Rassegna del 2 Maggio 2017

ILCITTADINOMB.IT Monza: ubriaca, si scatta un selfie mentre guida e piomba su una famiglia in bicicletta Era ubriaca e, soprattutto, quando ha perduto il controllo della sua Fiat 500 stava scattandosi un selfie con il telefonino: è l’automobilista quarantenne di origine bulgara, residente a Monza, che domenica ha travolto una famiglia in bicicletta lungo via Lecco. Era ubriaca e, soprattutto, quando ha perduto il controllo della sua Fiat 500 stava scattandosi un selfie con il telefonino. È l’automobilista quarantenne di origine bulgara, residente a Monza, che domenica attorno alle 18.10 ha travolto una famiglia in bicicletta lungo via Lecco, all’altezza del civico 13. L’utilitaria della Fiat è piombata sul lato della strada dove si trovava una 41enne, residente in città, in sella alla bicicletta con la figlioletta di 4 anni. La ciclista è stata violentemente tamponata (nell’urto ha sfondato il parabrezza dell’auto) ed è finita addosso alla bici del marito, un 44enne, che la precedeva, e quindi a quella dell’altro figlio della coppia, di sei anni. Ad avere la peggio proprio la 41enne che ha rimediato un brutto trauma cranico ed è stata ricoverata all’ospedale San Gerardo. L’automobilista è stata sottoposta dalla polizia locale al test dell’etilometro ed è risultata positiva (1,40 grammi per litro di alcol contro il limite di 0,50). Le è stata ritirata la patente di guida ed è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza. Non solo: secondo il racconto di alcun testimoni, la donna, prima dello schianto, aveva tra le mani il telefonino cellulare. Agli agenti è bastato controllarne il contenuto per scoprire che proprio nell’istante dell’incidente la 40enne bulgara si era scattata un selfie. L’apparecchio, come l’auto, è stato sequestrato. La donna è stata anche sanzionata per il malgoverno del veicolo.  (*) Roberto Magnani 

(*) Nota: due tra i principali fattori di rischio per la violenza stradale combinati insieme e si è sfiorata la strage. Pare incredibile anche solo concepire il pensiero che questa persona possa – tra nemmeno tanto tempo – tornare a guidare. 

PIANETABLOG Modena, campagna informazione effetti dell’alcol sulle gestanti “Se tu bevi, beve anche lui. Non bere alcolici in gravidanza è il comportamento più sicuro.” È il messaggio della campagna di prevenzione alcologica che, quest’anno, ha l’obiettivo di sensibilizzare e informare le donne sui pericoli connessi al consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza. Alcune indagini condotte a livello locale confermano che il consumo di alcol interessa ancora il 27,6% delle donne incinte. In pratica, circa una mamma su quattro nella nostra provincia continua a consumare alcol nonostante sia a conoscenza degli effetti nocivi che può provocare sulla salute del nascituro. In gravidanza infatti non esiste una quantità ‘sicura’, perché questa sostanza attraversa la placenta arrivando direttamente al feto che non è in grado di eliminarlo.  Proprio per questo l’Azienda USL di Modena, in collaborazione con numerosi partner del territorio, ha organizzato per tutto il mese di aprile la campagna “Alcol e gravidanza” che prevede numerose iniziative nel territorio della provincia di Modena. Gli esperti dell’Azienda USL di Modena assieme a pediatri e medici di medicina generale consegneranno alle donne materiale informativo, opuscoli e gadget, ideati appositamente per spiegare i rischi legati al consumo di bevande alcoliche durante la gestazione, dopo il parto e nel periodo dell’allattamento. (*) Realizzato anche un adesivo che sarà applicato alla cartella clinica rilasciata alle donne assistite dai Consultori e nei reparti di Ostetricia e Ginecologia della nostra provincia. Alcol e gravidanza Non tutti sanno che l’alcol passa la placenta, arriva direttamente al feto e può nuocere soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza e durante le prime settimane di vita. Da un’analisi del meconio (le prime feci del neonato) di 607 bambini condotta dall’Istituto Superiore di Sanità è emerso che 8 neonati su 100 sono esposti in Italia all’assunzione di alcol durante la loro vita intrauterina. Nel corso delle iniziative si parlerà inoltre di Sindrome Feto Alcolica (FAS), la più grave delle patologie neonatali causate dal consumo di alcol in gravidanza. Uno studio del centro di alcologia del Policlinico Umberto I di Roma stima una prevalenza pari a 1,2 casi su ogni 1.000 neonati vivi. La FAS è permanente, invalidante e influenza l’individuo a livello mentale e fisico. Tuttavia è prevenibile al 100%: basta evitare di assumere alcolici in gravidanza.  In provincia di Modena 108mila bevitori a rischio Nella nostra società l’alcol fa parte della cultura e della vita quotidiana: il consumo di bevande alcoliche è molto diffuso. Secondo i dati PASSI – il sistema di monitoraggio della salute della popolazione adulta che effettua analisi a campione – in provincia di Modena il 71% delle persone nella fascia d’età 18-69 anni consuma alcol, anche occasionalmente, e il 23% risulta essere un consumatore di alcol potenzialmente a maggior rischio per la salute, pari a oltre 108 mila persone. Il consumo a maggior rischio è più diffuso tra i giovani (48% nei ragazzi di 18-24 anni e 34% nelle ragazze della stessa età) e tra i maschi. Dati confermati anche dall’indagine HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) condotta a livello regionale tra gli adolescenti: il 4% degli undicenni, l’8% dei tredicenni e il 34% dei quindicenni ha riferito di aver bevuto tanto da ubriacarsi almeno una volta nella vita. Tra gli adolescenti il 38% dei ragazzi e il 33% delle ragazze ha riferito di aver bevuto nell’ultimo anno 5 o più bevande alcoliche in un’unica occasione (così detto binge drinking). I partner L’iniziativa, sostenuta dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss), è realizzata insieme alle associazioni Al-ANON – Familiari di Alcolisti; Alcolisti Anonimi e ai Club Alcologici Territoriali. Collaborano alla campagna anche la Società Italiana di Alcologia, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata Emilia-Romagna, Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Federazione Medici di Medicina Generale (FIMMG). 

(*) Nota: iniziative come questa sono importantissime, in un paese in cui le informazioni su questo tema sono decisamente carenti. Anche, purtroppo, tra il personale sanitario, molte volte il primo a minimizzare i rischi del consumo di vino, birra o altri alcolici in gravidanza e in allattamento. 

LA STAMPA Salute del fegato: alcol, obesità e geni creano triangolazione pericolosa Nicla Panciera Le cifre sono impressionanti: l’alcol causa nel mondo sei morti al minuto, 3,3 milioni l’anno. Il 60-80% delle malattie legate al fegato sono causate dall’alcol (dati Oms) e il 6% dei casi di cancro sono dovuti all’alcol (nell’ordine, i più colpiti sono esofago, cavità orale e faringe, laringe). Secondo i dati dell’Oms, di tutti i decessi attribuibili all’alcol, il 33,4% sono malattie cardiovascolari e diabete, il 17% incidenti, 16,2% malattie gastrointestinali. L’alcol è tossico per il nostro organismo e a ad essere particolarmente colpito è il fegato, già molto «provato» da uno stile alimentare che è andato via via peggiorando in tutti i paesi del mondo. Insieme, cattiva alimentazione e alcol, formano una combinazione esplosiva per il fegato: i bevitori con un alto indice di massa corporea hanno una maggior probabilità di sviluppare epatopatie. Inoltre, ci sono i fattori genetici, sempre più indagati.  LA PREDISPOSIZIONE GENICA   Gli studi di associazione genome-wide (GWAS) hanno indicato l’importanza di alcuni geni, in particolare il PNPLA3, una cui variante mutata aumenta il rischio di steatosi, NASH, cirrosi, epatite alcolica e carcinoma epatocellulare. Ma ci sono anche altri geni, TM6SF2, MBOAT7, le cui mutazioni sono legate ad un maggior rischio di danno epatico. Questa “triangolazione infernale” (alcol, obesità e geni) è emersa chiaramente in uno studio condotto su 60 pazienti con steatosi epatica non alcolica (NAFLD) che ha mostrato come 14 giorni di dieta ipocalorica, ricca di proteine e fibre, in alcuni soggetti permette di ridurre il grasso nel fegato mentre in altri no. Ma al di là della maggiore vulnerabilità di alcuni, comunque l’impatto dell’alimentazione è decisivo per tutti.  DATI EPIDEMIOLOGICI PREOCCUPANTI   Alcol, obesità e geni interagiscono e questa «triangolazione infernale» sarà la causa nei prossimi anni di un’impennata, che ancora non possiamo stimare, delle malattie epatiche» assicura il professor Giovanni Addolorato del policlinico Gemelli di Roma. Di alcol e obesità si è discusso al congresso internazionale di epatologia ad Amsterdam (EASL) a causa del ruolo sempre più rilevante che l’alimentazione e il consumo di alcol hanno assunto in tutti i paesi europei.  PORZIONI GIGANTI E CIBI ULTRA-PROCESSATI   Il cambiamento interessa tanto la quantità di calorie introdotte quanto la tipologia di cibi assunti. L’obesità oggi interessa 1,9 miliardi di persone sovrappeso e 600milioni di obesi, cifra che è raddoppiata tra il 1980 e oggi. Si chiamano alimenti ultra-processati e sono ricchi di zuccheri, sale e grassi e sono ad alta concentrazione di energia; inoltre, «sono formulati per ridurre il rischio di deterioramento, per durare più a lungo e per essere trasportati su lunghe distanze.   Infine, sono estremamente appetibili e, come alcuni studi hanno dimostrato, e chi li consuma è a rischio di dipendenza» ha spiegato la professoressa Helena Cortez-Pinto dell’Università di Lisbona e già presidente del Portuguese Association for the Study of the Liver. Una situazione che andrebbe affrontata, fanno sapere dall’EASL, attraverso misure nazionali restrittive che regolamentino il marketing di prodotti poco salutari per i più piccoli e misure atte a ridurne in generale il consumo in tutta la cittadinanza, come anche recentemente auspicato dall’Ufficio regionale europeo dell’Onu.  GIOVANI ITALIANI FORTI BEVITORI   In Italia, i consumatori sono ben oltre 35 milioni, di cui 8 milioni a rischio. Il consumo pro-capite di alcol è costantemente diminuito negli anni, con una corrispondente diminuzione delle morti per malattie croniche del fegato. Ma questo dato da solo non rispecchia fedelmente la situazione del nostro paese, dove l’impatto di riduzione del consumo pro capite di alcol è stato evidente in chi aveva già un consumo moderato, mentre i giovani e i minori hanno continuato a bere ci spiega il professor Giovanni Addolorato.   «Un nostro studio condotto su 2734 studenti dei licei romani ha mostrato che il 60.2% aveva avuto episodi di binge drinking negli ultimi 12 mesi» spiega il professor Addolorato. «Alla maggioranza (92%) di loro nessuno aveva detto di non bere e ben il 4.9% aveva un disturbo determinato dall’abuso di alcol (AUD) e 1.2% aveva già i criteri per alcol dipendenza. Nei soggetti che riferivano il comportamento binge drinking, l’AUDIT era positivo in percentuale (9.4%) significativamente maggiore rispetto al campione che non riferiva binge drinking (0.9%)».  EPATOPATIA ALCOLICA   I decessi attribuibili all’alcol sono il 3.8% della mortalità globale, una cifra in crescita negli ultimi anni. Un consumo eccessivo e prolungato è il principale fattore di rischio per l’epatopatia alcolica (ALD), che infatti colpisce la metà dei forti bevitori, e il rischio aumenta con la frequenza e la dose del consumo. L’epatopatia alcolica è un processo degenerativo del fegato causato da un eccessivo consumo di alcol, e comprende una serie di condizioni il cui livello di gravità va crescendo progressivamente dalla steatosi (fegato grasso) all’epatite alcolica alla cirrosi. Si tratta di un grave problema di salute pubblica, tanto che nel 2010 le morti per cirrosi dovute all’epatopatia alcolica sono state oltre 493 mila in Europa.   La diagnosi precoce è fondamentale, eppure secondo uno studio presentato all’EASL c’è una significativa disparità nella segnalazione dei pazienti con malattia epatica; in particolare, quelli con epatopatia alcolica hanno una probabilità di 12 volte maggiore di essere individuati ad uno stadio avanzato rispetto a coloro che soffrono di epatite o di steatoepatite non alcolica (NASH). L’invio tardivo di un paziente presso un centro specialistico e una diagnosi tardiva significano una ridotta possibilità di intervento per bloccare la progressione della malattia epatica alcolica. La fotografia scattata dallo studio «dimostra il bisogno di strategie di individuazione precoce, come gli screening per la popolazione ad altro rischio, e l’avvio verso cure appropriate». Come fare? Se ne parlerà a Londra il prossimo 30 settembre in occasione di una conferenza sull’argomento organizzata dall’European Association for the Study of Liver e l’American Association for the Study of Liver Disease.  

