Rassegna del 5 Giugno 2017

TRENTINO WINE IL VINO FA MALE. PUNTO Da Cosimo Piovasco di Rondòhttp://www.trentinowine.info/2017/06/il-vino-fa-male-punto/ Il professor Emanuele Scafato, presidente della Società Italiana di Alcologia, ha pubblicato questo intervento fra i commenti al post di venerdì 2 giugno IL VINO FA BENE AL PIANETAhttp://www.trentinowine.info/2017/06/il-vino-fa-bene-al-pianeta-seguirabrindisi/ .Affinché non si perda fra mille commenti, lo ripubblico come post autonomo. Trovo molto corretto e condivisibile l’approccio del professor Scafato. Sono fra coloro che pensano che il vino non sia un farmaco e sono consapevole che è una sostanza piuttosto rischiosa per la salute. Al contrario, sono convinto vada riconosciuta al vino un’autonomia culturale e merceologica, che si struttura attorno a tanti valori: territoriali, estetici, economici, psichedelici, alimentari, storici, tradizionali, narrativi, paesaggistici. E perfino poetici. Tutto quello che si vuole. E anche di più. Ma trovo umiliante e sbagliato attribuire al vino un valore etico e ancor più una funzione farmacologica. Ci sono cose serie. E altre meno serie. Il vino, a mio parere, è fra queste, quelle meno serie.  

di Emanuele Scafato*  – Sarebbe bello e giusto comunicare a quanti hanno ascoltato il discorso di cui si legge, ma anche ai lettori di questo post, in un ambito non sanitario o clinico che il radioterapista in pensione Larry Coia ha posto , come logico, elementi di giudizio a quanti non hanno né capacità , né competenze per un contraddittorio di tipo medico – peggio se giovani – e forse neppure per essere informati adeguatamente degli interessi personali non dichiarati esplicitamente che possono e verosimilmente appaiono conflittuali rispetto agli interessi di tutela della salute propri di chi, come medico, comunica la prevenzione. Come si evince dal profilo Linkedin il dr Coia è più impegnato, da pensionato, nelle vigne… “Currently operating Coia Vineyards (see http://www.coiavineyards.com ) and actively providing research, education and funding for the grape growers of New Jersey as past president and emeritus member of the Board of Directors of the Outer Coastal Plain Vineyard Association (www.outercoastalplain.com )”. Lawrence Coia è stato sicuramente un docente (a contratto) presso la Facoltà di Medicina, University of Pennsylvania e sicuramente in passato Senior Member del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia e membro del Comitato Direttivo dell’American Society of Radiation Oncology. Oggi rappresenta le sue mere opinioni nelle quali ha evidentemente e accuratamente evitato di porgere le evidenze che conducono NIH e CDC a produrre linee guida scientifiche americane sul consumo di alcolici ed è forse più impegnato nella sua attività non medica in qualità di membro dell’American Association of Wine Economists nella cui qualità pubblica per il “Journal of Wine Economics” , certamente non JAMA o il New England Journal of Medicine. E infatti non sembra aggiornato sulle evidenze che hanno lanciato la Global Strategy on Alcohol dell’OMS a cui aderiscono tutti i Governi o, in Europa, il Codice Europeo contro il Cancro che afferma che se si vuole fare prevenzione del cancro non bere è la soluzione migliore. Se poi il collega, che curava senza dubbio con professionalità i malati di cancro, si fosse andato a leggere quanto raccomandato dall’American Cancer Association avrebbe scoperto , come per tutti i risultati condivisi dalla Comunità Scientifica e dalla ricerca indipendente, che non esiste dimostrazione che una bevanda alcolica in particolare possa portare “vantaggi” netti di salute ( e quindi neanche il vino, neppure secondo l’OMS e le revisioni scientifiche della letteratura) in quanto, al netto di possibili riduzioni nel rischio di mortalità per cardiopatia ischemica, diabete di tipo II o colelitiasi, l’impatto sull’organismo dell’alcol, tossico, psicotropo, cancerogeno , calorico, antinutriente e induttore di dipendenza, è sempre svantaggioso essendo dimostrato che superati i 10-12 grammi – un bicchiere circa di vino ben meno degli 1-3 citati – aumenta il rischio di oltre 220 malattie e di 12 tipi di cancro , evidenze che sconsigliano di usare l’alcol come “farmaco” o come molecola con proprietà terapeutica MAI riconosciute al mondo. Ciò soprattutto per i giovani, le donne e gli anziani. Al collega Coia la SOCIETA’ ITALIANA DI ALCOLOGIA, SIA è lieta di mettere a disposizione le competenze e le conoscenze di una società scientifica nonché la funzione di “liason” con le realtà scientifiche statunitensi competenti in tutela della salute ed anche in economia sanitaria legata all’alcol che possono contribuire a mantenere aggiornate le sue conoscenze evitando di voler far attribuire ad un profilo medico ciò che nessun medico aggiornato proporrebbe in termini di comunicazione per la prevenzione. Un conto è l’economia, un altro la salute … sollecitare e promuovere l’esportazione del vino italiano negli USA ha un valore economico indiscutibile, comunicare che ciò porti salute ha considerazioni più articolate da porgere per garantire in onestà intellettuale scelte informate dei consumatori. Per tutti i casi di specie, chi sceglie di bere vino lo fa per il piacere e il gusto di consumarlo secondo un certo tipo di cultura, sicuramente non statunitense, che non si fa fuorviare da presunti o auspicati guadagni di salute ma che si rivolge al vino per ciò che il vino è piuttosto che ciò che il vino fa e questo, probabilmente, dovrebbe essere mantenuto distante da manipolazioni che economicamente non apprezzano il prodotto così come nelle finalità ultime del marketing di cui il testimonial si è voluto fare parte attiva. Prof. Emanuele Scafato, Presidente SIA, Società Italiana di Alcologia. 

Per quanti volessero approfondire segnalo: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/un-bicchiere-il-cuore-non-proprio-tutti-anzihttps://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/lalcol-non-e-un-farmaco-ne-un-mezzo-di-prevenzionehttps://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/il-codice-europeo-iarc-contro-il-cancro-meglio-non-bere-alcolhttps://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-prevenzione-garantire-scelte-informate#commenti 

il professor Emanuele Scafato è presidente della Società Italiana di Alcologia Direttore Reparto Salute della Popolazione e suoi Determinanti, Direttore Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull’Alcol; Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL – CNESPS Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute. Presidente SIA, Società Italiana di Alcologia, Vice Presidente EUFAS, Federazione Europea delle Società Scientifiche sulle Dipendenze; Executive Board Advisor e Tesoriere dell’European Society on Cardiovascular Prevention. Professore in Epidemiologia e Statistica all’ Università degli Studi di Firenze 

RAINEWS Il giorno dopo Panico in piazza a Torino, polemiche su organizzazione e sicurezza Psicosi terrorismo o meno, il popolo di piazza San Carlo, o almeno una parte delle migliaia di persone che ieri sera si sono radunate nel 'salotto' di Torino per la finale di Champions League, qualcuno da accusare lo hanno trovato: l'organizzazione. La rabbia dei tifosi Sono tanti gli aspetti che vengono criticati. A cominciare dagli alcolici. Girava troppa birra già dal pomeriggio e, soprattutto, giravano troppe bottiglie di vetro. (*) "Senza tutti quei cocci - dice Marco C., 36 anni, da Brescia - la maggior parte della gente non si sarebbe fatta male". "Mi sono procurato dei profondi tagli ai piedi solo perche' mentre correvo nella calca ho perso le scarpe" conferma Daniele, 29 anni, da Verona. "Chi si presentava con delle bottiglie - spiega un ragazzo da Udine - doveva buttarle via. E nel frattempo entravano i venditori abusivi con i loro carretti. Ce n'erano a decine. Servivano persino la birra alla spina". Non mancano le lamentele per come erano gestiti gli spazi della piazza. "Lo schermo - spiega Marco C. - era troppo basso, ed e' per questo che la gente si e' accalcata li' sotto. Bastava alzarlo di tre metri e non ci sarebbero stati problemi". "Meglio ancora - lo interrompe un amico - se ne poteva piazzare un secondo, come avevano fatto due anni fa. Io c'ero". A causa della "troppa gente" e di "una situazione che non era delle migliori" il giovane trevigiano Nicola ha deciso, verso le 19, di andare a Borgo Dora, dove era stato allestito un altro maxi schermo e dove non ci sono stati problemi. Critiche anche al sistema dei controlli. "Dal varco di via Maria Vittoria - spiega un lombardo - si poteva entrare solo uno alla volta. Pero', verso il centro della piazza, l'accesso era assai piu' ampio e non tutti venivano monitorati". Il rischio terrorismo e' stato scongiurato. Ma non quello del panico, dell'ebbrezza, dell'effetto moltiplicatore. "C'e' stato un boato, si', ma era il boato della gente che gridava, dei piedi che battevano, dei vetri che si spezzavano - dice Marco - Niente spari, niente scoppi. Ho capito subito che non era un attentato. Ma non potevo fare altro che correre". I suoi compagni assicurano che "le folate sono state tre". La prima dalla zona di un'edicola, la seconda dalla parte opposta: "Siamo scappati in quella direzione e all'improvviso ci e' venuta addosso una marea di gente". L'ultima, dopo alcuni minuti, e' arrivata da un terzo angolo della piazza. Qualcuno, oltre al danno, ha patito anche la beffa. La torinese Emily G, 33 anni, si e' rotta due costole, ha