Rassegna del 28 Ottobre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

ORMAI E’ RISAPUTO CHE ANCHE A PICCOLE DOSI LE BEVANDE ALCOLICHE SONO A RISCHIO PER ALMENO SETTE TIPI DI CANCRO.

TUMORI, 8 ITALIANI SU 10 HANNO COMPORTAMENTI A RISCHIO

Venerdì 28 Ottobre 2016, 13:58

Italiani bocciati in prevenzione contro il cancro. Quasi 8 su 10 seguono almeno un comportamento a rischio, tra fumo, alimentazione sbagliata, sedentarietà e eccessivo consumo di alcol. Per spiegare gli stili di vita sani e l'importanza degli screening, il primo Festival della Prevenzione in Oncologia porterà medici specialisti nelle piazze di undici città italiane.

L'iniziativa è stata annunciata oggi in occasione dell'apertura, a Roma, del XVIII Congresso nazionale dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Molti studi hanno dimostrato che il 40% dei tumori può essere evitato con uno stile di vita sano, ma con solo il 4,2% della spesa sanitaria desinata alla prevenzione, l'Italia si colloca negli ultimi posti fra i 34 Paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD) per gli investimenti in questo settore.

La conseguenza è che il 22% degli italiani fuma, il 45% della popolazione è in eccesso di peso, quasi il 16% consuma alcol in modo eccessivo e oltre 23 milioni (40% della popolazione di 3 anni e più) non praticano attività fisica. Di qui l'idea di portare la prevenzione in piazza, con una manifestazione itinerante che, a bordo di un motorhome, toccherà, a partire da novembre, 11 città con eventi che dureranno tre giorni. Non mancheranno incontri nei centri anziani e lezioni nelle scuole per spiegare il ruolo della prevenzione nelle diverse fasce di età. Saranno inoltre organizzate passeggiate della salute, coinvolgendo le guide turistiche delle città. «Negli incontri - spiega Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM - giovani oncologi spiegheranno le regole della prevenzione, l'impatto delle nuove armi terapeuti che stanno cambiando la lotta alla malattia nonché l'importanza degli screening».

Oltre agli stili di vita, infatti, prevenire significa anche migliorare l'adesione ai programmi di screening: in Italia nel periodo 2011-2012 solo il 60% delle donne (nella fascia d'età 50-69 anni) ha eseguito la mammografia per la diagnosi precoce del tumore del seno e il 47,1% dei cittadini (50-69 anni) ha effettuato il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce del cancro del colon retto. Mentre solo il 40,8% delle donne fra 25 e 64 anni nel 2012 ha eseguito il Pap test per la diagnosi precoce del tumore del collo dell'utero, di cui nel 2016 si stimano 2.300 nuove diagnosi. «La prevenzione è uno dei settori che fino ad oggi ha subito in maniera più profonda le politiche di razionamento - continua il professor Pinto -. È infatti più facile tagliare gli investimenti a queste iniziative che possono garantire un ritorno solo a distanza di anni. Eppure l'incremento degli investimenti in prevenzione dovrebbe portare a una riduzione del numero di persone da curare».

Un esempio è rappresentato dal melanoma, un tumore della pelle molto aggressivo e piuttosto frequente, che nel 2016 in Italia farà registrare 13.800 nuovi casi. «Se individuato in fase avanzata - sottolinea Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione 'G. Pascalè di Napoli - abbiamo a disposizione armi efficaci. Grazie all'immuno-oncologia, infatti, il 20% dei pazienti colpiti dalla malattia metastatica è vivo a 10 anni dalla diagnosi»

 

ECCO UNO DEI TANTI ARTICOLI CHE AFFERMANO LA PERICOLOSITA’ DEL CONSUMO DI QUALSIASI QUANTITA’ DI BEVANDA ALCOLICA

 

http://www.humanitasalute.it/prevenzione-e-stili-di-vita/49326-cancro-consumo-alcol-fattore-rischio-sette-tipi-tumore-foto-parere-esperto/

CANCRO, IL CONSUMO DI ALCOL È FATTORE DI RISCHIO DI SETTE TIPI DI TUMORE

Il consumo di alcol è uno dei fattori di rischio per l’insorgenza di sette tipi di tumore. E non solo se gli alcolici vengono consumati in quantità molto elevate. È la conclusione di uno studio realizzato da ricercatori della University of Otago (Nuova Zelanda) e pubblicato su Addiction.

Le sette forme di cancro che possono essere causate dal consumo di alcol sono il tumore all’orofaringe, alla laringe, all’esofago, al fegato, al colon e al retto e, infine, alla mammella. Si tratta di un vero e proprio rapporto causa/effetto, sottolinea uno dei ricercatori, non di una semplice associazione tra due variabili.

Il lavoro di ricerca ha rivisto diversi studi epidemiologici pubblicati negli ultimi 10 anni che sostengono l’associazione causale tra il consumo di alcol e il cancro. Tra questi ci sono le ricerche condotte dal World Cancer Research Fund, dall’American Institute for Cancer Research e dallo Iarc di Lione, l’Agenzia internazionale dell’OMS per la Ricerca sul Cancro.

La correlazione è supportata anche da altri elementi: da prove di una relazione dose-risposta (ovvero maggiore è l’apporto di alcol maggiori sono le chance di sviluppare un tumore); da una parziale riduzione del rischio quando il consumo di alcol è ridotto; dalla persistenza dell’associazione tra alcol e tumore anche correggendo i dati con riferimento ad altre variabili che possono mediare questa associazione. Sebbene i rischi maggiori derivino da un forte introito di bevande alcoliche, o una quota significativa di casi di tumore è associata a un apporto di alcol da basso a moderato.

I decessi per cancro attribuibili all’alcol sono stati circa mezzo milione nel 2012, poco meno del 6% dei decessi per cancro al mondo.

Qual è dunque il consiglio per prevenire il rischio di insorgenza di tumore in queste sette sedi?

«Per l’Aicr, l’Istituto americano per la Ricerca sul Cancro, sarebbe meglio non bere alcolici. Per chi lo facesse il consiglio è di limitarne il consumo a due drink standard per l’uomo e uno per le donne al giorno, ad esempio due bicchieri e un bicchiere di vino rispettivamente. E naturalmente anche di non fumare: soprattutto per i tumori del distretto testa-collo il mix tra fumo di sigaretta e consumo di alcolici è davvero pericoloso», risponde la dottoressa Lorenza Rimassa, vice responsabile dell’UO di Oncologia Medica dell’Istituto Clinico Humanitas.

 

INTERESSANTE ARTICOLO CHE SPIEGA ESATTAMENTE  CHE A CORREGGERE LO SQUILIBRIO ORMONALE NON E’ IL VINO ROSSO MA IL RESVERATROLO!

 

http://trend.diariodelweb.it/trend/articolo/?nid=20161027_394252

IL VINO ROSSO FA BENE ALLE DONNE CON SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO?

Gli scienziati sostengono che il resveratrolo può aiutare le donne con la sindrome dell’ovaio policistico, oltre che chi ha il diabete. Ma il vino contiene comunque alcol, e allora non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

LUIGI MONDO

27/10/2016

Non passa giorno che un qualche scienziato non trova qualche ‘nuova’ applicazione del tanto nominato resveratrolo, un principio antiossidante che sarebbe contenuto nel vino rosso. Ma, in realtà lo si trova nella buccia dell’uva rossa. Ecco dunque che un nuovo studio suggerisce che proprio il resveratrolo può promuovere la correzione dello squilibrio ormonale che affligge le donne con Pcos o sindrome dell’ovaio policistico.

In vino veritas

Il problema maggiore non è che si parli resveratrolo, ma che quando lo si nomina si parla subito di vino rosso. Come se questo fosse un medicinale. Ma, per quanto possa essere buono al palato e conti milioni di estimatori, è pur sempre una bevanda alcolica. Per cui andrebbe presa per quello che è. Diverso e ricordare che il resveratrolo è contenuto nella buccia dell’uva, per cui se proprio voglio assumerlo per godere delle sue proprietà antiossidanti, allora è meglio farsi un frullato che contenga anche le bucce. E bersi questo. Detto ciò, quello che hanno scoperto i ricercatori nel loro studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, è che il resveratrolo è in grado di ripristinare i livelli di estrogeni femminili. Utile quindi in caso di Pcos, che è una delle principali cause di infertilità nelle donne.

Testosterone addio

«Il nostro studio – spiega il dottor Antoni Duleba, principale autore dello studio – è il primo studio clinico che ha trovato come il resveratrolo riduce significativamente i livelli di testosterone e deidroepiandrosterone solfato (DHEAS), un altro ormone che il corpo può convertire in testosterone, nelle pazienti con PCOS. Questo integratore nutrizionale può aiutare a moderare lo squilibrio ormonale che è una delle caratteristiche centrali della PCOS».

Antiossidante

Il resveratrolo fa parte di un gruppo di composti chiamati polifenoli, noti per agire come antiossidanti. Gli effetti benefici sugli ormoni sono stati verificati su campioni di sangue di 30 donne con PCOS. I test hanno rivelato che i livelli di testosterone totale sono diminuiti del 23,1% nel gruppo sperimentale, mentre sono aumentati del 2,9% nel gruppo placebo. Ma il bello è che oltre a regolare gli squilibri ormonali, il resveratrolo può aiutare nel trattamento del diabete impedendo l’insulino-resistenza. «I risultati suggeriscono resveratrolo in grado di migliorare la capacità del corpo di utilizzare l’insulina e potenzialmente ridurre il rischio di sviluppare il diabete – conclude Duleba – Il supplemento può essere in grado di contribuire a ridurre il rischio di problemi metabolici comuni nelle donne con PCOS».

 

SI GUADAGNEREBBE IN SALUTE!

 

http://news.fidelityhouse.eu/economia/manovra-finanziaria-rischio-di-aumenti-accise-su-benzina-alcol-e-tabacco-239684.html

MANOVRA FINANZIARIA: RISCHIO DI AUMENTI ACCISE SU BENZINA, ALCOL E TABACCO

Nuove sorprese nella manovra finanziaria del governo Renzi: spuntano le “clausole di salvaguardia”. Rischio di aumenti delle accise su benzina e IVA, alcol e tabacco

ECONOMIA E FINANZA

Pubblicato il 28 OTTOBRE 2016, alle ore 09:23

La nuova manovra finanziaria 2017 del governo Renzi, porta in grembo una nuova sorpresa. Il rischio di vari aumenti dalle accise sulla benzina e IVA, alcol e sigarette, previsti per il 10 settembre 2017. Spuntano le “clausole di salvaguardia”, alle quali siamo ormai abituati avendole subite nelle passate manovre finanziarie.

La realtà è palese: se al Governo non sono concessi i finanziamenti richiesti nei tempi e nelle date prestabilite, purtroppo, fa scattare gli aumenti inevitabili delle tasse.

La clausola di salvaguardia riguarda nello specifico le entrate calcolate dalla “volutary disclosure”. Infatti, se le entrate dovessero essere inferiori ai 1,6 miliardi di euro, scatterebbero vari aumenti dalle accise sulla benzina, all’IVA (imposta sui consumi), alcol e tabacco per circa 800 milioni. La previsione riguarda anche i tagli ai ministeri per le restanti 800 milioni.

Comunque, anche se tutto filasse liscio e le “clausole di salvaguardia” fossero rinviate, è da considerare che gli 800 milioni sarebbero solo briciole. Visto che tutti i consumatori dovranno affrontare gli aumenti dell’IVA previsti per il 2018. Il rialzo dell’aliquota IVA è previsto nella misura più alta dal 22% al 25% mentre quella intermedia dal 10% al 13% per un gettito totale di circa 19,8 miliardi.

Resta in bilico un ulteriore aumento per l’anno successivo dello 0.9% sempre relativo all’IVA. Un triennio 2017–2019 in cui saranno implicati circa 25 miliardi di euro.

Non ci resta che sperare che i commissari europei ci consentano di usufruire della flessibilità fiscale. Le previsioni tra un anno saranno critiche per chiunque, anche per il governo in quanto dovrebbe approvare tagli alla spesa per circa 20 miliardi, solo allo scopo di evitare gli aumenti dell’IVA.

Considerando che il 2018 sarà un anno elettorale, nessuna coalizione sarà disposta ad attuare misure di austerità. Infatti, per tali motivi risulterebbe abbastanza impopolare consentire gli aumenti d’IVA e accise sul carburante. Purtroppo, è da considerare che tali aumenti si possono verificare se Bruxelles prendesse in considerazione di non avallare più la flessibilità fiscale.

 

NELLE DISCOTECHE DI IBIZA (MA ANCHE IN ITALIA) CALA L'ALCOL A FAVORE DELL'ACQUA. NON È UNA BELLA NOTIZIA: È SOLO IL MODO PIÙ ECONOMICO E VELOCE PER ASSUMERE LE DROGHE

 

http://www.iodonna.it/attualita/in-primo-piano/2016/10/27/sballo-in-discoteca-ora-drogarsi-costa-meno-che-bere/?refresh_ce-cp

SBALLO IN DISCOTECA: ORA DROGARSI COSTA MENO CHE BERE

27 ottobre 2016

di NICOLA DI TURI

Sballo in discoteca: ora drogarsi costa meno che bere

Biglietti gratuiti per chi non ne fa uso. Rinvii ai centri di recupero, anziché arresti. Droga e alcol continuano a rappresentare la piaga delle discoteche. Rispetto alla repressione fine a se stessa, però, cominciano a farsi strada politiche attive in stile anglosassone. «L’idea è rendere convenienti comportamenti virtuosi. E non pretendere che vengano adottati per mezzo della repressione», spiega a Io donna Domenico Cortese, tossicologo e psichiatra. «Gli episodi ormai sono ricorrenti. È successo anche che giovani che avevano fatto uso di stupefacenti, anziché finire in arresto, venissero quasi costretti a curarsi, seguendo un percorso di recupero», ragiona Cortese.

Del resto bastava ascoltare la canzone dell’estate, per capire che qualcosa stava cambiando. «Andiamo a comandare. Sboccio acqua minerale», cantava Rovazzi. Acqua? Sì, acqua. In disco, ormai, non si vende più un goccio d’alcol. E a farla da padrona è l’acqua. Ibiza, al solito, detta la linea (dove arriva a costare anche 27 euro al litro, mentre nei locali di grido italiani qualche euro di meno). Dal Pacha all’Ushuaia, passando per l’Amnesia e lo Space, l’isola delle Baleari ha registrato il tutto esaurito anche quest’anno. Dalle aperture di fine maggio, alle chiusure d’inizio ottobre, in migliaia hanno riempito i templi dell’elettronica. Bastava avvicinarsi al bancone del bar, però, per accorgersi che qualcosa stava cambiando. Il rullo continuo degli scontrini sanciva la fine di un’epoca. Le bottigliette d’acqua hanno sostituito i drink alcolici. La ragione? Al Pacha di Ibiza per un gin&tonic servono 15 euro. All’Amnesia, per un Mojito, bisogna tirare fuori 18 euro. Così l’acqua va a ruba, anche se non proprio a buon mercato.

Una bottiglietta grande quanto una lattina arriva a costare 9 euro. Al litro, fanno 27 euro. Un prezzo che però spaventa pochi, tant’è vero che mentre Carl Cox mette su i dischi dell’ultimo anno allo Space, in tanti agitano la magica bottiglietta blu. Un inedito anelito salutista? Non proprio. L’acqua è essenziale per mandare giù droghe che costano parecchio meno degli alcolici. Con 20 euro si compra mezzo grammo di MD, da sciogliere poi nell’acqua. Sommato alla bottiglietta, fanno 30 euro. «Per un effetto che dura una serata intera», racconta G. Mentre una “pasticchina” Silver, «da mandare giù a metà, per non rischiare» costa non più di 10 euro. Ordinando al bancone anche solo un paio di bevute, invece, parecchi 20enni sforerebbero il budget della serata, già costata 60 euro solo per varcare l’ingresso del locale.

«Sono trent’anni che frequento i più grandi club del mondo, prima da appassionato, poi da deejay. Mi sono sempre divertito senza procurarmi droghe di alcun genere», ribatte Benny Benassi. Dj di Reggio Emilia, Benassi fa la spola tra gli Stati Uniti e Ibiza fin dagli anni Ottanta, firmando alcuni tra i singoli più ballati al mondo e alternandosi alla consolle con, tra gli altri, David Guetta e Bob Sinclair. «Non è necessario assumere droghe per ascoltare elettronica e techno. Del resto, se devo buttare giù qualcosa per divertirmi, forse non mi piace quello che sto facendo», spiega a Io Donna. Eppure le sostanze si assumono proprio per “durare” e “divertirsi” di più. Basta ascoltare i giovani. «Se non prendo qualcosa, con quella musica non mi diverto. E non arrivo al mattino», racconta A.

Se da un lato, paradossalmente, i ragazzi possono apparire perfino consapevoli dei rischi che corrono, dall’altro i genitori possono provare a riconoscere i sintomi dall’assunzione di sostanze. «Le anfetamine non creano dipendenza. Solitamente però sono causa di fenomeni di sonnolenza e forte affaticamento, che appaiono alla fine del weekend. Chi ne fa uso il sabato sera, tende a dormire davvero più del solito la domenica e il lunedì. Un uso saltuario può determinare anche disturbi di memoria, evidenziati dalle risonanze cerebrali. Il cervello dimostra scarsa funzionalità», ragiona Domenico Cortese. Ma è davvero necessario assumere droghe per andare in discoteca? «Criminalizzare la musica e i locali è fuorviante», spiega il tossicologo. «L’assunzione di sostanze è solo un indicatore di disagio. Chi ne avverte la necessità, in realtà mostra carenze psicologiche che hanno a che fare con se stesso».

Eppure l’imperativo sembra uno solo: durare più a lungo. Fino a qualche anno fa, a Ibiza le feste non finivano mai. Dopo un’intera serata nei club più famosi, alle 7 del mattino si correva agli “after”. Si prendeva l’auto e ci si spostava nei locali che davano le feste del mattino, senza soluzione di continuità rispetto alla serata appena conclusa. «Una vera e propria prova di forza, per un fisico già spossato dal ritmo martellante della sera prima. Così anche per arginare il fenomeno dello spaccio, di fatto gli “after” sono stati banditi da Ibiza», spiega Sergio D’Angelo, veterano della consolle. Almeno nelle intenzioni delle autorità, perché in realtà continuano nelle ville private, dove alcuni tra i dj più famosi dell’isola, da Solomun a Carola, si insediano alla consolle anche dopo l’alba. Ritmi davvero elevati, a cui cominciano a dire basta gli stessi artisti. «Annuncio il ritiro dal mio tour. Ho messo troppo da parte me stesso in favore del deejay», ha scritto qualche mese fa la superstar Avicii, in una lettera ai suoi fan. Anziché ordinare un po’ d’acqua al bancone, ha scelto di chiudere la porta di casa. Da dentro.

 

COSA FACCIAMO NOI ADULTI PER IL DISAGIO GIOVANILE? CHI HA INVENTATO IL “RITO DEL CESTELLO”?

 

http://www.milanopost.info/2016/10/28/il-grido-di-alberto-d/

IL GRIDO DI ALBERTO D.

28 ottobre 2016

Matilde Sardiello

Milano 28 Ottobre – Gara di cicchetti di vodka, tequila con limone e sale, bottigliette di ecstasy MdMa e di Lsd (droghe psico-attive). Il trend micidiale del disagio giovanile, output ad una società che non dà risposte, non dà lavoro, non dà certezze. Tensioni accumulate in modo estremo, legate ad una forma di impotenza, alla perdita di speranze.

    Comportamenti che mascherano il dolore di non essere ascoltati, valorizzati, un malessere sintomo di un disagio, come la febbre che segnala la malattia.

    Ed è così che Alberto (nome di fantasia), un giovane studente di 16 anni, cade in coma etilico, vincendo la gara di cicchetto di vodka. Vince la gara e sfiora la morte. Gli amici lo abbandonano sulla strada. Una moto lo investe. Corsa in ospedale in codice rosso. L’inizio di un tunnel senza luce, dove non c’è alternanza tra il giorno e la notte. Un silenzio interrotto da rumori assordanti delle onde elettromagnetiche di bobine racchiuse nei cilindri bui di una risonanza magnetica. Lesione del midollo spinale con tetraplegia, perdita dell’uso degli arti, ….questo il verdetto.

    “ Voglio continuare a correre “  il grido di Alberto, la risposta è il silenzio che domina sovrano, perché tutto è già stato detto.

    I giovani assumono comportamenti trasgressivi per seguire riti e modelli standard del gruppo che portano alla ricerca, spesso fallita, di una dimensione di sé.alcol-a-ayia-napa-a-cipro-693633

In discoteca, sul tavolo del privé, tanta frutta colorata e cestelli di champagne, bottiglie di vodka, lattine di Energy Drink e il cocktail è servito. “I combinati standard”, così li chiamano.

Il rito del cestello che va vuoto e ritorna sempre pieno con un ritmo cadenzato, per 4-5 cestelli fino all’alba.

L’alcool fa male, si sa, ma ancor di più ai giovani perché la quantità degli enzimi (responsabili della metabolizzazione)  è circa la metà che negli adulti. Per metabolizzare un bicchiere di vino (125 ml a 12°) il fegato impiega 2-3 ore. Normalmente il fegato metabolizza circa 6 grammi di alcool in un’ora, la quantità eccedente circola immodificata nell’organismo determinando l’alcolemia (presenza di alcool nel sangue), responsabile degli incidenti stradali spesso mortali. Maggiore è il consumo, maggiore è il rischio, maggiore è il danno . Intanto si continua a ballare per sballare, perdendo la sensazione della soglia di “affaticamento” di quel limite fisiologico che si chiama fatica. Il cuore in una serata di sballo si trova a pompare ad una intensità 4-5 volte maggiore rispetto alle condizioni a riposo, col rischio di aritmie cardiache, ma l’adolescente trasgredisce ogni regola pur di appartenere al gruppo, per non sentirsi emarginato, sballando fino all’alba. E’ una sfida da vincere a tutti i costi e allora si fa ricorso alle bottigliette di MdMa, in gergo “morbidone” perché bevi, sballi, e tutto intorno a te diviene morbido.

Giovani che diventano alieni con sorrisi vuoti, inebetiti da quei minuscoli cristalli da sciogliere in acqua. Droghe del divertimento, droghe terribili, contengono veleno per topi, piombo che si deposita nei reni avvelenando lentamente, poi tutto finisce con il muro della depressione, degli effetti psicotici acuti che portano dallo psichiatra per anni. Intanto fuori l’ambulanza aspetta, perché qualche altro cadrà come Alberto, Alberto che ancora sogna di correre, una parabola che diviene un monito, una preghiera per i giovani che amano sfidare la grande bellezza della vita.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://www.bergamonews.it/2016/10/28/rifiuta-lalcoltest-denuncia-e-sequestro-dellauto-a-un-46enne/237333/

RIFIUTA L’ALCOLTEST, DENUNCIA E SEQUESTRO DELL’AUTO A UN 46ENNE

"No, niente alcol test, mi rifiuto". È la risposta che un 46enne bergamasco ha dato ai carabinieri di Verdello nella sera di giovedì 27 ottobre.

di Redazione –

28 ottobre 2016

 “No, niente alcol test, mi rifiuto”. È la risposta che un 46enne bergamasco ha dato ai carabinieri di Verdello nella sera di giovedì 27 ottobre.

I militari dell’Arma lo hanno così denunciato ed oltre al deferimento penale ed al ritiro immediato della patente di guida, al 46enne è stata sequestrata l’autovettura.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://www.veratv.it/notizia/2016/10/28/0094749/San-Benedetto----Basta-con-lalcol-,-ma-il-barista-viene-aggredito-da-un-ubriaco.aspx

SAN BENEDETTO - "BASTA CON L'ALCOL", MA IL BARISTA VIENE AGGREDITO DA UN UBRIACO

28 ottobre 2016 12:26

"Hai bevuto abbastanza, ma ora basta: non posso più darti da bere". Sono parole come queste, quelle di un barista che prova a far capire ad un cliente che il limite è già stato sorpassato, alla base dell'ultimo episodio di cronaca che ripropone la movida sambenedettese ad una scomoda ribalta. Nella notte tra giovedì e venerdì un 32enne di origini ucraine, nonostante si fosse già dato da fare con l'alcol, ha preso a calci e pugni un barista di un anno più giovane all'interno di un locale di viale Secondo Moretti, vicino piazza Matteotti. Di fronte al diniego dell'operatore ad offrire altre bevande, il 32enne non ci ha visto più e, dopo aver oltrepassato il bancone, si è scagliato contro il barista sferrando calci e pugni. Episodio che ha reso necessario l'intervento dei carabinieri del Nor di San Benedetto: anche per loro, però, calmare l'ubriaco è stata un'impresa complicata. Dopo averlo arrestato i carabinieri hanno portato il 32enne in caserma, in attesa del processo per direttissima. La vittima dell'aggressione è stata medicata al Pronto Soccorso di San Benedetto: per lui una prognosi di una ventina di giorni a causa di diverse contusioni e della lussazione di una spalla. L'ennesimo episodio che ripropone la movida del centro alla ribalta della cronaca.

 

http://www.cdt.ch/svizzera/cronaca/165574/autista-di-camion-ubriaco-fa-danni-nella-citt%C3%A0-vecchia

AUTISTA DI CAMION UBRIACO FA DANNI NELLA CITTÀ VECCHIA

L'uomo nella notte a Soletta ha rovinato la storica porta sull'Hauptgasse e poi ha cercato di fuggire - Aveva il 2,2 per mille di alcol nel sangue

Keystone

28 ottobre 2016

SOLETTA - Un conducente polacco di un autoarticolato ha causato ieri mattina diversi danni materiali nella città vecchia di Soletta e ha poi tentato la fuga. La polizia cantonale l'ha in seguito fermato in autostrada. Aveva il 2,2 per mille di alcol nel sangue (1,1 mg/l), indicano le autorità in una nota odierna.

Lo spericolato conducente verso le 05.45 ha arrecato danni alla cattedrale di Sant'Orso e San Vittore (St. Ursen-Kathedrale) e ha cercato di varcare l'entrata orientale della città vecchia, la Baseltor, ma ha poi imboccato la Hauptgasse. Nella manovra sono state danneggiate sia la storica porta che un lampione. A quel punto, l'uomo alla guida dell'autoarticolato si è allontanato dalla città.

Una pattuglia della polizia cantonale è riuscita però a fermare il veicolo in un'area di sosta autostradale a Deitingen (SO). Dopo aver effettuato il test dell'alcol, gli agenti hanno preso il polacco temporaneamente in custodia. L'uomo ha dovuto pagare una multa nonché un importo per coprire i danni causati.

 

NON C’ERA ANCORA LA LEGGE SULL’OMICIDIO STRADALE

 

http://www.quotidianodipuglia.it/lecce/incidente_auto_scooter_morti_condannato-2049266.html

CON L'AUTO TRAVOLSE UNO SCOOTER E UCCISE DUE GIOVANI: CONDANNATO A 6 ANNI

27 ottobre 2016

E' stato condannato a sei anni il 33enne Jacopo Lorusso, nativo di Bari, che è stato processato con il rito abbreviato per duplice omicidio colposo aggravato. Lorusso è la persona che guidava l'auto che il 20 settembre del 2015, sulla strada tra Melendugno e Torre Dell'Orso, travolse uno scooter con a bordo due ragazzi, uccidendoli entrambi. Uno dei due, Giorgio Sabato, 16 anni, di Nardò, morì sul colpo. L'amico che era con lui, Alex Giuseppe Furio di Copertino, stessa età, morì in ospedale dopo qualche ora di agonia.

Lorusso, nelle indagini effettuate subito dopo l'incidente, fu trovato positivo sia all'alcol che alle sostanze stupefacenti e di conseguenza venne arrestato e posto ai domiciliari.

 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 

http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/ubriaco_esce_di_strada_con_l_auto_montagnana_tasso_di_alcol_cinque_volte_il_limite-2050797.html

UBRIACO, ESCE DI STRADA CON L'AUTO:

TASSO DI ALCOL CINQUE VOLTE IL LIMITE

 Venerdì 28 Ottobre 2016, 13:40

 (F.G.) Nel corso di una serie di controlli coordinati i carabinieri della compagnia di Este hanno pescato due automobilisti che si erano messi alla guida in stato di ebbrezza. Il primo, S.C. di 53 anni, è stato trovato al volante con un tasso alcolemico pari a 2,64: oltre 5 volte il limite consentito dalla legge. L'uomo era uscito di strada a Montagnana e i rilievi sono stati effettuati in seguito al sinistro.

