Rassegna del 23 Giugno 2017

FONDAZIONEVERONESI

Anche moderati consumi di alcol possono danneggiare il cervello (*)

PUBBLICATO IL 22-06-2017

Anche con due bicchieri di vino al giorno si «anticipano» l’atrofia cerebrale e il declino cognitivo. Alcol dannoso anche per il cervello degli anziani

Non esistono quantitativi sicuri per il consumo di bevande alcoliche, neppure quando si parla di cervello. Di conseguenza non è possibile indicare dosi in grado di apportare finanche benefici alla salute. Assodato che per prevenire i tumori è meglio non bere, come recita il Codice europeo contro il cancro, il messaggio interessa anche neurologi, geriatri e psichiatri alle prese con la salute cerebrale e dei più anziani. Una ricerca pubblicata sul British Medical Journal ha infatti svelato come anche il consumo moderato e regolare di alcolici sia in grado di recare un danno strutturale e funzionale al cervello.

GLI EFFETTI DI CONSUMI MODERATI DI ALCOL

I ricercatori dell’University College di Londra e dell’ateneo di Oxford sono giunti a questa conclusione dopo aver valutato l’effetto di consumi differenti di bevande alcoliche in un gruppo di 550 adulti che, al momento dell’avvio dello studio, non risultavano aver sviluppato una forma di dipendenza. Il consumo eccessivo di bevande alcoliche risulta da tempo legato a una precoce degenerazione cognitiva, che si manifesta con forme di demenza alcolica o con diagnosi di sindrome di Korsakov. Questa volta l’obiettivo degli autori era valutare le conseguenze legate a un consumo moderato, spesso considerato innocuo, se non addirittura benefico. La realtà dei fatti, invece, è differente. Analizzando i test di funzionalità cerebrale a cadenza regolare, oltre a una risonanza magnetica cerebrale al termine del trentennio di osservazione, i ricercatori hanno osservato che al crescere dei consumi risultava associato un aumento dell’atrofia dell’ippocampo (l’area del cervello deputata allo stoccaggio della memoria e all’orientamento nello spazio). Nello specifico è stato riscontato come anche i bevitori moderati - coloro che durante il periodo di monitoraggio hanno bevuto da 14 a 21 unità alcoliche a settimana, ovvero due o tre birre piccole o altrettanti bicchieri di vino al giorno - avessero un rischio tre volte più alto di vedere atrofizzarsi il proprio ippocampo, rispetto agli astemi. A consumi più elevati di alcolici sono stati associati anche una ridotta integrità della sostanza bianca (data dai fasci di fibre nervose che uniscono l’encefalo al midollo spinale) e un più rapido declino nella conoscenza della propria lingua. Nemmeno un basso consumo di alcolici (massimo una birra o un calice di vino al giorno) è risultato avere un effetto protettivo.

SMENTITI I PRESUNTI BENEFICI

Sebbene l’uso di alcolici sia diffuso e in aumento nella società occidentale, e nonostante da alcuni studi sia emersa una possibile correlazione inversa rispetto al rapporto tra consumo di bevande alcoliche e salute cerebrale, sulla falsa riga di quanto accaduto negli anni parlando di prevenzione cardiovascolare, per preservare l’integrità del sistema nervoso centrale non c’è dunque nulla di più efficace rispetto al mancato consumo. «Le conclusioni della ricerca evidenziano come non si possa dire che un consumo moderato di alcolici abbia un effetto protettivo sulla salute cerebrale», afferma Anya Topiwala, docente di psichiatria all’università di Oxford e co-autore della pubblicazione (di carattere osservazionale, dunque non in grado di provare nero su bianco un nesso di causalità diretta).

L’alcol non è un farmaco né un mezzo di prevenzione

ALCOL E ANZIANI

Il problema del decadimento cognitivo è particolarmente sentito nel corso della terza età. Ecco spiegata l’attenzione particolare rivolta agli anziani: uno su due beve troppo, esponendosi così anche al rischio di pericolose interazioni tra l’alcol e i farmaci (aspirina, antinfiammatori, antidolorifici, antibiotici e sedativi). Oltre i 65 anni non si dovrebbero più consumare birra, vino e superalcolici? Il divieto non è perentorio, ma gli esperti raccomandano di non superare un’unità alcolica al giorno. Questo perché col tempo si riduce la capacità di metabolizzare l’alcol e anche l’acqua presente nel nostro organismo risulta di meno: riducendo di conseguenza la capacità di diluire l’alcol e tollerarne gli effetti.

 

(*) Nota: la consapevolezza del rischio del consumo moderato di alcolici è un passo importante nella riduzione del consumo di alcolici. I bevitori moderati sono i principali sostenitori del mercato degli alcolici. Essendo molto più numerosi dei forti bevitori, la maggior parte delle patologie che possono manifestarsi anche a livelli bassi di consumo sono presenti in questo gruppo.

 

ECODELLECITTA'

Movida, da Torino a Roma tra vetro e alcol ecco come le città italiane tentano di arginare il fenomeno

Nonostante l’esistenza di una legge nazionale e dei regolamenti contro l’abbandono dei rifiuti le ordinanze anti movida stanno conquistando i sindaci dello stivale e ognuno a modo suo cerca di inventarsi una ricetta su misura per il proprio campanile (*)

Di: Luigi Vendola

22 giugno, 2017 - Dopo i 1527 feriti di Piazza San Carlo durante la finale di Champions League e l’uso della polizia in assetto da sommossa in Piazza Santa Giulia per far rispettare l’ordinanza anti-movida, Torino continua a far scuola e mostra al resto del Paese il lato oscuro e inaspettato delle variegate ordinanze in vigore nelle città italiane che mirano a contrastare gli aspetti più negativi della movida: abbandono rifiuti e disturbo alla quiete.

L’Italia dei mille campanili emerge anche in questo contesto. Leggendo le ordinanze emesse dalle principali città italiane si evince che ogni amministratore ha deciso di creare un strumento ad hoc per contrastare e arginare la movida: c’è chi si è concentrato sull’aspetto legato ai rifiuti e alla loro pericolosità, vietando la vendita e il consumo di bevande in vetro e lattine nei luoghi pubblici; altri amministratori si sono concentrati sull’alcol vietandone la vendita e l’asporto, mentre altri ancora hanno vietato tutto (o quasi), dimenticando che in Italia esiste già una legge generale nata per contrastare gli effetti negativi della movida.

Parliamo della legge n°120 del 2010 che all’articolo 54 pone dei paletti ben precisi alla vendita e asporto di alcol imponendo il “divieto di somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche dalle 3 alle ore 6 in tutti i pubblici esercizi (alberghi, ristoranti, bar, pub, locali da ballo e di intrattenimento, agriturismi), circoli privati, fiere, sagre; e il divieto di vendere per asporto bevande alcoliche e superalcoliche (poiché non possono effettuare nemmeno la “somministrazione non assistita” di bevande alcoliche e analcoliche) da parte degli esercizi commerciali di vicinato dalle ore 24 alle ore 6”.

Una legge che, se fatta rispettare e affiancata ai vari regolamenti comunali che vietano l’abbandono di rifiuti su suolo pubblico, da sola avrebbe risolto molti dei problemi che le amministrazioni tentano di risolvere con le ordinanze anti movida.

Non resta dunque che provare ad analizzare le ordinanze che regolano o tentano di regolamentare la movida estiva nelle principali città italiane, per capire in cosa si differenziano evidenziandone i punti di forza e non solo. Prima dell’analisi va detto che quest’ultime possono essere divise in tre grandi gruppi: divieto di vendita e somministrazione di bevande contenute in vetro o lattine; divieto di vendita e somministrazione bevande alcoliche; e divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche contenute in vetro o latta.

Roma. Nel centro città eterna ma non solo, alla sera le strade pullulano di vita, forse troppa per alcuni, e quindi dall’inizio della primavera sono in molti a chiedere che l’amministrazione guidata dalla Raggi faccia qualcosa per contrastare il fenomeno. I rumor capitolini raccontano della creazione di una ordinanza molto restrittiva e estesa a tutta la metropoli ma, ad oggi, nessuna ordinanza è stata emanata, e di conseguenza non resta che guardare l’ordinanza emessa la scorsa estate (identica nella sostanza a quelle emesse gli anni precedenti) per capire come l’amministrazione capitolina ha affrontato, quasi esclusivamente nelle zone centrali della città, la questione movida.

“È vietato – si legge nell’ordinanza n° 47 datata 1° agosto 2016 - dalle ore 24.00 alle ore 07.00, il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito; dalle ore 22.00 alle ore 07.00, il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in contenitori di vetro nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito; dalle ore 22.00 alle ore 07.00, la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti, a vario titolo ed in forme diverse, autorizzato e/o legittimato alla vendita al dettaglio, per asporto, nonché attraverso distributori automatici e presso attività di somministrazione di alimenti e bevande; dalle ore 02.00 alle ore 07.00, la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, da parte di chiunque risulti, a vario titolo ed in forme diverse, autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande, anche nelle aree esterne attrezzate di pertinenza del locale, o attraverso distributori automatici e in circoli privati”.

In pratica il divieto romano parte con l’ostacolare l’abbandono dei rifiuti e, via via che la movida si intensifica, limita la vendita e la somministrazione di alcolici andando idealmente a creare una zona “no alcol” in tutte le principali aree dello svago romano. Nonostante i rigidi divieti la scorsa estate la situazione nelle piazze, come ad esempio a San Lorenzo, non rispecchiava appieno la volontà dell’ordinanza.

Movida, da Torino a Roma tra vetro e alcol ecco come le città italiane tentano di arginare il fenomeno Torino. Con l’ordinanza n°46 relativa alle “misure in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alla esigenza”, il Comune di Torino ha deciso di vietare, fino a fine settembre 2017, la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche da asporto in alcune zone (San Salvario, Vanchiglia e Piazza Vittorio) della città dalle 20 alle 6 del mattino.

Se da un lato l’ordinanza nasce per tutelare il decoro e il sonno dei residenti, dall’altro non viene affettivamente contrastato l’abbandono dei rifiuti, infatti è possibile introdurre e consumare qualsiasi tipo di bevanda in qualsiasi tipo di imballaggio nelle aree soggette a restrizione, e nei fatti non tenta nemmeno di arginare gli assembramenti di persone che causano la perdita di sonno dei residenti. Addirittura, ma le devastazioni dei plateatici effettuate dalla polizia in Piazza Santa Giulia sembrano andare in direzione contraria, lo spirito dell’ordinanza favorisce il consumo di alcol all’interno dei locali vietando l’acquisto di bevande alcoliche, a costi nettamente inferiori, dai piccoli e medi rivenditori.

Pisa. Anche nella città della Torre con l’arrivo dell’estate è arrivata l’ordinanza anti-movida. Quella del capoluogo toscano è una delle prime ordinanze emanate dopo il decreto Minniti-Orlando e ha una validità di trenta giorni rinnovabili (scadenza prevista per il 2 luglio 2017). In sostanza l’ordinanza vieta la vendita di bevande alcoliche per i negozi di vicinato dalle 21 alle 7 del mattino, mentre per i bar e affini è fatto obbligo di servire bevande alcoliche in bicchieri di plastica o carta dalle 21 fino alle 7.

Anche a Pisa il divieto è essenzialmente contro l’alcol e in seconda istanza contro la pericolosità del vetro. Resta il fatto che non essendo vietato il consumo di qualsiasi tipo di bevande (alcoliche o meno) in ogni sua forma di imballaggio, fenomeni assimilabili al botellón non spariranno. Inoltre, da buoni pisani sono in molti i cittadini che fanno notare al sindaco che l’ordinanza è un mera fotocopia di quello che è stato fatto a Livorno e rappresenta un surplus legislativo, infatti “ il divieto di vendere alcolici per asporto dopo le 24 esisteva già, basta leggere l'articolo 54 2 bis della legge 120 del 2010”.

"Il provvedimento – ribatte ai critici il primo cittadino Marco Filippeschi - si inserisce all’interno di una strategia condivisa con le istituzioni pisane e le associazioni di categoria per limitare gli eccessi della movida. Contemporaneamente bisogna continuare e aumentare i controlli contro il commercio abusivo".

Genova. L’ultima modifica alle varie ordinanze che negli anni hanno tentato di zittire le chiassose piazze del centro della città è arrivata a fine novembre 2016, dove il Sindaco Doria ha rivisto assieme ai cittadini, commercianti e associazioni l’ordinanza. In pratica nella città di Genova nelle zone della movida i piccoli esercizi commerciali che vendono alcol devono tassativamente chiudere alle ore 21 mentre gli altri no. Per i negozi medio grandi non c’è nessuna chiusura forzata ma, dalle 21, non possono vendere alcolici. Mentre è fatto divieto a tutte le attività commerciali di vendere bevande in imballaggi di vetro o lattina dalle 22 fino alle 6 del mattino.

Per quanto riguarda bar e locali hanno l’obbligo di chiudere tutti i giorni alle 01 fatta eccezione per i venerdì e sabato notte dove l’orario di apertura si allunga di una ora. Intanto nel mese di giugno 2017 l’ordinanza è stata stranamente sospesa per le festività: ponte del 2 giugno e del week end dal 23 al 25 giugno. Ovviamente anche a Genova vale la regola che se ti porti la birra da casa puoi berla in assoluta tranquillità.

Movida, da Torino a Roma tra vetro e alcol ecco come le città italiane tentano di arginare il fenomeno Milano. Nella città meneghina comincia a montare la richiesta di azioni contro la movida e in particolare una stretta all’abuso di alcol, da parte di alcuni residenti dei Navigli, Darsena e Colonne di San Lorenzo. Richieste che per ora non hanno portato a nessuna ordinanza ad hoc del comune che si limita come ogni anno a rinnovare il famoso “DUC Navigli” che per “contrastare il degrado urbano nonché a tutelare la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica” prevede il divieto “a tutti gli esercizi (di vendita, di somministrazione e artigianali) di vendere bevande in contenitori di vetro o latta per l’asporto fuori dal locale”, individuando nei contenitori di plastica e carta l’alternativa a vetro e lattine.

Osservando le ordinanze emerge un blando contrasto all’abbandono di rifiuti (che possono diventare molto pericolosi come è successo in Piazza San Carlo) e quindi a quello che qualcuno definisce grossolanamente degrado. Rimedi banali ma efficaci e a costo zero potrebbero essere per esempio la sperimentazione del deposito cauzionale per i contenitori delle bevande, come avviene già nei festival musicali.

In parallelo, osservando meglio le ordinanze, non c’è nessuna concreta azione alla tutela del sonno dei residenti se non l’intimidazione a chiudere i locali non oltre una certa ora.

Quello che invece accomuna tutte le ordinanze è il contrasto alla vendita di bevande alcoliche a basso prezzo vendute dai negozi di vicinato che, per assurdo, può portare alla paradossale situazione, in una calda notte d’estate, che un residente delle zone della movida voglia disperatamente comprarsi un fresca birra ed è costretto a comprarne e consumare una costosa in un bar, invece che spendere pochi soldi e bersela in tutta tranquillità a casa, per il semplice fatto che il negozietto sotto casa non può più venderla.

 

(*) Nota: di fronte a un problema pressoché uguale in ogni realtà locale, stiamo assistendo a varietà di interventi disomogenei e spesso poco efficaci. Qui di seguito alcuni esempi. Manca il coraggio di legiferare seriamente a livello nazionale.

 

CASILINANEWS

Fiumicino, notte bianca: vietata la vendita di alcolici e super alcolici in bottiglie di vetro

 

LA NAZIONE

Stazione, stop alla vendita dell’alcol. "Esteso a tutte le attività della zona"

 

IL RESTO DEL CARLINO

Cervia, ordinanza sul decoro urbano e vendita alcolici

 

VESUVIOLIVE

Tolleranza zero di Borriello: niente alcol al Carnevale Estivo e 'O Food Festival

 

GAZZETTA DEL SUD

Torre del Greco. Negozi e movida, il Comune cambia le regole

 

DIARIO DI BIELLA

Ordinanza sicurezza: niente alcolici in vetro durante le manifestazioni

 

TRENTINO

Vigiliane, niente bando per gli alcolici

 

CORRIERE DI VITERBO

Alcolici e recipienti in vetro vietati la notte: ecco l'ordinanza del sindaco

 

GAZZETTA DEL SUD

Negozi e movida, il Comune cambia le regole

 

CRONACHE MACERATESI

Notte più rosa, il sindaco: “Superalcolici sì ma non in bottiglia”

 

QUIPISA

Alcol nelle ore serali, nuove multe

Controlli ai minimarket: due multe per vendita di alcool oltre l’orario consentito. La Polizia municipale sanziona anche i bus turistici

PISA — Continuano i controlli della Polizia Municipale per il contrasto al commercio abusivo: martedì 20 giugno sette i sequestri di merce messa in vendita abusivamente: 31 borse, 20 occhiali, 11 ombrelli e 80 collane, a cui si aggiunge un ulteriore sequestro di 20 borse nella mattina di mercoledì.

Continuano i controlli ai bus turistici che non utilizzano il parcheggio di via Pietrasantina ma che fanno scendere i passeggeri in luoghi non idonei. Accertate altre due multe. Insieme alla sanzione ordinaria per divieto di sosta da 85 euro, si aggiunge l’applicazione della sanzione accessoria di 100 euro prevista dal regolamento comunale e il recupero a quando dovuto per il ticket parcheggio maggiorato per il mancato pagamento

Controlli mirati nelle zone di confine della ZTL cittadina: 12 multe nel turno serale. Ritrovato un motociclo rubato. Sanzionati due automobilisti perché il loro veicolo non era stato sottoposto a revisione. In totale martedì sono state 59 le multe elevate per il non rispetto del codice della strada. Rilevati inoltre sei incidenti stradali.

