Rassegna del 3 Giugno 2017

PENSARE CHE I PRODUTTORI DI BEVANDE ALCOLICHE, SOSTENUTI DAL MINISTERO DELLA SALUTE, PROMUOVONO UNA CAMPAGNA PER “CONOSCERE L’ALCOL”, MI METTE I BRIVIDI.

 

http://www.studio-pelosi.it/contents/al-via-la-campagna-conoscere-lalcol-contro-gli-stili-di-vita-pericolosi/

AL VIA LA CAMPAGNA “CONOSCERE L’ALCOL” CONTRO GLI STILI DI VITA PERICOLOSI

Una serie di produttori di bevande alcoliche, insieme all’Unione italiana vini e a gruppi della grande distribuzione e del commercio, uniti nella campagna sociale di sensibilizzazione sul consumo moderato, responsabile e consapevole di bevande alcoliche. “Conoscere l’alcol”, questo il nome dell’iniziativa giunta alla quinta edizione e sviluppata con il sostegno del ministero della Salute, che a partire dal 3 giugno si protrarrà in varie parti d’Italia fino al prossimo mese di settembre.

Partner della campagna – che rientra nel programma Guadagnare salute, sostenuto dal ministero per la promozione di stili di vita salutari – sono Diageo, Pernod Ricard Italia, Ruffino, Cantine Leonardo da Vinci, Unione italiana vini e le catene Auchan, Simply e Gallerie commerciali Italia, sotto l’egida dell’associazione Wine in moderation. Saranno coinvolti 220 punti vendita in tutta Italia, dove, nelle corsie dedicate al comparto alcolici verranno messi a disposizione dei consumatori allestimenti e materiali informativi indicanti la gradazione delle bevande alcoliche più comuni e le situazioni in cui è necessaria un’astensione totale dall’alcol: minore età, guida, gravidanza, allattamento.(*)

«Le nostre aziende di produzione e commercializzazione di spirits, vino e birra – commentano Pinelopi Kourkafa, amministratore delegato di Diageo Italia, Albena Trifonova, amministratore delegato di Pernoda Ricard Italia, Sandro Sartor, amministratore delegato di Ruffino, Gianni Zipoli, direttore di Cantine Leonardo – hanno, ancora una volta, unito le proprie energie e il proprio know-how per organizzare questa campagna divenuta un appuntamento ormai consolidato, finalizzato a diffondere maggiormente e a un pubblico sempre più vasto il principio della responsabilità nel consumo delle bevande alcoliche».

Il programma del ministero Guadagnare salute, varato nel 2007, si prefigge il contrasto ai quattro principali fattori di rischio di malattie croniche nel nostro Paese: scorretta alimentazione, inattività fisica, tabagismo, uso rischioso e dannoso di alcol. L’obiettivo della quinta edizione di Conore l’alcol è di sensibilizzare circa tre milioni di persone di tutte le età all’interno dei punti vendita coinvolti.

«I nostri punti vendita sono visitati ogni giorno da milioni di clienti e noi siamo attenti ai problemi sociali di grande impatto, soprattutto sui giovani» spiega Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa di Auchan e Simply: «È nostra volontà fornire tutte le informazioni per promuovere comportamenti e stili di vita sempre più responsabili e attenti alla salute, quindi, data la positiva esperienza degli anni scorsi, abbiamo deciso di rinnovare la nostra collaborazione sia in area vendita che nelle gallerie».

Il programma prevede, inoltre, all’interno delle 12 gallerie Auchan, IperSimply ed Etruria, 24 giornate di sensibilizzazione con personale appositamente formato, in cui i consumatori – anche attraverso la realizzazione di un quiz multimediale effettuato attraverso video touch screen e tablet – verranno sensibilizzati ad adottare stili di consumo moderato e responsabile e, insieme, ad evitare comportamenti pericolosi (come il binge drinking e la guida di veicoli dopo il consumo di bevande alcoliche).

 

(*)NOTA: chissà se informeranno i visitatori anche sulle 17.000 vittime che provoca l’alcol in un anno in Italia e sul fatto che l’alcol è un potente cancerogeno, più forte dell’amianto!

 

E QUESTO E’ ANCORA PEGGIO:

AL FESTIVAL DELL'ECONOMIA DI TRENTO ESALTANO LE VIRTU’ SALUTARI DEL VINO!!!

SAREBBE AUSPICABILE UN CHIARIMENTO DA PARTE DEL SERVIZIO DI ALCOLOGIA DELLA AZIENDA SANITARIA DELLA PROVINCIA DI TRENTO

 

http://www.ildolomiti.it/societa/vino-e-salute-e-una-questione-di-cultura-e-comunque-fa-meno-male-del-fumo

VINO E SALUTE, È UNA QUESTIONE DI CULTURA. E COMUNQUE FA MENO MALE DEL FUMO

In che misura le nostre aspettative di vita sono influenzate da ciò che mangiamo e beviamo? È vero che il vino fa male alla salute?

Di Nereo Pederzolli - 02 giugno 2017 - 21:26

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TRENTO – "Anche bevendo 7 bicchieri di vino ogni giorno non si arriva ad un tasso di mortalità paragonabile ai danni causati dal fumo. E se parliamo di pure statistiche legate all’abuso di alcol, il vino provoca addirittura una riduzioni dei rischi mortali". L’esordio di Larry Coia - in un’aula Kessler gremita come ai tempi dell’occupazione studentesca di Sociologia – è stato quantomeno eclatante. Perché il tema era apparentemente protezionistico: il vino e la salute. Con aspettative di vita. Bere meno per bere meglio? Le risposte non sono state subitanee.

Ma il luminare americano sulle ricerche e correlazioni tra cibo, alcol e qualità della vita ha fornito dati, citato fonti, spiegato correlazioni. "Abbiamo fatto dei test su oltre un milione di persone e possiamo tranquillamente dire che il fumo è più letale del vino". E ancora: la demonizzazione dell’alcol in USA è partita negli Anni ’20 causando principalmente il "mercato nero", impedendo momenti di cultura alcolica. Comunque il bere deve essere responsabile. E se si evitano certe ubriacature, bevendo in modo moderato (non più di 3 bicchieri quotidiani per gli uomini, almeno la metà per il gentil sesso…) il rischio di malattie cardiovascolari cala del 30%. Bere con oculatezza, evitando di "strafarsi" nei fine settimana, proprio per non vanificare i benefici del "vino di tutti i giorni".

Vino benefico? Per gli scienziati americani in contatto con l’ospite del Festival, i polifenoli ( sostanze presenti prevalentemente nei vini a buccia rossa ) migliorano la quantità di colesterolo buono e dunque riducono il diabete di tipo 2. Non solo, il vino combatte pure la demenza, pure l’alzheimer. Il vino però non deve essere paragonato meramente all’alcol. Larry Coia lo ribadisce più volte, al "parterre" sistemato in due sale, tanti giovani, nessun cantiniere o vignaiolo del Trentino, a parte Davide Semenzato, il ‘brand ambassador’ del Gruppo Mezzacorona.

"L’alcol non ha storia, il vino l’ha resa fenomeno culturale" spiega l’oncologo a margine del convegno, visibilmente soddisfatto di aver potuto visitare la cantina della Fondazione Mach, citando vini trentini come Marzemino e Teroldego. Consiglia ovviamente un’alimentazione che preveda uno stile corretto. Chi beve vino rischia molto meno di diventare etilista. Per una questione di cultura, perché – e questo lo ribadiamo noi  - il vino è convivialità, un bene da condividere, da consumare per il piacere del palato, ma anche per stimolare giusti pensieri. Vino rosso meglio del bianco? Comunque è doveroso evitare bevande zuccherate e con le bollicine. Che causano pure obesità.

Argomento, quello del sovrappeso, trattato dall’altra relatrice al consegno di Sociologia, Kirsten Strombotne. Che ha ribadito ancora una volta come il vino possa far bene. Basta berne poco e buono.

Due esperti, due scienziati. Che hanno stimolato scientifiche considerazioni. Come dire: prosit!

 

http://www.ladige.it/news/cronaca/2017/06/02/festival-obesit-caccia-colpevoli-lesperto-vino-ha-effetti-positivi

FESTIVAL: I COLPEVOLI DELL'OBESITÀ

L'ESPERTO: IL VINO HA EFFETTI POSITIVI

Ven, 02/06/2017 - 15:35

L'Italia è il Paese con il più elevato livello di salute, il suo sistema sanitario è il secondo migliore al mondo ed è anche al primo posto nella ricerca sul vino e i suoi effetti benefici sulla salute umana. Non sembra dunque debbano più esserci dubbi: il vino (quello rosso in particolare) fa bene. Anzi:  «È il farmaco più efficace per ridurre i rischi cardiovascolari». A dirlo è Lawrence Coia, medico statunitense che assieme all'economista Kiersten Strombotne, hanno cercato al Festival dell'Economia, sollecitati dalla giornalista-medico Roberta Villa, di rispondere alla domanda se davvero l'obesità sia «colpa di ciò che mangiamo».

Parlare di nutrizione - sostiene Strombotne - è come parlare di religione, ognuno ha le proprie convinzioni. Il che spiega perché le campagne governative contro l'obesità (una persona su tre negli Usa, con un costo di 147 miliardi di dollari all'anno) non raggiungano gli effetti desiderati, giacché dobbiamo fare i conti con l'irrazionalità del consumatore, oltre che con le sue condizioni di reddito e il livello culturale, due fattori che influenzano grandemente le abitudini alimentari delle persone. «Aumentare la tassazione sulle bevande e i cibi ipercalorici non produce alcun effetto sul cambiamento delle cattive abitudini alimentari; si possono promuovere campagne educative nelle scuole, ma nessuno è poi obbligato a tenere conto delle informazioni ricevute. La verità è che non abbiamo capito come condurre questo tipo di politica, e ancora oggi non sappiamo se faccia più bene fare movimento fisico o ridurre gli zuccheri».

Da uno a tre bicchieri di vino al giorno hanno un effetto positivo sull'ipertensione

Nessun dubbio su quale sia la religione alimentare più "salutista" ha invece Coira: dieta mediterranea e un moderato consumo di vino. Attenzione: non di alcol, ma di vino. Perchè non vi è errore più grande che possiamo fare se non quello di confondere gli effetti dell'uno con quelli dell'altro, così come non va assolutamente messo sullo stesso piano il danno provocato dal fumo con quello, assai minore, causato da uno smodato consumo di alcol. «Da uno a tre bicchieri di vino al giorno hanno un effetto positivo sull'ipertensione, riducono l'incidenza del diabete mellito di tipo 2, rallentano l'invecchiamento, riducono la demenza da Alzheimer. Non c'è correlazione - conclude Coira - tra l'incidenza dell'etilismo e il consumo di solo vino: in Usa è etilista il 5 % della popolazione, in Italia lo 0,5%, nei primi i consumatori di vino sono il 17%, nella seconda il 66%. E di obesi se ne trovano molti anche nei Paesi del Medio Oriente, dove non si consuma alcool ma molte bevande zuccherate.

Il portato economico che esce dal confronto sembrerebbe indicare dunque una via chiara per un Paese produttore di vino qual è l'Italia: aumentare le esportazioni, specie verso gli Usa, non farebbe dunque bene solo alla nostra bilancia commerciale ma contribuirebbe anche a migliorare lo stato di salute generale del pianeta.

In Trentino è in arrivo una app per incentivare sani stili di vita. Lo ha annunciato al Festival dell’economia l’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni.

«Il Centro di Competenza sulla Sanità Digitale TrentinoSalute4.0 sta lavorando a una applicazione che, facendo sintesi di quanto già esiste, consenta a ciascuno di capire quanto è sano il proprio stile di vita e cosa fare per migliorarlo», ha detto Zeni.

«In questo percorso - ha aggiunto - vorremmo coinvolgere il mondo della scuola e quello del lavoro, dove sono già in corso alcuni progetti importanti, gli enti di ricerca e di studio, i nostri medici, ma anche le associazioni e il mondo del privato sociale».

 

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2017/06/03/news/l-elisir-del-benessere-poco-cibo-sport-e-vino-rosso-1.15431453?ref=hftrtner-1&refresh_ce

L’ELISIR DEL BENESSERE? POCO CIBO, SPORT E VINO ROSSO

3 giugno 2017

Esperti a confronto su diete e costi sociali dell’obesità: più sale il reddito più scendono le calorie ingerite. «Ma attenti a non vivere per mangiare»

di Luca Petermaier

03 giugno 2017

TRENTO. Non ci sono diete o regimi alimentare che tengano se non sappiamo rispondere alla seguente domanda: «Io mangio per vivere o vivo per mangiare?». Si ingrassa per molti motivi, ma forse il principale è che nella nostra società si ha fame più con la testa che con la pancia. E si ingerisce molto, ma molto più cibo del necessario.

Ne sono convinti i ricercatori che ieri hanno animato il convegno organizzato dalla Fondazione Edmund Mach, nell'ambito del Festival dell'Economia. Sala di rappresentanza della Regione strapiena per carpire i segreti della longevità, quell’elisir del benessere che noi italiani abbiamo nel dna: la dieta mediterranea. Uno studio citato dal presidente di Fem Andrea Segrè ha dimostrato che mangiare «mediterraneo» per una persona media costa 50 euro a settimana, 2 euro in più di chi mette nel carrello ciò che capita. «Attenti, però - ha concluso Segrè - che quei due euro li recuperiamo in seguito in benessere».