WINENEWS Giro d’Italia: prima tappa al via da Alghero, ma l’antipasto è la cena di apertura ufficiale, il 4 maggio, nelle cantine Sella & Mosca, griffe della Sardegna, aspettando la crono “Sagrantino Stage”, tra i vigneti del rosso umbro (16 maggio)Inizia dalla Sardegna l’avventura del Giro d’Italia 2017, il numero 100, con la prima tappa che partirà il 5 maggio da Alghero (l’arrivo ad Olbia dopo 203 chilometri di saliscendi), e vivrà il suo “antipasto” la sera del 4 maggio, nella cena di apertura della Corsa Rosa nelle cantine Sella & Mosca, riferimento della Sardegna del vino, di proprietà della famiglia Moretti, che dedicherà al Giro una degustazione, manco a dirlo, di rosati. Ma il momento clou, per chi ama vino e ciclismo, è in calendario per il 16 maggio, quando la corsa farà tappa a Montefalco, per la cronometro “Sagrantino Stage” tra i vigneti del celebre rosso umbro(39,2 km decisivi da Foligno a Montefalco, con tanto di etichetta celebrativa e un programma di eventi aspettando il Giro; www.consorziomontefalco.it ), rilanciato dalla griffe Caprai. Un’edizione n. 100 del Giro che avrà anche un’altra tappa tra i vigneti: la penultima, il 27 maggio, la Pordenone-Asiago, 190 km nel cuore di alcune delle Docg, Doc e Igp viticole più note del Veneto. Dai cui vigneti provengono anche le “bottiglie del trionfo”, con immancabile etichetta rosa, cuvée speciale prodotta da Astoria e “battezzata” a Vinitaly dal direttore del Giro, Mauro Vegni. La cronotappa umbra conferma dell’attenzione della Corsa Rosa per i patrimoni enologici nazionali, in tappe combattute e spettacolari, ricordando l’arrivo a Montalcino, nel 2010, dopo aver percorso km di sterrato tra i vigneti di Brunello, ma anche, nel 2014, la Barbaresco-Barolo, nel 2015 la Treviso-Valdobbiadene, e nel 2016 la Chianti Classico Stage da Radda in Chianti-Greve in Chianti. 

