Rassegna del 13 Settembre 2016

A cura di Roberto Argenta, Guido Dellagiacoma, Alessandro Sbarbada

 FONDAZIONEVERONESI.IT

Confermato il ruolo dell'alcol nell'insorgenza di sette tumori

Una revisione dei principali studi in letteratura confermerebbe una stretta relazione tra l'eccessivo consumo di bevande alcoliche e l'insorgenza di diverse neoplasie

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Non è solo questione di ebbrezza. Limitare il consumo di bevande alcoliche mette al riparo dal rischio di sviluppare un tumore. Secondo un recente studio dell'Università di Otago, in Nuova Zelanda, uscito sulle pagine di Addiction, l’abuso di bevande dal tasso alcolico, potrebbe infatti accendere la miccia di ben sette forme di neoplasie. (*) Tuttavia il rispetto o la riduzione delle soglie alcoliche raccomandate da recenti linee guida inglesi, indurrebbero un effetto decrescente sulle probabilità di rischio indotto.

ALCOOL E (SETTE) TUMORI – La relazione di causa ed effetto tra i due fattori sarebbe molto stretta. Almeno stando ai risultati di una vasta metanalisi, attuata da un gruppo di ricercatori neozelandesi con a capo Jennie Connor, che ha riconsiderato i principali studi in letteratura sull’argomento estratti dal database di Medline e/o dagli archivi dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc). Il riesame del materiale scientifico avrebbe così permesso di arrivare a definire che l’alcol, in forti quantità e assunto in maniera costante, può essere ritenuto tra i responsabili di alcune forme di tumore tra le più frequenti e diffuse. La cui azione negativa non si limiterebbe soltanto a neoplasie del distretto cervico-facciale, quali l’orofaringe, la laringe, fino all’esofago e al fegato, ma influenzerebbe anche l’insorgenza di tumori in apparenza senza alcun rapporto diretto con l’alcool. Ovvero tumori del colon, del retto e del seno. «Non è possibile stabilire – precisa la ricercatrice – un livello soglia che azzeri il pericolo di ammalarsi, mentre è chiaro che il rischio di malattia aumenta in proporzione al quantitativo di alcool assunto». (**)

LE UNITA’ RACCOMANDATE – Dunque l’indicazione degli esperti è di rispettare le ‘unità alcoliche’ raccomandate dalle nuove linee guida inglesi che fissano il limite massimo a 14 unità a settimana. Tenendo presente che una Unità Alcolica corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, contenuti in un bicchiere piccolo (125 millilitri) di vino a media gradazione, in una lattina di birra (330 millilitri) di media gradazione o in una dose da bar (40 millilitri) di superalcolico. Ovvero sarebbero ‘accettabili’ all’incirca 25 grammi al giorno di etanolo. «Un consumo raddoppiato - continua la ricercatrice - pari a 50 grammi di alcol al giorno esporrebbe i bevitori, rispetto agli astemi, a un rischio da quattro a sette volte maggiore di incorrere in uno dei sette tumori associati all’alcool». (***) Con una variabilità dipendente dalla sede di malattia: il rischio sembrerebbe infatti superiore di una volta e mezzo per il cancro del colon e del 16% per il tumore del seno. «Questo significa che fra 1.000 donne astemie – aggiunge la Connor - 109 potranno sviluppare un tumore al seno, mentre fra mille bevitrici che rispettano un consumo di 14 unità o meno a settimana, 126 potrebbero avere una diagnosi di malattia contro 153 che superano le 14-35 unità settimanali».

RISCHIO REVERSIBILE - Nonostante le prospettive poco confortanti, una buona notizia c’è. «Vi è evidenza – conclude la ricercatrice – che l’astensione dall’alcool contribuisce a ridurre sensibilmente il rischio di malattia, specie per i tumori alla laringe, faringe e al fegato». Un dato da non sottovalutare, anche in funzione delle ultime stime che attestano solo nel 2012 all’incirca circa mezzo milione di morti per tumore indotto dall’alcool, pari cioè al 5,8% dei decessi per cancro in tutto il mondo. Un trend che può essere frenato, e nelle migliori delle ipotesi arrestato, con la correzione di una semplice abitudine alcolica.

Francesca Morelli

 (*) Nota: il termine “abuso” purtroppo è abusato.

 (**) Nota: quindi, non potendo stabilire un livello di soglia, è del tutto evidente come non abbia alcun senso parlare di “abuso”, scrivere “in forti quantità”, né tantomeno indicare unità alcoliche “raccomandate”, o “accettabili”.

 (***) Nota: come se un aumento di 2 o 3 volte del rischio di ammalarsi di cancro non fosse già abbastanza grave: è sensato, secondo voi, un criterio di aumento del rischio “accettabile” su questo argomento?

Quante sigarette al giorno posso fumare, quante sono “raccomandate”, secondo una tale (il)logica, perché il mio aumento di rischio di cancro sia ancora “accettabile”?

Perché tanta parte della scienza, a proposito del bere, ha paura di dire le cose come stanno e continua con questi suoi salti (letteralmente) mortali?

 ITALYJOURNAL.IT

Salute & Benessere

Alcol: il consumo provoca 7 tumori

Per studio neozelandese i rischi aumentano con il crescere del numero di bicchieri

Tutto da rivedere il rapporto tra consumo di alcolici e salute. Soprattutto per il vino numerosi studi hanno evidenziato nel corso degli anni gli effetti benefici che aveva sul corpo umano; ma un nuovo studio afferma che il consumo di alcolici seppur minimo provoca lo sviluppo di sette forme di tumore.

Secondo un recente studio, che è stato realizzato dalla ‘Norwegian University of Science and Technology’ e pubblicato su ‘International Journal of Cardiology’, un consumo pari a 3-5 bevande alcoliche (vino, birra, liquori) a settimana riduce il rischio di avere problemi cardiovascolari del 33% rispetto a chi è astemio.

Arriva però ora una ricerca, svolta da Jennie Connor della ‘University of Otago’ (Nuova Zelanda) e pubblicata sulla rivista ‘Addiction’, che sostiene che il consumo di alcolici porta ad ammalarsi di tumore alla bocca, alla laringe, all’esofago, al fegato, al colon e alla mammella. E questo che si tratti di vino, birra o liquori.

Pur non essendo chiari i meccanismi per i quali avviene ciò, i ricercatori sono portati a credere che l’etanolo vada a danneggiare il codice genetico delle persone provocando così tale tipo di malattie.

Secondo la Connor non c’è una quantità massima che renda sicura l’assunzione di bevande alcoliche, anche se il rischio di sviluppare neoplasie sale con l’aumentare del numero di unità alcoliche consumate (una unità alcolica è pari a 125 ml di vino a media gradazione, 330 ml di birra, 40 ml di superalcolico). Dalla ricerca neozelandese emerge inoltre come ad essere più sensibili agli effetti indesiderati dell’alcol siano le donne, alle quali basta anche un solo bicchiere di vino al giorno per aumentare del 16% le probabilità di ammalarsi di tumore al seno.

Secondo i ricercatori della ‘University of Otago’ dal 2012 a oggi l’alcol ha causato mezzo milioni di morti, il 5,8% di tutti i decessi per tumore.

 LA NAZIONE (Pistoia)

"Non si muoveva e ho chiamato l'ambulanza"

Parla il ragazzo che ha soccorso il 16enne davanti alla discoteca. 

"La vita dei pr: così arrivano alla paghetta"

di Martina Vacca

Pistoia, 13 settembre 2016 - «Meno due giorni al devasto. Ho ancora prevendite, ragazzi contattatemi!». E ancora: «Ho ancora 20 posti: dream always big (sognate sempre tanto, ndr)!». I clienti si trovano su Facebook, con messaggi postati sui propri profili ma soprattutto sui gruppi social, di amici, di zona, di città. Le prime dieci prevendite ti fanno guadagnare l’ingresso gratuito per te, dall’undicesima in poi ti pagano un euro. Può sembrare poco, ma se si hanno i contatti, l’affare può valere quanto una paghetta settimanale. E’ la vita del pr, e pr oggi sono soprattutto giovanissimi, minorenni, assoldati dagli event manager, le società specializzate nell’organizzare eventi, per vendere gli ingressi alle feste del fine settimana nei locali più in voga, quelli in grado di ospitare centinaia di persone.

E la parola d’ordine è sempre la stessa: «devastarsi», sballarsi di alcol, anche se si è minorenni, anche se per avere la bevuta bisogna ingegnarsi un po’. Finché qualcuno non ci rimette, scontando lo sballo sulla propria pelle, come è accaduto al 16enne che nella notte tra sabato e domenica è finito in ospedale, per un’intossicazione alcolica, dopo una serata passata davanti a una nota discoteca della Piana. A dare l’allarme è stato un ragazzo pistoiese, che ci racconta quanto ha visto: «Sono stato io a chiamare l’ambulanza – ci dice – Quel ragazzo lo conoscevo appena, ma l’ho visto a terra, che stava male. Sembrava che dormisse, non si muoveva nemmeno se gli tiravi uno schiaffo». Fortunatamente, dopo la corsa in ospedale, il 16enne si è ripreso e nella notte è stato dimesso.

Ma come funzionano queste serate? «Sono le feste organizzate nei locali, quelle più pericolose – ci racconta il ragazzo - perché ci sono centinaia di persone e i controlli si abbassano. Funziona così: una società di eventi prende in affitto il locale per organizzarci una festa. Per essere sicuri che arrivino tantissime persone, chiamano i ragazzini di 15 o 16 anni, che fanno i pr per l’evento. In pratica, danno loro un tot di prevendite da piazzare. Le prevendite convengono, perché costano meno del biglietto che si paga la sera della festa. E per il giovane pr può diventare un lavoro a tutti gli effetti: se ne vende dieci, ottiene l’ingresso gratuito, dall’undicesima prevendita piazzata, lo pagano a persona. Per i ragazzini che vanno a scuola è semplice: si dice all’amico dell’amico, un tot te li piazza la sorella, la cugina e così via».

Perché si scelgono così giovani? «Perché sono quelli che stanno di più sui social, quelli che vedono più gente a scuola, insomma hanno una rete estesa e raggiungono più persone». Come diceva Virzì ne La pazza gioia, «nella vita la cosa importante sono i contatti».

E’ stata un’intossicazione alcolica a provocare il malore del ragazzo che sabato notte, dopo le 3, è stato soccorso davanti a una nota discoteca della Piana e portato in ospedale. I volontari della Misericordia di Agliana lo hanno trovato riverso a terra, che rispondeva solo agli stimoli dolorosi. Dopo la corsa in ospedale, le sue condizioni sono andate migliorando e nella notte è stato dimesso. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Pistoia, che hanno ascoltato i ragazzi che erano presenti.

Sembra che la pesante sbornia, il 16enne se la sia presa fuori dal locale, dove era arrivato con l’auto di amici e nel bagagliaio un cartone di gin. Un’abitudine questa molto in voga tra i giovanissimi. «Conviene e fa evitare la brutta figura di dover mostrare al buttafuori la carta d’identità davanti a tutti», ci spiega un coetaneo.

 «I locali ti chiedono il documento e poi ti danno un braccialetto che ti consente di avere fino a tre bevute. Chi è minorenne cerca di farsi dare i drink dagli amici più grandi. Io ho visto gente arrivare a prendere fino a 9 bevute. Sono soprattutto i giovanissimi che bevono: si comincia a 14 anni e anche prima, ragazzi e ragazze. Si fa per far andare bene la serata, per divertirsi e far divertire il gruppo, perché a quell’età bevono tutti. Già a 20 anni si è già imparato il gioco, ci si controlla di più e quello che beve troppo finisce per rovinare la serata agli altri.

 IL SECOLO XIX

Ovada, ecco il vino prodotto dagli studenti

Ovada - Il terzo anno del primo corso di agraria con indirizzo di enologia inizia oggi all’Itis Barletti di Ovada. L’ultimo anno è carico di aspettative per 21 diplomandi, che dopo il biennio hanno scelto agraria e, sulla spinta della vocazione territoriale per il vino, sperano di diventare esperti del settore. A scuola hanno già piantato un micro impianto e con la disponibilità di due aziende - Alemanni di Tagliolo Monferrato e Gaggino di Ovada - che metteranno a disposizione un vigneto e una botte in cantina, i ragazzi a giorni potranno raccogliere l’uva, vinificare e imbottigliare, creando la prima etichetta della scuola. Due studenti si sono portati avanti: in attesa dell’inizio dell’anno scolastico, hanno fatto pratica alla cantina sociale di Mantovana. Sono già partner del corso il Centro sperimentale Agrion di Carpeneto ed il Consorzio di tutela Ovada Docg. 

La scuola ringrazia anche l’azienda di trasporto locale Saamo per i collegamenti necessari alle escursioni in cantina. I più contenti sono i vignaioli: «È la scuola che mancava – hanno detto Anna Alemanni e Tiziana Gaggino sabato scorso alla presentazione del progetto - per rivalutare l’Ovada, bisogna formare professionisti del vino. Dal settore fitosanitario al marketing fino all’etichettatura esistono normative specifiche, che pochi consulenti sanno affrontare con competenza». 

Qui i super presidi sono arrivati prima della riforma scolastica. L’attuale vicepreside Vittorio De Pra quattro anni fa ha ottenuto dalla Regione l’istituzione del corso di agraria e l’attuale preside Felice Arlotta tre anni fa ha creato il corpo scolastico del vino ed un programma integrato con il territorio, che è in continua evoluzione. 

«Un nuovo corso è come il vino: non basta il lavoro, ci vuole passione», dice Arlotta. Fra i nuovi docenti c’è il professore di chimica che è anche sommelier, Giuseppe Vigo: «Chi sceglie questo indirizzo aspira ad una preparazione completa». Sono avvisati anche i ragazzi del secondo anno, in due sezioni da 21 e 18 studenti, più i neoiscritti: 27 anche da Crevari, Genova, Valle Stura e provincia di Asti.

 VARESE REPORT

Varese, Alcol Prevention Yeah, l’assessore Strazzi recita “I tre grappoli” di Pascoli

Davvero un valore aggiunto culturale è quello portato dagli assessori della giunta Galimberti in Comune a Varese. Questa mattina è stato lanciato in Sala Matrimoni l’evento dell’Alcol Prevention Yeah, un evento che vede tra i promotori Palazzo Estense-Servizio Informagiovani, oltre alla partecipazione di molte altre realtà associative.

A presentare l’evento l’elegante assessore ai Giovani, Francesca Strazzi, che è stata protagonista di un breve video sul tema della guida in stato di ebbrezza. Un video girato nei Giardini Estensi qualche settimana fa.

Ma questa mattina l’assessore, spiegando il senso di questo appuntamento, ha voluto citare a memoria una bellissima poesia del grande Giovanni Pascoli, otto versi splendidi tratti dalla raccolta “Myricae”, particolarmente appropriati per il tema al centro dell’attenzione. “I tre grappoli” è risuonata nella Sala del Comune, che il giorno prima era stato location perfetta per le considerazioni dell’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, sull’Angelus Novus di Paul Klee e di Walter Benjamin.

Così il giovane assessore Strazzi ha reso ancora più vivace la presentazione dell’evento, che sarà caratterizzato da una campagna grafica cartacea e web che informerà la popolazione, soprattutto giovanile, sui rischi connessi all’abuso da alcol rispondendo allo slogan “Ti sei bevuto il cervello?”: guidare sotto effetto di alcolici, bere a stomaco vuoto, comprare alcolici sotto i 16 anni, prendere drink per sballare. (*)

Come ogni anno, durante la manifestazione, si concluderà il concorso per il miglior aperitivo al limite 0,5 in collaborazione coi bar/locali di Varese. Sono già più di 20 i locali che hanno aderito alla proposta di creare un cocktail di alta qualità che rispetti il limite alcolemico consentito dal codice della strada. (**)

Nelle serate del 13, 14 e 15 settembre, una giuria tecnica composta da rappresentanti di ASCOM, Confesercenti, Agenzia Formativa della Provincia di Varese, Istituto alberghiero “De Filippi”e Slow Food, Aibes, Onav e Barman at work si recherà nei bar che aderiscono all’iniziativa per la degustazione dei cocktail e l’assaggio degli accompagnamenti gastronomici proposti.

Ci sarà inoltre una giuria giovani formata dagli studenti dell’Agenzia Formativa di Varese, dell’Istituto Alberghiero De Filippi e da alcuni ragazzi del Servizio Civile Informagiovani che, a seguito di una formazione sulla riduzione dei rischi nel mondo del divertimento notturno gestita dagli operatori di Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, valuterà l’aperitivo preferito al limite 0,5 che riceverà il premio offerto dalla rivista mensile VIVA MAG. Voterà anche una giuria popolare, costituita dai clienti dei bar.

Infine il 16 settembre sarà possibile effettuare test alcolemici presso l’Unità Mobile Discobus in corso Matteotti, con info point di prevenzione sul tema, presso le pattuglie della Polizia Locale e Polizia Stradale, rispettivamente in piazza Monte Grappa e Piazza Podestà. Saranno presenti due postazioni gestite da peer educator formati dagli operatori di Cooperativa Lotta: in Corso Matteotti: gestita dai ragazzi della Croce Rossa Italiana, TASSO Team, per la riduzione dei rischi su alcol, sesso e sostanze stupefacenti. Si proveranno gli “occhiali della sbronza”, occhiali speciali che permettono, senza aver bevuto alcolici, di vedere, come se si avesse un’alcolemia sopra lo 0,8; e in Piazza Carducci: gestita dall’Alcol Prevention Team del progetto Lucignolo/STEP. Alcuni peer educator fra i 16 e i 20 anni gestiranno il simulatore di guida, una moto con sella e manubrio collegati ad un computer che permette di mettere alla prova le proprie capacità di guida e le eventuali difficoltà dovute al tasso alcolemico troppo alto.

Quest’anno l’evento artistico musicale sarà gestito da tre associazioni giovanili: Karakorum Teatro vincitore del bando per idee imprenditoriali giovanili “Accendi le tue idee” conosciuto in città per l’organizzazione dell’evento presso il Teatrino di Via Sacco Speck Easy presenta in Piazza Podestà Tournée da bar. Un progetto che intende diffondere il teatro, la cultura e l’amore per la letteratura e i grandi classici in luoghi teatralmente non convenzionali. Una vera e propria tournée che viaggia di sera in sera mettendo in scena all’interno dei bar i grandi classici del teatro con l’intento di avvicinare nuovo pubblico e di alzare il livello medio dell’intrattenimento serale.

Ci sarà poi lo Spazio Kabum è la prima scuola di circo varesina che sarà inaugurata sabato 24 settembre in via Guicciardini a Varese; anche loro vincitori di accendi le tue idee porteranno in Piazza Carducci il loro progetto Circoandando: un laboratorio di circo in movimento che viaggia su quattro ruote, portando la magia e la bellezza del circo per strade e piazze. Giocoleria, acrobatica a terra, acrobatica aerea, equilibrismo, queste alcune delle discipline che grandi e piccini potranno sperimentare durante la serata.

Infine l’Associazione No Profit “Le Officine” nasce nel gennaio 2015 con lo scopo di promuovere attività culturali in Italia e all’estero di iniziative destinate alla formazione culturale e sociale, favorendo lo sviluppo tra i soci e i cittadini in generale. Porteranno per la prima volta a Varese l’evento che nell’estate 2016 ha spopolato in tutti i festival della provincia: la SILENT DISCO! La silent disco (o discoteca silenziosa) è un particolare tipo di evento musicale durante il quale i partecipanti ballano ascoltando la musica individualmente attraverso cuffie o auricolari.

Quest’anno l’evento avrà l’onore di lanciare la Settimana europea della mobilità sostenibile ospitando il gazebo di ciclo città in Piazza Montegrappa. Per l’occasione il Comune di Varese metterà a disposiziopne delle giurie le bici del bike sharing per muoversi liberamente di bar in bar.

 (*) Nota: siamo alle solite, il concetto di “abuso di alcol” porta ciascuno a pensare che sia una cosa che riguarda il bere degli altri. E se nessuno mette in discussione il proprio bere, nulla cambia, e la prevenzione fallisce. Le parole sono importanti.

 (**) Nota: un concetto aberrante, ricorda quello della Drive Beer, “la birra in regola con il codice della strada”. E se questo aperitivo “al limite 0,5” se lo beve un neopatentato, che per legge non può superare alcolemia 0,0, e poi lo fermano per un controllo? Quando gli hanno tolto la patente, chi glielo spiega che il cocktail rispettava il limite alcolemico consentito dal codice della strada? Il Sindaco di Varese?

Chi si occupa di prevenzione, quella vera, dovrebbe prendere le distanze da questo tipo di iniziative, e lasciare a commercianti, Slow Food, Assaggiatori di Vino, e compagnia bella.

 NAPOLI.ZON.IT

Ottaviano: uomo ubriaco si mette alla guida e uccide un 70enne di Casalnuovo

Succede ad Ottaviano, in Via Giuseppe Di Prisco un uomo di 70 anni di Casalnuovo è stato investito da un’auto e il forte impatto è stato fatale infatti l’uomo è deceduto sul colpo.

L’immediato intervento dei carabinieri di Ottaviano e dell’aliquota radiomobile di Torre Annunziata hanno evidenziato lo stato di ebrezza in cui si trovava l’uomo alla guida dato che hanno riscontrato un tasso alcolemico superiore al massimo consentito e la presenza di cannabinoidi.

Il colpevole dell’incidente, 37 enne, è stato denunciato in quanto ritenuto responsabile di omicidio stradale e di guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti. L’uomo era già noto alla forze dell’ordine.

Il corpo del 70enne di Casalnuovo è stato portato al II Policlinico di Napoli per l’autopsia disposta dalla Procura.

 LINDRO.IT

In Pakistan, il boom dell’industria dell’alcol

Anche se gran parte della popolazione ha il divieto di consumare alcolici, decolla l'industria dell'alcol

Che si tratti di vino o di birra, di gin o whisky, in Pakistan la vendita di alcol è in piena espansione. Nonostante al 97 per cento della popolazione sia ufficialmente vietato consumare alcolici per via dei precetti religiosi e ufficialmente solo tre milioni di adulti possono acquistare alcolici, (una minoranza composta da cristiani e induisti), nel Paese l’industria dell’alcol vive un momento d’oro.

In cima al business, Murree, una fabbrica di birra fondata dagli inglesi nel 1860, bruciata anni fa da manifestanti musulmani e costretta a chiudere per un periodo, ora colosso dell’industria degli alcolici che continua a sopravvivere al divieto di consumare alcolici, riservato ai cittadini musulmani. Con una crescita annua compresa tra il 15 e il 20 per cento, la fabbrica costituisce una rarità in un Paese come il Pakistan e si rivolge principalmente ad una élite musulmana disposta a trasgredire le regole. È Dubai il principale teatro del contrabbando.

 Anche se il divieto, in vigore dal 1970, ha inevitabilmente alzato i prezzi degli alcolici, alcuni cittadini hanno cominciato a fare i propri vini in casa, procurandosi pochi semplici ingredienti. Un progressivo cambiamento delle abitudini, che sta influenzando un mercato, pronto a decollare (o quasi).