Parola quindi ai tre relatori (Kieran Tuohy, responsabile del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione Fem, e i due ricercatori israeliani Elliot Berry della Hebrew University di Gerusalemme e Iris Shai della Ben-Gurion University of Negev di Tel Aviv) che si sono ritrovati concordi su un punto: assumiamo troppo cibo e ci muoviamo poco. «Spesso mangiamo perché siamo stressati - ha spiegato Berry - dimenticandoci che dovremmo agire e risolvere la causa dello stress, perché in sovrappeso o, peggio, da obesi non staremo certo meglio, anzi».

Iris Shai ha poi ricordato che l’Italia ha una delle aspettative di vita più alte al mondo: le donne vivono in media 84,8 anni, gli uomini 80,5. Tuttavia ha subito smorzato gli orgogliosi entusiasmi dell’uditorio chiarendo che il degrado cellulare inizia dopo i 45 anni, ma che il nostro corpo si ricorda tutto quello che abbiamo ingerito negli anni precedenti. «I bambini sovrappeso hanno infatti una minore aspettativa di vita» - ha spiegato.

Il vero nemico da combattere, secondo la ricercatrice, è il grasso corporeo. Ma non quello subcutaneo, che anzi è salutare. No, il grasso da eliminare è quello “viscerale”, che si deposita vicino ai reni, al pancreas, ai muscoli, al cuore. Per eliminarlo bisogna rassegnarsi: la dieta (mediterranea, cioè legumi, verdura, frutta, poca carne e formaggi) da sola non basta. Va associata ad una costante attività fisica, come hanno dimostrato alcuni studi condotti dalla ricercatrice israeliana. Infine un accenno al vino: da bandire o no? Secondo la Shai no: «Una ricerca durata due anni ha dimostrato che un bicchiere di vino rosso associato alla giusta dieta e al movimento fisico abbassa il colesterolo».

Kieran Tuohy ha chiuso il confronto con un intervento sul microbiota intestinale. «La galassia di microorganismi che vivono  nel nostro intestino – ha evidenziato Tuohy - è stata finalmente riconosciuta come un organo vero e proprio, fortemente connesso con il nostro benessere generale e, in quanto tale, influenzato dalla nostra dieta ma anche dal nostro stile di vita, dall’attività fisica alle ore di sonno».

 

SICCOME NEI TRE ARTICOLI PRECEDENTI NON PARLANO DELLE DOTI CANCEROGENE DEL VINO, RIPORTO IO DUE ARTICOLI IN RISPOSTA AL FESTIVAL DELL’ECONOMIA.

FORSE ESSENDO UN FESTIVAL DELL’ECONOMIA DEVONO PARLARE BENE DEL VINO ALTRIMENTI ADDIO GUADAGNI, MA GUADAGNARE SULLE DISGRAZIE ALTRUI NON E’ ETICO!

 

LA STAMPA Salute

Eliminare alcol dalla dieta: così si riduce il rischio di cancro alla mammella (*)

Report pubblicato dall’American Institute for Cancer Research (Aicr) e dal World Cancer Research Fund (Wcrf).

Le conclusioni dopo l’analisi 119 studi su 12 milioni di donne

23.5.17

FABIO DI TODARO

No categorico al fumo. Una forte raccomandazione a svolgere attività fisica e a mantenere nei limiti il peso corporeo. E massima prudenza al cospetto di qualsiasi bevanda alcolica, se anche un solo bicchiere di vino consumato a cadenza quotidiana aumenta la probabilità di sviluppare un tumore al seno.  

Non ci sono giri di parole nel report pubblicato dall’American Institute for Cancer Research (Aicr) e dal World Cancer Research Fund (Wcrf). Le due organizzazioni, dopo aver passato in rassegna 119 studi, comprensivi dei dati riguardanti oltre dodici milioni di donne e duecentosessantamila diagnosi di tumore della mammella, hanno concluso che «l’eliminazione dell’alcol dalla dieta è uno dei primi passi che ogni donna può compiere per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno». Consumando in media dieci grammi di etanolo ogni giorno, quantitativo pari a quello che si annida in una bottiglia di birra o in un calice di vino, la probabilità di ammalarsi può crescere di una quota compresa tra il cinque e il nove per cento: a seconda che la donna sia in età fertile o in menopausa. 

Alcol e cancro: meglio non bere  

Nel commentare i risultati, i ricercatori statunitensi sono partiti dall’alcol, quasi a voler rimarcare il suo potenziale cancerogeno: troppo spesso sottovalutato. Il loro messaggio, per gli addetti ai lavori, non è una novità e risulta già da tre anni inserito nei dodici consigli che compongono il Codice Europeo contro il Cancro. 

Non risulta stupito dunque Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che da anni sollecita la massima informazione nei confronti delle donne. «Lo stupore può essere soltanto figlio della scarsa cultura che porta a non considerare gli effetti negativi dell’alcol sul nostro organismo alla pari di quelli indotti dal fumo di sigaretta. Un errore commesso non soltanto da molte persone, ma anche indotto dai medici, più frequentemente i cardiologi e spesso alcuni nutrizionisti, che affermano che un bicchiere al giorno fa bene al cuore e che bere moderatamente non fa male. In questo modo si ignora la sentenza della Corte di Giustizia che ha specificato che non si possono vantare proprietà salutistiche di una sostanza tossica come qualsiasi bevanda alcolica.  

Le maggiori linee guida internazionali hanno ridotto a dieci grammi per le donne e venti per gli uomini la quantità di alcol consumabile ogni giorno. Ma va sempre considerato che, superati i dieci grammi, si incrementa il rischio di morbilità, mortalità e disabilità di oltre duecento malattie e di 14 tipi di cancro, tra cui quello della mammella nelle donne.  

Occorre sempre tenere a mente che quando si consuma alcol, questo (etanolo, ndr) e il suo metabolita acetaldeide agiscono come tutti i cancerogeni del gruppo 1». Dunque l’alcol andrebbe evitato. «Una campagna di sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta in tal senso in particolare alle ragazze, in funzione del binge drinking - continua Scafato -. Il rischio attuale è già molto alto e preclude all’insorgenza di lesioni al seno che hanno un elevatissima probabilità di trasformarsi in cancro, nel caso della persistente stimolazione estrogenica indotta dal bere».  

L’attività fisica funziona meglio di un farmaco  

A ciò andrebbero aggiunti altri elementi: partendo dal rispetto di un programma costante di attività fisica, che sottende al mantenimento di un peso corporeo adeguato. Come dice lo stesso titolo («Dieta, nutrizione, attività fisica e tumore al seno», il dossier ha puntato a sintetizzare le conclusioni che pongono in relazione lo stile di vita con il rischio di ammalarsi della più diffusa neoplasia femminile.  

È così emerso che la pratica fisica intensa, come quella che si sostiene con la corsa o col ciclismo, riduce sensibilmente il rischio di ammalarsi: con riduzioni che raggiungono il 17 per cento nelle donne in età fertile (valori inferiori si rilevano con attività più blande). La stessa aiuta a mantenere nel range di normalità il peso corporeo, che se eccessivo (sovrappeso o obesità) aumenta il rischio di ammalarsi nelle donne già in menopausa: le più esposte alla malattia.  

Sempre valido rimane inoltre il consiglio di prediligere l’allattamento al seno: considerato un altro fattore protettivo nei confronti della malattia. Tutti consigli che, se messi in pratica, permetterebbero di evitare una diagnosi su tre: questa la stima riportata nella pubblicazione. 

A fare la differenza è la qualità complessiva della dieta  

Quanto alla dieta, le conclusioni dei ricercatori statunitensi confermano l’assoluta difficoltà di trarre conclusioni univoche per gli alimenti. Non ne esistono di buoni e cattivi, in assoluto. Sono infatti considerate insufficienti le prove secondo cui una dieta ricca di calcio e carotenoidi riduca le probabilità di ammalarsi.  

Così come è ancora presto per dire che il consumo di verdure non amidacee - spinaci, cavoli, verdure a foglia verde, cipolle, cetrioli, funghi, cavolfiori, peperoni, broccoli, cavolini di Bruxelles e asparagi - sia un antidoto efficace contro la comparsa del tumore al seno che non presenta i ricettori per gli estrogeni: una forma meno diffusa, ma più difficile da trattare. Detto ciò, una buona qualità complessiva della dieta può fare la differenza.  

«Quattro nuove diagnosi di cancro su dieci sono evitabili rinunciando al fumo di sigaretta e seguendo un’alimentazione mediterranea - dichiara Fortunato Ciardiello, direttore del dipartimento medico-chirurgico di internistica clinica e sperimentale dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli e presidente della Società Europea di Oncologia Medica -. Dire che un bicchiere di vino sia cancerogeno, lo ritengo fuorviante. (**) Ma è evidente che, quanto ai consumi di alcolici, oggi l’emergenza riguarda i più giovani. A loro bisogna spiegare tutti i rischi insiti in questa abitudine, che da qui a qualche decennio potrebbe far emergere anche in Italia problematiche di salute che finora non hanno fatto parte della nostra cultura». (***)

 

(*) Nota: "Eliminazione" significa eliminazione (non riduzione).

"Alcol" significa il vino, la birra, gli altri alcolici.

 

(**) Nota di Alessandro Sbarbada: no, quello che è fuorviante, se non proprio vergognoso, è che il Presidente della Società Europea di Oncologia Medica neghi l’evidenza scientifica, in base (si suppone) a propri convincimenti personali. Tutte le fonti più autorevoli in letteratura confermano come un bicchiere di vino al giorno sia già dose sufficiente ad aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori. Certo che è cancerogeno!

In risposta a Fortunato Ciariello stanno benissimo le parole di Emanuele Scafato, riportate in questo stesso articolo: “Lo stupore può essere soltanto figlio della scarsa cultura che porta a non considerare gli effetti negativi dell’alcol sul nostro organismo alla pari di quelli indotti dal fumo di sigaretta. Un errore commesso non soltanto da molte persone, ma anche indotto dai medici, più frequentemente i cardiologi e spesso alcuni nutrizionisti, che affermano che un bicchiere al giorno fa bene al cuore e che bere moderatamente non fa male.”.

 

(***) Nota di Emanuele Scafato: Sempre più evidenti le connessioni tra alcol in moderazione e cancro nella donna. I medici dovrebbero sempre proporre alle donne di astenersi dal bere alcolici se è loro intenzione evitare il maggior rischio d'insorgenza di cancro alla mammella già sostanziale a partire dal secondo bicchiere. Gli ONCOLOGI dovrebbero farsi carico di disseminare le evidenze scientifiche e predisporre un informazione valida e oggettiva comunicando il rischio di cancro legato all'assunzione di pur piccole quantità di alcolici. I CARDIOLOGI dovrebbero evitare di continuare a favorire un informazione parziale e confondente che vanta proprietà salutistiche improponibili alla luce del rischio conseguente all'assunzione di pur piccole quantità di alcolici che ammesso che possano giovare alla riduzione del rischio di mortalità cardio-coronarica incrementano contestualmente e contemporaneamente il rischio di oltre 200 malattie e di 12 tipi di cancro. Comunicare il bicchiere per quello che è favorisce scelte informate basate sul diritto all'informazione a tutela della salute ma soprattutto contribuisce ad una cultura della prevenzione che garantisce la centralità della persona nel suo diritto ad uno stato di salute che sarà buono se si evitano comportamenti rischiosi o dannosi.

 

 

BLASTINGNEWS

Cancro al seno: un bicchiere di vino al giorno aumenta il rischio fino al 9% (*)

Dati sorprendenti: ecco quanto riportato nel recente report della World Cancer Research Fund and the American Institute for Cancer Research.

24 maggio 2017 - L'associazione tra alcol e #cancro al seno è da tempo nota. Soprattutto l'assunzione di superalcolici sembra essere un fattore predisponente non solo per questa, ma anche per altre malattie. I dati riportati nel report del World Cancer Research Fund e dell'American Institute for Cancer Research sono tuttavia piuttosto sorprendenti. Si è calcolato che consumare anche soli 10 g di alcol al giorno (un piccolo bicchiere di vino, un bicchiere di birra da 200 ml, un bicchierino da 30 ml di un qualsiasi superalcolico) aumenti significativamente l'incidenza di cancro al seno nella donna in pre e post-menopausa.

Percentuali di rischio, le impressioni degli autori del report

Le percentuali di rischio per le donne in pre-menopausa aumenterebbero del 5% mentre per quelle in post-menopausa salirebbero fino al 9%.

Uno degli autori dello studio, la dottoressa Anne Mctieran, dichiara: "Sono stata molto sorpresa dal fatto che il rischio legato all'assunzione di alcol, aumenti con un solo bicchiere al giorno. L'aumento con una sola bevanda alcolica al giorno è piccolo, ma parte da lì. Ecco perché l'AIRC raccomanda non più di una bevanda alcolica al giorno per le donne, per ridurre il rischio di cancro". Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) globalmente il cancro al seno è il principale tipo di #Tumore nelle donne, sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. Secondo l'AIRC il cancro al seno colpisce in media 1 donna su 8 con un tasso di mortalità del 17%. L'incidenza di questo tumore in Italia è di circa 37 mila nuovi casi l'anno.

Il report ha raccolto ed analizzato i dati di 119 studi sul cancro al seno

I ricercatori hanno raccolto ed analizzato i risultati di 119 studi riguardanti il cancro al seno, provenienti da tutto il mondo.

Questi studi comprendevano i dati di 12 milioni di donne di cui oltre 260 mila affette da tumore al seno. Anche se il tumore al seno può colpire raramente l'uomo (1% d'incidenza), tali casi non sono stati inclusi nel rapporto. In particolare gli studi riguardanti l'associazione tra cancro al seno e consumo di alcolici riguardavano donne nel periodo di pre-menopausa (10 studi con 4 mila donne malate di cancro al seno) e donne in post-menopausa (22 studi con oltre 35 mila donne colpite da tumore al seno).

Alcol e tumore al seno: cosa dicono gli esperti?

In un intervista della CNN il dottor Chin Yo Lin, ricercatore presso il Center for Nuclear Receptors and Cell Signaling dell'University of Houston, non coinvolto nella stesura del report, spiega: "Nei tessuti esposti, l'alcol viene convertito in acetaldeide, una sostanza chimica che può causare mutazioni del DNA, che possono portare al cancro. Il consumo di alcol - aggiunge - è anche associato a livelli elevati di estrogeni. L'esposizione cumulativa agli estrogeni è un importante fattore di rischio per il tumore al seno".

Lin nel 2015 ha condotto uno studio che ha dimostrato come l'alcol possa aumentare la crescita delle cellule tumorali nel seno, andando ad influenzare un gene chiamato BRAF. La crescita tumorale è promossa a sua volta dall'aumento degli estrogeni dovuto sempre all'azione dell'alcol. Lo stesso Lin tiene tuttavia a sottolineare che "il bere con moderazione sembra proteggerci contro le malattie cardiovascolari" e, dunque, "questi benefici dovrebbero essere valutati rispetto al lieve aumento del rischio di cancro al seno".

Buone abitudini per prevenire il cancro al seno

Il consumo di alcolici non può essere certamente l'unico fattore da considerare. La stessa dottoressa McTieran sottolinea che lo sviluppo di un tumore è sempre legato a più fattori. Esistono tuttavia delle evidenze scientifiche e delle delle buone abitudini da seguire per la prevenzione del tumore al seno: #salute

Secondo numerosi studi l'attività fisica moderata-vigorosa riduce fino al 30% l'incidenza di tumore (qualsiasi forma). È bene svolgere tale attività per almeno 150 minuti (2 ore e mezza) alla settimana

Secondo un'altra ricerca, l'allattamento al seno riduce il rischio di cancro al seno e l'aumento di peso in età adulta

L'obesità è un fattore predisponente per lo sviluppo di cancro al seno ed altre patologie. Il mantenimento del peso forma è fondamentale. L'influenza di uno stile alimentare sano è innegabile: arricchire la propria dieta di alimenti dall'azione protettiva come frutta, verdura, legumi, frutta secca, alimenti integrali, pesce, carni bianche

Limitare le bevande alcoliche a non più di una al giorno (secondo anche quanto raccomandato dall'AIRC)

 

 (*) Nota: sono diversi anni che le evidenze scientifiche mettono in relazione il consumo di alcolici con il cancro al seno. Solo recentemente tuttavia l'argomento viene trattato con la dovuta attenzione, anche da giornali o siti legati alla produzione di alcolici.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.controradio.it/ubriachi-minore-in-coma-etilico/

UBRIACHI: MINORE IN COMA ETILICO, GIOVANE INTOSSICATA E GRAVE CADUTA PER TURISTA

3 giugno 2017

Un 15enne è finito in coma etilico ed è stato denunciato il titolare di una discoteca di Terranuova Bracciolini (Arezzo). A Firenze un trentenne turista olandese è caduto al piazzale Michelangiolo e una giovane ventenne è stata ricoverata per intossicazione etilica.

L’episodio del minore aretino risale a una settimana fa, alla discoteca Casa Cantoniera dove il giovanissimo cliente venne soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale della Gruccia in coma per abuso di alcolici. Adesso, svolte le indagini, i carabinieri hanno denunciato il titolare, 49enne, perché appurato che il ragazzino aveva consumato gli alcolici nel locale. Determinazione in altri di stato di ubriachezza e somministrazione di bevande alcoliche a persona in manifesta ubriachezza sono i reati contestati al padrone della discoteca oltre alle sanzioni amministrative. I carabinieri hanno chiesto al sindaco la revoca dell’autorizzazione per la discoteca.

Un turista olandese di 32 anni, verso le 2, mentre camminava in modo incerto per gli effetti dell’alcol è caduto malamente dalla scalinata di via San Salvatore al Monte, vicino al piazzale Michelangiolo. Nella caduta si è procurato un netto taglio alla testa ed è stato ricoverato dal 118 a Careggi in codice rosso. La prima a soccorrerla è stata la compagna ma sul posto sono stati chiamati anche i carabinieri.

Sempre nella notte, intorno alle 3.15, è stato soccorso per una probabile intossicazione etilica un giovane di 21 anni, in via delle Brache. Il 118 lo ha trasportato con massima urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Santa Maria Nuova per gli accertamenti medici e le cure necessarie.

 

http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/cinisello-guida-ubriaco-denunciato-1.3165754

CINISELLO, UBRIACO ALLA GUIDA: 39ENNE NEI GUAI

E' il terzo caso in pochi giorni. A Sesto un automobilista era piombato su tre vetture in sosta

di ROSARIO PALAZZOLO 

1 giugno 2017

Cinisello Balsamo (Milano), 1 giugno 2017 - Di notte le strade sono piene di automobilisti e motociclisti ubriachi. Per la terza volta in una settimana, i carabinieri di Cinisello hanno sorpreso un uomo alla guida, nonostante avesse alzato troppo il gomito. Questa volta è accaduto in via Ferri, dove i militari di pattuglia hanno notato una Fiat “Multipla” che procedeva con andatura incerta.

L'automobilista, un 39enne di Cinisello, è stato fermato. Al controllo dell'alcoltest è risultato avere un tasso alcolemico di 1,3, pari a quasi 3 volte il consentito. L'uomo è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza e ha subito il ritiro immediato della patente. Anche l'auto è stata posta sotto sequestro. Appena due giorni fa, i militari avevano inseguito a Cinisello, e bloccato a Muggiò, un giovane alla guida di uno scooter mentre era completamente ubriaco. Lo scorso weekend un uomo è stato bloccato dalla polizia di Sesto San Giovanni dopo che aveva danneggiato tre auto in via Picardi, nel quartiere Rondinella di Sesto.

 

http://radiogold.it/cronaca/91828-positivo-allalcol-test-dopo-aver-ignorato-stop-denunciato/

POSITIVO ALL’ALCOL TEST DOPO AVER IGNORATO UNO STOP: DENUNCIATO

Domenica 21 maggio il 21enne non aveva rispettato uno stop e la sua auto si era scontrata con un altro veicolo, sulla sp 31.

Redazione  Giovedì, 1 Giugno 2017 - 15:14

SAN SALVATORE – I Carabinieri di San Salvatore Monferrato hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza un cittadino dominicano di 28 anni, residente in provincia di Alessandria.

Lo scorso 21 maggio l’uomo ha causato un incidente tra due veicoli sulla strada provinciale 31, all’incrocio per la zona industriale di San Salvatore, in località Squarzolo.

Cinque le persone rimaste ferite, accompagnate agli ospedali di Alessandria e Casale, con lesioni giudicate guaribili tra i 3 e i 10 giorni di prognosi.

Il 28enne non si è infatti fermato allo stop ed è stato colpito da un’altra auto. Dalle analisi l’uomo è risultato positivo all’alcol test, con un tasso alcolemico di circa 1,75 g/l.

Oltre alla denuncia gli è stata ritirata la patente di guida ed è stato sanzionato per non aver rispettato lo stop e per soprannumero di passeggeri, visto che nella sua auto erano presenti sei persone e non cinque.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2017/06/02/news/eccesso-di-alcol-due-denunce-e-sanzione-amministrativa-1.15435270

ECCESSO DI ALCOL: DUE DENUNCE E SANZIONE AMMINISTRATIVA

02 giugno 2017

ORISTANO. Dopo una fuga spericolata in auto nelle vie del capoluogo, due uomini di Santu Lussurgiu (P.P., 32 anni, che guidava l’auto e M.S. di 33) sono stati raggiunti e bloccati nella notte tra martedì e mercoledì a Oristano. I due, alla vista della pattuglia delle Volanti della questura, in via Sardegna intorno alle 2, hanno prima rallentato per poi scappare a alta velocità, commettendo una serie di infrazioni. Non sono riusciti a seminare i poliziotti e alle fine si sono fermati. Nell’auto avevano una roncola che è stata sequestrata. Il conducente è stato sottoposto a alcoltest con esito positivo ed è stato denunciato per guida sotto l’influenza di alcool (con sequestro del veicolo e ritiro della patente) e per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Nella stessa giornata, in serata, gli agenti hanno multato un 47enne di Zeddiani che, in stato di ebbrezza, aveva creato disturbo in un locale pubblico. Sempre martedì la Stradale ha denunciato un trentottenne residente a Cuglieri (A.I.) per guida in stato di ebbrezza mentre viaggiava sulla statale 131.

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