Rassegna del 28 Aprile 2017

GAZZETTA DI PARMA

ORDINANZA

Niente alcol in lattine o bottiglie durante lo Street Food Festival

28 Aprile 2017 - Il sindaco Pizzarotti ha firmato l’ordinanza che vieta la somministrazione e vendita di alimenti e bevande in contenitori di vetro e in lattine di alluminio in occasione del Parma street Food festival organizzato in piazzale della Pilotta, piazzale Pigorini e borgo delle Cucine da sabato a lunedì.

Il divieto, che non si applica nel caso di somministrazione ad avventori seduti ai tavoli degli esercizi con plateatico, è diretto - si legge in una nota - "a prevenire episodi di vandalismo connessi all’abbandono, dopo l’uso, di contenitori di bevande in vetro o in lattine di alluminio nonché i rischi derivanti dalla dispersione a terra di frammenti delle stesse ed è rivolta ai pubblici esercizi di somministrazione (bar-ristoranti), alle attività commerciali in sede fissa e itineranti e alle attività artigianali di vendita di beni alimentari di produzione propria, operanti all’interno del perimetro delimitato da V.le Mariotti e V.le Toschi fino a via Borghesi intersezione via Garibaldi, intersezione via Melloni, via Cavour, P.zza Garibaldi e Via Mazzini".

L’operatività del divieto: dalle ore 10,00 di sabato 29 aprile 2017 fino alle ore 02,00 di domenica 30 aprile 2017, dalle ore 10,00 di domenica 30 aprile 2017 fino alle ore 02.00 di lunedì 1° maggio 2017 e dalle ore 10.00 di lunedì 1° maggio 2017 alle ore 02.00 di martedì 02 maggio 2017.

L’ordinanza consente, inoltre, agli esercenti di bar e ristoranti, la collocazione di erogatori di bevande alla spina all’esterno dei locali, purché la somministrazione avvenga in contenitori di carta o plastica e prevede "la deroga temporanea al divieto di consumo di bevande alcooliche al di fuori dei luoghi di somministrazione in P.le della Pace e P.le della Pilotta previsto dal Regolamento di Polizia Urbana, purché il consumo avvenga nel rispetto del divieto assoluto di utilizzo di contenitori di vetro e lattine di alluminio, impiegando in sostituzione contenitori di carta o plastica".

L’Ordinanza, infine, ribadisce l’obbligo per i titolari di bar e ristoranti di assicurare l’effettiva fruibilità ed efficienza dei servizi igienici interni ai locali, consentendone l’uso gratuito al pubblico.

L’inottemperanza è punibile con una sanzione che va da 25 a 500 euro.

 

SANREMONEWS

Sanremo: divieto di vendita alcolici vicino allo stadio ‘Comunale’ in occasione di Sanremese-Massese di domenica prossima

Attuate le disposizioni della Questura, come prevede la norma per la sicurezza negli stadi

Sarà in vigore dalle 13 di domenica prossima il divieto ordinato dalla Questura per la vendita di bevande alcoliche nei pressi dello stadio ‘Comunale’ in occasione della partita di Serie D tra Sanremese e Massese.

Così come previsto dalla norma per la sicurezza negli stadi, a partire da due ore prima della partita e fino a un’ora dopo il match i bar della zona non potranno vendere bevande alcoliche.

Grande l’attenzione delle autorità per la gara di domenica, in ragione dell’accesa rivalità che divide da anni le tifoserie delle due squadre.

 

IL GAZZETTINO

Roma, 20.000 euro di multa ai minimarket a Trastevere: vendevano alcol a tutte le ore (*)

Ancora minimarket alla lente di ingrandimento. Stavolta a fare un blitz è stata la polizia in uno dei luoghi simbolo della movida: a Trastevere. Oltre ai servizi antidroga e di controllo del commercio abusivo, gli agenti del Commissariato Trastevere, diretto da Fabrizio Sullo, hanno avviato controlli amministrativi agli esercizi commerciali che somministrano bevande alcooliche. Le verifiche hanno permesso di riscontrare la vendita di sostanze alcoliche oltre l’orario consentito dal regolamento comunale in due minimarket: uno via di San Francesco a Ripa, e uno in via della Pelliccia, ai cui. Ai titolari sono state elevate sanzioni amministrative di euro 6666,67. Complessivamente, sono state contestate sanzioni per un ammontare di circa 20.000 euro.

