Rassegna del 27 Ottobre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 CESDA.NET

University of North Carolina: le aree del cervello coinvolte nelle abbuffate alcoliche

BINGE DRINKING: NUOVI STUDI E RICERCHE DI UN FENOMENO IN CRESCITA

 26-10-2016 - Il Binge Drinking letteralmente “abbuffata alcolica”, è praticato generalmente in occasione di feste o durante il fine settimana, è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti la cui finalità è il rapido raggiungimento dello stato di ebbrezza.

Alcuni ricercatori statunitensi hanno identificato un circuito nel cervello che potrebbe essere manipolato in modo da controllare il desiderio di bere in modo smodato.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Biological Psychiatry, i ricercatori della University of North Carolina a Chapel Hill hanno identificato questo circuito localizzato tra due aree del cervello - l’amigdala estesa e l’area tegmentale ventrale - già collegate in passato per avere uno stretto rapporto con l’alcolismo. Tuttavia, questa è la prima volta che entrambe vengono identificate proprio come un circuito funzionale.

L’amigdala estesa è infatti nota da tempo per la sua risposta all’ansia ed allo stress psicologico tipico nei soggetti che hanno perso un lavoro o una persona cara; mentre l’area ventrale tegmentale risponde alle proprietà gratificanti indotte dal cibo, incluso l’alcol.

La ricerca dimostra che l’alcol – fattore di stress fisiologico – attivi i neuroni nell’amigdala estesa, innescando di conseguenza l’area tegmentale ventrale. Le osservazioni sui topi hanno di fatto dimostrato che, nel momento dell’assunzione di alcol, l’amigdala estesa impatti in modo significativo sulla zona ventrale tegmentale promuovendo la voglia di continuare a bere. Lo “spegnimento” di questo circuito potrebbe in sostanza ridurre questo fenomeno.

Todd Thiele, del dipartimento di UNC-Chapel Hill di psicologia e neuroscienze, spiega di essere arrivato ora a comprendere maggiormente il funzionamento di queste regioni del cervello e di come la modulazione di stress e ricompensa siano parte di un circuito funzionale che controlla il binge drinking: manipolando il sistema CRF, l’ormone di rilascio della corticotropina, aprirà nuove vie per il suo trattamento. Thiele è infatti convinto che questi risultati potranno aiutare a scoprire terapie efficaci atte ad impedire in futuro la dipendenza all’alcol, soprattutto nella fase di adolescenza in cui la probabilità di diventare alcolista-dipendente è molto più alta.

Si definisce binge drinking – ricordano dalla Bicocca – l’assunzione consecutiva di più di 5 bevande alcoliche per gli uomini e 4 per le donne.

L’efficacia del nuovo “guardiano digitale” è stata dimostrata in uno studio pubblicato sul Journal of Adolescent Health, che ha coinvolto 507 giovani tra i 18 e i 24 anni (264 donne e 243 uomini), reclutati vicino a pub, discoteche e aree concertistiche dell’area metropolitana di Milano.

Tra le domande proposte dall’app, il rapporto con alcol, fumo e droghe a livello personale e nella propria cerchia di amici, l’età in cui si è iniziato a fare uso di alcol e altre sostanze, il successo negli studi, l’attività lavorativa svolta, il background familiare e sociale, le convinzioni riguardo agli effetti, anche sociali, prodotti dall’uso dell’alcol.

Sulla base delle risposte, combinando i pesi relativi dei fattori correlati al binge drinking, derivanti dalla meta-analisi, attraverso un’equazione di stima del rischio, si è ottenuto un unico punteggio complessivo e sono stati individuati tre livelli di rischio: basso (0-43%), moderato (43.1-82%), alto (82.1-100%). Dopo 2 settimane è stato fatto ripetere il test, ed eseguendo lo stesso calcolo è emerso che il fenomeno del binge drinking tra i partecipanti si è più che dimezzato, passando dal 37% al 18%.

 IL GIORNALE DI BRESCIA

Vietato vendere cibo e alcolici da asporto dalle 20.30 alle 7

VALSABBIA, 26 ott 2016 - Il centro di Gavardo come il quartiere del Carmine in città con un'ordinanza del sindaco che prova a limitare il degrado vietando la vendita di alcolici da asporto nelle ore serali e notturne. 

Dopo decine e decine di reclami, esposti e lettere di protesta che testimoniano come i residenti nel centro storico della cittadina non ne possano davvero più di rumori molesti, schiamazzi, anche a tarda ora, per non parlare della sporcizia e dei rifiuti abbandonati per strada, arriva una presa di posizione del Municipio.

 Una situazione intollerabile, cui l’amministrazione prova a porre rimedio con una serie di provvedimenti, inseriti nel regolamento di polizia municipale e approvati in questi giorni dal Consiglio comunale.

 «Molti problemi - sottolinea il sindaco, Emanuele Vezzola - nascono dall’impossibilità di intervenire sull’orario di apertura degli esercizi pubblici, orario che, come si sa, è stato liberalizzato per legge. Noi vogliamo almeno creare i presupposti per una futura regolarizzazione». Le varianti al regolamento approvate prevedono, tra l’altro, che il sindaco, «al fine di tutelare l’ordine, la sicurezza e la quiete», possa con ordinanza «imporre fasce orarie di chiusura degli esercizi pubblici, commerciali, artigianali e di servizio, compresi i circoli privati autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande», con una sanzione per il gestore, in caso di violazione, fino a 1.000 euro.

 Inoltre «non possono esercitarsi attività lavorative fonti di inquinamento acustico tra le 20 e le 7» e, una volta accertato il verificarsi dell’inquinamento, il sindaco può ordinare «il ricorso temporaneo a forme di contenimento o d’abbattimento dei rumori, inclusa la chiusura parziale o totale dell’attività».

Limiti vengono poi definiti per quanto riguarda le bevande e i cibi da asporto. Dalle 20.30 alle 7 del giorno successivo è vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e quella di ogni altro cibo o bevanda in contenitori di vetro, carta, cartone, plastica o metallo, anche attraverso i distributori automatici (a eccezione di quelli dell’acqua e del latte). Pure in questo caso la violazione può costare cara, ossia fino a 1.000 euro di multa.

 LA GAZZETTA DI MANTOVA

Assalito da un ubriaco. Protesta un infermiere

Zuffe tra senzatetto, urla e piazzate tra pronto soccorso e hall dell’ospedale, aggressioni al personale da parte di ubriachi e malati psichici. Un infermiere in una lettera: «Esigo di essere tutelato dall’azienda per cui lavoro» 

MANTOVA, 27 ottobre 2016 - Zuffe tra senzatetto, urla e piazzate tra pronto soccorso e hall dell’ospedale, aggressioni al personale da parte di ubriachi e malati psichici. Succede spesso al Poma. E altrettanto spesso, al di fuori degli orari in cui è presente il personale del posto di polizia, non c’è controllo. A farlo presente, con un’email a colleghi e vertici dell’ospedale, è un infermiere dopo l’ultimo episodio di aggressione subita da parte di un alcolista al pronto soccorso. «Esigo di essere tutelato dall’azienda per cui lavoro» è la conclusione della sua lettera. L’episodio che ha scatenato la protesta risale a lunedì sera attorno alle 20.

L’aggressore è un frequentatore abituale del pronto soccorso. Sbronzo, è entrato nell’area triage. «Ti sgozzo, ti uccido...» ha detto puntando l’infermiere. «L’ho bloccato per i polsi, lui mi sferrava ginocchiate che ho deviato – continua il racconto – alla fine sono stato costretto a placcarlo in attesa delle guardie... Un infermiere però non dovrebbe occuparsi di questo. Più volte è stata chiesta una guardia fissa al pronto soccorso ma la richiesta è rimasta inascoltata». Cos’è cambiato dopo questo episodio?. Nulla. L’ubriacone si è riaccomodato sulla barella e un suo sodale ha provveduto a trafugare dagli ambienti interni un lenzuolo e una coperta».

 TARGATOCN

Denunciato cinque volte perchè ubriaco alla guida: macedone finisce in carcere

I carabinieri hanno arrestato tre pregiudicati. Tra loro un pugliese, residente a Morozzo, per ricettazione

Negli ultimi giorni i carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo hanno svolto una serie di specifiche attività investigative tese al rintraccio e cattura di tre soggetti, tutti pregiudicati, destinatari di altrettanti provvedimenti cautelari emessi a loro carico dall’Autorità Giudiziaria per vari reati. Nel dettaglio:

CARAGLIO, i carabinieri della locale Stazione hanno sorpreso il 25enne pregiudicato torinese C.S. per ben due volte nello stesso giorno all’esterno della comunità di recupero per tossicodipendenti del luogo al cui interno aveva l’obbligo di permanere, senza allontanarsi, in quanto sottoposto al regime degli arresti domiciliari su ordine della Procura della Repubblica di Torino da aprile 2016. All’epoca il giovane venne arrestato dalla polizia del capoluogo piemontese contro cui si scagliò durante il furto di una biciletta cagionando anche lesioni agli agenti. Poi il trasferimento in comunità ed ora per lui si sono aperte le porte del carcere di Cuneo con l’accusa di evasione.

SANTO STEFANO BELBO, i militari della locale Stazione hanno arrestato il manovale macedone 49enne A.M. L’uomo, che stava scontando una misura alternativa al carcere per una serie di reati tra cui cinque procedimenti penali per abuso di alcool alla guida, ha violato le prescrizioni a cui avrebbe dovuto attenersi ed i carabinieri hanno informato la Procura della Repubblica di Asti. Ora, per quelle violazioni, dovrà scontare un residuo pena di due mesi nel carcere di Asti, dove è stato condotto, proprio per il reato di guida in stato d’ebbrezza alcolica. 

(…) 

 BLITZQUOTIDIANO

Ulm, campanile più alto del mondo rovinato da.. urina ubriachi 

Pubblicato il 27 ottobre 2016 

di Redazione Blitz

ULM – Il campanile più alto del mondo del Duomo di Ulm, grandiosa opera gotica, è ormai eroso dall’urina dei passanti ubriachi. Lo sky-line di Ulm, vicino al Danubio, nella regione del Baden-Württemberg, è dominato dall’imponente campanile alto 161,53 mt, con 768 gradini.

Il campanile, purtroppo è ormai meta di nottambuli ubriachi che sul basamento, urinano con sollievo in barba al divieto. La conseguenza, affermano alcuni agenti, è che l’antica costruzione, ha 200 anni, è stata erosa dai sali e acidi contenuti nelle urine, come riportato in un articolo del Südwest Presse.

Il fenomeno del “wildplinker” (pisc**ta selvaggia), in Germania è diventato un problema non indifferente, al punto che quest’anno la città ha raddoppiato le multe, fino a 100 euro, per chi è sorpreso a urinare in pubblico.

Michel Hilbert, a capo della manutenzione del duomo, al Südwest Presse ha dichiarato che l’ha controllato “per un anno e mezzo e, ancora un volta, è ricoperto di vomito e urina. Vanno rispettate le leggi e l’ordine”. Hilbert ha detto che in vista della stagione dei festival, ci sarà la festa del vino, il mercato di Natale, che si tengono in piazza Münsterplatz, gli organizzatori dovranno fornire servizi igienici pubblici.

Ma “finché circolano tante persone” sarà difficile arginare il problema, dice una portavoce del Comune. La città, ha dichiarato al Südwest Presse, fa molti sforzi per mettere uno stop al fenomeno: aumento delle pattuglie di sorveglianza e lavoro congiunto con gli organizzatori degli eventi ma, ammette che multe più elevate non impediscono la pratica del wildplinker. (*) 

 (*) Nota: il fenomeno del “wildplinker” (pisc**ta selvaggia), è l’ovvia conseguenza del wildverkauf (vendita selvaggia di alcolici). 

 BLITZQUOTIDIANO

Russia 2018: per gli hooligans inglesi Putin riapre le “prigioni degli ubriachi”?

Pubblicato il 26 ottobre 2016 

di Edoardo Greco

Per i mondiali di Russia 2018 Putin potrebbe riaprire le “prigioni degli ubriachi”, pronte ad ospitare gli hooligans inglesi che dovessero dare in escandescenze, esaltati dai fiumi di birra e dalla rivalità con gli hooligans russi, che invece praticano uno stile di vita sano, perfetto per andare a pestare migliaia di britannici come è successo a Marsiglia prima durante e dopo Inghilterra-Russia, partita degli europei di Francia 2016.

Da quel pomeriggio di giugno i russi e la Russia continuano ad eccitare la già fervida fantasia dei tabloid inglesi. Il “Daily Mail” già guarda a cosa potrebbe succedere durante i mondiali di calcio di Russia 2018, e citando lo psichiatra Yevgeny Bryun, capo della divisione antidroga del ministero della Salute russo, paventa la riapertura delle “prigioni degli ubriachi”, uno strumento con cui l’Unione sovietica contrastava la piaga dell’alcolismo. Yevgeny Bryun era quello che quattro anni fa aveva dichiarato che, se in Russia c’era un problema di droga, la colpa era dei Beatles.

Queste prigioni, chiamate con un eufemismo “case di riflessione” o “stanze di contenimento”, erano dei luoghi in cui gli ubriachi venivano portati, raccolti per strada come l’accalappiacani fa con i cani randagi, e poi spogliati e legati ai letti finché non sparivano gli effetti dell’alcol e tornavano sobri.

Secondo il ministro della Salute russo Veronika Skvortsova, 56 anni, era un sistema speciale per “mettere in sicurezza gli ubriachi” ed evitare che “morissero assiderati in strada”. In realtà le preoccupazioni per la salute dei reclusi non erano prioritarie in quelle prigioni, se è vero che i testimoni hanno raccontato di esser rimasti in stanze fatiscenti con un solo lenzuolo come coperta (in Russia, per chi non lo sapesse, fa freddino), con la polizia che sparava acqua fredda addosso ai detenuti, spesso legati a delle sedie quando davano fastidio e lasciati senza assistenza medica anche se posti sotto la continua sorveglianza poliziesca.