Rassegna del 1 Maggio 2107

AGRONOTIZIE

Fanta-etichette con sorpresa

Cosa succederebbe se gli alcolici fossero normati secondo le vigenti regole autorizzative cui sono soggetti gli agrofarmaci? Una pioggia di pittogrammi e di frasi di rischio finirebbe in etichetta

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2017/04/26/fanta-etichette-con-sorpresa/53856

Proviamo a immaginare cosa accadrebbe se un giorno una multinazionale dell’agrochimica si prendesse la briga di sviluppare un prodotto fitosanitario contenente una sostanza attiva sicuramente cancerogena per l’uomo (frase di rischio H350), mutagena (H340), dannosa per i feti (H360), portatrice di gravi lesioni oculari (H318) e, in caso di esposizione prolungata, causa di danni severi a cuore, fegato e reni (H372). 

Questa ipotesi è stata proposta ad alcuni “regulatory” di società operanti in Italia e la risposta può essere riassunta più o meno come segue: “Ma non ci penso nemmeno…”.

Innanzitutto perché una tale sostanza attiva, con un profilo tossicologico così negativo, avrebbe scarse probabilità di essere autorizzata e, anche se mai ce la facesse, sarebbe dura vederle superare il successivo processo di revisione europea. Ma anche se per uno strano caso ricevesse la luce verde, poi nessuno la vorrebbe sul mercato. Sarebbe infatti fuori da ogni “protocollo” o “vademecum” che dir si voglia, perché patirebbe di etichette talmente gonfie di pittogrammi e frasi di rischio da scatenare sollevazioni popolari, mediatiche e quindi politiche contro chi avesse la malaugurata idea di inserirlo nei propri disciplinari. Forse perfino le grandi distribuzioni organizzate porrebbero dei veti al suo utilizzo, chiedendone l’esclusione dai programmi di difesa se si vuole poi conferir loro i prodotti.   

Peccato che un tale prodotto sia già in commercio, di pubblica vendita e non serva nemmeno uno specifico patentino per acquistarlo e utilizzarlo. Inoltre, sorpresa delle sorprese, non è un antiperonosporico, né un diserbante. Non si applica cioè nei campi ma, anzi, lo si trova in bella mostra sugli scaffali dei supermercati e nelle enoteche. Si chiama “Vino” e contiene alcol in ragione di circa il 13% medio. Una "sostanza attiva", appunto, gravata da tutte le ombre tossicologiche di cui sopra. 

Un messaggio ai produttori

Fra tutte le categorie di produttori agricoli ve ne sono due che sarebbe opportuno non parlassero di salute, di sicurezza per il consumatore e, soprattutto, di cancri: sono i tabacchicoltori e, appunto, i vignaioli. Entrambi raccolgono materie prime che una volta trasformate in prodotti finiti contengono sostanze che stanno in gruppo 1 dello Iarc, quello dei sicuramente cancerogeni, più altri rischi sanitari tutt’altro che leggeri. Vale a dire, se fossero agrofarmaci nessuna multinazionale si oserebbe mai svilupparli a fini registrativi, ben conscia di quanto sia controproducente e sostanzialmente inutile avere a catalogo prodotti del genere, coi relativi pittogrammi da “morte secca”.

Tralasciando i tabacchicoltori, ormai quasi una rarità in Italia e di norma saggiamente silenziosi, pensiamo invece a quanta impudenza ci vuole perché un vignaiolo – che vende un prodotto contenente una sostanza sicuramente cancerogena – s’indigni se qualche collega usa dithianon, o folpet, o mancozeb, o glifosate. Cioè sostanze che rispetto all’alcol contenuto nel suo vino avanzano profili tossicologici decisamente meno preoccupanti.

Peraltro, non pare coerente con l'attuale clima anti-pesticidi neppure il comunicato stampa del 12 aprile di Anag, Assaggiatori grappe e acqueviti, la cui presidentessa Paola Soldi plaude alla proposta europea di inserire nelle etichette alcune indicazioni obbligatorie circa gli ingredienti e gli aspetti nutrizionali di tutte le bevande alcoliche. “Un altro passo in avanti per garantire trasparenza verso i consumatori e rafforzare la cultura del bere consapevole”, si afferma. Nel medesimo comunicato gli alcolici vengono simpaticamente vezzeggiati quali “prodotti spiritosi”

Un bel salto comunicativo rispetto agli appellativi crocifissori spesso appiccicati agli agrofarmaci proprio da molti viticoltori. Agrofarmaci, peraltro, sul cui uso consapevole tutto il mondo tecnico e dell’industria spende sforzi importanti da molti anni senza che ciò venga mai riconosciuto abbastanza.

Forse gioverebbe al buon senso dell’intera categoria “alcolica” se anche tali prodotti venissero etichettati con i medesimi pittogrammi usati per gli agrofarmaci. Vedendosi obbligati a mettere in etichetta l’omino col petto che esplode, accompagnato da frasi di rischio su cancri e feti, forse anche i vignaioli più verdi e oltranzisti capirebbero quanto allarmismo hanno inutilmente propalato in materia di agrofarmaci. (*) Come pure capirebbero quanto sia sciocco mettersi proni alle ubbie più o meno strumentali dei media, arretrando sul fronte tecnico della difesa solo perché qualche trasmissione a tema getta ombre sul loro operato. Perché le trasmissioni passano, le patologie vegetali no.

Forse, il conto di alcune scelte “coraggiose e lungimiranti” in tema di agrofarmaci non verrà presentato nel 2017, che al momento pare caldo e asciutto. Ma il tempo è galantuomo e di certi autogol porta a lungo memoria. Forse, fra due o tre anni qualcuno ammetterà che un paio di veterani all’anno magari servono. Non dappertutto, non a chiunque, ma per lo meno a molti.

Si spera però che in tale frangente ogni portatore d’interesse stappi una bottiglia di vino e se la degusti. Perché almeno a bocca piena eviterebbe di ripetere le medesime sciocchezze "agrofarmacologiche" già seminate in passato, sui social e non.

 

(*) Nota: la tesi è sminuire i rischi legati agli agrofarmaci perché l’etanolo del vino è tossico e cancerogeno per l’uomo.  In realtà il fatto che lo sia per davvero, e pesantemente, non sminuisce i rischi di altre sostanze che possono essere tossiche: non solo perché in tracce finiscono nel vino, ma anche perché possono inquinare l’ambiente in cui si coltiva la vite.

 

TODAY.IT

Scienze

Come prevenire i tumori: ecco le regole degli oncologi

Come abbattere il rischio di ammalarsi di cancro secondo gli esperti: ecco le nove regole per prevenire i tumori

Sono 146mila i casi di tumori registrati ogni anno nel nostro paese che potrebbero essere evitati grazie alla prevenzione, una quota pari al 46% dei casi. A renderlo noto è l’Associazione Italiana di Oncologia Medica nel corso del rapporto “Stato dell’Oncologia in Italia nel 2017” in Senato.

Il tema della prevenzione ha quindi svolto un ruolo centrale nel dibattito. Quali sono i metodi per abbattere il rischio di ammalarsi di tumore? Gli esperti ne hanno individuati nove.

Il fumo è responsabile di una quota tra il 20 ed il 30% dei tumori nel nostro paese come il consumo di alcol che, secondo i ricercatori, provoca il cancro al cavo orale, alla laringe, all’esofago, al fegato, all’intestino ed alla mammella nelle donne: evitare di consumare alcolici e non fumare può aiutare a prevenire i tumori.

Seguire la dieta mediterranea è un altro dei consigli. Consumare verdure, soprattutto se crude e frutta, può prevenire il tumore all’apparato digerente e respiratorio. Un aumento dell’incidenza di tumori è, inoltre, riscontrato in chi consuma alimenti grassi o è in sovrappeso.

Uno stile di vita sedentario, invece, è responsabile dell’aumento tra il 20 ed il 40% dell‘incidenza dei tumori, perciò è meglio muoversi. Altri consigli dati dagli esperti riguardano i danni provocati dalle lampade abbronzanti, responsabili dell’aumento del 70% dei casi di tumore alla pelle, non assumere sostanze dopanti, proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili usando il preservativo e, naturalmente, la diagnosi precoce con controlli ogni due anni per il cancro al seno ed al colon ed ogni tre anni per il tumore al collo dell’utero.

 

ROMAGNANOI

Cesena

Giovane ubriaco non centra l'uscita dal casello autostradale

Con un tasso alcolemico di 1,12 finisce violentemente contro la cuspide in cemento dello svincolo

Guidava in stato di ebrezza alcolica un 29enne bolognese che ieri mattina all'alba, in uscita al casello di Cesena Nord, ha centrato violentemente e frontalmente la cuspide in cemento che delimita lo svincolo che porta al casello.

Il giovane alla guida di una Seat Leon aveva un tasso alcolemico accertato di 1,12. Per lui, che per fortuna non riportato gravi ferite, è scattata la decurtazione di 10 punti e la denuncia per guida in stato d’ebbrezza.

 

IL SECOLO XIX

Ieri mattina a Genova

I rumori lo disturbano, esce con un’accetta in mano. Arrestato in centro storico

Genova - Disturbato dai rumori che provenivano da un vicino cantiere domestico, un uomo di 51 anni ha affrontato i muratori aprendo la porta di casa con un’accetta in mano.

Il fatto è accaduto ieri mattina, nel centro storico genovese. Gli operai avevano suonato il citofono dell’uomo, che poi si è scoperto aver passato la notte a consumare alcolici. Il cinquantunenne, evidentemente ancora alterato dalla sera prima, ha aggredito i muratori, che sono scappati e hanno chiamato i carabinieri.

I militari, giunti nell’alloggio, hanno arrestato l’uomo e lo hanno condotto in carcere. Sarà processato per direttissima.

 

TORINOOGGI

Castellamonte, ubriaco al volante sfonda il dehor di un bar

Protagonista del sinistro un ventenne residente ad Alice Superiore

Ha sfondato con la sua auto il dehor. E' accaduto questa mattina a Castellamonte, dove un ventenne, residente ad Alice Superiore, si è schiantato con la sua Fiat 500 contro la struttura esterna di un bar in frazione Sant'Antonio.

Secondo una prima ricostruzione il giovane, dopo aver sbandato, ha invaso con la vettura la corsia opposta, andando poi a sfondare la vetrina del dehor. Fortunatamente il locale in quel momento era chiuso e non sono rimasti coinvolti altri mezzi.

Dai primi accertamenti condotti dai Carabinieri il ragazzo era ubriaco al volante.

 

ALTARIMINI

Rimini, figlia ubriaca a fine serata, padre la spintona e la ferisce: denunciato

Va a prendere la figlia minorenne, la trova ubriaca e la spintona: riminese denunciato per lesioni aggravate. L'uomo, qualche notte fa, era andato a recuperare la giovane ed una sua amica, al termine di una serata. Una volta in auto aveva sgridato la figlia per il suo stato ed era così scattata una lite. Al culmine della discussione l'uomo le avrebbe spinto la testa contro il vetro della macchina. La ragazzina sarebbe poi stata lasciata a casa dell'amica. La madre di quest'ultima, avendo ascoltato il racconto delle ragazze in lacrime, avrebbe avvisato i Carabinieri accompagnando la giovane al pronto soccorso. Per lei una prognosi di circa sei giorni. Per il padre è scattata la denuncia. Sono in corso anche accertamenti per capire in quale locale sono stati serviti superalcolici alle minorenni.

 

LA STAMPA

Ubriaca in mezzo alla strada, intervengono i carabinieri

Maurizio Tagliano

All’alba, lungo l’Aurelia, straparlava in preda all’alcol: qualcuno si è allarmato e ha chiamato l’ambulanza. E’ successo stamattina a Cervo, poco dopo le 6, quando i militi del soccorso sono arrivati per accertarsi della situazione: una donna, dopo qualche bicchiere di troppo, parlava a vanvera. Ha avuto comunque la lucidità di rifiutare il soccorso, e tutto è finito lì. Sono intervenuti anche i carabinieri.  

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti.,pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@acatversilia.org indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione