Rassegna del 12 Ottobre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 

FONDAZIONE VERONESI

ALCOHOLISM: CLINICAL AND EXPERIMENTAL RESEARCH, STUDIO CONFERMA LA MAGGIOR FRAGILITÀ FEMMINILE DI FRONTE AL BERE

Alcoholism: Clinical and Experimental Research, studio conferma la maggior fragilità femminile di fronte al bere

ALCOL: PER LA DONNA IL RISCHIO È DOPPIO

UN NUOVO STUDIO SOTTOLINEA PESANTEMENTE QUANTO GIÀ S’ERA VISTO: UNA MAGGIORE FRAGILITÀ FEMMINILE DI FRONTE AL BERE. DAI GENITORI LA PREDISPOSIZIONE ALLA DIPENDENZA DA ALCOLISMO PUÒ PASSARE AI FIGLI. I BAMBINI ITALIANI I PIÙ PRECOCI NEL CONSUMO DI VINO. LE DOSI CONSIGLIATE DALL’ESPERTO PER CIASCUN SESSO

Si sa che per alcolismo si può morire. Ma è nuovo sapere che per le donne il rischio raddoppia. Uno studio compiuto in Germania ha individuato 153 uomini e donne dipendenti dall’alcool, di età compresa tra i 18 e 64 anni. Passati 14 anni, i ricercatori hanno ricostruito le vicende biografiche di 149 di loro. I dati, che sono stati pubblicati su Alcoholism: Clinical and Experimental Research, mostrano questa incredibile discrepanza: i tassi di mortalità, calcolati contestualizzandoli nel tempo e per sesso, età e genere rispetto alla popolazione generale, sono risultati 1,9 volte più alti per gli uomini, ma addirittura 4,6 volte per le donne. Doppi, quindi, i casi di decesso dei maschi rispetto ai non alcolisti e ulteriore raddoppio delle percentuali tra le “drogate” da vino e liquori.

QUANDO LEI BEVEVA DI NASCOSTO - La più sorprendente è quest’ultima cifra. «E’ vero, le donne sono più fragili dinanzi alla tossicità da alcool, e per diversi motivi. Non tutti siamo in grado di spiegarli», interviene il professor Luigi Gallimberti dell’Università di Padova. «Una volta c’era il fatto, in gran parte sparito o ridimensionato, che le donne bevevano di nascosto, quindi ingollavano grandi quantità in un sol colpo e ad alta gradazione per ottenere l’effetto di cui avevano bisogno. Netta preferenza per la vodka perché non lascia odore».

NON C’E’ PARITA’- Oggi che s’è diffuso l’uso dell’alcool anche tra giovanissimi, continua il professore, con la «scusa» degli aperitivi e delle happy hours e che il bere femminile si è, per così dire, sdoganato «all’uguaglianza sociale s’è visto che non corrisponde un’uguaglianza biologica. Piaccia o no, le femmine sono diverse dai maschi. La stessa quantità d’alcool risulta molto più tossica e devastante nelle femmine. Se diamo un bicchiere di vino al giorno per un mese a un uomo e a una donna, vedremo che lui avrà sempre la stessa alcolemia mentre lei presenterà diverse variazioni di alcool nel sangue a seconda del ciclo estro-progestinico».

Si sa inoltre che il fegato nella donna produce enzimi meno efficaci per l’alcool. «Recenti studi hanno addirittura evidenziato casi di cirrosi alcoliche in ragazze di 18-20 anni».

MENO ETA’, PIU’ DANNO - Gallimberti, che è un tossicologo, ha già scritto nel 2005 Il bere oscuro sull’alcolismo ed oggi,  Morire di piacere su tutte le dipendenze che possono avere esiti mortali. Ora dice che c’è un altro fattore poco noto: il danno maggiore tra le femmine prima dei 14 anni. Ma quanti bevono alcool a quell’età? Se c’è stupore nella domanda, più stupefacente è la risposta: «Già una ricerca di 10 anni fa dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, scoprì che il 20% dei minori di 11 anni bevono regolarmente, e tra questi le femmine rappresentano il 12 %. Vent’anni fa si cominciava a bere vino a13 anni. Oggi? Ancora prima dei 10, si deve dedurre. Del resto in ambulatorio vedo cose tremende, ad età sempre più basse. Ci sono i quindicenni che si fanno 15 spinelli al giorno e dieci anni fa non accadeva. Aggiungo che noi in Italia deteniamo il primato della precocità nel bere alcolici. Non mi chieda perché, non lo so».

L’AZIONE DEI GENI - E dal bere al diventare dipendenti c’è una predisposizione genetica? «Sì, e vi concorrono, forse, più geni. Una riprova: se do da bere una certa dose di vino al figlio di un alcolista e al figlio di un non alcolista, a quest’ultimo gira la testa, all’altro no. Questo perché il padre (o la madre) ha trasmesso a quest’ultimo un corredo genetico capace di sintetizzare più enzimi per neutralizzare l’alcool». Predisposizione, non ereditarietà.

 

ANSA

Vignaioli indipendenti contrari a ingredienti in etichetta (*)

Un inutile aggravio di costi per i produttori, secondo Fivi

11 ottobre 2016 - La lista degli ingredienti e i valori nutrizionali nelle etichette del vino "sono inutili e portano solo ad un aggravio di costi per i produttori". Ne è convinta la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (Fivi) che nell'ambito della CEVI (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) si è dichiarata "contraria" alla possibile modifica della legislatura europea in termini di etichettatura del vino.

