Rassegna del 10 Giugno 2017

L’ALCOL È NOCIVO PER LO SVILUPPO CELEBRALE SINO AI 25 ANNI AL DI SOTTO DEI 16 ANNI L’ORGANISMO NON È MATURO PER SMALTIRE L’ALCOL 

http://www.corriereuniv.it/cms/2017/06/dipendenze-da-scongiurare-il-viaggio-dellalcol-nel-nostro-corpo/ DIPENDENZE DA SCONGIURARE: IL VIAGGIO DELL’ALCOL NEL NOSTRO CORPO giugno 5th, 2017 EMANUELE SCAFATO Presidente SIA – Società Italiana di Alcologia SIA Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL e Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull’alcol, Istituto Superiore di Sanità Che significato ha l’alcol per i ragazzi? L’alcol è una sostanza tossica, psicoattiva, cancerogena, calorica e può provocare dipendenza; Molti ragazzi lo utilizzano per “sciogliersi”, sentirsi meno timidi, più coraggiosi o per rendere più lievi le difficoltà, sensazioni effimere e che presentano il conto immediatamente alla vostra salute. La tendenza oggi è quella di bere proprio con l’idea di ubriacarsi? Per quanto riguarda le modalità di assunzione delle bevande alcoliche è ormai dilagata la tendenza del “bere per ubriacarsi”, anche tra i giovani italiani si è consolidata da anni il binge drinking, cioè l’abitudine a consumare quantità eccessive di alcol superiori a 6 bicchieri in una sola occasione “inondando” un organismo che non è in grado di metabolizzare l’alcol. Ci spiega che viaggio fa l’alcol all’interno del nostro organismo? Il viaggio dell’alcol attraverso l’organismo comincia dallo stomaco, dove è assorbito lentamente e continua nell’intestino. L’alcol è una piccola molecola idrosolubile ma attratta dai grassi presenti nelle cellule; la maggior parte dei tessuti dell’organismo, tra cui il cuore, il cervello, i muscoli, è esposta alle stesse concentrazioni presenti nel sangue e di qui il danno generalizzato. Studi scientifici hanno dimostrato che esiste una correlazione tra alcol e tumori? Esiste il rischio di sviluppare almeno otto forme di cancro: della cavità orale, della faringe, della laringe, dell’esofago, del colon-retto, del pancreas, del fegato e soprattutto del seno. Le donne, ancora una volta, sono le più vulnerabili. L’alcol è attirato dalle zone adipose del seno e sollecita i recettori per gli estrogeni determinando una stimolazione alla replicazione cellulare; allo stesso tempo danneggia, come in tutti casi di cancro indotto dal consumo anche moderato di alcol, il DNA nelle cellule ostacolandone contemporaneamente la capacità naturale di riparazione del danno. Ciò provoca lesioni, più frequentemente noduli che inizialmente benigni possono, in conseguenza dell’abitudine di esporre l’organismo a costanti esposizioni all’alcol, hanno una probabilità estrema di trasformarsi in tumori maligni. Superata la quantità di 10 grammi di alcol contenuta in qualunque tipo di bevanda alcolica aumenta del 7 % il rischio di cancro alla mammella che è del 27 % se il tessuto mammario ha attivi recettori specifici per gli estrogeni; superati i 3 bicchieri il rischia sale a oltre il 50 %.Ciò sottolinea l’estrema cautela e precauzione da adottare per le donne nell’assunzione di bevande alcoliche in particolare tra le ragazze per le quali è nota l’elevata e crescente incidenza di noduli mammari in virtù delle abitudini precoci al consumo di alcol. Alcol ed energy drink. Quanto è rischioso mescolarli? I giovanissimi seguono ritualità legate all’uso di tutte le bevande alcoliche; iniziano col bere gli alcopops, i breezer (bibite alcoliche appositamente sviluppate dalle industrie per attrarre i teenager ed iniziarli all’alcol) per passare alle birre, al vino, ai cocktail superalcolici a base di rum, gin, vodka prefissandosi il binge-drinking, il bere per “sballare” al sabato sera. Mescolato con gli energy drink si può avere la sensazione erronea e pericolosissima di maggiore vigilanza. DANNI AL FEGATO Il fegato è l’organo deputato alla trasformazione dell’alcol e per questo il suo organo bersaglio principale. La concentrazione di alcol nel sangue dipende da diversi fattori: sesso, mole dell’individuo, fase del ciclo mestruale (è maggiore durante la fase premestruale e l’ovulazione), tipo di bevanda, precedenti bevute, contemporanea assunzione di cibo o di farmaci che ne aumentano l’assorbimento. Assunto a stomaco vuoto, l’alcol raggiunge entro pochi minuti il fegato e nel sangue si registra una concentrazione massima entro un’ora. Il fegato smaltisce non più di 6 grammi di alcol in un’ora (meno di mezzo bicchiere di vino, ad esempio) per cui tutto l’alcol che nei 60 minuti eccede la “soglia” di smaltimento circola immodificato nell’organismo determinando danni anche irreversibili che sono maggiori in funzione di quantità crescenti soprattutto per donne, minori e anziani che sono più vulnerabili all’alcol. LE RAGAZZE SEMBREREBBERO ESSERE PIÙ VULNERABILI E’ nota la minore resistenza all’alcol da parte delle donne dovuta a un ridotto volume del sistema circolatorio femminile e a bassi livelli di alcol deidrogenasi, l’enzima che metabolizza l’alcol prima che questo sia assorbito. Nella donna la quantità di alcol metabolizzabile è generalmente la metà di quella di un uomo, motivo per cui l’alcol immesso nel sangue, a parità di consumo, è nettamente superiore nel sesso femminile. Il processo di smaltimento varia anche in base al peso della ragazza. DANNI AL CERVELLOL’alcol è una sostanza ‘lipofila’, cioè è attratto dal grasso. Poiché le membrane cellulari sono fatte quasi interamente di grassi quando l’alcol arriva nel cervello esercita un azione “detergente, sciogliendo i fosfolipidi di membrana e determinando le morte dei neuroni e, ciò che è peggio, le staminali neurali, concentrate nell’ippocampo. La maturazione del cervello avviene tra i 12 e i 25 anni; il sistema di metabolismo dell’alcol si matura intorno ai 21 anni. Tutto l’alcol ingerito nella “finestra” di massima vulnerabilità cerebrale all’uso di alcol è direttamente tossico per i neuroni. L’alcol, qualunque quantità sia assunta, circola immodificato nel sangue, raggiunge il cervello che è in evoluzione e si porta via i fosflipidi di membrana determinando la morte cellulare di neuroni. Quando un ragazzo beve per ubriacarsi la situazione è ancora più pregiudiziale. Al di là del danno diretto l’alcol interferisce con la normale maturazione in senso razionale del cervello impedendo le connessioni con la corteccia prefrontale deputata al controllo e alla pianificazione, al giudizio e favorisce il mantenimento delle connessioni con la parte emotiva, laterale del cervello. Alcune strutture cerebrali sono più vulnerabili ad esempio l’ippocampo, la nostra centralina che permette l’orientamento viso spaziale e di memoria. Si perde la memoria e la capacità di orientarsi in una proporzione variabile e non inferiore al 10-20%. ALCOL E CERVELLO L’alcol è tossico per le cellule nervose soprattutto a livello di: Corteccia prefrontale: processi decisionali emozionali e motivazionali Ippocampo: regione dell’apprendimento delle memoria Dopo 11 mesi di binge drinking nel fine settimana nell’ippocampo si osserva una diminuzione delle cellule staminali neurali e degenerazione Consigli  Prendersi delle pause tra un sorso e l’altro per dilatare i tempi  Chiedere nei locali pubblici bicchieri (piccoli) e non bottiglie  Poggiare sempre il bicchiere evita di portarlo frequentemente alla bocca  Mangiare sempre prima di bere e mai consumare a stomaco vuoto  Alternare con il consumo di bevande analcoliche e bere acqua 

LO STILE DI VITA E I COMPORTAMENTI INDIVIDUALI POSSONO INFLUENZARE NOTEVOLMENTE LO STATO DI SALUTE FUTURO. 

https://www.insalutenews.it/in-salute/promozione-della-salute-nei-luoghi-di-lavoro-bergamo-esempio-nazionale-della-rete-whp/ PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO. BERGAMO ESEMPIO NAZIONALE DELLA RETE WHP DI INSALUTENEWS · 9 GIUGNO 2017 fonte: ufficio stampa Bergamo, 9 giugno 2017 – Una grande mobilitazione di medici, operatori dei servizi di prevenzione e protezione, referenti aziendali WHP. Tra i relatori, dirigenti di Ats Bergamo, medici di medicina del lavoro e di sanità pubblica, esperti di alto livello, molti dei quali coinvolti nella ricerca nazionale di consenso sugli strumenti per il monitoraggio dei fattori di rischio individuali. Si è svolto oggi il convegno “Il medico competente, la promozione della salute e l’utilizzo dei dati della cartella sanitaria e di rischio” organizzato da Ats Bergamo con il sostegno dell’Associazione dei Medici Competenti e il patrocinio di SIMLII (Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene industriale). La sede di Bergamo non è casuale. A Bergamo, grazie all’alleanza di Ats con Confindustria Bergamo, è nato ed è attivo da diversi anni il primo programma standardizzato di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP) in Lombardia. Il programma coinvolge oltre 100 luoghi di lavoro, riuniti in una rete locale di imprese riconosciuta dal 2012 come partner di eccellenza dalla Rete Europea ENWHP. Un’esperienza che suscita interesse anche da parte di diversi Paesi dell’Unione Europea. Il luogo di lavoro come contesto privilegiato per sostenere le persone nel percorso di controllo dei fattori di rischio individuali dovuti a comportamenti errati (cattive abitudini alimentari, fumo, alcol, inattività fisica, stress). Le aziende, aderendo alla rete WHP e attuandone il programma, possono dare un importante contributo alla prevenzione delle malattie non solo professionali, ma anche cronico-degenerative, promuovendo la salute e il benessere psico-fisico attraverso iniziative ritagliate sulle necessità individuali e realizzate in un’ottica integrata, che puntino all’equilibrio tra l’ambiente di lavoro e la vita privata.  “Il programma WHP prevede un accreditamento annuale con il conferimento all’azienda di uno specifico logo “Luogo di lavoro che promuove la salute”, assegnato a nome della Rete Europea ENWHP (European Network for Health Promoting Workplace). I luoghi di lavoro che aderiscono alla Rete WHP iniziano un percorso che prevede la realizzazione di buone pratiche efficaci nel campo della promozione della salute, con riferimento all’alimentazione, alle dipendenze da fumo e alcol, all’inattività fisica, alla mobilità sostenibile e sicura”, ha spiegato Roberto Moretti, responsabile del Servizio Promozione della Salute di Ats Bergamo. Buone pratiche di cui si avvantaggia non solo il singolo individuo, ma la stessa azienda e la collettività.  “Sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro convergono gli interessi dei singoli lavoratori, delle imprese, del sistema sanitario e dell’intera collettività – ha dichiarato Mara Azzi, Direttore Generale di Ats Bergamo – La promozione della salute rappresenta la misura di contrasto più razionale e più valida dal punto di vista del rapporto costi/efficacia ai fattori di rischio comportamentali”. L’azienda costituisce un luogo ideale perché la sorveglianza sanitaria (l’insieme degli accertamenti sanitari finalizzati alla tutela dello stato di salute e alla sicurezza dei lavoratori) rappresenta un’occasione unica per monitorare un grande numero di soggetti, per lo più sani, che difficilmente si sottoporrebbero a controlli. Un modello di prevenzione primaria, che punta a evitare l’insorgenza di future patologie, dato che lo stile di vita e i comportamenti individuali possono influenzare notevolmente lo stato di salute futuro. Da qui l’importanza di dotare i medici competenti di pratiche e strumenti di monitoraggio omogenei per consentire la valutazione di efficacia degli interventi di promozione della salute, nonché l’analisi e il confronto dei dati. Sinora infatti i dati su comportamenti come il consumo di alcol, l’attività fisica o la dipendenza da nicotina sono raccolti dal medico in modo non omogeneo, con questionari e indicatori diversi tra loro, vanificando la possibilità di un loro utilizzo per confronti, ricerche o per la valutazione di programmi WHP.  “Al fine di raggiungere l’obiettivo di disporre di strumenti di monitoraggio e valutazione omogenei, nel corso del 2016 è stata realizzata una ricerca di Consenso che ha coinvolto un panel di esperti a livello nazionale e ha permesso di selezionare un set di strumenti (questionari, indicatori, variabili) da proporre ai medici competenti.. L’auspicio è che tali strumenti possano entrare nella pratica quotidiana di professionisti che operano in aziende WHP e non solo – ha spiegato Marco Cremaschini, responsabile scientifico del programma WHP del Servizio Promozione della Salute dell’Ats – Il Convegno di oggi rappresenta l’atto conclusivo di tale percorso e si propone di comunicare i risultati di questo lavoro ai destinatari naturali, cioè i medici competenti con ha l’ambizione di rappresentare una sfida culturale”. 

UN BUON SEGNALE DALLA RUSSIA 

https://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2186206&codiciTestate=1 SVOLTA SALUTISTA DEI RUSSI DI PUTIN, MENO ALCOLICI E TABACCO, PIÙ SPORT Fumatori -9% in 7 anni, consumo di liquori -13% dal 2012 al 2016 di Maicol Mercuriali Progressi ne sono stati fatti, ma non sono certo sufficienti a rimuovere lo stereotipo che i russi hanno appiccicato addosso dalla notte dei tempi: cioè essere dei gran bevitori, per non dire ubriaconi. L'alcolismo è un problema serio nella sterminata Federazione guidata da Vladimir Putin e secondo le statistiche ufficiali negli ultimi anni qualche cosa è migliorato. In parole povere i russi alzano meno il gomito: dal 2012 al 2016 il consumo procapite di alcol è diminuito del 13,5%. Questo è uno dei dati portati all'attenzione dell'Organizzazione mondiale della sanità da parte del ministro alla salute Veronika Skortsova. L'omologa russa della nostra Beatrice Lorenzin ha fatto il punto sui vizi del suo popolo. I russi sono conosciuti per essere anche grandi fumatori, ma anche il consumo di tabacco è in forte contrazione: i fumatori sono passati dal 39,4% del 2009 al 30,9% dello scorso anno. Secondo la rivista scientifica inglese The Lancet, la Russia è il quinto paese con più fumatori al mondo dopo Cina, India, Indonesia e Usa. Ma la lotta al tabagismo sta dando i suoi risultati, facendo diminuire anche il numero di persone soggette all'altrettanto pericoloso fumo passivo, che sono passate dal 35 al 21,9%. Il ministro Skortsova ha fatto notare la correlazione esistente tra consumo di alcol e di tabacco, spiegando che un'azione di contrasto a uno dei due fenomeni porta poi benefici su entrambi. (*) C'è poi un altro dato che segna in modo inequivocabile la svolta salutista del popolo russo: a forza di vedere il loro presidente mostrare i bicipidi, giocare a hockey o ad allenarsi sul tatami di judo, anche loro hanno iniziato a fare più sport: tra il 2012 e il 2016 il numero di russi che fa costantemente attività fisica è aumentato del 18%. Questa volta Putin dà il buon esempio. 

(*)NOTA: sarà a causa delle scritte terroristiche sui pacchetti di sigarette che in Italia c’è stata una diminuzione dei consumi di bevande alcoliche, o sarà successo l’incontrario? 

E’ UN CONTROSENSO: VIA LIBERA ALLA VENDITA DI BIRRA E VINO! 

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/concerto-vasco-modena-1.3187082 MODENA, CONCERTO DI VASCO ROSSI. NO AI SUPERALCOLICI Via libera a vino e birra, la decisioni del Comune. Allerta scuole: mail inviata a tutti per sbaglio di LUCA SOLIANI Modena, 10 giugno 2017 - Via libera alla vendita di alcolici come birra e vino. Stop ai superalcolici e a tutte le bevande in vetro e lattina. Sull’orma di quanto deciso a Imola per il concerto di stasera dei Guns N’ Roses - previsti 90mila spettatori -, sono i provvedimenti decisi nelle scorse ore in un summit dalla squadra del sindaco Muzzarelli in occasione del ‘Modena Park’. E l’incontro è servito anche a fare chiarezza sui servizi scolastici: la mail di allerta è stata inviata a tutti per sbaglio, i disagi più gravi riguardano solo le strutture vicine al parco Ferrari. Ma già una nuova questione si profila all’orizzonte: il numero dei bagni chimici da installare. Andiamo con ordine. Per quanto riguarda le bevande, «sarà sicuramente vietata la vendita di superalcolici, sia nell’area dello spettacolo che nell’area esterna al parco Ferrari e nel centro», annunciano da piazza Grande. I provvedimenti specifici per l’adozione dell’orientamento deciso dalla giunta «saranno assunti dopo il confronto con la Prefettura, la Questura e i soggetti che fanno parte del Coc». Sarà poco più che una formalità. Sulla decisione, dal Municipio ricordano che il ‘Regolamento di polizia urbana’ prevede la possibilità di consentire «il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico, normalmente proibito, in occasione di particolari iniziative di interesse collettivo ma sempre nella prospettiva di un consumo responsabile».(*) È una delle novità introdotte lo scorso aprile «pensando proprio a eventi come la Notte bianca, l’Adunata degli Alpini o il concerto di Vasco Rossi, con una modifica al Regolamento approvata dal consiglio comunale a larghissima maggioranza (dal Pd al Movimento 5 stelle, da Art.1-Mdp a CambiaModena, da Per me Modena a Idea-Popolo e libertà, con la sola astensione di Forza Italia)». Il provvedimento sull’alcol accompagnerà quello già annunciato relativo al «divieto di vendita di bibite in contenitori in vetro e lattine» sia nell’area del concerto - dove i controlli all’ingresso ne impediranno anche l’introduzione - sia nel resto della città, dove il divieto alla vendita e alla detenzione «sarà rafforzato in quanto possono rappresentare un pericolo per l’incolumità delle persone». E a proposito di bevande, il senatore Giovanardi dopo il ‘caso droga’ solleva la questione dei bagni chimici per gli spettatori. Citando la norma italiana Uni En 16194, rivela che se ne dovrebbero installare ben 2750. Praticamente una cittadella nel parco Ferrari. «C’è da sperare che si provveda per tempo a fare le cose in regola», rimarca. E poi invoca un ripensamento del Comune: «È necessario il divieto di ogni tipo di alcolico da asporto per quella giornata. Non si corrano inutili rischi».(*) Intanto la giornata di ieri è servita al Comune per fare chiarezza anche sulla protesta dei genitori dei bimbi che frequentano asili nido e scuole d’infanzia, comunali e convenzionate. Una mail giunta in tutte le strutture della città metteva in guardia sui problemi di traffico e reperimento del cibo. E consigliava di tenere a casa i piccoli. Ma l’invio diffuso sarebbe stato un errore. L’allerta riguarda infatti «solo alcune realtà, quelle poche che si ritrovano a ridosso dell’area del concerto», spiegano dal Comune. Per le scuole che si trovano nelle altre zone delle città, gli unici disagi potranno essere provocati da un traffico «che si prevede più intenso del solito» nella seconda parte della mattinata di venerdì. I servizi scolastici «saranno comunque regolarmente garantiti». 

