Rassegna del 15 Ottobre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 

REDATTORE SOCIALE

ALIMENTAZIONE, 4 ANZIANI SU 10 BEVONO ALCOL TUTTI I GIORNI

SECONDO UNA RICERCA DI AUSER, SPI E FONDAZIONE DI VITTORIO, PER GLI OVER 65 È DIFFICILE RINUNCIARE A UN BICCHIERE DI VINO AI PASTI. NELLA DIETA UTILIZZATI FREQUENTEMENTE PANE E FRUTTA FRESCA

Cosa mangiano gli anziani? Fra gli alimenti di gran lunga preferiti dagli over 65 e utilizzati con frequenza giornaliera, figurano frutta fresca e pane (per circa l’85% degli intervistati), seguiti da ortaggi e verdura, cereali e derivati, latte e yogurt (per circa due terzi delle risposte). I prodotti a base di cereali figurano nelle diete quotidiane di oltre la metà delle persone intervistate (52,4%), i formaggi nel 19,5%, le carni trasformate sono presenti in misura maggiore di quelle fresche (9,8% contro il 9%).

E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Auser, Spi Cgil e Fondazione Di Vittorio attraverso 11.000 questionari distribuiti in tutte le regioni presso i centri sociali, le sedi sindacali, i servizi fiscali e di consulenza. I risultati di questa ampia indagine sono stati presentati a Firenze nell’ambito dell’ottava edizione della città che apprende.

Per gli anziani, secondo l’indagine, è difficile rinunciare ad un bicchiere di vino rosso durante i pasti, infatti le bevande alcoliche sono assunte quotidianamente dal 41% degli anziani intervistati. Pesce e uova sono consumati raramente tutti i giorni, la percentuale si abbassa al 4-6% degli intervistati, mentre porzioni quotidiane di legumi sono segnalate dal 7,5% degli anziani. Questi ultimi gruppi di alimenti sono largamente presenti nella dieta settimanale con percentuali comprese tra l’85% e il 90%.

I formaggi, per esempio, sono presenti nella dieta quotidiana del 24,5% degli anziani del Nord-ovest, mentre al Sud e Isole la percentuale scende all’10,5%. Anche la struttura sociale dei diversi territori condiziona molto ciò che si mette in tavola. Il consumo per più di una volta a settimana di carni fresche è intorno al 65% tra Nord- ovest, Nord-est e Centro, scende al 59,6% a Sud e al 49,3% nelle Isole. Per il pesce i rapporti sono differenti e il Sud prevale sulle altre zone d’Italia con il 46,6% degli intervistati, con un consumo più di una volta a settimana.

 

OSSERVATORIOMALATTIERARE

GRAVIDANZA, DA USA NUOVE LINEE GUIDA PER LA DIAGNOSI DI 'SPETTRO DEI DISTURBI FETO-ALCOLICI'

Autore: Emanuele Conti

USA - Il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), istituto statunitense che si occupa dei problemi legati all'alcolismo, ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di redigere una serie aggiornata di linee guida per la diagnosi dello 'spettro dei disturbi feto-alcolici' (FASD), un termine 'ombrello' che include le diverse forme di anomalie e disabilità causate da un'esposizione prenatale all’alcol etilico. Le nuove raccomandazioni, da poco pubblicate sulla rivista Pediatrics, sviluppano le precedenti linee guida americane, risalenti al 2005, e si basano sui risultati ottenuti da studi attuali che hanno coinvolto un campione complessivo di circa 10.000 bambini con FASD.

La definizione 'spettro dei disturbi feto-alcolici' (FASD) è stata coniata di recente per descrivere il complesso dei danni fetali che sono dovuti all'assunzione di alcol da parte di una donna in stato di gravidanza, complesso che, nel 1996, l'Institute of Medicine (IOM) degli Stati Uniti ha suddiviso in quattro sottocategorie diagnostiche: la sindrome feto-alcolica o fetale alcolica (FAS), per i bambini colpiti in modo più profondo, la sindrome feto-alcolica parziale (PFAS), i disordini dello sviluppo neurologico alcol-correlati (ARND) e i difetti congeniti alcol-correlati (ARBD). “Queste categorie rimangono i descrittori più adatti della gamma di disabilità osservabili all'interno del continuum del FASD”, sostiene il dottor Kenneth R. Warren, coautore delle nuove linee guida.

In generale quindi, i bambini affetti da FASD possono manifestare un'ampia varietà di anomalie, come quoziente intellettivo inferiore, ritardo nell’accrescimento, dismorfismi facciali caratteristici e disfunzioni cognitivo-comportamentali che includono deficit di attenzione, scarso controllo degli impulsi e incapacità di regolare l'umore. In relazione a queste problematiche, l'American Academy of Pediatrics osserva che nessun tipo o quantitativo di alcol può essere considerato sicuro se assunto durante un qualsiasi periodo della gravidanza.

Le nuove linee guida forniscono, innanzitutto, una serie di parametri più precisi per l'accertamento di un'esposizione prenatale all'alcol, esposizione che può ritenersi confermata nel caso in cui una madre abbia assunto, durante la gravidanza, 6 o più drink a settimana per almeno due settimane, o 3 o più drink in almeno 2 diverse occasioni. Ovviamente, tra i vari indicatori di esposizione rientra qualsiasi documento attestante che una donna in stato di gravidanza abbia passato problemi sociali o giuridici legati all'alcol.

 

ONLINEREGGIO

Romeno ubriaco gli taglia la strada: resta ucciso un giovane regista

di Adelina Ciarleglio

Ottobre 15, 2016 - È di un morto e due persone molto gravi, ricoverate in prognosi riservata il tragico bilancio dell'incidente di questa notte poco dopo la mezzanotte avvenuto su via Appia al km 23, davanti al cimitero locale di Castel Gandolfo. Nella zona del comune Castel Gandolfo per uno scontro frontale, è deceduto Roberto Senesi, un uomo italiano di 40 anni. Un incidente nel quale ha perso la vita un 40enne di Genzano, Roberto Senesi, cineoperatore di Sky, che con la sua Seat Ibiza stava salendo verso Albano Laziale quando si è trovato di fronte l'Opel Astra che viaggiava in direzione opposta con a bordo due operai romeni. E' stato probabilmente un sorpasso azzardato, in un tratto di via Appia Nuova senza guard-rail a protezione delle due carreggiate, a provocare il tremendo schianto che si è verificato verso la mezzanotte di ieri. Nell'impatto la Seat ha praticamente fatto un testa-coda ed è finita su un marciapiede, purtroppo l'uomo è morto sul colpo. Uno di loro, un romeno del 1992, è risultato positivo all'alcol test e arrestato per omicidio stradale ed è piantonato presso il Policlinico di Tor Vergata, dove è stato ricoverato. Sul posto per estrarre i corpi dalle lamiere sono intervenuti i vigili del fuoco di Marino e personale del 118. Sono entrambi in gravi condizioni. Per permettere i rilievi la strada è rimasta chiusa fino alle 3:30 del mattino. Gli inquirenti, da prassi, hanno disposto gli esami tossicologici sui conducenti delle due auto.

 

PERUGIATODAY

Bimba di quattro anni affidata al nonno alcolista: assistente sociale denunciata

Avrebbe permesso l'affidamento di una bimba di quattro anni a un nonno alcolista che l'ha maltrattata, omettendo di rendere noti i problemi dell'uomo in nome della tutela della sua privacy

Si è appellata al diritto alla privacy dei famigliari per non fornire sufficienti informazioni al tecnico designato dal Tribunale di stabilire a chi affidare una bimba di quattro anni. E' stata così denunciata alla Procura della Repubblica dal padre della piccola e dalla nonna materna.

Secondo l'accusa in famiglia il nonno avrebbe problemi con l'alcol, tanto da diventare violento quanto beve, come emerge da diverse denunce presentate ai carabinieri, anche dalla sua stessa moglie. Particolari estremamente gravi e rilevanti, che però un’assistente sociale di Perugia avrebbe omesso di riferire al tecnico perché, a suo dire, violavano la privacy sulle condizioni di salute del nonno. Il quale, però, in preda all’alcol, avrebbe poi maltrattato la piccina.

 Il padre della piccola e la nonna materna, sono inoltre riusciti ad ottenere ieri, mercoledì 11 ottobre, dalla Corte di Appello di Perugia, l’affidamento temporaneo della bambina. La stessa Corte ha disposto una nuova perizia ai fini di stabilire a chi affidare in via definitiva la piccola.

«Sono sconcertato» commenta l’avvocato Francesco Miraglia, cui il padre della bimba ha affidato la propria tutela legale. L’avvocato Miraglia da anni si batte in difesa dei minori strappati ai genitori da provvedimenti assunti da assistenti sociali o da giudici che non tengono in conto il benessere dei bambini, che deve essere invece il fine primo delle loro azioni.

“Soncertato perché in maniera del tutto incomprensibile e arbitraria un’assistente sociale ha interferito con l’andamento della pratica di affidamento. Trincerandosi dietro la violazione della privacy, ha omesso di dichiarare al tecnico del tribunale fatti gravissimi, come il carattere violento del nonno alcolista, mettendo in grave pericolo l’incolumità della bambina. Come a voler dire che la privacy del nonno vale di più del benessere di una bimba di appena quattro anni”.

“Spero che sia fatta giustizia, innanzitutto, ma che un episodio come questo possa avviare l’istituzione di protocolli comuni tra le diverse Regioni. Se è vero che ogni caso è a se stante, è pur vero che troppo spesso assisto clienti vittime di ingerenze e di interpretazioni arbitrarie da parte di chi deve invece tutelare gli interessi dei più deboli, con comportamenti discordi e opposti da Regione a Regione. Il pessimo operato di questa assistente sociale rischia di offuscare i tanti colleghi che invece operano bene, in favore dei bambini”.

I dati in Italia che riguardano gli affidamenti dei minori a famiglie o strutture residenziali parlano di quasi trentamila bambini e ragazzi da 0 a 17 anni tolti ai loro genitori perché ritenuti inaffidabili o incapaci di prendersi cura di loro.

Il Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza ha realizzato, in stretto raccordo con le Regioni e le Province autonome, un monitoraggio sul tema dell’accoglienza dei minori fuori dalla famiglia di origine e collocati in affidamento familiare e nei servizi residenziali. I dati più aggiornati si riferiscono al 31 dicembre 2012 e stimano in 28.449 il numero di bambini e ragazzi fuori dalla loro famiglia di origine.

 

VIVEREANCONA

Somministravano alcool ai minori al Passetto, nei guai il titolare di un bar e i suoi 4 barman

Polizia generico Finisce nei guai un 51enne anconetano incensurato per aver somministrato alcool a minori. A denunciarlo alla Procura della Repubblica di Ancona al termine di laboriosi accertamenti, i poliziotti della Squadra Mobile dorica in seguito alle numerose segnalazioni di genitori preoccupati che indicavano il bar dell'uomo, situato nel quartiere Adriatico, come luogo di ritrovo per adolescenti desiderosi di sballarsi nei fine settimana estivi con drink alcolici a loro vietati.    

La legge prevede il reato di somministrazione di alcol a minorenni al di sotto dei 16 anni. La somministrare ai minorenni che hanno tra i sedici e i diciotto anni è però comunque punita con una sanzione amministrativa. I servizi di appostamento realizzati tra agosto e settembre hanno portato gli agenti a scoprire che qualsiasi minorenne poteva consumare ogni tipo di sostanza alcolica senza che gli addetti alla somministrazione si preoccupassero di sincerarsi della loro età chiedendo un documento. E anche all’esterno del bar nessun cartello avrebbe messo in guardia i minori dai divieti imposti dalla legge. Il passo successivo è stato quello di identificare alcuni adolescenti tra i tredici e i quattordici anni che stavano tranquillamente bevendo alcolici (una tredicenne che stava bevendo vodka avrebbe dichiarato che non era la prima volta e che i barman erano consapevoli che lei fosse minore). I minori coinvolti sono stati ascoltati nelle scorse settimane negli uffici della Mobile dove, alla presenza dei propri genitori, hanno verbalizzato di aver consumato alcolici nel bar in questione senza che venisse fatta loro alcuna domanda sull'età. I giovanissimi avrebbero anche aggiunto che si tratta di una moda e che sarebbero pochissimi i bar rigorosi nel sincerarsi dell’ età dei clienti. Sono tuttora in corso gli accertamenti per verificare la responsabilità penale anche dei quattro barman assunti stagionalmente o con i voucher e identificati dagli investigatori come coloro che servivano materialmente gli alcolici senza alcuna cautela.

 

NOITV

Aggressioni e minorenni ubriachi, questore chiude la discoteca

Il Questore di Lucca ha sospeso per 10 giorni, ai sensi dell’articolo 100 del TULPS, la validità delle autorizzazioni per attività di pubblico spettacolo e somministrazione di alimenti e bevande ad una nota discoteca di Borgo a Mozzano.

BORGO A MOZZANO -  14 ottobre 2016 - Il provvedimento è stato adottato sulla base di informazioni acquisite dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia Municipale in ordine a plurime aggressioni e liti violente che hanno visto coinvolti anche minori, a vari furti consumati all’interno del locale e, da ultimo, al rinvenimento il 9 ottobre, all’esterno della discoteca, di un minorenne in stato confusionale che, trasportato in ospedale, è risultato aver abusato di sostanze alcoliche e stupefacenti. Nel dicembre 2015, l’esercizio era già stato destinatario di analogo provvedimento.

 

IL PRIMATO NAZIONALE

I buoni della Croce Rossa? Gli immigrati li spendono in alcol (*)

14 ottobre 2016. - Roma, 14 ott – Arrivano in gruppetti di 3-4 persone, riempiono il carrello di birre e superalcolici, vanno alla cassa e pagano con i buoni pasto della Croce Rossa, i famosi pocket money da 2,50 € l’uno. E’ la spesa alcolica (a spese dei contribuenti, ndr) che quotidianamente i richiedenti asilo ospiti della tendopoli di via Ramazzini a Roma realizzano nei supermercati circostanti. “Vengono qui praticamente i giorni e pagano sempre con i pocket money della Croce Rossa”, spiega al Primato Nazionale un commesso di un supermercato in zona portuense, che per motivi di sicurezza preferisce restare anonimo. “Da tempo denunciavamo le molestie e l’abuso di alcol da parte degli immigrati della tendopoli, ma ci era stato risposto che non era possibile in quanto la maggioranza era di religione musulmana”, dichiara Alessandro Calvo, candidato presidente dell’XI Municipio di Roma per CasaPound Italia alle ultime elezioni. “Ora queste immagini e queste testimonianze confermano le nostre denunce”.

Da mesi si susseguono le polemiche e le proteste dei residenti della zona ormai esasperati. La tendopoli di via Ramazzini era stata realizzata alla fine del giugno scorso e le autorità avevano assicurato che si sarebbe trattato solo di un centro di smistamento temporaneo. Da mesi invece la struttura è ormai presente, mentre gli ospiti sono passati dagli iniziali 80 a più di 400. Numerosi gli episodi di violenza, tra maxi risse nella tendopoli e molestie ai danni dei cittadini italiani all’esterno. Il più grave è l’aggressione subita da una donna il 27 settembre scorso, alla quale è stata addirittura asportata la milza.

 Tra manifestazioni e fiaccolate i residenti stanno tentando in tutti i modi, coadiuvati da diverse forze politiche tra cui Fratelli d’Italia e CasaPound, a denunciare una situazione ormai divenuta insostenibile, sia sul piano della sicurezza che su quello igienico-sanitario. I cittadini hanno anche depositato un esposto in Procura per chiedere la chiusura della tendopoli, anche perché la Prefettura aveva “promesso” che in caso di illegalità il centro sarebbe stato revocato. Evidentemente per il Prefetto, le maxi risse, le aggressioni e il girovagare per il quartiere di giovani maschi ubriachi, non sono dei motivi sufficienti.

 

(*) Nota: ci fa un po’ specie dover difendere il consumo di alcolici, ma se degli immigrati acquistano alcolici, non può essere considerata una sorta di integrazione alla nostra cultura?