Rassegna del 28 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

CHANGE.ORG

Chiave etilometro obbligatoria

Lo scorso weekend un'intera famiglia è stata distrutta per colpa di un autista ubriaco. Paolo vorrebbe che incidenti di questo tipo non si verificassero più e per questo lancia una proposta:

Paolo Centroni

Torino, Italy

Problemi gravi e complessi possono talvolta essere risolti in modo semplice, efficace e rapido.

Il 23/09/2016 sulla tangenziale di Torino si è verificato un gravissimo incidente stradale. Due genitori di 50 e 39 anni sono morti lasciando i tre figli, feriti nello stesso incidente ma non in pericolo di vita, orfani. La causa di questo devastante incidente è stata l'autista, ubriaco al limite del non potersi reggere in piedi né di RIUSCIRE A SOFFIARE NELL'ETILOMETRO! http://www.lastampa.it/2016/09/24/cronaca/la-folle-corsa-del-tir-che-ha-lasciato-tre-orfani-3xdHyBmaAbpuBEGya1N99O/pagina.html

Questo "incidente", solo l'ultimo di una lunga serie (giusto qualche settimana prima sempre in provincia di Torino, un altro autista aveva provocato un morto entrando ubriaco in contromano in tangenziale), avrebbe certamente potuto essere evitato se solo l'autista fosse stato obbligato a soffiare in un etilometro per dare il consenso all'avviamento del mezzo di cui si stava per mettere alla guida.

http://www.lastampa.it/2016/09/05/cronaca/un-errore-terribile-ma-era-ubriaco-uVJUbjwoltDBDAi2uRB7uN/pagina.html

Dispositivi del genere sono già esistenti, e comunemente conosciuti come alcohol interlock devices. https://en.wikipedia.org/wiki/Ignition_interlock_device

La richiesta è semplice. Rendere tali dispositivi obbligatori per tutti i mezzi a motore circolanti, indipendentemente dalla tipologia e dall'età, nel più breve tempo possibile. BASTA MORTI CASUALI SULLE STRADE DOVUTI ALL'ALCOOL!

 

La petizione può essere firmata al seguente link:      Firma la petizione

 

ILDOLOMITI.IT

Minori e alcol, in arrivo l'inasprimento delle sanzioni per gli esercenti

Manuela Bottamedi del gruppo misto e Violetta Plotegher del Pd hanno proposto il disegno di legge 78 in materia di minori e consumo di bevande alcoliche, ma il Questore sottolinea che il fenomeno è sociale e culturale: "Le sanzioni non bastano, è necessario agire nelle scuole e in famiglia". Il 30% dei trentini è a rischio

Di Luca Andreazza

TRENTO. 28 settembre 2016 - Alcol e giovani. Una relazione burrascosa, ma soprattutto pericolosa. L'elevato consumo di alcolici contraddistingue tutto il Nord Est, che presenta in questo campo percentuali sopra la media rispetto al territorio nazionale. I primi due gradini del podio di questa classifica sono occupati rispettivamente da Bolzano e Trento, dove si registrano le più alte percentuali di mortalità dovute all'alcol e di consumatori in modalità binge drinking, cioè che bevono con l'obiettivo di ubriacarsi.

 In questa ottica di prevenzione e lotta a questo fenomeno sociale, Manuela Bottamedi del gruppo misto e Violetta Plotegher del Pd hanno proposto il disegno di legge 78 in materia di minori e consumo di bevande alcoliche; sul quale è stato chiesto il parere anche del Questore di Trento Massimo D'Ambrosio. Nello specifico l'esponente del Partito Democratico, rivolgendosi al Questore, ha chiesto se l'inasprimento delle sanzioni previsto dal disegno di legge nei confronti dei soggetti che offrono bevande alcoliche ai minori potrebbe funzionare e quale sia la migliore misura di prevenzione per attivare per un controllo efficace del fenomeno. La legge provinciale prevede una sanzione da 50 a 500 euro per i minori pizzicati a consumare gli alcolici, mentre fino a 5.000 euro per un esercente che somministra alcolici a minorenni.

 Il Questore ha puntualizzato che per contrastare questo fenomeno non basta agire in una sola direzione perché le cause del consumo di alcolici tra i minori sono molteplici, come il bisogno di sentirsi socialmente accettati in gruppo dove gli alcolici rappresentano quasi un status symbol. "Si tratta di un problema che coinvolge tutte le istituzioni del territorio, compresi i servizi sociali. E' necessario agire sull'educazione e la cultura attraverso la scuola e la famiglia - ha precisato - perchè il problema ha un dimensione globale: i giovani, guardando la televisione, seguono il modello dello spettacolo, dove i loro protagonisti stimolano il consumo di alcol e droga".

 L'inasprimento delle sanzioni amministrative, per D'Ambrosio, risulterebbero quindi inefficaci, se non si agisce sulla dimensione culturale e cognitiva, unito ad un controllo sistematico del fenomeno oppure ad un incentivo rivolto agli esercizi pubblici per incentivare la pratica di non vendere bevande alcoliche ai minori.

 Secondo il rapporto di Passi - Osservatorio della salute a cura del Provincia di Trento e dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari evidenzia inoltre come il 30% della popolazione trentina può essere considerato un consumatore di alcol a rischio in quanto assume alcol abitualmente in modo elevato (circa 4%) o prevalentemente fuori pasto (22%) o perchè è un bevitore binge (14%). I Trentini consumatori di alcol a maggior rischio sarebbero oltre 100.000, e sembra un'abitudine più frequente negli uomini e tra i ragazzi di età compresa fra 18 e 24 anni.

 

LA STAMPA

Con il reato di omicidio stradale 28 vittime in meno dello scorso anno

Il rapporto di polizia e carabinieri: il numero degli incidenti resta invariato, ma il conto dei morti cala del 2% (*)

SIMONE GORLA

27/09/2016 - Un calo dello 0,1 per cento di incidenti stradali e 28 vittime in meno rispetto allo scorso anno. A sei mesi dall’introduzione del reato di omicidio stradale, arrivano i primi dati che raccontano gli effetti della nuova norma sui comportamenti a rischio di chi guida. Le rilevazioni di polizia stradale e carabinieri dicono che, dal 25 marzo al 18 settembre del 2016, il numero di incidenti è rimasto sostanzialmente invariato (da 38.022 a 37.987) rispetto allo stesso periodo del 2015. Gli incidenti mortali sono scesi di due punti percentuali (da 860 a 848), mentre salgono, seppur di poco, il bilancio delle lesioni (più 1 per cento) e quello dei feriti (più 0,5 per cento). 

 I dati analitici del ministero dell’Interno basati sui rilievi della polizia, esposti oggi nel corso di un convegno dalla dirigente della polizia stradale di Milano Carlotta Gallo, dicono che gli incidenti mortali con denuncia per omicidio stradale sono stati finora 190. In 98 casi c’è stata più di una vittima. In 305 casi la denuncia è stata per lesioni gravi o gravissime. La polizia ha arrestato undici persone in flagranza di reato, nove di queste trovate alla guida in stato di ebbrezza, mentre 173 autisti sono stati denunciati a piede libero per omicidio.

 Resta da verificare l’efficacia della nuova norma nello scoraggiare i comportamenti pericolosi. È presto per fare un bilancio, ma il confronto con i mesi successivi all’entrata in vigore della patente a punti è impietoso. Allora ci fu un calo del 23 per cento di incidenti mortali, dieci volte maggiore di quello attuale. Un effetto che potrebbe dipendere dalla percezione della nuova norma: se la riforma della patente toccava da subito tutti gli autisti, l’omicidio stradale è sentito come un reato lontano dalla gente comune. «Nessuno si identifica con il criminale che attua i comportamenti pericolosi descritti dalla legge. Bisogna attendere per poter valutare l’efficacia della norma», spiega Carlotta Gallo, perché «manca ancora una giurisprudenza in merito: l’effetto deterrente sul lungo periodo potrebbe essere maggiore dopo le prime condanne».

 Per gli addetti ai lavori restano dubbi e criticità. Il consigliere della Corte di Cassazione Giuseppe Pavich, nel corso della sua lectio magistralis nella sala congressi del III reparto mobile della polizia a Milano, rileva un «approccio troppo basato sulla casistica» e contraddizioni come «l’aggravante prevista per sorpasso con la striscia continua o sulle strisce pedonali, ma non per quello in curva o a destra. E ce ne sono diverse altre». Tra le altre, il sospetto che la nuova norma abbia come effetto collaterale quello di incitare alla fuga in caso di incidente. Non è solo la paura di essere incriminati con le nuove aggravanti: la legge consente al “pirata della strada” di presentarsi alle forze dell’ordine entro 24 ore dall’incidente senza subire l’arresto, obbligatorio invece verso chi si ferma e viene colto in flagranza. Una stortura, secondo gli esperti, bilanciata solo in parte dall’aggravamento della pena prevista.

 

(*) Nota: 28 morti in meno, 28 famiglie in meno condannate un ergastolo di dolore, se anche fosse questo il risultato dell’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale, ne sarebbe valsa la pena. Ma è presto per trarre delle conclusioni. L’effetto deterrente della legge deriverà dalle prime sentenze e la sua efficacia preventiva dalla riduzione del consumo di alcolici.  

 

RSVS

A Loano si parla di abuso di alcol

Porte aperte a cento alunni delle Medie

di redazione

Loano. 27 settembre 2016 - Stamane in sala consigliare sita in Palazzo Doria si è svolta la giornata Informativa sulle problematiche legate al consumo di alcol in età giovanile.

Questo evento è stato organizzato dall’associazione sportiva Krav Maga Parabellum, dal Comprensorio Scolastico Loano- Boissano,dal Sert di Savona,dallo CSEN  provinciale e dall’amministrazione Loanese.

Ha impegnato circa cento alunni delle classi terze medie dell’istituto secondario di primo grado Mazzini- Ramella.

L’incontro, ha permesso ai ragazzi di interagire con i relatori attraverso un confronto aperto e senza schemi prestabiliti.

La giornata è stata aperta dalla Responsabile didattica Sabrina Poggio, affiancata dal Vicepreside Prof. Dario Caruso e dai docenti scolastici che hanno accompagnato gli studenti.

Il Sert area dipendenze era rappresentato dalla Dottoressa Nicoletta Conio Psicologa, che ha sottolineato e illustrato ai partecipanti le attività svolte da questo importante servizio,soffermandosi sulle cause comportamentali e sociali  che portano i ragazzi a cadere nel baratro del consumo di alcol e sostanze stupefacenti.

L’infermiera Danila Guerra del distretto Albenganese ha evidenziato con proiezioni di video e relative conclusioni  gli aspetti legati  al fenomeno dell’emulazione causata dalle  pubblicità odierne, che con i loro spot stimolano gli adolescenti ad essere all’altezza delle situazioni solo se sorseggiano o tengono tra le loro mani una birra o un cocktail.

La Specializzanda Dott.ssa Anna Oliveri  ha partecipato come osservatrice a questo appuntamento ritenendo questa esperienza utile per il suo percorso formativo.

La K.M.P. impegnata con vari progetti sul mondo giovani, si è soffermata sulle conseguenze sociali legate alla sicurezza di se stessi e della collettività.

Il primo a cimentarsi su questi argomenti è stato il presidente Davide Carosa, istruttore di difesa personale e infermiere presso la sala di neurochirurgia del Santa Corona di Pietra Ligure,il quale ha evidenziato il dramma in cui può essere catapultato un intero nucleo familiare  in conseguenza ad un incidente accorso al proprio figlio per causa di guida in stato di ebrezza.

Ha inoltre illustrato ai presenti l’importanza di essere consapevoli che un alterato stato di coscienza da alcol o sostanze stupefacenti, ci può rendere prede di persone senza troppi scrupoli, di non riuscire ad evitare,arginare o reagire a situazioni pericolose come un’aggressione fisica.

L’Istruttrice Barbara D’Alessandro Mental Coach ha introdotto l’aspetto fondamentale delle risorse site in ognuno di noi, utili ed indispensabili nel affrontare situazioni dall’evoluzione imprevedibile, come lo stimolo da parte di coetanei  a provare sostanze stupefacenti o  alcoliche, per  paura di essere esclusi dal gruppo o  semplicemente etichettati.

L’allievo Gianluca Rosa autista dell’azienda TPL di Savona ha potuto partecipare a questo evento grazie all’autorizzazione da parte del Presidente Carlo Strinati, intervenendo sulla problematica causata dai i ragazzi che in evidente stato di alterazione utilizzano i mezzi pubblici nei weekend o nella stagione estiva, con il risultato di atti di vandalismo o ancor peggio l’impossibilità di procedere con la corsa perchè vengono meno le condizioni di sicurezza dei trasportati all’interno del mezzo, con il conseguente intervento delle forze dell’ordine.

La vicepresidente Lara Costa anch’essa infermiera presso l’unità coronarica del nosocomio Pietrese ha chiuso l’incontro confrontando le difficoltà che le generazioni precedenti incontravano  durante la fase di crescita rispetto a quelle odierne, sottoponendo i ragazzi a riflettere su quante opportunità possono utilizzare per conoscersi meglio e volersi bene,  intraprendendo un’attività sportiva che stimola e tutela la salute in ogni suo aspetto sia fisico che psicologico.

 

ASAPS

Viene sorpresa ubriaca al volante: il padre ne prende le difese

Dall'accertamento è emerso che la ragazza aveva un tasso quattro volte superiore alla soglia consentita

"I figli so piezz e core", recita uno dei più famosi proverbi napoletani. Lo sa bene il genitore di un'automobilista, sorpresa durante un controllo della Polizia Municipale dell'Unione del Rubicone e Mare con un tasso di alcol nel sangue ben oltre il limite fissato dalla legge in 0,50 grammi per litro. Dall'accertamento è emerso che la ragazza aveva un tasso quattro volte superiore alla soglia consentita. Il genitore, chiamato dal personale in divisa a ritirare l'auto, ha valutato il risultato dell'etilometro non consono alla condizione di ebbrezza della figlia, giustificandola in toto.

L'ultimo fine settimana di settembre ha visto gli agenti della Municipale impegnati in una serie di controlli stradali anche nelle zone di Sogliano al Rubicone, Roncofreddo e Borghi. Il servizio si è svolto con l'impiego di 10 uomini, che, oltre al normale controllo di competenza. ha intensificato la campagna per la sicurezza finalizzata a contrastare le guide in state d'ebrezza. Oltre alla ragazza, il personale in servizio ha ritirato tra venerdì e sabato altre due patenti a conducenti che avevano alzato troppo il gomito.

Complessivamente sono state identificate 95 persone, 49 delle quali straniere nei centri storici, e verificato 158 autoveicoli. Due autotrasportatori sono stati sanzionati per non aver effettuato la pausa durante il periodo di guida giornaliero. E' stata contestata una guida senza patente ad un conducente extracomunitario; sequestrati due veicoli per mancanza di copertura assicurativa; e accertate nove mancate revisioni periodiche di cui una per avere circolato con il veicolo già sospeso dalla circolazione. Per quest'ultimo trasgressore è scattato il fermo dell'auto ed una sanzione di 1941 euro.

da cesenatoday.it

 

Nota ASAPS: il genitore, chiamato dal personale in divisa a ritirare l'auto, ha valutato il risultato dell'etilometro non consono alla condizione di ebbrezza della figlia, giustificandola in toto.

Preferiamo non commentare.

 

CERTASTAMPA

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA / VIOLENTANO LA COLLEGA UBRIACA NEL RETROBOTTEGA, DENUNCIATI DUE OPERAI

PAOLAPELUSO

28 SETTEMBRE 2016 - Hanno abusato di lei, una collega, all’interno del laboratorio in un opificio vibratiano. Hanno approfittato del fatto che fosse ubriaca e che la sua capacità di resistere fosse fortemente ridimensionata dall’eccesso di alcol. Due operai, un pakistano di 36 anni ed un cittadino cinese di 51, entrambi celibi ed entrambi residenti a Sant’Egidio alla Vibrata, hanno violentato una donna cinese di 46 anni, sposata, sempre residente a Sant’Egidio. I due l’hanno costretta ad avere un rapporto sessuale completo nel laboratorio artigianale dell’opificio vibratiano per i quali, tutti e tre, lavorano. La donna si è sottoposta a visita ginecologica che ha confermato inequivocabilmente l’avvenuta violenza sessuale e ha denunciato i due operai, suoi colleghi. I carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, a conclusione di delicatissime indagini, li hanno identificato: per entrambi i violentatori è scattata la denuncia a piede libero per concorso in violenza sessuale. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno raccolto concreti elementi di colpevolezza a carico del cinese e del pakistano. I due hanno abusato della collega approfittando dello stato di ubriachezza in cui versava.

 

NORMANNO.COM

Adesca una turista, la ubriaca e la violenta in auto

Giovane, straniera, e forse per questo si è fidata troppo. La disavventura accaduta lo scorso 16 settembre ad una turista in visita a Milazzo è di quelle che sicuramente ricorderà negli anni.

La ragazza, secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Milazzo, si trovava in un bar del lungo mare di Venetico, quando è stata avvicinata da un uomo che, dopo averle offerto numerose bevande alcoliche, le ha offerto un passaggio fino a Milazzo, per trascorrere la notte in discoteca.

Ma la giovane non è mai stata condotta alla destinazione finale. Giunti a Milazzo, l’uomo si è diretto in una zona isolata della spiaggia di Levante, lì ha parcheggiato l’auto e si è fiondato sulla ragazza, strappandole i vestiti di dosso.

La vittima, anche se nuda, è riuscita a fuggire trascinandosi dietro la borsa contenente il cellulare. Rifugiatasi in una boscaglia, ha chiesto aiuto ai Carabinieri, dai quali è stata soccorsa e accompagnata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Milazzo.

Sono scattate le indagini, culminate, ieri, in un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliare, emessa dal gip del tribunale di Barcellona, a carico del 45enne M. T. A. di Venetico.

 

LIGURIA24

Ubriaco colpisce la compagna con una testata: marito violento arrestato a Genova

di Redazione Genova24

Genova. 28 settembre 2016 - La loro relazione è iniziata quattro anni fa e da circa due anni vivono insieme in una casa indipendente nel quartiere di San Martino. Nel settembre 2015 è nata la loro bambina e lui, un genovese di 43 anni, ha cominciato a manifestare un comportamento aggressivo.

Ha ripreso a bere alcool ed è diventato molto geloso e possessivo. Vorrebbe che la compagna, una cubana di 42 anni, non uscisse mai di casa, neanche per fare la spesa e, quando questo avviene, le tiene il tempo facendola vivere in uno stato di ansia ed oppressione. Inizia anche ad insultarla e picchiarla sempre più frequentemente. In pochi si accorgono della situazione perché la loro abitazione è piuttosto isolata e tutto è nascosto dalle mura domestiche.

 

AVIONEWS

Aereo Jetairfly. Steward ubriaco: per la serie, "Come ti ritardo un volo"

Roma, Italia - Ore di attesa in aeroporto nel pieno disagio. E poi il velivolo decolla in ritardo con 11 passeggeri in meno

(WAPA) - Mentre l'aereo della compagnia belga Jetairfly si andava via via riempiendo di passeggeri che dall'isola greca di Zante dovevano raggiungere Bruxelles, alcuni di loro già si erano resi conto dello strano comportamento di uno dagli steward: quando poi con passo barcollante si è diretto verso il microfono e rivolto ai passeggeri frasi incoerenti, biascicate ed incomprensibili, hanno avuto la certezza che l'uomo fosse ubriaco. Già serpeggiava la preoccupazione quando una volta salito a bordo il resto dell'equipaggio, una voce ha annunciato un ritardo a causa di un "Problema tecnico". Ancora pochi minuti di attesa, ed alla prima ha fatto seguito la comunicazione che il problema era di altra natura: stavolta si trattava di "Un membro d'equipaggio malato. C'è ancora da aspettare; siamo alla ricerca di una soluzione". Questo accadeva mezz'ora dopo l'orario schedulato di partenza.

Poi - riportano numerose testimonianze- tutti i passeggeri vengono fatti scendere dal velivolo "Senza alcuna ulteriore spiegazione", e condotti verso una "Zona di transito, senza servizi igienici, senza la possibilità di comprare il cibo, mentre ci sono molti bambini tra i passeggeri". Tra il malcontento generale, finalmente viene data loro la possibilità di accedere ad un'altra parte dell'aeroporto. E qui solo dopo altre due ore di attesa gli viene spiegato che il volo decollerà con l'equipaggio ridotto, e dunque ridotto dovrà essere anche il numero dei passeggeri (come dettato dagli standard di sicurezza). Qualcuno deve offrirsi volontario e rinunciare a partire....

Lo fanno in 11, che accettano di rimanere sull'isola per altri due giorni - spese a carico del vettore - in attesa del prossimo aereo per Bruxelles.

L'episodio è accaduto lo scorso venerdì, ma solo in queste ore ne ha parlato l'edizione web di "DH.be", a cui il portavoce di Jetair (il tour operator per il quale l'aviolinea in questione serve la maggior parte dei suoi collegamenti aerei) Florence Bruyère, confermando l'"Incidente" ha dichiarato: la causa sono stati i "Problemi personali di un membro dello staff di bordo", proseguendo "Gli standard di sicurezza europei ci impongono di rispettare un certo numero di passeggeri per membro d'equipaggio. Abbiamo quindi fatto in modo di garantire soprattutto la sicurezza. Nello specifico, in merito allo steward, è già stata redatta una relazione e presto verrà convocato. Va da sé che provvedimenti interni riguardanti questo caso verranno presi".

Il disagio è stato grande: ore di attesa, e per tanti la rinuncia a partire. Questo fatto ripropone il problema delle dipendenze da alcool, droghe e psicofarmaci di cui a volte il personale di bordo delle compagnie aeree può essere vittima. Gravissimo quando investe i piloti; altrettanto come abbiamo visto quando riguarda il personale di cabina di un mezzo che trasporta vite umane, ponendole a grave rischio. Un fenomeno in crescita che i vettori cercano di contrastare, troppo spesso ostacolati nel mondo da quelle norme sulla privacy che finiscono per essere complici nel mantenere il problema relegato alla sfera personale e dunque sommerso.

(Cla/Mos)

 

LIFESTYLE

Perché l’America non è il paese migliore in cui vivere

Lo dice una ricerca internazionale sulle diverse cause di malattia e di morte nel mondo, basata sui dati delle Nazioni Unite. L’Italia soffre di problemi legati al fumo e al sovrappeso, ma alcolismo, suicidi e violenze affossano gli Stati Uniti

In questi tempi di aggressivissima campagna per la Casa Bianca si sente spesso ripetere che sì, gli Stati Uniti sono la più grande e forte nazione del mondo. Eppure questo tanto sbandierato primato a stelle e strisce risulta in realtà alquanto discutibile, se non altro per quanto riguarda il benessere della propria popolazione. A ricordarlo, in barba ad ogni ipocrisia elettorale, è un articolo apparso su Bloomberg, che oltre a ribadire come i Paesi Scandinavi offrano una qualità di vita ai propri cittadini ben superiore a quella che si può trovare in America, ha presentato una ricerca sullo stato di salute effettivo delle popolazioni delle diverse Nazioni, basata su dati delle Nazioni Unite e pubblicata dalla rivista scientifica The Lancet. Morale gli Stati Uniti figurano solo in ventottesima posizione, con un risultato finale decisamente inferiore alle aspettative; al contrario della nostra Italia, che si posiziona orgogliosa al ventesimo posto.

I 33 indicatori che l’analisi ha comparato vanno a paragonare l’incidenza delle diverse patologie e delle circostanze sociali sullo stato di salute medio e sulla sicurezza delle persone.

L’analisi spazia così dalle guerre alle malattie sessualmente trasmissibili, dalla malaria agli incidenti stradali. Prima classificata in questa graduatoria salutistica è l’Islanda, seguita sul podio da Singapore e Svezia. L’Italia, come si diceva, risulta in ventesima posizione, dietro Spagna, Irlanda e Germania, zavorrata unicamente dai problemi legati al sovrappeso, al fumo, all’inquinamento dell’aria e all’hiv. Gli Stati Uniti, invece, risultano meno sicuri in particolare sul fronte delle morti per violenza e per avvelenamento, per problemi di alcolismo e per l’elevato tasso di suicidi. A questo link è possibile sfogliare l’intera graduatoria, chiusa da tre realtà africane come Sudan del Sud, Somalia e Repubblica Centrafricana dopo le difficoltà legate all’approvvigionamento di acqua potabile e all’igiene personale sono ancora spaventose.