avvenendo nel continente non è incoraggiante. L’Africa è oggi un’area commerciale molto attraente per i grandi produttori internazionali di bevande alcoliche, come ha riportato recentemente il sito di informazione Quartz. I giganti dell’industria dell’alcool stanno facendo quello che decine di anni fecero quelli del tabacco per assicurarsi crescita e profitti, dato che i mercati abituali erano ormai saturi: espandersi in territori vergini. Tra di loro troviamo le britanniche SABMiller e Diageo, la belga-americana AB InBev e la francese Pernod Ricard.

Strategia aggressiva

Per adattarsi al basso potere d’acquisto, inoltre, i produttori hanno sviluppato dei prodotti “low-cost”, per cui una bottiglia di birra può costare anche meno di una di acqua minerale.

I big dell’industria alcolica cercano anche di entrare nei mercati africani attraverso strategie di marketing molto aggressive. Alcuni marchi hanno inoltre deciso di portare la produzione direttamente sul posto per diminuire costi e aumentare i profitti. Ultimo esempio quello dell’olandese Heineken che a maggio ha annunciato l’intenzione di aprire un fabbrica in Mozambico.(*)

 

(*) NOTA: in ogni villaggio, anche nei più piccoli, c’è qualcuno che per sopravvivere produce la “kagnanka” un super alcolico al metanolo che distrugge le persone.

 

(**)NOTA: in una città della Repubblica Democratica del Congo dove ho tenuto un Corso di Sensibilizzazione, durante il giorno eravamo senza acqua e corrente perché dovevano darle ad una fabbrica di birra!!!

 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 

http://www.sulpanaro.net/2017/07/controlli-concordia-mirandola-due-fermati-alla-guida-ebbrezza/

CONTROLLI TRA CONCORDIA E MIRANDOLA: DUE FERMATI ALLA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

È di due uomini fermati mentre erano alla guida in stato di ebbrezza il bilancio della serata di controlli sulle strade effettuato dai Carabinieri venerdì notte.

Tra l’una e le tre sono state fermate diverse automobili tra Mirandola e Concordia e due automobilisti sono stati sanzionati. Si tratta di un 59enne che aveva alcol nel sangue quattro volte più del consentito, e di un 48enne che guidava con alcol in corpo tre volte superiore alla norma. Entrambi provenivano da una festa della birra della zona

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE PER PREVENIRE E REPRIMERE PROBLEMI DOVUTI AL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI.

 

http://www.libertas.sm/rimini/notizie/2017/07/23/rimini-irregolarit-turquoise-chiuso-per-un-mese.html

RIMINI. IRREGOLARITÀ: TURQUOISE CHIUSO PER UN MESE

PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE IMPROTA

domenica 23 luglio 2017 07:36

Garantito il servizio di bar ristoro ai clienti dello stabilimento balneare durante la giornata.

Grazia Buscaglia - Il Resto del Carlino: La stangata / Alcol a minorenni e balli abusivi. Il Turquoise chiuso per un mese / Pugno di ferro del questore dopo una serie di irregolarità

RIMINI. Chiuso per trenta giorni. La mazzata per il Turquoise, lo stabilimento balneare di viale lungomare Tintori, a Marina centro, è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri quando è stato notificato il provvedimento firmato dal questore Maurizio Improta. (...) Il decreto è stato adottato in base al Tulps e prevede la sospensione della licenza di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande sia al ‘Turquoise’ che nell’annesso ‘chiringuitò’ sulla spiaggia dalle 18.30 alla mattina dopo le 6. Resta invece garantito il servizio di bar ristoro ai clienti dello stabilimento balneare annesso durante la giornata. (...) Il 18 luglio poi la testimonianza in diretta di agenti in borghese, camuffati da avventori, che hanno assistito alla scena di due 16enni che hanno acquistato alcolici nel locale e a quella di magrebini che vendevano droga vicino al locale. (...)

 

http://www.romatoday.it/cronaca/multe-ordinanza-anti-alcol-monti.html

ORDINANZA ANTI ALCOL, A MONTI CONTROLLI A TAPPETO: DUE RAGAZZE MULTATE PER 300 EURO

Stavano bevendo da una bottiglia di vetro oltre l'orario consentito. Nella notte, controllate 250 persone e 100 mezzi

Redazione

22 luglio 2017 16:38   

Monti. Sono state sorprese a bere da una bottiglia di vetro oltre l'orario consentito dall'ordinanza anti alcol. Erano quasi le 23. Così due ragazze sono state sanzionate per 150 euro ciascuna. E' uno degli effetti dell'attività di controllo della 'Movida' da parte dei carabinieri, iniziata alle 22 di ieri e terminata all'alba.

L'operazione, messa in campo dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro, supportati da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio” e dei reparti specializzati dell’Arma quali il NAS (nucleo  antisofisticazioni e sanità) e il NIL (nucleo ispettorato del lavoro), ha portato a controllare circa 250 persone e 100 mezzi.

In particolare nel rione Monti, con l’impiego di circa 30 unità, i Carabinieri hanno concentrato la presenza di pattuglie in uniforme e in borghese, adottando la tolleranza zero contro la movida selvaggia, verificando il rispetto dell’ordinanza comunale anti alcol; verificando la presenza, all’interno e all’uscita dei locali, dell’avviso obbligatorio in quattro lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco) con una tabella in cui vengono indicate tutte le misure stabilite dall’ordinanza comunale; vigilando per evitare schiamazzi o intralcio alla circolazione stradale, maggiore causa di disturbo ai residenti; controllando la circolazione stradale, anche con l’ausilio di strumenti per l’accertamento del tasso alcolico; sensibilizzando soprattutto i giovani e invitandoli a non mettersi alla guida dopo aver bevuto.

Sempre a Monti sono stati controllati eseguiti controlli amministrativi in alcuni locali esercizi commerciali, tra cui un bar che è stato sanzionato per 10.500 Euro in quanto vi lavoravano 7 persone in nero; un ristorante cinese sanzionato per 18.500 Euro per detenzione di alimenti privi di tracciabilità, illecita congelazione di prodotti alimentari originariamente freschi e precarie condizioni igieniche in cucina, sequestrando circa 100 chili di prodotti (carni di vario tipo, pasta fresca e altro) immediatamente distrutti.  

I controlli dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, con NAS e NIL, sono stati eseguiti anche in altre zone del centro. Un’osteria di via di Tor Millina è stata sanzionata per 10.500 Euro per la presenza di 5 lavoratori in nero.

Cinque ristoranti, uno in via in Arcione, uno in piazza dell’Accademia di Santa Lucina, uno di via del Corso e due di viale Aventino  sono stati contravvenzionati per occupazione abusiva manto stradale e occupazione abusiva suolo pubblico, invitandoli a rimuovere tavolini e sedie. Sul loro conto, con l’ausilio di agenti della Polizia di Roma Capitale, è stato inviato un rapporto amministrativo al I Municipio, competente per determinare ulteriori sanzioni ed eventuali provvedimenti di chiusura o sospensione delle attività.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.larena.it/territori/garda-baldo/malcesine/turista-ubriaco-prende-a-pugni-il-titolare-dell-hotel-1.5851370

TURISTA UBRIACO PRENDE A PUGNI IL TITOLARE DELL'HOTEL

23.07.2017

L’alcol ha fatto venir fuori il peggio di lui. Pare che venerdì sera abbia bevuto, in compagnia degli amici con i quali è in vacanza in un albergo di Malcesine, sei bottiglie tra superalcolici e vino. Troppe. È diventato molesto e quando il titolare dell’hotel lo ha ripreso la reazione di un giovane informatico lettone è stata tremenda. Ha iniziato a colpire l’albergatore, lo ha sfigurato a furia di pugni e poi quando sono arrivati i carabinieri dapprima ha detto di non essere lui il responsabile del pestaggio, poi ha reagito ed è stato quindi arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni: la parte offesa, con il volto tumefatto e fasciato ne avrà per 21 giorni. E la denuncia è scattata d’ufficio.

F.M.

 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_22/stazione-centrale-picchiano-clochard-stampelle-arrestati-tre-bulli-14761aa0-6ed6-11e7-9514-8d2d6097b361.shtml

STAZIONE CENTRALE, PICCHIANO CLOCHARD CON LA STAMPELLA E I RAGAZZI ACCORSI IN SUA DIFESA: TRE ARRESTI

22 luglio 2017

I ragazzi, fra i 18 e i 20 anni, alla fine sono stati bloccati dai carabinieri. Due loro amici e complici, tutti accusati di una serie di scippi e rapine sui treni regionali, dopo ogni azione si fotografavano con soldi e pistole in stile «Gomorra»

di Gianni Santucci

Sabato mattina, dopo una notte nella caserma dei carabinieri in via Vincenzo Monti, avevano perso tutta l’aggressività, e probabilmente s’era dissolto lo sballo dell’alcol e della cocaina. Alle 9 sono entrati a San Vittore, arrestati per una serata di violenza feroce e ingiustificata: una sequenza di aggressioni in meno di venti minuti, tutte nei dintorni della stazione Centrale, tra piazza IV Novembre e via Galvani, tra l’una e l’una e venti della notte tra venerdì e sabato. Un pestaggio e due rapine. Con la sensazione che se i carabinieri del Radiomobile non li avessero arrestati sarebbero andati avanti con gli agguati.

Il pestaggio

La prima sequenza è la più drammatica: Sebastian Nicolas Arredondo, Andrea Brescia e Matteo Banfi (vent’anni i primi due, 18 appena compiuti il terzo — di Cesate, Rovello Porro e Saronno) incrociano un clochard romeno, 58 anni, che dorme in un angolo di piazza IV Novembre, un uomo che vive in strada senza aver mai creato problemi. I tre iniziano a prenderlo a calci, lo colpiscono alla testa, uno dei tre gli prende la stampella (il clochard ha problemi di movimento) e lo picchia con quella, l’uomo perde sangue dal naso, ma i tre non si fermano.

L’intervento

In quel momento, in piazza, stanno passando tre ragazzi di Dueville (provincia di Vicenza), venuti a Milano per il concerto dei Red Hot Chili Peppers e diretti in stazione. Hanno 25 anni, ragazzi perbene, vedono la scena e urlano: «Basta, così lo ammazzate». I tre aggressori alzano la testa, insultano («che cazzo volete»), e quello con la stampella in mano, per primo, si butta contro i tre intervenuti: uno dei ragazzi veneti alza il braccio per difendersi e viene colpito a una mano (in ospedale verrà ingessato, 25 giorni di prognosi); un altro viene picchiato con un ombrello, trovato per caso a terra; il terzo a pugni. I tre scappano. Partono le telefonate ai carabinieri, pochi secondi dopo intorno alla stazione si sentono le sirene delle «gazzelle»; i ragazzi veneti riescono a dare subito una descrizione alle prime pattuglie dei militari: «Uno aveva un piercing al naso, un altro un grosso ciuffo di capelli ossigenati. Hanno anche provato a rubarci un cellulare». Il terzo equipaggio dei carabinieri si butta in via Galvani e li ferma.

La seconda rapina

Nella stesso momento, però, al 112 arriva un’altra telefonata. «Qualche minuto fa ci hanno aggredito», dice un ragazzo, che poi vede i carabinieri in strada e s’avvicina con i suoi amici: sono in quattro, tutti vent’anni, di Livorno, anche loro a Milano per il concerto. Camminavano in via Galvani e sono stati incrociati dai tre balordi che si allontanavano dopo il pestaggio in piazza IV Novembre e l’aggressione ai vicentini. È il momento della seconda (tentata) rapina di un cellulare; nuova violenza. Una delle vittime si ritroverà la schiena ferita dal manico dell’ombrello usato come pugnale.

In caserma i carabinieri prendono le impronte dei tre fermati. E scoprono che i due più grandi sono stati arrestati già lo scorso febbraio per una rapina su un treno in zona Cadorna. Sempre gli stessi due sono indagati nell’inchiesta che, nel luglio 2016, ha portato all’arresto di due loro amici e complici, tutti accusati di una serie di scippi e rapine sui treni regionali tra Milano e Varese. Dopo ogni azione si fotografavano con soldi e pistole in stile «Gomorra». I due arrestati erano anche andati a Scampia per scattarsi una foto con le Vele sullo sfondo.

 

http://www.bergamonews.it/2017/07/23/schiaffi-e-pugni-alla-moglie-davanti-ai-3-figli-piccoli-via-da-casa/260690/

SCHIAFFI E PUGNI ALLA MOGLIE DAVANTI AI 3 FIGLI PICCOLI: VIA DA CASA

L'uomo non potrà più avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie

di Redazione Bergamonews - 23 luglio 2017 - 9:29 Commenta   Stampa  Invia notizia

I Carabinieri della Stazione di Caravaggio hanno eseguito su ordinanza del Gip di Bergamo l’allontanamento dalla casa familiare di un 46enne senegalese residente a Caravaggio.

L’uomo, come hanno ricostruito gli investigatori, da circa 5 anni maltrattava la moglie, una sua connazionale, il tutto anche alla presenza dei tre figli minori.

Si parla di schiaffi, pugni ed anche di lancio di oggetti utilizzati dal violento marito come arme improprie (come ad esempio sedie). Non c’erano motivi specifici che scatenavano tali violenti atteggiamenti, se non un probabile abuso da alcol e da sostanze psico-attive da parte dell’uomo.

La donna, dieci anni più giovane del marito, ha cercato all’inizio di sopportare, venendo addirittura in una circostanza ricoverata in ospedale a causa delle lesioni subite. Anche i familiari, in prima battuta, hanno cercato inutilmente di mediare.

Alla fine però la vittima ha trovato la forza di denunciare l’accaduto ai Carabinieri, che hanno così avviato un’indagine lampo. La Procura della Repubblica di Bergamo, che ha coordinato le indagini, ha quindi richiesto al Gip competente l’emissione di una misura cautelare coercitiva e così il senegalese è stato destinatario del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, eseguito dai Carabinieri nella giornata di sabato. L’ordinanza prescrive altresì il divieto per l’uomo di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Nei prossimi giorni lo straniero verrà infine interrogato in relazione alle gravissime accuse di maltrattamenti mossegli, aggravate appunto dal fatto di aver commesso il tutto in danno del coniuge ed alla presenza dei figli minorenni.

In questi casi è importante ribadire l’invito a denunciare qualsivoglia situazione di abuso e maltrattamenti ai Carabinieri e di segnalare tempestivamente al “112” le situazioni di pericolo, ancorché potenziali, al fine così di consentire ai militari dell’Arma, da sempre impegnati in prima linea nel contrasto della violenza di genere, di intervenire immediatamente.

 

http://www.ravennatoday.it/cronaca/minacce-di-morte-al-barista-poi-aggressione-ai-carabinieri-arrestato-un-ubriaco.html

MINACCE DI MORTE AL BARISTA, POI AGGRESSIONE AI CARABINIERI: ARRESTATO UN UBRIACO

Venerdì pomeriggio, in pieno centro, un 44enne faentino in stato di ubriachezza ha creato scompiglio in un bar e poi, dopo aver minacciato di morte il barista, se l’è presa anche con i carabinieri

Redazione

23 luglio 2017 02:23   

Venerdì pomeriggio, in pieno centro, un 44enne faentino in stato di ubriachezza ha creato scompiglio in un bar e poi, dopo aver minacciato di morte il barista, se l’è presa anche con i carabinieri che alla fine lo hanno arrestato per “resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale”. La telefonata al 112 è pervenuta poco prima delle 17, quando l’uomo in preda ai fumi dell’alcol, si è presentato presso il bar che frequenta abitualmente accusando il titolare di aver chiesto alla moglie il rientro di un debito di circa 60 euro di consumazioni che lui aveva in sospeso da qualche tempo. le intimidazioni rivolte dal 44enne al barista sono state davvero molto pesanti. prima lo ha minacciato di incendiargli il locale e poi di sparargli con una pistola, infatti il barista spaventato dalla reazione dell’uomo e non sapendo più come gestire la situazione ha telefonato al 112 per chiedere aiuto.

Quando sul posto è arrivata una pattuglia del Radiomobile, l’uomo non si è fatto scrupoli di prendersela anche con i carabinieri che hanno cercato in tutti i modi di farlo calmare ricevendo in cambio insulti e qualche spintone, finché i due militari dell’Arma a fatica sono riusciti a farlo salire sull’auto di servizio per allontanarlo dal bar prima che la situazione degenerasse.

Appena portato in caserma, però, l’uomo completamente fuori di sé ha dato luogo ad una violenta resistenza nei confronti dei militari dell’arma sferrando calci e pugni all’impazzata verso chiunque tentasse di avvicinarsi per farlo ragionare, compreso il comandante della compagnia di Faenza - il capitano Cristiano Marella - che sentendo dal suo ufficio le urla dell’uomo si è precipitato per dare manforte ai due carabinieri del radiomobile.

Alla fine l’uomo è stato ammanettato ma ha continuato con le sue minacce, arrivando al punto da millantare conoscenze importanti a cui lui una volta libero si sarebbe rivolto per far trasferire lontano da Faenza il capitano ed i due carabinieri che erano con lui.

La vicenda si è conclusa con l’arresto del 44enne. I due carabinieri del radiomobile, a causa dei colpi ricevuti nella varie fasi dell’intervento, hanno riportato lievi contusioni pertanto sono stati curati presso il locale pronto soccorso e guariranno nel giro di pochi giorni. Fra l’altro i militari dell’arma, dopo aver verbalizzato la versione dei fatti riferita dal barista minacciato di morte, hanno anche perquisito l’abitazione del 44enne dove hanno trovato una pistola scacciacani ed una ad aria compressa che comunque sono state sequestrate per evitare che l’uomo le potesse utilizzare per mettere in pratica le intimidazioni pronunciate al bar anche in presenza dei carabinieri.

Il pubblico ministero di turno Monica Gargiulo, informata dell’accaduto, ha disposto il processo per direttissima. Sabato mattina, in tribunale a Ravenna, il giudice Barlotti ha convalidato l'arresto, dopodichè ha concesso i termini a difesa rinviando il processo a settembre. Nel frattempo, il 44enne è stato rimesso in libertà ma si dovrà presentare tutti i giorni dai carabinieri per l’obbligo di firma.

 

PAESE CHE VAI ORDINANZA CHE TROVI!

 

http://www.youtg.net/v3/index.php/primo-piano/1735-movida-a-cagliari-niente-musica-e-alcol-dopo-le-22-multe-e-telecamere-contro-i-trasgressori

MOVIDA A CAGLIARI, NIENTE MUSICA E ALCOL DOPO LE 22: MULTE E TELECAMERE CONTRO I TRASGRESSORI

Pubblicato: 22 Luglio 2017

CAGLIARI. Movida a Cagliari: telecamere e forze dell'ordine contro i trasgressori. Sono due le ordinanze firmate dal sindaco Massimo Zedda che impongono delle regole precise per i locali e i frequentatori della vita notturna al Poetto e nei quartieri storici di Cagliari. Una riguarda il decoro urbano: i commercianti devono rimuovere i rifiuti entro i 10 metri dal locale o dall'area in concessione o in locazione. L'altra riguarda il consumo di bevande alcoliche a Marina, Stampace, Castello e Villanova. Dalle 22 alle 6 del mattino infatti è vietata la vendita d'asporto di bevande alcoliche e di ogni altra bevanda in contenitori in vetro. Per quanto riguarda la musica, invece, l'ordinanza la vieta dagli impianti all'esterno dei locali dalle 22 alle 9 nel centro storico (Marina, Stampace, Villanova e Castello), in piazza Galilei, Monte Urpinu, viale Europa e Lungomare Poetto.

Dalle 9 alle 22 nelle stesse zone è consentito suonare e utilizzare impianti stereo. Dalle 22 alle 7 in molte zone della città è vietato suonare qualunque strumento musicale. Sono le piazza del Carmine, Dettori, Santo Sepolcro, Santa Restituta, Savoia, Sant'Eulalia, gradinate di piazza Annunziata (accanto alla Mem) e ancora viale Europa, Lungomare Poetto ma anche viale Europa.

A chi critica gli orari restrittivi, il primo cittadino di Cagliari risponde: "L'ordinanza è meno restrittiva rispetto alla precedente, regola in modo più dettagliato la possibilità di far musica anche in deroga e ricordo che la richiesta da parte di organismi regionali era quella di rimuovere perfino i tavolini alle 22". Le previsioni della nuova ordinanza - specifica l'assessora al Turismo Marzia Cilloccu - "tutelano la salute dei residenti senza nulla togliere allo sviluppo turistico della città che sta crescendo".

Pugno duro del Comune per chi non rispetta le regole: multe da 25 a 500 euro, fino alla perdita dell'occupazione del suolo pubblico da parte dei titolari dei locali. L'amministrazione comunale sta già predisponendo un controllo del territorio attraverso l'installazione di nuove telecamere che andranno ad aggiungersi a quelle esistenti e che verranno posizionate nelle zone centrali della città, nelle piazze ancora non servite, nel Lungomare Poetto, nelle zone d'accesso.

Il sindaco ha inoltre avviato una serie di interlocuzioni - la prima con il ministro dell'Interno Marco Minniti - per chiedere di poter sfruttare la presenza degli agenti di Polizia e Carabinieri che attualmente si svolgono attività di antiterrorismo per rendere ancora più capillare il controllo del territorio. "Non voglio certamente che la città sia sguarnita sul fronte della prevenzione del terrorismo - ha precisato Zedda - ma un conto è Cagliari e un altro conto sono altre città che necessitano di un presidio specifico".

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti.,pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@acatversilia.org indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione