Rassegna del 18 Giugno 2017

LA STAMPA

Carabinieri circondati ai Murazzi durante un controllo sui venditori abusivi di birra

Erano tre, in borghese: sono stati circondati da cinquanta ragazzi intervenuti in difesa di due giovani originari del Bangladesh fermati mentre vendevano bottiglie

MASSIMILIANO PEGGIO

TORINO, 18/06/2017 - Tensione nella notte ai Murazzi, durante un controllo contro i venditori abusivi di alcol, a seguito dell’ordinanza del Comune. Tre carabinieri in borghese della compagnia San Carlo, impegnati in un controllo mirato ai Murazzi e in piazza Vittorio, sono stati circondati da una cinquantina di persone, intervenute in difesa di due giovani originari del Bangladesh che stavano vendendo bottiglie di birra, utilizzando anche un carrello della spesa.

Appena sono stati fermati, i due hanno iniziato a gridare e a piangere, per cercare di attirare l’attenzione della folla di giovani. Alcuni ragazzi, attirati dalle urla dei due venditori, dai quali peraltro poco prima avevano acquistato delle birre, hanno afferrato i carabinieri per allontanarli, mentre cercavano di identificare i due stranieri. Strattoni, insulti nei confronti dei militari: poi, con l’arrivo di altri carabinieri, gli animi si sono calmati, e i due venditori sono stati portati in caserma, identificati e denunciati. I carabinieri hanno sequestrate nel corso della serata 60 bottiglie di birra e fatto contestazioni amministrative per circa 14 mila euro, per vendita abusiva di alcolici.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Rimini, "ho solo 17 anni ma tutti i minimarket mi hanno venduto alcolici"

La nostra inviata di 17 anni è riuscita ad acquistare bottiglie di liquori in otto negozi

di MARIO GRADARA

Rimini, 17 giugno 2017 - Un anno dopo dopo la musica non cambia. Il cocktail della vergogna è sempre lo stesso: vodka, gin, limoncello e spumanti come se piovesse venduti a una nostra ‘inviata’ minorenne nei minimarket sul lungomare, tra Marina centro e Miramare. ‘Virginia’ (la chiameremo così) ha battuto il sinistro record stabilito un anno fa dalla 16enne ‘Carlotta’.

Quest’ultima aveva ottenuto superalcolici in sei minimarket su sei, senza che nessun esercente le chiedesse - come impone la legge - un documento d’identità. Su sei, cinque erano gestiti da bengalesi o pachistani, uno da italiani. Ieri confermato l’en plein, con otto ‘centri’ su otto minimarket dove abbiamo inviato un’altra ragazza (e osservato da qualche metro di distanza, con il nostro fotografo a immortalare il commercio illegale). Due esercizi erano gestiti da italiani, riminesi ‘doc’, gli altri da commercianti di origine estera, Sud-Est asiatico. Primo minimarket in viale Vespucci, a due passi da piazzale Kennedy. Virginia entra, i due addetti (bengalesi) ci ‘sgamano’ e fanno molte domande alla ragazza, che chiede una bottiglia di vodka: «Quelli là fuori sono con te? Quanti anni hai?» «Quasi diciotto», la riposta.

«Va bene, tieni, ma non dire che l’hai presa qui». Niente scontrino, 7 euro e pedalare. Stesso film nel secondo minimarket, poco più a Sud: niente scontrino, nessuna domanda a Virginia. Il conto è 11,90 (questa è di marca, ‘Keglevich’). Avanti col tour, siamo in zona piazza Tripoli. Un’altra vodka, il segnaprezzi indica 18,50. Virginia ottiene uno sconticino: 17 euro. «Vuoi lo scontrino?» «Faccia lei». Forse è un optional. Siamo in via Regina Elena, la nostra inviata minorenne compra una birra fresca, Heineken da 66 cl. Anche qui nessuna richiesta di età o documento. Nè scontrino: 2,20 e via andare. Un Martini Bianco è il ‘bottino’ che fa Virginia nell’esercizio successivo, in una zona ad alta densità di alberghi di lusso. Pure qua lo scontrino è a richiesta: «Lo vuoi?» «Sì». Per non farci mancare niente viriamo su uno spumante, Asti Docg: di listino 12,90; scontato 11 euro. E i gestori - bengalesi o indiani - le danno pure lo scontrino. Una seconda birra gelata da 66 cl (questa è una Becks) viene venduta senza domande nè scontrini a Virginia in un market tutto italiano. Siamo a quota sette bottiglie (su altrettante richieste): il record del 2016 è battuto. Proviamo a strafare. Ottavo esercizio: «Mi può dare un vodka?», chiede Virginia al negoziante. «E’ lassù sullo scaffale in alto, mi aiuti a prenderla?», la risposta. La nostra inviata non si fa pregare e ‘scala’ la vetta, conquistando una bottiglia di vodka di marca (a noi) sconosciuta: ‘Fjorowka vodka’, a 12 euro. Sul retro si legge che è rigorosamente ‘made in Italy’. Anche questa è Rimini.

 

ANSA

Ubriaco col Suv investe 13enne a Olbia

Automobilista fermato dai carabinieri, ragazzino in ospedale

Un ragazzino di 13 anni è stato investito da un Suv, ad Olbia, guidato da un automobilista di 27 anni, Danilo Petta, risultato poi positivo ad alcol e sostanze stupefacenti.

Una Grand Cherokee, mentre percorreva la via Petta, nel quartiere San Nicola, ha sbandato ed è finita sul marciapiede travolgendo il ragazzino. Subito dopo l'impatto il conducente ha accelerato urtando due transenne. Dopo aver percorso circa 400 metri, l'uomo si è fermato ed è stato raggiunto dai carabinieri.

Dalle analisi disposte dai militari, e alle quali l'uomo in un primo momento intendeva sottrarsi, è emerso che l'investitore aveva assunto droghe e bevuto alcolici.

Il 13enne, trasportato d'urgenza all'ospedale di Olbia, è ferito in maniera grave ma non è in pericolo di vita, mentre il 27enne, incensurato, è stato arrestato dai carabinieri di Olbia per lesioni personali, guida senza patente (perché dai controlli si è scoperto che gli era stata ritirata in Svizzera per guida in stato di ebbrezza), omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.

 

LA GAZZETTA DI MANTOVA

Ragazza 23enne si sbronza per amore e finisce al Poma

La serata in discoteca finisce in ospedale per una delusione amorosa sfociata nell'alcol

MANTOVA. Doveva essere una serata allegra in discoteca. Musica, balli e qualche effusione. La classica coppietta, lui e lei, poco più che ventenni. È finita in alcol. Almeno per lei, 23enne piantata in asso dal fidanzato, che per la disperazione ha mandato giù qualche bicchiere di troppo. Lei, che tra l’altro, ha confessato, non è nemmeno abituata a bere.

Sono le 4 del mattino quando un’ambulanza di Porto Emergenza la raccoglie nei pressi del Mascara di viale delle Favorita e la trasporta al pronto soccorso del Carlo Poma: intossicazione etilica, la diagnosi. Per fortuna nulla di particolarmente grave, i soccorritori la trasportano all’ospedale in codice è verde. Ma la ragazza non si regge in piedi e dopo la visita nell’ambulatorio medico viene adagiata su una barella in attesa di smaltire la sbornia. Le sue condioni non destano preoccupazioni.

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