Rassegna del 20 Settembre 2016

REPUBBLICA L'alcol causa almeno sette tipi di tumore(*) A lanciare l'allarme, una metanalisi pubblicata di recente sulla rivista Addiction. Ma lo Iarc ha già da tempo riconosciuto questa sostanza come fattore di rischio. Non esiste una soglia di sicurezza. Per fare prevenzione da oggi e fino al 26 settembre si tiene in tutto il mondo la campagna "Make Sense Campaign" di MARIA RITA MONTEBELLI L'ALCOL causa almeno sette tipi di tumore. Ma probabilmente anche altri. E’ la conclusione lapidaria alla quale giunge una recente metanalisi pubblicata su Addiction e firmata da Jennie Connor, ricercatrice neozelandese dell'università di Otago. Che l'abuso di bevande alcoliche danneggi seriamente la salute, quella fisica come quella mentale, è risaputo da tempo. Ma in genere l’alcol viene associato alla cirrosi epatica, alle gastriti, alle pancreatiti o all'ictus. E invece le conclusioni di questa ricerca non lasciano dubbi: l’alcol causa anche il cancro. Proprio come il fumo. I tumori causati dall’alcol sono certamente sette, quelli di orofaringe, laringe, esofago, fegato, colon, retto e mammella. E questa non è proprio una novità a dire il vero, visto che l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) aveva già correlato in maniera causale il consumo di alcol a questi sette tipi di tumore. Ma il contributo di conoscenze che questa nuova ricerca aggiunge all’argomento è la ‘forza’ dell’evidenza che lega l’alcol a questi tumori. L'idea alla base di questa pubblicazione insomma è di far passare forte e chiaro il messaggio che l’alcol provoca il cancro, senza se e senza ma. E l’entità di questo rischio è riassumibile nelle stime relative al 2012: il 5,8% di tutti i tumori registrati quell’anno nel mondo sarebbero stati provocati dall’alcol. 

Non esiste una soglia di sicurezza. I meccanismi biologici alla base dell’azione cancerogena dell’alcol non sono del tutto noti, ma le prove epidemiologiche di una relazione tra il consumo di bevande alcoliche e lo sviluppo di una serie di tumori sono troppo forti per poter essere ignorate o attribuite solo al caso. E se il rischio di sviluppare uno di questi tumori aumenta con l’aumentare del consumo, anche i bevitori moderati e addirittura quelli cosiddetti ‘lievi’, non sono del tutto esenti dal pericolo. Non esiste insomma, proprio come per le sigarette, un effetto soglia. Nessun livello di consumo è del tutto privo di rischi e dagli studi non emergono neppure grandi differenze tra il bere birra o superalcolici; è solo la quantità di alcol a fare la differenza e ad aumentare il rischio. I siti più vulnerabili ai tumori causati dall’alcol sono la bocca, la faringe e l’esofago (il rischio aumenta di 4-7 volte in chi consuma più di 50 grammi di alcol al giorno, rispetto ai non bevitori). Nel caso dei tumori del fegato, del colon e della mammella, chi assume più di 50 grammi al giorno, ha un rischio maggiorato di una volta e mezzo, rispetto agli astemi. Per questo, sostiene l’autrice, le campagne contro l’alcol non dovrebbero avere come target solo i grandi bevitori ma il pubblico nel suo complesso, incoraggiando tutti a ridurre il consumo di bevande alcoliche. E un altro messaggio da far passare con forza è che associare fumo e alcol moltiplica il rischio di ammalarsi di tumore. 

Il rischio può essere reversibile. In tutto ciò, c’è per fortuna anche una buona notizia. Almeno per una parte di questi tumori (laringe e faringe, fegato), il rischio associato all’alcol è in parte reversibile, si attenua cioè progressivamente, smettendo di bere. Ma per la maggior parte di questi tumori, il rischio legato ad un passato da bevitore torna allo stesso livello di chi non ha mai bevuto dopo oltre 20 anni dalla cessazione del consumo. Nel caso delle donne, sono poche quelle che percepiscono l’alcol come fattore di rischio per tumore della mammella. Rischio che, anche in questo caso, non risparmia il consumo lieve-moderato. Lo studio inglese ‘Million Women’ ha evidenziato, infatti, che nel corso di 7 anni di follow-up, le donne che bevono 70-140 grammi di alcol a settimana presentano un aumento di rischio del 5% di ammalarsi di cancro in generale e del 17% di sviluppare un tumore della mammella. (**) Ma tutto ciò potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Sono sempre più convincenti le prove di un ruolo causale dell’alcol anche nello sviluppo di altri tipi di tumore, come quelli del pancreas, della prostata e il melanoma. 

