Rassegna del 31 Maggio 2017

POLNEWS

Guida in stato d’ebbrezza: se il tasso alcolico è di poco superiore al limite non c’è reato penale (*)

Corte di Cassazione, n. 26276: non punibile per particolare tenuità del fatto il conducente fermato in stato di ebbrezza, se il tasso alcolemico è di poco superiore al limite

Ci occupiamo di un caso di guida in stato di ebbrezza: il conducente, fermato per un controllo dalla Polizia Municipale, faceva registrare nelle due prove un tasso alcolemico di 0,85 g/l e 0.92 g/l. Il fatto avveniva alle 2.15, quindi con l’ulteriore aggravante e essere stato commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7.

Il tribunale, ritenuta la non punibilità per particolare tenuità del fatto, assolveva l’imputato dal reato di cui all’art. 186 C.d.S.. La vicenda arriva in Cassazione dove il PM propone ricorso contro la decisione dei giudici: il solo dato oggettivo valorizzato nella sentenza, ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità consisterebbe nella circostanza che il tasso alcolemico riscontrato era prossimo al minimo di legge senza far riferimento ad altri elementi concreti. Ciò non sarebbe sufficiente a motivare l'assoluzione.

Il reato di guida in stato di ebbrezza rientrerebbe nella categoria di illeciti in cui la pericolosità della condotta tipica è tratteggiata in categorie, individuate dal legislatore. Sarebbe quindi un reato di pericolo presunto, che presenta un forte legame con l'archetipo della pericolosità e garantiscono il rispetto del principio di tassatività, eliminando gli spazi di vaghezza e discrezionalità connessi alla necessità di accertare l'offensività del fatto.

Secondi i giudici, il giudizio di particolare tenuità non è incompatibile con la presenza di soglie di punibilità, rapportate ai valori di tassi alcolemici accertati. Inoltre, il giudice del Tribunale “ha dato atto anche, ancorché con motivazione stringata, di avere valutato anche gli indici "soggettivi" della vicenda stradale, tenuto conto, evidentemente, che si trattava di vicenda emersa durante un semplice controllo su strada da parte della Polizia Municipale a carico di un soggetto incensurato”.

Il ricorso è quindi respinto e il conducente pizzicato in stato di ebbrezza assolto.

 

(*) Nota: un'alcolemia di 0,85 provoca una riduzione del tempo di reazione di oltre mezzo secondo. Allungando, ad esempio, lo spazio di frenata di 10-15 metri alla velocità di 70km orari. Può fare la differenza tra la via e la morte di un pedone. Difficile poi spiegare il giudizio di tenuità.

 

LA STAMPA

Nella regione dei grandi vini si bevono sempre meno alcolici

Statistica sui consumi in Piemonte a cura dell’Istat Secondo l’Istat centomila bevitori in meno in un anno

ALBERTO PRIERI

Centomila bevitori in meno in un anno: nel Piemonte dei grandi vini, cala il numero di chi consuma bevande alcoliche secondo lo studio «L’uso e l’abuso di alcol in Italia» pubblicato dall’Istat. L’indagine rivela come, in regione, il numero di chi abbia bevuto alcol almeno una volta in dodici mesi (tra i residenti con più di 10 anni) è passato dai 2 milioni 717 mila del 2015 ai 2 milioni 605 del 2016, il 4,12% in meno.

Il calo è confermato dalla netta diminuzione di chi si concede un bicchiere tutti i giorni: due anni fa lo facevano 945 mila piemontesi, a fine dello scorso dicembre sono diventati 864 mila (-8,57%). Sia tra chi ne fa un uso moderato, sia tra i più incalliti, le bevande preferite sono vino e birra, scelte da circa la metà di coloro che non rinunciano all’alcol. Il 16,8% di questi beve da 1 a 2 bicchieri di vino al giorno (il 2,8% arriva a superare il mezzo litro), mentre solo il 4,3% dichiara di consumare birra quotidianamente.

PIÙ UOMINI CHE DONNE

È il 32,4% dei maschi che ammette di bere tutti i giorni, mentre solo il 12,2% delle donne lo fa. La forbice tra i due sessi rimane ampia considerando i comportamenti a rischio: sono 320 mila i maschi che abitualmente eccedono, 133 mila le femmine. Il dato totale, 453 mila, è quello che, rispetto all’anno prima, è sceso meno, perché si è ridotto solo dell’1%.

Al contrario, è crollato il fenomeno del «binge drinking», ossia la tendenza ad andare oltre i limiti in una sola volta. Statisticamente viene considerata tale l’occasione in cui bevono più di 5 bicchieri gli uomini e più di 4 le donne: coloro che dichiaravano di esagerare in questo modo erano 386 mila nel 2015; sono diventati 295 mila l’anno scorso (-23,6%). Può capitare a pranzo o cena con amici, ma i più esposti sono i giovani durante il fine settimana.

I RISCHI DELLO SBALLO

«I ragazzi amano meno il vino, scelgono piuttosto birra e superalcolici – dice Claudia Geuna, responsabile dell’area Educazione alla salute dell’Asl Cn2 Alba-Bra -. La maggioranza di loro non conosce i rischi che corre: bere per sballarsi è diventato così diffuso che viene vissuto come normale, anche a causa delle pubblicità che fanno credere che sia possibile divertirsi solo con l’alcol».

Tuttavia, c’è chi pensa che quantità minime siano addirittura salutari. «E’ un falso mito, l’alcol può generare danni a qualunque livello di consumo – taglia corto la Geuna -. Il pericolo più grave è rappresentato dagli incidenti stradali, senza dimenticare il coma etilico tra i giovani: molti studi confermano come l’alcol sia la prima causa di morte diretta o indiretta per i ragazzi di età compresa tra i quindici e i ventinove anni».

 

UNIONE SARDA

Falò ad alto tasso alcolico a Margine Rosso: rifiuti abbandonati in spiaggia

Lunedì 29 Maggio - Non bastano più una chitarra e quattro amici per divertirsi in riva al mare. Adesso il passatempo preferito di gruppi di ragazzi è organizzare falò improvvisati, ad alto tasso alcolico, negli arenili della costa di Quartu Sant'Elena, da Margine Rosso a Santa Luria.

A farne le spese sono i malcapitati bagnanti che il giorno dopo sulla sabbia trovano di tutto: tizzoni ancora ardenti, bottiglie di vodka, preservativi e spazzatura di vario genere.

Se non si sta attenti a dove si mettono i piedi, si rischia di bruciarsi, pericolo che corrono soprattutto i bambini che giocano.

I bagnanti chiedono controlli più assidui per evitare che il fenomeno dei falò vada avanti per tutta l'estate.

di Giorgia Daga

 

CORRIERE DEL VENETO

Ubriaco a lezione, prof denunciato

Docente di sostegno in una scuola media, è stato sospeso

VICENZA 30 maggio 2017 - Ubriaco fin dalla prima mattina. Ubriaco a scuola – questa è l’accusa - a insegnare, semmai riuscisse a farlo in quelle condizioni. Con l’aggravante di essersi presentato poco lucido a una ragazzina disabile. Perché il professore in questione, di una scuola media di cui non menzioneremo il nome per non rendere riconoscibile l’alunna, è un insegnante di sostegno. O almeno lo era visto che di recente sarebbe stato sospeso da scuola. Fino a qualche settimana fa aveva a che fare infatti con la studentessa che necessitava di un affiancamento, ma ora non più. Dopo la segnalazione della madre della ragazzina, il prof è stato infatti raggiunto dal provvedimento disciplinare firmato dal dirigente scolastico e pure da una denuncia fatta scattare dai carabinieri della procura che hanno svolto indagini, effettuato appostamenti, raccolto testimonianze ed elementi tali da comprovare lo stato in cui il docente si sarebbe presentato in classe.

E che in diverse occasioni fosse stato sotto l’effetto di alcol lo avrebbero notato in più persone nell’ambiente scolastico. Una situazione che ha portato il dirigente ad effettuare alcuni approfondimenti, quindi a prendere provvedimenti, sotto il profilo disciplinare perché per quanto riguarda il penale c’è stata un’indagine parallela. Ora la vicenda è coperta dal massimo riserbo – anche il preside dell’istituto ha la bocca cucita e non intende rilasciare dichiarazioni– e per alcuni versi ancora da approfondire. Ma le accuse rivolte al docente sarebbero provate. Per quanto l’educatore abbia fatto sapere di voler chiarire la sua posizione, di voler raccontare la sua verità. Cosa che avrà la possibilità di fare. L’inquietante vicenda scaturisce dalla madre della ragazzina seguita dal docente di sostegno. In un primo momento si sarebbe rivolta alla scuola, al preside dell’istituto lamentando il fatto che l’insegnante non era nelle condizioni di prestare tutte le attenzioni del caso alla figlia, di farle lezione con l’impegno dovuto. Ma quella segnalazione non avrebbe sortito l’effetto sperato dal genitore, almeno non subito. Caparbia, determinata, la donna si è così rivolta anche alla procura, presentando denuncia ai carabinieri, riferendo quelli che erano molto più che sospetti, manifestando la sua preoccupazione per la figlia, per quel docente che non le sembrava affatto professionale e affidabile. Soprattutto per una ragazzina come la sua bisognosa di maggior riguardo e attenzioni.

Sono quindi scattate le indagini dei militari, che si sono mossi anche a scuola, effettuando una serie di verifiche sulle dichiarazioni della madre, sul professore in questione, sulle condizioni in cui si presentava in classe a fare lezioni. Trovando riscontro, tanto da far scattare all’esito delle indagini una denuncia nei suoi confronti. E non è certo il primo insegnante vicentino a finire nei guai, sia con la scuola che con la giustizia. Per quanto le accuse siano di altra natura. L’ultimo in ordine di tempo è stato un docente che sull’autobus arrivato ormai a Vicenza dal Bassanese aveva importunato un agente della questura in gonnella e in quel momento in abiti borghesi, toccandole la coscia. Altro caso quello di un docente di una scuola privata della città che avrebbe inviato messaggi spinti ad alcune studentesse minorenni.

 

ULTIMAVOCE

Ubriaco Deriso In Caserma, Carabinieri Nei Guai

I carabinieri lo hanno deriso in caserma. Il video è diventato subito virale.

Mag 30, 2017 - È successo a San Vito, Cagliari. L’uomo è stato ripreso all’interno della caserma dei Carabinieri, in evidente stato di ubriachezza. Ha difficoltà a deambulare, e gli uomini dell’arma lo deridono. Gli chiedono di ballare, e lui accenna passi di tango e di danza mentre loro se la ridono e lo riprendono. Il video dura poco più di un minuto, durante il quale l’uomo ubriaco in questione, frana rovinosamente a terra, ed è oggetto di scherno. Il contenuto del video è stato postato il 26 maggio scorso sulla pagina Facebook “Welcome to Favelas“. Da lì si è propagato sui telefonini di mezza Italia, tramite whatsapp, messenger e Facebook. La pagina in questione, raccoglie filmati umoristici da tutta Italia. Il filmato aveva un titolo eloquente: “Caserma dei carabinieri di San Vito, Cagliari”, ancor più eloquente il sottotitolo: “Rischiano la vita per 1000 euro al mese cit.” Ha già raggiunto quasi 400mila visualizzazioni. 1500 e più commenti, non proprio tenerissimi nei confronti dei militari dell’arma, la maggior parte degli utenti chiedono una punizione esemplare.

Il video è stato postato anche su YouTube da parecchi utenti. Qualcuno ha usato questo titolo: “Bullismo di carabinieri contro persona ubriaca nella caserma di San Vito (CA)”. Neanche a dirlo, sono migliaia le condivisioni. Il video ha indignato tutti. È vero che non mostra azioni violente dei carabinieri contro il pover’uomo ubriaco, né tanto meno azioni lesive contro il giovane. Ma, nemmeno quando cade a terra, nessuno lo aiuta, anzi, ridono di lui come veri bulletti. Non si sa come il video abbia iniziato la sua corsa sul web. Molto probabilmente è stato proprio uno dei militari che filmava, che per vantarsi della sua ignobile bravata, lo ha girato a qualcuno. Ora i carabinieri rischiano gravi sanzioni disciplinari. I dipendenti della Lidl, per qualcosa del genere furono licenziati.

 

DIRETTANEWS

Badante ubriaca si barrica in casa con l’anziana che deve assistere

31 maggio 2017 - Completamente ubriaca, una badante 38enne di origine moldava si è chiusa in casa con l’anziana che assiste, mentre il figlio insisteva per entrare. Alla fine l’uomo, un 56enne bolognese, ha dovuto chiamare il 113. Sul posto sono così arrivati gli agenti delle forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco. L’episodio è accaduto lunedì sera intorno alle 22 a Bologna, in via Trilussa. L’uomo ha spiegato che l’anziana madre era assistita a domicilio da una badante, la quale non gli apriva la porta, mentre lui non aveva a propria disposizione le chiavi di casa della donna.

Quando finalmente i pompieri sono riusciti ad aprire l’uscio di casa, chiuso a chiave dall’interno, si sono ritrovati davanti la badante 38enne inebriata dai fumi dell’alcol. Quando la donna ha visto le forze di polizia è andata ulteriormente fuori di testa e ha quindi pensato bene di aggredirli a calci e pugni, poi addirittura di morderli. Per fortuna, in quel parapiglia, l’anziana proprietaria di casa, una bolognese 83enne, era era tranquilla nel suo letto. Subito dopo l’accaduto, le forze dell’ordine sono riuscite a bloccare la badante, che è stata poi denunciata a piede libero per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni finalizzate alla resistenza e rifiuto di fornire i propri documenti di identità. A tutto questo va aggiunto che ovviamente perderà il suo posto di lavoro.

 

LA STAMPA

Tiger Woods fermato in stato di ebbrezza: arrestato e poi rilasciato

Il 41enne ex numero uno del mondo di golf era alla guida sotto l’effetto di sostanze, droga o alcol

29/05/2017 - E’ finita probabilmente ieri la carriera di Tiger Woods. Questa volta non è colpa del fisico, piegato da una carriera lunga, felice e dispendiosa, ma di un arresto. Il Signor Golf è finito nel carcere di Palm Beach, in Florida, per guida in stato di ebbrezza. Ha subito pagato la cauzione e se n’è tornato a casa dopo tre ore (pare) di scarsa lucidità, però... Però è l’ennesima spallata alla sua immagine e alla sua autostima, però deve essere durissima riprendersi da una botta così. Sintetizzando: guidava ubriaco, è stato fermato da una pattuglia ed è finito dentro. Tutto mentre stava cercando di recuperare dall’ennesimo infortunio e dall’ennesima operazione per tornare a essere il campione che ormai da troppo tempo non è più. A 41 anni, con un divorzio doloroso e rumoroso alle spalle, con una serie di malanni da abbattere un elefante più che una tigre, diventa complicato immaginare di rivederlo sui green di qualche prestigioso campo del Pga Tour, a competere con avversari più giovani e forti di lui. Se non è il passo d’addio poco ci manca.

L’arresto, effettuato tecnicamente a Jupiter, sancisce la fine di un fenomeno, rovinato dai suoi eccessi e dall’incapacità di governare l’inevitabile declino. Da quando nel 2009 è stato abbandonato dalla moglie, la modella svedese Elin Nordegren, stanca dei suoi tradimenti, Elderick Tont Woods, più semplicemente Tiger, non ha più rialzato la testa. Ha trascorso qualche tempo in una clinica specializzata per curare la sua dipendenza ’da sesso’, si è fidanzato con Lindsey Vonn, la campionessa statunitense di sci che lo ha abbandonato pure lei per una questione di corna, è tornato a giocare, si è bloccato di nuovo alla schiena tanto da finire sotto i ferri ad aprile. Il proposito di rientro, millantato su Facebook, è destinato a restare un proposito: ha altre grane a cui pensare, Tiger.

Da anni, ormai, il mondo del golf ha imparato a camminare con le sue gambe, senza più la stampella Woods, 14 major vinti, una serie di trionfi incredibili infilati uno dietro l’altro, un patrimonio stimato in 740 milioni di dollari, un uomo che da solo sapeva reggere lo spettacolo. Insomma, anche se non ci delizierà più con i suoi driver e i suoi putt, riuscirà comunque a campare, però la (quasi) certezza di averlo perso impoverisce uno sport che non ha più un padrone e pochi giocatori di carisma. Mancherà, Tiger: più agli appassionati che ai suoi colleghi, mai teneri, mai generosi con chi spesso li ha ridotti a comparse.

 

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