Rassegna del 28 Giugno 2017

LA STAMPA

Mala-movida a Torino: i locali al Tar contro l’ordinanza sull’alcol

I gestori di San Salvario propongono un consorzio. La zona di via Baretti verrebbe trasformata in un distretto enogastronomico

ANDREA ROSSI

TORINO, 28/06/2017 - La battaglia e il rilancio. L’offensiva dei gestori di bar, locali e ristoranti contro le nuove regole che il Comune ha imposto alla vita notturna - e quelle ancora in cantiere - è fatta di due tasselli impossibili da disgiungere. Da una parte c’è il rifiuto verso le ordinanze, considerate provvedimenti spot con la conseguenza non indifferente di penalizzare tutti, indistintamente. Dall’altra c’è la consapevolezza che la situazione attuale non è sostenibile.

Ecco perché i gestori dei locali di San Salvario - quelli che già alcuni fa siglarono un patto con il Comune dotandosi di steward - si sono presentati in municipio ieri mattina con un annuncio e una proposta. Il primo riguarda l’ordinanza contro l’alcol da asporto in vigore da nemmeno un mese e contro cui è pronto un ricorso al Tar.

CONTRO LA STRETTA Lo promuovono i locali di San Salvario ma lo firmeranno anche colleghi delle altre zone interessate: piazza Vittorio e Vanchiglia. Come denominatore, oltre all’avversione verso il provvedimento voluto dalla sindaca Appendino, è lo smarcarsi dalle due associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, che con Palazzo Civico stanno trattando, puntano a modifiche al testo in vigore dal 9 giugno e soprattutto a quello che dalle prossime settimane dovrebbe limitare l’apertura notturna dei dehors. «A noi questa discussione non interessa», spiega Davide Pinto, uno dei gestori che hanno incontrato l’assessore al Commercio Alberto Sacco. «Non stiamo a trattare su mezz’ora in più o in meno. È il concetto stesso delle ordinanze che non funziona: colpiscono chi ha sempre rispettato le regole come chi le infrange sistematicamente, chi cerca di offrire qualità e chi fa leva sui costi stracciati per vendere di più».

NUOVA FORMULA Ecco il punto. Al tavolo con l’amministrazione i gestori si sono presentati anche con una proposta, sostanzialmente accolta: sperimentare nella zona di via Baretti il primo centro commerciale enogastronomico di Torino. E farlo attraverso una società consortile che tenga insieme la Città e gli esercenti, un po’ sul modello di quella mai decollata che avrebbe dovuto gestire i Murazzi.

Alla stretta sulla vita notturna, San Salvario dunque risponde lanciando l’idea di un consorzio che promuova il tessuto enogastronomico di qualità, e lo fa anche sulla base di alcune eccellenze riconosciute: non a caso alcuni esercenti della zona sono stati chiamati a portare i loro prodotti - come il Vermut - alla riunione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco, in programma a Cracovia dal 4 al 6 luglio.

La risposta di Palazzo Civico è stata interlocutoria: «Dobbiamo approfondire dal punto di vista giuridico e amministrativo se è una strada percorribile», ha spiegato Sacco ai titolari dei locali. «Poi ne dovremo discutere in giunta e valutare». Certo è che il modello proposto dall’associazione dei gestori di via Baretti e dintorni corrisponde esattamente a quel che l’amministrazione sta perseguendo in questo frangente. «L’idea è molto interessante», ragiona l’assessore. «Supera il concetto stesso di movida e apre invece a una fruizione di qualità, a una nuova modalità di vivere i locali che si basa sulla ricerca del particolare, della tendenza, della novità». (*)

 

(*) Nota: con i maggiori controlli con l'etilometro e con la recente legge sull'omicidio stradale, si stanno togliendo gli alcolici dalle strade. Occorre ora adoperarsi per toglierli dalle piazze. Ci vorrà ancora del tempo, soprattutto per il cambiamento culturale. Nel frattempo ci vorrebbe una seria normativa nazionale che escluda il consumo di alcolici al di fuori di locali e situazioni in cui sia possibile controllarne l'uso.

 

LA NUOVA RIVIERA

Alcol e movida, arriva l’ordinanza di ferro. Sarà vietato consumare alcolici all’aperto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ in arrivo l’ordinanza di ferro contro la movida molesta. Il sindaco Piunti sta per firmare l’ordinanza anti alcol per l’estate 2017, un documento che in alcuni tratti ricalca le precedenti ordinanze ma che aggiunge anche diverse novità.

In primo luogo l’ordinanza partirà dal giorno della firma e arriverà fino al primo novembre in modo da “coprire” anche le notti in cui si celebra Halloween. Tra le novità principali c’è il divieto di servire, per asporto, sia bottiglie di vetro che lattine ma soprattutto il divieto assoluto di vendere alcolici e superalcolici da asporto.

In pratica sarà vietato consumare alcol all’esterno dei locali così come sarà vietato bere in luoghi pubblici anche se l’alcol arriva da casa propria. Il tutto in una fascia oraria che va dalle 22 fino alle sei del mattino nell’area del lungomare (intero), in quella del centro e nell’area centrale di Porto d’Ascoli.

I locali sorpresi a trasgredire saranno puniti con una multa che può arrivare fino a 500 euro ma, cosa più importante, di fronte alla recidività saranno puniti con la chiusura dell’attività per quindici giorni attraverso un’ordinanza firmata dal Questore. E dovranno essere sempre i locali, infine, a sensibilizzare l clientela e a scoraggiare l’abuso di alcol.

 

VENEZIATODAY

Off limits e Vacanze Sicure 2017 a Jesolo

Ulss 4, Off Limits è divertimento sicuro: torna il progetto che vigila sulle notti dei giovani. Un camper con operatori dell'Azienda sosterà al di fuori dei locali più frequentati del litorale. Un'auto medica del pronto soccorso stazionerà nelle vicinanze di Piazza Mazzini

La Redazione, 28 giugno 2017 - Divertimento sicuro: ritorna anche per l’estate 2017 "Off Limits", il progetto che già da molti anni “vigila” sulle notti dei giovani per prevenire comportamenti che possono comportare rischi per le persone, in particolare a seguito del consumo di alcolici e di sostanze stupefacenti. Si conferma e si rinnova quindi l’impegno dell’Ulss 4 Veneto Orientale, dell’Amministrazione comunale di Jesolo, dell’Ascom e del Silb, con l’obiettivo di conciliare il divertimento, che è una sana aspirazione di tutti e dei giovani in particolare, con la tutela della salute e della sicurezza: un interesse di tutti, delle istituzioni preposte alla prevenzione, ma anche di chi lavora nel settore del divertimento notturno.

Il progetto prevede la presenza, nei fine settimana, di un camper che sosta in aree limitrofe ai locali di maggior tendenza, con operatori dell’Ulss che incontrano i ragazzi con l’obiettivo di diminuire il rischio derivante dall’uso di alcool e di sostanze stupefacenti: forniscono informazioni, danno consigli, effettuano l’alcol test. L’esperienza ha insegnato che è strategico riuscire a costruire degli interventi di prevenzione nei luoghi del divertimento com’è altrettanto strategico il dialogo con gli operatori e la loro collaborazione per contrastare il diffondersi di comportamenti a rischio.

Inoltre sarà operativa anche quest’anno l’applicazione “Off limits": si tratta di un’app per tablet e smartphone, disponibile gratuitamente, che permette di calcolare autonomamente il tasso alcolemico teorico inserendo le bevande alcoliche assunte, di apprendere quali sono i rischi in seguito all’assunzione di sostanze, di individuare con la geolocalizzazione il luogo in cui sono operativi gli operatori del Servizio per le dipendenze, ma in particolare offrirà la possibilità di essere avvisati con degli “alert” qualora si diffondano sostanze di nuova sintesi o comunque sia necessario avvisare tempestivamente gli utenti di un pericolo imminente.

La presenza di un’auto medica del pronto soccorso dell’ospedale di Jesolo, che staziona nei pressi di piazza Mazzini, assicura poi la possibilità di interventi sanitari tempestivi sul posto in caso di chiamate. Infine va segnalata l’iniziativa “Io sono Guido” dove “Guido” è il guidatore designato. Questa iniziativa prevede che a inizio serata gli educatori del Ser.D. contattino i ragazzi e chiedano a chi guida se deve riaccompagnare a casa almeno altre tre persone e se è disponibile a non bere. Se il guidatore accetta diventa il “Guido” e indosserà un braccialettino star light (fluorescente) per tutta la nottata. All’uscita del locale si avvicinerà al camper per sottoporsi all’alcoltest e se la misurazione sarà pari a zero riceverà un buono omaggio per una bibita analcolica, messo a disposizione dai gestori dei locali. Tutti i locali che aderiscono alla iniziativa esporranno un cartello al fine di dichiarare la loro adesione a questo accordo.

