Rassegna del 23 Maggio 2017

LA STAMPA Salute Eliminare alcol dalla dieta: così si riduce il rischio di cancro alla mammella (*) Report pubblicato dall’American Institute for Cancer Research (Aicr) e dal World Cancer Research Fund (Wcrf). Le conclusioni dopo l’analisi 119 studi su 12 milioni di donne FABIO DI TODARO No categorico al fumo. Una forte raccomandazione a svolgere attività fisica e a mantenere nei limiti il peso corporeo. E massima prudenza al cospetto di qualsiasi bevanda alcolica, se anche un solo bicchiere di vino consumato a cadenza quotidiana aumenta la probabilità di sviluppare un tumore al seno.   Non ci sono giri di parole nel report pubblicato dall’American Institute for Cancer Research (Aicr) e dal World Cancer Research Fund (Wcrf). Le due organizzazioni, dopo aver passato in rassegna 119 studi, comprensivi dei dati riguardanti oltre dodici milioni di donne e duecentosessantamila diagnosi di tumore della mammella, hanno concluso che «l’eliminazione dell’alcol dalla dieta è uno dei primi passi che ogni donna può compiere per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno». Consumando in media dieci grammi di etanolo ogni giorno, quantitativo pari a quello che si annida in una bottiglia di birra o in un calice di vino, la probabilità di ammalarsi può crescere di una quota compresa tra il cinque e il nove per cento: a seconda che la donna sia in età fertile o in menopausa.  Alcol e cancro: meglio non bere   Nel commentare i risultati, i ricercatori statunitensi sono partiti dall’alcol, quasi a voler rimarcare il suo potenziale cancerogeno: troppo spesso sottovalutato. Il loro messaggio, per gli addetti ai lavori, non è una novità e risulta già da tre anni inserito nei dodici consigli che compongono il Codice Europeo contro il Cancro.  Non risulta stupito dunque Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che da anni sollecita la massima informazione nei confronti delle donne. «Lo stupore può essere soltanto figlio della scarsa cultura che porta a non considerare gli effetti negativi dell’alcol sul nostro organismo alla pari di quelli indotti dal fumo di sigaretta. Un errore commesso non soltanto da molte persone, ma anche indotto dai medici, più frequentemente i cardiologi e spesso alcuni nutrizionisti, che affermano che un bicchiere al giorno fa bene al cuore e che bere moderatamente non fa male. In questo modo si ignora la sentenza della Corte di Giustizia che ha specificato che non si possono vantare proprietà salutistiche di una sostanza tossica come qualsiasi bevanda alcolica.   Le maggiori linee guida internazionali hanno ridotto a dieci grammi per le donne e venti per gli uomini la quantità di alcol consumabile ogni giorno. Ma va sempre considerato che, superati i dieci grammi, si incrementa il rischio di morbilità, mortalità e disabilità di oltre duecento malattie e di 14 tipi di cancro, tra cui quello della mammella nelle donne.   Occorre sempre tenere a mente che quando si consuma alcol, questo (etanolo, ndr) e il suo metabolita acetaldeide agiscono come tutti i cancerogeni del gruppo 1». Dunque l’alcol andrebbe evitato. «Una campagna di sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta in tal senso in particolare alle ragazze, in funzione del binge drinking - continua Scafato -. Il rischio attuale è già molto alto e preclude all’insorgenza di lesioni al seno che hanno un elevatissima probabilità di trasformarsi in cancro, nel caso della persistente stimolazione estrogenica indotta dal bere».   L’attività fisica funziona meglio di un farmaco   A ciò andrebbero aggiunti altri elementi: partendo dal rispetto di un programma costante di attività fisica, che sottende al mantenimento di un peso corporeo adeguato. Come dice lo stesso titolo («Dieta, nutrizione, attività fisica e tumore al seno», il dossier ha puntato a sintetizzare le conclusioni che pongono in relazione lo stile di vita con il rischio di ammalarsi della più diffusa neoplasia femminile.   È così emerso che la pratica fisica intensa, come quella che si sostiene con la corsa o col ciclismo, riduce sensibilmente il rischio di ammalarsi: con riduzioni che raggiungono il 17 per cento nelle donne in età fertile (valori inferiori si rilevano con attività più blande). La stessa aiuta a mantenere nel range di normalità il peso corporeo, che se eccessivo (sovrappeso o obesità) aumenta il rischio di ammalarsi nelle donne già in menopausa: le più esposte alla malattia.   Sempre valido rimane inoltre il consiglio di prediligere l’allattamento al seno: considerato un altro fattore protettivo nei confronti della malattia. Tutti consigli che, se messi in pratica, permetterebbero di evitare una diagnosi su tre: questa la stima riportata nella pubblicazione.  A fare la differenza è la qualità complessiva della dieta   Quanto alla dieta, le conclusioni dei ricercatori statunitensi confermano l’assoluta difficoltà di trarre conclusioni univoche per gli alimenti. Non ne esistono di buoni e cattivi, in assoluto. Sono infatti considerate insufficienti le prove secondo cui una dieta ricca di calcio e carotenoidi riduca le probabilità di ammalarsi.   Così come è ancora presto per dire che il consumo di verdure non amidacee - spinaci, cavoli, verdure a foglia verde, cipolle, cetrioli, funghi, cavolfiori, peperoni, broccoli, cavolini di Bruxelles e asparagi - sia un antidoto efficace contro la comparsa del tumore al seno che non presenta i ricettori per gli estrogeni: una forma meno diffusa, ma più difficile da trattare. Detto ciò, una buona qualità complessiva della dieta può fare la differenza.   «Quattro nuove diagnosi di cancro su dieci sono evitabili rinunciando al fumo di sigaretta e seguendo un’alimentazione mediterranea - dichiara Fortunato Ciardiello, direttore del dipartimento medico-chirurgico di internistica clinica e sperimentale dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli e presidente della Società Europea di Oncologia Medica -. Dire che un bicchiere di vino sia cancerogeno, lo ritengo fuorviante. (**)Ma è evidente che, quanto ai consumi di alcolici, oggi l’emergenza riguarda i più giovani. A loro bisogna spiegare tutti i rischi insiti in questa abitudine, che da qui a qualche decennio potrebbe far emergere anche in Italia problematiche di salute che finora non hanno fatto parte della nostra cultura». (***) 

(*) Nota: "Eliminazione" significa eliminazione (non riduzione). "Alcol" significa il vino, la birra, gli altri alcolici. 

(**) Nota: no, quello che è fuorviante, se non proprio vergognoso, è che il Presidente della Società Europea di Oncologia Medica neghi l’evidenza scientifica, in base (si suppone) a propri convincimenti personali. Tutte le fonti più autorevoli in letteratura confermano come un bicchiere di vino al giorno sia già dose sufficiente ad aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori. Certo che è cancerogeno! In risposta a Fortunato Ciariello stanno benissimo le parole di Emanuele Scafato, riportate in questo stesso articolo: “Lo stupore può essere soltanto figlio della scarsa cultura che porta a non considerare gli effetti negativi dell’alcol sul nostro organismo alla pari di quelli indotti dal fumo di sigaretta. Un errore commesso non soltanto da molte persone, ma anche indotto dai medici, più frequentemente i cardiologi e spesso alcuni nutrizionisti, che affermano che un bicchiere al giorno fa bene al cuore e che bere moderatamente non fa male.”. 

(***) Nota di Emanuele Scafato: Sempre più evidenti le connessioni tra alcol in moderazione e cancro nella donna. I medici dovrebbero sempre proporre alle donne di astenersi dal bere alcolici se è loro intenzione evitare il maggior rischio d'insorgenza di cancro alla mammella già sostanziale a partire dal secondo bicchiere. Gli ONCOLOGI dovrebbero farsi carico di disseminare le evidenze scientifiche e predisporre un informazione valida e oggettiva comunicando il rischio di cancro legato all'assunzione di pur piccole quantità di alcolici. I CARDIOLOGI dovrebbero evitare di continuare a favorire un informazione parziale e confondente che vanta proprietà salutistiche improponibili alla luce del rischio conseguente all'assunzione di pur piccole quantità di alcolici che ammesso che possano giovare alla riduzione del rischio di mortalità cardio-coronarica incrementano contestualmente e contemporaneamente il rischio di oltre 200 malattie e di 12 tipi di cancro. Comunicare il bicchiere per quello che è favorisce scelte informate basate sul diritto all'informazione a tutela della salute ma soprattutto contribuisce ad una cultura della prevenzione che garantisce la centralità della persona nel suo diritto ad uno stato di salute che sarà buono se si evitano comportamenti rischiosi o dannosi. 