riportato tagli a mani e gambe e ha perduto lo zaino: "Lo ha ritrovato mio papa' - dice - ma era vuoto. Perche' gli sciacalli esistono davvero". Il vetro: forze politiche compatte su responsabilità sindaca "Ci hanno controllato gli zaini, ma mi chiedo tutto sto vetro da dove sia arrivato". Cosi' all'AGI uno dei giovani tifosi della Juventus presenti in piazza San Carlo, subito dopo il fuggi fuggi scatenato da un falso allarme bomba, che ha causato oltre 1.500 feriti, di cui tre in condizioni gravi. Proprio sulla presenza di bottiglie di vetro e lattine si sta cercando di capire se fosse stata emanata o meno un'ordinanza comunale. Interpellati sulla questione, sia l'entourage della sindaca Chiara Appendino che i vertici della polizia municipale hanno risposto con un secco no comment. Molti dei feriti, come confermato da fonti sanitarie, si sono recati nei pronto soccorso di Torino e cintura con ferite da taglio. Stamattina, con un post su Facebook, l'assessore regionale alla Sanita' Antonio Saitta aveva scritto: "Non si puo' pensare di lasciare senza controllo la circolazione di bottiglie in vetro in eventi di massa come quello che ha radunato la folla in piazza San Carlo, moltissimi feriti riportano lesioni anche per colpa dei vetri e questo si sarebbe facilmente potuto evitare". Il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale Fabrizio Ricca parla di "zero controlli, venditori abusivi ovunque, che hanno riempito di vetro, rivelatosi letale, la piazza. Quello che e' accaduto stanotte non puo' essere insabbiato". Sulla questione e' intervenuto anche il senatore di Forza Italia Lucio Malan. "Vanno accertate - ha detto - le carenze nell'organizzazione della piazza: evidentemente la folla era troppa, le vie di fuga troppo poche e il divieto di non entrare con le bottiglie non fatto rispettare". Infine, il leader dei Moderati Giacomo Portas, secondo cui "non e' pensabile che sia possibile fare entrare bottiglie di vetro a manifestazioni del genere, in raduni di questo tipo bisogna adottare le stesse precauzioni adottate negli stadi durante le partite". L'appello della questura Due indirizzi e-mail per fornire informazioni utili alla ricostruzione dei fatti di piazza San Carlo. Sono quelli messi a disposizione della Questura di Torino, che d'intesa con la procura sta effettuando gli accertamenti utili a stabilire che cosa abbia scatenato il panico, e le eventuali responsabilità, tra i tifosi che assistevano alla finale Champions dal maxi schermo. Gli indirizzi mail sono quello dell'ufficio stampa della Questiura, ufficiostampa.questura.to@poliziadistato.it , e quello della Digos, digos.quest.to@pecps.poliziadistato.it . Per essere ricontattati dal personale preposto agli accertamenti investigativi, precisa ancora la Questura, occorre lasciare un recapito e-mail o telefonico. Comune: ieri regole come nel 2015, stesso soggetto organizzatore "In relazione ai fatti di Piazza San Carlo la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno". Lo si legge in una nota del capoluogo piemontese. "Anche in quel caso - prosegue il Comune - la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall'art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana". La solidarietà di Chiamparino "Sono vicino a tutte le persone che ieri sera hanno vissuto momenti di panico, paura e di smarrimento, ai feriti e ai loro famigliari, con l'auspicio che presto si riprendano". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, commentando i fatti di piazza San Carlo. "Un pensiero particolare - aggiunge Chiamparino - al bambino e alla giovane ragazza tuttora ricoverati in condizioni critiche ma stabili, ai quali auguro una pronta guarigione e di poter tornare al più presto nelle loro famiglie". 

(*) Nota: colpisce in quanti numerosi diversi modi il vino, la birra e gli altri alcolici possano concorrere a creare sofferenza. 

ILSUSSIDIARIO.NET PANICO A PIAZZA SAN CARLO, Torino: scagionato giovane a torso nudo, ‘era solo ubriaco’ Panico a Piazza San Carlo, Torino: video, allarme bomba e un giovane ricercato per procurato allarme. Il caos e le polemiche per le troppe bottiglie alcoliche in vetro nella piazza PANICO A PIAZZA SAN CARLO: VIDEO TORINO, SCAGIONATO GIOVANE A TORSO NUDO, “VOLEVA CALMARE LA FOLLA” - Pare essere definitivamente scagionato il giovane a torso nudo che ieri sera ad un certo punto sembra il responsabile del procurato allarme in Piazza San Carlo a Torino. Immortalato dalle immagini con uno zainetto e con le mani in alto pareva agitare la folla scatenando la fuga dopo un presunto allarme bomba e invece, stando alle ultime novità che filtrano dagli investigatori, era semplicemente ubriaco. «Voleva tranquillizzare la folla in un goffo tentativo che ha tradito il forte tasso alcolemico nel sangue, ma nulla più»: non ci sono indagati, e dunque rimane scagionato il giovane a torso nudo interrogato lungo la notte appena trascorsa in Procura a Torino. Vedendo i filmati interamente, la polizia ha rilevato che il ragazzo era semplicemente ubriaco e non ha dato prova di scatenare alcun allarme terrorismo fasullo. «Era ubriaco e si vede piangere nel video abbracciato a un paio di amici», viene riportato dalla Procura che dunque definito chiuso, per ora, il caso del giovane a torso nudo a destra di piazza San Carlo nella notte orribile di sabato sera. … PANICO A PIAZZA SAN CARLO: VIDEO TORINO, IL PROBLEMA DEGLI AMBULANTI CON ALCOLICI - Uno dei temi di maggior problematica presente in piazza San Carlo ieri a Torino - ma in realtà in tutti i grandi raggruppamenti all’aperto, che siano manifestazioni, concerti o spettacolo - è quello degli ambulanti che vendono bibite con alcolici (primo elemento vietato per legge) e per di più in vetro, causando un pericolo fortissimo come si è visto ieri sera dopo il falso allarme bomba. Moltissimi tifosi della Juve sono rimasti travolti dalla calca e si sono feriti con i tantissimi cocci di bottiglia rotti per terra, purtroppo non una novità per i concerti e i grandi eventi nelle piazze italiane. «Vedevo gente corrermi di fianco, ginocchia ferite dai cocci, pozze di sangue. Amici che si cercavano, genitori che tentavano di ricongiungersi a loro cari persi di vista. Molti tifosi venivano da fuori e chiedevano dove fosse quella o quell'altra via. Una cosa però la voglio dire: sapevamo tutti della presenza di tantissimi ambulanti che vendevano alcol, ma nessuno ha fatto nulla», racconta un tifoso e come lui tanti altri in forte polemica con chi ha permesso che quegli ambulanti potessero entrare in piazza. La sicurezza e i divieti di vendite nei pressi di piazza San Carlo evidentemente non ha funzionato fino in fondo, come ha testimoniato con un video prima del fattaccio di sabato sera il giornalista ex Rai Carlo Nesti. Su Facebook ha pubblicato un video da lui stesso girato in cui si vedono vendite di bottiglie da ambulanti molti ore prima della partita, in completa “noncuranza” delle regole vigenti. «Questa è una mia ripresa, alle 18,00 di ieri. Vendita abusiva di alcolici. Le bottiglie, fatte a pezzi, hanno lastricato di vetri Piazza San Carlo. La maggior parte della gente è stata calpestata, fuggendo. Le ferite sono state causate dai vetri. Coppa maledetta: 2 persone, molto gravi, in coma», scrive su Facebook il giornalista sportivo. … 

ANSA Raggi: a breve ordinanza anti-alcol Sindaca Roma: "stiamo finendo lavoro con dipartimenti e municipi" (ANSA) - ROMA, 5 GIU - "L'ordinanza anti-alcol? La stiamo finendo di lavorare con tutti dipartimenti interessati. I municipi sono parte importante del processo perché con i loro comandanti di polizia di zona devono perimetrare le aree. Il procedimento è quasi concluso e a breve sarà emessa. Daremo più pubblicità in modo che sia estesa al maggior numero di persone possibile". Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata a margine della cerimonia per la Liberazione di Roma. 

IL MATTINO Torna a casa su di giri e chiamano la polizia: lui si butta dalla finestra del bagno e muore a 23 anni Dramma questa notte, intorno all'1.30, in un appartamento di Macerata, in via Ferrucci. La polizia era intervenuta nell'abitazione a seguito di una segnalazione riguardante la presenza di una persona su di giri. All'arrivo degli agenti un 23enne nigeriano si è rinchiuso in bagno e poi si è buttato dal secondo piano. Per lui non c'è stato nulla da fare. La vittima si trovava nella casa con alcuni suoi connazionali. Sul posto, oltre agli agenti della Volante dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, sono intervenuti gli operatori dell'emergenza sanitaria del 118.  

CORRIEREUNIV.IT Dipendenze da scongiurare: il viaggio dell’alcol nel nostro corpoEMANUELE SCAFATO Presidente SIA – Società Italiana di Alcologia SIA Direttore Osservatorio Nazionale ALCOL e Centro OMS per la Ricerca e la Promozione della Salute sull’alcol, Istituto Superiore di Sanità L’ALCOL È NOCIVO PER LO SVILUPPO CELEBRALE SINO AI 25 ANNI AL DI SOTTO DEI 16 ANNI L’ORGANISMO NON È MATURO PER SMALTIRE L’ALCOL Che significato ha l’alcol per i ragazzi? L’alcol è una sostanza tossica, psicoattiva, cancerogena, calorica e può provocare dipendenza; Molti ragazzi lo utilizzano per “sciogliersi”, sentirsi meno timidi, più coraggiosi o per rendere più lievi le difficoltà, sensazioni effimere e che presentano il conto immediatamente alla vostra salute. La tendenza oggi è quella di bere proprio con l’idea di ubriacarsi? Per quanto riguarda le modalità di assunzione delle bevande alcoliche è ormai dilagata la tendenza del “bere per ubriacarsi”, anche tra i giovani italiani si è consolidata da anni il binge drinking, cioè l’abitudine a consumare quantità eccessive di alcol superiori a 6 bicchieri in una sola occasione “inondando” un organismo che non è in grado di metabolizzare l’alcol. Ci spiega che viaggio fa l’alcol all’interno del nostro organismo? Il viaggio dell’alcol attraverso l’organismo comincia dallo stomaco (*), dove è assorbito lentamente e continua nell’intestino. L’alcol è una piccola molecola idrosolubile ma attratta dai grassi presenti nelle cellule; la maggior parte dei tessuti dell’organismo, tra cui il cuore, il cervello, i muscoli, è esposta alle stesse concentrazioni presenti nel sangue e di qui il danno generalizzato. Studi scientifici hanno dimostrato che esiste una correlazione tra alcol e  tumori? Esiste il rischio di sviluppare almeno otto forme di cancro: della cavità orale, della faringe, della laringe, dell’esofago, del colon-retto, del pancreas, del fegato e soprattutto del seno. Le donne, ancora una volta, sono le più vulnerabili. L’alcol è attirato dalle zone adipose del seno e sollecita i recettori per gli estrogeni determinando una stimolazione alla replicazione cellulare; allo stesso tempo danneggia, come in tutti casi di cancro indotto dal consumo anche moderato di alcol, il DNA nelle cellule ostacolandone contemporaneamente la capacità naturale di riparazione del danno. Ciò provoca lesioni, più frequentemente noduli che inizialmente benigni possono, in conseguenza dell’abitudine di esporre l’organismo a costanti esposizioni all’alcol, hanno una probabilità estrema di trasformarsi in tumori maligni. Superata la quantità di 10 grammi di alcol contenuta in qualunque tipo di bevanda alcolica aumenta del 7 % il rischio di cancro alla mammella che è del 27 % se il tessuto mammario ha attivi recettori specifici per gli estrogeni; superati i 3 bicchieri il rischia sale a oltre il 50 %. Ciò sottolinea l’estrema cautela e precauzione da adottare per le donne nell’assunzione di bevande alcoliche in particolare tra le ragazze per le quali è nota l’elevata e crescente incidenza di noduli mammari in virtù delle abitudini precoci al consumo di alcol. Alcol ed energy drink. Quanto è rischioso mescolarli? I giovanissimi seguono ritualità legate all’uso di tutte le bevande alcoliche; iniziano col bere gli alcopops, i breezer (bibite alcoliche appositamente sviluppate dalle industrie per attrarre i teenager ed iniziarli all’alcol) per passare alle birre, al vino, ai cocktail superalcolici a base di rum, gin, vodka prefissandosi il binge-drinking, il bere per “sballare” al sabato sera. Mescolato con gli energy drink si può avere la sensazione erronea e pericolosissima di maggiore vigilanza.DANNI AL FEGATO Il fegato è l’organo deputato alla trasformazione dell’alcol e per questo il suo organo bersaglio principale. La concentrazione di alcol nel sangue dipende da diversi fattori: sesso, mole dell’individuo, fase del ciclo mestruale (è maggiore durante la fase premestruale e l’ovulazione), tipo di bevanda, precedenti bevute, contemporanea assunzione di cibo o di farmaci che ne aumentano l’assorbimento. Assunto a stomaco vuoto, l’alcol raggiunge entro pochi minuti il fegato e nel sangue si registra una concentrazione massima entro un’ora. Il fegato smaltisce non più di 6 grammi di alcol in un’ora (meno di mezzo bicchiere di vino, ad esempio) per cui tutto l’alcol che nei 60 minuti eccede la “soglia” di smaltimento circola immodificato nell’organismo determinando danni anche irreversibili che sono maggiori in funzione di quantità crescenti soprattutto per donne, minori e anziani che sono più vulnerabili all’alcol. LE RAGAZZE SEMBREREBBERO ESSERE PIÙ VULNERABILI E’ nota la minore resistenza all’alcol da parte delle donne dovuta a un ridotto volume del sistema circolatorio femminile e a bassi livelli di alcol deidrogenasi, l’enzima che metabolizza l’alcol prima che questo sia assorbito. Nella donna la quantità di alcol metabolizzabile è generalmente la metà di quella di un uomo, motivo per cui l’alcol immesso nel sangue, a parità di consumo, è nettamente superiore nel sesso femminile. Il processo di smaltimento varia anche in base al peso della ragazza. DANNI AL CERVELLO L’alcol è una sostanza ‘lipofila’, cioè è attratto dal grasso. Poiché le membrane cellulari sono fatte quasi interamente di grassi quando l’alcol arriva nel cervello esercita un azione “detergente, sciogliendo i fosfolipidi di membrana e determinando le morte dei neuroni e, ciò che è peggio, le staminali neurali, concentrate nell’ippocampo. La maturazione del cervello avviene tra i 12 e i 25 anni; il sistema di metabolismo dell’alcol si matura intorno ai 21 anni. Tutto l’alcol ingerito nella “finestra” di massima vulnerabilità cerebrale all’uso di alcol è direttamente tossico per i neuroni. L’alcol, qualunque quantità sia assunta, circola immodificato nel sangue, raggiunge il cervello che è in evoluzione e si porta via i fosflipidi di membrana determinando la morte cellulare di neuroni. Quando un ragazzo beve per ubriacarsi la situazione è ancora più pregiudiziale. Al di là del danno diretto l’alcol interferisce con la normale maturazione in senso razionale del cervello impedendo le connessioni con la corteccia prefrontale deputata al controllo e alla pianificazione, al giudizio e favorisce il mantenimento delle connessioni con la parte emotiva, laterale del cervello. Alcune strutture cerebrali sono più vulnerabili ad esempio l’ippocampo, la nostra centralina che permette l’orientamento viso spaziale e di memoria. Si perde la memoria e la capacità di orientarsi in una proporzione variabile e non inferiore al 10-20%. ALCOL E CERVELLO L’alcol è tossico per le cellule nervose soprattutto a livello di: Corteccia prefrontale: processi decisionali emozionali e motivazionali Ippocampo: regione dell’apprendimento delle memoria Dopo 11 mesi di binge drinking nel fine settimana nell’ippocampo si osserva una diminuzione delle cellule staminali neurali e degenerazione 

Consigli  Prendersi delle pause tra un sorso e l’altro per dilatare i tempi  Chiedere nei locali pubblici bicchieri (piccoli) e non bottiglie  Poggiare sempre il bicchiere evita di portarlo frequentemente alla bocca  Mangiare sempre prima di bere e mai consumare a stomaco vuoto  Alternare con il consumo di bevande analcoliche e bere acqua 

(*) Nota: comincia anche prima, già dall’assunzione in bocca e nel percorso verso lo stomaco cominciano i primi problemi. 

REPUBBLICA Milano Milano, alcol ai minori nel bar sui Navigli: multato il titolare Controlli straordinari del sabato sera, in particolare finalizzati al contrasto al fenomeno del binge drinkingPer aver somministrato alcoolici a ragazzi minorenni il titolare cinese di un bar di corso di Porta Ticinese, zona della movida milanese, è stato multato. La sanzione è arrivata dai carabinieri che ieri hanno effettuato controlli straordinari nella zona della movida, in particolare finalizzati al contrasto al fenomeno del binge drinking. Sono tre gli esercizi pubblici ispezionati dai militari. Uno dei quali, un bar di corso di Porta Ticinese gestito da un cittadino di nazionalità cinese, è stato appunto sanzionato per la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni. 

LA NUOVA FERRARA Una settimana di controlli per contrastare l'alcol alla guida Tra gli operatori che useranno l'etilometro per verificare la sobrietà dei conducenti di automobili e mezzi pesanti anche la polstrada dell'Emilia Romagna FERRARA. Controlli mirati sulle strade per contrastare l'abuso di alcol tra chi guida. Il Network Europeo delle Polizie Stradali “Tispol” ha programmato da oggi all'11 giugno la campagna europea congiunta denominata “ALCOHOL & DRUGS ” (alcool e droghe ).  Tispol è una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, nata nel 1996 sotto l’egida dell’Unione Europea, alla quale oggi aderiscono 31 Paesi europei, tra cui tutti gli Stati membri, oltre alla Svizzera e alla Norvegia, con la Serbia come osservatore.  L’Italia è rappresentata dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, che dal 2016 ha la presidenza del gruppo. L'obiettivo della cooperazione operativa è di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali, in adesione al Piano d’Azione Europeo 2011–2020, attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutta Europa all’interno di specifiche aree strategiche. Il Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna ha predisposto sul territorio di propria competenza, per tutto il periodo sopra indicato e sulle ventiquattr'ore, l’effettuazione di una attività mirata con l’obbiettivo di effettuare il maggior numero di controlli con precursori ed etilometri, con particolare attenzione ai conducenti di veicoli pesanti e commerciali. 

LA PREALPINA IL MALCOSTUME Alcol: quindicenne all’ospedale Allarme nel parcheggio di una discoteca a Olgiate Olona. L’8 giugno ritorna la prevenzione Serata alcolica per un quindicenne che è finito al pronto soccorso in preda a un’intossicazione etilica. E’ successo poco prima delle 2, nella notte fra sabato 3 e domenica 4 giugno, in via San Francesco nei pressi di un noto locale quando gli amici del giovanissimo hanno fatto scattare l’allarme. Sono intervenuti i sanitari del 118, oltre a una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio: è stato verificato lo stato di salute del giovane. Il padre, prontamente allertato, è arrivato di corsa sul posto. L’adolescente deve avere ingerito una quantità di alcol eccessiva, che lo ha portato a perdere i sensi: pare che avesse iniziato a bere alcolici già nel primo pomeriggio. Una volta arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio, il giovane è stato sottoposto alle cure dei medici e tenuto sotto controllo fino a mattina per essere poi dimesso. Il locale della zona è impegnato nella lotta all’abuso di alcol da parte dei minorenni a cui serve esclusivamente bibite analcoliche: all’ingresso viene chiesto il documento di identità, alla cassa viene dato un apposito braccialetto in modo che i baristi possano riconoscere i minorenni. Spesso, però, i ragazzi arrivano già alticci mascherando la sbronza, oltretutto gli amici maggiorenni raggirano il divieto dando loro drink con alcol. Il comandante della polizia locale, Alfonso Castellone da anni lotta contro l’abuso di alcol e fa prevenzione. Il primo appuntamento sarà giovedì 8 giugno quando ci sarà la festa delle scuole: polizia locale, Croce rossa, polizia stradale e cooperativa Lotta contro l’emarginazione saranno presenti per informare sui pericoli legati all’abuso di alcol e stupefacenti. «Siamo a conoscenza da anni del problema e di concerto con i proprietari dei locali abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione - dice Castellone -. I ragazzi bevono prima di entrare in discoteca e nei parcheggi si trovano numerose bottiglie vuote». 

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