Perché l'alcol causa il cancro. Come faccia l’alcol a causare tumori tanto diversi tra loro non è ancora stato chiarito. Il problema non sembra essere l’etanolo che, almeno negli studi sugli animali, non si comporta da sostanza cancerogena. Per quanto riguarda i tumori di bocca, faringe, laringe, esofago e fegato sembra che i danni al Dna siano causati dall’acetaldeide, il metabolita cancerogeno derivante dall’ossidazione dell’etanolo. L’alcol sembra, inoltre, aprire la strada ad altre sostanze cancerogene, come quelle contenute nel fumo di sigaretta, facilitandone la penetrazione nella mucosa delle prime vie aeree e del tratto digerente superiore. E questo spiegherebbe in parte l’effetto moltiplicativo dell’accoppiata fumo-alcol sul rischio dei tumori del distretto testa-collo. Per quanto riguarda il tumore della mammella, il rischio comportato dall’alcol sembra esplicarsi attraverso un’interferenza con il metabolismo degli estrogeni; un consumo moderato di alcol aumenta i livelli di estrogeni circolanti, che attivano la proliferazione cellulare. 

Il parere dell'esperto. "Nel caso dell’alcol va sottolineato" afferma Lisa Licitra, responsabile della struttura complessa di Oncologia Medica 2 – Tumori testa e collo, Istituto Nazionale Tumori di Milano "che, proprio come per il fumo, non esiste una dose soglia, al di sotto del quale il cancro scompare. Questa metanalisi evidenzia che il consumo di bevande alcoliche facilita in particolare l’insorgenza dei tumori del distretto testa-collo (il rischio di sviluppare questi tumori aumenta di 4-7 volte con l’alcol) e bisogna ricordare che l’interazione con il fumo di sigaretta aumenta ancor più il rischio di questi tumori". In Europa l’incidenza dei tumori testa-collo è rimasta stabile negli ultimi anni (con la sola eccezione del tumore dell’orofaringe, che è legato all’infezione da virus del papilloma umano, Hpv) e la sopravvivenza mostra una tendenza in miglioramento, almeno per quanto riguarda il cancro della laringe, dell’ipofaringe, dell’orofaringe e del cavo orale. Questo potrebbe essere legato al miglioramento delle cure ma anche ad una maggior consapevolezza della malattia, che porta ad andare prima dal medico. "Ma sul fronte dell’awareness – ricorda la Licitra - resta molto da fare, anche perché la diagnosi precoce resta fondamentale. A cinque anni è ancora vivo solo un paziente su due di quanti al momento della diagnosi presentano un tumore testa-collo in fase avanzata. Ma bisogna leggere le cose anche in maniera positiva: nonostante la gravità di questi tumori, un paziente su due è ancora vivo a 5 anni, grazie alle cure. Vale però la pena sottolineare che mantenere le cattive abitudini, non aiuta affatto. In particolare, continuare a fumare durante le cure, riduce le probabilità di guarigione; e naturalmente continuare a bere mentre si è sottoposti a farmaci potenzialmente tossici per il fegato non è una grande idea". Anche una volta terminate le cure, non è proprio il caso di riprendere queste cattive abitudini. “I pazienti con questi tumori – ricorda Licitra - tendono a sviluppare nel tempo un secondo tumore nel distretto testa-collo (ma anche altri tumori fumo e alcol-correlati), con una percentuale che va dal 2 al 4% l’anno. Smettere di bere (e di fumare), riduce il rischio di sviluppare questi altri tumori e in qualche modo arresta l’orologio del rischio”. (***) 

(*) Nota: ... e siccome l'alcol non lo beve nessuno, ma viene ingerito per il tramite delle bevande alcoliche, possiamo dire - in maniera più chiara - che il vino, la birra e gli altri alcolici causano almeno sette tipi di tumore. Non esiste una soglia di sicurezza, come per le sigarette. Per alcuni tipi di cancro, già un bicchiere di vino al giorno aumenta il rischio in maniera significativa. Lo dicevamo in pochi: a fronte di un'evidenza schiacciante, oggi ormai lo ammettono tutti. 

(**) Nota: è un livello pari a uno o due bicchieri (piccoli) di vino al giorno. 

(***) Nota: a fronte di dati così evidenti e clamorosi sulla correlazione tra il bere vino, birra e altri alcolici e il rischio di ammalarsi di tumore, l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, si è immediatamente attivata. Come dimostra il prossimo articolo in rassegna. 

WINENEWS È “12” il numero magico della lotta al cancro. Il 22 settembre, a Merano, 12 chef stellati e 12 aziende enoiche insieme per una cena di gala a favore dell’Airc, con il calendario 2017: 12 tra medici, ricercatrici e volontarie ritratte tra in cantina È “12” il numero magico della lotta al cancro, il cui alleato più forte è la ricerca, con l’Airc - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro da sempre in prima fila. E lo sarà, di nuovo, il 22 settembre, a Merano, quando andrà in scena una serata di gala capace di raccogliere 12 chef stellati Michelin e 12 grandi aziende del vino, nella quale verrà presentato il calendario Airc 2017,12 mesi con 12 ricercatrici, medici e volontarie, in posa per beneficienza, ognuna in un’azienda vitivinicola diversa per creare un calendario unico, stampato in sole 1.000 copie: dalle barrique di Domenico Clerico in Piemonte, alla cantina sotterranea del Quattrocento di Zýmē in Valpolicella, ai vigneti di Bastianich in Friuli Venezia Giulia (www.airc.it ). Nel mirino, l’obiettivo di battere una volta per tutte il cancro al seno(*), contro il quale si riuniranno, a Villa Kössler, Karl Baumgartner (Schöneck), Herbert Hintner (Zur Rose), Peter Girtler (Gourmetstube Einhorn), Mario Porcelli (Alpenroyal Gourmet), Alessandro Gilmozzi (El Molin) e Stefano Ghetta (L’Chimpl da Tamion), Gaetano Simonato (Tano passami l’olio, Milano), Gianni Tarabini (La Présef, Montello), Renzo dal Farra (Locanda di San Lorenzo, Puos d’Alpago), Silvia Regi Baracchi (Il Falconiere, Cortona), Theo Penati (Pierino Penati, Viganò di Brianza), per un menu di 8 portate per soli 150 fortunati (200 euro il costo della serata). Accompagnato, come detto, da 11 produttori ed una distilleria: dal Veneto ci saranno i vini di Nino Franco, Serafini & Vidotto, Terre di Leone e Zýmē, dal Piemonte Mongioia e Domenico Clerico, dalla Toscana Baracchi e Duemani, dal Friuli Bastianich e Torre Rosazza, mentre dalla Liguria ci sarà Lvnae Bosoni, e per finire, dall’Alto Adige, la distilleria Roner con le sue grappe e distillati. 

(*) Nota: se voglio sconfiggere il cancro al seno non mi faccio fotografare in un’azienda vitivinicola o in una distilleria, sponsor dell’iniziativa, così come, se voglio promuovere il rispetto dei limiti di velocità in auto, non vado a Maranello a farmi fotografare. Ricercatrici, medici e volontarie dell’AIRC lo dovrebbero sapere. Il paradosso è tanto evidente che, se non si trattasse di un problema così drammatico, al pensiero di quelle fotografie ci sarebbe da ridere. 