A Este è invece stato fermato G.S., 37 anni, che se ne andava in giro senza patente già ritirata per una violazione analoga - e con 2,32 grammi di alcol per litro di sangue. Entrambi sono stati denunciati a piede libero.

 

http://corrierevicentino.it/territorio/montecchio-maggiore-due-persone-segnalate-grazie-agli-ultimi-controlli-contro-la-guida-in-stato-di-ebbrezza/

MONTECCHIO MAGGIORE: DUE PERSONE SEGNALATE GRAZIE AGLI ULTIMI CONTROLLI CONTRO LA GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

27 ottobre 2016

Lo scorso fine settimana la Polizia Locale dei Castelli ha intensificato i controlli contro la guida in stato di ebbrezza con i seguenti risultati.

Venerdì 21 ottobre alle 21 è stato fermato in via Trieste a Montecchio Maggiore (direzione Altavilla) un tir ungherese che era appena uscito dall’autostrada e il cui autista è risultato in stato di ebbrezza con una concentrazione di alcol nel sangue doppia del consentito. Per gli autotrasportatori in attività lavorativa il limite di alcolemia è zero, mentre nel caso specifico l’etilometro ha rilevato un valore vicino a 1 grammo per litro. Il mezzo pesante è stato dunque fermato in attesa che sopraggiungesse un altro autista idoneo alla guida. Il conducente, un ungherese di 42 anni, è stato colpito da una una sanzione amministrativa di 708 euro per riottenere il mezzo pesante. Inoltre è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente al fine dell’interdizione alla guida in Italia.

Sabato 22 ottobre alle 20.30 in via Madonnetta a Montecchio Maggiore gli agenti hanno notato un’Opel Astra che procedeva a fari spenti e con guida incerta. Il conducente, un sessantenne residente in città, sottoposto all’etilometro è risultato avere un’alcolemia superiore di quasi tre volte il limite consentito di 0.50 g/l. Gli è stata ritirata la patente ed è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vicenza. Rischia un decreto penale di 2500 euro e la sospensione della patente per 6 mesi.

 

http://www.brindisireport.it/cronaca/una-condanna-denuncia-e-segnalazioni-per-droga-a-ostuni-e-carovigno.html

DROGA E GUIDA IN STATO D'EBREZZA: CONDANNA, DENUNCIA E TRE SEGNALAZIONI

Un giovane sconterà in regime di domiciliari la parte residua di una condanna per spaccio. Nei guai quattro persone sorprese con quantitativi di marijuana

28 ottobre 2016 08:14

OSTUNI - La giustizia presenta il conto a un ostunese condannato per dei fatti avvenuti fra il 2006 e il 2008, fra cui lo spaccio di cocaina. Il 31enne A.G. sconterà in regime di domiciliari un residuo di pena pari a due mesi di reclusione, oltre a un anno di sospensione della patente e a un’ammenda di 2mila euro. Proprio la denuncia per guida in stato di ebbrezza che di recente gli era stata inflitta dai poliziotti del locale commissariato ha contribuito al rigetto dell’istanza di ammissione al beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali che il 31enne aveva presentato tramite il suo avvocato.

Sempre gli agenti del commissariato della Città Bianca hanno portato a termine un’attività antidroga conclusasi con una denuncia e tre segnalazioni all’autorità amministrativa. I fatti si sono verificati a Torre Santa Sabina, marina di Carovigno, dove da qualche giorno le forze dell’ordine teneva no d’occhio un’abitazione intorno alla quale avevano notato movimenti sospetti, nei pressi di un locale notturno.

I poliziotti sono entrati in azione dopo aver assistito allo scambio di un involucro fra una persona che era appena uscita dalla casa, e due persone che si trovavano a bordo di una macchina. Il primo è stato fermato prima che potesse rincasare e sottoposto a una perquisizione durante la quale è stata trovata una bustina in plastica, trasparente, chiusa all’estremità, contenente 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, poi, è stato rinvenuto un ulteriore quantitativo di sostanza stupefacente, nella disponibilità di due soggetti.

Il ragazzo sorpreso con la bustina, il 21enne L.D., incensurato, è stato dunque denunciato a piede libero per cessione a terzi di droga. Gli altre tre individui sono stati segnalati all’autorità prefettizia di Brindisi per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti.