Rassegna del 25 Maggio 2017

DIARIOSALUTE

Basta un bicchiere di vino al giorno per aumentare il rischio di cancro al seno

L’alcol contenuto nel vino o in altre bevande alcoliche, seppur in minima quantità, aumenta il rischio di cancro al seno. Ridurre il peso corporeo e il fumo, al contrario, lo riduce

STEFANIA DEL PRINCIPE

24/05/2017 - Vino amico o nemico? È una delle domande che più frequentemente si sono posti gli scienziati nell’ultimo decennio. Se da un lato, infatti, il nettare degli dei sembra proteggerci dal danno ossidativo grazie al resveratrolo, dall’altro il contenuto di alcol potrebbe mettere a serio rischio la nostra salute. Ed è proprio quest’ultimo il maggior accusato di aumentare il rischio di cancro al seno. Ecco i risultati di un rapporto presentato dall’American Institute for Cancer Research (AICR) e dal Cancer Research Fund Mondiale (WCRF).

Basta un solo bicchiere di vino

Secondo quanto è emerso da una revisione condotta su 119 studi che hanno coinvolto 12 milioni di donne, è sufficiente bere un bicchiere di vino o un’altra bevanda alcolica per aumentare il rischio di cancro al seno. Per contro, uno stile di vita sano abbinato ad attività fisica può ridurne il rischio. Lo studio ha voluto valutare come alcuni parametri - tra cui anche fumo e sovrappeso - possono incidere nei pazienti oncologici. Tra le persone prese in esame 260.000 donne si sono ammalate di cancro al seno.

Meno peso, più movimento

Oltre a evitare l’assunzione di alcolici, per scongiurare il rischio di cancro al seno bisogna avere l’accortezza di fare sempre un po’ di attività fisica, ridurre il peso corporeo ed evitare il fumo. «Avere uno stile di vita fisicamente attivo, mantenere un peso sano per tutta la vita e limitare l’alcol - questi sono tutti provvedimenti che le donne possono adottare per ridurre il loro rischio», spiega Anne McTiernan, prima autrice del rapporto ed esperta di prevenzione del cancro presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Washington).

In premenopausa il rischio maggiore

Il rischio maggiore di cancro al seno di verifica in pre-menopausa, in particolare tra i 45 e 49 anni si è evidenziato un aumento esponenziale del rischio. Ecco il motivo per cui è importante fare attenzione allo stile di vita, evitando di bere alcolici. Sconsigliati, a detta degli scienziati, anche il vino e la birra. Secondo recenti stime il rischio aumenta naturalmente in pre-menopausa del 5% e in post-menopausa del 9%. L’alcol, d’altro canto, può aumentare il rischio di cancro in diversi modi. Uno di questi è l’aumento dei livelli ematici di estrogeni, un ormone sessuale che va a braccetto con il tumore della mammella.

Rischio ridotto con l’attività fisica

Le donne che in pre-menopausa erano più attive fisicamente assistevano a un rischio ridotto del 17%, mentre le donne in post-menopausa del 10%. Alice Bender dell’American Institute for Cancer Research ribadisce che se da un lato è vero che molti fattori non si possono controllare, dall’altro è anche vero che «tutte le donne possono prendere alcune misure protettive per ridurre il loro rischio di cancro al seno». Infine, Bender consiglia di aumentare il consumo di verdure come carote, peperoni o vegetali a foglie verde.

 

CENTROMETEOITALIANO

Salute

Birra: i sette motivi per berla continuamente. Le straordinarie proprietà benefiche

24 maggio 2017 - La birra, si sa, è una delle bevande alcoliche più consumate da giovani e non di tutto il Mondo. Molti però non sanno che questa può dare dei benefici straordinari al nostro corpo, che elenchiamo di seguito:

1. Mantiene i reni sani – uno studio ha dimostrato che una bottiglia di birra riduce il rischio di calcoli renali del 40%.

2. Aumenta il livello di vitamina B –

3. Favorisce il sonno, grazie all’acido nicotinico contenuto al suo interno –

4. Aumenta la memoria –

5. Riduce il rischio di attacchi di cuore –

6 Combatte lo stress –

7. Rende più giovane la pelle con soli due bicchieri –

8. Fortifica le ossa.

 

OSSOLA24

Norme antimovida: un anno di reclusione per alcolici venduti ai minori di 16 anni e multa sino ai 18

DOMODOSSOLA - 24-05-2017- I baristi rischieranno grosso in caso di vendita di alcolici a minorenni con le nuove norme, che prevedono la pena dell’arresto fino ad un anno per chi vende da bere alcolici ai minori di sedici anni ed inasprimento del divieto per chi ha tra i 16 ed i 18 anni, con multe sino a 1000 euro: "Si segnala- spiega il comandante della polizia locale domese Marco Brondolo- un’importante novità in tema di alcolici, introdotta dal Legislatore con il cosiddetto Decreto Sicurezza. Per quanto concerne la vendita resta invariato il generico divieto ai minori degli anni 18, intendendo per “vendita” l’acquisto di bottiglie/lattine/etc. (ad es. nei supermercati). Per quanto concerne la somministrazione, ovvero la vendita per “consumare sul posto”, ad esempio nei bar, il nostro ordinamento prevedeva, fino ad oggi, il solo divieto nei confronti dei minori degli anni 16. Pertanto il diciassettenne poteva recarsi al bar ed ottenere la somministrazioni di alcolici. Con la nuova normativa, invece, il divieto di somministrazione viene esteso a tutti i minori degli anni 18, con richiamo alle sanzioni dell’art. 14-ter, della L. 30/03/2001, n.125.

Di conseguenza, qualora l’esercente di un pubblico esercizio sia sorpreso a somministrare alcolici ad un minore degli anni 16, continuerà a rispondere del reato previsto dall’art. 689 C .P., con la pena dell’arresto fino ad un anno. Se la somministrazione avviene invece a favore di un minore degli anni 18, ma maggiore degli anni 16, l’esercente risponderà della “nuova” sanzione amministrativa che prevede la sanzione pecuniaria da € 250,00 a € 1000,00. In caso di ulteriore commissione dell’illecito amministrativo, la sanzione può raggiungere l’importo di € 2.000,00 e comportare anche la sospensione dell’attività commerciale per un periodo da 15 giorni a 3 mesi".

 

CEFALUWEB

Vendita di alcolici a minori e fuori orario, multe per 60 mila euro

La Polizia Municipale di Palermo nel mese di maggio ha intensificato i controlli notturni nei fine settimana sulla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Secondo un piano operativo predisposto dal Comandante Vincenzo Messina, sono stati monitorati in particolare discoteche, pub ed esercizi di vicinato, circa l’osservanza degli orari di somministrazione e vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, soprattutto ai minori. A tutt’oggi il bilancio degli agenti del Caep, il nucleo dedito al controllo delle attività produttive, registra sette attività sanzionate per un importo totale di oltre 60.000 euro, due delle quali chiuse perché totalmente prive delle autorizzazioni necessarie.

Nella prima attività è stata riscontrata la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nei confronti di minorenni e dopo le ore 24 per gli avventori in genere. E’ inoltre emerso che il titolare gestiva l’attività senza le dovute autorizzazioni sanitarie ed amministrative, per cui oltre alle sanzioni per un importo complessivo di 18.000 euro, è stata eseguita la chiusura coatta con l’apposizione di sigilli agli ingressi del locale. Nella seconda le sanzioni, per un importo totale di 13.000 euro, sono state comminate per avere somministrato bevande alcoliche e superalcoliche dopo le ore 24 e perché il locale era sprovvisto di tabelle alcolemiche e di alcol test; anche in questo caso la chiusura coatta è stata eseguita per mancanza delle autorizzazioni sanitarie e alla vendita.

Sanzioni per un importo totale di 7.800 euro ciascuno ad altri due esercizi per le identiche violazioni: somministrazione di bevande alcoliche a minorenni e dopo le ore 24 e mancata esposizione di tabelle alcolemiche e di alcol test. In un locale è stato inoltre sollecitato l’intervento della Guardia di Finanza, per la mancata emissione di scontrini fiscali e per irregolarità riscontrate nel registratore di cassa. Ad un pub sono state contestate con sanzione da circa 6.700 euro la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dopo le ore 3 e sono state sequestrate le apparecchiature musicali per diffusione di musica all’esterno de locale. Infine, a due discoteche è stata comminata a ciascuno una sanzione di oltre 6.000 euro per la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dopo le ore 3.

La normativa vigente vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni e costituisce illecito penalmente rilevante la somministrazione a minori di anni 16. I titolari e i gestori degli esercizi di vicinato, devono interrompere la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 24 alle ore 6, salvo che sia diversamente disposto dal questore. Gli esercizi che svolgono spettacoli musicali, attività danzanti o altre forme di intrattenimento o svago, devono interrompere la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche alle ore 3, e hanno l’ obbligo di esporre le tabelle alcolemiche (per poter calcolare il proprio livello di alcolemia conseguente all’assunzione delle più comuni bevande alcoliche) e mettere a disposizione dei clienti che ne facciano richiesta i cd “alcoltest” per la verifica del tasso alcolemico.

 

LACITTADELLASPEZIA

"Non si abbassi la guardia sull’alcol", la Consulta scrive al Prefetto

Arriva a Sarzana l'attesa edizione di “Street Food Vintage e Beer”.