 

AGRIGENTO OGGI

Agrigento, maxi multa al titolare di un pub e fermo attività per 16 giorni (*)

Di Staff Online 28 aprile 2017

Era già stato intimato di provvedere alla rimozione di struttura esterna al locale per la vendita di bevande alcoliche. Il titolare di un pub agrigentino dovrà adesso pagare la somma di 5 mila euro quale multa per essere stato ritrovato ancora una volta a vendere alcolici all’esterno dell’attività, quando un regolamento comunale invece lo vieta.

Fornito di banco mobile sul marciapiede e di consolle, teneva pure alta la musica, fino a tarda notte.

Per lui, non solo la multa ma la polizia municipale gli ha ordinato il fermo dell’attività per 16 giorni, dopo un’ordinanza emanata dal dirigente del settore Attività produttive del Comune di Agrigento, Antonio Insalaco.

 

LA NUOVA FERRARA

Vendevano alcol a minorenni, chiusi due minimarket (*)

Licenza sospesa per sette giorni per gli esercizi di piazza Ariostea e via Armari

27 aprile 2017 - Nel video della polizia di Stato, l'uscita dai negozi controllati dei clienti minorenni a cui i gestori avevano venduto alcolici, trasgredendo il recente decreto legge che ha esteso il divieto ai minori di 18 anni, e non solo di 16. I due minimarket, in piazza Ariostea e in via Armari, dovranno restare chiusi per sette giorni.LEGGI FERRARA. Vendevano alcolici a minorenni, in contrasto con il giro di vite sulla tutela dei più giovani che, con il decreto legge 14 del 2017, restringe il divieto di vendita di bevande alcoliche ai ragazzi di età inferiore ai 18 anni, e non solo ai 14. Per questo il questore di Ferrara Antonio Sbordone ha disposto la sospensione della licenza per due minimarket gestiti da cittadini bengalesi: uno in piazza Ariostea e uno in via Armari, che dovranno quindi restare chiusi per sette giorni. La polizia di Stato si era attivata in una serie di controlli nei confronti dei due esercizi, sospettati di vendere alcolici agli under 18.

Il primo, quello di piazza Ariostea, è forse quello più problematico e già più volte sanzionato (nel 2012, nel 2015 e due volte nel mese di aprile 2017) sempre per la stessa infrazione. Il fatto più grave risale al 2012 ' ovvero la vendita di alcool a un minore di anni 14 (proprio nei prossimi giorni è prevista l’udienza, più volte rinviata). Altre sanzioni sono state contestate al titolare del minimarket, S.J. classe 1964, e ai suoi dipendenti. Le ultime in ordine di tempo sono quelle relative alla vendita di due bottiglie di birra a ragazze sedicenni.

Il secondo minimarket, gestito da cittadino Bengalese, nel mese di aprile ha venduto alle ore 22 una bottiglia di vodka - come riscontrato dalla Polizia Municipale di Ferrara, settore Polizia Commerciale - a un minore di 18 anni palesemente non maggiorenne e al quale non è stato chiesto il documento di identità. Il minimarket eratenuto d'occhio perché si trova sul tragitto di molti giovani studenti che, all’uscita dagli istituti scolastici della zona, passano per Via Armari. La Polizia di Stato, Divisione Amministrativa e Sociale diretta da Amedeo Pazzanese, il 26 aprile ha predisposto due provvedimenti di sospensione, a firma del questore, di altrettante licenze di vendita di bevande alcoliche relativa ai due minimarket.

Il provvedimento del Questore, sospensione della licenza per 7 giorni: un “avvertimento” su possibili ulteriori sanzioni più importanti e definitive qualora si ripetessero casi analoghi. Il dato statistico che si rileva da casi analoghi trattati dalla Divisione Amministrativa della Questura di Ferrara, evidenzia che sono più le ragazze che i ragazzi a ricorrere a questi minimarket per acquistare bevande alcoliche e superalcoliche che poi utilizzano in strada e prima di recarsi nei locali notturni della città e provincia.

 

(*) Nota: le notizie di locali pubblici sanzionati perchè mettevano a disposizione alcolici a minorenni sono sempre più frequenti. Trattandosi di commercio, questi provvedimenti saranno efficaci quando l'entità delle contravvenzioni supererà il guadagno della vendita di alcolici.

 

BOLOGNATODAY

Abuso di alcol: l’83% dei giovani ha sperimentato l'Heavy Episodic Drinking

Bere 4 o 5 bicchieri di vino, diversi boccali di birra e superalcolici in una sola serata. E' l'HED. Ecco i risultati di una ricerca che ha coinvolto 390 giovani bolognesi

Redazione

28 aprile 2017 - E' il risultato di una ricerca europea che ha coinvolto 390 giovani bolognesi all'interno di 'Allcool', progetto cofinanziato dalla Commissione Europea e attivo in Italia, Spagna e Portogallo, indirizzato al contrasto di un fenomeno che riguarda in particolare i giovani.

Nell’ambito del progetto, l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze Patologiche dell’Azienda Usl di Bologna ha condotto una indagine che ha coinvolto 390 ragazze e ragazzi tra i 18 e 29 anni, residenti Bologna, suddivisi tra studenti, lavoratori e in cerca di occupazione. 366 di essi sono stati intervistati, 24 hanno partecipato a 3 focus group.

I RISULTATI. Le interviste hanno evidenziato l’utilizzo abituale di alcolici nel 73% degli intervistati. L’83% di essi ha sperimentato almeno un episodio di HED nel corso dell’ultimo anno, il 39% con cadenza settimanale nel week end.

Dai 3 focus group è emerso che il consumo è più intenso tra gli studenti universitari con uno stile di vita orientato al divertimento. Concluse le attività quotidiane, la vita sociale si apre con l'aperitivo. Si beve tutti i giorni, ma in quantità maggiore nel fine settimana o in occasioni particolari. Sul volume dei consumi sembrano incidere l'ampia disponibilità di locali e di prodotti alcolici a basso prezzo.

Si inizia a bere alcolici già a casa, prima di uscire, in modo da spendere meno consumando di più. Per la stessa ragione, gli alcolici vengono acquistati nei supermercati o nei mini market e consumati soprattutto in strada, nei pressi dei locali che fanno tendenza. Diffusa, soprattutto tra i più giovani, l’abitudine a preparare cocktail fai da te, mescolando bevande analcoliche e superalcolici, tutte a basso costo, da bere poi in giro per la città.

In generale, i superalcolici sono consumati quasi esclusivamente con finalità psicoattive e i ragazzi sono informati sulle alterazioni che l’assunzione di alcol produce sul loro organismo. Quantità e prodotti vengono decisi in base allo stato emotivo che si vuole raggiungere. Si tratta di una scelta compiuta consapevolmente, ed i limiti da non superare sono individuati bilanciando gli impegni programmati per il giorno successivo con il calcolo dei tempi di ripresa necessari.

ABUSO DI ALCOL. Quasi tutti gli intervistati dichiarano di essere stati male a seguito di uso o abuso di alcolici. La metà dichiara di aver fatto cose che non ricorda, il 40% si è vergognato di quello che ha fatto, si è pentito di aver perso il controllo o di essere arrivato tardi al lavoro o a scuola. Un terzo ha avuto rapporti sessuali non protetti, uno su quattro ha litigato con gli amici o con la famiglia, uno su cinque si è fatto male accidentalmente o ho fatto del male ad un’altra persona. In percentuali comprese tra il 10% ed il 20% chi si è pentito di aver avuto rapporti sessuali occasionali, chi è stato vittima di un furto o di un incidente, chi ha danneggiato beni pubblici o proprietà private.

Mentre i ragazzi sono vittime di fatti traumatici e/o riportano danni fisici, le ragazze, anche se in modo statisticamente non significativo, riferiscono di rapporti sessuali non desiderati, di molestie subìte, di aver fatto cose delle quali ci si è vergognati o pentiti successivamente.

'RIMEDI'. Il più diffuso è quello del guidatore designato, che dovrà astenersi o limitare al massimo l’assunzione di alcol nel corso della serata. Per evitare gli effetti indesiderati degli eccessi, gli alcolici vengono assunti lentamente, facendo trascorrere del tempo tra un drink e l'altro. Per mitigare gli effetti immediati dell’alcol si mangiano carboidrati, si alternano bibite analcoliche, si passeggia. Per contrastare particolari conseguenze post eccesso, come ad esempio l’acidità di stomaco, si ricorre a soft drink o a succhi di frutta o, in via preventiva, si scelgono locali nei quali si è sicuri di trovare alcolici di buona qualità o si beve solo ciò che si conosce. Queste ultime precauzioni sono adottate, in particolare, dai più giovani tra gli intervistati.

Dalle interviste emergono, inoltre, accortezze protettive come stare assieme a persone fidate e conosciute, non lasciare incustodita la propria bevanda, evitare competizioni e giochi alcolici, non mischiare alcol e stupefacenti.

In generale, la maggioranza degli intervistati si autoregola individualmente e non ritiene di dover intervenire sui comportamenti e sulle abitudini risguardanti il consumo di alcol di amici o conoscenti.

 

CONTRORADIO

ALCOL, L’AUSL TOSCANA CENTRO REGISTRA AUMENTO TRA QUARANTENNI

Sono i quarantenni i maggiori consumatori di alcol tra i 1.901 pazienti in trattamento nei servizi dell’AUSL Toscana centro. “Pazienti più giovani e aumento patologie”.

Presso i servizi alcologici dell’AUSL Toscana centro lo scorso anno sono stati seguiti 1901 pazienti (ambito territoriale fiorentino 1.171, ambito empolese 202, ambito pratese 245, ambito pistoiese 283) che costituiscono il 3% dell’utenza totale dei servizi alcologici italiani. Sul totale degli utenti i maschi sono 1.329 (70,1%) e 572 le femmine (29,9%); il rapporto tra maschi e femmine è pari al 2,3 (dato italiano 3,4). I nuovi pazienti che si sono rivolti ai servizi alcologici dell’Azienda Sanitaria sono il 21,3% dell’utenza complessiva (dato italiano 26,6%).

“L’analisi dei dati per età“ ha sottolineato la dottoressa Laura Ulivieri, del Servizio Sociale Dipendenze Area Fiorentina e coordinatrice Osservatorio Socio-epidemiologico delle Dipendenze, “indica che la classe di età caratterizzata dalla massima frequenza è quella di 40-49 anni“. “Preoccupante è il fatto che i nuovi pazienti sono più giovani rispetto a quelli già in trattamento: il 10,7% dei nuovi utenti ha meno di trent’anni, mentre per quelli già in trattamento la percentuale è pari al 6,2%. I nuovi utenti ultracinquantenni costituiscono il 34,5% e quelli già in trattamento il 45,7% dell’utenza totale” ha concluso. Si osserva inoltre che il 31,9% dei pazienti è disoccupato mentre il restante 55,4% ha una occupazione, di questi il 46% ha un lavoro stabile.

“Rispetto alle tipologie di trattamento, nel 2016″ spiega il dottor Gabriele Bardazzi alcologo dell’ AUSL Toscana Centro, “il 17% dei pazienti è stato sottoposto a trattamenti medico-farmacologici in regime ambulatoriale, il 30% al counseling, rivolto al paziente o alla famiglia. Per il 40% dei pazienti è stato effettuato un trattamento psico-socio-riabilitativo, comprensivo di inserimento in comunità terapeutica”. Da sottolineare il dato dell’invio a Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (Alcolisti anonimi, Club alcolisti in trattamento e Club Alcologici territoriali).

I servizi alcologici collaborano attivamente con tutte le metodologie dell’auto-aiuto tra cui il metodo Hudolin e il metodo dei 12 Passi. L’efficacia dei trattamenti ha una evidente ripercussione sui costi sanitari e sociali, nel territorio dell’AUSL Toscana centro infatti il 70,6% degli alcolisti nel primo anno di trattamento hanno effettuato un ricovero per patologie alcol correlate (cirrosi epatica tumori, ecc ). Si è inoltre osservata una mortalità degli alcolisti cinque volte superiore alla popolazione generale oltre che per le cause più note (cirrosi epatica, tumori …) anche per cause inerenti gli stili di vita come le malattie correlate all’infezione del virus HIV.

Oltre ai trattamenti ambulatoriali, nell’Azienda Sanitaria è attivo anche il programma del Centro Alcologico diurno. Questa struttura, commenta la dottoressa Antonella Manfredi direttore area dipendenze AUSL Toscana centro, ospita utenti che pur effettuando un programma di trattamento nei servizi territoriali, non riescono ad ottenere una stabile astinenza dall’uso di sostanza alcoliche o pazienti che dopo un ricovero in urgenza vengono inviati per consolidare la raggiunta sobrietà e per l’attivazione di un programma riabilitativo. Nel 2016 il Centro ha ospitato 64 pazienti per 1.379 giornate di permanenza. Il Centro di consulenza alcologica fornisce anche un supporto alla commissione medico legale patenti di guida per coloro che hanno violato il Nuovo Codice della Strada.

 

TG24

Roccasecca – Aggredisce la madre per soldi, 55enne in manette

27 aprile - Aggredisce la mamma dopo il rifiuto di consegnargli i soldi per comprare bevande alcoliche, arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.

I fatti risalgono alla tarda serata di martedì, quando il 55enne, stando alla ricostruzione dei carabinieri, ha aggredito la madre per avere dei soldi. Quello, a quanto pare, era solo l’ultimo episodio di violenza nei confronti dell’anziana madre che nell’occasione si è rifugiata da alcuni vicini. I Carabinieri, arrivati nei pressi della loro abitazione, hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato.

I militari diretti dal luogotenente Donato Bottone hanno ricostruito l’accaduto e accertato che l’uomo avrebbe tentato di estorcere con violenza del denaro all’anziana madre per acquistate alcool. Il magistrato di turno alla Procura di Cassino, il dottor Roberto Bulgarini Nomi, informato dell’accaduto ne ha disposto il trasferimento in carcere in attesa dell’interrogatorio e la convalida.

L’uomo, questo mattina, assistito dall’avvocato Angelo Natale, comparirà dinanzi al Gip nel carcere di via Sferracavalli.

 

POLIZIA LOCALE.COM

Misurazioni con l’etilometro: calcolo dell’intervallo di cinque minuti

Un uomo condannato per guida in stato di ebbrezza ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo, in particolare, che non sarebbe stata rispettata la distanza temporale minima di 5 minuti fra le due rilevazioni alcolimetriche prevista dall’articolo 379 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada.

In particolare le due misurazioni risultano eseguite la prima alle ore 12:35 (conclusasi alle 12:36) e la seconda alle ore 12:41. Sarebbe quindi impossibile certificare il rispetto dei 5 minuti, non potendo conoscere con certezza i secondi di inizio e fine delle operazioni. (*)

Il parere della corte. I giudici ricordano che l’art. 186 C.d.S., comma 2, non chiarisce se la decorrenza dell’intervallo in questione debba conteggiarsi dal termine della prima misurazione invece che dal suo inizio e, nel silenzio della legge, è logico ritenere che questo debba essere calcolato considerando il momento di inizio della prima misurazione e della seconda, o il termine di dette misurazioni.

Così facendo si ottengono tempi minimi leciti: 12:35 – 12:41 utilizzando il momento di inizio, 12:56 – 13:01 utilizzando i momenti di fine.

Rilevazione errata? Bastano i sintomi. In ogni caso si ricorda che i dati forniti dalle misurazioni eseguite in modo irrituale possono essere combinati con gli elementi sintomatici eventualmente disponibili e condurre, su tali premesse, all’affermazione di penale responsabilità del conducente.

Nel caso specifico la sentenza dà adeguatamente conto delle manifestazioni sintomatiche dello stato d’ebbrezza (alito vinoso, mancanza di lucidità), testimoniate dagli agenti accertatori.

 

(*) Nota: anche se fosse stato possibile calcolare i secondi, sarebbe rimasto poi il dubbio sui decimi di secondo, e via dicendo. E' un problema che si era già posto il filosofo Zenone, descrivendolo con il paradosso della corsa tra la tartaruga e Achille. Gli avvocati fanno il loro mestiere, ma spiace vedere che c'è molto più impegno nel difendere i torti che i diritti.

 

IL MESSAGGERO

Usa, il bimbo di 18 mesi piange: il fidanzato ubriaco della madre lo prende a calci e lo uccide (*)

Usa, bimbo di 18 mesi ucciso dal fidanzato ubriaco della madre. I medici: «Lesioni paragonabili a un incidente d'auto»

di Federica Macagnone

Quella montagna di menzogne non è bastata a coprire la verità. Il piccolo Zachary Tendoy, 18 mesi, non è rimasto ucciso, come aveva raccontato il killer, dopo essere precipitato mentre scavalcava la recinzione del suo box. È stato massacrato nel più violento dei modi da Jesus Adan Castillo, 22enne compagno della madre, nella loro casa di Blackfoot, in Idaho: l'uomo, che quella sera si era sbronzato, non sopportava più il pianto del bimbo e lo ha tempestato di calci, finendo per ucciderlo.

Era il 23 marzo e Jesus era a casa insieme alla madre del piccolo: avevano bevuto e si erano ubriacati. La donna poi era andata a letto e Zachary era rimasto sotto la supervisione del compagno. Il pianto ininterrotto del bimbo, però, ha fatto scatenare tutta la rabbia repressa dell'uomo che lo ha letteralmente massacrato. Solo alle 4 di notte, quando il piccolo ha smesso di respirare, è stata chiamata un'ambulanza: è stato trasportato al Bingham Memorial Hospital dove i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Da quel momento Jesus ha cercato in tutti i modi di nascondere lo scempio che aveva commesso raccontando alla polizia che il piccolo era caduto dopo aver tentato di scavalcare la recinzione del box. In realtà quello che Zachary aveva dovuto subire è stato un vero e proprio massacro: dall'autopsia è emerso che aveva diverse fratture al cranio, danni al cervello, una grave lesione all'addome e una serie di fratture sul corpo. «Era come se fosse morto in seguito a un incidente d'auto, con una vettura che doveva essersi schiantata a 110 chilometri orari per provocare danni di tale portata» hanno detto i medici del Bingham Memorial Hospital.

Di fronte all'evidenza Jesus ha detto di aver dato uno spintone al bimbo che non voleva calmarsi nemmeno dopo un biberon di latte. Ma c'era molto di più: dopo ore di interrogatorio l'uomo è crollato rivelando i dettagli del feroce attacco. È vero che Zachary ha tentato di “evadere” dal box, ed effettivamente l'uomo lo ha trovato a terra incosciente, ma quella era solo una parte della verità.

Jesus è stato arrestato ed è rinchiuso nella prigione della contea di Bingham con una cauzione fissata a un milione di dollari: adesso rischia di passare il resto della sua vita dietro le sbarre.

 

(*) Nota: basta una notizia come questa all'anno a far pendere la bilancia dei costi/benefici degli alcolici a favore di chi lotta per la riduzione del consumo di alcolici.

 

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