 

ADNKRONOS

Incidenti: Renzi, giusto pene dure se sotto effetto alcool o droghe

Roma, 27 giu. (AdnKronos) - "Si è riaperto il dibattito sula legge sull’omicidio stradale che in passato era stata molto contestata, come ricorderete. Ma era un nostro impegno con tante famiglie, e con noi stessi, e io ne vado orgoglioso. Un’altra promessa divenuta realtà. Continuo a pensare che sia giusto, infatti, aver previsto pene dure per chi mettendosi alla guida sotto effetto di alcool o droghe causa un incidente mortale". Lo scrive Matteo Renzi nella enews

 

IL GIORNALE DI BRESCIA

IL DATO

Le prime sbronze alle medie: rischio alcol tra i giovanissimi

Imitano gli adulti, assumono comportamenti a rischio e quasi di sfida. Anche nell’abuso di alcolici. L’ultimo caso in ordine di tempo lo scorso fine settimana, durante una festa organizzata a Sellero. Dove una ragazzina, di 12 anni appena, è stata soccorsa, priva di sensi, e poi ricoverata in ospedale per un’intossicazione etilica. Il fenomeno, allarmante, è noto come “binge drinking”, il consumo smodato di bevande alcoliche: più di sei bicchieri in un’unica serata. E a rischiare di più sono proprio gli adolescenti.

La conferma arriva da una recente indagine condotta nelle scuole medie dall’Ats di Brescia. “In prima l’8% degli intervistati dichiarava di essersi ubriacato almeno una volta nell’ultimo mese, in terza il dato raggiungeva il 15%” spiega Carmelo Scarcella, direttore dell’ATS. Anche l’Istat nel 2016 ha evidenziato che il consumo di alcolici in Italia è in generale calo, ma la sbronza del fine settimana è pratica diffusa per un giovane su 5 tra gli 11 e i 17 anni e nel 7,5% dei casi arriva a provocare malori, fino ai casi estremi di coma etilico che impongono il ricovero. Raramente però si tratta di situazioni che vengono intercettate dai servizi dedicati alle dipendenze pubblici o convenzionati.

“Nel 2016 sono state 1437 le persone che si sono rivolte a questi servizi, ma solo una aveva un’età inferiore a 18 anni” prosegue Scarcella.

Molto più utile dunque è la prevenzione, che l’ATS ha avviato dal 2011 nelle scuole medie, facendo leva sulla formazione degli insegnanti, e fin dal 2000 nelle superiori con una metodologia che garantisce il massimo coinvolgimento dei giovani. “476 studenti-educatori che hanno seguito un percorso di formazione in Ats - sottolinea il direttore generale - e che hanno poi sensibilizzato 4500 coetanei”.

 

ALESSANDRIAMAGAZINE

Rifiuta il controllo con etilometro ed anche l’accertamento alcolemico presso l'ospedale: patente ritirata e sarà processato

martedì 27 giugno 2017 - Avendo già subito il ritiro della patente di guida per ebbrezza alcolica, così quando è rimasto coinvolto in incidente stradale sull'A26 dei trafori durante il quale riportava lesioni, ha cercato di sottrarsi al controllo con etilometro cui gli Agenti della Polizia Stradale di Ovada lo volevano sottoporre, lamentando sofferenza e dolore.

Però gli operatori della Polizia Stradale non si sono persi d'animo, ed hanno inviato la richiesta di accertamento alcolemico presso l'ospedale (come previsto dalla norma).

A questo punto M.S. di anni 45 anni ha pensato bene di rifiutare qualsiasi accertamento, dichiarando e sottoscrivendo innanzi al medico di turno il proprio diniego.

Tale comportamento viene sanzionato dal codice della strada come autonomo reato di gravità pari allo stato più elevato di ebbrezza che, qualora evidente, concorre ulteriormente ad aggravare le conseguenze della condotta.

In conclusione l’uomo ha subito il ritiro della patente ed ora rischia una sospensione del documento per oltre un anno, oltre al processo sia per il rifiuto che per lo stato di ebbrezza alcolica (desunto dai sintomi descritti dal medico).

 

TODAY.IT

"Distilleria clandestina" in carcere, malori per la grappa a Bologna

Sono stati ricoverati in ospedale a Bologna quattro detenuti che avevano preparato e consumato una grappa artigianale in cella per festeggiare la fine del Ramadan: il fenomeno purtroppo non è nuovo

Redazione

28 giugno 2017 - Sono stati ricoverati in ospedale a Bologna quattro detenuti che avevano preparato e consumato una grappa artigianale "distillata" in cella per festeggiare la fine del Ramadan.

Ne avevano bevuta una quantità notevole, oltrettutto dopo aver assunto farmaci di vario tipo: hanno rischiato grosso.

Il comportamento, secondo il sindacato Sinappe, sarebbe piuttosto diffuso in alcune sezioni del penitenziario bolognese, e da anni.

