Rassegna del 11 Giugno 2017

GAZZETTA DI MANTOVA

Lettere

LEVATA Festa della birra e inutili polemiche

Chiedendo cortesemente le stesse opportunità editoriali concesse ad altri, scrivo la presente in qualità di vice presidente dell'associazione senza scopo di lucro Amici di Levata, in riferimento alla lettera pubblicata sul giornale in data 9 giugno con titolo "Levata a tutta birra. Festa dannosa". Credendo di interpretare il pensiero degli altri associati, mi sento di esprimere profondo rammarico per le parole utilizzate dai due sottoscrittori della lettera, soprattutto per quanto riguarda il titolo della stessa: "Levata a tutta birra. Festa dannosa". Non è detto, infatti, che l'associazione tra divertimento e bevande alcoliche sia da condannare in modo preventivo; lo è solo quando si abusa e questo vale per tutte le cose. La manifestazione organizzata ormai da cinque anni, infatti, non è assolutamente ritrovo per beoni incalliti, bensì coinvolge e appassiona soprattutto le famiglie della frazione di Levata che possono trovare un significativo momento aggregativo, cenando e gustandosi lo spettacolo musicale. Tutto ciò in perfetta armonia con quelli che sono i valori fondanti della nostra associazione e indicati nel nostro statuto: aggregazione, solidarietà, volontariato e beneficenza. Tra l'altro, gran parte del ricavato della manifestazione viene devoluto in beneficenza, come del resto avviene anche per tutte le altre iniziative organizzate dall'associazione. In effetti, al di là dei pleonastici e paternalistici contenuti morali contenuti nella missiva, quello che colpisce è che tali osservazioni siano rivolte solamente alla manifestazione organizzata dall'associazione che rappresento. Sarebbe stato opportuno, invece, rivolgersi a tutte le manifestazioni enogastronomiche che si svolgono in questo periodo, considerato il dato scontato secondo il quale anche nelle altre feste si somministrano alcolici. Ma tant'è, i paladini sottoscrittori hanno coscientemente preferito puntare il dito proprio sulla nostra iniziativa. Per tale motivo, ritengo che l'immagine della nostra associazione sia stata gravemente lesa tanto da dover essere tutelata nelle sedi opportune, ma di questo se ne occuperà la magistratura. Ai due sottoscrittori rassicuro che l'associazione Amici di Levata ha sempre operato nel rispetto della legge e soprattutto delle persone, evitando nel modo più assoluto di somministrare alcolici ai minorenni. Ricordo ancora che in cinque anni di manifestazione mai si sono verificati episodi spiacevoli connessi all'abuso di alcol. Infine, rilevo spiacevolmente che se da un lato vi sono persone che, in modo gratuito e spassionato, dedicano parte della loro esistenza per tentare di soddisfare esigenze aggregative, sociali e benefiche, dall'atro lato esistono soggetti che, per pubblicizzare le loro iniziative, denigrano quelle degli altri. Tanto dovevo. (*)

Avvocato Rudy Goreri - Vicepresidente associazione Amici di Levata

 

ANSA

Alcol e droga a festa studenti (*)

Uno ha dato in escandescenze, l'altro è caduto da un muro

(ANSA) - PERUGIA, 10 GIU - Sarebbero la conseguenza dell'assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti i numerosi interventi del personale sanitario del 118 eseguiti la notte scorsa a Perugia, nell'area del Frontone, via Romana e corso Cavour dove centinaia di studenti universitari partecipavano ad una festa di facoltà. Per uno di loro, in forte stato di agitazione e per un altro caduto da un muro, si è reso necessario il ricovero, secondo quanto riferisce l'ufficio stampa dell'azienda ospedaliera.

Il primo, un giovane di 22 anni, che ha dato in escandescenze minacciando di buttarsi sotto le auto in transito, è stato trasportato al pronto soccorso, dove è stato trattenuto in osservazione per monitorarne i parametri vitali. Il giovane avrebbe ammesso di aver fatto uso di cocaina e alcol. Sul posto è intervenuta anche la polizia. Un 26enne residente a Perugia, anche lui in evidente stato di ebbrezza, è invece rimasto ferito dopo essere caduto da un muro alto circa cinque metri.

 

PERUGIATODAY

Delirio alla festa universitaria in corso Cavour, ubriachi e strafatti: studente precipita da 5 metri (*)

Uno studente ha minacciato di buttarsi sotto a un autobus: fermato da polizia e 118

Redazione

10 giugno 2017 - Follia alla mega festa. Numerosi interventi del personale sanitario del 118 sono stati effettuati durante la notte tra venerdì e sabato nell’area del Frontone, via Romana e corso Cavour a Perugia. Lo riferisce una nota dell'ufficio stampa dell'Azienda Ospedaliera di Perugia che informa come gli operatori sanitari hanno accertato che alcuni di loro hanno fatto uso di sostanze stupefacenti e alcoliche, con conseguenze che in almeno due casi hanno richiesto il ricovero in ospedale, mentre altri sono avvenuti direttamente nell'area di maggiore affluenza di giovani.

