Rassegna del 13 Ottobre 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

UIV.IT

Vino e cultura nelle scuole (*)

La seconda edizione del progetto “Il Bere Consapevole” promosso dalla Consulta Nazionale del Vino Italiano torna tra gli istituti superiori e professionali del bresciano.

Il calendario di tutti gli appuntamenti

L’anno scorso, in occasione di Expo 2015, la Consulta Nazionale del Vino Italiano – Co.N.V.I. si era fatta promotrice di un’iniziativa volta a diffondere e valorizzare il patrimonio enologico italiano tra le giovani generazioni, in quanto parte integrante dell’espressione della cultura e dell’identità del nostro paese.

Fortemente sostenuta da Pia Donata Berlucchi, vicepresidente ONAV, l’iniziativa ha poi preso forma con una serie di incontri e seminari specifici parte del progetto Bere consapevole: il vino fra i giovani attraverso l’istruzione e la cultura, che nella prima edizione ha visto la partecipazione di 6 istituti scolastici, scelti a campione dal Provveditorato agli Studi di Brescia tra i 50 che avevano offerto la loro disponibilità ad ospitare gli eventi. Forti del successo del primo anno, si è deciso di continuare anche nel 2016, con due moduli dedicati rispettivamente al legame tra vino e musica e a quello tra vino e storia.

Il tutto è stato possibile grazie al sostegno del Provveditorato degli Studi di Brescia e alla collaborazione di Mario Maviglia, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale della città, che ha subito aderito con entusiasmo alla proposta di Vito Intini, coordinatore Co.N.V.I. e presidente ONAV Italia, di prendere parte al progetto. Al suo fianco, la professoressa Anna Ida Zappella, nel ruolo di coordinatrice e di supervisore dei vari incontri.

Il primo ciclo di questi incontri, L’800 del grande Verdi e di molti altri geni musicali, è cominciato martedì 4 ottobre presso l’Istituto di istruzione Superiore Capirola, Leno (BS). Relatore per l’occasione, il Dott. Ing. Giorgio Penazzato, membro Co.N.V.I. ed ex presidente Fisar, una presenza importante all’interno della Consulta e un interlocutore avvincente, capace di coinvolgere i ragazzi in un appassionante excursus sul vino e la musica, dalla classica alla contemporanea.

Ogni modulo prevede 4 conversazioni sul tema, che verranno replicate anche in altri 5 istituti della provincia, secondo il seguente calendario:

14 ottobre 2016 Istituto tecnico Pastori, Brescia, relatore Prof. Cristina Baldo

17 ottobre 2016 Liceo Scienze Umane De Andrè, Brescia, relatore Dott.Ing.Giorgio Penazzato

18 ottobre 2016 Istituto istruz. Superiore Perlasca, Idro (BS), relatore Prof. Cristina Baldo

24 ottobre 2016 Istituto professionale Mantegna, Brescia, relatore Dott. Marco Rossi

28 ottobre 2016 Istituto professionale De Medici, Gardone Riviera(BS), relatore Dott. Marco Rossi

 

Il secondo modulo invece, che prevede anch’esso 4 conversazioni partirà il 15 ottobre e sarà dedicato al tema Il vino ed il Rinascimento, con una serie di date che coinvolgeranno gli stessi istituti con il seguente calendario:

15 ottobre 2016 Istituto istruz. Superiore Perlasca, Idro (BS), relatore Dott. Avv. Liana Martinello

19 ottobre 2016 Istituto prof. De Medici, Gardone Riviera (BS) relatore Prof. Mariavittoria Facchinelli

20 ottobre 2016 Istituto tecnico Pastori, Brescia, relatore Dott. Ing. Teresa Bordin

21 ottobre 2016 Liceo Scienze Umane De Andrè, Brescia, relatore Dott. Chiara Giannotti

25 ottobre 2016 Istituto istruz. Superiore Mantegna, Brescia, relatore Prof. Mariavittoria Facchinelli

27 ottobre 2016 Istituto istruz. Superiore Capirola, Leno (BS), relatore dott. Avv. Liana Martinello

 

Il progetto Il Bere Consapevole – il vino fra i giovani attraverso l’istruzione e la cultura si pone l’ambizioso obiettivo di tramandare alle generazioni più giovani l’importante eredità rappresentata dal patrimonio enologico italiano, presentandolo anche attraverso il ruolo che questo ha giocato nella storia e nella cultura del nostro paese. Al tempo stesso però l’iniziativa vuole portare l’attenzione anche alle modalità con cui ci si approccia al vino, promuovendone il consumo consapevole.

 

(*) Nota: l'articolo 13, comma 3, della legge 125/2001 recita: "È vietata la pubblicità diretta o indiretta delle bevande alcoliche e superalcoliche nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori di 18 anni di età." Posto che certamente una scuola superiore è luogo frequentato prevalentemente da minori di 18 anni, questa iniziativa si può considerare "pubblicità indiretta" di una bevanda alcolica?

 

DONNE OK

Un bicchiere di vino equivale a un’ora di palestra

http://donneok.altervista.org/un-bicchiere-vino-equivale-unora-palestra/

 

È una vecchia bufalona, gira da anni, ripresa oggi sulla pagina facebook di DonneOK.

Quando qualche sito lo rilancia, siete tutti invitati a commentare per segnalare la smentita.

 

Ecco la smentita in italiano, leggetela:

http://www.giornalettismo.com/archives/1757815/bufala-bicchiere-vino-palestra/

 

GIORNALETTISMO

La bufala del bicchiere di vino che equivale a un’ora di palestra

Pigri avvisati: il resveratrolo, sostanza presente nell'uva e altri alimenti, può servire a massimizzare l'attività fisica ma non la sostituisce

Cattive notizie per pigri e beoni. Qualche giorno fa un popolare sito inglese sembrava aver messo a poste le coscienze di coloro i quali non riescono proprio ad alzarsi dalla scrivania o dal divano e preferiscono farsi un bicchiere piuttosto che una bella corsetta all’aria aperta: «A glass of red wine is the equivalent to an hour at the gym» sparava baldanzoso il My Daily citando un nuovo studio dell’University of Alberta in Canada e facendo stappare bottiglie di rosso nelle case di tutto il mondo. La rivincita dei fannulloni sembrava così compiuta, alla faccia dei fanatici del jogging e dei patiti della zumba. Chi è corso in palestra per disdire l’abbonamento non aveva però fatto i conti con il dottor Jason Dyck, autore della presunta scoperta.

BICCHIERE DI BUFALA – «Non è affatto così, anche se molte persone vorrebbero che lo fosse. È parecchio sconfortante vedere tutto il tuo duro lavoro ridotto ad una frase sbagliata» si sfoga il dottore alla Cbc, rivelando la bufala. Lo studio è stato pubblicato più di due anni fa: al centro della ricerca c’è il resveratrolo, sostanza presente nell’uva e altri alimenti, che può aumentare la capacità di massimizzare i benefici dell’esercizio fisico. Ovviamente per chi lo fa e non per chi se ne sta spaparanzato. Anche qui occorre però una precisazione, è solamente un pizzico di verità: per avere un qualche minimo di risultato infatti servirebbe molto più resveratrolo di quello contenuto in un bicchiere di vino. «Si dovrebbero bere dalle 100 alle mille bottiglie al giorno» spiega Dyck solo per amor di scienza (e non dell’alcolismo). Insomma non si scappa: meno cantina, più addominali.

 

Ecco la smentita in inglese:

http://www.cbc.ca/news/canada/british-columbia/jason-dyck-university-of-alberta-researcher-reveals-truth-behind-wine-study-1.2937395 .

 

CBC NEWS

Jason Dyck, University of Alberta researcher, reveals truth behind wine study

Researcher confirms not everything you read on the Internet is true (*)

A University of Alberta researcher is coming out with the truth behind a viral story about wine as a replacement for the gym.

A popular UK website recently published a story with the headline, "A glass of red wine is the equivalent to an hour at the gym, says new study" with the sub-headline "New research reveals skipping the gym in favour of the pub is ok."

"No, sadly that's not the case, although I think many people want to believe that," said Jason Dyck, the lead author of the study the article was based on and the director of the Cardiovascular Research Centre at the University of Alberta.

Dyck's study was published more than two years ago. It examined whether resveratrol, a compound found in grapes and other foods, can increase exercise capacity for those already exercising. 

"We didn't use any red wine in our study nor did we recommend not going to the gym," said Dyck.

The study did conclude that resveratrol could help maximize exercise benefits for people with restricted exercise capacity, like heart failure patients.

"Certainly there is a kernel of truth in there," said Dyck. "Maybe they just need a headline that catches people's attention for them to read the study."

To be effective, the compound would need to be used like a performance-enhancing supplement, with concentrations far beyond a glass of wine.

"To get the same amount that we're giving patients or rodents you'd have to drink anywhere from 100 to a thousand bottles a day," said Dyck.

This isn't the first time Dyck has come across this kind of sensational headline for the study. He saw similar interpretations when it was first published.

"A lot of times when you work away in your lab you hope that people read your studies and that it makes an impact," said Dyck. 

"When you see all your hard work distilled down to one phrase that isn't correct it's a little disheartening."

 

(*) Nota: “il ricercatore conferma che non tutto quello che leggi in Internet è vero”.

 

ILGAZZETTINO.IT

Roma, incidente sull'Appia nella notte: romeno arrestato per omicidio stradale

Tragico schianto durante la notte al km 23 di via Appia, davanti al cimitero di Castelgandolfo. Morto un uomo di 40 anni, Roberto Senesi, residente a Genzano e operatore di Sky, che stava tornando dal lavoro e viaggiava in direzione Albano a bordo della sua Seat Ibiza. Gravi due cittadini romeni ventenni che con la loro Opel Astra si dirigevano verso Roma. Uno di loro, un romeno del 1992, è risultato positivo all'alcol test e arrestato per omicidio stradale ed è piantonato presso il Policlinico di Tor Vergata, dove è stato ricoverato. 

Secondo una prima ricostruzione da parte dei carabinieri della vicina Compagnia di Castelgandolfo, il guidatore dell'Opel Astra avrebbe sorpassato a velocità non moderata e non riuscendo più a rientrare avrebbe centrato in pieno facendola finire accartocciata sul marciapiede la Seat Ibiza guidata dallo sfortunato quarantenne, che è morto sul colpo.

 

DE-GUSTARE.IT

Vino, etichetta nutrizionale l’Ue ci ritenta

Il progetto dell’Ue è quello di considerare vino e alcolici come un prodotto alimentare. No della Fivi: inutile e alti costi per i piccoli produttori

By Daniele Colombo

Gli alcolici devono avere un’etichetta che riporti ingredienti e valori nutrizionali, come tutti gli alimenti. Niente eccezioni. L’Europa pare tornare alla carica con un tema che ciclicamente rispunta, forte della richiesta crescente del consumatore di maggiore trasparenza, a tutela della salute. Niente di ufficiale, al momento: per intenderci, non si parla ancora di provvedimenti legislativi, direttive o regolamenti, ma intanto le voci si fanno insistenti tra i corridoi di Bruxelles. Ed è atteso un primo step con la pubblicazione del report della Commissione Europea sugli ingredienti e le informazioni nutrizionali delle bevande alcoliche. Una sorta di Libro bianco che dovrebbe indicare le linee guida (non vincolanti) per gli Stati membri. Il dossier sarebbe dovuto uscire a fine estate, ma la pubblicazione è rinviata a entro la fine dell’anno.

Un primo segnale. Ma tanto basta per mettere in allarme il settore. E c’è chi comincia a prendere posizioni, come la Cevi, l’associazione che riunisce i vignaioli indipendenti di tutta Europa, tra cui la Fivi (la Federazione italiana vignaioli indipendenti che raggruppa circa mille produttori: diecimila ettari di vigneto, 70 milioni di bottiglie commercializzate, 0,6 miliardi di euro di fatturato totale). Il presidente, il francese Thomas Montagne, ha inviato una lettera al Commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, per esprimere le ragioni della contrarietà a una scelta in quella direzione. La Cevi chiede, infatti, di mantenere la specificità del settore vitivinicolo.

«A giugno abbiamo avuto un incontro con la direzione generale per la Salute e sicurezza alimentare, a Bruxelles – racconta Matilde Poggi, vicepresidente Cevi e presidente Fivi – e nell’occasione siamo stati informati che questo progetto sarebbe stato portato avanti dal commissario. Abbiamo pertanto voluto ribadire la nostra posizione. Il vino è un prodotto agricolo, che risponde a logiche naturali e non industriali. Il contenuto alcolico, e dunque le chilocalorie, per esempio, dipendono dal grado zuccherino dell’uva che è variabile da annata ad annata. Per le aziende che rappresentiamo, e che sono per la maggior parte di piccole dimensioni, un’etichetta nutrizionale dovrebbe essere pertanto annuale. Implicherebbe precise analisi e sarebbe un costo sproporzionato che le metterebbe fuori gioco rispetto ai grandi industriali».

«Anche i solfiti – aggiunge – cambiano non solo da annata ad annata, ma anche da imbottigliamento a imbottigliamento: se si imbottiglia a giugno, a settembre o a gennaio il comportamento enologico è differente. Un conto è dire se sono sotto una certa soglia, altra cosa indicare quanti ne ho aggiunti. Idem per il rame in vigna il 2015 è stato molto favorevole e se ne è usato pochissimo, perché non c’erano le condizioni per un attacco di peronospora, quest’anno se ne è usato di più. Se si troveranno prodotti alternativi chi fa bio sarà il primo ad abbandonarlo, ma attualmente è imprescindibile per le condizioni climatiche che ci sono in Italia, soprattutto nel Centro-Nord».

«Da sempre – sottolinea la presidente di Fivi – il vino riporta in etichetta indicazioni essenziali: quando, dove e da chi è stato fatto. E il consumatore è garantito in primis da chi ci mette la faccia. (E questo conta di più per il piccolo produttore). Se poi l’Unione Europea domani ci obbligherà a mettere l’etichetta nutrizionale saremo costretti a farlo, ma riteniamo che non sia la strada giusta. Anche altre associazioni sono contrarie e hanno avanzato proposte alternative. Finché il commissario non archivia il dossier per noi è sempre aperto: le consultazioni sono in corso. Purtroppo non siamo più centrali in Europa, idem per Francia e Spagna, gli equilibri si sono spostati. Ci sono Paesi del Nord e dell’Est dell’Europa che stanno premendo perché lì hanno problemi di abitudini al consumo dell’alcol completamente diverse dalle nostre. È più un abuso che un consumo».

Sono circa 60 le sostanze consentite dalla legge che si possono usare per produrre vino: lieviti, fermenti, tannini, stabilizzanti, correttori di acidità, chiarificanti, aromatizzanti, ma in etichetta non compaiono. La questione ha spinto anche diversi enologi a suggerire diverse proposte.

«Un’altra via – conclude Matilde Poggi – potrebbe essere quella della revisione della direttiva Ue, cambiando alcune pratiche enologiche che ormai sono abbandonate e si usavano un tempo quando i vini erano molto difettosi. Oggi, per dire, nessuno usa più il ferrocianuro di potassio, anche se è ammesso. Un’altra strada utile, per andare incontro alle esigenze dei consumatori, potrebbe essere poi quella delle etichette smart, leggibili con i Qr Code. In quel modo si possono dare moltissime informazioni: è il produttore che può (e deve) parlare del proprio vino senza il problema di dover rispettare la norma sul labeling. Nell’etichetta normale, invece, si scrive poco perché si rischia sempre di incorrere in sanzioni».

 

RAI NEWS

Caffo: prevenire in età evolutiva con interventi di screening

Telefono azzurro: il 50,6 degli adolescenti fa uso di alcolici

Un fenomeno sottostimato, così come quello dell’uso di sostanze stupefacenti: il 13% dei ragazzi del campione dichiara di fare uso di droghe

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/telefono-azzurro-ef3e8725-b61e-4c41-9c2c-d8f5c2c9dafc.html

ll 50,6% degli adolescenti fa uso di alcolici: un dato che si attesta attorno al 31% per la fascia di età 11-14 anni e al 66,3% per la fascia 15-19 anni. E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Telefono Azzurro che analizza questo fenomeno sempre più preoccupante. Dall'indagine si evince come l’alcol sia una sostanza non solo diffusa ed accessibile, ma anche che viene spesso usata in modo incontrollato: la metà degli adolescenti dice di essersi ubriacato almeno una volta; il 33% almeno una volta nell’ultimo mese; il 16% tre o più volte nell’ultimo mese. Un fenomeno ampiamente sottostimato, così come quello dell’uso di sostanze stupefacenti: il 13% dei ragazzi del campione dichiara di fare uso di droghe. Una tendenza che emerge anche nelle paure dei genitori intervistati: il 71% dichiara di avere come maggior timore l’uso di droghe da parte del figlio. Una delle problematiche per cui si risconta un significativo aumento delle richieste di aiuto al Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, alla linea 1.96.96 o in chat su azzurro.it e al Servizio Emergenza Infanzia (114) riguarda proprio l’abuso di sostanze: sono state oltre 310 le richieste di aiuto/consulenza/emergenza in due anni. Gli adolescenti che contattano Telefono Azzurro per problemi legati all’abuso di alcol o sostanze stupefacenti riportano una situazione personale caratterizzata da altre problematiche. Non è infrequente che riportino al contempo situazioni di abuso fisico o sessuale, così come situazioni familiari caratterizzate da conflittualità elevata. A ciò si aggiunge, tra le cause, ovviamente il desiderio di sperimentazione e di sentirsi parte del gruppo dei pari. “Le modalità di assunzione delle sostanze in adolescenza sono abbastanza stabili e possono essere predittive di un utilizzo cronico della sostanza in futuro, di mortalità e morbilità nel corso della vita - ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile -. Risultano efficaci quali strumenti di prevenzione interventi svolti in età evolutiva, focalizzati a prevenire l’esordio di comportamenti a rischio in contesti come famiglie vulnerabili, scuole e comunità; ma anche interventi di screening precoce, per rilevare pattern di comportamento pericolosi e disfunzionali e per aumentare l’attenzione verso i fattori di rischio. Occorre una decisa integrazione fra Istituzioni e Servizi al fine di garantire un lavoro in rete e percorsi condivisi”.

 

GAZZETTA DI REGGIO

Bevande alcoliche ai minori di 16 anni Il reato è punito con l’arresto fino a un anno

Cosa dice la legge? Somministrare bevande alcoliche a minori di 16 anni è un reato punito con l’arresto fino a un anno. È invece solo un illecito amministrativo somministrare bevande alcoliche a soggetti di età compresa tra 16 e 18 anni, punito con sanzione pecuniaria che può variare tra i 250 e i 1000 euro. In caso di vendita a minori di 16 anni la sanzione può estendersi sino alla sospensione della licenza per l’esercizio commerciale. In caso di una seconda sanzione sempre per somministrazione di alcolici a minori è previsto l’automatico provvedimento di sospensione dell’attività per un minimo di tre mesi, nonché sanzione da 1000 a 25.000 euro. Inoltre non è sanzionata solamente la somministrazione, ossia la vendita di alcolici per il consumo, ma anche semplicemente la vendita. Devono pertanto tenere gli occhi aperti anche tutti quegli esercizi commerciali come supermercati o mini-market che si trovano alla cassa ragazzi con in mano alcolici. È obbligo del titolare dell’esercizio, o di chiunque si trovi al reparto vendita, chiedere un documento d’identità al ragazzo che si presenta chiedendo di acquistare alcolici o superalcolici

 

ECOVICENTINO.IT

Investe uno scooter e gli riscontrano un tasso alcolico 6 volte il consentito

Un tasso alcolico sei volte il consentito: è quanto hanno constatato ieri su un automobilista di Piovene i vigili della Polizia Locale alto Vicentino, dopo che il 49enne è rimasto coinvolto in un incidente verso le 16 alla rotatoria fra le vie Trento e Eurosia.

L’auto dell’uomo, una Audi A4, nel percorrere via Trento in direzione di Asiago si è infatti immessa nella rotatoria senza dare la precedenza e ha quindi urtato con la parte anteriore lo scooter guidato da un ragazzo minorenne che stava impegnando la rotatoria. Il ragazzo è caduto, fortunatamente senza riportare conseguenze. Fatta intervenire una pattuglia sul posto, gli agenti hanno notato subito lo stato di alterazione del guidatore dell’Audi e lo hanno quindi sottoposto all’alcoltest, dopo il quale è stato immediato il suo deferimento all’Autorità Giudiziaria per guida in stato d’ebbrezza alcolica, con conseguente ritiro della patente e sequestro dell’auto per la confisca. Per lui anche una sanzione di 163 euro per non aver dato la precedenza al motociclista.

 

WINENEWS

Caos Ocm Vino Promozione: il Tar dice no alla sospensiva del decreto del Ministero delle Politiche Agricole che fissa la graduatoria dei progetti finanziabili, ma chiede ulteriori documenti e fissa udienza, su merito del ricorso, per il 21 marzo 2017

La querelle sulla graduatoria nazionale dei progetti finanziabili dall’Ocm Vino promozione continua. Come anticipato ieri sera (https://goo.gl/NERMgX ), il Tar del Lazio, con l’ordinanza 06075/2016, non ha concesso la sospensiva del decreto direttoriale del Ministero dove è fissata la graduatoria dei progetti finanziabili (58677 del 26 luglio 2016). Tradotto, non ha accolto, almeno ora, la richiesta presentata nel ricorso dalla Società Cantine Sgarzi Luigi srl di annullare il decreto, previa sospensiva perchè, si legge nella sentenza, “le articolate argomentazioni sviluppate nel ricorso introduttivo si rivelano, per la loro ampiezza e complessità dei temi trattati e dei documenti atti allegati, non compatibili con la sommaria deliberazione propria della presente fase cautelare di giudizio”. Ma, nello stesso tempo, il Tar ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole ulteriore documentazione da presentare entro 60 giorni, e ha fissato la trattazione del merito del ricorso in udienza pubblica per il 21 marzo 2017 (periodo intorno al quale, in un mondo ideale, si dovrebbe iniziare a discutere concretamente del bando per l’annualità successiva, ndr). In sintesi, il rischio che la validità “tout court” del decreto ministeriale venga annullata, non è ancora scongiurata. Nel frattempo, in ogni caso, è attesa per domani, giovedì 13 ottobre, la nuova graduatoria che il Ministero delle Politiche Agricole, in un sorta di regime di autotutela e in collaborazione con Agea, dovrebbe presentare (il termine ad oggi fissato per la sottoscrizione dei contratti da parte di Agea è fissato al 14 ottobre). Nuova graduatoria che, come continuano a sostenere i rumors (nessuno parla ufficialmente), potrebbe essere modificata di “poco”, con 2 o 3 posizioni stralciate, ma anche stravolta (c’è chi parla di oltre 10 situazioni ad oggi ritenute finanziabili che potrebbero saltare). Con gli eventuali fondi non assegnati che, sempre secondo le indiscrezioni, dovrebbero essere dirottati su altre misure dell’Ocm Vino.

In ogni caso, è facile prevedere che partirà, a seguito di questo, una nuova serie di ricorsi e contro-ricorsi, destinati a complicare ancora di più le cose, ed a mettere seriamente a rischio l’utilizzo degli oltre 30 milioni di euro destinati alle iniziative di Promozione nei Paesi Terzi gestite a livello nazionale (sui 100 per l’Italia, con 70 in mano alle Regioni). Promozione che, lo sottolineiamo, è sempre più fondamentale per un Paese come l’Italia in cui il settore del vino, negli ultimi anni, è cresciuto (e crescerà) sostanzialmente solo grazie alle esportazioni.

 

ANSA

Inchiesta caporalato: arrestati titolari azienda vinicola Chianti

In 5 anni centinaia i richiedenti asilo reclutati

PRATO - Centinaia di richiedenti asilo sarebbero stati reclutati per lavorare a nero in alcuni terreni e fattorie del Chianti, in particolare in quelle della 'Coli spa', azienda con sede a Tavarnelle Val di Pesa (Firenze). E' quanto emerso dall'inchiesta della procura di Prato che stamani ha portato all'esecuzione di undici misure di custodia cautelare, cinque arresti domiciliari e sei obblighi di dimora, nell'ambito di un'operazione contro il caporalato e lo sfruttamento di cittadini extracomunitari. Un gruppo di pachistani, guidati da Tariq Sikander, secondo la procura per oltre cinque anni (dal 2011 al 2016), avrebbe reclutato centinaia di extracomunitari e la 'Coli' avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella vicenda. Tre amministratori della società sono agli arresti domiciliari: l'ipotesi di reato è "associazione a delinquere finalizzata all'acquisizione di manodopera clandestina". Secondo gli investigatori, che avevano avviato le indagini la scorsa primavera dopo la segnalazione di due lavoratori sfruttati, gli amministratori della Coli spa erano "protagonisti e mandanti del sistema di reclutamento degli extracomunitari", come ha spiegato dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Le accuse, a vario titolo, sono di intermediazione illecita nel reclutamento di cittadini extracomunitari, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, interramento di rifiuti speciali, emissione di fatture false, ostacolo alle indagini e frode in esercizio del commercio.

Le perquisizioni, rende noto il Corpo Forestale, stanno interessando vari comuni di questa provincia e delle province di Firenze, di Modena e di Perugia I soggetti destinatari dei summenzionati provvedimenti sono stati individuati a seguito di una mirata e approfondita attività delegata dalla Procura della Repubblica di Prato che traeva origine da un esposto/denuncia, presentato da 2 rifugiati africani presso la Questura di Prato nel Settembre 2015 con il quale si segnalava un illecito sfruttamento di circa 50 braccianti agricoli, tutti di origine africana ed impiegati presso un'azienda agricola nel Chianti.(ANSA).