LEGGO Ubriaco alla guida travolge quattro poliziotti: uno è grave, choc nel brescianoQuattro agenti della Polizia stradale sono rimasti feriti, uno in modo grave, dopo essere stati travolti da un'auto. È accaduto a Chiari, in provincia di Brescia, attorno alle 19. I poliziotti erano in strada per soccorrere un ubriaco che camminava in strada quando è arrivata una Fiat punto che ha prima colpito un'auto, poi le vetture della Polizia stradale e infine i quattro agenti. L'auto si è infine ribaltata in un campo. Al volante pare un uomo ubriaco, anche lui rimasto ferito. (*) 

(*) Nota: si sono fermati a soccorrere un ubriaco, e sono stati travolti dall’auto condotta (pare) da un ubriaco. Questa rassegna stampa ogni giorno dimostra come la nostra cultura alcolica stia alla radice di gran parte degli episodi di cronaca nera che funestano le nostre comunità. Contrastarla, diminuire i consumi, significa lavorare per diminuire la sofferenza. 

GAZZETTA DI MANTOVA Festa del lambrusco da record Piazza piena per 97 vini VIADANA Quella scorsa è stata un'edizione della Festa del lambrusco da ricordare, e da cui ripartire per il rilancio del centro storico. La manifestazione ha animato la piazza e ha visto sempre un notevole afflusso di gente. Sorprendente il successo del sabato sera, quando si sono riversati in centro tantissimi viadanesi (giovani e famiglie soprattutto), che hanno dunque scelto di "rimanere a casa" invece di raggiungere altri eventi promossi nel circondario. Molti bambini hanno partecipato al concorso di disegno ed ai laboratori creativi. I camioncini del servizio cucina hanno registrato il sold-out ed esaurito le scorte. I vini disponibili per la degustazione hanno raggiunto quota 97. Tra gli stand, anche quello "Made in Viadana", che ha messo in vendita tra l'altro tovagliette-asciughini recanti il disegno di un'antica mappa della città di Viadana. La Pro Loco, organizzatrice della Festa, ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla sua buona riuscita. (r.n.) 

ANSA Autista bus gita scuola positivo alcol Multato dalla polizia stradale, arriva conducente sostitutivo (ANSA) - REGGIO EMILIA, 23 MAG - L'autista di un autobus che doveva portare una scolaresca in gita da Reggio Emilia alla Riviera romagnola è stato trovato positivo all'alcol test. Il conducente è stato multato dalla Polizia Stradale, che ha fatto arrivare un altro autista, in modo che il bus potesse regolarmente partire con 40 studenti e gli insegnanti a bordo. Il controllo è stato fatto nell'ambito di un protocollo con il ministero dell'Istruzione, da parte di una pattuglia del distaccamento di Guastalla. Nei giorni scorsi un altro autista di un bus con a bordo 55 bambini era stato fermato in regione dopo essere stato trovato con un tasso alcolico di 1 grammo/litro. Era successo a Imola, nel Bolognese. 

ASAPS Revisione Etilometri: il MIT ha pubblicato il 4 aprile scorso il bando per la fornitura e manutenzione biennale di due banchi prova etilometri. Dopo l’attivazione il problema dovrebbe finalmente risolversi La denuncia dell’ASAPS su Striscia la notizia e la visita di Valerio Staffelli ha prodotto finalmente un primo risultato Ricordate la denuncia dell’ASAPS sulla carenza di etilometri causa fermo per revisione dell’ottobre scorso su Striscia la notizia, con la visita di Valerio Staffelli presso la sede dell’ASAPS a Forlì vero? E ricorderete anche la consegna di un Tapiro al ministro Del Rio il quale prese atto del problema e si impegnò per trovare una soluzione. Bisogna dare atto al ministro che mise in moto subito la procedura. Pur con i tempi lenti della burocrazia, l’intervento ha prodotto finalmente un risultato Il MIT ha pubblicato il 4 aprile scorso il bando per la fornitura e manutenzione biennale di due banchi prova etilometri. Dopo l’attivazione la situazione dovrebbe lentamente migliorare e finalmente risolversi. Rimarremo vigili e attenti con l’auspicio che ci siano aziende che partecipino al bando. 

