Rassegna del 24 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta 

IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE AUMENTANO IL RISCHIO DI TUMORE! 

http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2016/09/19/news/l_alcol_causa_almeno_sette_tipi_di_tumore-148009332/

L'ALCOL AUMENTA IL RISCHIO PER ALMENO SETTE TIPI DI TUMORE

A lanciare l'allarme, una metanalisi pubblicata di recente sulla rivista Addiction. Ma lo Iarc ha già da tempo riconosciuto questa sostanza come fattore di rischio. Non esiste una soglia di sicurezza. Per fare prevenzione da oggi e fino al 26 settembre si tiene in tutto il mondo la campagna "Make Sense Campaign"

di MARIA RITA MONTEBELLI

19 settembre 2016

L'alcol aumenta il rischio per almeno sette tipi di tumore L'ALCOL causa almeno sette tipi di tumore. Ma probabilmente anche altri. E’ la conclusione lapidaria alla quale giunge una recente metanalisi pubblicata su Addiction e firmata da Jennie Connor, ricercatrice neozelandese dell'università di Otago. Che l'abuso di bevande alcoliche danneggi seriamente la salute, quella fisica come quella mentale, è risaputo da tempo. Ma in genere l’alcol viene associato alla cirrosi epatica, alle gastriti, alle pancreatiti o all'ictus. E invece le conclusioni di questa ricerca non lasciano dubbi: l’alcol causa anche il cancro. Proprio come il fumo. I tumori causati dall’alcol sono certamente sette, quelli di orofaringe, laringe, esofago, fegato, colon, retto e mammella. E questa non è proprio una novità a dire il vero, visto che l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) aveva già correlato in maniera causale il consumo di alcol a questi sette tipi di tumore. Ma il contributo di conoscenze che questa nuova ricerca aggiunge all’argomento è la ‘forza’ dell’evidenza che lega l’alcol a questi tumori. L'idea alla base di questa pubblicazione insomma è di far passare forte e chiaro il messaggio che l’alcol provoca il cancro, senza se e senza ma. E l’entità di questo rischio è riassumibile nelle stime relative al 2012: il 5,8% di tutti i tumori registrati quell’anno nel mondo sarebbero stati provocati dall’alcol.

Non esiste una soglia di sicurezza. I meccanismi biologici alla base dell’azione cancerogena dell’alcol non sono del tutto noti, ma le prove epidemiologiche di una relazione tra il consumo di bevande alcoliche e lo sviluppo di una serie di tumori sono troppo forti per poter essere ignorate o attribuite solo al caso. E se il rischio di sviluppare uno di questi tumori aumenta con l’aumentare del consumo, anche i bevitori moderati e addirittura quelli cosiddetti ‘lievi’, non sono del tutto esenti dal pericolo. Non esiste insomma, proprio come per le sigarette, un effetto soglia. Nessun livello di consumo è del tutto privo di rischi e dagli studi non emergono neppure grandi differenze tra il bere birra o superalcolici; è solo la quantità di alcol a fare la differenza e ad aumentare il rischio. I siti più vulnerabili ai tumori causati dall’alcol sono la bocca, la faringe e l’esofago (il rischio aumenta di 4-7 volte in chi consuma più di 50 grammi di alcol al giorno, rispetto ai non bevitori). Nel caso dei tumori del fegato, del colon e della mammella, chi assume più di 50 grammi al giorno, ha un rischio maggiorato di una volta e mezzo, rispetto agli astemi. Per questo, sostiene l’autrice, le campagne contro l’alcol non dovrebbero avere come target solo i grandi bevitori ma il pubblico nel suo complesso, incoraggiando tutti a ridurre il consumo di bevande alcoliche. E un altro messaggio da far passare con forza è che associare fumo e alcol moltiplica il rischio di ammalarsi di tumore.

Il rischio può essere reversibile. In tutto ciò, c’è per fortuna anche una buona notizia. Almeno per una parte di questi tumori (laringe e faringe, fegato), il rischio associato all’alcol è in parte reversibile, si attenua cioè progressivamente, smettendo di bere. Ma per la maggior parte di questi tumori, il rischio legato ad un passato da bevitore torna allo stesso livello di chi non ha mai bevuto dopo oltre 20 anni dalla cessazione del consumo. Nel caso delle donne, sono poche quelle che percepiscono l’alcol come fattore di rischio per tumore della mammella. Rischio che, anche in questo caso, non risparmia il consumo lieve-moderato. Lo studio inglese ‘Million Women’ ha evidenziato, infatti, che nel corso di 7 anni di follow-up, le donne che bevono 70-140 grammi di alcol a settimana presentano un aumento di rischio del 5% di ammalarsi di cancro in generale e del 17% di sviluppare un tumore della mammella. Ma tutto ciò potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Sono sempre più convincenti le prove di un ruolo causale dell’alcol anche nello sviluppo di altri tipi di tumore, come quelli del pancreas, della prostata e il melanoma.

Perché l'alcol causa il cancro. Come faccia l’alcol a causare tumori tanto diversi tra loro non è ancora stato chiarito. Il problema non sembra essere l’etanolo che, almeno negli studi sugli animali, non si comporta da sostanza cancerogena. Per quanto riguarda i tumori di bocca, faringe, laringe, esofago e fegato sembra che i danni al Dna siano causati dall’acetaldeide, il metabolita cancerogeno derivante dall’ossidazione dell’etanolo. L’alcol sembra, inoltre, aprire la strada ad altre sostanze cancerogene, come quelle contenute nel fumo di sigaretta, facilitandone la penetrazione nella mucosa delle prime vie aeree e del tratto digerente superiore. E questo spiegherebbe in parte l’effetto moltiplicativo dell’accoppiata fumo-alcol sul rischio dei tumori del distretto testa-collo. Per quanto riguarda il tumore della mammella, il rischio comportato dall’alcol sembra esplicarsi attraverso un’interferenza con il metabolismo degli estrogeni; un consumo moderato di alcol aumenta i livelli di estrogeni circolanti, che attivano la proliferazione cellulare.

Il parere dell'esperto. "Nel caso dell’alcol va sottolineato" afferma Lisa Licitra, responsabile della struttura complessa di Oncologia Medica 2 – Tumori testa e collo, Istituto Nazionale Tumori di Milano "che, proprio come per il fumo, non esiste una dose soglia, al di sotto del quale il cancro scompare. Questa metanalisi evidenzia che il consumo di bevande alcoliche facilita in particolare l’insorgenza dei tumori del distretto testa-collo (il rischio di sviluppare questi tumori aumenta di 4-7 volte con l’alcol) e bisogna ricordare che l’interazione con il fumo di sigaretta aumenta ancor più il rischio di questi tumori". In Europa l’incidenza dei tumori testa-collo è rimasta stabile negli ultimi anni (con la sola eccezione del tumore dell’orofaringe, che è legato all’infezione da virus del papilloma umano, Hpv) e la sopravvivenza mostra una tendenza in miglioramento, almeno per quanto riguarda il cancro della laringe, dell’ipofaringe, dell’orofaringe e del cavo orale. Questo potrebbe essere legato al miglioramento delle cure ma anche ad una maggior consapevolezza della malattia, che porta ad andare prima dal medico. "Ma sul fronte dell’awareness – ricorda la Licitra - resta molto da fare, anche perché la diagnosi precoce resta fondamentale. A cinque anni è ancora vivo solo un paziente su due di quanti al momento della diagnosi presentano un tumore testa-collo in fase avanzata. Ma bisogna leggere le cose anche in maniera positiva:  nonostante la gravità di questi tumori, un paziente su due è ancora vivo a 5 anni, grazie alle cure. Vale però la pena sottolineare che mantenere le cattive abitudini, non aiuta affatto. In particolare, continuare a fumare durante le cure, riduce le probabilità di guarigione; e naturalmente continuare a bere mentre si è sottoposti a farmaci potenzialmente tossici per il fegato non è una grande idea". Anche una volta terminate le cure, non è proprio il caso di riprendere queste cattive abitudini. “I pazienti con questi tumori – ricorda Licitra - tendono a sviluppare nel tempo un secondo tumore nel distretto testa-collo (ma anche altri tumori fumo e alcol-correlati), con una percentuale che va dal 2 al 4% l’anno. Smettere di bere (e di fumare), riduce il rischio di sviluppare questi altri tumori e in qualche modo arresta l’orologio del rischio”.

Le iniziative per la prevenzione.  La diagnosi precoce è anche per i tumori testa-collo la mossa vincente per aumentare le probabilità di successo delle terapie. Ogni anno, l’ultima settimana di settembre (quest’anno dal 19 al 26), si tiene in tutto il mondo la campagna "Make Sense Campaign" destinata a fare awareness sui tumori testa-collo. E un ruolo importante nella prevenzione, in questo caso in quella secondaria per proteggere i pazienti con tumore testa-collo dallo sviluppo di un secondo tumore, è giocato dalla dieta. “All’Istituto Nazionale Tumori di Milano – rivela la dottoressa Licitra - stiamo conducendo un grosso studio, finanziato dall’Europa e coordinato dall’Italia (vi partecipano 6 paesi europei) per mettere a punto una dieta anti-tumore, che naturalmente non prevede né l’alcol, né il fumo. Questa dieta anti-tumore sarà sperimentata sui pazienti con tumori testa-collo, già trattati con successo. Lo studio valuterà se questa dieta anti-infiammatoria  sia in grado di ridurre il rischio di una recidiva del tumore curato e di prevenire i secondi tumori”. Lo studio è attualmente in fase di arruolamento presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. I pazienti curati per un tumore testa e collo (cavità orale, orofaringe, laringe e ipofaringe) che volessero prendervi parte possono ricevere informazioni scrivendo a ambmsdorl@istitutotumori.mi.it .

 

…E LA LILT (LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI) USA IL VINO PER SCACCIARE IL CANCRO!!!!

 

http://www.yvii24.it/belpasso-domenica-2-ottobre-a-scacciata-per-scacciare-il-cancro/

L’INIZIATIVA DELLA LILT DI CATANIA E BELPASSO, RIENTRA NELL’AMBITO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE “LILT FOR WOMEN-CAMPAGNA NASTRO ROSA 2016”

Taglia il traguardo della quinta edizione “A Scacciata per scacciare il cancro”, l’iniziativa della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Catania, delegazione di Belpasso, che rientra nell’ambito della campagna nazionale “Lilt for Women – Campagna Nastro Rosa 2016” giunta ormai alla 24° edizione, che si pone l’obiettivo di promuovere la prevenzione del cancro al seno. L’iniziativa, patrocinata del Comune di Belpasso e dall’Assessorato regionale della Salute, si terrà nella giornata di domenica 2 ottobre all’interno del Giardino Martoglio, la villa comunale belpassese.

Il programma prevede, al mattino, l’inaugurazione del “Villaggio della salute”, nel quale tutti potranno sottoporsi a controlli medici gratuiti, e del Mercatino di hobbistica. In serata apriranno gli stand che offriranno in degustazione, dietro il versamento di un piccolo contributo, una fetta di scacciata donata da panificatori e bar soprattutto di Belpasso, ma anche di Acireale, Camporotondo, Catania, Mascalucia, Nicolosi, Pedara, San Giovanni La Punta, che si potrà accompagnare con un bicchiere di buon vino. Quest’anno, grazie alla collaborazione dell’Associazione Moica, il menù è arricchito dalla zuppa di ceci.

Nel prosieguo, i protagonisti diventeranno gli artisti che hanno risposto all’appello della Lilt e che, con la loro musica, saranno i testimonial della prevenzione contro il cancro. Sul palco si alterneranno Brigantini, Stricanacchio e Leakers. Presenta Anna Giarratana. Lanceranno un appello alla prevenzione anche le vicecampionesse olimpiche del Setterosa, a Rio 2016, Tania Di Mario e Rosaria Aiello. “A Scacciata per scacciare il cancro”, il cui ricavato finanzia l’attività della Lilt di Catania, mette al centro, insieme al gusto e la musica, la prevenzione in generale e la prevenzione del tumore al seno, in particolare, mezzo più efficace nella battaglia contro il cancro insieme ai corretti stili di vita e ad un sano regime alimentare.

«Questa iniziativa della nostra delegazione di Belpasso – dichiara il Presidente della Lilt di Catania, Carlo Romano – rientra nell’ambito della “Campagna Nazionale Nastro Rosa” che ha come obiettivo la sensibilizzazione delle donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore alla mammella. Per l’occasione invitiamo tutte le donne a fare prevenzione sottoponendosi alle visite senologiche gratuite che si potranno effettuare per tutto il mese di ottobre, perché la prevenzione è il vero baluardo nella lotta contro i tumori».

«A scacciata per scacciare il cancro è attesissima a Belpasso, ma anche in tutta la provincia di Catania – aggiunge Claudia Doria, responsabile del Volontariato della Lilt di Catania – non soltanto per le degustazioni e lo spettacolo offerti, ma soprattutto perché i cittadini desiderano essere partecipi con un proprio piccolo contributo nella battaglia contro i tumori».

 

ANCHE LA LEGA CANCRO SVIZZERA METTE ALL’ERTA SUL RISCHIO CANCRO NEL CONSUMARE ALCOLICI

 

https://www.legacancro.ch/prevenzione-del-cancro/uno-stile-di-vita-sano/poco-alcol/

POCO ALCOL

Oltre al fumo e al sovrappeso, l'alcol costituisce uno dei fattori di rischio principali per il cancro.

Il consumo di alcol non solo comporta un grosso rischio di dipendenza ma costituisce anche un fattore importante nell'insorgere del cancro. Ne bastano già piccole quantità per far aumentare il rischio di cancro della cavità orale, della faringe, dell'esofago e del seno. Il rischio di cancro aumenta con l'aumentare della quantità di alcol consumato, indipendentemente dal tipo di bevanda – birra, vino o liquore.

La combinazione di alcol e fumo aumenta ulteriormente il rischio di cancro.

La Lega svizzera contro il cancro raccomanda di ridurre il più possibile il consumo di alcol e di preferire bevande analcoliche, per la propria salute.

Scheda informativa: alcol (pdf, 179 KB)

Opuscolo: Alimentazione equilibrata - Come ridurre il ri­schio di cancro

Fondazione Dipendenze Svizzera

Ufficio federale della sanità pubblica: Settimana alcol

feel-ok.ch - Programma multitematico per i giovani

 

RIPORTO QUESTO ARTICOLO PER COMPRENDERE MEGLIO L’ARTICOLO SUCCESSIVO

 

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/06/10/news/pfas_l_ultimo_veleno_del_veneto_controlli_per_90mila_persone_-141635501/

PFAS, L'ULTIMO VELENO DEL VENETO. "CONTROLLI PER 90MILA PERSONE"

Teflon, Goretex, cartone per alimenti nei fiumi per trent'anni, la Regione lancia l'allarme. Settantanove comuni a rischio: servono 100 milioni l'anno per mettere in sicurezza l'acquedotto

di IVAN COMPASSO

10 giugno 2016

TRISSINO (Vicenza) - Nel Veneto delle troppe diossine un nuovo caso si impone: quello dei Pfas. Il composto di perfluoroalchilici è l'ultima mistura chimica, fuori controllo, che spaventa tre province venete: Vicenza, innanzitutto, poi Verona e Padova. E alcuni comuni del Ferrarese. Nei prossimi giorni la Regione Veneto chiederà a novantamila residenti di 79 comuni di sottoporsi ad analisi profonde. In un recente convegno al Dipartimento di scienze chimiche dell'Università di Padova la mappa delle contaminazioni è stata aggiornata: 21 comuni (sui 79) sono ad alto rischio. La questione è che fino al 2011 la fabbrica Miteni di Trissino, novemila abitanti in provincia di Vicenza, ha sversato in due torrenti contaminando il bacino di Agno e Fratta Gorzone e oggi l'inquinante, risalendo la catena alimentare, potrebbe essere presente nel sangue e nei tessuti di molte donne e molti uomini.

La dottoressa Francesca Russo, dirigente medico del Servizio promozione d'igiene e sanità pubblica per la Regione Veneto, ha spiegato: "Abbiamo identificato l'area maggiormente contaminata dai Pfas. Ora chiameremo tutti i soggetti che consideriamo esposti a queste sostanze". I medici per l'ambiente Isde hanno stimato 1.300 morti in più delle medie naturali, negli ultimi trent'anni, nei comuni interessati.

La causa sarebbe la contaminazione da Pfas del bacino di Agno e Fratta Gorzone. I composti sversati, tutti resistenti all'acqua, sono tessuti in Goretex, rivestimenti di carta e cartone per alimenti, fondi antiaderenti e contenitori alimentari come il Teflon. Nel 2013 uno studio del Consiglio nazionale per le ricerche sulla presenza dei Pfas in diverse aree del paese ha riscontrato tra Padova, Vicenza e Verona concentrazioni fino a 2.000 nanogrammi per grammo, considerate altissime. E livelli paragonabili sono stati trovati nelle acque potabili. Contemporaneamente, in quell'area del Nord-Est si è riscontrato l'aumento di patologie serie: l'infarto del miocardio, diversi linfomi, il morbo di Parkinson, l'Alzheimer, malattie dell'apparato genito-urinario, tumori al fegato, alla mammella e alle ovaie.

L'Arpa, l'Agenzia regionale per l'ambiente, dopo una campagna di monitoraggio delle acque ha certificato, sempre nel 2013, che dallo scarico dell'azienda Miteni sono fuoriusciti per vent'anni "notevoli quantità di perfluoroalchilati" e "gli impianti di depurazione non sono stati in grado di abbattere questo tipo di sostanze". La Regione Veneto ha imposto l'uso di appositi filtri e richiesto aiuto al governo per le spese necessarie per mettere in sicurezza l'acquedotto: servono cento milioni di euro l'anno.

Il procedimento di sintesi degli Pfas fu brevettato nel 1938 dalla multinazionale DuPont, accusata negli Usa di aver sversato nel fiume Ohio grandi quantità di sostanze cancerogene. Negli Stati Uniti l'agenzia ambientale Epa ha bandito i perfluoroalchilici già nel 2000. Nel 2006 il Parlamento europeo ha fissato a 0,0005 per cento la concentrazione massima di Pfas nei materiali e si sta discutendo sul loro inserimento nella lista stilata dalla Convenzione di Stoccolma che individua i composti più pericolosi per la salute dell'uomo. La Miteni ha interrotto la produzione pericolosa, ma nel luglio 2013 la Procura di Vicenza ha aperto un'indagine sulla Miteni per adulterazione e contraffazione delle acque. L'azienda, tuttavia, sposta le accuse: "Abbiamo investito 15 milioni nel trattamento delle acque, la falla è nel sistema consortile di depurazione".

Lo stabilimento di Trissino è nato nel 1964 come centro ricerche dell'azienda tessile Marzotto, nel 1988 passò alla Miteni, joint venture tra Eni e Mitsubishi. Dal 2009 la struttura è di proprietà della multinazionale tedesca Weylchem del gruppo International chemical investors.

 

http://www.vvox.it/2016/09/23/sul-vino-la-minaccia-dei-pfas/

SUL VINO LA MINACCIA DEI PFAS

23 settembre 2016

L’ombra dei Pfas sulla produzione di uva: da ottobre cominceranno i campionamenti sulla produzione vinicola previsti dal Piano per il monitoraggio. «Sarà verificata, negli acini, la presenza di Pfas sia a catena lunga che a catena corta», spiega al Giornale di Vicenza, Loredana Musmeci, direttore Dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell’Iss. «Al riguardo, non è ancora stato definito un piano operativo», aggiunge , «in ogni caso, i controlli saranno eseguiti in alcune aziende rappresentative all’interno della zona rossa, per un numero che sia ritenuto statisticamente significativo».

Nel territorio si respira grossa preoccupazione, data la rilevante produzione vinicola del vicentino. «Dal punto di vista della produzione agricola e del valore aggiunto dell’esportazione e del consumo», la presenza di Pfas nel ciclo di produzione del vino sarebbe «un fatto particolarmente rilevante», ha detto il direttore generale della direzione prevenzione sanitaria del ministero della Salute Raniero Guerra.

 

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 

http://www.senigallianotizie.it/1327411832/guida-in-stato-di-ebbrezza-una-denuncia-a-senigallia

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA, UNA DENUNCIA A SENIGALLIA

Anconetano fermato in piazza Diaz: il tasso alcolemico era quasi quattro volte superiore al consentito

Nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 settembre, a Senigallia, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia hanno denunciato in stato libertà per guida sotto l’influenza dell’alcool un agente di commercio anconetano di 39 anni.

Durante il pattugliamento sulla strada statale Adriatica, i Carabinieri hanno fermato l’automobilista in piazza Diaz alla guida di un furgone Citroen Jumpy. Al controllo l’uomo ha manifestato chiaramente i sintomi dell’ubriachezza con alito vinoso e stato confusionale.

E’ stato accompagnato presso la Compagnia Carabinieri di Senigallia dove è stato sottoposto all’accertamento etilometrico per verificare se si fosse messo alla guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche. Il test è risultato positivo con un indice di 1,95 gr/lt.

All’automobilista è stata ritirata la patente di guida, mentre l’autoveicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo ed affidato ad una ditta autorizzata.

 

http://www.ilmamilio.it/m/it/attualita/eventi/29-primo-piano/37330-ubriaco-alla-guida-di-un-tir-fermato-dalla-polizia-locale-di-velletri.html

UBRIACO ALLA GUIDA DI UN TIR: FERMATO DALLA POLIZIA LOCALE DI VELLETRI

Venerdì, 23 Settembre 2016

Scritto da redazione

VELLETRI - Una pattuglia della Polizia Locale è stata avvisata nelle scorse ore da alcuni automobilisti per un Tir che procedeva a zig-zag sulla via Appia in direzione Velletri. Pur trovandosi distanti dal luogo della segnalazione, gli agenti si mettevano immediatamente all'inseguimento dell'autoarticolato che nel frattempo aveva deviato per la via dei 5 Archi.

Il TIR veniva prima raggiunto e sorpassato dopo un rocambolesco inseguimenti e obbligato a fermarsi  poco prima dell'incrocio con la via Campoleone - Cisterna. Il conducente veniva fermato, identificato e sottoposto ad esame etilometrico che risultava positivo oltrepassando nella seconda prova il grado di 3. Dopo aver posto sotto custodia il TIR, al conducente 40enne di nazionalità rumena veniva ritirata la patente, il certificato di abilitazione professionale e denunciato all'Autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza aggravata dal fatto di essere un autista di camion professionale .

 

http://www.piacenzasera.it/polizia/ubriaco-contromano-via-pavese-bloccato-dopo-inseguimento.jspurl?IdC=1093&IdS=1093&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=71831&css=

UBRIACO E CONTROMANO IN VIA PAVESE, BLOCCATO DOPO L'INSEGUIMENTO

24 settembre 2016

Ubriaco viaggia contromano in via Emilia Pavese a Piacenza, ma viene inseguito, bloccato e denunciato dalla polizia. Nei guai un 24enne della provincia di Cremona, alla guida di un'auto con a bordo altri tre coetanei, tutti residenti cremonese.

L'intervento è scattato nella notte del 24 settembre, quando la volante ha visto un veicolo procedere contro mano lungo la via Emilia.

Il guidatore si è accorto della presenza della polizia e con una manovra repentina si è immesso nell'altra corsia, procedendo in direzione della città. La volante ha quindi fatto inversione e acceso i lampeggianti, seguendo l'auto, una Dacia, fino a Barriera Torino.

Il giovane automobilista, invece di fermarsi, ha ccellerato, dando il via ad un vero e proprio inseguimento, prima in via Taverna e poi in via Campagna. Il mezzo in fuga è stato però raggiunto poco dopo dagli agenti, che sono riusciti ad affiancare l'auto e a bloccarla.

Il 24enne, è stato sottoposto ad alcol test, che ha dato esito positovo con un tasso di circa 0,9. Oltre alla denuncia deve rispondere di diverse sanzioni per aver violato il codice della strada.

 

http://www.piacenzasera.it/app/document-detail.jsp;?id_prodotto=71797

GUIDA UBRIACO IN ROMANIA, LO CONDANNANO A 1 ANNO E 3 MESI. ARRESTATO A PIACENZA

23 settembre 2016

Un anno e tre mesi  di pena ad un romeno residente da anni a Piacenza, sorpreso alla guida ubriaco nel suo paese d'origine e destinatario di un mandato di cattura europeo.

L'uomo, un 52enne incensurato, nell'agosto del 2014 era stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. Dopodiché era rientrato nella nostra città, ignaro dell'avanzare del processo, sfociato in una condanna a ben 1 anno e 3 mesi, passata in giudicato nell'agosto 2016.

Motivo per cui è stato spiccato un M.a.e. (Mandato di arresto europeo) nei confronti del 52enne, che ha raggiunto nei giorni scorsi la questura di Piacenza. Di conseguenza gli agenti della squadra mobile si sono presentati all'abitazione dell'uomo che, incredulo della sentenza, é stato accompagnato in carcere in attesa di estradizione.

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/operazione-polstrada-1.2538589

CAMPAGNA ZERO MORTI SULLE STRADE: RAFFICA DI SANZIONI

Anche la Polstrada di Lodi ha aderito alla giornata europea dedicata alla prevenzione degli incidenti: 43 le infrazioni contestate

di P.A.

23 settembre 2016

Lodi, 23 settembre 2016 - Anche la polizia di Lodi il 21 settembre ha aderito alla Campagna Tispol EDWARD (European Day Without a Road Death) che nasce nell’ambito della settimana europea della mobilità (16-22 settembre 2016). Lo slogan è, per un giorno, zero vittime sulle strade.

La sezione della polstrada di Lodi quindi ha predisposto mirati servizi volti a ridurre le principali cause di incidentalità quali: elevata velocità, mancato utilizzo dispositivi di sicurezza, uso telefoni cellulari alla guida, guida in stato di ebbrezza alcolica. Complessivamente sulla viabilità ordinaria e autostradale sono stati controllati, in un solo giorno, 72 veicoli e identificate 82 persone e contestate ben 43 infrazioni al codice della strada con due patenti ritirate e 116 punti decurtati.

In particolare per quanto riguarda le infrazioni: sette per eccesso di velocità, sette per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, sei per uso di telefoni cellulari alla guida e uno per guida in stato di ebbrezza alcolica. Per eccesso di velocità a un conducente è stata ritirata la patente di guida in quanto superava di oltre 40 chilometri orari il limite previsto sulla tangenziale est di Lodi. Oltre al ritiro della patente è stata comminata la sanzione di 531 euro ed è seguita la decurtazione di sei punti. Mentre per gli altri conducenti il superamento del limite di velocità non oltre i 40 chilometri orari ha comportato l’applicazione di 169 euro di sanzione e 3 punti decurtati.

Per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, riscontrato in diversi casi, la sanzione amministrativa è invece stata di 81 euro , con 5 punti ritirati della patente, mentre per l’utilizzo di telefoni cellulari alla guida alcuni conducenti hanno pagato 161 euro e perso sempre 5 punti della patente.

 

http://www.ladige.it/territori/riva-arco/2016/09/24/dipendenza-alcol-allarme-nellalto-garda

DIPENDENZA DA ALCOL ALLARME NELL'ALTO GARDA

Sab, 24/09/2016 - 06:45

Serio e in crescita: il problema della dipendenza da alcol preoccupa sempre di più, nel 2015 sono stati 422 gli utenti del servizio alcologia dell'ospedale San Pancrazio di Arco, che oggi, sabato, organizza un convegno dedicato al tema al casinò municipale.

Durante la giornata di studi si confronteranno esperienze e professionalità nel campo della lotta all'alcolismo, dipendenza che ogni anno causa nel mondo 3,3 milioni di morti, oltre a disabilità e più di duecento patologie correlate. Con il titolo «Dipendenza da alcol e co-dipendenze, il tema delle fragilità», il convegno riunirà medici, fisioterapisti, psicologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e terapisti occupazionali.

Al San Pancrazio è in funzione da anni un servizio dedicato alle problematiche alcologiche, in particolare alla Riabilitazione, che comprende disintossicazione e inserimento nei programmi riabilitativi territoriali. Ad ogni ciclo riabilitativo, che può durare dalle tre alle sei settimane, partecipano fino a 24 utenti, 422 solo nel 2015.

«L'esperienza trentina e dell'Ospedale di Arco ha sempre privilegiato l'impostazione "riabilitativa" in una rete di interventi strettamente integrata nel territorio, - spiegano dal San Pancrazio, che fa parte del Gruppo Santo Stefano Riabilitazione, con centri in tutta Italia - per giungere al reintegro attivo e consapevole delle persone nel contesto sociale e familiare, creando uno dei modelli operativi più significativi per far fronte a situazioni complesse di dipendenza molteplice».

Il centro arcense lavora con il servizio territoriale specifico della Provincia di Trento e si confronta, sul fronte clinico-operativo, con altre attività analoghe di altre regioni, aderenti all'Associazione Corral (Coordinamento Residenzialità Riabilitazione Alcologica).

I dati forniti dalla struttura - che saranno approfonditi nel corso del convegno presso il Casinò - descrivono una situazione non facile. Il servizio alcologia presente a Riva del Garda si fa carico di 231 utenti ogni 10.000 abitanti, e sullo stesso campione di popolazione è il 4,5% a chiedere aiuto e sostenere i primi colloqui per problemi alcol-correlati. Su 450 persone diventate consapevoli di essere in difficoltà, 371 continuano il percorso.

Nel biennio 2014-2015 sono stati 302 utenti inviati al San Pancrazio dai servizi di alcologia sparsi su tutto il territorio provinciale. La percentuale di donne con problemi di alcolismo si attesta al 22% (sono 67), mentre gli uomini restano la maggioranza al 78% (235).

Sebbene le ricerche nazionali diano il consumo di alcol in forte crescita tra adolescenti e giovani, le classi di età maggiormente rappresentative degli utenti del servizio sono tra i 51 e i 60, seguite dai 41-50 anni. I consumatori a maggior rischio, secondo le definizioni dell'Osservatorio Nazionale Alcol presso l'Istituto Superiore di Sanità, sono più frequenti tra gli anziani di età pari o superiore a 65 anni (il 43,0% degli uomini e il 10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l'8,4% delle femmine) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l'8,4% delle femmine).

Dicono dal servizio Riabilitazione: «Il consumo e l'abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno preoccupante se si considera che chi inizia a bere prima dei 16 anni ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare alcoldipendenza in età adulta rispetto a chi inizia non prima dei 21 anni. Tra i giovani di 18-24 anni il comportamento a rischio più diffuso è il binge drinking (ossia l'assunzione smodata di alcol per raggiungere prima possibile l'ubriachezza)».

 

http://www.gonews.it/2016/09/23/fermare-labuso-alcol-droghe-nelle-scuole-patto-educativo/

FERMARE L’ABUSO DI ALCOL E DROGHE NELLE SCUOLE: ECCO IL ‘PATTO EDUCATIVO’

23 settembre 2016 16:09

Fonte: Ufficio Stampa Asl Area Vasta Centro

Firenze “Il nostro specifico ruolo nel progetto è quello di portare conoscenze che orientino la prevenzione su basi di evidenza scientifica, con il passaggio da una prevenzione basata sull’informazione e sull’intervento in singole classi a metodiche più complesse con interventi che vedano tutte le componenti della scuola partecipi, con la formazione di insegnanti particolarmente competenti in una pratica preventiva, che non può esaurirsi in un giorno, una lezione, un incontro”. Lo ha dichiarato il dottor Paolo Morello Marchese, direttore generale della AUSL Toscana centro, stamattina in Prefettura a Firenze, all’atto della firma del “Patto Educativo – Prevenzione delle Dipendenza negli Istituti Scolastici”. Il direttore generale ha inoltre ringraziato tutti i firmatari (dal Prefetto al Presidente della Regione Toscana, dal Questore al Vice Sindaco del Comune di Firenze, ai Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e Dirigenti dei cinque Istituti Superiori che hanno aderito al progetto) per la fattiva integrazione raggiunta con lo scopo comune di salvaguardare benessere, sicurezza, salute fisica, psicologica e sociale delle persone giovani. In passato gli interventi erano svolti quasi esclusivamente con gli studenti nelle classi, cioè erano rivolti solo ad una delle componenti della scuola ed erano tenuti da operatori esterni con azioni “spot” che non potevano avere, per ovvie ragioni, una continuità nel percorso educativo della scuola. Con il “Patto” firmato oggi saranno direttamente coinvolti i dirigenti e gli insegnati sulla formazione, con lo scopo di fornire loro strumenti di lavoro in grado di incidere da un punto di vista educativo sugli studenti ma anche sui loro genitori. Sono già state organizzate giornate di autoformazione a cui hanno partecipato operatori di tutti i settori che svolgevano attività di prevenzione nella scuola: operatori del Dipartimento Dipendenze della ASL , dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Prefettura del N.O.T (Nucleo Operativo Tossicodipendenze), al fine di costruire il gruppo di lavoro che svolgerà il progetto di formazione con gli insegnanti. Si tratta di una novità assoluta che ha interessato anche il MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca). Il progetto è stato proposto agli Istituti Superiori e 5 di loro hanno aderito sono gli Istituti Liceo Artistico Leon Battista Alberti, Liceo Classico e musicale Dante, Istituto tecnico Commerciale Giuseppe Peano, Istituto professionale Alberghiero Bernardo Buontalenti e Istituto tecnico professionale Leonardo da Vinci. Il progetto partirà ad Ottobre con gruppi di insegnanti non superiore al numero di 25 per permettere un lavoro di gruppo efficace. Per quanto riguarda il Dipartimento Dipendenze della ASL saranno gli operatori del gruppo della prevenzione a svolgere questi interventi.

 

L'ANGOLO DELLA RICERCA

 

http://www.ladyblitz.it/bambini/dormire-poco-avvicina-adolescenti-ad-alcol-e-droga-1637973/

DORMIRE POCO AVVICINA ADOLESCENTI AD ALCOL E DROGA

Pubblicato il 24 settembre 2016

PITTSBURGH –  Dormire molto, bene e con orari regolari è fondamentale, soprattutto per i bambini: chi dorme poco, infatti, è più esposto al rischio di drogarsi e di ubriacarsi. Per ogni ora di sonno in meno il rischio di sbornie aumenta del 20 per cento. E’ quanto rivela uno studio condotto dal dipartimento di psichiatria della Scuola di Medicina dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, ripreso dal Daily Mail.

I ricercatori americani hanno monitorato per un periodo di dieci anni 186 bambini a partire dall’età di undici anni. Hanno seguito le loro abitudini, comprese quelle relative al sonno e alle ore dormite.

Poi, quando i bambini ormai cresciuti avevano raggiunto i 21 anni, hanno chiesto loro di raccontare le loro esperienze in fatto di droga e alcol. Ed è emerso che quelli che avevano dormito meno e peggio si erano avvicinati prima agli alcolici e alla cannabis.(*) Erano anche quelli più esposti al cosiddetto binge-drink, ovvero ad abusare di alcolici a stomaco vuoto per il gusto di sballarsi.

Ogni ora di sonno in meno all’età di undici anni corrispondeva ad un accelerazione del 20 per cento della prima sbronza e della prima canna.

Come ha sottolineato l’autore dello studio, il dottor Brant Hasler, questa ricerca evidenzia l’importanza di trattare problemi come l’uso di droga e l’abuso di alcol prima che si manifestino, quando ancora sono prevenibili. “Per questo motivo è fondamentale assicurarsi che i bambini dormano sempre a sufficienza”.

 

(*)NOTA: non dormivano perché andavano in giro a bere!!!