AGI.IT Salute: tra giovani in calo alcol e fumo, stabile binge drinking Roma - Tra gli studenti europei di 15-16 anni diminuisce il consumo di alcol e tabacco, ma cresce il fenomeno del "binge drinking". Questi sono solo alcuni dei risultati pubblicati nell'ultimo rapporto del progetto Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), che ha coinvolto 35 Paesi europei e un totale di 96.043 studenti. La sesta rilevazione di dati Espad, condotta in Italia dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), e' stata presentata oggi presso l'Agenzia europea per il monitoraggio del fenomeno droga (Emcdda). La percentuale di fumatori quotidiani e' diminuita dal 21 per cento al 12 per cento e, tra questi, coloro che hanno iniziato prima dei 13 anni e' scesa dal 10 per cento al 4 per cento. Detto questo, nell'ultima rilevazione il 46 per cento degli intervistati ha riferito di aver fumato almeno una volta nella vita, mentre meno di un quarto si dichiara 'fumatore corrente'. Nonostante le severe normative sull'accesso degli adolescenti al tabacco, in vigore in molti Paesi, oltre il 60 per cento ha riferito di poterne trovare facilmente. In Italia, ad aver sperimentato l'uso di tabacco e' il 58 per cento degli studenti, nel 1995 la percentuale si attestava intorno al 64. Il 37 per cento ha fumato nell'ultimo mese, una diffusione quindi molto piu' elevata rispetto alla media dei coetanei europei e stabile nel tempo, a differenza degli altri paesi dove ha fatto registrare considerevoli diminuzioni. Anche per quanto riguarda gli studenti che fumano quotidianamente, gli italiani rimangono stabili nel corso degli ultimi 20 anni al 21 per cento, a un livello piu' elevato della media comunitaria. L'uso di alcol, come per il tabacco, rimane su livelli elevati ma con tendenze positive dal 1995. Tra gli adolescenti europei il consumo una tantum e' diminuito dall'89 per cento all'80 per cento e l'uso corrente dal 56 per cento al 48 per cento, con una marcata diminuzione dopo il picco registrato nel 2003. La percentuale di "binge drinking" (5 o piu' bevute in una singola occasione) si attesta agli stessi livelli di 20 anni prima: il 35 per cento ha riferito di aver praticato "binge drinking" nell'ultimo mese. Oltre tre quarti degli intervistati (78 per cento) dichiarano di reperire facilmente alcolici.In Italia, ad aver bevuto alcolici almeno una volta nella vita e' l'84 per cento degli studenti, percentuale in diminuzione sia rispetto al picco del 2007 (90 per cento), sia rispetto al 1995 (88 per cento). Il consumo corrente interessa invece il 57 per cento, facendo registrare la prima diminuzione dal 2003 (63 per cento). Non si osservano differenze per il "binge drinking" (34 per cento). (AGI). (*) 

(*) Nota: nonostante le apparenze, in Italia il bere dei giovani è in calo. Non è un crollo, come quello che riguarda i loro genitori e nonni, ma una diminuzione c’è. Abbracci anziché brindisi, a ogni età. 

LA REPUBBLICA (Bari) Bari, fiumi di alcol alla festa dei liceali: 14enne intossicata finisce in ospedale La chiamata al 118 da Villa Rotondo, dove era in corso un party. Dal locale si difendono: ai minorenni serviamo soltanto analcolici. La Asl: "Gli adolescenti? Convinti che cicchetti e canne non facciano male" di SILVIA DIPINTO Una chiamata al 118 dalla festa dei liceali. La corsa al pronto soccorso in ambulanza, con genitori e amici sotto shock. "Intossicazione alcolica" il referto, che fa paura, quando la giovane studentessa finita in ospedale ha solo quattordici anni. Dopo un'estate pugliese di fuoco, torna l'emergenza legata all'abuso di alcol tra i minorenni. A denunciare l'ultimo episodio a Bari sono le mamme e i papà dei ragazzi, che hanno assistito al malore di una giovane studentessa. Non sono neppure le dieci di sabato sera 17 settembre, quando dal locale Villa Rotondo la sicurezza chiama il 118. Una quattordicenne è a terra con le convulsioni. "E con la bava alla bocca", racconta un papà, arrivato nella discoteca per recuperare sua figlia. L'evento in corso è di quelli che gli adolescenti aspettano per mesi. Una festa di liceali, con le prevendite in giro per tutte le scuole, per l'appuntamento di settembre che inaugura l'anno mondano degli under 18 baresi. Più di settecento ragazzi. La musica, il divertimento. E l'alcol, ma solo per i maggiorenni, assicurano gli organizzatori: ai minorenni - come imposto dalla legge - si possono servire solo cocktail analcolici. Si comincia alle 18, si finisce prima della mezzanotte, per lasciare spazio alla seconda serata per adulti. Nel cuore del party, però, una ragazza finisce al pronto soccorso. Ha quattordici anni ed è la sua prima festa con gli amici delle superiori, raccontano gli altri ragazzi. Si catapulta a Villa Rotondo anche sua madre, che viene a sua volta soccorsa per una crisi di panico. La giovane viene portata all'ospedaletto Giovanni XXIII, dove resterà ricoverata fino al giorno dopo per l'intossicazione alcolica. La festa continua ma resta lo shock. "Siamo terrorizzati - raccontano alcuni genitori - l'uso di alcol a Bari sta diventando una piaga molto più diffusa delle droghe: prima a poi ci scapperà il morto". Si dicono dispiaciuti e allarmati anche i gestori di Villa Rotondo. "Alla cassa c'ero io e ho venduto alcol solo ai maggiorenni con la carta d'identità - assicura per lo staff Nunzio Diciolla - . Una cosa così non è mai capitata: abbiamo i controlli all'ingresso per evitare che venga portato alcol nelle borse, quattro uomini della sicurezza che girano a verificare che i maggiorenni non passino i drink ai minorenni, e vietiamo di fare la spola tra le auto all'esterno e il locale". L'episodio è solo l'ultimo di una lunga serie. Lo sanno bene i medici delle aziende sanitarie e dei pronto soccorso. "La verità è che si beve in maniera compulsiva, ma sempre più inconsapevole - conferma Antonello Taranto, il direttore del dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Bari - . Dobbiamo però dare il giusto peso al problema, perché negli adolescenti la percezione diffusa è che alcol e cannabinoidi non facciano male". E invece il fenomeno del binge drinking è molto più diffuso di quanto si creda. Dietro la definizione anglosassone, si racchiude l'allarme per le 'abbuffate alcoliche': letteralmente l'assunzione di bevande in un intervallo di tempo più o meno breve, con l'obiettivo dell'ubriacatura immediata e della perdita di controllo. 

LA STAMPA Asti Schianto mortale a Casa Coppi: condanna a 4 anni massimo coppero astiGiustizia rapidissima. A meno di otto mesi dal tragico incidente stradale nel quale persero la vita Roberto Borrino, 38 anni, e Alessandra Stona, 20, morti la sera di domenica 24 gennaio in un terribile schianto fra auto sulla provinciale Asti-Moncalvo, all’altezza di località Casa Coppi, in tribunale è giunta la condanna a 4 anni e 9 mesi di reclusione per il colpevole.  E’ Lyubomyr Shamborovsky, 46 anni, ucraino residente a Tonco. La sentenza per duplice omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza è stata pronunciata dal giudice Giacomo Marson al termine di un processo con rito abbreviato, nel quale l’imputato ha avuto il diritto di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. Il pm Delia Boschetto aveva chiesto 9 anni.   La velocità esatta della Fiat Palio alla guida della quale Shamborovsky aveva provocato l’incidente è stata accertata dall’ingegnere Federico Colacino, perito della procura, anche attraverso l’analisi del filmato di una telecamera di sorveglianza di un’abitazione a pochi metri dal punto dell’impatto. Con un programma informatico e con misurazioni sul terreno è stato ricostruito che il veicolo al momento dello schianto procedeva a circa 100 km/h in un tratto di scarsa visibilità, con un dosso, nel quale il limite è di 50 km/h. Alla ricostruzione «cinematica» hanno collaborato la polizia municipale di Asti e gli ingegneri Giovanni Margiotta e Domenico Liguori, consulenti degli avvocati dei familiari delle vittime.  Alessandra Stona, una giovane cuoca residente a Portacomaro, era a bordo della Palio insieme al suo fidanzato, rimasto ferito, che è un parente di Shamborovsky. Roberto Borrino, informatico e attivista del Movimento 5 Stelle astigiano, al volante della sua Punto stava tornando ad Asti da Moncalvo, dove aveva accompagnato a casa la fidanzata. Procedeva a meno di 50 km/h: all’improvviso si è trovato di fronte la Palio, proveniente dalla direzione opposta, che stava sorpassando una Toyota Celica «in un tratto dove vi è il divieto, con linea di mezzeria continua ben tracciata al centro strada, in prossimità di un dosso e di un incrocio indicati nella segnaletica» ha rimarcato il pm Boschetto nel capo d’imputazione. In ospedale le analisi avevano portato a rilevare nel sangue di Shamborovsky, rimasto ferito alle gambe, un tasso alcolico di 2,6 g/l, superiore di oltre quattro volte al consentito per guidare. Nei confronti dell’imputato, difeso dall’avvocato d’ufficio Mario Gavuzzi, non è stata applicata la nuova legge sull’omicidio stradale perché è entrata in vigore solo a marzo, due mesi dopo la tragedia. Il giudice Marson ha affidato ad un successivo processo civile la quantificazione del risarcimento a favore dei familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alberto Masoero, Giovanni Trombetta e Vittorio Merlo.  

RSI.CH Passa la revisione sull'alcol Approvate le nuove modifiche proposte dal Governo dopo la bocciatura dello scorso anno Il monopolio federale sull'importazione dell'etanolo sarà soppresso, il centro Alcosuisse privatizzato e la Regia federale degli alcool (RFA) sarà integrata nell'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato senza opposizione la revisione parziale della legge sull'alcol che riprende i punti non contestati del progetto bocciato dal Parlamento lo scorso anno. Questa riforma è stata reputata necessaria viste le strutture obsolete della RFA e per mettere fine al monopolio della Confederazione sull'importazione dell'etanolo, imposto nel 1886. Il progetto più ampio bocciato lo scorso dicembre prevedeva anche dei punti contestati, come un nuovo modello di tassazione e un eventuale divieto di vendita notturna. 

IL TIRRENO «Risse e alcol: dramma prevedibile» Una vicina racconta il continuo via-vai e il rumore dei bagordi in tutto il palazzo PISA. “Welcome”, recita il tappetino verde all'ingresso dell'appartamento al quarto piano di una delle palazzine di edilizia popolare di via Matteucci. Più che un benvenuto, quello zerbino sembra però dare il benearrivato in una sorta di inferno, dove alle sofferenze di un disabile di circa cinquant'anni si contrapponevano le perdizioni di un gruppo di giovani e meno giovani, soprattutto dell'est Europa. Abituali frequentatori di quella casa affollata da un numero imprecisato di persone, donne e uomini, che spesso - almeno secondo i vicini - davano vita a risse e a rumorosi ritrovi. Almeno due le macchie di sangue che spiccano sul bianco candido delle mura che portano al pianerottolo del quarto piano. «I segni di qualche rissa», riferiscono i condomini. Una delle tante che a più riprese ha “animato” quella casa dal citofono senza nome e sconquassato il riposo dei vicini. «Ho sentito un tonfo. Pensavo ad un vaso caduto. Mi sono affacciata e ho visto il corpo: ho creduto ad un malore, invece è una tragedia. Però prevedibile», racconta con gli occhi lucidi Nida Meini, ex custode delle scuole Toniolo. Dal balcone del primo piano dove abita ha quasi “vegliato” il cadavere del russo rimasto a lungo adagiato sul vialetto. «Ho pregato per lui, povero giovane. Povero anche l'altro (il disabile, ndr) chissà cosa avrà dovuto subire da quello lì». Lui, il badante, da tutti evitato. Soprattutto per quel vizio di bere. A tutte le ore. Fino all'epilogo di ieri pomeriggio, quando avrebbe anche puntato il dito contro alcune vicine cercando di sviare le prime indagini: «Vedete cosa fate voi donne, queste sono pene d'amore», avrebbe urlato prima di finire in una volante della polizia. «Chissà cosa succedeva in quella casa - prosegue l'ex custode di scuola -. Chissà cosa facevano tutte quelle persone». Ieri, quel via-vai che spesso animava il silenzioso condominio si è tragicamente interrotto. Sul pianerottolo del quarto piano restano un guanto di lattice, usato dagli investigatori per i rilievi, una pianta appassita e il tappetino dal verde brillante. Che non darà più il benvenuto a sofferenze né a tragici avvenimenti. Danilo Renzullo 

UMBRIA24 Passignano, turista belga ubriaco minaccia «mi faccio saltare in aria» al pontile dei traghetti Allarme terrorismo: lo straniero stringeva tra le mani un telecomando e tentava di montare sul battello. Spavento tra la gente. Ora i carabinieri lo stanno identificando in caserma di En.Ber. Attimi di paura al pontile di Passignano sul Trasimeno dove un turista belga, ubriaco, ha urlato «mi faccio saltare in aria». L’uomo impugnava un oggetto, sembra il telecomando di un televisore, aveva con sé uno zainetto e ripeteva a gran voce la parola «bomba» mentre la gente spaventata si apprestava a scendere dall’ultima corsa del traghetto intorno alle 20,30. L’episodio ha chiaramente destato preoccupazione e il «fungo» – così viene chiamato l’imbarcadero dal quale partono i battelli verso le isole – è stato raggiunto da alcune pattuglie dei carabinieri e della polizia. Secondo una prima ricostruzione sembra che lo straniero fosse intenzionato a salire sul traghetto. Sulla banchina è stata anche rintracciata una bottiglia di whiskey. Per il momento sono in corso accertamenti in caserma: passata la sbronza gli investigatori, insieme al magistrato di turno, valuteranno quali provvedimenti adottare nei confronti dell’uomo che minacciava di farsi esplodere: se denunciarlo per procurato allarme o ubriachezza molesta, oppure arrestarlo. 

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