GIORNALE DI BRESCIA Guida ubriaco il tir per 20 km, urta guardrail per 180 metri Ubriaco al volante di un Tir. Tallonato per oltre 20 km in Brebemi. Fino a Travagliato, dove gli agenti della Polstrada di Chiari sono riusciti a bloccare l'autotrasportatore portoghese e scongiurare rischi per gli altri utenti dell'autostrada. E' quanto accaduto alle 2 della notte tra venerdì e sabato, quando la pattuglia della Polstrada si trovava nei pressi del casello di Bariano (Bergamo). Qui gli agenti hanno intercettato un tir con targa portoghese che zigzagava tra le corsie, giungendo anche a urtare per 180 metri la barriera di sicurezza a fianco alla terza corsia, e costituiva un serio pericolo all'incolumità degli altri automobilisti in viaggio. Subito è stato intimato l'alt, ma il camionista ha tirato dritto – si fa per dire – ignorando i poliziotti che nel frattempo lo hanno inseguito fino a farlo desistere, dopo 20 km, all'altezza dello svincolo di Travagliato della A35. L'uomo, un portoghese di 31 anni, è stato fatto scendere dal tir e sottoposto al test alcolemico: il tasso è risultato di valore elevatissimo, oltre i 2,0 g/l. E' stato inoltre accertato che il lusitano, partito da Lisbona, era sprovvisto di foglio di registrazione del viaggio nel cronotachigrafo. Per lui sono arrivati 849 euro di multa, con patente revocata. Il mezzo è stato trattenuto in deposito in attesa che la ditta portoghese proprietaria lo ritiri nei prossimi giorni.  

AREZZONOTIZIE Ha investito ciclista, denunciata cinquantenne: tasso di alcol troppo alto per la guida La donna, vistasi scoperta, ha confermato l’accaduto e ammesso di avere perso il controllo della vettura, seppur per pochi istanti, aggiungendo di non ricordare altro. E’ stata denunciata a piede libero la donna che, ieri sera, ha investito nell’Aretino il giovane ciclista che era appena giunto a Le Strosce, tra Ponte alla Chiassa e Quarata. La donna, una cinquantenne, guidava un Suzuki Vitara e, dopo l’impatto, si è dileguata senza fermarsi. Ma è stata rintracciata dalla Stradale di Arezzo in base alle testimonianze raccolte sul luogo dell’incidente. I poliziotti si sono presentati a casa sua e le hanno fatto notare il frontale della Suzuki tutto ammaccato. La donna, vistasi scoperta, ha confermato l’accaduto e ammesso di avere perso il controllo della vettura, seppur per pochi istanti, aggiungendo di non ricordare altro. Gli agenti hanno appurato che lei, molto spaventata, non era sobria e l’hanno fatta soffiare nell’etilometro, accertando che nel sangue vi era un tasso di alcool di 1,81 grammi per litro (*), eccessivo per guidare un veicolo. La Polstrada le ha ritirato la patente e sequestrato l’auto, denunciandola alla Procura di Arezzo per guida in stato di ebrezza e omissione di soccorso. Al ciclista, che ha riportato più traumi in varie parti del corpo, è andata bene, tant’è che stamane è stato dimesso dall’ospedale di Careggi. 

(*) Nota: va considerato il tempo trascorso tra l’investimento e la prova dell’etilometro. Al momento dello scontro l’alcolemia era sicuramente ancora superiore: per forza “non ricordava altro”… 

ANSA No dei Paesi Sud Europa a ipotesi aumento grado alcolico vini A Malta si discute su emendamento Parlamento europeo a 'Omnibus'  - LA VALLETTA (MALTA) - Preoccupa i Paesi del Sud dell'Europa l'emendamento presentato dal Parlamento europeo, e discusso oggi a Malta dagli esperti dei 28 stati membri, sulla possibilità - tramite pratiche enologiche - di innalzare dello 0,5% la gradazione alcolica dei vini nella Ue. Si tratta di uno dei due emendamenti strettamente collegati tra loro che rientrano nel progetto 'Omnibus', le proposte che contengono elementi di semplificazione della Pac su cui le istituzioni stanno confrontandosi. Le discussioni si tengono a margine della riunione informale dei ministri dell'agricoltura europei che si apre questa sera a Malta, dove è atteso in serata il vice segretario del Pd e ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. All'origine dei due emendamenti presentati dal primo vicepresidente della commissione agricoltura dell'Assemblea, Paolo De Castro (S&D), c'e' la volontà di sottrarre a Bruxelles la possibilità (prevista dall'organizzazione di mercato) di concedere l'innalzamento dello 0,5% della gradazione alcolica dei vini, in caso di difficoltà nella campagna di produzione, per passare la competenza alle autorità nazionali. Nel caso dell'Italia dovrebbero essere le Regioni. I paesi del Sud dell'Europa temono che possa essere accolto solo il primo emendamento che prevede l'autorizzazione all'arricchimento da parte delle autorità nazionali e non il secondo che sottrae quella competenza alla Commissione europea. 

LA NUOVA SARDEGNA Sassari, ubriachi e drogati alla guida: strage di patenti Polstrada: 15 ritirate in una sera, 221 dall’inizio dell’anno. Due giovani positivi alla cocainaSASSARI. Guidano ubriachi o sotto l’effetto di droghe. E sono sempre di più, specie nei fine settimana. Sono giovani tra i 20 e i 40 anni, ogni volta che vengono fermati per un controllo è possibile che gli agenti - come è stato dimostrato - riescano a sventare possibili incidenti stradali di lì a poco. L’altra notte sono intervenuti in tempo sulla 131 dove un’auto era stata segnalata mentre procedeva a zig zag: il conducente aveva un tasso di alcol nel sangue superiore a 2,50. Dall’inizio dell’anno la sezione della polizia stradale ha ritirato in tutta la provincia di Sassari 221 patenti, delle quali 210 per guida in stato di ebbrezza e 11 sotto l’influenza di stupefacenti. In 12 casi lo stato di alterazione è stato causa di altrettanti incidenti gravi. Una emergenza vera, insomma. E la conferma si è avuta anche nella notte tra sabato e ieri: gli agenti della polizia stradale (sei pattuglie integrate dal camper dell’ufficio sanitario provinciale della questura) hanno sottoposto a controlli con etilometro e “drogometro” un centinaio di automobilisti. Tra questi 15 sono risultati positivi con un tasso alcolemico oltre i limiti di legge e a loro carico sono scattate 14 denunce penali e una contestazione amministrativa, con ritiro della patente per la sospensione e il sequestro - ai fini della confisca - di un’auto. Tra quelli positivi all’etilometro anche due che guidavano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (in particolare cannabis e cocaina). I campioni biologici saranno inviati ora al laboratorio nazionale per la conferma degli esami. Dopo gli esiti scatterà una ulteriore denuncia penale. L’impegno della sezione della polizia stradale guidata dal dirigente Inti Piras proseguirà e sarà implementato in occasione dell’arrivo della stagione estiva. L’obiettivo dichiarato è quello che i nuovi metodi di accertamento possano diventare un deterrente, uno strumento di prevenzione e incentivare comportamenti di guida responsabili. Soprattutto tra i giovani. 

ASSISI OGGI Assisi, ubriaco ferisce ex compagna con un morso, ma… ASSISI – I dissapori che si protraevano da qualche tempo si erano già tradotti nella decisione da parte di una marocchina del ‘74 di chiudere il rapporto che aveva da alcuni anni con un cittadino polacco dell’88. Ma l’uomo non si era arreso e da quel momento ne era scaturita una serie di aggressioni sia fisiche che verbali anche in occasione delle visite che, disciplinate dal tribunale per i minorenni, faceva alla figlia di poco più di un anno. In occasione dei precedenti litigi la donna aveva già denunciato l’ex convivente che era anche stato avviato ad un percorso di riabilitazione per alcoolisti al quale, tuttavia, non partecipava attivamente. Nei giorni scorsi l’ennesimo litigio si è tramutato in una vera e propria aggressione a seguito della quale la marocchina ha deciso non solo di rivolgersi alle Forze dell’Ordine ma anche di sottoporsi alle cure del pronto soccorso per farsi refertare. Erano da poco passate le 23:00 quando la straniera, che stava mettendo a dormire i figli (due dei quali avuti da un precedente matrimonio), ha sentito la porta d’ingresso di casa sbattere forte e ha sentito la voce dell’ex convivente che inveiva contro di lei minacciandola se non gli avesse fatto vedere la figlia. La donna, però, resasi immediatamente conto dello stato di ubriachezza dell’uomo, ha opposto un diniego al quale quest’ultimo ha reagito iniziando a prendere a calci la porta dell’abitazione. Non sapendo come fare e volendo tutelare i figli, la donna ha acconsentito ad aprirgli nella convinzione di riuscire in tal modo a calmarlo. Effettivamente, riusciva a convincerlo a rinviare la visita e, con l’intento di farlo allontanare, si offriva di accompagnarlo a casa. Ma durante il tragitto, scoppiava una nuova lite ed in un accesso d’ira l’uomo afferrava la ex compagna e la aggrediva al volto mordendole e lacerandole il labbro inferiore. Terrorizzata, la donna riusciva a divincolarsi e a fuggire chiedendo aiuto ad alcuni passanti che, vista la situazione le prestavano soccorso. La pattuglia del Commissariato di Assisi in servizio di controllo del territorio ha notato il gruppetto di persone che chiedeva aiuto ed è intervenuta. Poiché la donna temeva che l’uomo tentasse di andare a prendere la figlia, i poliziotti accompagnavano la donna a casa. Ma la previsione si rivelava corretta: poco dopo, infatti, si presentava lo straniero che, non appena aperta la porta, si è però trovato di fronte i poliziotti. Inveendo contro la ex anche di fronte agli agenti e non risparmiando insulti neppure a questi ultimi, l’uomo ubriaco si dimenava per sottrarsi alla presa degli operatori che a fatica riuscivano, con l’ausilio di un equipaggio dei Carabinieri, ad ammanettarlo. Condotto negli uffici del Commissariato per la compiuta identificazione, lo straniero è stato tratto in arresto per atti persecutori e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ristretto a Capanne. 

UNIONE SARDA Ubriaco salta da un palazzo e batte la testa: è gravissimo Una notte brava si è trasformata in tragedia per un 31enne di San Vittore Olona, in provincia di Milano. Il giovane era uscito a bere qualche bicchiere insieme all'amico. A fine serata, in preda ai fumi dell'alcol, anziché rientrare a casa ha deciso di salire al terzo piano di un edificio per calarsi dall'esterno verso il piano inferiore. Saltando, però, il ragazzo si è provocato una storta a un piede ed è rimasto bloccato su un balcone. A quel punto ha cercato di farsi aprire la porta dai proprietari dell'appartamento, ma loro, impauriti e convinti che si trattasse di un ladro, hanno chiamato le forze dell'ordine. Il 31enne ha deciso quindi di fare un altro salto per raggiungere il secondo piano, facendo un volo di sei metri di altezza e precipitando in cortile. Nell'impatto ha battuto violentemente la testa. L'uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale all'ospedale di Legnano ed è in condizioni gravissime. 

NEWSRIMINI Ubriaco in Caritas ‘vi uccido tutti’. Fermato da polizia con spray al peperoncino La polizia usa lo spray al peperoncino per fermare un barese di 28 anni, per resistenza e minacce. È la prima volta che a Rimini si è reso necessario l’uso dello spray al peperoncino da parte di agenti della Polizia di Stato, dotati di questo strumento da febbraio. Ieri alla Caritas gli agenti delle Volanti sono intervenuti per la presenza di un uomo, che dopo essere stato allontanato continuava ad aggirarsi con fare minaccioso davanti all’istituto agitando una bottiglia di liquore in mano. Lo stesso aveva iniziato a picchiare delle persone presenti e alcuni operatori. L’uomo, in evidente stato di alterazione, nonostante i numerosi tentativi per calmarlo, continuava a lanciare minacce come “vi uccido tutti”. Gli agenti intervenuti sul posto hanno quindi cercato di dirigerlo verso l’esterno, ma ad un certo punto quando ha colpito al petto un poliziotto un collega ha utilizzato lo spray al peperoncino, bloccando il 28enne. A circa metà della sala d’ingresso, l’uomo, dopo aver colpito al petto uno degli operatori ha cercato di rientrare nella struttura e nello stesso tempo alzando il braccio sinistro ha colpito una donna lì presente. E’ stato a quel punto che al fine di bloccare l’uomo ed evitare il contatto fisico che uno degli operatori ha utilizzato lo spray al peperoncino, che ha consentito di effettuare le operazioni in assoluta sicurezza sia per i presenti che per l’uomo e per gli operatori. L’uomo, già noto alle Forze di Polizia per essere stato arrestato per rapina, ricettazione e furto, è stato quindi condotto presso gli Uffici della Questura di Rimini, dove – dopo essere stato trattato con il kit decontaminante – è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Giudicato per direttissima. Lucia Renati 

WINENEWS Millennials, meno della metà beve vino in Italia, e “solo” per il 60% è un’eccellenza nazionale. E si va verso un consumo sempre più “culturale” legato a titolo di studio e lavoro. Emerge dall’Osservatorio 2017 Censis-Federvini analizzato da WineNews Se i Millennials, come dicono tutti, sono il futuro dei consumi di vino, in Italia c’è ancora molto da lavorare. Perchè, per esempio, lo bevono solo il 48% dei giovani tra i 18 ed i 34 anni (contro il 54% dei maggiori di 65 anni ed il 58% delle persone tra 35 e 64 anni). E tra i Millennilas, se c’è un 60% che considera il vino una delle eccellenze dell’Italia, c’è anche un notevole 40% che non la pensa così. Dati che emergono dall’Osservatorio del Vino 2017 Censis-Federvini, analizzato da WineNews. Da cui si evidenzia come, ancora, nel Belpaese, i giovani siano ben lontani da sostituire i più anziani nel consumo di vino, visto che sui 28,1 milioni di persone che in Italia beve vino, sono 5,3 milioni le persone tra 18-34 anni che si concedono un calice (e di questi 3,6 milioni lo fanno raramente), contro i 14,3 milioni di persone di età tra i 35 ed i 64 anni, e i 7,1 milioni di over 65. Quello che fa ben sperare, però, è che quello del vino è sempre più un consumo culturale, legato soprattutto alla qualità. E sempre più appannaggio di chi ha un titolo di studio più elevato, visto che i consumatori di vino con licenza elementare sono scesi dal 49% del 2006 al 40% del 2015, e quelli con licenza elementare dal 52% al 48%, mentre sono più stabili le percentuali tra i diplomati (dal 59% al 57%) e dei laureati (dal 65% al 64%). Un andamento che, in qualche modo, si riflette anche se si analizzano le professioni: tra gli operai la quota di chi beve vino è scesa dal 62% al 58%, è rimasta stabile tra quadri ed impiegati (64%), ma è diminuita di poco anche tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (74,7% nel 2006 e 72,5% nel 2015), che, raccogliendo al loro interno circa due terzi di consumatori, rappresentano il gruppo a più alta fruizione di vino. Per tutti, e in tutta Italia, però, la qualità è il criterio dominante nella scelta del vino, indicato in generale come primo requisito dal 93% dei consumatori, con il 52,3% che dice di scegliere sempre in base alla qualità, più che al prezzo. Anche qui, però, le cose cambiano in base a titolo di studio e al reddito, visto che è un discorso che vale per il 54,7% dei laureati, il 51,8% dei diplomati ed il 49,1% dei possessori di licenza media, e ancora per il il 32,6% di chi ha un reddito basso, per il 49,5% dei redditi medio bassi, per il 60,9% di quelli medi e per il 65,8% di quelli medio alti e alti. Insomma, come ovvio, la qualità si preferisce, ma costa, e quindi si deve guardare nel concreto anche al portafoglio, e non solo ai desideri. Ancora, se la qualità è sempre il primo requisito per più della metà degli over 35 (e per il 66% degli over 65), i Millennials sfuggono anche a questa statistica, visto che il discorso vale per il 445 di loro, mentre il 53% associa ancora la qualità come primo criterio solo se si deve accompagnare un cibo particolare, o brindare ad una occasione speciale. Altra differenza netta che emerge tra i Millennials e gli altri, è il modo di fruizione del vino stesso. Il 62% di loro, per esempio, ha partecipato almeno ad una attività legata al vino durante l’anno (viaggi in località celebri per la produzione di vino, sagre, feste legate al vino), contro il 49,8% degli over 35, ed il 26,1% degli over 65. Dato che evidenzia come, perchè il mondo del vino conquisti sempre di più i giovani, probabilmente, deve puntare più sull’esperienza del prodotto, che sulle sole qualità (pur fondamentali) del prodotto stesso. 

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti.,pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@acatversilia.org indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione