Rassegna del 12 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 QUOTIDIANO.NET

BENESSERE

Alcol, in Italia il 50% delle donne incinte continua a bere (*) 

I dati dell'Istituto superiore di Sanità. "Circa 7 neonati su 100 subiscono l'esposizione all'alcol nel grembo materno"

Roma, 12 settembre 2016 - Bere alcol durante la gravidanza fa male al feto. E' risaputo. Eppure tante donne, anche quando sanno di essere incinte, non smettono di bere, in particolare quando la gestazione non è programmata. In Italia più del 50% delle future mamme bevono almeno due bicchieri di alcol durante il periodo della gravidanza, mentre nel resto dell'Europa si oscilla dal 6% della Svezia all'82% dell'Irlanda. 

I dati sono stati resi noti dall'Istituto superiore di Sanità (Iss) nel corso della Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome feto-alcolica. "Le nostre stime ci dicono che in Italia il 50-60% delle donne in gravidanza - spiega Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Iss - continuano a bere, mantenendo le abitudini che avevano in precedenza". Poiché l'età media in cui le donne affrontano una gravidanza in Italia "è tra i 30 e 35 anni - continua - abbiamo ricavato, sulla base dei tassi di consumi alcolici in quella fascia, che non bevono meno di due bicchieri, il doppio cioè di quello che dovrebbero evitare".

E, secondo le stime, 7 neonati su 100 subiscono l'esposizione all'alcol nel grembo materno. Purtroppo però gli effetti sul bambino, una volta nato, non si vedono subito, ma più avanti nell'età evolutiva, "quando iniziano ad apparire evidenti - prosegue Scafato - alterazioni delle capacità cognitive e disturbi nella crescita. I genitori vedono che in attività normali i figli non sono reattivi come dovrebbero". L'alcol in gravidanza va evitato, e se si programma di rimanere incinta, anche nella fase del concepimento. Gli organi vitali, come il cuore e il cervello infatti, si formano nei primi 10-15 giorni dal concepimento, quando ancora non si sa di essere incinta. "L'alcol arriva direttamente nel cervello della madre e del feto - conclude - dove distrugge i neuroni ancora prima che si sviluppino".

 (*) Nota: se una donna incinta beve potrebbe essere accusata di somministrazione di bevande alcoliche a minori? Nel nostro Paese al concepito è riconosciuta la dignità di persona fin dall’inizio. La somministrazione di alcolici ai minori è vietata. Nessuno può mettere in dubbio che un feto sia minorenne.

 METEOWEB

Salute: cancellata la dipendenza da alcol spegnendo gruppo di neuroni

Disattivando nei topi un piccolo gruppo di neuroni, questi hanno perso totalmente la dipendenza da alcol

A cura di Filomena Fotia 

12 settembre 2016 - I ricercatori diretti da Giordano de Guglielmo presso The Scripps Research Institute in California hanno rilevato che disattivando nei topi un piccolo gruppo di neuroni localizzati nella parte di cervello chiamata amigdala, questi hanno perso totalmente la dipendenza da alcol non manifestando alcun sintomo di astinenza.

Nella ricerca, pubblicata su The Journal of Neuroscience, gli scienziati hanno trovato il modo di etichettare il gruppetto di neuroni con una proteina colorata, per poi spegnerli. Inoltre l’effetto è durato a lungo, per molte settimane, ed è stato lo stesso nelle tre ripetizioni dell’esperimento.

Il futuro obiettivo è ora comprendere come si instauri la dipendenza in questo gruppo di neuroni e come si possa trasporre il risultato anche sugli esseri umani.