VERBANONEWS Giovani e sballo alcolico: i 27 Comuni del Verbano fanno fronte unico con ASL, Servizi sociali e associazioni Crescono le "abbuffate" alcoliche del sabato seraVERBANIA - Durante la settimana tengono comportamenti più o meno corretti, ma nel weekend si scatenano: adolescenti e post-adolescenti presi più che mai dallo “sballo” del sabato sera. Fanno sosta per ore davanti a locali e supermercati, se sono minorenni - e spesso lo sono, addirittura in età da scuola media inferiore - trovano quasi sempre qualcuno che faccia spese per loro. Vino o birra non li apprezzano più di tanto, preferiscono i superalcolici, meglio se alla frutta. E vi si ingozzano, una vera e propria abbuffata di pochi minuti che mescolata magari a qualche sostanza, droghe leggere o altro, assicura qualche ora di euforia e incoscienza. In gergo scientifico lo chiamano “drinking binge”, ed è una moda sempre più diffusa, assieme a quella del “botellon spagnolo”, che consiste nel riunirsi all’aperto, sui lungolaghi o nei parchi pubblici, in estate come in inverno, e dare vita all’ubriacatura collettiva, con nessi e connessi. Che traducendo significa “la perdita di regole, vandalismi, risse”, ha precisato lo psicoterapeuta Andrea Gnemmi di “Contorno Viola”. E’ questo il quadro che emerge dalla ricerca sui comportamenti a rischio dei giovani del Verbano condotta dall’associazione per conto di Asl VCO e CSSV, appoggiata e finanziata dai Comuni del distretto del Verbano nell’ambito del progetto “Welfare di Comunità per la prevenzione dei problemi alcol correlati”. “I dati mostrano che è un fenomeno che riguarda un numero limitato, pur preoccupante, di ragazzi- ha chiarito il sindaco di Verbania, Silvia Marchionini -. Siamo fermamente contrari alle generalizzazioni e alle inutili prediche; quello che stiamo costruendo è il tentativo e di mettere in piedi un’alleanza tra istituzioni, scuola, associazioni, locali pubblici per manifestare con forza che esiste un modo diverso per divertirsi. In campo mettiamo iniziative di vario tipo (in basso l’elenco ndr) legate agli stili di vita, presenze di carattere informale nelle scuole e campagne nelle ore notturne. Se le istituzioni si mettono insieme, con l’aiuto delle famiglie, si riesce ad agire con efficacia”. “L’iniziativa del comitato dei sindaci del Verbano dell’ASL VCO - ha spiegato il presidente e sindaco di Cannobio, Giandomenico Albertella -  nasce dalla considerazione che i problemi di alcolismo vanno oltre i confini dei singoli comuni; coi 27 sindaci del Verbano, attraverso coordinamento delle Unioni, dove ci sono, si è deciso di agire insieme e a quanto mi risulta anche nel Cusio si pensa di partire con un’iniziativa simile e, speriamo, che parta anche in Ossola, perché è importante affrontare assieme il problema”. Il principio, non a caso, è quello del welfare di comunità, dove il territorio non delega completamente alle istituzioni la risoluzione dei problemi, ma fa rete anche con l’attiva presenza del volontariato. E infatti Albertella ha richiamato l’attenzione sui gestori dei locali pubblici, sugli allenatori sportivi (“che hanno sempre un forte ascendente sui ragazzi”) e, chiaramente, sulle famiglie, visto che, come ha rimarcato Chiara Cosa Lenz, dell’ASL VCO, “le statistiche dicono che nelle famiglie dove c’è una maggiore tolleranza culturale al consumo d’alcol, l’incidenza del fenomeno dei giovani è superiore del 30%, per questo dobbiamo agire sull’atteggiamento culturale”. Ed uno dei punti di partenza non possono che essere le scuole, in particolare le medie inferiori, visto che l’età dei consumatori cala sensibilmente “Ed è proprio dai dirigenti scolastici che arriva una risposta molto positiva” ha rimarcato il sindaco di Baveno Maria Rosa Gnocchi.       Partire dai giovani quindi, ma col tempo costruire un modello d’intervento anche per gli anziani, altra fascia di popolazione che le statistiche considerano a rischio. I PRIMI INTERVENTI IN PROGRAMMA 10 e 17 maggio, momenti di formazione per insegnanti presso VCO Formazione 11 maggio, due spettacolo teatrali a cura di “Teatro prevenzione - La pulce” di Bergamo dal titolo “Giovani spiriti”. Alle 9 alle scuole medie Ranzoni di Trobaso e alle 14 per gli alunni delle scuole medie di Baveno e Stresa. Azioni di sensibilizzazione per gli operatori della polizia locale. Avvio degli interventi di “Sicura è la notte”, partiti il 22 aprile dall’O’Connors di Intra e che proseguiranno il 3 giugno alla manifestazione Voobstock (Verbania); il 28 luglio al Lido di Cannobio; il 6 agosto all’Hawaiian party di Feriolo, il 14 agosto ancora a Cannobio e il 28 a Cambiasca, nell’ambito della sagra del Buongustaio. 

GAZZETTA DI MANTOVA moglia Al volante con un tasso alcolico cinque volte oltre il limite Un 32enne di Quistello denunciato per guida in stato di ebbrezza: ritirata la patente e confiscata l'auto MOGLIA. Dire che era alticcio è un eufemismo. Aveva un tasso di alcol nel sangue cinque volte oltre il limite, quasi da coma etilico. Per fortuna è incappato in un posto di blocco dei carabinieri i quali, appena lo hanno visto in faccia, hanno capito che l’uomo non era del tutto lucido. Il fatto è successo a Moglia due sere fa. I militari, fermi sul ciglio della strada, hanno fermato l’auto e fatto scendere l’uomo a bordo, un indiano di 32 anni residente a Quistello. Alla prova dell’alcoltest è risultato che il valore di alcol nel sangue era di 2.59 g/l. Di conseguenza la patente è stata subito ritirata e il mezzo è stato sequestrato ai fini della confisca. Inoltre è scattata la denuncia penale per guida in stato di ebbrezza. 

LECCO NOTIZIE Insulti e pugni a due agenti di Polizia, arrestati 3 ventenni LECCO – Tre giovani italiani arrestati per resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni aggravate: è successo ieri, lunedì 1 maggio, a Lecco. Erano circa le 10.30 quando gli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato hanno fermato in via Fiandra un’automobile, una Fiat Punto, con a bordo tre giovani e una donna, tutti in evidente stato di ebbrezza alcolica. A seguito di alcool test il conducente risultava avere un tasso alcolemico pari a 1,56 g/l. I tre ragazzi di 21, 22 e 23 anni, tutti italiani e residenti a Lecco, sono quindi stati portati in centrale per ulteriori accertamenti ma una volta giunti negli uffici della Questura hanno rifiutato di sottoporsi ai controlli, dapprima offendendo a voce gli agenti e quindi passando alle mani, scagliandosi contro di loro con calci e pugni. Nella colluttazione due agenti sono rimasti feriti: per loro una prognosi di 5 e 7 giorni. I tre giovani sono stati quindi arrestati e al conducente è stata ritirata la patente: il fermo è stato convalidato questa mattina, martedì 2 maggio, dal giudice del Tribunale di Lecco con rinvio del giudizio direttissimo. 

IL GAZZETTINO «C'è una bomba dell'Isis in stazione», ma è lo “scherzo” di un ubriacoPADOVA - Si è recato in una cabina telefonica della stazione completamente ubriaco e da lì ha chiamato la Questura. «C'è una bomba messa dall'Isis». L'uomo stava parlando molto lentamente, tanto che gli agenti intervenuti sul posto l'hanno trovato che stava ancora telefonando. Il soggetto, un italiano classe '64, è stato denunciato per procurato allarme. 

IL GIORNO Sesto, inseguimento mozzafiato. Fermato un ubriaco L'uomo sfrecciava a quasi 200 all'ora per le vie della città Sesto San Giovanni (Milano), 2 maggio 2017 – Un inseguimento da cardiopalma per le vie di Sesto San Giovanni, con le auto che sfrecciavano a quasi 200 chilometri l'ora. A ripensare all'incidente avvenuto qualche notte fa nella zona Nord di Milano, viene la pelle d'oca. Ma questa volta, per fortuna, tutto è finito senza danni e conseguenze per le persone. L'inseguimento è scattato intorno alle 4 e mezza del mattino di lunedì primo maggio, quando una pattuglia della polizia di Sesto vede sfrecciare ad alta velocità lungo via Pisa un'Audi A4, con un uomo all'interno. I poliziotti hanno tentato invano di far fermare l'uomo che li ha costretti all'inseguimento. L'auto ha superato diversi incroci e anche semafori rossi. I poliziotti gli sono rimasti alle calcagna, ma hanno dovuto azionare le sirene per evitare incidenti con altre vetture. A quanto pare, più volte l'Audi ha rischiato di innescare scontri agli incroci, ma l'autista si è fermato soltanto una volta arrivato in via Cadorna. A quel punto è sceso dall'auto e, evidentemente alterato, si è precipitato verso gli agenti, che hanno addirittura temuto un'aggressione. E' stato fermato e immobilizzato. Nel suo sangue erano presenti residui di alcol pari a un indice di 1,5, tre volte superiore al consentito. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari con l'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. L'auto è stata sequestrata e per decisione di un giudice potrebbe essere confiscata.  

GAZZETTINO DEL CHIANTI Tampona un'auto: talmente ubriaco da essere portato via con l'ambulanza Nel pomeriggio di lunedì 1 maggio in via 27 Luglio. Litigio e carabinieri: ha pure vomitato in strada SAN CASCIANO - Un piccolo tamponamento tra due auto ha acceso gli animi tra automobilisti e persone di passaggio. E’ successo all’inizio di via 27 Luglio, incrocio con via Turati, nel pomeriggio di lunedì 1 maggio: un tamponamento davvero da poco, peccato però che uno degli automobilisti, un uomo sui 35 anni residente a Firenze, avesse un tasso di alcool altissimo. Qualche spinta, discussioni, poi l’uomo barcollante ha prima vomitato in mezzo alla strada, poi si è chiuso in macchina e si è addormentato al volante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di San Casciano avvisati da una signora di passaggio. Non è stato facile svegliare l’uomo e convincerlo ad aprire l’auto. E’ stata fatta intervenire anche un’ambulanza dalla vicina Misericordia di San Casciano. Il 35enne era davvero in preda in maniera preoccupante ai fumi all’alcol, tanto che è stata presa la decisione di un controllo approfondito. E' stato adagiato sulla barella e portato al pronto soccorso scortata dai carabinieri. Sul posto per i rilievi e acquisire le testimonianze su come si sono svolti i fatti è arrivata una pattuglia della polizia locale. 

TV2000 Bertorelli: “su e giù dal palco, ero sempre ubriaco” 

RACIOCL1 Ubriaco urla contro la vicina di casa, poi minaccia anche i poliziotti. Denunciato un 60enne nisseno 

CITTADELLASPEZIA Alza il gomito, beccato ubriaco alla guida 

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