Rassegna del 18 Ottobre 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

ANSA

15enne di Boscoreale ricoverata in coma etilico, fuori pericolo

Ha trascorso tutta la notte in coma a causa dell’assunzione di superalcolici durante la notte di ieri. Una quindicenne di Boscoreale ha rischiato la vita.

Per fortuna, da qualche ora la ragazza è già fuori pericolo, uscita dal coma etilico grazie alle cure dei sanitari del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, diretto dal primario Aniello De Nicola.

La ragazza è stata trasportata, in condizioni critiche, alle due di questa notte dai sanitari del servizio 118, chiamati a intervenire dagli amici della ragazza, un gruppo di minorenni con i quali avrebbero consumato gli alcolici. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato di Pompei, diretti dal vicequestore Angelo Lamanna.

La ragazza è stata trovata esanime in via Aldo Moro a Pompei, e i suoi amici non hanno fornito finora elementi utili a ricostruire come e quando il gruppo di giovanissimi ha raggiunto Pompei da Boscoreale. (ANSA)

 

IL SOLE 24 ORE

Dal governo

Alcol e droghe sul lavoro, alla Stato-Regioni le nuove regole di prevenzione degli incidenti

È pronto a passare all’esame della Stato-Regioni il provvedimento quadro con le nuove regole di prevenzione degli incidenti sul luogo di lavoro correlati all’uso e abuso di alcol e stupefacenti. Per evitare infortuni è necessario che il datore di lavoro metta in atto misure di sorveglianza sanitaria. Il documento elenca le categorie di lavoratori ai quali è vietato assumere alcolici e sostanze stupefacenti durante l'orario di lavoro. Va da sé che la tracciabilità delle droghe nella saliva è nettamente inferiore, in termini di tempo, rispetto alle urine. Il limite per l'alcol è fissato allo 0,3 g/l. (*)

Le aziende dovranno fare informazione ai lavoratori e mettere a disposizione dei (ma non c’è obbligo) test rapidi per il tasso alcolemico e attivare i controlli per mezzo del medico competente.

 

(*) Nota: sarebbe interessante conoscere il motivo del passaggio tra l’obbligo di alcolemia 0,0 e l’obbligo di alcolemia 0,3. Almeno il motivo ufficiale, non quelli che possiamo ipotizzare noi.

Ad ogni modo il documento non è ancora passato all’esame della Stato-Regioni, fanno ancora in tempo a rimediare.

 

PERUGIA TODAY

"Non sapete chi sono io": sfida gli agenti per non fare l'alcol test e finisce a processo

Denunciato a piede libero per essersi rifiutato di sottoporsi all'alcol test, inveisce contro gli agenti millantando "amicizie importanti in polizia".

Per l'uomo però si è aperto un procedimento penale

V.S.

Una semplice richiesta di soccorso stradale si è trasformata in una denuncia a piede libero per un uomo, residente fuori regione, finito a processo dopo essersi rifiutato di fare l'alcol test. I fatti risalgono al 2012; lungo il raccordo Perugia Bettolle, intorno alle 4.30 di mattina, giunge una segnalazione alla polizia stradale per un auto in panne.

Gli agenti, giunti sul posto, trovano una macchina di grossa cilindrata, ferma tra la corsia d’emergenza e quella di normale scorrimento, con il conducente all’interno, intento a far ripartire l’auto. Spiega subito di aver finito la benzina, frattanto arrivano alcune persone con una tanica in suo soccorso. La polizia cerca di accertare le condizioni dell’uomo tramite alcol test; al primo esame risulta positivo e decidono di sottoporlo ad ulteriore test per verificare il tasso alcolico. Ma l’uomo-secondo quanto raccontato oggi in aula- inizia a cambiar atteggiamento, da calmo a collaborativo fino ad irritabile e astioso, rifiutando di sottostare all’obbligo del test per verificare se il tasso di alcol fosse stato nei limiti consentiti per legge.

Ma non finisce qui perché oltre al diniego, l’uomo avrebbe iniziato ad inveire contro gli agenti, millantando amicizie in polizia e minacciandoli di stare attenti: “Voi non sapete chi sono io, vi faccio un c..lo così”. E ancora: "Ti denuncio tramite carta stampata, ho amici giornalisti". 

All’uomo viene ritirata la patente, multato in quanto l’auto in panne non era stata adeguatamente segnalata come richiesto dal codice del strada e denunciato a piede libero.

Al fine ti togliere la macchina dalla strada, anche gli altri amici, giunti con la tanica di benzina a seguito di un passaggio, vengono sottoposti all’alcol test, anche loro positivi e quindi non idonei per guidare (*). Oggi l'ascolto in aula dei teste, il giudice ha fissato l’udienza per l’esame imputato al 13 aprile 2017. 

 

(*) Nota: chissà se gli “amici giornalisti” era questi qua.

 

VENEZIA TODAY

Uscita di strada e schianto, nel sangue un tasso alcolico 6 volte oltre il limite: denunciata

Sono giunti i risultati delle analisi effettuate su una ecuadoregna soccorsa a San Donà il 30 settembre. Con lei c'era il compagno, entrambi sono rimasti lievemente feriti

Completamente ubriaca, molto di più di quanto i carabinieri avessero inizialmente sospettato: sono giunti martedì gli esiti dal laboratorio di igiene ambientale e tossicologia sul prelievo di sangue effettuato ad una donna che il 30 settembre si era resa responsabile di un incidente stradale con ferito a San Donà di Piave. La conducente (40enne ecuadoregna residente a Musile di Piave) stava percorrendo via San Pio X provenendo da Jesolo, quando ha perso il controllo dell'auto finendo fuori strada, colpendo un segnale stradale e finendo poi nel fossato a lato carreggiata contro la spalla in cemento di accesso ad un’abitazione.

Sul posto, oltre ad un equipaggio del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di San Donà, erano dovuti intervenite anche un’autoambulanza del Suem 118 ed i vigili del fuoco di Jesolo. A bordo del veicolo, oltre alla donna, c'era il compagno di origini romene di 35 anni: entrambi sono stati trasportati feriti ma non in gravi condizioni al pronto soccorso. Subito era stato chiaro che la donna si trovasse in grave stato di alterazione psicofisica per l’assunzione di qualche sostanza alcolica, e quindi i militari avevano chiesto l'analisi dei campioni di sangue prelevati.

Arrivati i risultati, ecco la sorpresa: alla donna è stato riscontrato un tasso alcolico nel sangue di 3,50 grammi per litro, 6 volte superiore al consentito. (*) I carabinieri della locale compagnia, oltre a procedere ai sensi dell’articolo 186 del codice della strada per guida in stato di ebbrezza, procederanno anche alla denuncia per le lesioni stradali causate al compagno trasportato.

 

(*) Nota: 7.

 

LA NAZIONE Lucca

Vendeva vodka ai ragazzini: nei guai l'addetto di un kebab

Scoperto dalla polizia: una bottiglia a quattro quattordicenni

Lucca, 18 ottobre 2016 - Un gesto sconsiderato, che ovviamente poteva avere pesanti conseguenze per la salite di quei ragazzi, minorenni in cerca di una «bravata» che desse una svolta alla loro serata. E’ stato infatti sorpreso mentre stava vendendo a quattro ragazzi di appena 14 anni una bottiglia di vodka ed è stato denunciato. Protagonista dell’episodio l’addetto al bancone di un «kebab» del centro storico, che è stato denunciato a piede libero dagli agenti della divisione di polizia amministrativa sociale ed immigrazione e dell’ufficio prevenzione generale della questura. Il provvedimento della questura è scattato sabato pomeriggio nel corso di un apposito servizio di prevenzione in centro. Agli agenti che si stavano controllando la zona del kebab non sono sfuggiti quei ragazzini che stavano per allontanarsi con una bottiglia di super alcolico, portata via come un trofeo. E hanno subito cercato di chiarire cosa stesse accadendo.

Il controllo della polizia era scattato nel fine settimana proprio perché alla questura erano arrivate varie segnalazioni. Si parlava di uno strano giro di giovanissimi che frequentavano il locale proprio perché sapevano che lì venivano venduti illegalmente alcolici a minori. L’uomo che è stato trovato al bancone deve ora rispondere del reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori. Si stanno anche vagliando testimonianze per eventuali episodi analoghi sempre ai danni di minori in questo e altri locali. Linea dura della questura, soprattutto considerando il preoccupante fenomeno dello «sballo» con super alcolici da parte di tanti ragazzini.

 

CORRIERE DELLE ALPI

Ubriaco e senza patente va a sbattere: è a processo

Il dipendente di una concessionaria si schianta con la macchina del principale.

Il prelievo del sangue dice 3,65, aveva partecipato a una cena in Val Cellina

di Gigi Sosso

LONGARONE. Senza patente si schianta e soffia 3,65. Per la cronaca giudiziaria, era il dipendente di una concessionaria di Longarone e la macchina apparteneva al suo datore di lavoro. La guida senza patente (in vita sua l’uomo aveva conseguito il documento di guida, superando l’esame di teoria e quello di pratica, ma gli era stato ritirato sei anni fa in seguito a un decreto prefettizio) è appena stata depenalizzata, ma c’è comunque una sanzione amministrativa pecuniaria da pagare. La procura della Repubblica gli contesta soprattutto l’appropriazione indebita e l’ipotesi peggiore della guida in stato di ebbrezza: l’incidente è accaduto di notte, nel territorio comunale di Erto Casso.

Succede tutto il 18 novembre 2012. L’uomo lavora ed è anche ospitato nella concessionaria localizzata lungo la statale 51 di Alemagna. Quella sera sale a bordo di una Mazda 323 F e se ne va per motivi personali, secondo l’accusa per niente legati al lavoro.

Non sceglie nemmeno un tragitto molto facile sulla regionale 251, ma soprattuttoesagera con gli alcolici alla cena che lo vedeva tra gli invitati. Quando esce dal ristorante si rimette in strada, pur non essendone in condizioni.

L’orologio batte le 22.25, quando all’altezza di una curva finisce fuori strada, dopo aver perso il controllo dell’autovettura, tra l’altro piuttosto potente. I carabinieri arrivano per i rilievi di legge, ma ci vuole soprattutto l’ambulanza per portarlo all’ospedale e farlo curare. I medici lo sottopongono a un prelievo del sangue, che dà un risultato sbalorditivo: 3,65 grammi per litro. Aveva senz’altro bevuto parecchio, ma soprattutto dovrà difendersi da tre accuse: l’appropriazione indebita della macchina, che era di proprietà del suo principale che non l’aveva autorizzato, la guida senza patente e la guida in stato di ebbrezza.

L’imputato è difeso d’ufficio dall’avvocato Antinucci e nell’udienza di ieri davanti al giudice Cittolin non si è fatto molto: è scattato un rinvio al 7 novembre, quando si comincerà a ricostruire una vicenda che, al di là della drammaticità, ha dei risvolti indubbiamente curiosi. Bisognerà capire il motivo che ha spinto l’imputato a mettersi in viaggio con questa macchina e la scelta di una strada già impegnativa da sobri, figurarsi con delle sostanze alcoliche in corpo.

La concessionaria risulta solo parte offesa. Non si è ancora costituita parte civile, segno che non sarebbe interessata ad avere un risarcimento danni.

 

IL MESSAGGERO Abruzzo

Teramo, ragazza incinta aggredita in strada da un ubriaco: «Guardavano dalle finestre e nessunointerveniva»

Ragazza incinta di 4 mesi aggredita in strada da un ubriaco. «Alcune persone guardavano dalla finestra e non sono intervenute per difendermi» denuncia lei.

E' successo domenica a Teramo, nella frazione di San Nicolò a Tordino. Un uomo sulla quarantina, in evidente stato di ubriachezza, ha iniziato a insultare la donna. Lei era assieme al suo compagno. L'esagitato in sella a uno scooter ha continuato a bersagliare la coppia di improperi. Il partner ha cercato di dissuadere le intenzioni bellicose con le buone ma l'altro ha insistito fino ad alzare la mano che impugnava il casco nei confronti della donna, un atto che poteva preludere ad un colpo.

Tra i due uomini è natata una colluttazione, poi la coppia ha cercato di allontanarsi.L'ubriaco ha iniziato a seguirla verso la piazza principale. Lì il tormentatore continua, lancia improperi ma soprattutto minacce di morte nei confronti della ragazza e si avvicina a lei: a quel punto interviene nuovamente il compagno per proteggerle istintivamente la pancia e si frappone tra i due. Il malintenzionato inizia a strattonarla violentemente provocando alcune ecchimosi al braccio: ricoverata in ospedale i sanitari poi le daranno 15 giorni di prognosi. Anche il compagno ha la peggio (20 giorni di prognosi).        

Lei denuncia il fatto che dalle finestre s’era creato un vasto osservatorio “ma nessuno ha mosso un dito, nessuno è intervenuto”.

 

TORINOGGI.IT

Torino, molesta ragazzine alle giostre, scarcerato perché era ubriaco

Ha adescato due ragazzine alle giostre proponendo loro dei gettoni gratis. Poi le ha palpate e molestate. Ma siccome era ubriaco, il gip di Torino ha ritenuto che potesse essere scarcerato.

Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi a Rivalta, in piazza Gerbidi, dove sono allestite delle giostre. Un 36enne incensurato, di nazionalità rumena, che occasionalmente avrebbe aiutato alcuni giostrai, avvicina una 14enne e l’amichetta 15enne. Entrambe le minorenni stanno giocando a una macchinetta.

Il trentenne prima si avvicina a una delle due e da dietro la tocca nelle parti intime, poi cerca di baciarla sulla bocca invitandola a un appuntamento serale. La fanciulla si difende, prova a tirargli delle gomitate, ma lui insiste con l’altra. Alla fine, ci riprova una seconda volta con tutte e due. “Tesoro vieni con me che giochiamo alla macchinetta”, dice, aggiungendo “fammi sapere per stasera”. E all’altra: “Ciao bella”, afferrandola per la felpa. Con le due ragazze c’è anche un testimone, che vede tutto e la cui testimonianza sarà utile nell’indagine. “La smetti di fare il pedofilo?” dice al molestatore. Le due adolescenti tornano a casa scosse e raccontano tutto ai familiari. I loro padri tornano subito alle giostre per verificare l’accaduto e si rivolgono alle forze dell’ordine per la denuncia, raccolta dai carabinieri di Orbassano. L’inchiesta viene coordinata dal pm Andrea Padalino, che chiede il carcere per l’uomo, fermato per violenza sessuale per averle adescate. Il motivo della necessità della prigione è “il pericolo di fuga”. La difesa è riuscita ad ottenere la scarcerazione dell’uomo, perché, nonostante il gip non ritenga credibili le dichiarazioni del molestatore, reputa che, siccome “è soggetto incensurato e privo di pendenze, il fatto, pur non commendevole, non appare di rilevante gravità ed è stato commesso quando l’uomo si trovava i stato di ubriachezza, con conseguente limitazione della funzionalità dei freni inibitori”. “Non vi sono allo stato – conclude il giudice - elementi per ritenere che la condotta verrà in futuro reiterata. Per tali ragioni al richiesta di misura cautelare dev’essere respinta”. (*)

 

(*) Nota: difficile commentare.

 

PROVINCIA DI BIELLA

Sono dovuti intervenire i carabinieri

Anziano di 84 anni chiude fuori casa la badante ubriaca

La badante era ubriaca e lui l'ha chiusa fuori casa. Il singolare episodio è avvenuto l'altra sera a Occhieppo Superiore. Protagonista un arzillo anziano di 84 anni, stufo di avere tra i piedi un'aiutante che in più di un'occasione avrebbe alzato troppo il gomito. La donna ha 50 anni ed è di origine italiana.

Dentro casa la badante aveva però tutti i suoi effetti personali. E così ha chiamato i carabinieri che giunti sul posto hanno convinto l'anziano ad aprire la porta per fare in modo che la donna potesse recuperare le sue cose.

 

ANSA

Organizzazioni, Senato approvi entro anno Testo unico su vino

Audizione in Senato sul disegno di legge espressione di filiera

ROMA - Per le organizzazioni agricole e vitivinicole il Testo Unico sul Vino, già approvato dalla Camera il 21 settembre scorso e ora al vaglio del Senato, è un provvedimento positivo, molto importante sul piano della semplificazione, che darà spinta al settore. E l'auspicio è che il Senato dia ora l'approvazione definitiva entro l'anno. Queste in sintesi le posizioni delle organizzazioni agricole e vitivinicole audite oggi al Senato. "Il testo unico sul vino é molto positivo perchè abbatte al burocrazia del 50% e valorizza la filiera" - osserva Piergiorgio Quarto, presidente di Coldiretti Basilicata e della giunta nazionale dell'organizzazione agricola, a margine dell'audizione.

"Nel Testo ci sono tutti i principi di semplificazione e altri aspetti che contribuiranno alla crescita e sviluppo del settore" - afferma da parte sua Domenico Bosco, responsabile tecnico settore vitivinicolo di Ue Coop.

"E' un disegno di legge di filiera, unitario e che ha bisogno di tempi celeri perchè le imprese aspettano. Auspichiamo che i tempi di approvazione al Senato siano veloci" - sottolinea Domenico Mastrogiovanni del dipartimento economico della Cia-Agricoltori italiani "Il Testo Unico - osserva il presidente della Federazione nazionale di prodotto vitivinicola di Confagricoltura Andrea Faccio - è stato il frutto di un lavoro intenso durato anni, che ha visto impegnati tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore vitivinicolo, uniti dal comune intento di semplificare, innovare e valorizzare un comparto strategico per il made in Italy". "Rivendichiamo con orgoglio - aggiunge Faccio - che il nostro Paese potrebbe essere presto il primo a dotarsi di uno strumento del genere a livello europeo.

Ora l'auspicio è che il provvedimento venga e approvato definitivamente e nella sua interezza entro la fine dell'anno".