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2016/09/salute-cancellata-la-dipendenza-da-alcol-spegnendo-gruppo-di-neuroni/744147/#5li5yYAGYfDTjrFs.99

 IL GAZZETTINO VESUVIANO

NAPOLI 

I controlli dei carabinieri nelle zone della "movida" partenopea

Napoli, vendevano alcolici a minorenni: tre denunciati

Tre spacciatori arrestati a piazza Bellini e sei parcheggiatori abusivi multati. Verifiche anche al Codice della Strada

I carabinieri della compagnia di Napoli Centro, insieme a colleghi del Nucleo Radiomobile di Napoli e della compagnia d’intervento operativo del reggimento “Campania” hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio per contrastare fenomeni diffusi d’illegalità nel centro storico in occasione della “movida”.

L’operazione ha portato all’arresto di 3 spacciatori in piazza Bellini e alle denuncia di 3 persone per vendita di alcolici a minorenni. Ancora una volta sono stati identificati, multati 6 parcheggiatori abusivi scoperti e allontanati dalle zone più frequentate della movida ove, nel corso di controlli alla circolazione stradale, sono stati perseguiti numerosi casi di circolazione senza patente, senza copertura assicurativa, o senza il casco protettivo.

A piazza Bellini i militari hanno tratto in arresto per spaccio di stupefacenti 3 giovani orginari del Gambia, tutti senza fissa dimora. Imilitari ne hanno osservato defilati i movimenti. poi sono intervenuti bloccandoli perché avevano appena ceduto droga a 2 giovani acquirenti (che sono stati identificati e segnalati al prefetto). Gli assuntori sono stati trovati in possesso dei circa 2 grammi di hashish appena acquistati. gli spacciatori di 10 grammi di marijuana in confezioni già pronte per lo spaccio al dettaglio. Gli arrestati sono stati tradotti a Napoli Poggioreale.

 LA NUOVA SARDEGNA

Nule e Santa Teresa, due drammi e un’unica causa: l’abuso di alcol

In aumento il consumo tra gli under 18: il fenomeno contagia anche le donne. I direttori del Serd: «Sostanza culturalmente accettata, ed è un grave rischio»

di Alessandro Pirina

SASSARI, 12 settembre 2016 - È l’alcol il comune denominatore della tragedia di Santa Teresa e della strage mancata di Nule. Venerdì sera Matteo e Davide avevano ecceduto con il bere e proprio l’intenzione del primo di guidare l’auto in quelle condizioni ha fatto scoppiare la discussione con l’amico che si è trasformata in tragedia. E c’è sempre l’eccessivo abuso di alcol all’origine dell’incidente che ha causato il ferimento di 32 persone alla festa patronale di Nule: Dino Gattu, al volante dell’auto impazzita che ha travolto la folla, aveva infatti un tasso alcolemico cinque volte superiore al limite consentito. Insomma, il bere fino all’eccesso è un problema che riguarda tutte le fasce della società, giovanissimi e uomini maturi. Un fenomeno che oggi contagia anche le donne, soprattutto tra le under 18.

Accessibile a tutti. «L’abuso di alcol è un problema sempre più diffuso – racconta Salvatore Carai, direttore del Serd della Asl di Olbia, un centinaio di trattamenti all’anno –. È sempre più evidente, ne siamo consapevoli, che gli adolescenti cominciano a bere a un'età precoce e consumano quantità preoccupanti di alcol. Il problema è che si tratta di una sostanza facilmente reperibile, costa poco ed è culturalmente accettata. In tutte le occasioni c’è l’alcol, dagli eventi di festa a quelli di lutto».

Danni sottovalutati. Vino, birra, liquori, cocktail, superalcolici sono parte integrante della quotidianità. «Ma non è vero che l’alcol fa bene, è un falso mito che va smontato – continua il numero uno del Servizio per le dipendenze di Olbia –. La molecola è nociva, punto e basta. L’alcol provoca danni che troppo spesso però vengono sottovalutati».

Dino Gattu, durante l'udienza di convalida dell'arresto, ha ammesso le sue colpe: "Assumo farmaci, non avrei dovuto bere". Il gip dispone l'obbligo di dimora a Orune

Età più bassa. Il problema dell’abuso di alcol oggi è diffusissimo tra i giovanissimi. «I primi casi si presentano già a 13-14 anni – dice ancora Carai –. Rispetto al passato l’età si è notevolmente abbassata. E non c’è neanche più distinzione tra maschi e femmine. Fino a 15 anni fa era molto più facile riscontrarlo tra i ragazzi, mentre oggi bevono molto anche le giovanissime. I costi troppo bassi e la facilità con cui lo si può reperire sono alla base del problema. Senza contare che l’abuso può facilitare l’approccio a sperimentare altre sostanze».

Due fasce. Il fenomeno non conosce nemmeno confini geografici. Lo conferma Rosalba Cicalò, direttrice del Serd di Nuoro. «Abbiamo una doppia tipologia di utenti – spiega –. Da una parte la vecchia classe di etilisti, quelli che continuano a cavalcare la cultura mediterranea del bere. Che sono quelli degli spuntini, delle feste campestri, occasioni in cui l’alcol non manca mai. Da noi si beve sempre, dai battesimi alle veglie funebri, dalla nascita alla morte. Tra gli over 35 è ancora molto diffusa quella cultura che considera il vino come un alimento che nutre, scalda e addirittura guarisce l’anima».

Mix con le droghe. La seconda fascia riguarda i giovanissimi, dai 17 ai 30 anni. «È un fenomeno allarmante – spiega la Cicalò –, perché, a differenza dei più grandi, nei ragazzi troviamo l’alcol all’interno di una cornice in cui ci sono anche le droghe. I più giovani manifestano il disagio con il poliabuso, l’alcol facilita l’accesso ad altre sostanze. Un fenomeno che, a onore del vero, ho riscontrato più a Olbia, dove sono stata in passato, che a Nuoro, dove invece l’alcol è il problema prevalente».

 H24NOTIZIE

Ubriaco travolge due motociclisti sul ciglio della strada

di Stefania Saralli

12 settembre 2016 - Prima l’hanno vista sbandare, poi urtare alcune auto in sosta e infine far perdere le sue tracce. Una fuga durata poche centinaia di metri, visto che poco dopo ha travolto due motociclisti fermi a bordo strada ed ha concluso la sua folle corsa nel fossato.

Il protagonista è un 63enne di nazionalità polacca che ieri sera (poco dopo le 20) a Borgo Bainsizza ha creato il panico. Dopo i danni che ha provocato nel Borgo – dove era in corso la festa – l’uomo si è allontanato a bordo della sua Seat e, lungo via Scopeto – la strada che da Bainsizza conduce verso la Pontina – ha travolto i due centauri.

Sia l’automobilista – che molte persone hanno detto era palesemente ubriaco – che i due giovani sono finiti nel fossato. Ad avere la peggio proprio i due motociclisti, un 19enne ed un 17enne. Non sono in pericolo di vita, ma hanno subito diverse fratture. Meno gravi, invece, le conseguenze per l’automobilista, che ha evitato il linciaggio della gente solo grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine.

 OTTOPAGINE

Si ubriaca e picchia la moglie con un bicchiere: arrestato

Il 52enne si scaglia anche contro ai carabinieri

Olevano sul Tusciano. 

Ieri sera, ad Olevano sul Tusciano, i carabinieri della locale stazione hanno arrestato il pregiudicato Armando Di Giosio, 52enne del posto, disoccupato, per maltrattamenti in famiglia,violenza privata, atti persecutori e resistenza a pubblico ufficiale. In seguito ad una richiesta di ausilio, arrivata al 112 e attestata presso la compagnia di Battipaglia, da parte di una 52enne di Olevano, i carabinieri si sono recati presso l’abitazione della donna dove il marito, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcolici, dopo averla minacciata di morte ed averla picchiata, per l’ennesima volta, ha tentato nuovamente di colpirla con un bicchiere, non riuscendo nell’intento solo grazie all' intervento dei militari dell’arma.

L’uomo, inoltre, non ha esitato a scagliarsi contro i carabinieri, che difendevano la moglie, colpendoli con calci e pugni ma venendo prontamente bloccato. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto al carcere di Fuorni.

 GRENME

LA NUOVA MARCA DI VODKA CHE PROTEGGE IL FEGATO DALL'ALCOL, MA È DAVVERO COSÌ?

Si chiama Bellion vodka ed è la prima bevanda alcolica al mondo realizzata con la tecnologia NTX che promette di ridurre in maniera significativa i danni causati dall’alcol al fegato.

Settembre 12, 2016 - La tecnologia NTX è un preparato naturale a base di glicirizzina che è un estratto di radice di liquirizia, mannitolo e sorbato di potassio, sviluppata dall’imprenditore indiano Harsha Chigurupati che la spaccia come "una miscela esclusiva di ingredienti capace di proteggere il fegato dagli effetti nocivi del consumo di alcol senza alterare il gusto della bevanda stessa".

Secondo l’imprenditore, che sostiene di aver passato 10 anni della sua vita a sperimentare la tecnologia, aver miscelato il preparato alla vodka ha portato a una svolta: quella di non doversi più preoccupare che il proprio fegato venga distrutto dall'alcol. 

"La bevanda è già in commercio in India e in 15 stati americani. Da adesso in poi è possibile bere alcolici, godendo a pieno della bevanda ma proteggendo il fegato e il Dna", sostiene Chigurupati.

Che detto così, potrebbe suonare: "Bevete tranquillamente, tanto non fa male alla salute". Sarà per questo che la Food and Drug Administration unitamente al Dipartimento Alcol e Tabacco statunitense hanno posto un fermo divieto alla commercializzazione del preparato naturale. Secondo entrambi, pur non negando che la sostanza abbia questo effetto sul fegato e sul Dna, vendere il prodotto significherebbe incentivare l’uso ( e abuso) di alcol.

Risposta immediata quella della società indiana secondo cui, invece, il governo americano non darebbe il via libera per una mera questione economica legata ad assistenza sanitaria, a proventi derivati dai trapianti di fegato e ai medicinali delle case farmaceutiche. 

Seppur in tutto il mondo, l’abuso di alcol è un problema reale, non possiamo negare che immettere nel mercato la tecnologia, potrebbe essere interpretato come un lascia passare per bere ancora di più. 

Come hanno dimostrato i test effettuati effettivamente il preparato funge da schermo protettivo per il fegato (ma non per tutto il resto). Resta da chiedersi: percepire l’abuso di alcol come non dannoso per la salute è veramente una scelta saggia?

Scritto da Dominella Trunfio

 LO SPETTACOLO

Svolta detox, Jennifer Lawrence dice basta ad alcol e cibo spazzatura

L'attrice sarebbe stata costretta dai genitori a disintossicarsi

Addio party, cibo spazzatura e, soprattutto alcol: Jennifer Lawrence, l'attrice più pagata di Hollywood, starebbe conducendo uno stile di vita più sobrio e salutare per non rovinarsi la reputazione. A convincerla, nonostante la protagonista di Hunger Games abbia 26 anni e possa prendere da sola certe decisioni, sarebbero stati i genitori Karen e Gary, preoccupati che qualche eccesso di troppo della figlia ne compromettesse la fama. Lo scrive il quotidiano The Record, citando una fonte anonima ma ben informata secondo cui l'attrice premio Oscar 2013 ne "Il lato positivo - Silver Linings Playbook" sarebbe in regime di totale disintossicazione, fatta eccezione per qualche piccolo strappo alla regola che non inficerebbe tuttavia la svolta detox.

"Prima di andare in Canada a giugno per le riprese di Day 6 - scrive The Record -, i suoi genitori l'hanno chiamata a rapporto e le hanno ordinato di darsi una regolata. Non vogliono che si rovini la reputazione. Adesso va in palestra, fa delle lunghe passeggiate e ha rinunciato alle maratone di alcol a cui aveva abituato nell'ultimo periodo. In pratica è diventata quasi vegana, anche se ogni tanto si concede qualche passo falso".