(*)NOTA: è un po’ strano questo regolamento: in occasione di grandi assembramenti di persone, dove c’è maggior pericolo dell’ordine pubblico, autorizza il consumo di bevande alcoliche! Ha ragione Giovanardi nel dire che è necessario il divieto di ogni tipo di alcolico! 

INIZIATIVE DI PREVENZIONE “SBALLATE”! 

http://www.quinewspisa.it/pisa-un-divertimento-di-qualita.htm IN PIAZZA CONTRO DROGHE E ALCOL VENERDÌ 09 GIUGNO 2017 Progetto "Notte di qualità" per promuovere il divertimento sano. Volontari nei luoghi della movida informano sui rischi legati all'abuso di alcolici PISA — Postazioni informative e proposte per un divertimento sano, lontano dalle droghe e dall'abuso di alcol. Torna nelle piazze pisane Notte di qualità, il progetto regionale promosso da Anci e Cnca che domani sera porterà nei luoghi della movida mediatori artistici e performance itineranti.Mediatori artistici proporranno performance itineranti tra i locali delle piazze Sant’Omobono, Vettovaglie, Garibaldi, Cavalieri e Borgo Largo. (*) Un progetto che ha l’obiettivo di promuovere un divertimento notturno sano e rispettoso della città e degli abitanti. L'iniziativa lavora in maniera sinergica con Spaziobono19, il centro aggregativo giovanile della SdS Zona Pisana di Piazza Sant’Omobono gestito dalla cooperativa sociale Arnera e che tutti i venerdì e sabato notte (dalle 23.30 alle 4) svolge attività di chill out, uno spazio in cui è possibile rilassarsi e abbassare la velocità e l’intensità della propria serata. Il servizio promuove buone pratiche di convivenza e lavora per favorire la consapevolezza dei comportamenti a rischio: i giovani possono consumare bevande analcoliche e nutrirsi gratuitamente ma anche sottoporsi al test dell’etilometro, ricevere brevi consulenze, essere orientati verso servizi pubblici specifici. All’interno si trovano anche profilattici, materiale informativo di prevenzione riguardo a malattie sessualmente trasmesse, alla contraccezione e agli effetti e dell’abuso di alcool e sostanze. 

(*)NOTA: proporre performance itineranti tra i locali della città significa promuovere un divertimento sano? Può essere sano solo per le tasche dei baristi! 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE 

http://www.irpinianews.it/alcol-test-per-un-giovane-originario-dellalbania-scatta-denuncia-e-ritiro-della-patente/ ALCOL TEST PER UN GIOVANE ORIGINARIO DELL’ALBANIA: SCATTA DENUNCIA E RITIRO DELLA PATENTE 9 giugno 2017 Proseguono i controlli da parte dei Carabinieri del Compagnia di Avellino, al fine di garantire sicurezza e legalità. Nel corso dell’articolato dispositivo sono state effettuate svariate perquisizioni, sequestrati tre veicoli ed elevate contravvenzioni per violazioni alle norme del Codice della Strada, per un importo di alcune migliaia di euro. Un giovane originario dell’Albania, fermato nel serinese alla guida di un’auto, data l’evidente sintomatologia, veniva invitato a sottoporsi al test etilometrico all’esito del quale gli veniva riscontrato un tasso alcoolemico superiore al limite consentito per la guida. Oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza alla citata Autorità Giudiziaria, diretta dal Procuratore Dott. Rosario Cantelmo, scattava il ritiro della patente ed il sequestro del veicolo. 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI 

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/06/09/news/ex-calciatore-del-suzzara-trovato-morto-nel-ferrarese-1.15466223?ref=hfmamaer-2 EX CALCIATORE DEL SUZZARA TROVATO MORTO NEL FERRARESE Il cadavere di Diego Turola, 60 anni, è stato trovato nelle acque del porto di Goro. Il decesso sarebbe avvenuto per annegamento di Mauro Pinotti 09 giugno 2017 SUZZARA. Il calcio suzzarese è in lutto per la prematura scomparsa di Diego Turola, 60 anni, trovato senza vita verso le 4 del 9 giugno da un pescatore nel porto di Goro (Ferrara). Il suo corpo galleggiava vicino alla banchina, nel punto dove è attivo un cantiere. Turola era uscito di casa alle 20.30 in bicicletta per recarsi al bar. Ha salutato la mamma ed è uscito. Al bar ha scambiato alcune chiacchiere con i colleghi, poi si è allontanato. Alcuni testimoni affermano che avrebbe bevuto qualche bicchiere di troppo, tanto che i titolari del bar si sarebbero offerti di riportarlo a casa. Turola, però, ha rifiutato e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe salito in bici sulla passerella galleggiante posta dalla ditta che sta portando a termine i lavori. Il suo corpo è stato ritrovato nelle acque vicine. E’ prevista l’autopsia, ma le cause più probabili sembrano una caduta o un malore. Due le ferite, una sulla tempia e l’altra sulla tibia. Cresciuto nelle giovanili della Spal, approdò nella Città del Premio al seguito di mister Ugo Tomeazzi all'epoca del Moa Suzzara del presidente Vincenzo Mantovani. Turola contribuì a far vincere il campionato di serie D dominando la stagione '85-86 subendo una sola sconfitta, per poi passare in C2. L'anno successivo '86-'87 in maglia bianconera ha totalizzato 33 presenze e nella stagione '87-'88 arrivò a 27 presenze. Terminata l'esperienza suzzarese, Turola è tornato alla Spal per poi giocare nei dilettanti e concludere la carriera con il Goro. In campo occupava il ruolo di difensore con il numero 4. Non è stato un gran goleador ma tutti ricordano la rete segnata alla Pro Patria in tuffo. I tanti tifosi che lo ricordano sono rimasti attoniti di fronte alla notizia della morte dell'ex giocatore. Ma ancora più male c'è rimasto Daniele Merlin, 57 anni, suo ex compagno di squadra che è stato raggiunto dalla telefonata dell’ex compagno di squadra Stefano Zarattoni. Turola, con i due, ma anche con Davide Reggiani, storico fondatore e tifoso degli Zara Rebels, aveva scambiato alcune battute su Facebook sia per la sconfitta della Juventus in Champion’s League che per la promozione della Spal in serie A. Dopo aver appeso le scarpe da calciatore al chiodo, Turola si era dedicato all'attività della pesca. Recentemente era stato operato ad un'anca e aveva problemi di vista tanto che aveva smesso di viaggiare in auto. A fargli da autista, nei suoi spostamenti, l'amico Campi. «Non sapevo nulla e quando mi ha chiamato Zarattoni per dirmi che Diego non c'era più sono rimasto senza parole. Avremmo dovuto fare una rimpatriata nel settembre scorso per la sagra di Suzzara – racconta Daniele Merlin, ex compagno di squadra – ma poi era saltato tutto. Ci eravamo sentiti poco tempo fa perché volevamo fare una sorpresa a Marco Sguaitzer in una delle feste che organizza e per portargli un regalo. E' stato un giocatore di carattere e di qualità. Ricordo quando nel derby contro il Mantova, negli spogliatoi, Diego litigò con mister Luciano Pirazzini che era subentrato a Tomeazzi. Era di carattere un po' burbero ma di grande compagnia». 