Polizia Municipale in azione la sera per controllare il rispetto dell’ordinanza che prevede, per minimarket ed esercizi di vicinato, il divieto di vendita di alcolici dopo le 21. Controllati a tappeto i minimarket del centro storico e dei lungarni, anche con agenti in borghese che simulano di essere clienti. Due le multe per vendita di alcool oltre l’orario consentito. Una multa da 100 euro che prevede in caso di reiterazione la chiusura del locale per 15 giorni. I controlli continueranno nelle prossime sere.

 

IL MESSAGGERO

Roma, paura in un pub, ubriaco ferisce con una bottiglia il titolare: non voleva più dargli da bere

Ha chiesto un birra in un pub di Prati ma quando il gestore del locale gliel'ha rifiutata, si è scaraventato contro di lui colpendolo al braccio con una bottiglia rotta. E' successo in un locale nelle vicinanze di piazzale degli Eroi quando un uomo, visibilmente ubriaco, ha preteso che il gestore del pub continuasse a dargli da bere.

Al rifiuto, l'avventore, ha iniziato, prima a lamentarsi, poi ad inveire infine, dopo essersi allontanato, è rientrato nel locale con una bottiglia rotta colpendo il gestore al braccio. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Monte Mario, intervenuti sul posto, dopo aver ricostruito la dinamica della vicenda, grazie alle dichiarazioni della persona offesa e dei testimoni, hanno indirizzato e concentrato le ricerche, su un italiano di 36 anni, frequentatore abituale del locale, che è stato rintracciato dagli investigatori all'interno della sua abitazione.

Durante il controllo, sotto i cuscini di un divano, è stata trovata anche della marijuana. Indagato a piede libero per il reato di lesioni gravi, è stato poi sottoposto anche ad una sanzione amministrativa per il possesso della sostanza stupefacente. Al termine degli accertamenti sanitari, il ferito, invece, è stato giudicato guaribile in 20 giorni.

Giovedì 22 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:55

 

CORRIERE.IT

LEGNANO

Ventenne neopatentato guida ubriaco e tampona tre auto in pochi minuti

Ritirata la patente presa solo sei mesi fa. Il ragazzo, alterato dall’alcol, si è messo al volante della Fiat Idea della madre e ha provocato tre incidenti. Fuggito dopo i primi due, si è fermato dopo aver ferito una coppia con una bambina piccola

di Francesco Sanfilippo

Ha dato l’addio alla patente ancora fresca di stampa dopo una «notte brava» a base di alcol e tamponamenti. Protagonista della folle serata, che avrebbe potuto avere conseguenze anche molto più gravi, un ventenne neopatentato di Legnano. Mercoledì sera, nel giro di una manciata di minuti e alla guida della Fiat Idea della madre, ne ha combinate di tutti i colori. I primi due tamponamenti poco prima delle 21, all’incrocio tra la statale del Sempione e via San Francesco, dove ha urtato in successione una Volkswagen Tiguan con a bordo una donna e le sue tre bambine e, subito dopo, una Skoda con un uomo al volante. Il ventenne è fuggito e, per fortuna, nessuna delle persone coinvolte ha riportato danni fisici.

Poco dopo ecco riapparire il neopatentato ubriaco tra le vie Bramante e Resegone: qui, dopo aver «bruciato» uno stop, il giovane ha preso in pieno una Ford Fiesta con a bordo una famigliola, marito, moglie e la loro bimba di due anni. Per loro ferite lievi, medicate in ospedale. Questa volta però il ragazzo si è fermato. L’esame dell’alcoltest effettuato dai carabinieri di Legnano, giunti sul posto, ha evidenziato un valore decisamente alto: 1,24 grammi di alcol per litro di sangue. Il giovane, patentato da appena sei mesi, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. La sua patente è stata ritirata.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

IL GIORNO

Legnano, ancora automobilisti ubriachi sulle strade della città

 

THETELLER

Novafeltria, ubriaco al volante minaccia i carabinieri: “Vi sparo”

 

ROMAFANPAGE

Ubriaco colpisce con una bottiglia rotta il proprietario di un pub: denunciato

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