`Non si abbassi la guardia sull’alcol`, la Consulta scrive al Prefetto

Sarzana Giovedì 25 maggio 2017 - A Sarzana arriva la manifestazione “Street Food Vintage e Beer” che da venerdì a domenica porterà fra le strade coinvolte, migliaia di persone e la Consulta territoriale del centro storico ha inviato una comunicazione ufficiale al Prefetto della Spezia e alle Forze dell’Ordine presenti sul territorio comunale; Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza e naturalmente anche alla Polizia Locale affinché possano assicurare l’opportuna attenzione alla somministrazione delle bevande alcoliche specialmente nei confronti dei minorenni. "Siamo stati i primi, e per ora gli unici - spiega l'attivissimo presidente Massimiliano Giampedroni -, attraverso la campagna informativa “Alcol il massimo è zero” a cercare di sensibilizzare i gestori dei locali, i gestori dei negozi e dei supermercati e i più giovani facendo conoscere agli uni la normativa vigente e agli altri i pericoli a cui si espongono bevendo alcolici. Evidentemente il nostro impegno non è bastato se poco più di una ventina di giorni fa due adolescenti, di tredici e quattordici anni, hanno ottenuto bevande alcoliche fino a raggiungere la soglia del coma etilico".

"Gli uffici dell’ASL che si occupano di dipendenze - continua la nota -, attraverso un’audizione della Commissione Affari Sociali proprio presso il nostro Comune, hanno ratificato quello che denunciamo da anni, le dipendenze da alcol aumentano in tutta la provincia, alla faccia di tutti quelli che continuano a sottovalutare il problema e continuando a parlare solo di “bravate”. I giovani sono sempre più impreparati ad affrontare i problemi della vita e spesso affogano questi disagi nell’alcol anche perché nelle loro famiglie spesso non trovano un supporto adeguato. Queste valutazioni del personale sanitario, che mettono in luce come il problema sia sociale e non certo Istituzionale, ci fanno capire come sia importante fare in modo vengano rispettate le leggi in materia di somministrazione delle bevande alcoliche per salvaguardare la salute dei più giovani. La strada è lunga per cercare di debellare questa vera e propria piaga sociale ma intanto non diamogli da bere. In ultimo, anche se di minor importanza, vale la pena ricordare che spesso queste bande di ragazzi fuori controllo oltre a turbare le notti dei residenti sono colpevoli dei tanti danneggiamenti ai beni pubblici pagati da tutti noi; cestini, fioriere, panchine e lampioni distrutti per arrivare anche a ringhiere delle aree pubbliche divelte, caso eclatante avvenuto nell'Area Cabano e per il quale abbiamo presentato anche denuncia alla Procura della Repubblica. Questa escalation va fermata ad ogni costo e tutti ed in primis gli operatori commerciali devono dare il loro contributo".

 

TORINOGGI

Picchia poliziotti, legale a giudice di Torino: "Scarceratelo, domani inizia Ramadan, non berrà più alcolici"

E' la richiesta da parte del difensore del cittadino marocchino incarcerato pochi giorni fa, dopo aver dato in escandescenza perché ubriaco

giovedì 25 maggio 2017 - Chiedo il non applicarsi della misura cautelare perché domani inizia il Ramadan e il mio assistito non berrà, quindi non può esserci recidiva”.

E’ la richiesta, inoltrata questa mattina a un processo per direttissima al giudice di Torino, da parte del legale di un marocchino incarcerato pochi giorni fa per aver dato in escandescenze per strada e picchiato i poliziotti che erano intervenuti a fermarlo.

L’uomo, che ha precedenti alle spalle per rapina e spaccio, dopo aver assunto alcolici e forse droghe aveva iniziato a infastidire i passanti, lanciando anche – pare, ma lui nega – dei cocci di bottiglia e gridando. Erano intervenuti alcuni agenti ma lui li aveva aggrediti, con calci, pugni e spintoni. Alla fine gli agenti erano andati in ospedale. Al processo il detenuto, di religione musulmana, ha detto di non ricordare nulla e di non essersi reso conto di niente.

Il suo avvocato ha chiesto la liberazione perché l’uomo ha promesso, con il Ramadan, di non bere più. “E’ anche epilettico – ha aggiunto il legale – quando era in carcere a Biella gli agenti avevano scambiato la sua malattia per qualcos’altro, non avevano capito, nel cercare di fermarlo, che la sua era epilessia”.

Il giudice ha convalidato l’arresto, data la “pericolosità del soggetto e l’aggressività” e lo ha condannato a otto mesi di carcere. La pubblica accusa ne aveva chiesti nove. Il detenuto è stato scarcerato e come misura cautelare gli è stato dato l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

ANSA

Guida ubriaca e investe ciclista

Acquedolci: in stato d'ebbrezza elude l'alt dei Carabinieri, arrestato dopo una folle fuga

 

ANCONATODAY

Ubriaca alla guida finisce fuori strada, denuncia e patente ritirata

 

BRESCIA OGGI

Agenti feriti, arrestato il responsabile

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