ORDINANZE COMUNALI PER TENTARE DI ARGINARE I PROBLEMI PROVOCATI DALLA MOVIDA 

http://www.corriere.it/cronache/17_giugno_10/citta-assediate-180fa66e-4d4c-11e7-a0c3-52aebd58a53d.shtml LE CITTÀ ASSEDIATE DALLA MOVIDA ECCO TUTTE LE MISURE DA NORD A SUD 10 giugno 2017 | 08:15) A Napoli cortei per dire basta. Firenze estende la ztl. «Troppo caos di notte è ora di puntare al divertimento di qualità» di Leonard Berberi - lberberi@corriere.it A Bolognac’è chi propone di anticipare il lavaggio delle strade. Si ripulisce la zona, certo. Ma, soprattutto, si disperde il «popolo della movida». Una mossa a costo zero. «L’operazione è già prevista», chiarisce Raffaele Persiano, consigliere comunale del Pd. «Se i locali chiudono all’una e all’una e cinque si passa con il disinfettante spingi le persone a non restare lì». A Napolialcuni comitati spontanei — delle aree centrali — scendono in strada e dicono basta «al degrado e al divertimento serale molesto, incivile e incontrollato». Ce l’hanno soprattutto con i «locali trasformati in discoteche e bar senza avere la licenza» e la «musica sparata a decibel altissimi fino all’alba». A Firenzeintroducono la «Zona a traffico limitato» (Ztl) no stop. Il giovedì e il venerdì Ztl dalle 7.30 del mattino alle 3 di notte. Il sabato dalle 7.30 fino alle 16 e dalle 23 fino alle 3 di domenica. A Romatra le misure c’è quella di contrastare il via vai dei consumatori di alcol nelle aree limitrofe a quelle del divertimento serale. Mentre a Torinoè stato deciso lo stop agli alcolici da trasporto nelle zone del divertimento «con l’obiettivo di assicurare decoro e tranquillità e mitigare gli effetti causati dall’incontro serale e notturno di un grande numero di giovani». I fronti opposti L’estate si avvicina e puntuali arrivano le ordinanze per dare una regolata alle serate. Così come si scatena il dibattito tra chi chiede tranquillità — e decoro — e chi guarda al lato positivo dei fine settimana. «Evviva la movida, è espressione di convivialità», premette il sociologo Domenico De Masi. «Meglio che questi ragazzi stiano fuori, a interagire fisicamente, che chiusi in casa davanti ai computer e alla tv». Però «forse si potrebbe alzare l’asticella della qualità e cercare di trasformare questi appuntamenti in momenti con contenuti e incontri». Perché «la repressione non porta a nulla. Semmai si potrebbe puntare su una presenza, più estetica che effettiva, delle forze dell’ordine. Basterebbe una camionetta dell’esercito e i ragazzi finirebbero per auto-limitarsi». Per De Masi è questione di tempo. «Nel 2030, con il ricambio generazionale, non penso ci saranno più due fronti opposti». E non funzionerebbero né le limitazioni di orario («Alle 2 di notte ormai la maggior parte è sveglia»), né l’istituzione di aree apposite («I giovani non seguono schemi geografici precisi»). Le misure Su quest’ultimo aspetto concorda Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza e autore de Lo sfascio del Belpaese. «A Roma, per esempio, anni fa il centro del divertimento era il Pantheon, oggi sono aree come San Lorenzo e Ponte Milvio». Solo che adesso i ragazzi trascorrono le serate in quartieri abitati «e quindi le ricadute sul benessere dei residenti sono evidenti». Per Emiliani la movida è peggiorata. «I locali chiudono, certo, ma poi il popolo della notte resta in strada, incentivato anche dalle troppe attività illegali di distribuzione delle bevande». Risultato: «La gente non riesce a riposare a casa propria». L’essere una città universitaria, poi, non aiuta. «I residenti allora si trasferiscono in quartieri più tranquilli, magari dei mortori, ma almeno dormono. In parallelo il centro storico si spopola e viene meno ogni controllo sociale, anche il semplice affacciarsi alla finestra e vedere cosa succede in strada». Cosa fare? «Intanto bisogna smettere di concedere licenze per aprire esercizi commerciali nelle aree della movida», suggerisce Emiliani. «Poi i controlli della polizia devono essere effettivi, non che alle 8 di sera in certe aree non si vede nessun vigile urbano». 

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