Rassegna del 21 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 IL FOGLIO 

In Italia diminuisce l’uso di alcool e tabacco ma cresce quello dei nuovi “Nps”

Uno studio del Cnr dimostra che sigarette e alcolici non sono più diffusi di un tempo. Oggi gli adolescenti sono più attratti dalle nuove sostanze psicoattive

di Redazione - 20 Settembre 2016 

L’alcool e il tabacco sono ormai passati di moda tra gli adolescenti europei e se il consumo di droghe come anfetamine, ecstasy, cocaina e Lsd rimane sostanzialmente stabile, i giovani sperimentano sempre di più nuove sostanze psicoattive, le Nps. Lo attesta l’ultimo rapporto del progetto Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), condotto in Italia dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle Ricerche. Il progetto ha coinvolto 35 paesi europei e un totale di 96.043 studenti che nel 2015 hanno partecipato all’indagine rispondendo nelle proprie classi a un questionario anonimo. I dati raccolti mostrano che tra il 1995 e il 2003, tra gli studenti di 15-16 anni, il consumo dell’alcool e del tabacco è diminuito, è rimasta stabile l’assunzione di droghe illecite, mentre è aumentata la diffusione delle nuove droghe Nps.

 ARTICOLI CORRELATI Ma legalizzare la cannabis conviene o no? Se la battaglia contro l’incesto è persa come la cannabis, tanto vale legalizzare. O no? Se la cannabis la legalizza il poliziotto “Lo studio si ripete ogni quattro anni ed è ormai in grado di fornire le tendenze nelle ultime due decadi dei comportamenti a rischio degli adolescenti: assunzioni di sostanze tra cui tabacco, alcool, droghe illecite, inalanti, prodotti farmaceutici e nuove droghe, utilizzo problematico di internet, gaming online e gioco d'azzardo”, spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Ifc-Cnr e principale investigator italiano del progetto. Grazie a questo studio è emerso che in Europa la percentuale di fumatori adolescenti quotidiani è diminuita dal 21 per cento al 12 per cento. In Italia però la diffusione del fumo non ha registrato la stessa di diminuzione degli altri paesi: gli studenti che fumano ogni giorno rimangono stabili da vent’anni al 21 per cento, a un livello più elevato della media comunitaria.

Tra gli adolescenti europei, anche il consumo di alcool è calato: la percentuale di ragazzi che bevono assiduamente è scesa dal 56 per cento all’48 per cento. Tuttavia continua a preoccupare il “binge drinking” (cinque o più bevute in una singola occasione): la percentuale si attesta agli stessi livelli di vent’anni fa, con il 35 per cento dei ragazzi che ha riferito di aver praticato il “binge drinking” nell’ultimo mese. In Italia il consumo corrente di alcool è passato dal 63 per cento del 2003 al 57 per cento, mentre il “binge drinking” rimane fermo al 34 per cento.

Per quanto riguarda le droghe illecite, l’uso è stabile ma a livelli molto elevati. In media il 18 per cento degli studenti riferisce di aver assunto una sostanza illecita almeno una volta nella vita, ma le percentuali tra i paesi partecipanti all’indagine variano notevolmente. In dieci paesi si raggiunge il 25 per cento, in Italia il 28 per cento. La sostanza più diffusa, anche in Italia, è la cannabis e tre studenti su dieci la considerano più facilmente reperibile di altre droghe (seconda l’ecstasy e terza la cocaina). Il nostro paese presenta una media ben più alta rispetto al resto d’Europa: il 27 per cento contro il 16 per cento.

Stanno invece trovando spazio le nuove sostanze psicoattive. “In media, le Nps sembrano oramai più diffuse di altre sostanze come amfetamine, ecstasy, cocaina o Lsd, e questo evidenzia la necessità di approfondire il monitoraggio delle nuove droghe che vengono quotidianamente immesse sul mercato”, osserva Sabrina Molinaro. “Sono disponibili sia in forma pura che in preparati e non sono inserite nella lista delle droghe controllate dalle Nazioni Unite, ma pongono rischi per la salute pubblica comparabili a quelle delle sostanze illegali già note. Esistono vari gruppi di nuove sostanze, tra le quali le più diffuse sono: cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, fenetilamine, ketamina e analoghi, piperazine. Tuttavia, il numero e la composizione delle Nps sono in continua evoluzione”. L’Italia è al sesto posto su 35 paesi per l’uso di queste sostanze, con il 5 per cento di studenti che attesta di aver provato Nps almeno una volta nell’ultimo anno.

Il progetto di ricerca ha investigato anche le attività svolte online dagli adolescenti, dall’uso dei social network allo streaming al gioco d’azzardo. E’ emerso che, in media, gli studenti europei sono connessi sei giorni su sette ogni settimana. In Italia l’attività prevalente è l’uso dei social media (80 per cento), mentre la percentuale di studenti che giocano frequentemente d’azzardo è del 3 per cento, in linea con i valori europei.

 ITALYJOURNAL

SALUTE & BENESSERE

Il Consumo di alcol nel mondo: vince la Russia ed il suo ex impero.

E’ stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità a fornire i dati che hanno dato luogo ad una mappa preoccupante. Buone notizie per l’Italia.

21 Settembre 2016 - I dati sono dell’Oms, dell’Organizzazione mondiale della Sanità mentre l’elaborazione è di un sito americano, http://mashable.com da dove si comprende quali sono i paesi dove il consumo di alcool è maggiore. La palma del poco invidiabile primato è destinata alle nazioni dell’Est Europa e dell’Asia Settentrionale, la Russia, insomma, insieme alle nazioni che facevano parte del suo immenso impero: riescono a raggiungere un consumo inarrivabile da qualsiasi altra nazione. Confidenza estrema con la bottiglia anche in Canada, al quale si uniscono i paesi di lingua inglese, come Australia e Sud Africa. Anche in Inghilterra il bere è considerato socialmente accettabile e quindi anche lì il consumo è superiore alle quote fissate dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

La buona notizia, una volta tanto, viene dall’Italia dove, anche se in lieve crescita soprattutto nei giovani, il consumo di alcol è inferiore a tutte le altre nazioni del vecchio continente e la differenza è ancora molto, molto marcata. Il basso livello italiano è quasi pareggiato anche in Cina e Nuova Zelanda oltre che nell’Africa Centrale e Meridionale. Consumi bassi ma pur sempre superiori alle aspettative, si registrano in paesi islamici come Afghanistan, Pakistan, Iran e Siria dove il la vicinanza all’alcol è formalmente vietata anche dalla religione. L’Organizzazione mondiale della sanità calcola che almeno tre milioni di persone muoiano ogni anno per un eccessivo consumo di alcol mentre l’assunzione quel tipo di bevande può causare addirittura duecento tipi di malattie diverse come la cirrosi epatica e alcuni tipi di cancro, come dire che oltre, al dolore ed alla disperazione v’è anche un grande costo sociale da sopportare da parte della sanità delle nazioni. C’è però il problema che la pubblicità, lo stile di vita di “successo”, rimandati dai media, continuano a prevedere una vicinanza pericolosa con la bottiglia ed il consumo di bevande alcoliche, che non vengono considerate, se non dai medici, una vera e propria dipendenza, al pari delle droghe.

 OMNIAUTO

Alcol alla guida, in Italia è la prima causa di morte per i giovani

Il primato c'è anche per la precocità con cui bevono. Il fenomeno è un'emergenza che riguarda la sicurezza di tutti

Il Ministero della Salute scende in campo contro l'alcol. In particolare, ha di recente lanciato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani. Infatti, molti sono i ragazzi (già patentati) che abusano di alcol senza controllo. Il fenomeno è preoccupante per i danni alla salute e perché la "bevuta" è spesso causa di comportamenti pericolosi al volante. Da combattere il binge drinking, cioè il consumo di eccessive quantità (6 o più bicchieri di bevande alcoliche) in una sola occasione al fine di ubriacarsi in modo intenzionale. I ragazzi italiani hanno il triste primato della precocità (11 anni) nel bere alcol, che dividono con la Grecia.

Fra rischi e psicologia

1# Sostanza tossica. "L'alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con la capacità di indurre dipendenza": lo conferma il Ministero della Salute. Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l'alcol non è un nutriente e il suo consumo non è utile all'organismo o alle sue funzioni. Causa invece danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale, specie alle cellule del cervello. Il consumo di bevande alcoliche è responsabile o aumenta il rischio dell'insorgenza di numerose patologie: cirrosi epatica, pancreatite, tumori maligni e benigni (per esempio quello del seno), epilessia, disfunzioni sessuali, demenza, ansia, depressione. Prima di guidare, talvolta basta un goccio per andare un po' fuori di testa: dipende da mille fattori. Ossia, fra le tante, condizioni psicofisiche del momento, età, peso, cibo nello stomaco prima di bere.

2# Incidenti. Un capitolo a parte meritano gli incidenti stradali provocati dalla guida in stato d'ebbrezza che hanno un peso preponderante nella mortalità giovanile. Si stima che in Europa è attribuibile all'alcol il 25% dei decessi tra i ragazzi di 15-29 e il 10% dei decessi tra le ragazze di pari età. In Italia, chi ha la patente da meno di 3 anni non può bere alcol prima di mettersi al volante. Al di là della limitazione per i neopatentati, il limite è di mezzo grammo di alcol per litro di sangue. Di qui, un'altra statistica tremenda: l'incidente in auto è la prima causa di morte tra i 18 e i 25 anni.

3# Zero condizionamenti. Per evitare di bere (anche prima di guidare), il Ministero evidenzia che è importante essere liberi dai condizionamenti esterni del gruppo e dei modelli proposti dai media e dalla pubblicità. Occorre dimostrarsi maturi nella scelta di voler restare lucidi mentalmente quando si vive una situazione di svago, si deve essere consapevoli dei possibili danni alla salute ed è da respingere il modello comportamentale proposto dai media che associa l'atto del bere a successo, divertimento e fascino. Sarebbe bene anche proporre l'alternativa di una convivialità analcolica, e rendere attraente l'immagine di chi sa controllarsi. Bere prima di guidare non è da persone intelligenti: con l'alcol, il tempo di frenata si allunga, mentre si riduce il campo visivo e si ha una percezione distorta delle distanze e della velocità. Cautela infine quando si pensa che il guidatore sobrio, con passeggeri ubriachi, sia la soluzione di ogni guaio: in realtà, in un'auto il conducente respira le esalazioni dei soggetti in stato alcolemico, con conseguenze anche su se stesso (è il re-breathing, cioè l'alcol passivo.

Duecento nemici nel bicchiere

La comunità scientifica internazionale ha ampiamente dimostrato che l'alcol accresce il rischio di sviluppare oltre 200 patologie. Pertanto non è possibile identificare livelli di consumo che non comportino alcun rischio per la salute. Gli esperti suggeriscono di non superare mai 10 grammi di alcol al giorno per gli adulti. Comunque, mai oltre due unità alcoliche al giorno per gli uomini, un'unità alcolica al giorno per le donne, un'unità alcolica al giorno per le persone con più di 65 anni. E zero unità di alcol sotto i 18 anni. Grosso modo, un'unità alcolica corrisponde a 12 grammi di alcol puro. Cioè un bicchiere di vino (125 ml a 12°), una lattina di birra (330 ml a 4,5°), un aperitivo (80 ml a 38°) un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40°).

In collaborazione con Aldo Ferrara, professore di malattie respiratorie dell'Università di Siena, e coordinatore scientifico dell'associazione European Automotive Medicine (ERGAM), autore di "Fisiologia Clinica alla guida", Piccin Ed. 2015.

 VITERBOPOST

Alcol, problema sociale: cure e terapia

di Redazione Viterbopost

Oggi Giornata informativa presso l'auditorium del polo culturale di Valle Faul

21 settembre 2016 - E’ in programma oggi una Giornata informativa presso l’auditorium del polo culturale di Valle Faul, organizzata dal Centro Riferimento Alcologico Regione Lazio (CRARL), con il patrocinio della Asl di Viterbo e con la collaborazione della Sitac (Società italiana per il trattamento dell’alcolismo e le sue complicanze), sulle tematiche della alcologia e su cure e terapia. L’evento, che replica la formula collaudata in incontri precedenti, prevede l’abbinamento del riconoscimento dei crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina), con la presentazione delle fasi del Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati) e dei suoi contenuti più importanti.

“Il Progetto SAM ha tra gli obiettivi – spiega il professor Mauro Ceccanti, responsabile del CRARL – la diffusione delle problematiche scaturite dall’abuso di alcol, l’inserimento di strumenti di ausilio innovativi, l’integrazione degli aspetti bio-psico-sociali e la divulgazione dei centri/servizi presenti sul territorio laziale. Questo avviene sensibilizzando le persone interessate ad una maggiore consapevolezza dei danni causati, dal punto di vista socio-sanitario, coinvolgendo gli operatori nell’implementazione ed uso degli strumenti messi a disposizione dal CRARL in particolare le Linee Guida, integrando in un unico ambito i nodi della rete socio-sanitaria, al fine di migliorare l’assistenza alla persona”. In questa occasione verrà illustrato un upgrade delle Prime Linee Guida Italiane per il trattamento della dipendenza da alcol.

Gli interventi dei relatori sono organizzati per offrire una panoramica circa gli aspetti biologici, psicologici e psichiatrici della dipendenza da alcol e delle patologie correlate; dopo la descrizione delle potenzialità offerte dal portale web, seguiranno gli interventi dei relatori che riferiranno le particolarità delle strutture del territorio di Viterbo in particolare quelle della Asl, Dipartimento delle Dipendenze (dottoressa Giaccone), della Clinica Villa Rosa (dottor Digiacomoantonio); saranno presenti inoltre molte associazioni con le quali è stato stipulato un protocollo di intesa.

Verrà presentato un protocollo di intesa da CRARL e Integrazione socio-sanitaria/D5 (capofila il Comune di Nepi) che coinvolge 11 comuni per più di 60mila abitanti. Previsto l’intervento della dottoressa Gamucci che parlerà a nome della Cipomo (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri) sul tema “Alcol e Tumori”.

L’evento è gratuito, sono riconosciuti crediti formativi (ECM), per molte figure professionali, ed è aperto anche alle persone non interessate al riconoscimento dei crediti formativi.

 IL SARONNO

Lite tra ubriachi in via Garibaldi, residenti: “Siamo esasperati”

SARONNO – E’ stato un sabato sera agitato quello di via Garibaldi, nel cuore del centro cittadino. In sostanza i residenti dell’arteria che porta dal Municipio a piazza Libertà sono stati svegliati poco prima di mezzanotte da una violenta lite tra ubriachi sedata dall’intervento di due pattuglie dei carabinieri.

Tutto è iniziato poco dopo le 23 a metà in via Garibaldi, già al centro di diversi episodi negli ultimi mesi. I motivi non sono stati chiariti, anche se qualche bicchiere di troppo ha sicuramente influito, ma una decina gli uomini hanno iniziato a litigare in mezzo alla strada. Prima sono arrivate le urla poi si è passati a schiaffi, pugni, spintoni e calci. Diverse le persone che hanno cercato di dividere i contendenti. Decine i saronnesi che si sono sporti dalle finestre per vedere cosa stesse succedendo. Come in passato i residenti hanno annunciato l’intenzione di chiamare i carabinieri ma in quest’occasione le minacce non sono bastate è stato necessario l’intervento della pattuglia per dividere i litiganti. Alcuni uomini decisamente malconci, con gli abiti strappati e i diverse escoriazioni si sono allontanati mestamente e zoppicando mentre la maggior parte è rimasta sul posto. Nessuno è ricorso alle cure del pronto soccorso o ha richiesto l’intervento di un ambulanza. I militari stanno comunque cercando di far luce sull’accaduto, anche se nessuno ha sporto denuncia, con il resoconto dei testimoni e le immagini della videosorveglianza.

Esasperati i residenti rinnovano l’appello all’Amministrazione a trovare una soluzione al problema il prima possibile.

 VARESENEWS

Guida ubriaca con i figli in auto e luci spente: denunciata

Martedì notte la Polizia Locale ha fermato una donna che guidava ubriaca con a bordo i due figli minorenni. La denuncia e il ritiro della patente sono scattati immediati

Era circa l’una di notte di martedì 20 settembre quando gli agenti della Polizia Locale di Gallarate hanno notato un’auto lungo viale Milano che procedeva a fari spenti. I poliziotti, fermi all’altezza del distributore di carburante per un servizio di controlli di polizia stradale, hanno intimato lo stop scoprendo che a bordo dell’auto c’era una donna con i suoi due figli, entrambi minorenni

Non è stato difficile capire che la cinquantenne aveva bevuto un po’ troppo, dubbio confermato dall’esito dell’etilometro. Il tasso di alcol nel sangue della conducente del veicolo era al di sopra del limite consentito, ma comunque sotto la soglia dell’1.50 (oltre la quale scatta anche il sequestro del mezzo, ndr).

L’automobilista si è giustificata dicendo di avere trascorso una serata tra amici insieme ai figli, affermando anche di avere bevuto qualche bicchiere che le ha dato alla testa perché non abituata ad assumere sostanze alcoliche. Tuttavia, pur rendendosi conto di non essere nelle condizioni di mettersi al voltante, ha caricato i minorenni in macchina è si è messa in strada, dimenticandosi di accendere le luci.

Ricostruita la vicenda, l’auto è stata riportata a casa da una persona di sua conoscenza che la seguiva a bordo di una seconda macchina. La donna dovrà ora fare i conti con una denuncia penale e dovrà attendere la decisione sull’ammontare dell’ammenda e sul periodo di sospensione del permesso di guida.

 LA REPUBBLICA

In Nebraska il grande affare dei Sioux ubriachi

Ogni anno a Whiteclay, località di confine, vengono venduti cinque milioni di lattine di birra. I commercianti e lo Stato approfittano del fatto che i Sioux, privati di un futuro all'interno della riserva, sono alcoldipendenti

di FIONA ENDRES

WHITECLAY (Nebraska) 21 settembre 2016- Già a mezzogiorno Louis e suo zio siedono di fronte al piccolo negozio. Hanno gli occhi infossati e balbettano entrambi. Sui loro volti si può leggere l'assuefazione. Louis, in realtà, si chiama Louis Junior Swift Bird. Appartiene alla tribù dei Sioux, che vive in una riserva nella parte meridionale del South Dakota.

 Tutte le mattine Louis percorre a piedi i quattro chilometri che attraverso il confine portano a Whiteclay. Un villaggio del Nebraska che ufficialmente conta solo 14 abitanti, costituito in pratica da quattro rivendite di alcolici. Infatti, nella riserva l'alcol è vietato.

 L'85 percento dei suoi abitanti è senza lavoro. Cittadini privi di prospettive. Come dice il loro presidente John Yellow Bird Steele: "Viviamo in condizioni da terzo mondo". In un modo o nell'altro, Louis arriva a fine giornata. Spesso ottiene un paio di dollari da qualche conoscente, che usa per comprarsi una lattina di birra. 

 Alle 12 arriva un autobus blu. Dei missionari cristiani scaricano dei sandwich e delle bottiglie d'acqua. Una ventina di Sioux si radunano davanti al veicolo. Ma prima di ricevere il pranzo, devono formare un cerchio, tendere le mani e pregare. L'episodio che si svolge a Whiteclay ha dell'assurdo. E rientra in un dibattito politico. Steele è preoccupato per la propria gente e vorrebbe che a Whiteclay venisse vietata la vendita di alcolici. Ha già registrato i primi successi: non ci sono più pub, né superalcolici.

 Ma il Nebraska non ha interesse a regolare ulteriormente le vendite. I quattro negozi vendono cinque milioni di lattine di birra all'anno. Oltre 400.000 dollari volano ogni anno nelle casse dello Stato sotto forma di Iva. Anche i proprietari dei negozi dipendono dal commercio con i Sioux alcolizzati. Persone come Dan e Clay perderebbero il proprio sostentamento se gli abitanti della riserva non acquistassero più birra. A tal proposito dicono solo: "Chi ha più di 21 anni è in grado di scegliere da sé se vuole comprare birra oppure no".