Rassegna del 29 Aprile 2017

ECCO PERCHE’ LA LEGGE PREVEDE CHE ALCUNI LAVORI VENGANO SVOLTI IN SOBRIETA’! 

 

CORRE ALLA GUARDIA MEDICA PER UNA URGENZA MA LA DOTTORESSA È UBRIACA Sabato 29 Aprile 2017 di Olivia Bonetti 

ALPAGO - Era corsa dalla guardia medica perché stava male: si è ritrovata di fronte la dottoressa, che doveva aiutarla, completamente ubriaca. La vicenda avvenuta l'8 agosto del 2012 a Puos d'Alpago è stata ricostruita ieri in Tribunale a Belluno. Alla sbarra con l'accusa di interruzione di pubblico servizio Maria Gabriella Grossi, 51enne nata a Roma, che in quel periodo era in servizio a Puos. La dottoressa ieri non era presente, era rappresentata dall'avvocato d'ufficio Enrico Gandin. In aula di fronte al giudice Elisabetta Scolozzi, sono sfilati i primi testimoni che, rispondendo alle domande del pm Sandra Rossi, hanno raccontato la sorpresa di ritrovarsi di fronte quel medico ubriaco fradicio. Ha parlato per primo l'appuntato Francesco Andreolla, della stazione dei carabinieri dell'Alpago. Quel giorno intervenne con un collega nella sede della guardia medica di Puos. «Abbiamo identificato la dottoressa - ha raccontato il carabiniere - e abbiamo riscontrato un'assunzione eccessiva di alcol, con difficoltà di espressione verbale e alito vinoso. All'interno della sede c'era aria viziata per il forte odore di alcol e la donna non si reggeva in piedi e si appoggiava ai mobili nella stanza. A quel punto è stato inviato un medico per la sostituzione della dottoressa. Pur facendo fatica a parlare lei ci ha detto che era stanca per il viaggio e che era appena tornata da Roma». 

L’OMICIDIO PLURIMO E’ AVVENUTO POCHI MESI PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NUOVA LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE 

http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/san-leo-5-anni-per-aver-spezzato-con-l-auto-due-vite-corteo-contro-il-maxisconto-1.3071149 SAN LEO, 5 ANNI PER AVER SPEZZATO CON L'AUTO DUE VITE. CORTEO CONTRO IL MAXISCONTO Il romeno aveva travolto e ucciso Letizia e la mamma Barbara: nove anni e due mesi in primo grado, ora l'appello: il codice prevede una pena fino a 15 anni. Mobilitazione su Facebook Arezzo, 29 aprile 2017 - Pena ridotta di 4 anni, maxi sconto per Danut Alexe, che il 31 gennaio 2016 uccise con la sua minicar mamma e figlia che stavano passeggiando sul marciapiededi ritorno a casa a San Leo, ha affrontato il processo in Corte d’Appello a Firenze chiedendo una diminuizione della pena. Per quel duplice omicidio colposo aggravato era stato condannato in primo grado a nove anni e due mesi di reclusione. In appello ha ottenuto la riduzione di quattro anni, praticamente siamo di fronte ad una pena dimezzata. Il romeno si è presentato davanti alla corte d’appello in costituzione collegiale assistito dall’avvocato fiorentino Carmen Capoccia che ha chiesto un alleggerimento della pena. In primo grado, con rito abbreviato il gup Piergiorgio Ponticelli aveva condannato Alexe a nove anni e due mesi, la pubblica accusa sostenuta dal pm Elisabetta Iannelli ne aveva chiesti 12. Omicidio colposo plurimo il reato, aggravato dalle violazioni al codice stradale e dalla guida in stato di ebrezza. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza, sono arrivati i quattro anni in meno, le motivazioni entro sessanta giorni. L’esito dell’appello fa discutere, il codice penale prospetta una pena fino a 15 anni quando il reato sia aggravato dall’uso eccessivo di alcol e comporti la morte di più persone. Questo il caso. Il livello dell’alcol nel sangue di Alexe era 1,79 g/l, quasi quattro volte superiore al consentito. Alcol e velocità (60 chilometri orari in centro abitato) che hanno portato il romeno a perdere il controllo della sua minicar, a sbandare e a piombare su mamma e figlia, lasciandole sull’asfalto senza vita. Una sentenza contro la quale si sta organizzando un corteo di protesta. Una mobilitazione partita via Facebook e che dovreebbe confluire in una fiaccolata martedì 2 maggio alle 18, con arrivo, proprio come era successo subito dopo l'incidente, nel luogo della tragedia. LA TRAGEDIA. Nessuno può dimenticare quel giorno, erano le 18 circa quando Marzanna Barbara Stepien, di 51 anni, insieme alla figlia Letizia Fiacchini di 10, stavano rientrando a casa dopo aver partecipato ad una festa di compleanno. Su di loro piombò la minicar del romeno, che si scoprirà avere nel sangue un livello di alcol superiore quasi quattro volte il consentito. Anche la macchinetta era stata truccata per viaggiare ad una velocità superiore rispetto ai 45 km/h consentiti. Lui viaggiava a 60 nel centro abitato dove, oltretutto, c’è il limite a 50. La minicar, sulla curva, sbandò e piombò sulla famigliola. In un attimo l’inferno. Il romeno venne subito arrestato dalla polizia municipale. Il gup stabilì che: «Non merita attenuanti». Il pm Elisabetta Iannelli formulò i due capi di accusa: omicidio colposo plurimo, aggravato dalle varie violazioni al codice stradale e contravvenzione per guida in stato di ebrezza alcolica. Il giudice di primo grado ha negato le attenuanti generiche. 

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DI STEFANO GUARNIERI VICEPRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE LORENZO GUARNIERI CHE SI È BATTUTO PER L’INTRODUZIONE DEL REATO DI OMICIDIO STRADALE 

http://www.italiaincammino.it/omicidio-stradale-salvavita-240-morti-allanno-in-meno/ GUARNIERI: CON LA LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE 240 MORTI IN MENO ALL’ANNO  di Stefano Guarnieri,  17 Marzo 2017 E’ dal giorno dopo l’omicidio di mio figlio Lorenzo il 2 giugno del 2010 che con la mia famiglia, gli amici e la comunità che ci è vicina lottiamo per combattere l’epidemia del nostro secolo: la violenza stradale che in Italia ogni anno uccide circa 3.500 persone e ne lascia almeno 20.000 su una sedia a rotelle o peggio. Una delle prime cose sulle quali abbiamo lavorato è stata l’introduzione del reato di “Omicidio Stradale”. Chi ha ucciso mio figlio guidando ubriaco e drogato non si è fatto un giorno di privazione della libertà (due anni e otto mesi di condanna definitiva) e adesso può tranquillamente guidare. Non trovavamo giusto che l’autore di un simile delitto incorresse nella stessa pena di chi rubava un portafoglio in un autobus! Allora nel giugno 2011 insieme all’Associazione Gabriele Borgogni, all’ASAPS e all’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi iniziammo un cammino per la raccolta firme per una proposta di legge popolare. Ci hanno seguito un centinaio di associazioni in tutta Italia e 85.000 cittadini hanno firmato. Poi molte cose sono successe e grazie alla spinta determinante del governo Renzi nel marzo 2016 la legge sull’Omicidio Stradale è stata approvata. A quasi un anno dalla sua approvazione la domanda sorge spontanea: ma questa legge serve? Funziona? Con grande sicurezza posso affermare che la legge serve senza dubbio per quello che era il suo primo obiettivo: fornire “giustizia”. Serve per le vittime, attraverso condanne serie e non ridicole dei colpevoli. E serve per i colpevoli stessi che oggi hanno la possibilità di rendersi conto del danno enorme generato e magari cambiare. In fondo una delle funzioni della pena è quella di rieducare, ma l’assenza di pena come poteva farlo? I dati Gli ultimi dati Istat sulla Giustizia dicono che nel 2011, su 2.313 condanne definitive per omicidio colposo solo 17 hanno previsto una pena superiore a 3 anni. Significa che nel 99,4% dei casi l’omicida stradale non ha avuto conseguenze, con pene medie inferiori agli 11 mesi. Per le lesioni anche gravissime, il 59% dei casi si è risolto con multe e la pena media è stata di un mese di reclusione. Ora la musica è cambiata. Ci sono pene e sanzioni sulla patente più serie per i casi più gravi (alcol, droga, eccessi abnormi di velocità, passaggi con il rosso) e anche per altre forme di trasgressione. È inevitabile che abbia aperto molte discussioni perché la legge punisce molte infrazioni, anche quelle che da sempre sono state considerate “perdonabili” (ovvero tutto ciò che rientra nella distrazione alla guida), indipendentemente dalle loro conseguenze. Ma la legge funziona anche come “prevenzione”? Ha ridotto gli incidenti gravi? Su questo occorre essere prudenti perché i dati nazionali ancora non ci sono (l’Istat gli pubblica con un colpevole ritardo di quasi due anni) ma abbiamo dei dati parziali che riguardano Polizia Stradale e Carabinieri (che censiscono circa il 35% degli scontri sulle strade). Secondo questi dati nei primi nove mesi della legge (dall’aprile del 2016 fino alla fine dell’anno) le mortalità è calata del 5,6% rispetto all’anno precedente. E’ importante ricordare che nel 2015 la mortalità era invece cresciuta del 1,4%. Per cui non solo si inverte la tendenza ma si diminuisce significativamente. Una inversione di tendenza del 7% che su base annua significa circa 240 morti in meno l’anno. Occorre essere prudenti, perché nel caso di violenza stradale le variabili in gioco sono molte e i dati non sono definitivi, ma si può senza dubbio affermare che la legge non ha peggiorato la situazione, come molti detrattori dicevano, e anzi qualche centinaio di vite molto probabilmente le ha salvate!La legge Come tutte le leggi, non è perfetta, e qualche piccolo correttivo andrà fatto ma sono convinto che la sua impostazione di base sia giusta e efficace. Io continuo a pensare che per un paese sia molto grave lo status di impunità per tutti, come era prima dell’introduzione del reato di Omicidio Stradale. La “licenza di irresponsabilità” alla guida, oltre a non rispettare le vittime, non consente alla società di migliorarsi attraverso l’apprendimento dei propri errori. La nuova legge sull’Omicidio Stradale è un medicinale “salvavita” di cui il nostro paese malato di violenza stradale, ha bisogno per curarsi. Come tutti i farmaci nuovi e efficaci potrebbe avere qualche effetto collaterale. Lavoreremo per mitigare questi effetti ma continueremo con forza a volerlo e usarlo perché è efficace per salvare il bene più prezioso che abbiamo: la vita! 

GIÀ QUATTRO VOLTE ERA STATO PIZZICATO DALLE FORZE DELL'ORDINE E IN UN'ALTRA CIRCOSTANZA AVEVA CAUSATO UN INCIDENTE CON FERITI! 

http://corrieredisiena.corr.it/news/valdichiana/260251/completamente-ubriaco-provoca-incidente-e-scappa-arrestato-ferita-una-donna.html COMPLETAMENTE UBRIACO PROVOCA INCIDENTE E SCAPPA: ARRESTATO. FERITA UNA DONNA 29.04.2017 - 10:54 Ubriaco al volante, aveva provocato un incidente in cui era rimasta ferita una donna e poi si era dato alla fuga. I carabinieri di Montepulciano hanno rintracciato e arrestato un bulgaro di 39 anni, residente da anni a Sinalunga che aveva provocato il ferimento di una 59enne di Torrita di Siena. Il tamponamento è avvenuto giovedì 27 aprile sulla provinciale 327, secondo i carabinieri causato dall'alterazione psico-fisica dell'uomo dovuta all'abuso di alcol. Dopo l'incidente il bulgaro ha abbandonato la vettura e si è dato alla fuga per le campagne, ma i carabinieri dopo un quarto d'ora l'hanno rintracciato e sottoposto all'alcol test. Sconcertante il risultato: aveva un tasso alcolico quasi sei volte superiore al limite consentito dalla legge. L'uomo, inoltre, guidava nonostante la patente sospesa ed era recidivo per la guida in stato di ebbrezza: già quattro volte era stato pizzicato dalle forze dell'ordine e in un'altra circostanza aveva causato un incidente con feriti. Arrestato, è stato giudicato per direttissima e sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Sinalunga, con l’ulteriore prescrizione di dover permanere in casa dalle 22 alle 7. La donna, per fortuna, se la caverà con sette giorni, grazie al fatto che viaggiava su un mezzo particolarmente resistente, un suv. 

NUOVA MAXI RISSA TRA MIGRANTI IN CENTRO STORICO A BOLZANO: IL MOVIMENTO 5 STELLE SUGGERISCE DI VIETARE LA VENDITA DI ALCOLICI AGLI ASIATICI ED AFRICANI PERCHE’ NON REGGONO L’ALCOL! 

https://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/textview CARAMASCHI SEVERO «CHI DELINQUE DEV’ESSERE ESPULSO» Fortini (M5S): la Provincia è irresponsabile Corriere dell'Alto Adige 29 Apr 2017 BOLZANO Il sindaco Renzo Caramaschi è arrabbiato e allo stesso tempo preoccupato per quanto accaduto. Soprattutto, è per la linea dura: «Violenza e maleducazione non possono essere accettate e non c’entrano nulla con l’accoglienza. La questione è molto semplice: chi si macchia di questi reati deve essere espulso, oppure se condannato deve scontare la pena in carcere. Invece la legge attuale permette che chi si rende protagonista di episodi simili torni libero il giorno dopo, come se nulla fosse». Il primo cittadino, però, allontana l’ipotesi di soluzioni «militari»: «Qualcuno invoca l’esercito, ma io non penso sia questa la soluzione. La chiave di volta è la certezza della pena: se delinqui vai in galera e sconti la condanna lì, oppure vieni cacciato. A cosa servirebbe piazzare una camionetta davanti a parco Stazione o a piazza Magnago? A niente». Caramaschi respinge l’idea che quanto accaduto derivi dal clima di esasperazione che si respira tra chi da giorni dorme in strada: «La violenza è violenza e basta. I maleducati e gli incivili non hanno nulla a che fare con la disperazione, anzi, mi domando se queste scene siano la gratitudine per quanto fatto per ospitarli e aiutarli». Chi invece punta il dito contro il sistema di accoglienza messo in atto dalla Provincia, è Maria Teresa Fortini, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle: «Assembramenti e decine di persone per strada non vanno bene. Se non forniamo condizioni dignitose logico che ogni millimetro di spazio diventa vitale e motivo di contesa. La violenza va sempre condannata, ma in tutto questo c’è anche una gestione irresponsabile da parte della Provincia, che continua a rimandare la redistribuzione dei richiedenti asilo sul territorio provinciale. Poi — aggiunge Fortini — va anche detto che le condizioni metereologiche di questi giorni dovrebbero spingere a una riflessione: il servizio Emergenza freddo non può avere una data predefinita di scadenza. Ci possono essere piogge e temperature rigide anche in altri momenti dell’anno». Fortini lancia poi un’inedita proposta: «Il sindaco Caramaschi dovrebbe vietare la vendita di alcolici a persone di origini asiatiche o africane: le risse che si verificano sono anche il prodotto di persone che, pur non reggendo l’alcool, ne consumano anche talvolta per scaldarsi. Spezziamo la catena, ed evitiamo che in città ci sia gente troppo su di giri». La consigliera grillina aggiunge: «In piazza Magnago la situazione è al limite, stride molto con una provincia dove piovono vitalizi e sperperi». Sula rissa di giovedì sera non manca nemmeno il commento della Lega nord, che in un comunicato parla di «un nuovo bollettino di guerra». «Ormai le rapine, le “spaccate” ai negozi e le risse sono diventati eventi abituali per i bolzanini. Purtroppo per il sindaco e per la giunta, l’unico problema a Bolzano sono i giovani vandali che imbrattano i muri della città e la crociata all’alcol. Caramaschi resta immobile a guardare il declino della città. Grazie all’incapacità dell’amministrazione nel gestire l’emergenza sicurezza, Bolzano sta diventando una città sempre più insicura e degradata. I problemi si devono risolvere con i fatti — scrive il Carroccio — basta guardare l’esempio di altre città. Chiediamo nuovamente che il sindaco richieda l’operazione Strade Sicure con l’intervento degli alpini». 

“MOVIDA” OSSIA VITA NOTTURNA ANNAFFIATA ABBONDANTEMENTE CON VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI 

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/foto-gallery/campania/17_aprile_28/chiaia-lungomare-movida-presidiata-militari-2971f810-2c2e-11e7-99b2-655f23bf3bd1.shtml CHIAIA E LUNGOMARE, MOVIDA PRESIDIATA DAI MILITARI di Anna Paola Merone Alle 18 in unto l’operazione “Strade sicure” è scattata nelle vie della movida napoletana. A Chiaia è arrivato un blindato dell’esercito insieme con dieci militari che per tutta la notte avranno il compito di presidiare le aree dei baretti e dei locali notturni. L’operazione interforze coinvolge polizia, carabinieri e vigili urbani, in ossequio alle decisioni prese da Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica lo scorso giovedì. Scelte adottate in seguito a sparatorie, risse e ferimenti verificatisi nelle zone della movida. L’esercito sarà impiegato sul Lungomare a Chiaia. 

http://www.vastoweb.com/2017/04/28/movida-violenta-consiglieri-comunali-minoranza-interrogano-lamministrazione/ MOVIDA VIOLENTA, I CONSIGLIERI COMUNALI DI MINORANZA INTERROGANO L’AMMINISTRAZIONE di redazione - 28 aprile 2017 - VASTO. Una interpellanza per ricordare alla cittadinanza il problema sicurezza che affligge la nostra città. L’hanno protocollata in Municipio i Consiglieri comunali Vincenzo Suriani, Alessandro d’Elisa e Francesco Prospero. L’ultimo periodo di vacanze pasquali ha registrato un picco massimo di atti criminosi, in qualsiasi orario della giornata. La nostra città ha visto addirittura la realizzazione di un episodio dinamitardo durante la notte, in una zona di certo non periferica. Oltre agli episodi che sono stati ampiamente riportati dagli organi stampa, molto sono rimasti in ombra e si sono venuti a conoscere tramite il passaparola. Le vittime di questi episodi nascosti sono i nostri giovani, che hanno denunciato attività di tentata rapina e aggressioni in pieno centro, in prossimità di locali molto frequentati ed in orari che registrano un’elevata presenza di persone a passeggio. Non è possibile che questi atti criminosi avvengano in orari in cui la notte è ancora giovane, in momenti in cui è alta anche la presenza di famiglie con minori. I nostri ragazzi non si sentono più al sicuro, non hanno più il coraggio di avventurarsi da soli, in determinati orari, in alcune zone del centro storico. L’Amministrazione, secondo Suriani, d’Elisa e Prospero, è chiamata a porre in essere interventi concreti che permettano di diminuire la percezione di insicurezza da parte dei nostri concittadini, che portino ad un aumento del numero dei tutori dell’ordine. Il Prefetto, insieme al Sindaco, non può far più finta che tutto procede per il verso giusto. Pertanto i consiglieri di minoranza chiedono al Sindaco: “Se è a conoscenza di questi episodi di violenza, bullismo e vandalismo che caratterizzano ampi tratti del Centro Storico, se intende rimediare in qualche modo a questa carenza di sicurezza percepita e denunciata da molti giovani vastesi e se, infine, intende ripristinare il turno di notte della Polizia Municipale, almeno nelle sere di sabato e dei festivi, al fine di scoraggiare i fenomeni di delinquenza elencati.” L’interpellanza, che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, sottolinea che è necessario che per una volta si decida di prevenire, invece di preoccuparsi sempre di curare, i danni causati da una mancata sorveglianza, danni subiti sia da commercianti che si sono ritrovati vetrine distrutte e sia dai nostri ragazzi che sono intimoriti e spaventati nella loro città natale.” 

http://www.teleacras.com/wp1/2017/04/28/agrigento-e-la-movida-multa-e-chiusura-temporanea-per-un-pub/ AGRIGENTO E LA MOVIDA, MULTA E CHIUSURA TEMPORANEA PER UN PUB  Redazione / 28 aprile 2017 / Agrigento e la movida selvaggia. Una ordinanza del settore competente del Comune di Agrigento ha imposto al titolare di un pub il pagamento di una multa di 5mila euro, la chiusura temporanea del locale da domani fino al 14 maggio, e la rimozione di un banco mobile sul marciapiede all’esterno del locale per la somministrazione di bevande e con un impianto per la diffusione di musica ad elevato volume nottetempo, oltre i limiti di orario e fino alle 3 del mattino, come riscontrato da un sopralluogo delle forze dell’ordine. 

http://www.firenzetoday.it/cronaca/centro-locale-morde-dito-agente.html MOVIDA, UBRIACO FUORI DAL LOCALE MORDE DITO A UN AGENTE Il poliziotto è finito in ospedale Redazione 28 aprile 2017 14:06 Ieri notte un 22enne è stato denunciato dopo aver aggredito una coppia di agenti di polizia all'esterno di un locale notturno di Via dei Pandolfini. Il giovane, visibilmente ubriaco, era stato segnalato al 113 perchè stava danneggiando le auto in sosta. Quando la volante è arrivata sul posto, il 22enne ha colpito i poliziotti con calci e pugni. Per poi morderne uno ad un dito. L'agente verrà refertato in ospedale con tre giorni di prognosi. Al 22enne, accompagnato a Santa Maria Nuova, è stata riscontrata un'intossicazione alcolica e uso di cannabis. Il giovane, già noto per alcuni precedenti di polizia, è stato denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA 

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2017/04/29/news/alcol-5-volte-sopra-il-limite-fermato-al-volante-in-a28-1.15263759 ALCOL 5 VOLTE SOPRA IL LIMITE: FERMATO AL VOLANTE IN A28 La Polstrada ha denunciato due automobilisti per guida in stato di ebbrezza. Il dirigente Romiti: «Sempre alta la guardia sulle condizioni psicofisiche» 29 aprile 2017 PORDENONE. Si mette al volante con un tasso alcolemico cinque volte superiore alla soglia limite. L’incauto automobilista è stato sorpreso dalla Polstrada di Pordenone in A28 alle 23 del 25 aprile, all’altezza del chilometro 10+800. L’uomo, un 48enne di Sesto al Reghena, è stato sottoposto alla prova dell’etilometro, che ha accertato un tasso alcolemico pari a 3,03 grammi per litro. Due giorni dopo, sempre nel raccordo autostradale, gli agenti della Polstrada hanno scoperto un secondo automobilista con valori di alcol nel sangue quattro volte superiori al limite. Il 26enne di Cordenons, al volante di un’utilitaria, ha tamponato prima una Mazda condotta da un cinquantenne (a bordo due persone, una delle quali è rimasta ferita), poi è finito contro un mezzo pesante con targa slovena (al volante un trentenne bielorusso). Il giovane di Cordenons è stato trovato in forte stato di alterazione psicofisica. All’etilometro il tasso alcolemico è risultato pari a 2,13 grammi per litro. In caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, scatta la sanzione penale e l’informativa all’autorità giudiziaria. La pena prevista è dell’arresto da 6 mesi a un anno e dell’ammenda da 3 mila a 6 mila euro. Dieci i punti decurtati dalla patente e, nel caso in cui il conducente sia anche il proprietario del veicolo, scatta pure la confisca del mezzo. La patente può essere sospesa da uno a due anni. «È sempre alta – sottolinea il dirigente supplente della Polstrada di Pordenone la guardia della Polizia stradale Gianluca Romiti – sulle condizioni psicofisiche dei conducenti, in particolare di chi percorre la A28». Entrambi i conducenti sono stati denunciati a piede libero per guida in stato di ebbrezza e segnalati all’autorità amministrativa per la prevista sospensione della patente di guida e alla successiva revisione. I veicoli sono stati sottoposti al sequestro amministrativo finalizzato alla confisca. «In tutti i casi di guida in stato di ebbrezza, la patente – spiega il vicequestore aggiunto Romiti – la patente del trasgressore viene sottoposta a un procedimento di revisione. Più semplicemente occorre verificare tramite le commissioni mediche locali il persistere delle condizioni psicofisiche che hanno dato origine al rilascio del titolo di guida. Tale procedura passa per accertamenti dei parametri bio-umorali e per visite di tipo psicologico con diretto coinvolgimento delle dipendenze delle Aziende sanitarie competenti». 

http://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/167270/in-bici-tampona-auto-denunciato-per-guida-in-stato-di-ebbrezza.html IN BICI, TAMPONA AUTO: DENUNCIATO PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA Nei guai un romeno di 46 anni, tasso alcolemico oltre cinque volte il consentito 28 Aprile 2017 CREMONA - Alza troppo il gomito, prende la bicicletta e mentre pedala tampona un'auto. Un romeno di 46 anni, residente in città, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza (nel sangue aveva un tasso alcolemico di 2,61 g/l, oltre cinque volte il limite di legge) e si è visto sequestrare il mezzo e ritirare la patente. L'incidete è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 27 aprile in via del Sale. I carabinieri nel Radiomobile di Cremona, intervenuti per i i rilievi, hanno ricostruito la dinamica. Una jeep guidata da un 51enne di Monticelli d'Ongina era ferma al semaforo, quando è stata tamponata dalla bici subendo la rottura di uno dei fanali posteriori. I militari, accertato che lo straniero - gravato da diversi precedenti, manifestava chiari segni di abuso di alcol e, dopo averlo sottoposto all'alcol test, hanno fatto scattare la denuncia. 

