Rassegna del 14 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 SINDROME ALCOLICO FETALE 

A CURA DI EMANUELE SCAFATO – OSSERVATORIO NAZIONALE ALCOL, CNESPS-ISS

 http://www.epicentro.iss.it/problemi/alcol_fetale/NonBereInGravidanza2012.asp 

Alcol e gravidanza: smettere di bere è il comportamento più sicuro

A cura di Emanuele Scafato - Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss

 10 settembre 2015 - Molte donne sono convinte erroneamente di consumare vino, birra, aperitivi alcolici, amari o superalcolici “moderatamente”; sono tuttavia in poche a conoscere il ciò che si intende per “moderazione” in termini di consumo alcolico in riferimento alle scarse capacità di metabolizzazione da parte dell’organismo femminile e ancora meno sono quelle informate sulla estrema cautela che si impone per il consumo di alcolici durante la gravidanza. Per questo motivo, in occasione della Giornata internazionale per la prevenzione della sindrome feto-alcolica (che ricorre il 9 settembre), EpiCentro propone una riflessione sull’argomento e una carrellata di materiali utili agli operatori per la diffusione del messaggio tra le future madri. 

 Danni dell’alcol durante la gravidanza

L’assunzione di alcol in gravidanza, anche in minime quantità, può pregiudicare la salute e lo sviluppo del feto. Tuttavia, ancora oggi, le stime disponibili evidenziano che il 50-60% delle donne italiane in gravidanza consuma bevande alcoliche. Un’abitudine resa più problematica dalla tendenza, registrata tra le nuove generazioni, a un uso eccessivo di questo tipo di bevande. I limiti stabiliti dalle Linee guida nutrizionali, considerano in assoluto il periodo della gravidanza come il più vulnerabile per l’individuo all’esposizione di qualunque bevanda alcolica.

 Gli organi vitali, quali cuore, cervello e scheletro si formano durante i primi 10-15 giorni dopo il concepimento e la futura madre è spesso inconsapevole del suo nuovo stato: smettere di bere se si programma una gravidanza rappresenta dunque una misura protettiva per il bambino. 

 Le donne che bevono abitualmente una o più volte al giorno, con una media di 3 o più bicchieri, incorrono con più frequenza nella possibilità di aborto, soprattutto durante il secondo trimestre di gravidanza, a causa dell’azione tossica esercitata dall’alcol sul feto anche dopo l’assunzione di dosi modeste (come 2 bicchieri durante la gravidanza avanzata).

 Alcuni effetti dell’assunzione di alcol in gravidanza

L’alcol attraversa la placenta arrivando direttamente al feto a una concentrazione praticamente equivalente a quella della madre. Tuttavia il feto, non essendo dotato di enzimi in grado di metabolizzare l’alcol (principalmente l’alcol deidrogenasi), subisce effetti dannosi a livello cerebrale e sui tessuti in via di sviluppo anche attraverso una significativa interferenza sui normali processi di sviluppo fisico (causando malformazioni) e intellettivo (generando ritardo mentale) in maniera più o meno grave in relazione alle quantità di alcolici consumati.

 Un elevato consumo alcolico durante la gravidanza è alla base di carenze vitaminiche in grado di influenzare negativamente lo sviluppo del nascituro. Il primo e l’ultimo trimestre di gravidanza sono i periodi più delicati e quelli in cui l’alcol determina i danni maggiori per il feto. Il nascituro, spesso prematuro, può presentare sintomi o disturbi definiti alcolici sino ad arrivare alla sindrome conclamata feto-alcolica, irreversibile e spesso progressiva. Maggiore è il consumo e maggiore è il rischio: più di 12 drink a settimana aumentano in maniera significativa il rischio di parto prematuro e di neonato sottopeso. Tutti fenomeni riscontrati sia nelle donne che bevono durante la gravidanza sia in quelle che avevano abusato di alcol prima della gestazione.

 L’evidenza clinica e gli studi condotti negli ultimi anni dimostrano che i figli di donne che hanno consumato alcolici in gravidanza, arrivati all’età adulta, presentano più frequentemente problematiche alcolcorrelate e una predisposizione al deficit cognitivo. I bambini esposti al consumo materno di alcol durante la gravidanza, mostrano spesso problemi di attenzione e iperattività, che divengono evidenti solo dopo alcuni anni.