Per il segretario del Sinappe, Vitaliano Cinquegrana, a questo punto la misura è colma e "per garantire la sicurezza sul posto di lavoro degli operatori" è tempo di "una valida soluzione" da parte della direzione dell'istituto penitenziario. In discussione non c'è soltanto la salute dei detenuti, che va tutelata, ma anche quella degli agenti della Penitenziaria che nei reparti in questione sono impegnati. Secondo la denuncia i problemi più grossi si hanno nel "reparto giudiziario" e, in particolare, al primo e terzo piano, dove con le perquisizioni successive ai malori sono saltati fuori non soltanto "un notevole quantitativo di derivato alcolico", ma anche "un punteruolo".

Lo scorso aprile lo stesso sindacato di polizia penitenziaria Sinappe aveva lanciato l'allarme sulla grappa da frutta messa a macerare con zucchero e lievito tra le mura della Dozza. Ovviamente il regolamento del carcere non permette né la vendita, né la consumazione di alcolici all’interno della casa circondariale, ma i detenuti si sono ingegnati con quello che hanno. E il sospetto è che utilizzino la loro grappa come merce di scambio. Una condotta, scrive il sindacato di polizia penitenziaria Sinappe, "impiegata da tempo, con regolarità e pianificazione". Il sindacato ha denunciato.

I detenuti utilizzerebbero la frutta che viene loro distribuita durante i pasti, o l’acquisterebbero al sopravvitto e la farebbero macerare a lungo con zucchero e lievito, che accelera il processo alcolico. "Il flusso di alcoloci all’interno dell’Istituto – spiegava il segretario provinciale Vitaliano Cinquegrana – porta non solo problemi di tipo pratico, causati dallo stato di ubriachezza potenziale di alcuni detenuti ad alto rischio di pericolosità, ma anche una trama delinquenziale sorretta dallo scambio di favori tra detenuti". E ora c'è anche un serio problema legato alla salute dei detenuti.

 

LA REPUBBLICA

Adam Clayton: "Senza gli U2, Townshend e Clapton sarei ancora un alcolizzato"

Il bassista della band irlandese parla in pubblico delle sue dipendenze e dell'aiuto decisivo dei suoi amici. Premiato con uno "Steve Ray Vaughan Award" dalla MusiCares Foundation, un'associazione che si occupa del recupero di artisti e musicisti

27 giugno 2017 - With a little help from my friend, cantavano i Beatles. E l’aiuto degli amici è stato molto utile al bassista degli U2 Adam Clayton, il quale ha voluto pubblicamente ringraziare i suoi compagni d’arte Bono, The Edge e Larry Mullen Jr, oltre che gli amici e colleghi Pete Townshend degli Who ed Eric Clapton, per averlo aiutato a sconfiggere l’alcolismo di cui era diventato vittima.

Clayton ha tenuto un breve discorso durante la cerimonia svoltasi lunedì scorso a New York nella quale gli è stato consegnato un premio dalla MusiCares Foundation, un’organizzazione che si occupa del recupero dei musicisti afflitti da dipendenze specialmente per alcol o droga. Il bassista degli U2 aveva reso nota la sua dipendenza “dall’alcol e da altre cose” lo scorso anno, ma si era manifestata già nel 1993 in modo clamoroso quando il bassista dovette lasciare il palco durante un concerto in Australia.

Nel suo discorso di accettazione del premio, il musicista 57enne ha detto che pensava che, se avesse smesso di bere, la sua carriera di rockstar sarebbe finita perché la maggior parte del tempo si trascorreva in giro di notte: “Ma due miei eroi erano al mio fianco” ha aggiunto Clayton, “e ha significato molto per me che abbiano cercato di convincermi che mi sbagliavo. Dopo due nottate particolarmente distruttive Eric Clapton era lì e senza indorarmi la pillola, mi ha detto chiaramente che era giunto il momento per me di cambiare vita, e che non me ne sarei pentito”.

“Mi ha dato il nome di un centro di trattamento delle dipendenze e la convinzione giusta per chiamarlo. E mentre ero lì che seguivo questo programma di cinque settimane mi è venuto a trovare Pete Townshend e, di nuovo, mi ha spinto a non mollare e a continuare a curarmi e che potevo farcela”.

E poi Clayton dice di essere stato fortunato ad avere al fianco “questi tre amici che potevano controllare cosa accadeva e che mi amavano abbastanza da aiutarmi a non soffrire dei miei inevitabili fallimenti. Bono, The Edge and Larry mi hanno aiutato prima e dopo il mio ricovero e di questo gli sarò sempre grato”. Dopo la consegna del premio a Clayton, gli U2 hanno suonato tre brani, Stuck in a moment you can’t get out of, Vertigo e I will follow.

 

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