Uno studente di 22 anni ha manifestato, anche alla presenza della polizia e del 118, intenzioni autolesioniste – minacciava di farsi investire da autobus e auto in transito - e si è reso necessario il suo trasferimento al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia, dove è stato sottoposto ad accertamenti specifici. E’ stato trattenuto in osservazione per monitorarne i parametri vitali.

L’altro caso ha riguardato un 26enne residente a Perugia, anche lui in evidente stato di ebbrezza, caduto da un muro dall’altezza di circa cinque metri, con pesanti conseguenze.Soccorso dai sanitari e trasportato in codice giallo in ospedale , è stato accertato un «importante trauma facciale e frattura delle ossa nasali». Anche per questo caso sino intervenuti i sanitari della postazione del 118 partiti dalla postazione di Monteluce. Nelle prossime ore il ferito verrà sottoposto ad intervento chirurgico dai medici della struttura di otorinolaringoiatria.

 

(*) Nota: non tutte le feste con alcolici creano problemi, ma se non si organizzassero le feste senza problemi non ci sarebbero nemmeno le altre.

 

CORRIERE ADRIATICO

Vogliono raggiungere le ragazze in camera: ubriachi assaltano l’hotel

SENIGALLIA - Due notti da incubo per l’Hotel Nuovo Diana sul lungomare Da Vinci al Ciarnin, preso di mira da un gruppo di giovani turisti con schiamazzi fino a tarda notte e un tentativo di intrusione, che ha costretto il titolare a chiamare la polizia. Volevano infatti entrare nelle camere di alcune ragazze di cui si erano invaghiti. La prima lite in strada, con invito ad andarsene, è avvenuta nella tarda serata di mercoledì. I ragazzi, tutti lombardi, hanno iniziato ad urlare fuori dalle finestre chiedendo alle giovani di scendere dopo averle incontrate in un bar. Niente da fare. Dopo un’accesa discussione hanno capito però e se ne sono andati. Il titolare quindi ha soprasseduto senza chiamare le forze dell’ordine. Nella notte tra giovedì e venerdì sempre loro sono tornati alla carica e a quel punto è stato necessario l’intervento di una volante.

«A parte i soliti schiamazzi della sera prima – racconta l’albergatore Alberto Tassi – hanno iniziato con insistenza a voler entrare in albergo. Noi dovevamo tutelare anche gli altri clienti, oltretutto era notte e stavano già riposando, così abbiamo dovuto chiedere l’aiuto della polizia perché comunque non avevano alcuna intenzione di andarsene». Gli agenti sono riusciti ad identificarne due. Riportata la calma, la polizia ha riferito all’albergatore che avrebbe potuto sporgere querela. Cosa che finora non ha fatto e non sembra nemmeno intenzionato a fare. I giovani erano particolarmente allegri, forse anche per l’effetto di qualche bicchiere di troppo e volevano tirare fino a tardi in compagnia delle ragazze che invece ad una determinata ora sono rientrate in camera e, oltretutto, non erano nemmeno interessate a prolungare la serata con loro.

 

L'INCREDIBILE VICENDA È AVVENUTA NEL COSSATESE

Marito e moglie ubriachi si picchiano durante la festa per il loro matrimonio

Sono dovuti intervenire i carabinieri

10-06-2017 - Stavano festeggiando il loro matrimonio. Hanno però esagerato con l'alcol e si sono messi a litigare furiosamente. Sono volati anche spintoni e calci. Alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri. L'incredibile vicenda è avvenuta in un piccolo centro del Cossatese. I protagonisti sono una donna di 30 anni e suo marito di 40, entrambi con precedenti penali. La neo sposa ha deciso di non sporgere denuncia.

 

CORRIERE DELLA SERA

L’avvocatessa e la notte alcolica Imputata con cinque accuse

Rita Duzioni era stata fermata nell’agosto del 2015 dalla polizia stradale in Borgo Santa Caterina

di Armando Di Landro

BERGAMO - Avrebbe potuto finire tutto con una semplice multa per guida in stato di ebbrezza a carico del giovane conducente che trasportava l’avvocatessa Rita Duzioni, 52 anni. E invece, un anno e dieci mesi dopo quella notte piuttosto movimentata in Borgo Santa Caterina, venerdì 21 agosto 2015, proprio lei, Duzioni, è imputata in tribunale con cinque capi d’accusa: guida in stato di ebbrezza, per venti metri in retromarcia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, tentato abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio. Imputazioni, formulate dal pm Giancarlo Mancusi, che il giudice dell’udienza preliminare Federica Gaudino dovrà valutare, con rito abbreviato. La sera di venerdì 21 agosto 2015 la polizia stradale, coordinata sul campo dal vice questore aggiunto Mirella Pontiggia, era in servizio in Borgo Santa Caterina, per i controlli contro l’alcol alla guida. La pattuglia ferma una Mercedes, guidata da un venticinquenne con un tasso alcolico, rivelerà l’etilometro, tra 0,5 e 0,8 grammi per litro di sangue. La passeggera, Rita Duzioni, non vuole proseguire nella guida, come annota la polizia.

Poi però si arrabbia, sempre secondo l’accusa, quando gli agenti chiamano un carro attrezzi per portare via l’auto. Sale sulla sua Mercedes, la sposta per 20 metri in retromarcia, e anche per lei scatta il test dell’etilometro: il tasso è oltre l’1,5, la patente le viene subito ritirata. Da quel momento la serata si complica: la Stradale riferisce una serie di insulti e di minacce da parte dell’avvocato, addirittura intimazioni a non procedere nella verbalizzazione dell’accaduto, «perché io vi faccio trasferire». Ma non solo: Duzioni avrebbe insistito per essere nominata avvocato di se stessa (l’ipotesi del tentato abuso d’ufficio) e la dirigente Pontiggia sarebbe stata anche strattonata e definita «una ragazzina». Passaggio, quest’ultimo, su cui ha voluto tornare la difesa della Duzioni, in tribunale. L’avvocato Roberto Bruni ha chiesto all’imputata se avesse mai pronunciato quelle parole, in chiave dispregiativa, nei confronti della poliziotta. Lei ha negato: «Ho detto solo “non sono una ragazzina”». Poi, rivolgendosi alla poliziotta in aula, ha aggiunto: «Ma è una ragazzina». Prima dell’udienza preliminare sarebbe saltato un accordo risarcitorio tra l’avvocatessa imputata e i poliziotti. Mirella Pontiggia e due suoi sottoposti sono parte civile.

 

NEWSRIMINI

BADANTE UBRIACA AL PRONTO SOCCORSO AGGREDISCE AGENTI, ARRESTATA

10 giugno 2017 - Gli uomini delle Volanti della Questura di Rimini ieri sono intervenuti al pronto soccorso dell’Ospedale Infermi di Rimini per la presenza di una donna in stato di alterazione alcoolica che aveva già causato problemi sia sul posto di lavoro, una famiglia dove svolge l’attività di badante, sia agli operatori sanitari.

Sul posto gli agenti hanno identificato la donna, una 42enne di origine ucraina che, alla vista dei poliziotti, ha iniziato ad inveire contro di loro, gettando addosso ad uno il contenuto di una bottiglia d’acqua e preparandosi a fare altrettanto con la borsa ed altri effetti personali, sempre inveendo e minacciando gli agenti. Prontamente bloccata, la donna è stata condotta in Questura ove è stata tratta in arresto per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

 

ITALIAOGGI

Svolta salutista dei russi di Putin, meno alcolici e tabacco, più sport

di Maicol Mercuriali

Progressi ne sono stati fatti, ma non sono certo sufficienti a rimuovere lo stereotipo che i russi hanno appiccicato addosso dalla notte dei tempi: cioè essere dei gran bevitori, per non dire ubriaconi.

L'alcolismo è un problema serio nella sterminata Federazione guidata da Vladimir Putin e secondo le statistiche ufficiali negli ultimi anni qualche cosa è migliorato.

In parole povere i russi alzano meno il gomito: dal 2012 al 2016 il consumo procapite di alcol è diminuito del 13,5%. Questo è uno dei dati portati all'attenzione dell'Organizzazione mondiale della sanità da parte del ministro alla salute Veronika Skortsova. L'omologa russa della nostra Beatrice Lorenzin ha fatto il punto sui vizi del suo popolo.

I russi sono conosciuti per essere anche grandi fumatori, ma anche il consumo di tabacco è in forte contrazione: i fumatori sono passati dal 39,4% del 2009 al 30,9% dello scorso anno. Secondo la rivista scientifica inglese The Lancet, la Russia è il quinto paese con più fumatori al mondo dopo Cina, India, Indonesia e Usa. Ma la lotta al tabagismo sta dando i suoi risultati, facendo diminuire anche il numero di persone soggette all'altrettanto pericoloso fumo passivo, che sono passate dal 35 al 21,9%.

Il ministro Skortsova ha fatto notare la correlazione esistente tra consumo di alcol e di tabacco, spiegando che un'azione di contrasto a uno dei due fenomeni porta poi benefici su entrambi.

C'è poi un altro dato che segna in modo inequivocabile la svolta salutista del popolo russo: a forza di vedere il loro presidente mostrare i bicipidi, giocare a hockey o ad allenarsi sul tatami di judo, anche loro hanno iniziato a fare più sport: tra il 2012 e il 2016 il numero di russi che fa costantemente attività fisica è aumentato del 18%. Questa volta Putin dà il buon esempio.

 

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