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/04/28/news/camionista-sbronzo-fermato-in-a22-1.15263577 CAMIONISTA SBRONZO FERMATO IN A22 Sbanda per chilometri da una corsia all’altra, la Polstrada lo blocca tra Mantova sud e nord. Il test: vicino al coma etilico 28 aprile 2017 MANTOVA. L’immaginazione non fatica a correre ai camion killer degli attentati di Nizza e Berlino. Perché, al di là del terrorismo che in questo caso non c’entra nulla, l’effetto poteva essere lo stesso, quello di una strage. Per chilometri l’autotreno di targa tedesca ha sbandato da una corsia all’altra, viaggiando a una velocità oltre il limite. Con alla guida un uomo che sì e no era in grado di tenere gli occhi aperti e che da un momento all’altro rischiava di piombare svenuto sul volante. Non era soltanto alticcio, ma letteralmente sbronzo, l’autista che gli agenti della Polizia stradale del comando di piazza Virgiliana hanno bloccato il 28 aprile tra i caselli di Mantova Sud e Mantova Nord. Sceso barcollando dal camion, un autotreno a pieno carico di oltre 40 tonnellate, l’uomo è stato sottoposto al test dell’etilometro. Gli stessi agenti si sono sorpresi del risultato, era la prima volta che vedevano sfiorare il tetto dei 4 grammi di alcol per litro (soglia che nelle tabelle ministeriali sugli aspetti sintomatici della guida in stato di ebbrezza indicano lo stato di coma etilico). R.S., 41enne autotrasportatore polacco dipendente di un’impresa di trasporti tedesca, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente. Il camion è stato ricoverato nel piazzale di un’autofficina in attesa che l’impresa mandi un altro autista a ritirarlo. L’allarme lanciato dagli automobilisti alla centrale operativa della Polizia stradale di Mantova è arrivato attorno alle 13. Due ore e mezza prima un incidente sulla carreggiata nord, tra Mantova e Nogarole, aveva provocato otto chilometri di coda. Nell’imbottigliamento autostradale era finito anche l’autotreno condotto dall’autista polacco che, forse per superare lo stress e la noia dovuti al blocco stradale, s’è attaccato alla bottiglia di vodka. Quando il traffico ha ricominciato a scorrere il camionista, proveniente da Orio al Serio e diretto in Danimarca (a Verona ha sbagliato direzione e ha viaggiato per 40 chilometri verso Bologna prima di tornare indietro), ha ripreso il viaggio. Ma era talmente pieno di alcol da non essere più in grado di guidare. Una mina vagante. Ha fatto alcuni chilometri a zig zag, finché è stato raggiunto dagli agenti della Polstrada. Non stava in piedi ma è stato l’etilometro a dare la misura di quanto fosse stravolto dal bere. È stato sottoposto a due prove, come prevede il codice della strada. Il valore più alto era di 3.84 grammi di alcol per litro. Quasi otto volte il limite di 0.5 consentito per gli automobilisti (ma i camionisti, come i neopatentati, non possono toccare l’alcol). Per un reato come quello commesso dall’autista polacco il codice della strada prevede una condanna fino a un anno e mezzo di carcere, un’ammenda fino a 9mila euro e la sospensione della patente fino a 4 anni. 

VIOLENZA E BEVANDE ALCOLICHE 

http://www.tusciaweb.eu/2017/04/ubriaco-picchia-la-moglie-barista-davanti-agli-avventori-condannato/PICCHIA LA MOGLIE BARISTA DAVANTI AGLI AVVENTORI, CONDANNATO Un anno e quattro mesi e 5mila euro di provvisionale 29 aprile, 2017 Ronciglione – Un anno e quattro mesi e 5mila euro di provvisionale da versare alla ex moglie. E’ la condanna toccata a un ex marito finito sotto processo per stalking. Avrebbe picchiato la moglie anche davanti ai due figli piccoli, nonché davanti agli avventori del bar gestito dalla donna a Ronciglione. Un matrimonio distrutto dall’alcol, dal momento che l’uomo sarebbe diventato sempre più aggressivo proprio per il vizio di ubriacarsi. E lei per questo avrebbe deciso di lasciarlo. La donna si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare il marito cinque anni fa. Era il 2012. Nella sua denuncia, la presunta vittima raccontava di aver subito violenze fisiche e psicologiche dal marito, accusandolo di esagerare con gli alcolici e di impedirle di uscire, quando erano ancora sposati. I bambini furono affidati alla mamma e gli incontri con il padre regolamentati dal tribunale dei minori. L’imputato nel frattempo sarebbe riuscito a disintossicarsi. Il pm ha chiesto che venisse condannato a un anno e otto mesi. Il giudice Silvia Mattei, sentito il difensore paolo Delle Monache, ha optato per un anno e quattro mesi, con sospensione della pena. Ma ha condannato l’uomo anche a una provvisionale di 5mila euro. 

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