 Sintomi, disturbi e sindrome feto-alcolica sono totalmente evitabili attraverso l’astensione del bere nel corso della gravidanza. 

 Dieci punti utili per aumentare la consapevolezza del rischio

 L’Osservatorio Nazionale Alcol del Cnesps identifica dieci punti che possono contribuire a incrementare la consapevolezza sulla dannosità e la nocività del consumo di bevande alcoliche in gravidanza: 

· consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino

· durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto 

· il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione 

· l'alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre

· il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione

· l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza

· se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita

· è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento

· i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili

· si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche. 

Il ruolo della donna

La donna ha un ruolo fondamentale nella famiglia, nel mondo del lavoro, nella società. Nel ciclo della vita dall'infanzia, attraverso l'adolescenza, la maturità e sino alla terza età la donna manifesta una sensibilità massima agli effetti negativi dell'alcol che sono non solo di salute ma anche sociali. Per questo motivo, nella giornata internazionale della prevenzione della sindrome feto alcolica, si pone l’attenzione a tutte le donne italiane. “Una vita che nasce teme l'alcol. Proteggi il tuo bambino: in gravidanza non bere” (pdf 7,2 Mb) è il messaggio specifico realizzato per le iniziative di comunicazione del ministero della Salute e rilanciato in occasione della Giornata internazionale per la prevenzione della Fas. È un messaggio chiaro e di importanza vitale per una maggiore consapevolezza della donna sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza. 

 Un messaggio di civiltà e di solidarietà ma soprattutto di buon senso a cui le donne italiane sanno sempre ispirare le scelte salutari per se e per i figli.

 Risorse utili

· “Alcol e donne”: pagina del sito del ministero della Salute sull’argomento

· Locandina “Una vita che nasce teme l'alcol. Proteggi il tuo bambino: in gravidanza non bere” (pdf 7,2 Mb)

· pieghevole “Alcol e gravidanza: sei sicura?” (pdf 1,5 Mb)

· libretto “Donna e alcol. Alcol: sei sicura?” (pdf 1,5 Mb)

· locandina “Alcol e gravidanza” (pdf 1,5 Mb)

· pagine del sito Guadagnare Salute dedicate al tema alcol. 

 http://www.emergeilfuturo.it/universo-bambini/alcol-gravidanza-meta-donne-italiane-continua-bere/ 

ALCOL IN GRAVIDANZA: METÀ DELLE DONNE ITALIANE CONTINUA A BERE

14 SETTEMBRE 2016 

Per quanto buona parte delle donne in stato interessante percepisca la serie di restrizioni mediche alla serie di un Calvario immotivato e si interroghi spesso circa la reale esistenza di patologie, come la toxoplasmosi, delle quali non avevano mia sentito parlare fino al giorno precedente al concepimento, tutte le linee guida diramate dall’Oms e dalle massime istituzioni sanitarie in materia sono frutto di disamine decennali, di evidenze cliniche e di quegli immancabili cambi di rotta che conducono speso le neomamme a rimpiangere i tempi antichi, quando un maggior lassismo regnava tra i ginecologici.

Se fino ad una trentina di fa, ad esempio, molti medici erano soliti fissare le pazienti con un occhio strizzato mentre suggerivano l’assoluto bando delle sigarette per tutto il corso dei nove mesi, oggi entrambi gli occhi si trovano ad essere bene aperti, dato che l’evoluzione delle tecniche diagnostiche e dello screening prenatale ha evidenziato come il fumo, non solo possa provocare danni al feto di entità tutt’altro che lieve, ma come il povero esserino tenda a ritrarsi con disgusto di fronte alle sostanze tossiche che la mamma inala non appena accende la sigarette.

A partire dal fumo fino ad arrivare al prosciutto crudo, la scienza prenatale è stata dunque ben lieta di arrendersi alle nuove evidenze in materia e di imporre quel giro di vite necessario ad impedire l’insorgenza di patologie fetali o a rendere la gravidanza densa di ostacoli e intoppi, ponendo particolare attenzione al versante relativo alle bevande alcoliche, un tempo oggetto della più totale benemerenza della classe medica (purché in dosi limitate) e oggi divenute il centro di bandi, divieti e di campagne informative rivolte ai numerosi pericoli che potrebbero insorgere in caso di mancato rispetto delle direttive.

Se tutte le altre norme imposte in sede prenatale sono state infatti accettate più o meno di buon grado dalle aspiranti mamme, pare che in materia di alcol persista un’enorme sacca di resistenza e che le future mamme italiane percepiscano ancora il bicchiere di birra o il calice di vino alla stregua di un lieve svago, poi non tanto pericoloso, e di una rinuncia che risulta impossibile da operare appieno per tutto il periodo connesso con lo stato interessante.

In occasione della recente giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sui rischi della sindrome feto-alcolica è infatti emerso uno scenario complessivo piuttosto inquietante e la persistenza di un vizio che appare attualmente difficile da sradicare tra le future mamme, così come l’atavica convinzione che dosi moderate di alcol non possano certo nuocere all’inconsapevole nascituro.

La realtà a livello italiano

Basandosi su un sondaggio compiuto su campioni statistici piuttosto rilevanti, i ricercatori facenti capo all’Istituto Superiore di Sanità hanno reso note statistiche e percentuali relative alla tendenza a consumare alcol nel nostro Paese e hanno proceduto in seguito a mettere in relazione l’ampiezza del fenomeno con analoghe stime, ricavate in altre nazioni europee, per rendere conto di un quadro a livello complessivo.

Dai dati ottenuti mediante indagine statistica condotta tramite questionario è emerso che il 50-60% delle donne italiane continua a bere durante il corso della gravidanza e che la quantità media di alcol consumata con cadenza quotidiana si attesta introno alla soglia dei due calici di vino; misura evidentemente lontana dallo zero assoluto posto come buona norma dall’Oms e dalle istituzioni ginecologiche mondiali.

Sebbene il numero di donne in dolce attesa che consumano bevande alcoliche sia ancora lontano dal raggiungere i picchi presenti in nazioni come l’Irlanda, dove l’alcol rappresenta quasi una componente ineliminabile e dove l’82% delle donne censite ha confermato allegramente (è proprio il caso di dire) la propria tendenza all’alzare il gomito con una certa continuità, le stime riscontrate in Italia si pongono comunque come fonte d’allarme e come triste evidenza dalla quale prendere spunto per dare vita a nuove campagne informative e a linee guida più chiare da diramare presso ginecologici e medici nostrani.

Alla base di una misura del tutto abnorme vi sarebbe, secondo gli autori dello studio, la compresenza di fattori di tipo culturale e la diffusa credenza che porta le donne incinte a scambiare quanto di fatto produce benefici all’organismo, in assenza di stato interessante, per un elemento non nocivo o addirittura in grado di produrre il proverbiale “buon sangue” nel nascituro.

Perché non si dovrebbe consumare alcol in gravidanza

A quanto pare non così ovvie, le numerose evidenze in merito al legame tra consumo di bevande alcoliche in gravidanza ed insorgenza di problematiche a livello fetale traggono la loro radice ultima nelle evidenze legate alla contrazione della sindrome alcolica-fetale (o embrio fetopatia-alcolica), che può incidere sullo sviluppo del sistema nervoso del piccolo, produrre stati patologici a carico del sistema immunitario, generare problematiche legate alla crescita e persino alterazioni di natura morfologica che possono condizionare l’aspetto esteriore del bimbo, andando a deformarne i tratti del volto.

Scoperta nel 1968 dal medico francese Paul Leomine, antesignano di una vasta gamma di studi che presero il via a partire dagli anni’70, la Sindrome Alcolica Fetale (Fas) è infatti stata posta in correlazione evidente ed univoca con la presenza di un vasto spettro di alterazioni e malformazioni a livello facciale nel bimbo, che comportano la genesi di un aspetto del volto piuttosto allungato e sgraziato, un tempo definito (senza troppo garbo o rispetto per i piccoli in questione) come Funny Looking, ovvero aspetto divertente.

La ragione ultima di un fenomeno che potrebbe a primo acchito apparire privo di connessione o avulso dal suo contesto risiede nel fatto che l’alcol possiede una valenza taertogena e che appartiene, cioè, a quella categoria di sostanze che risultano in grado di superare le naturali difese presenti nella placenta e di entrare in contatto con il feto, dato che a livello biologico ed evolutivo la specie umane non si trova provvista di ulteriori protezioni difronte a sostanze impreviste.

Dato che, di fatto, in questa eventualità di divertente non c’è assolutamente nulla, man mano che le evidenze scientifiche hanno posto le malformazioni in questione in diretta correlazione con l’assunzione di alcol in gravidanza, si è tentato a più riprese di stabilire se esistesse una soglia di sicurezza o una posologia minima atta ad impedire il verificarsi della sindrome, senza che tuttavia la questione fosse chiarita fino in fondo e che venisse lasciato aperto un minimo spiraglio all’alcol.

Non essendo mai stata rinvenuta una misura alcolica al di sotto della quale la Sindrome Alcolica Fetale assume gradi probabilistici sempre più elevati, si è dunque reso indispensabile il tanto decantato divieto assoluto e il bando totale delle bevande alcoliche per tutti i nove mesi del percorso gestazionale, senza deroga alcuna e senza che un goccino ogni tanto possa spezzare la norma, visto che anche minime posologie di alcol risultano in grado di entrare in contatto col feto e di nuocergli, indipendentemente dal fatto che la sindrome possa svilupparsi o meno.

A prescindere da quella che possa essere la vostra opinione in merito o all’occhiolino sapientemente strizzato da un ginecologo, magari non troppo al corrente delle recenti evidenze, è buona norma cercare di spezzare il cerchio di sufficienza tradottosi nella genesi di stime impietose ed affrontare serenamente la gravidanza con tutte le sue gioie e le sue rinunce, senza cercare di percepire i nove mesi come una privazione o un autentico Calvario, destinato a concludersi (malamente) sul monte Grappa o tra le vigne di Bordeaux.

 CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 http://www.mainfatti.it/auto/Quindici-in-preda-all-alcol-posteggia-in-mezzo-alla-strada-e-va-a-dormire_0160800033.htm 

QUINDICI: IN PREDA ALL'ALCOL POSTEGGIA IN MEZZO ALLA STRADA E VA A DORMIRE

Redazione 

13.09.16

Intervento dei Carabinieri a Quindici (Avellino). "Un 40enne, già noto alle Forze di Polizia, è stato tratto in arresto in quanto ritenuto responsabile di violenza, resistenza ed oltraggio a Pubblico Ufficiale. - viene illustrato in una nota dell'Arma - I fatti si son svolti nella nottata di venerdì scorso a Quindici: diverse le segnalazioni ai Carabinieri della locale Stazione, impegnati di pattuglia in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono."

La Benemerita illustra: "I cittadini segnalavano un'autovettura lasciata di traverso sulla carreggiata da un uomo che era stato visto scendere, chiudere l'automezzo e tranquillamente andare via. Quell'auto così parcheggiata, aveva bloccato il traffico veicolare, causando una lunga colonna nelle vicinanze delle varie bancarelle ivi collocate per la festività. I Carabinieri, individuato il proprietario del veicolo, dopo aver tentato di rintracciarlo presso alcuni bar della zona, si portavano presso la sua abitazione. E proprio lì veniva serenamente trovato, incurante sia del problema causato al traffico sia della rabbia che aveva scatenato nei cittadini."

"Alla richiesta dei militari di spostare l'auto - puntualizzano dunque i militi -, visibilmente scocciato per quell'inaspettata visita a quell'ora, lo stesso rispondeva che non sapeva nulla, precisando che l'auto l'aveva prestata ad un suo amico e pertanto non era in possesso delle chiavi. Ma l'occhio attento di uno dei carabinieri intravedeva le chiavi riposte dietro ad un suppellettile."

"Contestatagli la veridicità di quanto aveva appena affermato - si puntalizza inoltre -, il 40enne, in una rapida escalation di livore, inveiva contro i militari operanti, ingiuriandoli e minacciandoli di morte, per poi passare senza soluzione di continuità alle vie di fatto, scagliandosi fisicamente contro questi."

"Con non poca fatica i Carabinieri riuscivano a bloccare l'esagitato e a riportarlo alla calma. Accompagnato in Caserma, veniva ricostruita la vicenda: l'uomo, verosimilmente in preda ai fumi dell'alcool, aveva lasciato con noncuranza la propria auto in strada, paralizzando il traffico, ed era andato a dormire. Inchiodato alle proprie responsabilità, il pregiudicato veniva dunque dichiarato in stato di arresto alla Procura della Repubblica di Avellino" diffondono infine i militari. 

 http://atnews.it/cronaca/11297-asti-maxi-rissa-tra-due-gruppi-di-giovani-in-via-garibaldi-la-polizia-a-caccia-dei-responsabili.html 

ASTI, MAXI RISSA TRA DUE GRUPPI DI GIOVANI IN VIA GARIBALDI, LA POLIZIA A CACCIA DEI RESPONSABILI

Neil Palladino 

Pubblicato: 13 Settembre 2016

La folla di persone e di gente che ha riversato le vie del centro storico in occasione del Festival delle Sagre nel weekend appena trascorso, non ha fatto mancare però uno spiacevole episodio di cronaca nera.

Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica, avvenuto nei pressi di via Garibaldi ad Asti, dove protagonisti sono stati due gruppetti di giovani, circa una ventina per parte che si sarebbero scontrati all'una di notte, quando sia le Sagre che la Douja erano da poco concluse.

Secondo la ricostruzione effettuata dalla Polizia, che ha avviato le indagini, uno di questi era composto da ragazzi che abitano prevalentemente alla periferia Est della città, l'altra invece da giovani di origine nomade residente da tempo nell'Astigiano, ed entrambi avevano con se bottiglie e bicchieri di vetro, probabilmente venduto da qualche bar o portati direttamente da casa, in barba all'ordinanza emessa dal sindaco Brignolo sul divieto di vendita e somministrazione di alcolici.

Di fatto, tra i due gruppi avviene una prima scaramuccia prendendosi a contatto e lanciandosi diverse bottigliette vuote a vicenda, con i cocci di vetro che restano sul selciato della via. Qualcuno che in quel momento transitava, ha assistito alla scena, avvertendo immediatamente le forze dell'ordine, con le pattuglie della polizia che giungono sul posto, constatando però che i due gruppetti si sono spostati di una decina di metri, dirigendosi verso le piazze Libertà e Campo del Palio, dove qui avviene la seconda parte del contatto tra le due “bande”, con lo stesso identico episodio, cittadini intimoriti che chiamano e avvertono il 113 della situazione, ma quando sopraggiungono gli agenti trovano più nessuno.

Anche in questo caso, a terra, ci sono però i cocci di bottiglia, tracce evidenti dei contatti evidenti avvenuti tra le due “fazioni”. Nessuno dei ragazzi coinvolti, si è però presentato all'ospedale per farsi medicare, ma le telefonate giunte alle forze dell'ordine da parte dei cittadini che hanno visto le scene, indicavano chiaramente la presenza di persone ferite.

In tutto la maxi rissa sarebbe durata oltre un'ora, intervallata da alcune pause, anche se i contorni e gli aspetti della vicenda e dell'esatta dinamica, restano tutti da chiarire. La Polizia sta comunque indagando, analizzando le telecamere di videosorveglianza della zona, per far luce sull'accaduto e capire se vi fossero stati dei “promotori” della rissa che, in qualche modo, abbiano fomentato eccessivamente gli animi.

Ancora da accertare tuttavia le cause che hanno fatto scatenare il gesto e portato a tanto, ma al vaglio della Polizia non si esclude alcuna ipotesi: da futili motivi aggravati dal consumo smoderato di alcol a un regolamento di conti tra i due gruppi, interessate alla gestione di attività criminali sul territorio.

 17ENNE UBRIACA COMPLETAMENTE IN BALIA DELL’AGGRESSORE

 http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/stupro-video-whatsapp-1.2509566 

RAGAZZA STUPRATA, LE AMICHE FANNO UN VIDEO E LO MANDANO SU WHATSAPP

La 17enne era ubriaca e completamente in balia dell’aggressore nel bagno di una discoteca. 

14 settembre 2016

Rimini, 14 settembre 2016 - Ubriaca fradicia viene violentata da un ragazzo, mentre le amiche riprendono la scena che finisce su WhatsApp. Una storia da incubo, quella vissuta da una 17enne, residente nel Riminese, su cui ora sta indagando la magistratura.

I fatti risalgono a qualche tempo fa, a un sabato sera come tanti altri che i ragazzini consumano in discoteca. La giovane è nel locale insieme alle amiche, lì dentro si conoscono più o meno tutti, anche se soltanto di vista. E il ragazzo albanese è, appunto, solo una conoscenza, di quelle che si fanno di solito nelle disco, la maggior parte delle volte senza approfondire troppo. Nonostante lei abbia 17 anni, ingurgita un bel po’ di alcol, anche se ancora non è chiaro se abbia bevuto di sua iniziativa o se sia stato l’altro a convincerla. Certo è che qualcuno quell’alcol l’ha ‘servito’, e questa sarà un’altra cosa su cui indagare. Arriva al punto da non capire quasi più niente, come lei stessa racconterà poi agli inquirenti. La roba che ha ingoiato l’ha ridotta a un automa e non si rende conto che il ragazzo è lì pronto ad approfittare delle sue condizioni. Da una ricostruzione fatta dagli investigatori dei carabinieri, a quel punto il giovane albanese avrebbe trascinato la 17enne in uno dei bagni del locale, chiudendo a chiave la porta.

Ma non sono soli. Forse la mossa non è sfuggita alle amiche della giovane che, evidentemente, li hanno seguiti. Perché proprio mentre si consuma la violenza, riescono ad arrampicarsi nella toilette di fianco e riprendono la scena con il cellulare. Un video in cui per fortuna non si vede la vittima in volto, ma che testimonia come la 17enne fosse completamente inerme, una bambola di pezza in balia del ragazzo. Come sottofondo, le risate di chi sta filmando, come se si trattasse di uno scherzo di poco conto. Una cosa che fa accapponare la pelle, giovani ormai adulte che invece di correre in aiuto dell’amica che sta subendo quell’orrore, la prima cosa a cui pensano è quella di immortalare la scena, come se niente di quello che stava succedendo le riguardasse.

E quel filmato allucinante, la vittima se lo ritrova il giorno dopo su WhatsApp, e realizza pienamente l’orrore che ha subito. Non sa a quante persone sia stato mandato (gli inquirenti sembrano essere riusciti a bloccare tutto), è disperata e alla fine non può fare altro che rivolgersi a sua madre. La donna è sotto choc, e l’unica cosa che può fare è quella di correre dai carabinieri e mostrare quella barbarie che si è consumata sulla pelle di sua figlia. La denuncia arriva subito sul tavolo del magistrato che apre un fascicolo per violenza sessuale. La 17enne viene sentita subito, ma da lei ricavano ben poco, di quel momento terrificante lei ricorda poco e niente, ha soltanto dei flash: l’immagine di un bagno e qualcuno che le grida «scappa, scappa». Sono probabilmente le amiche mentre stanno filmando. Altre minorenni che gli inventigatori stanno ancora finendo di sentire.

 OMICIDIO STRADALE

 http://www.padovaoggi.it/cronaca/omicidio-stradale-paola-rosa-tanga-automobilista-ubriaca-guidava-con-cellulare.html 

PROVOCÒ LO SCONTRO IN CUI MORÌ UNA MAESTRA: "GUIDAVA UBRIACA E GIOCAVA CON IL CELLULARE"

Incidente del 25 giugno: si aggrava la posizione della 51enne indagata per omicidio stradale

Redazione

14 settembre 2016 11:58

Era il 25 giugno scorso, quando la maestra elementare Paola Rosa Tanga morì in un tremendo scontro frontale tra due autovetture in corso Australia a Padova, vicino all’intersezione della tangenziale per Abano. Si scoprì che la conducente dell'altro veicolo coinvolto, una 51enne, era ubriaca (2,1 grammi/litro il tasso riscontrato) al momento dell'impatto fatale tra la sua Bmw Z4 e la Lancia Y sulla quale viaggiava la vittima: a Padova, fu il primo arresto dall'entrata in vigore della legge sull'omicidio stradale.

NON ERA SOLO UBRIACA. Ora, a questa tragica vicenda, si aggiunge un ulteriore inquietante dettaglio: come riporta Il Mattino di Padova, oltre a guidare sotto l'effetto dell'alcol, la 51enne, al momento dello scontro, avrebbe avuto in mano il suo smartphone, con il quale pare stesse giocando ad un'applicazione. A rivelarlo, una consulenza tecnica sul telefono cellulare dell'automobilista disposta dal pubblico ministero titolare delle indagini Vartan Giacomelli.

L'INTERROGATORIO. Si aggrava, quindi, la posizione dell'indagata: giovedì, la donna sarà ascoltata dal pm, che quasi certamente ne chiederà il rinvio a giudizio. Agli inquirenti, l'automobilista aveva raccontato di avere bevuto un paio di spritz per festeggiare l'uscita da una malattia del marito, ma i valori di alcol nel sangue farebbero pensare che la 51enne, quella sera, avesse bevuto molto di più.

 GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 http://www.ilrestodelcarlino.it/civitanova-marche/cronaca/auto-contromano-autostrada-ubriaca-1.2510645 

AUTO CONTROMANO, CAOS IN A14. LA CONDUCENTE ERA UBRIACA

Lancia Y inseguita e bloccata dalla polizia stradale al casello di Civitanova. Denunciata una 28enne

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2016

A14, contromano per 10 chilometri tra Cattolica e Pesaro

Civitanova, 14 settembre 2016 – Contromano sulla corsia nord, semina il panico in autostrada, senza provocare incidenti per fortuna. Poi, alla vista della pattuglia della polizia stradale, inverte la marcia e prova scappare.

Una donna di 28 anni originaria del Marocco è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza, le è stata ritirata la patente e sequestrata l’auto, una Lancia Y.

Tutto comincia verso le 6.30, quando al centralino del 113 arrivano numerose chiamate di automobilisti che segnalano nel tratto autostradale compreso tra il casello di Loreto e quello di Civitanova la presenza di una Lancia Y che viaggia contromano sulla carreggiata nord.

Subito una pattuglia della sottosezione della polizia stradale di Porto San Giorgio si dirige sulla tratta autostradale interessata e adottando tutti i protocolli di sicurezza previsti in questi casi (safety-car e chiusura del traffico), intercetta all’altezza del casello di Civitanova il veicolo segnalato, che procede effettivamente lungo la corsia nord in contromano.

Alla vista degli agenti che intimano l’alt, la conducente dell’auto – Z.H., 28 anni, originaria del Marocco e residente ad Ancona – inverte la marcia e cerca di allontanarsi.

La pattuglia si pone all’inseguimento, raggiungendo il veicolo poco dopo, e sottopone la conducente al controllo con l’etilometro.

Il controllo dà esito positivo, tanto che la donna risulta avere un tasso alcolico tre volte superiore a quello consentito dal codice della strada. È stata denunciata per guida in stato di ebbrezza con conseguente sequestro dell’auto e ritiro della patente anche per la circolazione contromano.

 http://www.tusinatinitaly.it/articolo/cronaca/3/montella-denunciato-55enne-per-guida-in-stato-di-ebbrezza/24244 

MONTELLA - DENUNCIATO 55ENNE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

13 settembre 2016

L’incremento dei servizi posti in essere dal Comando Provinciale Carabinieri di Avellino, ha visto anche il rafforzamento dei controlli tesi a contrastare il fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcoolica e sotto l’uso di sostanze stupefacenti.

I Carabinieri della Compagnia di Montella hanno effettuato posti di controllo, nel corso dei quali sono state eseguiti svariati accertamenti ed elevate contravvenzioni per violazioni alle norme del Codice della Strada.

A Montella, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia hanno fermato per un normale controllo un 55enne del posto alla guida della propria autovettura. Il responso dell’esame con l’etilometro al quale è stato invitato a sottoporsi, confermava i sospetti dei militari: 1,95 g/l il tasso alcoolemico inconfutabilmente rilevato.

Visto l’elevata percentuale di alcool riscontrata, oltre alla denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino ed al ritiro della patente, si è proceduto al sequestro dell’autovettura che sarà confiscata.

 http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/alticcio-guida-romeno-lodi-1.2509505 

LODI, UBRIACO AL VOLANTE: DENUNCIA E PATENTE RITIRATA

Romeno vede la polizia, accelera e tenta di scappare ma viene ripreso

di P.A.

13 settembre 2016

LODI, 13 settembre 2016 - Vede la polizia e accelera bruscamente ma viene fermato e scoperto alticcio alla guida. Il romeno B.I., classe 1974, residente a Lodi, è stato controllato dalla polizia di Lodi nel capoluogo. Ieri sera intorno alle 20.30 l’uomo era al volante di una Bmw intestata a terzi con targa bulgara. Alla vista della volante, però, il conducente ha premuto il piede sull’acceleratore cercando di allontanarsi in fretta ma finendo con lo zigzagare parecchio. I poliziotti sono quindi riusciti a fermarlo ma poi per lui sono iniziati i guai. L’uomo aveva l’alito vinoso e la parlata incerta. Eseguito il dovuto test, quindi, gli agenti lo hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza e gli hanno ritirato la patente. Il documento di guida gli era già stato sospeso nel 2004 per un incidente stradale e nel 2011 sempre per aver alzato troppo il gomito. La vettura invece è stata restituita al legittimo proprietario.