Rassegna del 11 Ottobre 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 

LA REPUBBLICA Motori

Etilometri, la metà sono fuori uso

Fermi per revisione. Serve una legge che faccia passare i controlli da annuali a biennali

di VINCENZO BORGOMEO

LA META' dei 1.000 etilometri in dotazione alla Polizia Stradale sono inutilizzabili: fermi in attesa di revisione. E' questa la denuncia dell'Asaps, associazione amici polizia stradale. L'allarme è chiaro: la carenza di alcoltest utilizzabili dagli agenti mina alla base l'impegno per combattere il fenomeno dell'ubriachezza alla guida. Un problema enorme per la sicurezza stradale, anche se i veri numeri del fenomeno - caso unico in Europa (*) - in Italia non li conosciamo: "Nel 2015 - spiegano all'Asaps - non è stato possibile sapere con certezza il numero di incidenti alcol-correlati perché l'Istat ha eliminato già da tempo questo importante resoconto. Numeri ufficiali non ve ne sono. Ci sono però i dati del nostro Osservatorio sulla Pirateria stradale che dà un indicazione pari a oltre il 23% degli episodi mortali registrati nei primi 8 mesi del 2016".

Le scuse più folli per sfuggire ai controlli

E' partita quindi una corsa contro il tempo: serve una legge che trasformi l'obbligo di revisione degli etilometri da annuale a biennale (almeno) e la possibilità di affidare ai privati le revisioni di questi macchine che altrimenti possono avere il "via" a tornare in servizio solo da due uffici ministeriali, uno a Roma e uno a Milano, ovviamente pochi per tenere il ritmo di questo nuovo lavoro. "Nuovo" perché incredibilmente solo da poco in Italia abbiamo iniziato ad avere un serio contrasto alla piaga degli automobilisti ubriachi. E questo ha comportato una completa riorganizzazione del sofisticato apparato di controllo su strada.

"Dal 1 gennaio al 30 settembre 2016 - ci ha spiegato Giuseppe Bisogno, capo della Stradale - solo la Polizia di Stato ha fatto 1,9 milioni di controlli con l'etilometro e sono state rilevate circa 15 mila infrazioni. Impegno forte che richiede sempre maggior sforzo, da parte di tutti. Anche di chi deve mettere gli agenti in condizione di lavorare al meglio".

Secondo l'associazione che ha lanciato l'allarme infatti ci sarebbero Polizie Locali da mesi con pochissimi strumenti di controllo e interi territori sprovvisti o con un numero assai limitato di etilometri, al punto da dover chiedere aiuto ad altri organi di polizia. E in centinaia di casi alcoltest del centro Italia sono stati revisionato presso il Centro Prove di Milano, con Tir pieni di strumentazioni inviati in tutta fretta dalla Capitale verso la Lombardia, proprio per non fermare i controlli sulle strade italiane all'inizio dell'estate.

Il problema è che gli etilometri devono finire ogni anno obbligatoriamente su sofisticati banchi-prova, per superare esami specifici e ad altissima tecnologia, come indicato dal Decreto Ministeriale 22 maggio 1990, n° 196. E se non si interviene al più presto la carenza di strumenti di controllo rischia di compromettere la sicurezza stradale. La Polizia spinge forte sulla strategia dei maggiori controlli, soprattutto con l'ausilio dell'elettronica e dei nuovi dispositivi, ma senza etilometri diventa difficile fare prevenzione. Ed evitare, tanto per capirci, che ci siano pirati della strada che si mettono al volante in condizioni psico-fisiche disastrose, come quelle del camionista ubriaco che sulla tangenziale di Torino ha distrutto un'intera famiglia.

 

(*) Nota: una vera vergogna, tutta italiana. Caso unico in Europa.

 

ILPIACENZA.IT

Ubriaco e armato minaccia i passanti: «Ho voglia di sgozzare qualcuno». Arrestato

«Ho voglia di sgozzare qualcuno». E’ questa una delle tante frasi minacciose e deliranti che alcuni giovani piacentini si sono sentiti rivolgere da un individuo ubriaco e che maneggiava minacciosamente un coltello a serramanico. E’avvenuto nel pieno centro, tra corso Vittorio Emanuele e via Garibaldi. Il protagonista, un piacentino di 24 anni già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri per violenza privata aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.

Tutto è accaduto nella prima serata del 10 ottobre quando al 112 e al 113 sono arrivate diverse chiamate che segnalavano un individuo che si aggirava in centro con un coltello in mano minacciando tutti. In particolare se l’è presa con un gruppo di cinque giovani piacentini che ha avvicinato sul corso davanti al Coin. Avvicinandoli con il coltello in mano, li avrebbe minacciati pronunciando frasi deliranti.

I ragazzi sono riusciti ad allontanarsi verso piazza Cavalli e a chiamare le forze dell’ordine.

Una pattuglia del Nucleo radiomobile dei carabinieri lo ha bloccato in tempo vicino a un bar di via Garibaldi: in tasca aveva il coltello a serramanico che è stato sequestrato, ma per portarlo in caserma è stato necessario anche il supporto della polizia. Sottoposto al test dell’alcolemia è risultato ubriaco (1,81 il valore). Il giovane è stato processato per direttissima.

 

ANSA

Si barrica e minaccia farsi esplodere

Nuoro, dopo un paio d'ore di trattative uomo ha desistito

NUORO, 8 OTT - Si è consegnato nel pomeriggio, nelle mani del questore di Nuoro e del capo della Squadra mobile, l'agricoltore di 57 anni, Pietrino Floris, che ha minacciato di farsi esplodere nella cantina del suo palazzo in via Istiritta a Nuoro, dove erano presenti alcune bombole di gas.

    Dopo un paio d'ore di trattative l'uomo ha accettato di uscire. Le forze dell'ordine hanno blindato la via facendo anche evacuare le famiglie dal palazzo. Sul posto gli agenti della polizia, i carabinieri i vigili del Fuoco e i vigili urbani.

    Tutto è cominciato nel primo pomeriggio quando l'uomo avrebbe avuto un alterco in famiglia andando in escandescenze, in quei momenti ha anche esploso alcuni colpi con la sua pistola, una 7,65 legalmente detenuta. Ma nessuno è rimasto ferito. La moglie e i due figli sono scappati e hanno subito chiamato le forze dell'ordine. Mentre Floris è sceso nella cantina dove si è barricato per alcune ore. Ora dovrà spiegare i motivi del gesto. (*)

 

(*) Nota: i motivi del gesto sono scritti nel prossimo articolo…

 

LA NUOVA SARDEGNA

L’alcol all’origine della giornata di follia

L’uomo aveva già mostrato segni di insofferenza. Mesi fa una lite con una delle donne delle pulizie