Il presidente della Cevi, il francesce Thomas Montagne, ha inviato una lettera - come annuncia in una nota - al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, per ribadire con forza le ragioni della contrarietà dell'associazione che riunisce i Vignaioli Indipendenti di tutta Europa, tra cui appunto la Fivi.

In vista della pubblicazione del report della Commissione Europea sugli ingredienti e le informazioni nutrizionali delle bevande alcoliche, la Cevi chiede di mantenere la specificità del settore vitivinicolo. "Chiediamo l'esenzione dall'obbligo di riportare in etichetta la lista degli ingredienti e i valori nutrizionali perché riteniamo che per il settore del vino, e in particolare per noi piccoli produttori - commenta Matilde Poggi, presidente Fivi e vicepresidente Cevi - sarebbe un inutile aggravio sia in termini di tempo che economici. Il vino non ha una ricetta, cambia di anno in anno, sulla base della stagione e delle condizioni fitosanitarie dell'uva. Noi produttori dovremmo quindi farci carico di far analizzare il vino ad ogni nuova vendemmia, e cambiare di conseguenza anche l'etichetta".

La Cevi ritiene che il settore del vino sia già dotato di una legislazione esaustiva e molto precisa, oltre che rigida. Per questo il consumatore è già ampiamente tutelato, oltre che essere poco interessato alla parte nutrizionale di una bevanda che ritiene fonte di piacere, oltre che prodotto di una cultura più che di una ricetta.

 

(*) Nota: speriamo sia la volta buona, gli alcolici sono gli unici prodotti alimentari a non attendere all’obbligo di mettere in etichetta i rischi connessi agli ingredienti.

 

OTTOPAGINE

Alcolici senza licenze: chiuso locale notturno ad Avellino

Blitz della polizia nel The Club di via Tedesco

Avellino  - Alcolici senza licenze: chiuso il "Club" di via Tedesco. Sabato pomeriggio, gli agenti della squadra volanti di Avellino ha dato esecuzione ad un provvedimento amministrativo emesso dalla sezione amministrativa di via Palatucci, apponendo i sigilli al locale, frequentato prevalentemente da stranieri. A far scattare il provvedimento di chiusura «sine die», la mancanza di alcune autorizzazioni: nel locale venivano somministrate bevande alcoliche, ma il gestore, di nazionalità rumena, non avrebbe mai provveduto a richiedere la relativa autorizzazione agli organi competenti. Dalle indagini del vicequestore Elio Iannuzzi è emersa anche la mancanza del certificato di agibilità dell'esercizio pubblico, del libro soci, delle autorizzazioni sanitarie che pertanto, ha portato il 21 settembre scorso, all'emissione del provvedimento di chiusura, a cui la sezione amministrativa della polizia ha dato esecuzione sabato pomeriggio. Numerose risse avvenute tra gli avventori del club ha intensificato le attività di indagine. I poliziotti una volta entrati hanno proceduto ad identificare tutti i presenti, prima di apporre i sigilli.

 

IL GIORNALE DI BRESCIA

LA DOMANDA DEL GIORNO

Niente alcolici da asporto al Carmine: cosa ne pensate?

La vendita degli alcolici da asporto al Carmine sarà vietata dalle 18 alle 6 per motivi di ordine pubblico.

L’ordinanza della Loggia parte dal 22 ottobre e resterà valida fino al 22 di aprile.

Per il sindaco Del Bono si tratta di un intervento mirato a quelle attività problematiche negozi, circoli, laboratori artigianali, rivenditori e distributori automatici.

I tratti di vie interessate comprendono Rua Sovera, via San Faustino, via Capriolo e via Battaglie.

Siete d’accordo con questa decisione? Diteci la vostra.

 

RISULTATI DEL SONDAGGIO

Sono d'accordo, è un modo per limitare il disturbo in centro  18%

Si rischia solo di spostare il problema   22%

Non credo che ci siano criticità tali da giustificare una misura simile   27%

Va bene l'ordinanza, ma servono più controlli   34%

 

TIO.CH

SVIZZERA

Poliziotto abusa di una collega ubriaca mentre un terzo li filma

È successo durante un viaggio di lavoro della Cantonale di Basilea. Il colpevole è a piede libero ma c'è in ballo un processo penale

BASILEA - Un agente di polizia della Cantonale di Basilea avrebbe abusato sessualmente di una collega durante un viaggio di lavoro mentre questa era fortemente ubriaca e mentre un collega li riprendeva con lo smartphone.

A svelare lo «scandalo sessuale», avvenuto lo scorso agosto, l'emittente locale Telebasel. Stando alle ricostruzioni la vittima era così satolla di alcool da non potersi più nemmeno reggere in piedi e quindi, evidentemente, nemmeno in grado di difendersi.

Il responsabile, stando al Dipartimento di giustizia e sicurezza di Basilea, sarebbe a piede libero da due mesi a questa parte. Un processo penale, conferma il procuratore basilese, per però sarebbe in corso e vi sarebbero coinvolte «quattro persone, compresa la vittima». Il capo di imputazione è di “atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere”.

 

CRONACA ALCOLICA

 

VICENZATODAY

Rosà, ubriaco al volante: guidava con patente scaduta e auto senza revisione

 

ANSA

Ubriaco al volante causa tamponamento

 

AOSTASERA

Da ubriaco provoca un tamponamento a catena, denunciato

 

MARSALANEWS

Ubriaco aggredisce pattuglia dei carabinieri, arrestato

 

ESTENSE.COM

Trovato ubriaco dopo l'incidente, patente ritirata e denuncia

 

VARESENEWS

Ubriaco in ospedale bloccato da una guardia giurata