Rassegna del 7 Settembre 2016

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido Dellagiacoma, Roberto Argenta

 

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA “FASD” – fETAL ALCOHOL SPECTRUM DESORDER - 

http://www.cassanolive.it/news/Cultura/442488/news.aspx

CONVEGNO DAL TITOLO “ALCOL E DONNA LA SINDROME FETO-ALCOLICA"

MERCOLEDÌ 07 SETTEMBRE 2016

di LA REDAZIONE 

Il 10 settembre 2016 ore 17.30, presso la sala consiliare del Comune di Cassano delle Murge, Piazza Rossani

In occasione della giornata mondiale della “FASD” – Fetal alcohol spectrum desorder – indetta dall’O.M.S. in sinergia con l’I.S.S.,  il 10 settembre 2016 ore 17.30, presso la sala consiliare del Comune di Cassano delle Murge, Piazza Rossani, si terrà il convegno “Alcol e donna: la sindrome feto-alcolica”organizzato l’associazione A.C.A.T. Bari Nuova, in collaborazione con l’Ass. di Promozione sociale No More – Difesa Donna.

L’evento, si propone di sensibilizzare sul tema dei problemi alcol correlati, nello specifico di quelli che può causare il consumo di alcol da parte delle donne in stato interessante: elevato rischio di danni neurologici ai feti e quindi disturbi dello spettro fetale alcolico ed altre complicazioni.

L’apertura dei lavori è affidata ai presidenti delle due associazioni, Pasquale Lacasella e l’Avv. Raffaella Casamassima.

Dopo i saluti del Sindaco di Cassano delle Murge, Vito Domencio Lionetti, del Parroco della Chiesa Matrice Don Francesco Gramegna, dell’Avv. Maria Grazia D’Ecclesiis, Presidente della Ass. “Sentieri della Legalità” nonché del Consigliere Regionale dott. Ignazio Zullo, il convegno entra nel vivo del tema con gli interventi dei diversi relatori.

Perleranno la dott.ssa Doda Renzetti – Consigliera Naz. SIA (Soc. Italiana di Alcologia), il dott. Vito Antonio Campanile – Resp. Del Centro di Alcologia – DDP- ASL BA- Rutigliano- nonché la dott.ssa Amalia Palmirotta, psicologa, collaboratrice di “Magnolia”, Centro di primo ascolto per donne vittime di violenza di genere di Cassano delle Murge, gestito da professioniste volontarie dell’Ass. “No More” in collaborazione con il Centro Antiviolenza di Ambito Li.A. 

Modera la dott.ssa Maria Pia di Medio.

L’evento ha ottenuto il patrocinio gratuito del Comune di Cassano delle Murge, nonché del Rotary Club Distretto 2120.

 

RIECCOLI!!!

STANNO TORNDANDO ALLA CARICA PER ENTRARE NELLE SCUOLE ED INSEGNARE AI NOSTRI RAGAZZI A BERE VINO!!! DA UNA PARTE L’OMS VARA UN NUOVO PIANO D’AZIONE PER LIMITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE PER SALVAGUARDARE LA SALUTE E DALL’ALTRA LA LOBBY DEL VINO VUOLE ENTRARE NELLE SCUOLE PER PUBBLICIZZARE UN PRODOTTO CANCEROGENO!!!

 

http://www.winenews.it/news/43086/produciamo-pi-vino-dei-francesi-ma-loro-hanno-compreso-da-tempo-quanto-sia-importante-affiancare-al-sistema-produttivo-anche-una-dimensione-educativa-dobbiamo-portare-la-cultura-del-vino-nelle-scuole-cos-il-senatore-dario-stefno

 “PRODUCIAMO PIÙ VINO DEI FRANCESI, MA LORO HANNO COMPRESO DA TEMPO QUANTO SIA IMPORTANTE AFFIANCARE AL SISTEMA PRODUTTIVO ANCHE UNA DIMENSIONE EDUCATIVA. DOBBIAMO PORTARE LA CULTURA DEL VINO NELLE SCUOLE”: COSÌ IL SENATORE DARIO STEFÀNO

Roma - 07 Settembre 2016, ore 16:49

Il senatore Dario Stefano“Il nostro Paese cresce in quantità ma anche in qualità. Questo primato mondiale nella produzione ci riempie d’orgoglio e ci fa ben sperare nel futuro, anche qui in Puglia. Ma per consolidare la nostra leadership nel settore vitivinicolo, oltre a quello che ci regala l’impegno nella dimensione produttiva, abbiamo bisogno di un coraggioso investimento sotto il profilo culturale, in formazione”. Così il Senatore Dario Stefàno (Misto), capogruppo nella Commissione Agricoltura in Senato e primo firmatario della proposta di legge per portare l’insegnamento di “Storia e Cultura del Vino” nelle scuole primarie d’Italia.

 “È vero, abbiamo superato e rimaniamo avanti ai nostri cugini francesi ma loro hanno compreso con largo anticipo, già da tempo, quanto sia importante affiancare al sistema produttivo anche una dimensione educativa e pedagogica. Per questo motivo - prosegue Stefàno - ritorno a ribadire l’importanza di portare la storia e la cultura del vino sui banchi di scuola, così come previsto da un disegno di legge che ho presentato in Senato e che mi auguro possa procedere speditamente verso la trasformazione in legge. Il settore vitivinicolo - conclude Stefàno - è un settore trainante per la nostra economia, come viene registrato dalle cifre sull’export, ma è altrettanto importante per la cultura del nostro Belpaese e per l’educazione delle nuove generazioni”.

 

PIANO D’AZIONE EUROPEO DELL’OMS

 

 http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=42699

MALATTIE NON TRASMISSIBILI. “POCHI PROGRESSI SU RIDUZIONE FUMO, ALCOL E INATTIVITÀ FISICA”. OMS EUROPA LANCIA NUOVO PIANO D'AZIONE

06 settembre 2016

Il piano delinea le azioni congiunte da mettere in campo per ridurre il carico delle malattie non trasmissibili, migliorare la qualità della vita e rendere la speranza di vita in buona salute più equa. “Continente rischia di fallire obiettivi Oms 2030. Serve maggiore contrasto a fumo, alcol e inattività fisica. Fondamentale anche la diagnosi precoce. In Europa orientale 30-40% tumori diagnosticati quando sono già diffusi”.

06 SET - La Sezione Europea dell'OMS ha compiuto progressi in settori chiave per il controllo delle malattie non trasmissibili (NCD): il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari (CVD) continua a diminuire, la netta tendenza negativa del fumo continua, e l'assunzione di alcol è in costante diminuzione. Tuttavia, emergono molte differenze nel quadro europeo. Ecco perché Oms Europa stima che la Regione rischia di non raggiungere gli obiettivi di riduzione del consumo di tabacco e l'inattività fisica e la diminuzione dell'obesità, a meno che  non venga data un’accelerata alle azioni di contrasto. E per questo motivo l’Oms Europa informa che lancerà un nuovo piano d'azione per le malattie non trasmissibili alla riunione del Comitato regionale a Copenaghen nel settembre 2016.

 “Sappiamo che la gestione di malattie e condizioni non trasmissibili può sbloccare guadagni di salute inimmaginabili. Le azioni intraprese oggi da tutti i governi determineranno se i paesi riusciranno a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Le persone che moriranno nella mezza età nel 2030 per cause prevenibili sono i giovani adulti di oggi. Non ci poteva essere un maggiore senso di urgenza, se vogliamo prolungare la vita” ha detto il direttore regionale per l'Europa, il dottor Zsuzsanna Jakab.

 “Affrontare le malattie cardiovascolari (CVD) è un esempio della necessità di un'azione politica congiunta. Esse sono la principale causa di mortalità prematura all'interno della regione europea. La riduzione di questo carico richiede di concentrarsi sulla popolazione a livello di approcci mirati attraverso una vasta gamma di questioni: controllo del tabacco, controllo di alcol, riducendo il consumo di sale e di grassi saturi e trans, e il controllo di ipertensione", ha continuato il dottor Jakab.

Necessità di una maggiore attenzione alla gestione delle malattie non trasmissibili. Anche se gli interventi a livello di popolazione e  i miglioramenti nella sanità contribuiscono notevolmente al declino dei tassi di mortalità in molti paesi, per l’Oms “vi è ampio margine di miglioramento in entrambe le aree. Ad esempio, una migliore rilevazione e controllo dell’aumento della pressione sanguigna e colesterolo alto a livello di popolazione potrebbero avere effetto immediato. Inoltre, programmi di riabilitazione cardiaca aiutare nel recupero da attacchi di cuore e ictus, possono migliorare la qualità della vita e ridurre la probabilità di ulteriori malattie, la riabilitazione cardiaca e la prevenzione secondaria sono tra gli interventi più sotto-utilizzati”.

Accelerare benefici per la salute attraverso un approccio con fattori di rischio condivisi. La Regione Europea dell'OMS lancerà un nuovo piano d'azione per le malattie non trasmissibili alla riunione del Comitato regionale a Copenaghen nel settembre 2016. Il piano delinea le azioni per ridurre considerevolmente il carico delle malattie non trasmissibili, migliorare la qualità della vita e rendere la speranza di vita in buona salute più equa. “Per esempio – rileva l’Oms - , molte condizioni non vengono rilevate abbastanza presto per un trattamento efficace: 30-40% dei tumori in Europa orientale si sono già diffusi nel momento in cui vengono diagnosticati. Alcuni tipi di cancro possono essere diagnosticati presto aumentando la consapevolezza del pubblico in generale e professionisti dei primi segni e sintomi. Oltre alla diagnosi precoce delle malattie non trasmissibili, il piano d'azione sostiene l'uso di politiche fiscali e le restrizioni di commercializzazione per promuovere un'alimentazione sana, riformulando i prodotti alimentari in modo che i grassi trans vengano eliminati e i grassi saturi siano sostituiti da grassi insaturi, riducendo sale e zucchero senza aggiungere dannose alternative e aumentando l'attività fisica e riducendo il comportamento sedentario attraverso il sistema di salute e modificazioni ambientali”.

Qui il PIANO D’AZIONE : http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=7668340.pdf

 

PIANO D’AZIONE UDINESE

 

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/09/06/news/il-sindaco-c-e-grande-preoccupazione-servite-meno-alcool-1.14069691

MINACCE E BOTTE AI PASSANTI, IL SINDACO DI UDINE: SERVITE MENO ALCOOL

Interviene anche il questore: facciamo il massimo, tornerà il Reparto mobile. Per Cracovia il posto fisso di polizia non sarebbe risolutivo

06 settembre 2016

UDINE. «Esprimo la massima preoccupazione per quanto è accaduto, anche perché si tratta di problematiche stigmatizzate già da molto tempo, sia rispetto alle difficoltà di gestione delle persone che ricevono un foglio di via o che comunque si rendono responsabili di fatti gravi, sia per quanto riguarda l’abuso di alcol».

È questo il pensiero del sindaco di Udine, Furio Honsell, riguardo all’episodio che lunedì scorso ha visto protagonisti nei dintorni dell’autostazione due profughi afghani che in preda ai fumi dell’alcol hanno dato in escandescenze e aggredito alcuni passanti.

Due persone alle quali era già stata revocata l’accoglienza a causa di altri comportamenti al di fuori della legalità. A fine luglio, infatti, entrambi i giovani erano stati arrestati per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonchè per danneggiamento al termine del parapiglia scoppiato tra la zona del parco Moretti e piazzale 26 Luglio.

«L’abuso di alcol è stato segnalato come una delle principali cause dei problemi di ordine pubblico in città – sottolinea il primo cittadino –. Raccomando quindi a tutti gli esercenti di attenersi nel modo più rigoroso, soprattutto nelle giornate calde, alle norme che prescrivono di non servire alcol a persone già visibilmente alterate.

Esprimo tutto il mio apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, che anche in questo caso sono intervenute tempestivamente e che garantiscono la sicurezza in città e in tutta l’area di borgo Stazione, ma che di fronte appunto alla gestione e all’allontanamento delle persone pericolose sono spesso impotenti».

Le “forze speciali”

La questura, ormai da tempo, organizza servizi mirati in borgo stazione, con un imponente spiegamento di forse. Non solo: il questore Claudio Cracovia ha chiesto e ottenuto anche l’intervento del Reparto mobile della polizia di Padova (conosciuto anche come reparto celere) composto da agenti specializzati nei servizi di ordine pubblico, su strada.

«Quando una signora molto anziana che non usciva di casa da un po’ ha visto il blindato del Reparto mobile – racconta un residente in viale Leopardi – ha deciso di scendere in strada e di andare a parlare con quei ragazzi in divisa.

Ha voluto ringraziarli, perché con la loro presenza si sentiva meglio. E anche alcuni di noi hanno fatto lo stesso. D’altra parte, però, bisogna anche dire che se per sentirci tranquilli dobbiamo avere “l’esercito” sotto casa, allora c’è qualcosa che non va.

Anzi, sono cose inaudite, soprattutto per una città come Udine, per come era fino a poco tempo fa. È un segno triste per la nostra comunità e qualcuno deve fare qualcosa».

Il questore

«Noi stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità – ha spiegato ieri il questore Claudio Cracovia – e continueremo a farlo. Per quanto riguarda il posto fisso di polizia in borgo stazione, invece, non ritengo sia risolutivo.

Contiamo invece, compatibilmente con le altre esigenze a livello nazionale (non dimentichiamo il terremoto in Centro Italia), di avere ancora il supporto del Reparto mobile».

Per quanto riguarda, infine, i due stranieri arrestati lunedì sera, la polizia potrà notificare loro un provvedimento di allontanamento da Udine (il foglio di via) quando saranno cessati gli obblighi giudiziari: dopo l’episodio del 26 luglio, infatti, il giudice aveva ordinato loro di presentarsi alla polizia giudiziaria.

Rimpatri

I cittadini spesso si domandano come mai i profughi che si rendono protagonisti di gravi episodi non vengano rimpatriati in poco tempo. Di fatto, come ha spiegato lo stesso questore, ciò non è possibile fino alla definizione della pratica relativa alla loro richiesta di asilo.

«Comunque – ha precisato il numero uno della questura – forze dell’ordine e prefettura informano sempre la Commissione competente per il riconoscimento della protezione internazionale in merito a comportamenti che appaiono incompatibili con tale accoglienza».

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/alcol-giovani-incontro-1.2490229

ALCOL E GIOVANI, SE NE PARLA AGLI INCONTRI AD ARDENNO

Gli incontri, organizzati dal Club Ardenno 1 e dall'associazione Club Alcologici Territoriali con il patrocinio del Comune di Ardenno sono rivolti alle famiglie

di SU.ZAM.

Ardenno, 7 settembre 2016 - Mercoledì  14 e giovedì 15 settembre, alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare di Ardenno avranno luogo due serate di sensibilizzazione sui rischi derivanti dall’uso di bevande alcoliche. Gli incontri, organizzati dal Club Ardenno 1 e da A.C.A.T. (Associazione Club Alcologici Territoriali) con il patrocinio del Comune di Ardenno sono rivolti alle famiglie, alle quali si intende fornire degli strumenti per comprendere meglio gli aspetti variegati di un problema che riguarda in misura sempre più diffusa la nostra realtà locale e soprattutto le fasce giovanili. Verranno anche introdotti i criteri di approccio perseguiti da A.C.A.T. , che sono di tipo ecologicosociale.

L’invito è esteso a tutta la popolazione, con particolare riferimento ai genitori. Il Sindaco, Laura Bonat, ha dichiarato «Riteniamo di far cosa estremamente utile nell’offrire, soprattutto alle famiglie, degli strumenti di maggior comprensione di una problematica che oggi coinvolge ampi strati della nostra gioventù. Una buona sensibilizzazione e un opportuno approfondimento del problema possono risultare di grande utilità. É per questo che mi auguro una presenza numerosa. Gli incontri, ritengo opportuno sottolinearlo, non sono rivolti solo a chi ha problemi oggi, ma soprattutto a chi non vuole averli nel futuro».

 

SUCCEDE ANCHE QUESTO

 

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/alcol-test-non-e-valido-giudice-accetta-il-ricorso-errori-formali-nei-moduli-informativi-2541966/

“ALCOL TEST NON È VALIDO”, GIUDICE ACCETTA IL RICORSO: ERRORI FORMALI NEI MODULI INFORMATIVI

Pubblicato il 7 settembre 2016

di Redazione blitz

ROVIGO – Il giudice di pace di Rovigo ha accettato le obiezioni dell’avvocato concedendo la restituzione della patente. L’alcol test invalidato da errori formali nei moduli informativi.

L’uomo, come scrive Rovigo Oggi, aveva avuto un incidente.

Quando le forze dell’ordine lo hanno portato all’ospedale lo hanno sottoposto ad un controllo alcolemico: il tasso di alcol nel sangue era tre volte più alto del consentito. E così gli era stata ritirata la patente. Peccato che nei moduli informativi ci fossero degli errori formali che l’hanno invalidato.

“I moduli per il consenso informato che vengono fatti firmare all’interessato al momento di sottoporsi al test per accertare il livello di alcool nel sangue – scrive il quotidiano locale – sarebbero viziati, nella parte in cui indicano le conseguenze di una mancata accettazione del test, da una formulazione non chiara e non aderente alla realtà”. In pratica quei moduli informano il paziente su cosa accade se si sottopone al test e cosa succede se decide di rifiutarsi.

Il giudice di Pace ha accettato il ricorso dell’uomo e aperto (forse) un precedente che potrebbe far scattare numerosi ricorsi.

 

ECCO IN QUESTO CASO GLI ARTIFICIERI IN DIVISA SONO INTERVENUTI APPENA IN TEMPO PER RIMETTERE IN SICUREZZA LA STRADA. IL CONDUCENTE AVEVA UN VALORE ALCOLEMICO PARI A 4 VOLTE IL LIMITE MASSIMO AMMESSO. (ASAPS)

 

http://www.asaps.it/56283-_autostrada_a11_contromano_per_un_chilometro__era_ubriaco_.html

AUTOSTRADA A11, CONTROMANO PER UN CHILOMETRO: ERA UBRIACO

da firenzetoday.it

Mercoledì, 07 Settembre 2016

Guidava in direzione di Firenze con un tasso alcolemico oltre 4 volte il limite consentito

Ha percorso l'autostrada A11 contromano per oltre un chilometro, ieri sera, poco dopo le 8 di sera.

Sono stati alcuni automobilisti a segnalare il fatto alla polizia, che è intervenuta assieme ad un finanziere e ad un carabiniere fuori servizio, riuscendo a fermare l'auto all'altezza di Serravalle Pistoiese.

Alla guida dell'auto, che procedeva in direzione di Firenze, c'era un 24enne, di origini marocchine. Il giovane, ubriaco, aveva un tasso alcolemico di oltre quattro volte quello consentito per legge.

