Rassegna del 17 Ottobre 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

IL MATTINO Napoli

Pompei, in coma dopo la serata alcolica

15enne lotta tra la vita e la morte

Una 15enne in coma etilico lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. È un giallo molto intricato su dove la minore e i suoi amici abbiano acquistato la vodka e il whisky e, soprattutto, su dove si sia consumato il dramma.

Gli amici della ragazzina, di Boscoreale, non sanno o, forse, non vogliono fornire agli inquirenti gli elementi utili per una ricostruzione dei fatti. Temono di essere accusati di qualcosa. La giovane è in prognosi riservata nel reparto del nosocomio stabiese diretto da primario, professor Aniello De Nicola. Gli investigatori del commissariato di polizia di Pompei, diretto dal vicequestore aggiunto Angelo Lamanna, hanno acquisito le immagini delle telecamere dei negozi di via Aldo Moro - dove la 15enne è stata soccorsa dal 118 alle due della scorsa notte – per avere dei riscontri sui racconti anomali fatti dai minori interrogati. L’unica certezza è che la ragazza sia andata in coma molto tempo prima rispetto all’allarme lanciato dagli amici.

Probabilmente se il 118 fosse stato chiamato in tempo - da chi era con lei - le condizioni della ragazza ora non desterebbero tali preoccupazioni. 

 

REGIONI.IT

SANITA’, LA REGIONE PIEMONTE CAPOFILA DI UN PROGETTO NAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE E DELLE AZIONI IN TEMA DI ALCOL

Su proposta dell’assessore regionale alla sanità, la Giunta regionale ha approvato l’accordo con il Ministero della Salute per il “Progetto nazionale di valutazione e monitoraggio delle politiche e delle azioni sanitarie e sociali in tema di alcol e problemi alcol correlati.”

Il progetto sarà finanziato dal Ministero della Salute con oltre 89.000 euro: saranno destinati all’Osservatorio regionale delle dipendenze dell’Asl TO3 che gestirà le attività del progetto.

Il Piemonte sarà la Regione capofila del progetto nazionale con l’obiettivo di fornire dati omogenei e misurabili che saranno utilizzati per la redazione della Relazione annuale al Parlamento sui problemi inerenti l’alcol e le patologie alcol correlate.

Gli obiettivi specifici del progetto riguardano, a livello nazionale, la ricognizione dell’offerta dei servizi di alcologia; la ricognizione delle azioni e dei programmi delle Regioni in merito ad alcol e guida, alcol e lavoro, prevenzione (con particolare riferimento alla prevenzione giovanile) (*); la ricognizione normativa, con la raccolta delle disposizioni regionali collegate alla legislazione nazionale e alle linee guida nazionali, e la raccolta delle direttive locali.  

 

(*) Nota: prevenzione giovanile è anche verificare che gli insegnanti dei ragazzi piemontesi vadano sobri a scuola. Si veda in proposito l’articolo successivo…

 

ORIZZONTE SCUOLA

Ancora alcol test per gli insegnanti in Piemonte

Con la creatività che caratterizza un gruppo di zombies i dirigenti scolastici subalpini continuano nell’imposizione degli alcol test agli insegnanti.

Ora è il turno dell’Istituto di Istruzione Superiore Einstein di Torino al cui dirigente riconosciamo solo il merito, a differenza di quella dell’IIS Giulio circa un mese addietro, di aver parlato di estrazione a sorte e non di random.

Questo nonostante, a fine settembre, l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta avesse dichiarato:

“Siamo in attesa del decreto che elimini dalla norma gli insegnanti. Appena sarà pubblicato potremo rivedere la nostra delibera”.

Se questi signori sono, per un verso – ci riferiamo al MIUR ed all’Assessorato Regionale alla Sanità – veloci come il granito nel correggere i loro errori e, per l’altro, ci riferiamo ai dirigenti, fedeli esecutori di ordini dissennati, la CUB Scuola manterrà l’iniziativa contro il business degli alcol test tanto più indecenti quanto più, nel caso dell’Einstein è evidente, ben altro uso del denaro pubblico sarebbe necessario.

Per la CUB Scuola Università Ricerca

Cosimo Scarinzi

 

IL TIRRENO

Movida e caos: in bici o coi carrelli, alcol e birra fredda scorrono a fiumi

A Pisa minimarket obbligati a vendere bottiglie calde mentre in piazza dei Cavalieri dilagano gli abusivi

di Stefano Taglione

PISA. Drin drin. «Buonasera, birra?». Piazza dei Cavalieri, ore 23,45. Bicicletta, campanello e una borsa termica riempita in continuazione. È così che i venditori abusivi infrangono l’ordinanza firmata dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che obbliga i minimarket – dove i prezzi delle bottiglie sono i più bassi – a vendere birra e alcolici a temperatura ambiente.

Siamo di fronte alla Scuola Normale, nel pieno centro della città. Uno dei luoghi più caldi della movida pisana. Non ci sono né bar, né minimarket, ma è il posto più semplice dove ordinare da bere. I commercianti abusivi arrivano da soli, non serve chiamarli. E, inutile dirlo, stracciano la concorrenza: 1,50 euro per una Heineken da 0,33 litri e qualche spicciolo in più per quelle grandi. Per forza: non pagano le tasse. Sono in due, a volte di più. Girano la piazza in sella a biciclette nere con grossi cestini montati davanti. Dentro 15-20 bottiglie e parecchio ghiaccio. Perché la loro birra, a differenza di quella dei locali colpiti dal provvedimento dell’amministrazione di centrosinistra, è fredda. Come se fosse appena uscita dal frigo.

Ma facciamo un passo indietro. Prima di arrivare in piazza dei Cavalieri – dove gli studenti bevono e chiacchierano sugli scalini, per terra o appoggiati alle opere in esposizione dell’artista giapponese Kan Yasuda – siamo andati a vedere se i minimarket stiano rispettando davvero l’ordinanza del sindaco di Pisa. Proprio venerdì scorso le forze dell’ordine hanno sequestrato 500 bottiglie ad esercenti che non si erano messi in regola, mentre per le attività di somministrazione (bar e ristoranti) nulla è cambiato. La loro birra, generalmente più cara, può essere venduta fredda a condizione che venga versata nei bicchieri di plastica. Siamo sul Lungarno, vicino a piazza Garibaldi. Entriamo nel primo punto vendita. «La birra? Sì, ma è calda», afferma un commesso straniero da dietro la cassa. Nel locale, in effetti, nessuno è entrato per prendere da bere e toccando le bottiglie si scopre che effettivamente sono calde. Fra gli scaffali ci sono solo due ragazzi che stanno scegliendo uno shampoo. E nel frattempo, sulle spallette a picco sul fiume, universitari e non si divertono in tranquillità e allegria con bicchieri di plastica e contenitori di vetro, perché comunque – nonostante l’ordinanza lo vieti espressamente, in questo caso dalle 22 alle 6 – il vetro dai negozi non dovrebbe uscire, eppure a noi l’hanno dato.

Un’altra tappa della movida pisana è piazza delle Vettovaglie. Qui ci sono bar, ristoranti, ma anche minimarket. Entriamo in uno di questi. C’è gente che sta comprando la birra. Alcune lattine da 0,33 costano un euro. «È calda. Dobbiamo tenere il frigorifero spento. Lo ha deciso il Comune», così ci spiega un addetto del negozio. Che poi si lamenta per i mancati incassi. «Noi non lavoriamo più. I bar invece sì». Di clienti, comunque, ce ne sono abbastanza. Anche se meno rispetto a quando l’ordinanza del sindaco Pd non era in vigore. Cerchiamo di capire come mai la acquistano lo stesso e il dubbio è presto svelato: il frigo è sì spento, ma molte bottiglie (soprattutto nella parte alta) sono fredde o quantomeno fresche. Forse, mentre il locale era chiuso, gli elettrodomestici sono rimasti accesi. Così ne acquistiamo una. Facendo il giro in altri minimarket, lo scenario non cambia. I frigoriferi sono in funzione solo per acqua, cibo e tutto ciò che rimane di analcolico.

In piazza dei Cavalieri, invece, si beve ancora. È da poco passata l’una e le biciclette sono state sostituite dai carrelli della spesa. Ora i commercianti abusivi (ne contiamo almeno due, sono tutti stranieri) si muovono a gran velocità dalla Normale alla Chiesa di Santo Stefano, quasi come se fossero al supermercato. Stanno cercando clienti e ne trovano parecchi, visto che spesso vengono pacificamente accerchiati. Il tutto accade mentre i cosiddetti “moralizzatori” della Croce Rossa – volontari che in questi fine settimana sono in piazza per sensibilizzare i giovani sui rischi derivanti dall’abuso di alcol – si muovono in mezzo alla folla con dei bicchieri di plastica per versarci il contenuto delle bottiglie per poi buttarle nei cassonetti, da loro posizionati in piazza. Ed è un lavoro continuo, quasi una catena di montaggio. I giovani che comprano dai venditori abusivi, i volontari che travasano la birra e – durante la notte – gli spazzini che svuotano i bidoni. Un meccanismo che sembra funzionare, perché la piazza non è sporca come altre notti, ma che parte da qualcosa di illegale: la vendita abusiva di alcolici. Che porta risparmi ai giovani, ma danneggia tutti gli altri. Il Fisco, ma anche gli stessi commercianti.

 

IL TIRRENO

Bottiglie di alcol fredde nuovo maxi sequestro

Circa cinquecento ritiri nella guerra della “birra calda”: commercianti denunciati

Ennesimo colpo a chi non rispetta il divieto di tenere le bevande nei frigoriferi

PISA. È come svuotare il mare con un secchiello. Al posto dell’acqua, però, c’è la birra. Quella fredda che un’ordinanza del Comune vieta di tenere nei pubblici esercizi inseriti nelle zone “rosse” della movida. Una mossa studiata per scoraggiare l’acquisto della bevanda imposta alla vendita a temperatura ambiente.

Con i sequestri di venerdì sera - circa 500 pezzi - la quota delle birre sequestrate sfiora le 7mila bottiglie (misure sempre confermate dalla Procura) da quando a metà settembre è entrato in vigore il provvedimento del sindaco sulla “birra calda”. Qualcosa di più di una goccia nel mare magnum delle serate alcoliche pisane e un segnale di contrasto che, nelle prescrizioni di Palazzo Gambacorti, durerà fino al 4 dicembre.

Rumore da multa. La task-force schierata dalla prefettura con polizia, carabinieri, Finanza, esercito e vigili urbani non ha solo identificato 15 persone. Nel giro di perlustrazione nei punti caldi a ridosso dei lungarni, il titolare cinese di un minimarket è stato multato con 516 euro per non aver predisposto la relazione tecnica sull'impatto acustico all'ufficio Ambiente del Comune.

Birre “illegali”. Il fronte della caccia alle birre refrigerate si è poi spostato in piazza delle Vettovaglie dove il proprietario bengalese di un kebab è stato colto in fallo: nei frigoriferi sono state trovate 226 bottiglie. Con il sequestro è partita anche la denuncia penale per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità.

Vettovaglie, nucleo pulsante della movida, ha offerto alle forze dell’ordine un altro esercizio commerciale in cui fare accertamenti e che già in passato aveva subìto il sequestro di alcol. La lezione non è servita visto che la task-force ha trovato in frigo 234 bottiglie. Nuovo sequestro con relativa denuncia penale. Spostandosi in Piazza dei Cavalieri in una busta abbandonate sono state trovate 13 bottiglie di alcolici, mentre tre studenti italiani sono stati sanzionati - 100 euro ciascuno - dopo essere stati sorpresi a orinare nei vicoletti.

Il divieto. L’ordinanza del sindaco vieta la detenzione di 24 ore su 24 di «bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema e/o apparecchio di refrigerazione e raffrescamento presso i locali di esercizio delle attività (comprese le aree esterne pertinenziali) allo scopo di venderle in qualsiasi contenitore in tutto il complessivo orario di apertura e per tutto il periodo di durata di validità della presente ordinanza». Per i locali che fanno somministrazione (bar, pub, ristoranti, eccetera) cambia solo che, nel caso in cui cliente voglia portare l'alcolico fuori dall'area del locale (i tavolini esterni ne fanno parte), dovrà essere versato in contenitori di plastica. Resta granitico il no alle birre fredde. Almeno fino al 4 dicembre.

Pietro Barghigiani

 

IL MESSAGGERO

Alcol ai minorenni, chiuso un pub e maxi multa a titolare di 7mila euro

Operazione della Polizia locale di Roma Capitale durante il fine settimana. La Polizia Amministrativa del gruppo Trevi ha operato principalmente contro gli abusivi: un intervento di rilievo è avvenuto sabato all'Isola Tiberina, a Ponte Fabricio. Nonostante la solita presenza di vedette sul posto, gli agenti hanno effettuato 5 sequestri di merce illegale: nel blitz sono state sequestrate borse, portafogli, bigiotteria e abbigliamento. Uno dei venditori, di nazionalità bengalese, è stato anche denunciato per aver resistito alle Forze dell'Ordine. Il totale delle multe elevate per questa operazione è stato di 21000 Euro.

Nella serata di ieri, invece, sono partiti altri controlli presso il Rione Monti, con visita a numerosi locali della «movida» per verifica di licenze e autorizzazioni. In via Leonina una delle attività, molto frequentata dai giovani, è risultata sprovvista di licenza per la somministrazione: in passato il titolare era stato già sanzionato, ed aveva ricevuto una Determinazione Dirigenziale di chiusura, alla quale non aveva ottemperato.

Durante la visita degli agenti è stato accertato che il locale era ancora aperto e operava regolarmente servendo cocktails, bevande e alcoolici, serviti da 7 barman. All'interno è stata accertata anche una vendita non autorizzata di magliette. All'esterno una uomo effettuava il servizio di controllo (buttafuori) senza essere iscritto all'apposito albo: sia lui che il gestore sono stati sanzionati per 1.666 euro. Gli agenti hanno quindi proceduto alla chiusura delle attività, cessando di fatto le vendite e apponendo sigilli sia ai locali che alle strutture. Il totale dei verbali notificati al gestore è di 6826 Euro. (*)

Quattrocento euro di multa e costumi sequestrati. È il risultato dall'operazione dei vigili che hanno fermato quattro «centurioni» mentre svolgevano la propria attività sulla scalinata del Pincio, su viale Gabriele D'Annunzio.

 

(*) Nota: il testo dell’articolo non fa cenno all’illegalità descritta nel titolo. Boh.

 

L’ECO DI BERGAMO

Treviglio, alcolici a ragazzi di 16 anni

Multa salata e sospensione della licenza

Sospensione temporanea della licenza, multa e segnalazione al Comune di Treviglio. Blitz dei carabinieri, in collaborazione con l’ispettorato del lavoro, contro i locali che vendono alcolici a minori.

In un bar della città della Bassa i militari hanno accertato la somministrazione illegale di alcol a ben sette minori di circa 16 anni. Nei confronti della proprietà del locale, oltre che del barman, scatterà così la contestazione penale prevista dall’art. 689 del codice penale in concorso. Verrà altresì effettuata apposita segnalazione al Comune di Treviglio, Autorità Amministrativa competente affinché valuti la sospensione temporanea della licenza come previsto per Legge in questi casi. Rilevata sempre in tale locale l’assenza della cartellonistica antifumo e di divieto di somministrazione alcol a minori. Contestata anche una maxi sanzione di quasi mille euro per una violazione giuslavoristica riguardante un dipendente rintracciato durante il controllo.

In un altro esercizio, invece, oltre a rilevare l’assenza della prevista cartellonistica antifumo ed in materia di alcol, per cui seguiranno apposite sanzioni amministrative pecuniarie, veniva altresì accertata la presenza di un dipendente non regolarizzato durante il precedente periodo di prova. Per tale motivo seguirà una maxi sanzione pecuniaria, eventualmente dimezzabile in caso di assunzione a tempo determinato, per almeno tre mesi, del dipendente in parola. Altri accertamenti in materia di legislazione sociale sono in corso a cura della Direzione Territoriale del Lavoro per verificare altri aspetti relativi al controllo operato.

Durante i controlli in riferimento sono stati altresì identificati diversi avventori dei due bar/pub.

Proseguiranno anche nei prossimi giorni analoghi servizi a largo raggio su tutto l’ambito territoriale della Bassa per continuare così ad assicurare tempestività di intervento e risolutezza nelle legittime istanze di sicurezza della cittadinanza. La guardia resta alta.

 

ANSA

Non gli servono alcol, devasta un bar

In azione con due complici dopo controllo della Polizia a Parma

ANSA) - ROMA, 17 OCT - Ubriaco aveva cercato di farsi servire un altro bicchiere. Dopo il rifiuto del titolare del locale le prime scaramucce e l'intervento di una Volante della Polizia, più tardi la spedizione punitiva con due complici, locale devastato e un cliente ferito. E' il bilancio della serata di paura vissuta in un bar del quartiere Mordacci a Parma. Protagonisti ieri sera attorno alle 22 tre giovani fra i 20 e i 30 anni, probabilmente di nazionalità albanese.

    Tutto è nato dal rifiuto del barista di servire altro alcol a uno dei tre, ormai ubriaco. La reazione prima è stata di minacce e spinte allo stesso titolare che, con la moglie, ha avvisato il 113. E' così arrivata una Volante che ha trasportato il giovane in preda ai fumi dell'alcol in Questura per essere identificato.

    Più tardi, verso le 22, i tre si sono ripresentati al bar armati di bastone e l'hanno devastato. Distrutto tavoli, sedie, frigo e bancone ed in più hanno ferito un cliente trasportato al Pronto Soccorso del Maggiore di Parma per accertamenti.

   

IL GIORNO

Vimercate, ubriaco al volante tampona auto poi picchia la conducente

Facciamo la constatazione amichevole? E lui la prende a botte

Vimercate, 17 ottobre 2016 - Facciamo la constatazione amichevole? E lui la prende a botte. Un automobilista ubriaco (e furioso) in Bmw l’altro giorno ha tamponato una Opel Corsa. Non contento ha afferrato per i capelli la conducente e l’ha scaraventata a terra mandandola all’ospedale. La donna è stata salvata dai carabinieri del nucleo radiomobile di Vimercate intervenuti ieri l’altro, verso le due del pomeriggio, in via Adda su richiesta di un passante. Poco prima l’uomo, 53 anni, di Bernareggio, al volante della Bmw aveva tamponato la Opel Corsa guidata da una cinquantenne residente a Monza. Incidenti così capita succedano sulle strade.

Solo che in genere finiscono, se con una stretta di mano, con una denuncia alle rispettive assicurazioni. Non questa volta. La donna ha avuto il «torto» di chiedere di compilare la constatazione amichevole. Ha ricevuto in cambio una reazione che non ti aspetti: l’ha insultata, presa per i capelli e buttata sull’asfalto, senza che lei potesse difendersi da quella furia selvaggia. La malcapitata, soccorsa da personale «118», è stata portata in «codice verde» al pronto soccorso dell’ospedale di Vimercate. Qui è stata medicata per «distorsione cervicale e contusione spalla destra». I medici l’hanno dimessa con sette giorni di prognosi. I militari di Vimercate una volta giunti sul posto hanno rintracciato l’aggressore che è stato denunciato e sanzionato per la guida in stato di «ebbrezza».

 

LIBERTA’

Perde le staffe al calciobalilla, ubriaco si scaglia contro gli agenti: denunciato

E’ costata una denuncia per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre a una sanzione per ubriachezza molesta, la sfuriata di un 21enne piacentino in un locale di via Colombo alle 4 della mattina di lunedì 17 ottobre.

Il giovane, in preda ai fumi dell’alcol, ha perso le staffe mentre giocava a calciobalilla (*), lanciando a terra un bicchiere. Invitato ad allontanarsi ha perso le staffe e si è scagliato contro gli agenti del 113 che nel frattempo erano stati chiamati. L’uomo, apparso molto ubriaco, è stato portato all’ospedale in ambulanza e quindi denunciato.

 

(*) Nota: il biliardino richiede grandi riflessi, dote incompatibile con i consumi alcolici. In quelle condizioni, certamente stava perdendo la partita.

 

TUTTOGGI.INFO

Terni, marito ubriaco picchia la moglie e assale poliziotti

La donna ha chiesto l'aiuto del 113 | Afferrata ripetutamente al collo e colpita al volto

Scene di ordinaria violenza per le vie di Terni. Sabato il 113 è dovuto intervenire in aiuto di una donna rumena che lamentava maltrattamenti da parte del marito. Secondo quanto denunciato telefonicamente l’uomo l’avrebbe afferrata per il collo e colpita al volto in preda all’alcool.

Gli operatori della Squadra Volante sono immediatamente accorsi presso l’abitazione della donna e hanno intercettato l’’uomo fuori casa mentre era intento a bere una birra. L’uomo ha subito mostrato un atteggiamento aggressivo anche nei confronti degli agenti e dopo pochi istanti e qualche tentativo di chiarimento, il rumeno si è nuovamente scagliato contro la moglie, presente sul posto. Lo straniero ha opposto resistenza anche ai due poliziotti intervenuti per soccorrere e sottrarre la donna alla violenza del marito. L’uomo, per niente intimorito, ha ingaggiato una colluttazione con gli agenti della Polizia di Stato che sono riusciti comunque a bloccarlo e ad arrestarlo per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, nonché per lesioni aggravate.