NUORO. Era da diversi mesi che Pietrino Floris era sull’orlo di una crisi di nervi. Sempre più nervoso, sempre più irascibile. E sempre più dipendente dall’alcol. Una dipendenza che non era sfuggita ai suoi familiari, sempre più preoccupati. Pietrino da qualche tempo aveva ricominciato a fare l’agricoltore nelle campagne di Locoe a Orgosolo, di proprietà della sua famiglia. Ma rimuginava sempre sul suo passato. Sulle tante iniziative imprenditoriali finite male: prima aveva aperto un bar, poi un’agenzia di intermediazione finanziaria che lo aveva portato quasi al tracollo finanziario. Infine, la scelta di ritornare ai campi, all’attività tradizionale della sua famiglia. Pietrino non ha mai avuto problemi di soldi. È figlio unico di una famiglia benestante. I terreni sui quali è stato costruito il palazzo di via Istiritta, teatro della sua follia, erano del padre. E sono di sua proprietà tutti i locali commerciali di quella strada, una delle vie più frequentate della città. «Non ha problemi di denaro, anzi», tagliano corto i suoi vicini. Ma Pietrino, forse, non si accontentava solo dei soldi. Voleva di più dalla vita. Ma, a un certo punto, della sua vita ha perso il controllo. Negli ultimi tempi se la prendeva con tutti. Un episodio corre sulle labbra di tutti. Due mesi fa ci sarebbe stato uno screzio con la società che si occupa delle pulizie delle scale nel condominio di via Istiritta. Pietrino Floris era convinto che una delle dipendenti, approfittando del fatto che lui era solito lasciare le chiavi sotto lo zerbino, si sarebbe intrufolata in casa sua per rubare i gioielli di famiglia. Erano volate parole grosse, la donna, ovviamente, aveva rigettato tutte le accuse. Ma lui rivoleva indietro, a tutti i costi, quei gioielli. Fino al punto di minacciarla. Un pomeriggio, al culmine di una lite con la donna, l’avrebbe addirittura strattonata, presa per un braccio e portata a forza dentro lo scantinato, proprio quello dove sabato scorso si è barricato, per convincerla a confessare. La donna ha cominciato a urlare, terrorizzata. Qualcuno l’ha sentita, è intervenuto e ha convinto Pietrino Floris a lasciarla andare via. La donna l’ha denunciato e qualche giorno dopo ha fatto lo stesso anche lui, accusandola di furto. Per qualche settimana tutto era filato liscio, poi, sabato scorso, un’altra giornata di follia che l’ha trascinato nel baratro.

 

LA REPUBBLICA Genova del 9 ottobre 2016

UN PATTO PER LA SALUTE DEI NOSTRI RAGAZZI

Gianni Testino

Epatologo, Centro Alcologico Regionale

San Martino-IST

La letteratura scientifica ci insegna che investire sulla salute dei nostri giovani, garantira’ una migliore resa scolastica, un maggiore successo accademico ed una maggiore possibilita’ di inserimento nel mondo del lavoro. In un epoca, purtroppo, cosi’ competitiva la performance psico-fisica deve essere ottimale. I dati dell’Istituto Superiore di Sanita’ parlano chiaro: la Liguria e Genova sono caratterizzate da una “salute” dei nostri giovani non buona. Carenza di salute non intesa come presenza di patologie acclarate, ma come “stile di vita” non favorevole. Gia’ al di sotto dei 18 anni il 40% delle ragazze e il 46% dei ragazzi dichiara che e’ “normale” consumare alcol, il 46% dei fumatori inizia fra i 15 ed i 17 anni (addirittura circa il 12% ha iniziato al di sotto dei 15 anni), il 23% consuma energy drink (caffeina concentrata), negli ultimi trenta giorni il 12% degli adolescenti ha consumato cannabis piu’ volte e addirittura l’1% e’ venuto a contatto con la cocaina. A tutto questo dobbiamo aggiungere un alimentazione non sempre corretta, il gioco d’azzardo e l’uso distorto dei social network. Che lo stile di vita dei nostri giovani debba essere rivisto, lo dimostra una nostra recente indagine che ha riscontrato al di sotto dei 25 anni la presenza di “fegato grasso”, nel 25% dei casi. Una percentuale eccessiva in considerazione della giovane eta’. Se noi consideriamo il fegato una sorta di “cervello biologico” e’ facile dedurre come il suo iniziale deterioramento sia espressione di un qualcosa che non funziona nello stile di vita. Cosa fare per cambiare questa tendenza? Non possiamo sempre aspettare che qualcuno ci risolva i problemi. Lo stile di vita dei nostri giovani cambia se cambia la coscienza collettiva della nostra comunita’. In questi anni nella nostra citta’ e’ iniziato un percorso virtuoso dove diverse Istituzioni hanno deciso di mettersi insieme a costo zero. Dall’11 ottobre ripartono presso l’Istituto Scientifico San Martino-IST gli incontri Educazione a corretti stili di vita in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e nel prossimo futuro il nostro nuovo Questore ha deciso di proseguire l’attivita’ di prevenzione non solo con i ragazzi, ma anche con i genitori. A breve si aggiungera’ anche l’organizzazione Confesercenti-ASCOM. Insomma, in questi anni un patto a favore della salute dei nostri giovani si e’ gia’ venuto a creare nei fatti. Le decisioni fra questi tre attori sono veloci, al passo con i tempi e non vincolati dalla burocrazia. Questo tipo di attivita’ non proibisce niente, ma informa. Si e’ deciso di informare in modo empatico secondo le indicazioni scientifiche internazionali a partire dalle medie inferiori. A questa eta’, infatti, e’ possibile ottenere i risultati migliori.

Il nostro maggiore obiettivo, pero’, e’ quello di informare correttamente (tralasciando le opinioni personali), con l’attenzione rivolta all’ intelligenza (anche quella emotiva) dei ragazzi per addestrarla al senso critico e al suo sentimento, per renderlo capace ad avvertire la differenza fra cio’ che utile e cio’ che e’ dannoso (U. Galimberti). Dobbiamo smettere di parlare dei ragazzi, perche’ e’ molto piu’ utile parlare con i ragazzi ed invitarli a parlare fra loro su contenuti che non siano quelli truffaldini che derivano dalla pressione mediatica e pubblicitaria. Il nostro non deve essere un atteggiamento giudicante: purtroppo come ci ricorda il Prof. Galimberti “i vecchi hanno preparato per i giovani un futuro che, se non e’ minaccioso, certo non da’ certezze”. I nostri giovani, quindi, devono raggiungere una vita autentica. Per vita autentica intendo una vita caratterizzata dalla liberta’ di scegliere senza condizionamenti che derivano da “false culture” imposte dall’esterno. Il raggiungimento, insomma, di una vita autentica, libera di dare sfogo ai propri istinti giovanili senza la mediazione di una sostanza o di un percorso offerto a basso prezzo dalla rete mediatica.

 

VVOX.IT

Spritz e shottini, giovani veneti consumano sempre più alcol

Ragazzini delle medie che arrivano in Pronto soccorso intossicati dai troppi spritz o dalla moda degli “shottini”. Capita sempre più spesso anche nel Veneto, dove il consumo di alcol – insieme al Friuli – è il più alto d’Italia. A che cosa devono prestare attenzione i genitori per capire se il proprio figlio rischia di entrare nel tunnel di una dipendenza? A queste e ad altre domande, risponderà domani, alla Fondazione Zoè a Vicenza il dott. Vincenzo Balestra, psichiatra e direttore del dipartimento Dipendenze della ULSS 6.

Nel Veneto, spiega Balestra, il consumo di droghe legali e non legali è in costante trasformazione. Tra i giovani (15 e i 24 anni) le sostanze più consumate sono alcol e cannabinoidi. Tra le ragazze è in forte ascesa anche il consumo del tabacco. «Fino a qualche anno fa – spiega lo psichiatra – le consumatrici erano molte meno dei consumatori. Oggi per alcolici, sigarette e cannabinoidi praticamente non c’è più una differenza di genere».

Al servizio territoriale per le dipendenze di Vicenza, si rivolgono ancor oggi persone che hanno soprattutto problemi con l’eroina: «può sembrare un tema chiuso perché non è più presente sui media, ma l’eroina non è per nulla sparita. Registriamo un ritorno sotto forme diverse: abbandonato l’uso delle siringhe e oggi viene soprattutto sniffata o fumata».

Accanto a eroina, cocaina e cannabis ci sono poi le nuove droghe, sintetizzate in laboratorio, i cannabinoidi sintetici, la ketamina e ancora gli allucinogeni e il metadone. Alle dipendenze si arriva quasi sempre dopo un passaggio per l’alcol e i cannabinoidi. «È importante – afferma Balestra – che i genitori stiano attenti e capiscano se il consumo è transitorio o di tipo ricreativo, oppure identitario o autoterapeutico».

 

BRESCIAOGGI

Ordinanza «anti-alcolici»: la Giunta blinda il Carmine

L’ordinanza che vieta la vendita di alcolici in zona Stazione replica al Carmine. Ma in maniera mirata e chirurgica, in parti di vie delimitate dal numero civico.

Dal 22 ottobre al 22 aprile dell’anno prossimo tutti i giorni dalle 18 alle 6, nel quadrante del centro delimitato a sud da corso Mameli, a nord da via Porta Pile, a ovest da via Marsala e a est da via San Faustino sarà vietata la vendita per asporto di alcolici in qualsivoglia contenitore e di altre bevande in vetro. In più, in parti di alcune vie i titolari di esercizi di vendita al dettaglio del settore alimentare e di artigiani con attività di vendita al minuto di alimentari, compresi i distributori automatici, dovranno chiudere alle 20.

 

LA PROVINCIA PAVESE

Ubriaca in strada ragazza di 19 anni finisce in ospedale

Intervento nella notte del personale del 118, in Strada Cascinazza, per una ragazza ubriaca. Una studentessa di 19 anni si è sentita male e gli amici hanno chiesto l’intervento dei soccorsi. Per fortuna non c’erano problemi particolari: la ragazza aveva solo bevuto troppo. (*) E’ stata caricata in ambulanza ed è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Matteo. Qui è stata tenuta in osservazione per alcune ore ed è stata riportata a casa dai genitori. L’allarme è scattato verso l’una della notte tra sabato e domenica.

 

(*) Nota: mi pare già un problema sufficientemente importante.

 

WINENEWS

Poliziotti-sommelier che insegneranno ai detenuti la degustazione del vino: succede nel carcere di Lecce, con il progetto “Il vino oltre ogni barriera”, che partirà domani, su idea di Feudi di Guagnano, con l’Associazione Italiana Sommelier (Ais)

Poliziotti-sommelier che insegneranno ai detenuti la degustazione del vino, ma anche gli aspetti legati alla coltivazione della vite, le diverse tecniche di vinificazione come si serve e conserva un vino: succede al Carcere di Lecce, grazie ad un’idea della cantina salentina Feudi di Guagnano (200.000 bottiglie con 30 ettari vitati, www.feudiguagnano.it ) che, con la collaborazione della direttrice del carcere Rita Russo e dell’Associazione Italiana Sommelier della città, si è concretizzata nel progetto “Il vino oltre ogni barriera”, che partirà domani, e si concluderà in dicembre con la consegna, ai partecipanti, degli attestati di frequenza di quello che viene presentato come il primo corso del genere rivolto ai detenuti.

“Era da un po’ di anni - afferma Gianvito Rizzo, amministratore della cantina Feudi di Guagnano e promotore dell’iniziativa - che ci balenava in testa l’idea di consentire anche agli ospiti di un carcere di imparare a degustare i grandi vini del nostro territorio e a conoscerne la storia. Poi, forse per “pudore intellettuale” o perché molte volte non si sa nemmeno da dove iniziare, la cosa è rimasta sospesa. Poi, un bel giorno, la direttrice del carcere di Lecce ha aperto le porte a quello che forse è il primo corso per sommelier rivolto a detenuti, uomini e donne, realizzato in Italia. Siamo convinti che questa esperienza sarà straordinaria e unica (*), non solo per questi studenti speciali ma anche per tutti noi”. E docenti del corso saranno davvero particolari: si tratta, infatti, di poliziotti della questura di Lecce che sono anche esperti sommelier. Una sorta di doppia veste che li vede da un lato, impegnati come tutori della giustizia a perseguire coloro che delinquono, dall’altro, sotto l’aspetto umano, ad impegnarsi come meglio possono nel difficile cammino del reinserimento sociale. Che, in tante esperienze carcerarie italiane, da Gorgona, con la coltivazione della vite e la produzione vino (in collaborazione con Frescobaldi), a Milano (Bollate) e Torino (Lorusso e Cutugno), con i ristoranti “InGalera” e “Liberamensa”, solo per citare alcuni casi, passa sempre più anche dal mondo dell’agricoltura e dell’enogastronomia.

 

(*) Nota: confidiamo che, per davvero, questa esperienza possa rimanere unica.

Anche perché, già da tempo, moltissime carcere italiane hanno saggiamente deciso di eliminare le bevande alcoliche al loro interno.