Agli agenti ha raccontato che stava raggiungendo un amico, rimasto fermo con l'auto sulla corsia d'emergenza.

Per il 24enne è scattato il fermo del veicolo, il ritiro della patente, una denuncia per guida in stato d'ebbrezza e una multa di 4mila euro.

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/09/07/news/accoltella-il-marito-alle-spalle-condannata-1.14073660

ACCOLTELLA IL MARITO ALLE SPALLE: CONDANNATA

Un anno e cinque mesi oltre a cinquemila euro di risarcimento. La testimonianza shock della figlia

Fabio Poloni

07 settembre 2016

«Ho visto il sangue per terra. Ho capito che mia madre aveva accoltellato mio padre». Una vicenda familiare drammatica, conclusasi quasi in tragedia. Ieri è arrivata la sentenza: la donna è stata condannata a un anno e cinque mesi di reclusione (pena sospesa) e cinquemila euro di risarcimento danni nei confronti del coniuge.

Nel corso del dibattimento processuale, a raccontare al giudice quell’inferno è stata anche la figlia diciassettenne della coppia al centro di questa violentissima guerra domestica. La madre della ragazzina - a sua tutela non riportiamo nemmno il nome della donna condannata - è finita a processo per lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia. L’episodio dell’accoltellamento è arrivato al culmine di mesi di tensioni domestiche: la coppia che va in crisi, lei che sprofonda nell’alcolismo e diventa violenta, lui che si trova una nuova compagna ma continua a vivere in quella casa, da separato, con la sua ormai ex e la figlia minorenne.

L’uomo esce presto per andare al lavoro, e quando torna a casa la sera trova spesso la donna ubriaca. L’alcol la trasforma: molesta, violenta. Insulti, minacce, botte: nel suo mirino sia il compagno, sia la figlia. Un dramma continuo, che arriva al culmine la sera del 5 luglio del 2014. In quell’occasione, la donna afferra un coltello e colpisce l’uomo alle spalle, all’altezza del collo. Difficile spiegare il raptus: forse è stata la gelosia per la nuova storia di lui. L’uomo scappa, sanguinante e sotto shock. Si chiude in bagno, chiama la sua nuova compagna al telefono: «Muoio, muoio, sono pieno di sangue». Attimi di terrore. Arriva anche la ragazzina: vede il sangue, capisce «che lei lo aveva accoltellato». Sul posto si precipitano i carabinieri, per la donna scatta la denuncia.

Un episodio che ha segnato le vite di tutti e tre. «Adesso mio padre si chiude in camera sua a chiave, per dormire», aveva raccontato la ragazzina al giudice, «perché ha paura che mia madre possa fargli del male di nuovo». Ieri la sentenza, come detto: un anno e cinque mesi di reclusione per la donna, oltre al risarcimento danni. Non sarà facile pagare, per lei: risulta nullatenente, e ancora afflitta da gravi problemi di dipendenza dall’alcol.

Una vicenda molto simile a quella che ha portato alla condanna a un anno e quattro mesi (con rito abbreviato) di una donna di origini polacche, nei mesi scorsi: la quarantenne ha accoltellato il compagno in uno scatto d’ira con un coltello da cucina, colpendolo al costato e lesionandogli un polmone. La donna in quel caso aveva reagito dopo aver ricevuto uno schiaffo da parte del compagno.

 

http://www.tio.ch/News/People/Gossip/1104669/Shia-LaBeouf--L-alcol-stava-per-rovinarmi-la-vita-/

SHIA LABEOUF: «L'ALCOL STAVA PER ROVINARMI LA VITA»

L'attore si è aperto sui suoi vecchi problemi del passato

Articolo di Bang ShowBiz

LOS ANGELES - Shia LaBeouf torna a parlare dei suoi vecchi problemi del passato. L'attore 30enne ha rivelato come l'alcol gli abbia quasi rovinato la vita, sebbene, ormai da un anno, sente di essere uscito definitivamente dal tunnel della dipendenza.

«Quella me*** quasi mi rovinava la vita - ha dichiarato a Variety.com - L'alcol o qualsiasi altra sostanza non fanno altro che confonderti la testa. Io ne sono fuori. Devo tenere la testa sulle spalle ora».

«Avevo il complesso di Napoleone, così ho cominciato a bere per sentirmi più piccolo di quanto già non fossi, urlavo e, a dirla tutta, ero fuori di me. Non ero io».

I problemi di dipendenza hanno radici profonde, come raccontato dallo stesso Shia: «A casa mia c'erano droghe ovunque: marijuana, cocaina ed eroina. Mio papà mi ha passato la mia prima canna quando probabilmente avevo 11 o 12 anni. Invitavano a casa le varie Hilary Duff e Miley Cyrus per andare ai concerti dei fratelli Jonas. Io stavo lì con i miei amici, ma eravamo degli outsider. Non mi sono mai sentito uno di loro».

Ciononostante, il controverso attore statunitense crede che, senza le sue bizze, non avrebbe ottenuto lo stesso successo. «Non penso avrei lavorato con i registi con cui sto lavorando adesso, se non mi fossi cacciato in quei guai. Loro sono alla ricerca di gente particolare, di mine vaganti. Io sto cercando di capire come trasformare la mia pazzia in qualcosa di gestibile, in qualcosa a cui posso dare una forma e un'espressione artistica. Prima ero una ferita aperta che sanguinava su tutto».

 

I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/09/06/news/droga-e-alcol-giovani-denunciati-1.14070994

DROGA E ALCOL, GIOVANI DENUNCIATI

Operazione dei carabinieri nel fine settimana nei centri della costa orientale

06 settembre 2016

SINISCOLA. Quattro persone denunciate e due giovani segnalati all’autorità amministrativa per consumo di detenzione di sostanze stupefacenti, questo il sunto delle operazioni messe in atto nel fine settimana dai carabinieri della Compagnia di Siniscola guidata dal qualche giorno dal nuovo comandante Andrea Leacche.

In particolare, il controllo alla circolazione stradale, effettuato dalle pattuglie dell’arma sulle maggiori vie di comunicazione del territorio, ha portato al deferimento in stato di libertà di due giovani.

Un ragazzo fermato durante un controllo sulla strada provinciale Siniscola – La Caletta è risultato positivo al test alcolemico. Lo strumento di misurazione, ha registrato un tasso notevolmente superiore al limite consentito dalla legge, così come un’altra donna che è stata invece controllata sulla San Teodoro-Ottiolu.

Per entrambi, è scattato immediatamente il ritiro della patente di guida. Altre pattuglie dei carabinieri, sono state impegnate invece nella repressione dei reati in materia di stupefacenti.

Durante i controlli, è stato denunciato un minorenne romeno sorpreso in una via di San Teodoro con ventisei grammi di marijuana.

Il giovane, dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Altri controlli hanno permesso invece di segnalare alla Prefettura di Nuoro altri due giovani, un minorenne ed un 27enne che detenevano piccoli quantitativi di marijuana per uso personale.

A Siniscola infine, un 33enne già gravato dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, non è stato trovato a casa nell’orario disposto dal giudice.

Per questo motivo sarà anche deferito anche lui all’autorità giudiziaria in stato di libertà. (s.s.)

 

http://www.radioalfa.fm/home/news.php?n_fun=guida-sotto-leffetto-dellalcol-e-contromano-ad-eboli-denunciato-dalla-finanza

GUIDA SOTTO L'EFFETTO DELL'ALCOL E CONTROMANO AD EBOLI, DENUNCIATO DALLA FINANZA

mercoledì 07 settembre 2016 - 09:31

La Guardia di Finanza ha sequestrato un autoveicolo, ha ritirato la patente di guida e ha denunciato un uomo che guidava sotto l’effetto di alcol e zigzagava sulla strada con la sua vettura.

Una condotta immediatamente notata dai finanzieri, presenti per controlli su una delle arterie più trafficate della Piana del Sele che conduce alle località balneari del Cilento. A un certo punto la vettura ha anche invaso, procedendo contromano, la corsia di marcia opposta: solo il fortuito caso ha impedito l’impatto con le numerose autovetture che in quel momento sopraggiungevano in senso inverso. L’auto è stata fermata con non poche difficoltà. A chiarire la situazione, tra l’altro, anche la scoperta nell'auto di numerose bottiglie di superalcolici. L’autista, per l’evidente stato in cui si trovava, è stato anche colto da improvviso malore.

Autore: Ersilia Gillio    scrivi alla redazione

 

IL DIVIETO E’ SOSTENUTO NON PER MOTIVI RELIGIOSI MA PER MOTIVI DI SALUTE

 

http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20160907/282007556837033

BASTA ALCOL A BALI (E IN INDONESIA). LA MOSSA DEGLI ISLAMICI

Il progetto di bandire birra e liquori «per motivi di salute». E in Parlamento i laici non si oppongono

Corriere della Sera

7 Settembre 2016

Alessandra Muglia

Cocco, birra Bintang e mare. Questa è Bali per i quattro milioni di turisti che ogni anno affollano l’isola indonesiana. Un’isola ora in pericolo. Non è un nuovo tsunami a minacciarla, ma il divieto totale sulla vendita di alcolici che incombe su tutte le 17 mila isole dell’arcipelago del Sudest asiatico. Un altro duro colpo all’industria del turismo, che in Indonesia vale 23 miliardi di dollari l’anno, il 3,2% del Pil nel 2014. Già messa a dura prova dall’attacco terroristico di gennaio a Giacarta, rivendicato da estremisti affiliati all’Isis.

Nel Paese a maggioranza musulmana più popoloso al Arte e musica Un‘automobile variopinta e riadattata come installazione artistica nel cuore del festival «Burning Man» mondo (255 milioni di abitanti), in questa giovane democrazia (nel 1998 finiva l’era del dittatore Suharto) dove la libertà religiosa è prevista dalla Costituzione (la maggioranza dei balinesi è induista, per dire), le forze islamiche radicali, per quanto minoritarie, sembrano in grado di influenzare sempre più le politiche di governo. Dopo aver bandito birra, vino e liquori da negozi e bancarelle nell’aprile del 2015, ora il Parlamento di Giacarta sta esaminando una proposta di legge che intende proibirne la produzione, la distribuzione e il consumo anche in bar, ristoranti e hotel. I trasgressori, locali o stranieri, rischieranno fino a 10 anni di carcere se la legge verrà approvata.

Non è la prima volta che partiti filo islamici tentano di imporre la via della moralizzazione forzata della società, già realtà in alcune aree del Paese dove è in vigore la sharia. Questa volta però il divieto è sostenuto non per ragioni religiose ma per motivi di salute. Una scusa, avverte Rudolf Dethu, leader politico contrario, parlando con il New York Times: il vero obiettivo resta quello di trasformare l’Indonesia in uno Stato islamico. I numeri sono dalla sua parte: dal 2012 a oggi tutti i decessi per alcol sono dovuti — valuta il Centro di Studi politici di Giacarta — al consumo di «oplosan», un distillato illegale con sostanze tossiche. E l’83% di questi decessi è avvenuto nei distretti dove vige la sharia. Il presidente Joko Widodo e la coalizione di governo sono contrari al divieto. Ma i partiti indonesiani sono noti per sfilarsi davanti a temi controversi. È difficile esprimersi contro, per paura di essere considerati anti islamici. E l’inerzia dei partiti laici alimenta i timori che questa volta gli ultras islamici possano spuntarla.